<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Tempi-Moderni | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/c/tempi-moderni/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/c/tempi-moderni/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Tempi-Moderni</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 03 May 2015 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Tempi-Moderni</title><link>https://stefanocecere.com/c/tempi-moderni/</link></image><item><title>Balasso testimonial videopoker</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/05/balasso-testimonial-videopoker/</link><pubDate>Sun, 03 May 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/05/balasso-testimonial-videopoker/</guid><description>&lt;p>C&amp;rsquo;è una guerra in atto e la stanno conducendo terroristi in giacca e cravatta. Ai poveracci non rimane che una soluzione e lo Stato gliela fornisce.&lt;/p>
&lt;div class="jetpack-video-wrapper">
&lt;/div></description></item><item><title>buona autoliberazione</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/04/buona-autoliberazione/</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/04/buona-autoliberazione/</guid><description>&lt;ul>
&lt;li>in neanche un decennio abbiamo sostituito decine di milioni di televisori catodici con modelli a cristalli liquidi.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;ul>
&lt;li>occhio non vede coscienza non duole.&lt;/li>
&lt;li>dei ragazzi hanno cucinato egregiamente per centinaia di persone usando solo i prodotti in scadenza (destinati al macero) di alcuni supermercati.&lt;/li>
&lt;li>è vero, due tartarughe in giardino forse non servono a niente, ma vederle rincorrersi felici tutti i giorni ci rende felici&lt;/li>
&lt;li>forse meditare o informarsi sulle conseguenze delle nostre azioni e del nostro stile di vita, ci aiuta a migliorarci!&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>buona autoliberazione a tutti!&lt;/p>
&lt;p>&lt;a href="http://www.dailybest.it/2015/04/23/queste-foto-mostrano-lorrore-dellinquinamento-ed-i-suoi-terribili-effetti-su-animali-e-persone/" target="_blank">
&lt;a href="http://www.dailybest.it/2015/04/23/queste-foto-mostrano-lorrore-dellinquinamento-ed-i-suoi-terribili-effetti-su-animali-e-persone/" target="_blank">http://www.dailybest.it/2015/04/23/queste-foto-mostrano-lorrore-dellinquinamento-ed-i-suoi-terribili-effetti-su-animali-e-persone/&lt;/a>
&lt;/a>&lt;/p></description></item><item><title>clienti e fornitori (di adsl ma non solo)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/04/clienti-e-fornitori-di-adsl-ma-non-solo/</link><pubDate>Thu, 23 Apr 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/04/clienti-e-fornitori-di-adsl-ma-non-solo/</guid><description>&lt;p>stufo marcio di tutti sti operatori che chiamano su fisso e cell per offrire nuovi abbonamenti telefonici etc (che poi sono tutte società collegate a cui i vari gestori appaltano la ricerca di nuovi clienti) li ho minacciati di cambiare operatore oggi stesso.. e nel giro di pochi minuti mi hanno dimezzato il costo dell&amp;rsquo;ADSL regalandomi chiamate verso i cellulari per sempre!&lt;/p>
&lt;p>così.. giusto per sapere che quando qualcuno ti rompe i coglioni, si può rispondere per le rime, e dato che chi paga siamo noi (che sia la bolletta o le tasse), dovremmo ricordarci chi è il cliente e chi il fornitore&lt;/p></description></item><item><title>On the internet nobody knows you're a dog</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/03/on-the-internet-nobody-knows-youre-a-dog/</link><pubDate>Sun, 22 Mar 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/03/on-the-internet-nobody-knows-youre-a-dog/</guid><description>&lt;img class="alignnone size-full wp-image-5710" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/Internet-Dog.jpg" alt="Internet Dog" width="500" height="500" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/Internet-Dog.jpg 500w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/Internet-Dog-150x150.jpg 150w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/Internet-Dog-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></description></item><item><title>e io mi drogo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/01/e-io-mi-drogo/</link><pubDate>Mon, 26 Jan 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/01/e-io-mi-drogo/</guid><description>&lt;img class="alignnone size-full wp-image-5683" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/e-io-mi-drogo.jpg" alt="e io mi drogo" width="350" height="350" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/e-io-mi-drogo.jpg 350w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/e-io-mi-drogo-150x150.jpg 150w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2015/03/e-io-mi-drogo-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></description></item><item><title>Fratelli di TAV (documentario)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/03/fratelli-di-tav-documentario/</link><pubDate>Thu, 01 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/03/fratelli-di-tav-documentario/</guid><description>&lt;p>guarda cosa ti propongo: stasera anzichè tv o romanzo o videogame, guardarsi con amici e famigli questo documentario?&lt;/p>
&lt;p>Effetti collaterali del &amp;ldquo;treno ad alta velocità&amp;rdquo; (documentario, colore, 2008).&lt;/p>
&lt;p>Una video-inchiesta sull&amp;rsquo;impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l&amp;rsquo;impatto che questa &amp;ldquo;Grande Opera&amp;rdquo; esercita sui territori che attraversa - in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari - è sorprendente.&lt;/p>
&lt;p>Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell&amp;rsquo;impatto, inevitabilmente, subiscono. &amp;ldquo;Fratelli di Tav&amp;rdquo; combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica - rapporti anch&amp;rsquo;essi ad &amp;ldquo;Alta Velocità&amp;rdquo; - intercorsi nella realizzazione della Tav.&lt;/p>
&lt;p>Un&amp;rsquo;analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto della ferrovia che, lentamente ed a costi esorbitanti, viene portato a termine.&lt;/p>
&lt;p>Un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo&lt;/p>
&lt;p>info:
&lt;a href="http://fratelliditav.noblogs.org" target="_blank">fratelliditav.noblogs.org&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Una lettera da Atene</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/02/una-lettera-da-atene/</link><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/02/una-lettera-da-atene/</guid><description>&lt;p>_pubblico questa lettera scritta stamani da un&amp;rsquo;amica di Atene. interessante leggere anche il commento di Paolo Barnard sul momento greco :
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=328" target="_blank">_pubblico questa lettera scritta stamani da un&amp;rsquo;amica di Atene. interessante leggere anche il commento di Paolo Barnard sul momento greco :&lt;/a>
baci _&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>Cari amici,&lt;/p>
&lt;p>ieri ad Atene si è tenuta la manifestazione più grande degli ultimi due anni e mezzo. C’erano migliaia di persone di età, condizione sociale e idee politiche diverse, ma con la stessa indignazione, la stessa paura per la mancanza di futuro, la stessa rabbia, la stessa speranza. L’appuntamento era alle sei del pomeriggio a Sintagma, la piazza centrale di fronte al Parlamento, ma la gente ha cominciato a radunarsi là fin dalle tre. Verso le cinque e mezza la polizia ha cominciato a sparare lacrimogeni SENZA ALCUNA RAGIONE. I manifestanti pacifici sono scappati presi dal panico, ma nessuno se ne è andato. Siamo rimasti tutti là e dopo un po’, quando il fumo si è disperso, abbiamo ricominciato a marciare. Ancora lacrimogeni, ritirata per alcuni isolati e poi manifestazione. E’ andata avanti così fino alle dieci di sera, quando vari gruppi violenti hanno appiccato il fuoco a diversi edifici. La polizia ha reagito e una nube di lacrimogeni ha coperto tutta la zona intorno all’Acropoli.&lt;/p>
&lt;p>Circa cento parlamentari non hanno votato a favore del pacchetto di misure, ma il piano della Germania, della Francia e del resto dei politici europei di instaurare un Grecia un governo sostenuto da tre partiti alla fine è riuscito. Ieri notte il secondo accordo è passato con il voto di 199 parlamentari su 300. Frustrazione, rabbia e non senso si sentono nell’aria.&lt;/p>
&lt;p>Naturalmente sono contenta che il sistema stia crollando. Prima avviene, meglio è. Ma oggi mi sono svegliata sentendo ancora il fumo dei lacrimogeni e anche se la mente mi dice che va bene, nel cuore mi sento tradita. Forse perché dentro di me (e nel cuore di migliaia di persone) esisteva ancora la speranza di ottenere qualcosa con le dimostrazioni di massa. Dobbiamo proprio trovare altri modi di resistere a questo orrendo scenario e di costruirne uno nuovo. Spero di trovarli, o almeno di proporre una direzione insieme a voi, amici.&lt;/p>
&lt;p>Pace, forza e allegria a tutti&lt;/p>
&lt;p>Marianella&lt;/p></description></item><item><title>Un esercito della nonviolenza</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/un-esercito-della-nonviolenza/</link><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/un-esercito-della-nonviolenza/</guid><description>&lt;p>Riescono a fermare i singoli uomini.. ma non le Idee&lt;/p>
&lt;p>Le Idee sono intangibili.. cercano lo stesso di bloccarle e imprigionarle.. ma non ce la faranno&lt;/p>
&lt;p>Siamo pronti?&lt;/p>
&lt;img src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza.jpg" alt="" title="esercito-della-nonviolenza" width="620" height="410" class="aligncenter size-full wp-image-2837" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza.jpg 620w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></description></item><item><title>E’ atroce da guardare</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/e-atroce-da-guardare/</link><pubDate>Fri, 25 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/e-atroce-da-guardare/</guid><description>&lt;p>che altro dire? ri-pubblico questo scritto dal giornalista
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=275" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>“E’ atroce da guardare”&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ci arriva un trader-squalo della City finanziaria di Londra, che sta a guardare il disfacimento della pubblica finanza dello Stato italiano con un gomito appoggiato su una scatola vuota di un Big Mac, il caffè nella tazza di porcellana nell’altra mano e gli occhi che poggiano inespressivi sullo schermo del pc. E dice: &lt;em>“Stiamo assistendo al collasso al rallentatore del terzo più grande mercato di titoli di Stato, quello italiano… è atroce da guardare”.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>E lui sta a Londra, non dentro al furgone del ragazzo di 26 anni che ho tirato fuori da un fosso ieri notte alle 2 e mezza dopo che si era schiantato contro un cancello di una casa di campagna per il troppo sonno. Nel frastuono di una conduttura di gas che aveva divelto e che sparava metano come un motore di un Jumbo, e mentre gli urlavo di correre via da lì perché rischiavamo di saltare come due mine, lui ripeteva inebetito &lt;em>“… non si può cazzo, non posso fare 6 ore di notte a consegnare i giornali, poi 4 ore a pulire la mensa a Casalecchio, poi altre 4 in discarica…”&lt;/em>. Poteva essere morto, o paralizzato, e precisamente perché quella cosa atroce da guardare gli ha già tolto l’economia.&lt;/p>
&lt;p>Ma quello che dovete capire è il balletto dei golpisti, più che atroce da guardare. I titoli italiani non vendono praticamente più, proprio non ci sono compratori, cioè, dato che con l’Euro non sovrano abbiamo bisogno di loro per avere ogni singolo Euro di spesa pubblica, questo significa che l’Italia non può più funzionare. Chi ci compra i titoli oggi sono finanziatori interni e istituzionali, ma a tassi dal 6,5% al 7,5 e più su, vedrete dove finiranno. Insostenibile, impossibile, suicidio finanziario, perché oltre il 5% di interessi nessun Paese dell’Eurozona può durare, collassa.&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo Monti al governo che deve ottenere un parlamento e un governo del tutto castrati, impotenti, e obbedienti perché i golpisti finanziari da me più volte identificati e nominati devono poterci depredare e spolpare a sangue. Abbiamo Draghi alla BCE che risponde direttamente a loro. Come si fa a piegare la politica italiana ad acconsentire al massacro civico e democratico? La si tortura finché non cede. Tassi su, Draghi non fa nulla, anzi, gli acquisti di titoli italiani da parte della BCE calano proprio nei minuti in cui i nostri tassi si alzano (la BCE potrebbe calmierare i tassi e mantenerli calmi per anni se volesse). Monti fa finta di tentennare, aspetta che il dolore divenga insostenibile. Passano i giorni, Monti finge di voler contemplare misure socialmente umane, ma è un balletto. In realtà aspetta che la tortura sia al limite, e poi vedrete che di umano in Italia ci sarà rimasta solo la carne di chi finisce in un fosso alle 2 del mattino perché non può più dormire per vivere.&lt;/p>
&lt;p>E’ un balletto, si coordinano da Roma a Francoforte, via telefono con gli Hedge Funds, e gli speculatori del Group of Thirty, ERT, BE, Lotis, IIF, e compagnia cantante, fra cui quel paggio disgustoso di Ezio Mauro che dà ordine a Repubblica di scrivere che la catastrofe dei tassi italiani è perché ancora gli investitori non si fidano per la presenza del PDL in parlamento. Quando l’Italia sarà in centro Africa, Monti da qualche parte fra JPMorgan o il FMI a prender 2 o 3 milioni di dollari all’anno, e il PDL solo su Wikipedia, Repubblica scriverà che no! non è l’Euro, è che gli investitori non si fidano perché su un campanello di una casa di Arcore c’è ancora scritto Berlusconi. Ok.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Paolo Barnard&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Cosa accade ora e come reagire</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/cosa-accade-ora-e-come-reagire/</link><pubDate>Fri, 11 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/cosa-accade-ora-e-come-reagire/</guid><description>&lt;p>_ecco come
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=266" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
descrive 3 scenari per reagire alla friggitrice in cui ci troviamo. personalmente l&amp;rsquo;idea di portare il punto 3) attivamente in politica mi stuzzica non poco…&lt;/p>
&lt;p>NOTA: mi dissocio totalmente da ogni tipo di epiteto sul DNA dei tedeschi, o qualsiasi cosa che puzzi di razzismo. spero che i miei amici tedeschi capiscano. _&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>Il colpo di Stato si compone della fase scardinante e del regime successivo. Di norma la prima implica un attacco frontale alla democrazia che spaventa e sconquassa, i blindati nelle strade e le bombe sui palazzi di governo. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente sono stati l’attacco dei mercati e le bombe in termini di titoli italiani sganciati a tappeto in una vendita furiosa. La seconda fase è quella che segue, il regime vero e proprio. Le cose si calmano in apparenza, ma i golpisti sono nel palazzo e iniziano le razzie e i crimini contro i diritti umani. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente saranno la demolizione della ricchezza pubblica (residua) da trasferire alle elite, dei diritti del lavoro per il beneficio di chi vuole pagare un italiano come un cinese, e dell’economia stessa, poiché tali politiche possono solo soffocare la Aggregate Demand che è vitale per qualsiasi sistema economico. Saranno 40 anni di sofferenza sociali indescrivibili per milioni di noi, che non inizieranno a mordere giovedì prossimo, ma neppure tanto in là. Mario Monti, golpista criminale al soldo di e contiguo con Goldman Sachs, la Coca Cola Company, il Bilderberg e le lobby finanziarie europee, è già al timone. Napolitano, che non chiamo Presidente perché è un lurido traditore della patria, ha steso il tappeto rosso.&lt;/p>
&lt;p>Perdonate se non entro nei dettagli del saccheggio prossimo, leggete il Più Grande Crimine 2011, è tutto spiegato.&lt;/p>
&lt;p>Ora, sul cosa fare ci sono tre strade. Ma nessuno le percorrerà. Voi che leggete, e in generale tutti i cosiddetti impegnati, non avete più alcun attributo maschile funzionante, siete drogati di pc e del tutto inutili, patetici inutili chiacchieroni online. In politica, e lo so da fonti interne ad essa, non ci capiscono un tubo di questo colpo di Stato, manco sanno di cosa si parla. Inutili anche loro. *&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>(Bossi credo sappia tutto, ma scommette sulla sua Padania come neo-lander tedesco che vivrà ricco e felice nel mezzo di Calcutta. Sbaglia tutto, non ha capito che i tedeschi sono nazisti nel DNA, infatti è la terza volta in 100 anni che tentano di distruggere noi ‘untermenschen’ d’Europa: prima e seconda guerra, e con la loro BCE che non fa il suo lavoro. Bossi, sei scemo, fammi togliere sta soddisfazione, ma voi leghisti… ma proprio coglioni stellari a credergli)&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Le soluzioni.&lt;/p>
&lt;p>**1) La BCE fa il suo lavoro.&lt;/p>
&lt;p>** Per placare il panico dei mercati - dovuto solo al fatto che sanno che il nostro debito pubblico è pagabile in Euro, cioè una moneta che noi non possiamo emettere per cui non possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato – la BCE può fare il suo lavoro, che dovrebbe essere di comprare tutti i titoli di Stato di qualsiasi Stato dell’Eurozona in difficoltà, e senza limiti di acquisto. Come è noto, se i titoli di Stato vengono acquistati in massa, il loro valore aumenta e i tassi che il Paese che li ha emessi deve pagare su di essi calano (e per quel Paese è un bene). Ok, in questo momento l’Italia emette titoli di Stato, e lo deve fare per trovare sti maledetti Euro per pagare le sue spese (visto che non lo può emettere). Oggi l’Italia paga interessi su questi titoli a livelli usurai e questo la strangola, e inoltre la sospinge in un circolo vizioso orrendo, dove più paga interessi e più la sfiduciano e più la sfiduciano e più paga interessi, e daccapo. Ok. La BCE compra in massa titoli italiani (ma lo stesso con Grecia, Portogallo e Irlanda) e questo fa calare gli interessi, l’Italia respira. I mercati si tranquillizzano, poiché se la BCE fa questo, loro sanno che in caso di difficoltà sarà la BCE a comprargli i titoli italiani che hanno in tasca, non ci perderanno, e quindi si calmano ancora di più. Se si calmano, toneranno a prestarci i soldi a interessi decenti. Domanda: può la BCE fare questo? Ci dicono che è vietato dai Trattati europei come il Lisbona. Risposta: i trattati sono ambigui su questo, ma alla fine una decisione politica può sbloccare tutto, basta che la prendano. Domanda: la BCE ha i soldi per fare questo? Risposta: la BCE può inventarsi tutti gli Euro del mondo e di quell’altro mondo pure, non ha limiti e può comprare tutti i titoli di questo mondo e di quell’altro, a patto che siano in Euro. Questo fa, per esempio, la FED (banca centrale) americana, che si è inventata 27 trilioni di dollari (avete un’idea di quanti siano?) dal nulla 4 anni fa e ha comprato titoli americani tossici senza fine. Inflazione in USA oggi? Microscopica, nessun problema. Domanda: perché la BCE, allora, non ci salva in questo modo? Risposta: perché è dominata dalla Germania, e se ci salva il progetto neonazi di dominarci come ‘untermenschen’ salta. Sto esagerando i toni? No. Hai le prove? Sì. Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno. Draghi e gli altri criminali tecnocrati europei, ma anche Prodi e compagnia, sanno tutto e hanno partecipato. Draghi che oggi sta al timone della BCE ha già detto No!, la BCE non salva nessuno. Gradirei che Carla Del Ponte annotasse, per il prossimo processo all’Aja contro questi assassini per crimini contro l’umanità.&lt;/p>
&lt;p>Detto questo, va annotato che la soluzione appena accennata sopra non risolve il problema centrale di questa tragedia, cioè l’esistenza dell’Euro non sovrano per alcuno Stato che lo usa. Per cui rimarrebbe inalterata la maledizione dei Tesori dell’Eurozona che devono prendere in prestito ogni singolo Euro che spendono per noi e per altri. Quindi la soluzione sopraccitata è da considerarsi come una soluzione d’emergenza per fermare l’emorragia, una specie di rianimazione, ma non la cura.&lt;/p>
&lt;p>**2) Creare gli Stati Uniti d’Europa.&lt;/p>
&lt;p>** Questo invece curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende a deficit per tutelare noi persone (modello MMT), siamo punto daccapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c… alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale. No, questa opzione 2) non mi convince.&lt;/p>
&lt;p>**3) Abbandonare l’Eurozona, tornare alla Lira sovrana.&lt;/p>
&lt;p>** Ok, l’Italia dice &lt;em>“Ciao a tutti me ne vado, e l’ultimo che esce da sta stanza mefitica spenga la luce”&lt;/em>. Significa rompere drammaticamente con gli obblighi italiani ratificati col Trattato di Lisbona e altri. Significa fare un default in Euro. Senza dubbio questo è drammatico. Avete presente l’Argentina del default? Ecco. Però un attimo, continuo. Di sicuro questo comporterebbe il collasso istantaneo della capacità dell’Italia di ottenere prestiti in Euro, comporta il fatto che il nostro debito viene convertito in nuove Lire, che proprio a causa del terremoto default varranno molto poco, per cui il debito in termini di numeri si gonfierà come un pallone. Poi la Germania di certo tenterà di scatenarci addosso ricatti commerciali, con ritiro d’investimenti da parte di molti ecc. Di certo sarà durissima rinegoziare tanti crediti privati dicendogli pari pari &lt;em>“Sorry, non ce n’è più, o accettate la metà, un terzo, di quello che vi dobbiamo, o ciccia”&lt;/em>. Le banche italiane dovranno subire terremoti, di sicuro, e si trascineranno dietro quelle europee. Noi italiani dovremmo prepararci per un periodo di vacche molto, molto magre. Ma poi… Indovinate cosa?&lt;/p>
&lt;p>Bè, sentite, i mercati non sono scemi né ideologici, e sono a-morali, nel senso che chiunque tu sia o qualsiasi cosa tu abbia fatto, se gli fai far soldi ti amano. Ok, i mercati capiranno nel giro di molto poco che l’Italia ha ora la sua moneta sovrana, e che quindi ha recuperato la fondamentale &lt;strong>Ability to Pay&lt;/strong>, cioè &lt;strong>possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato senza problemi&lt;/strong>. Il debito gonfiato come un pallone non conta più se noi possiamo sempre onorarlo. Poi i creditori alla fine diranno: &lt;em>“Ok, meglio incassare qualcosa piuttosto che nulla”&lt;/em>, è già successo molte volte ed è in fondo la regola del Libero Mercato, rischi e magari perdi tutto, pace. Ma gli stessi creditori sanno che in futuro, con la nostra recuperata moneta sovrana, questo rischio non ci sarà più, e possono recuperare investendo nelle nuove Lire che saranno di certo onorate. Quindi i tassi sulle nuove emissioni di titoli italiani cominceranno a scendere, e scendere e scendere, non immaginate quanto. Poi: i mercati sanno anche che questo Bel Paese che ha recuperato la sua Ability to Pay ha anche una ricchezza invidiabile, è moderno, ha aziende brillanti, ha banche meno decotte di tutte le altre europee, ha un risparmio privato immenso, sa produrre a livelli tedeschi se vuole. Interessante. Poi il nuovo governo italiano della nuova Lira può applicare, spendendo a deficit la sua moneta emessa dal nulla, il piano di Piena Occupazione della Modern Money Theory School of Economics (MMT), che porta al lavoro tutti i disoccupati, e questo aumenta la nostra produttività. Sempre spendendo a deficit, lo Stato delle nuove Lire può offrire pieno Stato Sociale, può fare investimenti in infrastruttura e modernizzazione, e questo sarà denaro che ritorna nelle riserve delle banche bastonate, che si rizzeranno. Le due cose appena dette aumentano la nostra attrattiva per gli investitori, che pensano &lt;em>“Umm, interessante questo ricco Paese rinnovato, investiamo, e compriamo titoli, questa volta può pagare puntuale”&lt;/em>. Risultato: quello che è successo in Argentina dopo il catastrofico default. Hanno recuperato moneta sovrana, hanno mandato affanc… gli USA e il Fondo Monetario Internazionale, hanno applicato la MMT all’occupazione nazionale e all’economia, e sono schizzati in 3 anni da un livello africano a uno dei Paesi più in crescita del mondo. Ed erano l’Argentina, con tutto il rispetto. Immaginate noi.&lt;/p></description></item><item><title>Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/presidente-berlusconi-per-il-bene-dellitalia-non-si-dimetta/</link><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/presidente-berlusconi-per-il-bene-dellitalia-non-si-dimetta/</guid><description>&lt;p>_lo so, molti amici sospetteranno che sia impazzito, io che con Berlusconi ho in comune solo l&amp;rsquo;essere umani e nati nel nord Italia. ma non posso non condividere questo &amp;ldquo;
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=257" target="_blank">ultimo appello&lt;/a>
&amp;rdquo; ad uno che potrebbe davvero cambiare le carte in tavola ( dato che da noi non ce la si fa ).&lt;/p>
&lt;p>Il contenuto di questa lettera dovrebbe essere comprensibile a chiunque abbia seguito un po&amp;rsquo; la storia negli ultimi decenni, soprattutto la grande svendita ai privati dell&amp;rsquo;Italia avvenuta inizio anni &amp;lsquo;90 (protagonisti Prodi e Draghi). Penso che pochi possano accettare le motivazioni economiche presentate (in fondo &lt;strong>il Partito Democratico non è sempre stato a fare l&amp;rsquo;interesse del popolo, mentre al B. toccava la parte del cattivo?&lt;/strong> ) per capirle bene serve un po&amp;rsquo; di studio (magari partendo dalle
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">&amp;ldquo;nonna ti spiego la crisi economica&amp;rdquo;&lt;/a>
 ). Sono temi macigni, lo so. Quasi da non volerci credere._&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>In effetti è molto più facile pensare che sia tutta colpa di B. e della sua cricca, vero?&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Ora non ho tempo di dilungarmi in considerazioni personali, credo che ci siano già sufficienti elementi (anche solo in questo mio miniblog) per partire con la ricerca e sviluppo! abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>Presidente,&lt;/p>
&lt;p>perdoni l&amp;rsquo;approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell&amp;rsquo;Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:&lt;/p>
&lt;p>a) &lt;strong>l&amp;rsquo;Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>b) &lt;strong>esistono responsabili italiani ed europei di questo &lt;em>&amp;ldquo;colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche&amp;rdquo;&lt;/em>.&lt;/strong> (una definizione del tutto ragionata offerta dell&amp;rsquo;economista americano Michael Hudson)&lt;/p>
&lt;p>Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, &lt;strong>Le stanno suggerendo la via d&amp;rsquo;uscita&lt;/strong>. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall&amp;rsquo;operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell&amp;rsquo;Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. &lt;strong>Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di &lt;em>&amp;ldquo;Togliere agli Stati la loro ragion d&amp;rsquo;essere&amp;rdquo;&lt;/em>. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d&amp;rsquo;Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l&amp;rsquo;esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.&lt;/p>
&lt;p>Specificamente, la moneta unica:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;p>Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell&amp;rsquo;Eurozona.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>I debiti dell&amp;rsquo;Eurozona non sono più sovrani, poiché l&amp;rsquo;Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all&amp;rsquo;emissione. L&amp;rsquo;Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è &amp;ldquo;&lt;strong>Ability to pay&lt;/strong>&amp;rdquo;, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) &lt;strong>è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di &amp;ldquo;Ability to pay&amp;rdquo;&lt;/strong>, la cui presenza è infatti l&amp;rsquo;unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l&amp;rsquo;Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché &lt;strong>l&amp;rsquo;assenza radicale di &amp;ldquo;Ability to pay&amp;rdquo;&lt;/strong> nei governi più deboli dell’Eurozona &lt;strong>inneschi un circolo vizioso&lt;/strong> di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono &lt;strong>distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere&lt;/strong>. Sono cioè il farmaco &lt;strong>che causa la malattia&lt;/strong>, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell&amp;rsquo;adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall&amp;rsquo;adozione della moneta unica, che, ribadisco, l&amp;rsquo;Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l&amp;rsquo;Europact sono l&amp;rsquo;espressione più estreme, &lt;strong>ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l&amp;rsquo;Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell&amp;rsquo;Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Presidente, &lt;strong>Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire&lt;/strong>. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici&amp;rsquo; in queste scelte sovranazionali catastrofiche.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell&amp;rsquo;Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l&amp;rsquo;Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l&amp;rsquo;Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.&lt;/p>
&lt;p>In ultimo una precisazione di ordine morale.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, &lt;strong>se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine&lt;/strong>. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della &lt;em>Shock Therapy&lt;/em> su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.&lt;/p>
&lt;p>I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.&lt;/p>
&lt;p>Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, &lt;strong>ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte&lt;/strong>. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.&lt;/p>
&lt;p>Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il &lt;em>“colpo di Stato finanziario”&lt;/em> che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della &lt;em>“classe predatrice”&lt;/em>, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 10</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/</link><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Visto il telegiornale nonna? Hai fatto 2 + 2?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah! Ma adesso mica gli credo più a quelli. Ho capito una cosa, che chi comanda non va in televisione e poi a noi non ci dicono niente, e uno cosa guarda il telegiornale a fare?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, quello che hai detto è fondamentale per capire la politica nazionale. Infatti anche se cambia il governo, nulla cambia per noi, proprio per quello che hai detto: chi comanda non sta a Roma, né va da Bruno Vespa.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma io ci pensavo e devo chiederti una cosa: va bene, questi elite dicono allo Stato di non spendere per noi come dovrebbe, ci hanno tolto la moneta, quella che ci faceva bene. E poi c’è quella cosa che succede che da lì parte tutto un processo che si mangia la coda da solo…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, parte la spirale di crisi economica su cui poi le elite impongono la loro ricetta per la ‘ripresa’, che è invece proprio pensata per farci affondare sempre più, e più affondiamo, più ci dicono che quella ricetta è la salvezza, solo che non l’abbiamo applicata a sufficienza. I politici ci cascano e noi giù dal burrone senza fine, mente le elite profittano come mai.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh, quello lì. Ma senti però, insomma, voglio dire: ma se poi noi andiamo tutti in rovina, loro cos’hanno da guadagnarci?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bingo nonna, questa è proprio la domanda che mi serviva, perché la risposta è il tema di oggi. E ti capisco sai? La maggioranza delle persone dubita di ciò che io e i miei economisti diciamo proprio perché gli appare impossibile che le elite abbiano interesse a rovinare intere economie. Ma è così.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Son tutt’orecchi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, come si fanno i soldi a palate nelle economie tradizionali? Si vende una cosa che tutti vogliono e si incassa tanto; si offre un servizio che tutti vogliono e s’incassa un bel po’. Il primo caso è, ad esempio, quello della Coca Cola, il secondo è magari quello dei telefonini con le compagnie telefoniche.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma anche a vendere le patate uno fa soldi, che c’è Passerini di Castelletto Montano che ha fatto i miliardi con il mercato delle patate, e pensare che da giovane suo cugino mi filava dietro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, nonna, non quel tipo di soldi, molti, molti di più. Sto parlando di grandi capitali, di cifre mille volte quelle di Passerini. Bè, una volta i grandi capitalisti facevano soldi producendo beni materiali e servizi, cioè edilizia, auto, carne, acciaio, vestiti, oppure il turismo, i divertimenti, le tv private, la pubblicità ecc. Tieni a mente però che a quei tempi i servizi essenziali, come la Sanità, i treni, l’acqua o il gas, cioè quelli che uno deve per forza comprare, erano forniti dallo Stato al 99%, erano pubblici. Le cose stavano così fino a circa 20 anni fa, i grandi soldi si facevano così. Ok. Ma fai attenzione nonna, prova a metterti nei panni di un ultra capitalista che ha, per esempio, un’industria di auto. Vent’anni fa pensò: &lt;em>“Quanti clienti ho qui in Europa? Gli europei sono quasi 500 milioni, mentre i cinesi, gli indiani e i brasiliani sono quasi 3 miliardi in totale. Accidenti! Sono quasi 6 volte di più! E diventeranno sempre più benestanti. A me non conviene sgobbare per vendere a sti 4 viziati europei, mi conviene conquistare il super mercato dei cinesi, indiani e brasiliani, che fra qualche anno sarà un pozzo senza fondo di vendite!”&lt;/em> Immagina poi un altro ultra capitalista che aveva una montagna di soldi da investire, e che pensò: &lt;em>“Lo Stato ha tutti i servizi essenziali, accidenti, magari li avessi in mano io. Eh sì, perché averli significa avere i clienti ga-ran-ti-ti! Perché uno può anche decidere di non comprare una giacca o una moto, ma non può rinunciare al telefono, alla Sanità, all’acqua, o al gas, e deve pagare per forza. Devo trovare il modo di mettere le mani sui servizi pubblici”&lt;/em>. E allora i due, e molti loro colleghi, pensarono rispettivamente: &lt;em>“Io voglio andare a vendere sui mercati del mondo, e perciò devo avere prezzi più bassi se voglio vincere i concorrenti. Quindi devo trovare il modo di pagare di meno i miei operai, che sono il costo maggiore che ho”. E l’altro: “Io voglio comprare quei servizi pubblici essenziali, così me ne sto tranquillo a incassare garantito. Ma devo costringere lo Stato a vendermeli, e a vendermeli a poco”&lt;/em>. Segui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, e allora cosa succede poi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Aspetta. Perché fra i super miliardari ci sono altri due gruppi oltre ai grandi industriali e agli investitori in servizi. Ci sono gli speculatori finanziari e le grandi banche d’affari.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Dio, Dio, aspetta, e chi sono sti qui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Gli speculatori sono praticamente dei ricconi immensi che sono geniali in matematica. Le banche d’affari sono specie di banche che non tengono i conti dei cittadini, ma manovrano solo soldi a palate investendoli nel mondo. Gli speculatori, sempre circa un ventennio fa, pensarono: &lt;em>“Se convinciamo i governi a eliminare le leggi che limitano il nostro potere, noi possiamo inventarci dei trucchi matematici complicatissimi che nessuno capirà e che però ci permetteranno di prendere per il collo interi stati con delle scommesse contro di loro, e incassare come pazzi”&lt;/em>. Le banche d’affari pensarono: &lt;em>“Se c’inventiamo modi per far indebitare milioni di lavoratori con la promessa di moltiplicargli i loro soldini, potremo copiare i trucchi matematici degli amici speculatori e farci sopra montagne si soldi in fretta, truffando milioni di gonzi”&lt;/em>. Ok nonna? Ora riassumo: i grandi industriali decisero che vendere da noi era una causa persa, meglio dall’altra parte del mondo; i grandi investitori capirono che comprando i servizi essenziali dello Stato potevano strizzare dai cittadini denaro garantito; gli speculatori s’inventarono trucchi contabili strampalati per poter scommettere sulla sfortuna economica degli Stati; le super banche d’affari con gli stessi trucchi moltiplicarono soldi fittizi mentre milioni di persone s’indebitavano. Questo nonna, cambiò del tutto il volto delle economie tradizionali.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Va bene, ma il fatto di farci diventare tutti più poveri?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, adesso segui il ragionamento. Come poterono i grandi industriali ridurre il costo dei loro operai qui in Europa? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così con la scusa della crisi poterono dire “C’è crisi, non si vende, dobbiamo licenziare e ridurre i salari”. Questo accadde e sta accadendo, e loro si ritrovano masse di disoccupati che accettano salari da disperazione pur di lavorare, che è quello che volevano. Come poterono gli investitori costringere lo Stato a svendergli i suoi servizi pubblici essenziali? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così con la scusa della crisi poterono dire “C’è crisi, lo Stato è indebitato sempre di più, deve vendere l’argenteria di casa per far cassa, deve vendere i suoi servizi pubblici a noi privati”. Questo accadde e sta accadendo, e loro si ritrovano con in mano milioni di clienti che oggi pagano a loro servizi che un tempo erano pubblici, e li pagano per forza, anche se sono più poveri. Come poterono gli speculatori scommettere che le economie degli Stati sarebbero crollate e vincere? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che facesse &lt;strong>impoverire&lt;/strong> quegli Stati e così loro incassavano quelle scommesse. Questo accadde e sta accadendo, infatti hanno scommesso contro la Grecia e hanno vinto, e ora scommettono contro l’Italia e vinceranno. Come poterono le banche d’affari far sì che milioni di persone s’indebitassero per poi usare i loro debiti per specularci sopra? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così i cittadini furono costretti a indebitarsi per continuare a campare, o a giocarsi i loro risparmi con la speranza che si moltiplicassero. Questo accadde e sta accadendo, negli USA e in Francia a livelli mostruosi, ma anche in Italia i debiti privati sono aumentati tantissimo, come anche i cittadini che si sono impegnati i piccoli risparmi con quelle banche. Ok? Noti qualcosa nonna?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh certo! Mica sono tocca nella testa. Hai detto crisi e impoverire in tutti gli esempi che hai fatto. Allora ho capito come si fa a far soldi se tutti diventiamo più poveri. Ma li hanno poi fatti questi soldi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Hai presente i soldi degli Agnelli? Roba da provincia in confronto ai soldi che questi padroni del mondo stanno facendo mentre ci impoveriscono e ci derubano. Uno solo di questi speculatori ha incassato, nonna, 12 mila milioni di dollari mentre truffava una milionata di famiglie americane. E guarda che gli uomini che oggi scommettono contro l’Italia, e che la stanno ricattando nell’impotenza totale dei politici, non sono più di qualche decina. Loro qualche decina, noi 60 milioni di impotenti. Ti rendi conto? Insomma, le elite avevano bisogno, per incassare fortune stratosferiche, di creare crisi economiche a ripetizione in tutta Europa e anche in America, e così &lt;strong>hanno sguinzagliato i loro predicatori&lt;/strong>, quelli che oggi tutti i politici ascoltano come fossero il Vangelo, con le ricette economiche che invece di curare ci ammalano sempre più, &lt;strong>cioè creano crisi su crisi&lt;/strong>, quelle che dicevo l’altra volta. In modo da ottenere proprio ciò che cercavano. Ora finalmente sai cos’è questa ‘crisi economica’ di cui tutti parlano, e sai che significato ha veramente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma senti, dimmi cosa può fare sta tua povera nonna con quel poco di vita che gli rimane per fermare quei delinquenti. Almeno i fascisti noi li vedevamo in faccia, ma questi nessuno sa neppure che ci sono.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, non tocca a te fare. Toccherebbe ai giovani di capire, studiare, e agire. Ma non lo fanno, troppo difficile. Meglio sbraitare slogan contro i politici una volta all’anno. Nonna, il tempo del coraggio è finito qui da noi. Ed è finito il tempo dell’intelligenza. Penso spesso a quei ragazzi di 17 o 20 anni che nella tua gioventù seppero sfidare i nazisti e le torture fasciste per salvare l’Italia. Penso a quelle facce nelle fotine delle lapidi che ci sono in strada qui a Bologna, morti fucilati o impiccati col filo di ferro a 18 anni. Ma che razza era quella? Da che pianeta venivano? Chi li aveva partoriti? Torneranno? Li aspettiamo nonna? Ti bacio, e grazie di avermi ascoltato.&lt;/p>
&lt;p>(Non commiserate i nostri vecchi, essi detengono un privilegio dal valore inestimabile: conservano negli occhi la memoria di altri occhi, quelli di chi ebbe dignità, coraggio e capacità di dare la vita per combattere. Abbiate pietà per noi, che vivremo e moriremo senza mai aver incrociato un singolo sguardo così. E siamo la prima generazione nella storia dell’umanità a sfoggiare questo indegno primato. P.B.)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 9</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/</link><pubDate>Tue, 01 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma sai che adesso tutti parlano delle cose che dici tu? Ma nessuno dice le cose che dici tu. Ma sei sicuro che hai studiato nella scuola giusta?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, eccome. I miei professori appartengono alla scuola di uno dei più importanti economisti mai esistiti, John Maynard Keynes. Sono tutti accademici di rigore.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma non dicevi che sono stati tutti comprati dai ricconi? E allora sto Chenes, o come si chiama, e i suoi amici sono gli unici buoni?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bè, più o meno… Keynes fu il più importante economista del XX secolo, grazie a lui abbiamo le garanzie democratiche moderne. Ma fu fatto fuori proprio dalle elite di cui parliamo, non lo comprarono, lo fecero fuori…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> L’hanno ammazzato? Ma di sù…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, nel senso che l’hanno messo fuori gioco. Oggi se tu vai dagli economisti prezzolati e tromboni che sparlano in tv e gli dici &lt;em>“Keynes”&lt;/em>, gli viene un travaso di bile. Lo odiano. Per forza, la sua economia era quella della nostra Gallina dalle Uova d’Oro di cui ti ho parlato, quella che avrebbe legato le mani alle elite per sempre. Lo fecero fuori, accadde nel 1944, a un’importantissima conferenza chiamata Bretton Woods. I potenti del mondo lo misero in minoranza, e poi la sfiga ci mise lo zampino nonna. Keynes morì d’infarto poco dopo e nel pieno della sua intelligenza. Morto il leader, si sa, tutto si sfalda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma com’è che noi sti nomi non li sentiamo mai?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, quello che senti alla tv è filtrato 80 volte prima di arrivare. La propaganda è essenziale al potere. Pensa a Marx…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Il comunista che fece la rivoluzione?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ecco, vedi? Marx non fece la rivoluzione. Era un economista geniale, uno scienziato che analizzò l’economia del suo tempo e immaginò come poteva svilupparsi. Fece anche delle previsioni sbagliate, ma capì 150 anni fa quello che sta succedendo ora. Già allora le elite compresero che le sue idee erano pericolose per loro, e pensa che tutta l’economia moderna, quella che ci sta distruggendo, nasce proprio per reagire a Marx. Magari non ti interessa, ma Marx era un economista Classico, e l’economia dominante di oggi è chiamata Neoclassica, cioè i nuovi classici che tentano di smentire Marx.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma Dio santo! Ma ci stanno distruggendo davvero, ma non vedi che sono tutti agitati? &lt;em>Al sindaché&lt;/em>, gli operai, i giovani che spaccano tutto, anche la Gabriella adesso c’ha la figlia che l’hanno messa a casa e c’ha tre bimbi! Ma Dio santo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Oggi è una giornata importante nonna. Oggi ti dico come fanno a creare la crisi economica in modo del tutto artificiale, cioè voluta a tavolino. Tu sai già le cose essenziali. Allora: le elite hanno lavorato decenni per arrivare a demonizzare la spesa dello Stato a ‘debito buono’, che come sappiamo è l’unica in grado di creare denaro nuovo al netto nel contenitore dei cittadini e aziende private, a patto che lo Stato crei più denaro con la sua spesa di quanto ce ne tolga tassandoci. Il successo delle elite qui è stato totale. Infatti tutti, dai politici alla tua amica Gabriella, pensano che quella spesa dello Stato è un debito terribile per i cittadini, quando invece è la loro ricchezza. Ok. Ricorda il contenitore dei cittadini + aziende. Cosa accade se gli togli dei pezzi di spesa dello Stato? Si impoverisce immediatamente, meno stipendi pubblici, minori pensioni, fatturati d’azienda in calo, quindi anche stipendi privati in calo. Stipendi e pensioni in calo = la gente spende meno. Meno spesa = le aziende e i negozi vendono troppo poco. Le aziende vendono poco = licenziano e non assumono, o assumono a stipendi da miseria e precari. Tutto questo = crisi economica e disoccupazione. Ok?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah sì, infatti c’erano due salumieri qui di sotto, e hanno chiuso. Anche il laboratorio che mi ha fatto la protesi dei denti ha chiuso, prima erano in dieci lì dentro, poi mi ricordo che erano in quattro, poi chiuso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok, attenta qui. &lt;strong>Nel momento in cui inizia la crisi&lt;/strong>, arrivano proprio i dottoroni delle elite a dare le ricette per ‘guarire’, quelli che hanno convinto tutti che lo Stato non deve spendere. Tu dirai: come li vedono li sommergeranno di fischi e sberleffi. Ma no! Anzi, ti ho già spiegato che col lavoro di anni e con fior di miliardi si sono comprati il consenso della politica e dei media. E sai quale è la loro logica di fronte alla crisi? Dicono: &lt;strong>“Se il nostro farmaco non vi ha curato e state peggio di prima… E’ PERCHE’ NON NE AVETE PRESO ABBASTANZA!”&lt;/strong> Proprio così nonna, e quindi predicano come soluzione alla crisi proprio ciò che CREA la crisi, cioè di tagliare ancora gli stipendi pubblici e privati, che lo Stato spenda ancora di meno tagliando dappertutto, o addirittura che non abbia più neppure la propria moneta, come noi dell’Euro. Ma non ci vuole un genio a capire che con ancora meno stipendi, con ancora meno servizi pubblici, e con ancora meno ‘spesa a debito buono’ dallo Stato, i cittadini saranno ancora più poveri, spenderanno ancora di meno, e allora di nuovo le aziende andranno in crisi, licenzieranno ancora di più, e pagheranno chi rimane sempre meno. E’ una &lt;strong>SPIRALE&lt;/strong>, perché dopo di questo tutti urleranno che c’è la crisi economica di nuovo, e allora di nuovo arrivano i tromboni delle elite e ci prescrivono ANCORA la stessa medicina, e tutto ricomincia da capo. Ma ti sei accorta di una cosa?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Mi sono accorta che sono dei balenghi sti tromboni, altro che…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Accorgiti che questa spirale si perpetua da sola, cioè crea crisi su crisi, e tutto per volere degli ordini di sti personaggi che lavorano per conto delle elite. E’ proprio una &lt;strong>Spirale di Crisi Imposta&lt;/strong>, non spontanea, non dovuta a un accidente dell’economia o a non si sa quale problema mondiale misterioso. E’ IM-POS-TA, nonna, è pilotata, e questo è veramente criminale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma davvero questo è un brutto mondo, ma proprio io sono fortunata a essere vecchia, ma che roba, ma che bugie che ci raccontano.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Inutile lamentarsi nonna, il mondo è anche peggio di così. Ma voglio che ti sia chiara una cosa. La crisi economica di cui parliamo &lt;strong>ha un punto d’inizio preciso e certo&lt;/strong>, proprio come quando si accende una miccia. &lt;strong>La mossa iniziale è sempre quella di impedire allo Stato di ‘spendere a debito buono’ per i suoi cittadini&lt;/strong>. Questo innesca la prima ventata di calo di ricchezza, che poi innesca tutte le altre nel gioco perverso di una crisi che si auto perpetua che ti ho detto prima. Proprio come il più classico domino. Tu immagina che impedire allo Stato di ‘spendere a debito buono’ è esattamente come dare il primo colpetto alla prima pedina del domino. Proprio così. E le elite se ne stanno sedute in panciolle a guardare il nostro mondo che va a pezzi, mentre loro dietro le nostre spalle raccolgono la crema della crema. La prossima volta ti dico esattamente cosa raccolgono e come.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma guarda, che c’ho 87 anni, ma se li incontro per la strada sti elite li prendo a colpi dove so io, e ricordati che tua nonna è stata giovane, e so bene dove gli fa male agli uomini…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Giusto, così ti voglio. E oggi mi accontento solo quelle due fettine di salame che mi hai già dato, niente tasse per una volta. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/03/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 10" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Come leggere la lettera del governo alla UE</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/come-leggere-la-lettera-del-governo-alla-ue/</link><pubDate>Fri, 28 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/come-leggere-la-lettera-del-governo-alla-ue/</guid><description>&lt;p>_condivido queste considerazioni del giornalista Paolo Barnard.&lt;/p>
&lt;p>potrebbero essere una (piccola?) mazzata per tutti gli amici che credono alla favola del PD/centro sinistra.. ma descrive bene quello che ho sempre pensato (deducendolo da comportamenti reali).&lt;/p>
&lt;p>Ciò non va certo a dar punti al centrodestra, che ho sempre ritenuto oltremodo ripugnante e inadatto a rappresentarmi.&lt;/p>
&lt;p>Credo che se uno vede le due padelle, possa decidere il proprio destino. baci_&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>COSA SIGNIFICA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Che l’Italia si deve piegare al volere dei mercati. Non abbiamo più alcuna sovranità politica (a causa dei Trattati europei che abbiamo firmato come il Lisbona, che ci impongono regole decise da tecnocrati pro business non eletti) né finanziaria (visto che non abbiamo più una nostra moneta sovrana, ma usiamo l’Euro che è una &lt;em>moneta straniera&lt;/em>, dal momento in cui è emesso da entità non italiane e lo dobbiamo prendere in prestito). Cioè: solo ubbidire e applicare le politiche volute da altri.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>A CHI E’ DESTINATA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non alla UE, non ai politici UE. E’ scritta per gli investitori internazionali, quelli che oggi prestano ogni singolo Euro che lo Stato italiano spende per i cittadini. Si tratta di gruppi assicurativi, fondi pensione privati, fondi sovrani stranieri, banche d’investimento o singoli grandi investitori. Cioè i padroni delle finanze di quasi tutti gli Stati del mondo. Per continuare a prestarci i soldi esigono regole che glieli facciano fruttare al massimo. Se quelle regole distruggono le persone non ha per loro nessuna importanza, se distruggono intere economie neppure, anzi, ci guadagnano, come spiegato ne Il Più Grande Crimine.&lt;/p>
&lt;ol start="3">
&lt;li>DA CHI E’ STATA SCRITTA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non da Berlusconi, che non ha potere alcuno in questa storia. E’ scritta dai tecnocrati del governo sotto dettatura dei loro omologhi nella UE, gente come Draghi, Buti o Bini Smaghi. Il governo non aveva scelta, o rispondere agli ordini oppure all’Italia veniva chiuso il rubinetto delle finanze, e moriva. Dal momento in cui si è tolto allo Stato il potere di creare ricchezza spendendo a deficit per i cittadini, questo potere è passato nelle mani esclusive degli investitori. Quindi ci possiedono al 100%. Punto.&lt;/p>
&lt;ol start="4">
&lt;li>COSA CERCANO GLI INVESTITORI NEL TESTO&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Lo leggono rapidi saltando tutte le insignificanti rassicurazioni e i dettagli della nostra gestione interna, e vanno a cercare se l’Italia ha incluso nel testo due capitoli e solo quelli:&lt;/p>
&lt;p>A) Regole per ulteriormente strangolare la spesa dello Stato per i cittadini.&lt;/p>
&lt;p>B) Regole per favorire il loro lucro se investono o speculano qui da noi.&lt;/p>
&lt;p>A patto che questi due capitoli sia soddisfacenti per loro, ci presteranno gli Euro per sopravvivere. Altrimenti ci dissangueranno fino alle estreme conseguenze.&lt;/p>
&lt;ol start="5">
&lt;li>LI HANNO TROVATI NEL TESTO?&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Sì. Capitolo &lt;strong>strangolare la spesa dello Stato per i cittadini&lt;/strong>: in Italia 1) si rendono effettivi con meccanismi sanzionatori la mobilità obbligatoria dei dipendenti pubblici sia statali che locali, e li si metterà in Cassa Integrazione con abbassamento complessivo dei salari. 2) riforma costituzionale per rendere illegale la spesa a deficit dello Stato (l’unica che invece crea ricchezza al netto per i cittadini e aziende). 3) innalzamento dell’età pensionabile, e non solo ai 67 anni, ma con l’obiettivo di tenere in considerazione nel futuro anche l’aspettativa di vita del lavoratore come parametro per l’entrata in pensione (come chiesto nel 2010 da 2 lobby finanziarie europee, la ERT e la BE). 4) se le misure non saranno sufficienti, lo Stato tasserà di più i cittadini, quindi il rapporto fra ciò che spende per loro e ciò che gli sottrae si alzerà ancora a favore di meno spesa e più prelievo. 5) i risparmi ottenuti dai tagli della spesa dello Stato NON potranno essere utilizzati per spendere a favore dei cittadini.&lt;/p>
&lt;p>Capitolo &lt;strong>favorire il loro lucro se investono o speculano qui da noi&lt;/strong>: in Italia 1) si introducono i prestiti d’onore agli studenti. Cioè incastrare il cittadino fin dalla più giovane età nel sistema finanziario che gli speculatori controllano e da cui guadagnano. 2) ulteriore flessibilità del lavoro, coi contratti di apprendistato, a tempo parziale e di inserimento. Cioè, là dove il lavoratore anziano crollerà morto di produttività sul posto di lavoro, le mega aziende assumeranno a due centesimi giovani sostituti senza tutele e sprovveduti. 3) più facilità nei licenziamenti anche dei lavoratori a tempo indeterminato, che potranno perdere il lavoro anche a causa di un calo di introiti aziendali. 4) privatizzazioni statali in accelerazione. Liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Ribadito il settore acqua, poi farmacie comunali, rifiuti, trasporti. Il Comune non potrà affidare un servizio senza aver prima verificato se era possibile aprire una gara fra soggetti privati. Le Regioni dovranno stilare piani urgenti di privatizzazioni locali. 5) la Costituzione sarà riformata per introdurre articoli pro business. Le conseguenze sulle tutele costituzionali del bene pubblico sono imprevedibili (no, prevedibili: le distruggeranno).&lt;/p>
&lt;ol start="6">
&lt;li>ABBIAMO ACCONTENTATO I PADRONI VERI DELL’ITALIA?&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>No. Le misure sono state giudicate insufficienti. Berlusconi, o chi per lui, non ha saputo essere sufficientemente Thatcheriano, Prodiano, Adreattiano o Dalemiano. Non ha saputo cioè usare la falce della distruzione della democrazia e del bene pubblico italiano come in decadi scorse seppero fare i personaggi citati. Risultato: i mercati degli investitori ci hanno di nuovo aumentato i tassi d’interesse sugli Euro che ci prestano a oltre il 6%. Cioè: i nostri padroni hanno risposto che non solo non ci ridurranno il costo che paghiamo per prendere in prestito gli Euro, ma ce l’hanno aumentato. Ci hanno detto: “No! Volevamo lucrare di più, dovevate falcidiare la gente di più. Ora pagate”. E pagheremo, fino alla fine. Buona serata.&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 7</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/</link><pubDate>Thu, 27 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Allora chi sono sti delinquenti che ci tolgono i soldi dello Stato, quelli che dicono che il debito pubblico è un nostro debito, quando invece non lo è, insomma, sti qui che con l’Euro ci hanno fatto sto brutto scherzo. Perché guardavo la televisione ieri e mi dicevo &lt;em>“ma sta a vedere che quel politico lì è uno di loro”&lt;/em>. Dimmi mò.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Attenta, il debito pubblico non è un nostro debito quando lo Stato ha una moneta sovrana, come le lire di una volta. Ti ho spiegato che con l’Euro tutto è ribaltato. Ok? Allora nonna, per la tua domanda bisogna prima capire un paio di cose, poi ti faccio i nomi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ohh, sempre bisogna capire 100 cose per capirne una, insomma…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Eh bè, nonna, se fosse semplice allora non avrebbero conquistato il mondo. Guarda che è proprio il fatto che la gente si stufa di capire e non ascolta più, che li ha fatti vincere così. Ma consolati, neppure i ragazzi contestatori in Italia hanno la pazienza di studiare ste cose, e neppure loro combinano un accidenti alla fine. Ok, ascolta. Ci hanno tutti convinti che i politici sono i potenti. No, assolutamente no. Il loro potere &lt;strong>è un teatrino locale,&lt;/strong> cioè hanno potere a Roma o a Parigi o a Londra, certamente possono comandare su tante cose e hanno privilegi, sono temuti e rispettati, qualcuno di loro fa anche soldi. Ma quello non è vero potere. Sai cosa significa avere vero potere? Immagina un uomo che può decidere di mandare in bancarotta un’intera nazione. Un singolo uomo, e non manda in bancarotta una nazione di poveretti tipo il Congo, ma per esempio l’Inghilterra, addirittura. Immagina un gruppo di uomini che possono dire a un governo “cambia le tue regole, paga di meno la gente, vendici la Sanità, le tue banche, le tue spiagge e tutti i tuoi treni, le vogliamo a poco, e se disobbedisci ti facciamo fallire”. Immagina un altro gruppo di uomini che fa una legge che obbliga gli Stati a non proibire un prodotto tossico che è pericoloso per milioni di cittadini, e se gli Stati disobbediscono allora sono multe pazzesche. Immagina addirittura un altro gruppo ancora che pensa a regole che faranno impoverire 30 milioni di persone in due anni, così li si può sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, e quelle regole non solo le impongono ai ministri, ma tutti sono tenuti a dire che sono giuste! Infine ecco una serie di miliardari che fanno scommesse giocandosi, come fossero al casinò, i bilanci di intere nazioni, e nel fare questi giochini finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma esistono uomini così? Dai, ma dai! Nei film di James Bond, non nella vita vera.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora, 1) Quello che ha mandato in bancarotta l’Inghilterra era uno &lt;strong>speculatore monetario&lt;/strong> di nome &lt;strong>George Soros&lt;/strong>; sono uomini ricchissimi che con trucchi contabili possono far perdere di valore a una moneta di uno Stato al punto da farla crollare. Inondano i mercati con quella moneta, e per il principio per cui se di una cosa ce n’è troppa in giro non vale più niente, come le cipolle, anche quella moneta perderà valore e così quello Stato va in vacca. 2) Gli uomini che possono dire al nostro governo di &lt;strong>svendergli i beni pubblici&lt;/strong> se no lo fanno fallire, sono gente come &lt;strong>Montezemolo, Benetton, De Benedetti, Geronzi, Tronchetti Provera, i Moratti, Caltagirone&lt;/strong>, fra i maggiori. Sono gli amici di quei ricconi internazionali che ti dicevo la volta scorsa, quelli che prestano gli Euro allo Stato e che poi guardano il nostro debito e gridano: “Oddio! Siete molto indebitati!”, e allora via col panico, e per prestarci gli Euro ci chiedono interessi altissimi, così la nostra economia va ancora più nel fosso. E quando è con una gamba nel fosso, gli stessi ricconi gridano al governo &lt;em>“dovete privatizzare i beni pubblici a buon mercato per far cassa!”&lt;/em>, e se lui non lo fa ci chiedono ancor più interessi per darci gli Euro, così nel fosso ci finiremo interi. Allora lo Stato è costretto a vendere la nostra roba, e la comprano quegli altri signori che dicevo prima, i Montezemolo e soci, a prezzi stracciati. 3) Gli uomini che possono obbligare gli Stati a non proibire un prodotto tossico sono quelli dell’&lt;strong>Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra&lt;/strong>. Fanno regole più potenti delle nostre leggi, e che sono amiche SOLO del business, e se una nostra legge nazionale va contro il business per proteggere noi persone, viene punita con multe pazzesche. 4) Quelli che possono far impoverire 30 milioni di persone in due anni, così poi altri li possono sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, sono le grandi banche criminali del mondo, come &lt;strong>Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Credit Suisse, UBS&lt;/strong> ecc. Attenta nonna, queste non sono le banche che abbiamo sotto casa, non tengono i conti correnti dei normali cittadini. Sono specie di banche che trafficano in soldi con trucchi sporchissimi, ma talmente sporchi che sono riusciti a vendere carta straccia a migliaia di altre banche come fosse denaro vero. Così tutte ste banche sono andate alla malora e hanno smesso di prestare i soldi alle aziende, che sono andate in malora pure loro e hanno licenziato milioni di lavoratori. Questi poveracci sono in mezzo alla strada, ma anche quelli che sono rimasti impiegati sono spaventati a morte di perdere il lavoro. Così succede che chi cerca lavoro accetta qualsiasi stipendio miserabile per paura e disperazione. Chi ne approfitta, e ci lucra, sono soprattutto le grandi industrie delle elite, tipo &lt;strong>Renault, Siemens, Boeing, Microsoft, Electrolux, General Electric, Procter &amp;amp; Gamble, Alcoa, Caterpillar, Volkswagen, o le italiane Finmeccanica, Fiat, Benetton, Luxottica, Tod’s&lt;/strong>, e altre, che vogliono pagare poco gli operai per battere le industrie concorrenti cinesi. Cioè vogliono poter vendere i loro prodotti nel mondo a prezzi competitivi con quelli cinesi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma aspetta un momento. Mica solo quelli lì super potenti ci guadagnano a pagar poco la gente. La Mimma c’ha il figlio che qui alla Brosetti di San Giorgio del Colle, quelli che fanno i cancelli e che sono 60 anime, gli danno 950 Euro al mese. E ringrazia Dio, perché prima prendeva meno.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vedi nonna, le piccole e medie aziende, che vanno dal bar all’imbianchino, dal negozio di scarpe fino alla fabbrica come quella che dici tu, sono quelli che impiegano la maggioranza degli italiani. Loro non decidono nulla, non possono nulla e subiscono solo. Per loro pagare poco i dipendenti è più un obbligo che una volontà. Mi spiego: &lt;strong>prima&lt;/strong> viene la crisi economica causata dai potenti che ho detto, che porta a un calo della ricchezza dei consumatori, che porta a un calo delle vendite del bar, del negozio, della fabbrica; &lt;strong>poi&lt;/strong> allora viene l’obbligo dei titolari a pagare poco, perché non vendono più. Non è che ci godano, preferirebbero vendere tanto a cittadini pagati bene. Invece, quei potentissimi industriali se ne fregano di pagare bene la gente qui, perché loro vogliono vendere in Cina, Brasile, America, Giappone, India. Poi tieni conto che i piccoli titolari non capiscono nulla delle cose che ti sto spiegano, e a volte neppure si rendono conto che chi li costringe dall’alto a pagare poco i loro dipendenti li condanna alla rovina, visto che con stipendi miseri anche le vendite sono per forza misere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma finiamo la lista. 5) I miliardari che fanno scommesse giocandosi come fossero al casinò i bilanci di intere nazioni, e che finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi, sono soprattutto gli &lt;strong>Hedge Funds&lt;/strong>…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Aspetta, questi proprio, booo! Electrolux sì, c’ho la scopa elettrica, li conosco, ma questi… effan, eggians che?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Non importa, sono organizzazioni di investitori potentissimi che possono fare quello che gli pare con montagne di soldi che tu neppure t’immagini, tipo fa conto, 40 volte tutta la ricchezza dell’America, non scherzo. Nessun governo li regolamenta, e fra l’altro fanno parte anche loro di quelli che poi gridano agli Stati &lt;em>“Oddio! Siete molto indebitati!”&lt;/em> e così succede quel disastro a catena che ti ho detto già due volte. Ora capisci questo: i signori e gli istituti che ho appena listato lavorano in combutta fra di loro, ma hanno al loro servizio anche moltissimi politici e giornalisti prezzolati, e anche professori universitari che insegnano le loro teorie micidiali come se fossero invece il Vangelo. Sono proprio una rete di potentissimi che fra l’altro si ritrovano ogni anno in club super riservati dove fanno i loro piani. Tutta sta macchina è quello che io chiamo le &lt;strong>elite del Vero Potere&lt;/strong> di cui parlo da quando ci incontriamo. E a proposito di macchina, tira fuori la macchina da cucire nonna, che sti jeans qui c’hanno un buco che ci passa un aereo. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 8" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 8</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/</link><pubDate>Thu, 27 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Tò mò i tuoi jeans, c’ho messo un amore… Ma senti, ripensavo a quei potenti delinquenti dell’altra volta. Ma vuoi dire che nessun governo può arrestarli? Ma dico, noi c’abbiamo gli eserciti e la polizia? Cosa fanno, niente?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, ascolta: torno a quella cosa che abbiamo detto tante volte: le elite hanno fatto di tutto per impedire agli Stati con la loro moneta di ‘spendere a debito buono’ per dar benessere, istruzione, e potere ai cittadini, che se no le elite erano FI-NI-TE! perché cittadini forti e consapevoli possono usare la democrazia per fermare le elite e i loro giochi criminali, e sì, certo, possono anche decidere di usare gli eserciti per questo. Ti ho anche detto che in 50 anni di sforzi e di spese miliardarie le elite sono proprio riuscite a bloccare quella ‘spesa a debito buono’ perché hanno tenuto nascosto a tutti noi che era possibilissima. Sono riuscite così a mettere milioni di cittadini in condizioni di continua precarietà e ignoranza, e quindi hanno distrutto la vera democrazia. In poche parole cosa è successo? Una cosa semplice anche se drammatica…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> L’Euro delinquente…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Molto di più, guarda le cose dall’alto, come se tu fossi fuori dalla terra. E’ successo questo: &lt;strong>nel momento in cui hanno tolto allo Stato, che è di tutti noi, il potere di creare ricchezza per tutti noi con la ‘spesa a debito buono’, il potere di creare ricchezza è diventato esclusivamente di pochi miliardari privati.&lt;/strong> Quindi tutti noi siamo nelle mani di pochi potentissimi privati. Siamo letteralmente alla loro mercé. E ci possono dire: gente, governi, obbedite? No? Allora via la ricchezza! Proprio nonna ci tolgono il tappeto da sotto i piedi, e noi tutti per terra come fantocci. Ecco cosa è successo, ecco cosa hanno fatto in 50 anni di sforzi dietro le nostre spalle. Oggi pochi uomini sono padroni di interi Paesi, perché senza di loro quei Paesi non avranno ricchezza. Questo è un crimine storico.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma pensa che tutti sti anni quando andavo a fare le cure per l’anca la gente diceva &lt;em>“dai privati si sta meglio”&lt;/em>, e c’era che diceva &lt;em>“i privati c’hanno i soldi, bisogna che arrivino in privati”&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma pensa con la tua testa. Se la Sanità o i trasporti essenziali o gli investimenti in posti di lavoro nuovi li gestiscono questi mega gruppi privati, cosa accade? Accade che dei miliardari mettono i loro soldi per comprare o per gestire questi servizi importanti per noi tutti. Ok. Ma tu sai che chi ha molti soldi vuole che fruttino, ok? E se tu sei un riccone privato ti guardi intorno e vedi dove è che i tuoi soldi frutteranno di più. Vediamo: li puoi mettere in Borsa, li puoi mettere nei titoli di Stato, li puoi mettere in case, o li puoi investire nei servizi di cui dicevamo. Dove ti rendono di più? Il riccone investirà dove i suoi soldi gli rendono di più, mica è scemo, se no non sarebbe un riccone, e certamente non li investe per far beneficienza a noi. Bene. Se decide di investirli negli ospedali, nei treni, nelle poste o a impiegare lavoratori, significa che quelle cose gli dovranno rendere profitti superiori alla Borsa, ai titoli di Stato, case ecc. Certamente non vuole perderci, ok? Quindi l’ospedale gestito dal mega gruppo privato deve come &lt;strong>PRIMA COSA&lt;/strong> farli guadagnare DI PIU’ di quello che gli stessi soldi gli davano se investiti altrove, e come &lt;strong>SECONDA COSA&lt;/strong> deve dare un servizio a noi cittadini. Questo è certo, non può mai essere il contrario. E allora, se per caso la tua malattia gli costa meno di quello che tu paghi e se il profitto è superiore a quello che gli stessi soldi gli rendevano in Borsa o nei titoli di Stato ecc., allora il riccone ‘te la compra’ e ti cura. Se gli costa di più non te la compra e tu ti arrangi. Così è anche per i lavoratori: se assumendoli guadagna di più che a mettere gli stessi soldi altrove, allora ok, se no li lascia tutti disoccupati. Cioè la regola è: se la ricchezza essenziale e i servizi essenziali sono nelle mani dei miliardari privati, noi cittadini li avremo &lt;strong>SOLO&lt;/strong> se i ricconi ci guadagneranno quello che vogliono. Se no zero servizi e ricchezza.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Santo Dio! Meglio lo Stato!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto! Perché lo Stato con la sua moneta può darci tutte quelle cose SENZA preoccuparsi di fare profitti, tanto il suo ‘debito’ per noi non esiste, né esiste per lui come sappiamo. Se la tua malattia gli costa molto, no problema, te la ‘compra’ lo stesso. Se quei lavoratori non gli renderanno chissà che, no problema per lo Stato, li assumerà lo stesso. Ora, riassumendo anche un po’ delle puntate precedenti, quello che vien fuori, nonna, è che a ben vedere come funziona la macroeconomia negli stati patrimoniali degli Stati e la microeconomia privata…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ehhhhh????? Cosa? Cosa? Mi dì ben su, andavamo così bene…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Scusa, scusa, ok. Ridico: a ben vedere come funzionano i conti dello Stato che fa la ricchezza del contenitore dei cittadini privati, e come fanno profitti le aziende che danno lavoro a quei cittadini, si capisce che &lt;strong>se togliamo di mezzo la spesa dello Stato non è possibile creare ricchezza al netto per i cittadini né i profitti per le aziende&lt;/strong>, che significano i nostri stipendi. Quindi, in soldoni, senza lo Stato con la sua moneta sovrana noi cittadini comuni siamo fregati, e dobbiamo dipender solo dalla creazione di ricchezza dei ricconi privati. I quali però non solo vogliono poi guadagnarci anche a costo di mandare noi in malora, ma ci ricattano e ricattano i governi al 100%, e se non facciamo quello che vogliono siamo fritti, cioè ci chiudono i rubinetti dell’economia. E qui nonna ascolta bene, ma bene eh? Siamo partiti a spiegarti perché c’è la crisi economica, ok?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh già.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Allora guarda che la gran parte della crisi economica di adesso viene proprio dal fatto che le elite di quei ricconi e dei loro servi politici ci stanno chiudendo i rubinetti dell’economia APPOSTA. In che modo? Nei modi già detti: 1) impedendo agli Stati di fare la ‘spesa a debito buono’ per arricchire cittadini e aziende attraverso lo spauracchio del debito pubblico, e in Europa attraverso anche l’Euro truffa. 2) e imponendo ai politici, e ovviamente poi a noi cittadini, delle cure per la &lt;strong>crisi che loro hanno voluto&lt;/strong> che non fanno altro che peggiorarla, e loro lo sanno, lo fanno apposta, perché poi sono loro che profittano dalla sfortuna degli Stati e dei cittadini.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma Dio benedetto! Ma Dio santissimo!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Detto questo, la prossima volta ti spiego meglio come fanno a imporci delle cure che ci ammalano ancora di più. Ora, cara mia nonna, fai un bel ‘debito buono’ con me… passa qui la crostata nuova e al netto per il contenitore di tuo nipote, và… baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/01/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 9" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 6</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/</link><pubDate>Tue, 25 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Però ci pensavo, va bene che volevano che gli Stati non ci dessero i soldi a noi cittadini per stare tutti bene. Ma alla fine gli Stati ci sono ancora, mica li hanno aboliti. E allora perché non tornano a spendere per noi col debito buono?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, &lt;em>”il debito buono”&lt;/em>… che genio che sei, mi hai appena messo in mente una cosa che altrimenti non ti avrei spiegato e che è importante. Ma prima rispondo al perché gli Stati non tornano a spendere: in America, in Inghilterra, in Svezia, in Giappone, insomma, in tutti quei Paesi che hanno ancora una moneta sovrana, le elite hanno convinto i governi (a suon di soldi) e la gente di quel famoso spauracchio che dice che la spesa dello Stato è un debito terribile, è una catastrofe per tutti. E allora non spendono quanto sarebbe necessario. Qui in Europa ci hanno tolto addirittura le monete da spendere, quindi proprio siamo fritti. Ora ti spiego quella cosa importante che mi ha fatto venire in mente quando hai detto ”il debito buono”.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì, mi hai detto che ci fa più ricchi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vedi nonna, nella realtà esiste una spesa dello Stato che non è tanto buona, o perlomeno che è meno buona di quella che ti dicevo. Perché bisogna capire questo: anche se è verissimo che lo Stato con la sua moneta può spendere inventandosi i soldi quasi senza limiti, è anche vero che per renderci più sicuri e benestanti tutti, deve farlo con giudizio. Cioè deve spendere per darci piena occupazione, scuole migliori, infrastrutture più moderne, stipendi migliori, pensioni dignitose a tutti ecc. Questa spesa, come tu hai giustamente detto, può essere chiamata** &lt;em>“debito buono dello Stato”&lt;/em>**, cioè un circolo economico virtuoso per cittadini e aziende, come dicevamo le volte scorse. Ma se invece lo Stato non spende per noi in questo modo, cioè se segue quello che vogliono le elite criminali, allora tutti ci impoveriamo, anche l’economia. Ma questo causa dei fenomeni per cui poi lo Stato deve tornare a spendere lo stesso, ma solo per tappare le falle, per metterci delle pezze d’emergenza, rimediare ai pasticci sociali della nuova povertà, cioè i disoccupati o quelli che lavorano per 800 Euro e non ce la fanno a campare; o per soccorrere le aziende che falliscono ecc. E questo è un &lt;strong>&lt;em>“debito cattivo dello Stato”&lt;/em>&lt;/strong>, perché sono soldi buttati al vento e che non creano nessuna cittadinanza forte e nessuna economia fiorente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Quindi ste elite di delinquenti, che non vogliono che lo Stato spenda col debito, alla fine poi ci fanno spendere lo stesso, ma sono soldi buttati.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto. Bel paradosso eh? Ma ora facciamo un riassunto delle puntate precedenti, per poi continuare. Allora nonna, le elite di potere mondiale avevano capito che lo Stato democratico, con una sua moneta che può creare senza quasi limiti, avrebbe potuto spendere più di quello che tassa i cittadini e le aziende, e renderli tutti più benestanti, moderni e istruiti. Ma cittadini che siano tutti benestanti, consapevoli e padroni del loro Stato democratico erano un pericolo mortale per le elite, che invece ci vogliono ignoranti, sempre in affanno per i soldi e spesso anche disperati, così loro possono fare i loro affari immensi e rubare la maggior parte della ricchezza comune. Così si sono inventati che la spesa dello Stato quando ci dà più soldi di quanto ci tassi (spesa a ‘debito’ buona) è terribile, che va assolutamente combattuta e hanno convinto tutti di questo. Così ci hanno fregati. Poi ci hanno nascosto che la spesa dello Stato è in realtà indispensabile sia per creare nuova ricchezza al netto nel contenitore dei cittadini privati sia per creare profitti fra le aziende. Anzi, di nuovo ci dicono che se lo Stato spende meno, noi cittadini e le aziende saremo più ricchi, che è una balla colossale. E anche qui tutti ci sono caduti. E in ultimo hanno pensato che qui in Europa potevano addirittura sottomettere gli Stati con leggi più potenti delle leggi statali, cioè le leggi della UE, e impedirgli così di spendere per noi persone togliendogli proprio le monete stesse, le lire, i marchi, i franchi ecc. E si sono inventati l’Euro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah! Ecco, quella cosa lì non mi è chiara, ci pensavo prima. Ma perché i politici italiani potevano spendere le lire come gli pareva ma non possono spendere gli Euro quanto gli pare?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Perché l’Euro non lo possono creare dal nulla come facevamo con le lire, i franchi, i marchi ecc. L’Euro è la &lt;em>moneta unica&lt;/em> per 17 Stati d’Europa oggi, la usano tutti e 17, ma… non è loro. Ti ho già detto che il pregio di una moneta sovrana moderna è che lo Stato la crea dal nulla e che quando la spende per noi si ‘indebita’ &lt;strong>solo con se stesso&lt;/strong>, per cui a noi cittadini arrivano quelle monete al netto, e ci rendono più ricchi. Ma oggi gli Stati che usano l’Euro &lt;strong>devono prenderlo in prestito da dei signori privati che già l’hanno&lt;/strong>, e quello è un debito vero, non fasullo come quello di prima. Ripeto, prima, con la lira, i soldi del nostro Stato sbucavano da pezzi di carta che lo Stato firmava dal nulla, oggi gli Euro sbucano dalle banche dei tizi che lo prestano allo Stato, un bel cavolo di differenza. L’Euro è fatto da un sistema di Banche Centrali europee, e finisce subito, cioè appena sfornato, nella tasche di grandi investitori privati, che possono essere miliardari malesi, arabi, o assicurazioni tedesche, fondi di investimento brasiliani, giapponesi, italiani, turchi… chiunque sia ricco abbastanza per comprarsi gli Euro.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E allora lo Stato non ne può avere lo stesso quanti ne vuole?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No. Ascolta bene. Prima, con le lire, anche se lo Stato avesse avuto un debito con qualcuno, che problema c’era? Lo pagava inventandosi le lire, come ti ho spiegato le volte scorse. A quei tempi un riccone straniero non aveva problemi a darci i suoi soldi, cioè a comprarci un nostro titolo di Stato. Tanto aveva la certezza del rimborso, per i motivi appena detti. Inoltre, &lt;strong>non dimenticare&lt;/strong> che per lo Stato italiano vendere titoli di Stato era una opzione, NON un obbligo per trovare soldi. I soldi se li inventava. Oggi è tutt’un’altra storia. Primo, oggi il riccone che compra un nostro titolo di Stato sa che noi per pagargli domani ciò che gli spetta dobbiamo andarci a trovare gli Euro da qualche altro riccone, cioè proprio prenderli in prestito. Secondo, di conseguenza potremmo rimanere a secco se i ricconi si rifiutano di prestarceli. Potremmo fare bancarotta e non pagare più nulla. E allora cosa succede?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Che non ce li danno, ed è per questo che c’è la crisi. Giusto?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bè, sì! Fuochino nonna. Nella realtà ce li danno, ma come garanzia vogliono almeno che gli paghiamo interessi altissimi, e anche i soldi per quelli dobbiamo trovare con altri prestiti. Ma hai ragione, da qui viene una bella fetta di crisi, perché di fatto lo Stato che usa sto maledetto Euro è sempre con l’acqua alla gola di non trovar abbastanza soldi, e deve fare i tagli, che sono crisi economica. Poi siccome questa volta il debito in Euro è VERAMENTE un debito, come ti ho detto prima, gli stessi ricconi che ce li prestano guardano il nostro debito, e se è alto si allarmano: &lt;em>“Oddio! Siete molto indebitati!”&lt;/em> dicono, e si fidano ancora di meno della nostra capacità di ripagare i prestiti che ci fanno, e allora ci chiedono sempre più interessi, e questo ci fa indebitare sempre più, ma indebitarsi sempre più significa sempre più tagli, cioè &lt;strong>SEMPRE MENO SPESA&lt;/strong> dello Stato per noi cittadini, e questo è crisi economica perché come sai ci impoverisce, e così s’innesca un circolo vizioso all’infinito. Capito la trappola?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Oddio, no, mi ronza la testa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> La trappola è che questo Euro le elite lo hanno voluto apposta per mettere gli Stati Europei in crisi economica, così per gli Stati è impossibile spendere quanto sarebbe necessario per creare la famosa cittadinanza forte, benestante, istruita e democraticamente attiva. Perché più ci affossano, più ci spaventano con la crisi, più siamo con l’acqua alla gola per i sodi, meno siamo padroni di noi stessi e del nostro Stato. E loro, le elite, spadroneggiano a destra e a manca e s’intascano grandi ricchezze. Fu tutto un piano nonna. Pensa che sta &lt;em>moneta unica&lt;/em> capestro la pensò un economista francese amico delle elite che tu avevi 20 anni. Era il 1943.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma noi siamo proprio dei nulla, cioè proprio ci pigliano in giro come gli pare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Già, e sai perché? Perché poche nonne hanno un nipote come il tuo che gli spiega in parole semplici cosa fanno i padroni del mondo veramente, e dove sono…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh! Tutto perché poi vuoi le lasagne… Dì mò di no! Ma poi senti, e dov’è che sono questi delinquenti? E poi chi sono?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Baci nonna, passa qua la teglia, e la risposta alla prossima.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 7" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 5</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/</link><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Senti, però ci sono due cose dell’altra volta che non ho capito. Tu dici che se lo Stato spende per darci tutto quello ci manca, e magari compra le cose che le fabbriche non vendono, allora tutti noi stiamo meglio. Bè, stamattina ero dal dottore per l’anca, e lui mi diceva che per l’operazione ci vogliono 7-8 mesi. Io gli ho detto: &lt;em>“Mio nipote dice che se lo Stato spende di più, può fare altri ospedali e assumere tutti i medici che vuole”&lt;/em>. E sai lui cosa ha risposto? Ha risposto che è d’accordo, ma poi c’abbiamo l’inflazione. Cosa vuol dire?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ah! Eccoli quelli dell’inflazione…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Aspetta, poi c’è l’altra cosa. Ieri sera al telegiornale quella signora che fa l’industriale capo, che c’ha dei bei gioielli sempre addosso, adesso non ricordo il nome…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> La Marcegaglia, che è il numero uno di Confindustria.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bravo, quella lì. Bè, ha detto che lo Stato deve assolutamente eliminare il debito pubblico, che se no le fabbriche e le industrie non fanno più soldi. Te dici il contrario, te dici che è col debito pubblico che fanno soldi, e che senza debito non ne fanno. Non capisco perché allora ha detto così.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Per la prima domanda, ricorda questo concetto: generalmente nel mondo del mercato se una cosa è scarsa allora costa molto, vedi l’oro, mentre se di una cosa ce n’è a vagonate, allora costa poco, vedi le cipolle. L’inflazione succede quando nel contenitore dei cittadini privati ci sono troppi soldi nelle loro tasche ma pochi prodotti da comprare. Troppi soldi sono come le vagonate di cipolle, quindi quei soldi perdono di valore. Pochi prodotti sono come l’oro, quindi aumentano di valore. Risultato: finisce che chi va al mercato coi suoi soldi che valgono di meno perché ce ne sono troppi in giro, dovrà spenderne molti per comprare le cose che scarseggiano e quindi sono aumentate di prezzo. Questa è l’inflazione. Fa conto che se prima un chilo di patate ti constava 10 soldi, ora con l’inflazione te ne costa 20. E questo ovviamente per tutti i prodotti, quindi i cittadini sono automaticamente più poveri. La gente ha molta paura dell’inflazione, giustamente. E allora quando uno come me, o come certi economisti, dice che lo Stato deve spendere di più, cioè versare più soldi nel contenitore dei cittadini privati, molti pensano: &lt;em>“Sì, ma poi ci saranno troppi soldi, mentre i prodotti saranno sempre quelli di numero. Ci sarà l’inflazione!”&lt;/em>. No, nonna. Questa è una favola. Chi dice così non conosce l’economia, oppure è in malafede e lavora per le elite. Perché io ho sempre detto che lo Stato deve spendere di più, anche aumentando il suo debito con se stesso, &lt;strong>ma deve farlo per creare posti di lavoro che sono stipendi, per creare un’istruzione di alto livello, per mantenere i cittadini in salute, per fare strade e aeroporti e telefoni e tecnologia superiori, e per comprare anche i prodotti delle aziende private&lt;/strong>. Fai la somma: più lavoratori e meglio pagati + ragazzi istruiti che lavoreranno meglio + cittadini sani e quindi meno spesa sanitaria + strutture per facilitare proprio il commercio e le industrie + aiuti alle aziende per farle progredire &lt;strong>= più produttività nazionale&lt;/strong>. Quindi nonna, aumentano sì i soldi in giro, &lt;strong>ma aumentano anche di pari passo i prodotti offerti, quindi niente inflazione.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Mi sembra di aver capito, mi sembra.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Poi nonna, l’inflazione si controlla benissimo se uno Stato è padrone veramente della sua moneta. Ad esempio: dovesse mai succedere che l’inflazione scappa di mano, come estremo rimedio lo Stato può tassare il contenitore dei cittadini, cioè sottrarre denaro dalla circolazione. Oppure può rendere più costoso prendere denaro in prestito, così di nuovo ne circolerà di meno. E può fare altre diavolerie di finanza che sono troppo difficili per te. Ma pensa a una cosa: tutti sti allarmisti dell’inflazione perché non leggono i giornali? Il Giappone oggi ha un debito pubblico che è &lt;strong>il doppio&lt;/strong>, nonna, il doppio! di quello italiano, e quindi lo Stato giapponese ha speso tantissimo, giusto?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì! Beati loro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Sai a quanto è l’inflazione in Giappone oggi? E’ allo 0,4%. Cioè praticamente non esiste. E allora dai…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, ma allora quella tizia che comanda gli industriali e cha ha detto che se Berlusconi non paga il debito pubblico le fabbriche non guadagnano?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vediamo se è vero che togliendo il debito pubblico le aziende ci guadagnano. Ti dimostro ora che è vero l’esatto contrario, come ti ho sempre detto. Ok, ripeschiamo i famosi contenitori. Tu immagina che nella nostra società di cittadini privati, cioè non Stato, ci sono tantissimi tipi di lavori, ma che si possono dividere grosso modo in due contenitori: c’è il contenitore &lt;strong>A)&lt;/strong> che fa o vende i &lt;strong>prodotti di consumo&lt;/strong>, e il contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong> che fa tutto quello che serve ad A) per produrre e vendere quelle cose, cioè fa i famosi &lt;em>&lt;strong>“mezzi di produzione”&lt;/strong>&lt;/em>. Esempio: &lt;strong>A)&lt;/strong> fa o vende le scarpe, i rasoi, la carne, le auto, i pettini, il vino, i vestiti ecc. ecc. &lt;strong>B)&lt;/strong> fa le macchine per lavorare il cuoio, fa l’acciaio per le lamette e per le auto, la plastica per i pettini e per tante altre cose, i telai, produce il cotone ecc.; ma anche offre i servizi affinché i prodotti del contenitore A) si possano fare e vendere, cioè banche, assicurazioni, scuole, formazione, telefonia, comunicazioni, trasporti ecc. Sia A) che B) impiegano dei lavoratori stipendiati. Ok. Pausa e respira.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, sì, mica sono tocca nella testa, ho capito.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Domanda: come fa il contenitore &lt;strong>A)&lt;/strong> a fare profitto? Tu dirai, deve vendere i prodotti di consumo. Ok. Ma io ti dico che se li vende &lt;strong>ai suoi&lt;/strong> dipendenti quando spendono lo stipendio, A) non farà nessun profitto, &lt;strong>perché gli ritornano indietro gli stipendi&lt;/strong> che ha appena pagato a quei dipendenti. Anzi, gliene tornano indietro anche di meno, perché non tutti i lavoratori spendono tutto lo stipendio in beni di consumo. Immagina come esempio che tutti questi industriali di &lt;strong>A)&lt;/strong> hanno sborsato 1 milione in stipendi, e gli torna in cassa 800 mila, che profitto è? Allora: per far sì che il contenitore A) faccia profitti bisogna che possa vendere i suoi prodotti a gente &lt;strong>a cui NON paga lo stipendio&lt;/strong>. Ok, tu mi dirai che ci sono tutti i dipendenti del contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong>, che di sicuro useranno gli stipendi pagati da B) per comprare i beni di consumo fatti da A). Perfetto, quelli creano profitti per A), perché A) non gli paga lo stipendio. Ma il contenitore B) allora? Come fa a fare i suoi profitti?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bè, la gente di A) gli compra la roba, così gli ricambia il favore.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Eh no! Nonna. E sai perché? Pensaci bene. Quando il contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong>, che fa i mezzi di produzione, li vende ad A) quello che accade è che il contenitore A) userà ovviamente i suoi profitti per pagare. Ma da dove vengono i profitti di A) nonna? Vengono da B)! lo abbiamo appena detto. Quindi &lt;strong>B)&lt;/strong> si vede ritornare in tasca i suoi soldi di prima, &lt;strong>nulla in più&lt;/strong>, punto. Profitto zero in quel caso. Dunque, abbiamo stabilito che nelle nostre società il contenitore B) può creare profitti per A), ma questo non può creare profitti per B), impossibile. E allora? Allora si torna alla solita storia: ci vuole &lt;strong>un contenitore esterno a B)&lt;/strong> che gli versi dentro denaro nuovo al netto… ed avendo eliminato A), come al solito ci rimane solo lo Stato con la sua &lt;strong>spesa&lt;/strong> che può farlo (o le nazioni straniere, ma sono inaffidabili). Infatti né A) né B) pagano gli stipendi allo Stato che non ha bisogno di alcuno stipendio per comprare le cose di B), o anche quelle di A) ovviamente. Quindi &lt;strong>lo Stato deve esserci&lt;/strong>, con la sua &lt;strong>spesa&lt;/strong>, se no B) va in rovina, e se va in rovina B) ci va anche A) che dipende da B) per i suoi profitti. E stiamo parlando proprio di aziende e di tutti i loro lavoratori, ricorda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Cavoli, è vero!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma lasciami arrivare alle parole “debito statale”, per essere preciso. Lo Stato deve però comprare con la sua spesa &lt;strong>di più di quello che toglie&lt;/strong> con le tasse ad A) e B), ovvio, se no non ci sono profitti per A) e B); se no crolla tutta quella catena virtuosa. Gli deve &lt;strong>versare più soldi di quanto li tassi&lt;/strong>. E lo Stato versa più soldi di quanto tassi solo quando?… nonna?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Quando?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Solo quando &lt;strong>spende a DE-BI-TO&lt;/strong>, quando cioè spende più di quello che incassa (tassa). Ecco provato il fatto che, di nuovo, &lt;strong>se si elimina la spesa dello Stato a debito è impossibile che il contenitore generale dei cittadini e delle aziende si arricchisca al netto&lt;/strong>. Chi va in tv a dirci che la nostra salvezza è nell’eliminazione del debito pubblico, o non capisce niente di economia o vuole uccidere la nostra Gallina dalle Uova d’Oro secondo il piano delle elite di cui abbiamo parlato. Punto. Ti avevo già spiegato che il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini, ora sai che è anche il profitto delle aziende in gran parte.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma sto debito, insomma, ma roba da matti… ma è proprio la nostra fortuna! E allora quella stupida di quella donna in tv cosa va a dire che si deve eliminare il debito dello Stato per fare più profitti alle industrie? Ma non le sa ste cose?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> E’ probabile di no, ricordati che &lt;strong>le elite hanno lavato il cervello proprio alle classi dirigenti e ai politici per uccidere la spesa a debito dello Stato&lt;/strong>, che era a nostro favore e a favore della democrazia. Li hanno indottrinati ben bene, ripensa all’esempio delle tonsille. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/25/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 6" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 3</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/</link><pubDate>Sun, 23 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/</guid><description>&lt;p>_&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora nonna, riassunto delle puntate precedenti. Spero che tu abbia capito che solo lo Stato e le nazioni estere possono immettere denaro nuovo e al netto nel contenitore dei cittadini privati e delle aziende. Cioè: la ricchezza nuova, quella in più rispetto a quella già esistente, può venire solo da loro. Ok. Hai capito che uno Stato come l’Italia con la sua moneta Lira non aveva in realtà grandi problemi di debito. Che anzi, il debito di uno Stato che inventa la sua moneta dal nulla e che la spende, o che emette titoli, è la ricchezza dei cittadini e delle aziende private. Bene. Hai capito che vi hanno sempre raccontato una bugia immensa su cosa sia il debito “pubblico”, che pubblico non è per nulla…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh, ma insomma, sì, ho capito quello, lo Stato spende a noi siamo più ricchi. Ma la bugia, chi l’ha detta? Il governo? Così ci rubavano i soldi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, proprio no. Il discorso è molto, ma molto più grande. Nonna, guarda che è semplice. Al mondo siamo sempre stati in due. Noi gente, e loro, i ricchi e i potenti. Prima dei tempi moderni e per secoli, lo sai bene, c’erano masse enormi di disgraziati, e in cima i re, principi, i nobili, i padroni ecc. Cosa voleva dire? Che se, fai conto, in quei mondi c’erano 1000 soldi, ai poveracci ne toccava forse mezzo, e a loro 999,5. Poi è accaduta una cosa eccezionale, è accaduto che i popoli piano piano, con guerre e rivoluzioni, con morti e sangue a fiumi, si sono ribellati e hanno creato la democrazia.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> … che si va a votare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, non solo. La democrazia vuol dire soprattutto una cosa nonna: che ci deve essere uno Stato eletto dalla maggioranza ma che fa gli interessi di tutti, e questo vuol dire soprattutto che &lt;strong>dà benessere a tutti.&lt;/strong> Perché nonna, i diritti e le leggi morali sono cose belle, che prima non c’erano, ma se poi noi cittadini siamo schiavi di lavori a due soldi, se siamo indebitati, se abbiamo sempre l’ansia di lavorare come pazzi per sopravvivere e non abbiamo tempo per nulla, se, soprattutto, nessuno ci dice cosa sta succedendo davvero, alla fine quei diritti e quelle leggi non valgono quasi niente. E’ solo quando uno ha un buon lavoro, una casa che non sia un debito che lo schiaccia, quando è protetto dai servizi essenziali, è bene informato, i suoi figli hanno un futuro possibile, che uno può prendersi il lusso di partecipare alla democrazia. Se no rimane un cittadino che vive in una democrazia sulla carta, ma che non potrà mai usare. E allora, torniamo alla Storia: accadde che dopo tanti anni di lotte, finalmente arrivò la democrazia, cioè le elite persero delle fette enormi di quei 1000 soldi che erano la ricchezza esistente, e persero anche tanto potere. Tu immagina cos’era un imperatore, era padrone non solo di intere nazioni, e dei loro popoli, ma aveva potere di vita e di morte su tutti. Oggi non esiste neppure lontanamente qualcuno con quel potere, nessun miliardario lo ha, neppure uno come Obama. Quindi le elite persero tantissimo, e gli andò veramente di traverso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ben gli sta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Poi, per le elite le cose andarono anche peggio. Negli anni ’70 gli Stati democratici più importanti arrivarono ad avere quelle monete che dicevamo le volte scorse, la lira, il dollaro, i marchi, i franchi che si creavano dal nulla.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bè, io mi ricordo le lire e i dollari che c’erano anche prima di allora, scusa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, ma ripeto: dagli anni ’70 in poi, grazie a degli accordi internazionali, fu deciso che gli Stati potevano creare le monete moderne dal nulla, inventandosele. Prima era diverso. Le stesse monete potevano essere create solo se contemporaneamente i governi mettevano da parte dell’oro in quantità quasi pari alle monete che creavano per spendere. Era un limite enorme, perché metti che il governo decideva di assumere un milione di disoccupati che gli sarebbero costati 10 milioni: immediatamente dei funzionari gli dicevano “ok, ma devi però garantire quei 10 milioni che spendi con 10 milioni in lingotti d’oro depositati da noi. Se non trovi l’oro, rischi guai grossi”. Che palle, nonna, ti rendi conto? Ogni volta così, il governo sempre con l’ansia di sto oro da trovare per garantire ogni spesa. Il risultato era che i governi magari spendevano anche, ma in effetti rischiavano grosso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma cosa rischiavano?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Troppo complicato, ma detto in parole poverissime, rischiavano di fare bancarotta da un momento all’altro. Quelli sì che la rischiavano. Allora, come dicevo, il sistema di dover trovare sempre oro fu abolito, e ci mettemmo tutti a creare le monete dal nulla. I dollari, la lira, i marchi ecc. Fu un momento storico, ma alle elite degli ex potentissimi vennero i sudori ghiacci lungo la schiena, una strizza al sedere della malora. Perché? Metti insieme i pezzi che sai già: siamo, fa conto, nel 1971, e 1) Lo Stato è democratico e quindi risponde ai cittadini 2) Lo Stato adesso può inventarsi i soldi dal nulla, senza quasi limiti 3) Lo Stato può quindi creare lavoro per tutti, case per tutti, servizi per tutti, istruzione per tutti, pensioni buone per tutti. Risultato? &lt;strong>Può spendere per creare cittadini benestanti e istruiti che possono usare la democrazia per tutelare se stessi.&lt;/strong> Nonna, guarda che la coppia di :Stato che può spende per noi quasi senza limiti + noi che abbiamo la democrazia in mano era l&lt;strong>a Gallina dalle Uova d’Oro dei popoli.&lt;/strong> E se i popoli l’avessero posseduta veramente, per le elite era &lt;strong>FI-NI-TA&lt;/strong>. Ti rendi conto? Perché nessuno, neppure il più ricco uomo del mondo può contrastare uno Stato che decide di fare l’interesse di tutti con le sue leggi sovrane e con i suoi soldi sovrani. E quello Stato se è veramente in mano a cittadini benestanti e istruiti &lt;strong>può fare leggi che legano le mani ai mega ricconi per sempre&lt;/strong>. Le elite in quegli anni capirono che se mai volevano tornare a possedere il 90% della ricchezza, dovevano &lt;strong>AS-SO-LU-TA-MEN-TE nascondere&lt;/strong> a tutti, cioè ai cittadini e anche ai politici, cosa poteva fare uno Stato democratico con la sua moneta sovrana creata dal nulla.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Il fatto che dicevo, facevamo le ferie due mesi all’anno con un solo stipendio in casa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, ma molto, molto, molto di più nonna. L’ho detto prima: piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione per tutti, e fra l’altro, attenta, la spesa della Stato poteva comprare tante cose fatte dalle aziende private, arricchendole, poteva fargli migliori telefoni, strade, trasporti, e dargli anche la ricerca tecnologica per modernizzarle, quindi poteva aumentare la ricchezza privata nazionale. Nonna, i tedeschi, sti ipocriti che oggi sbraitano sui debiti degli Stati, hanno fatto proprio così: lo Stato tedesco ha trasformato a sue spese le loro aziende in super produttori. Bella forza che sono una potenza. Capito? La spesa dello Stato con la sua moneta sovrana… Nonna, quante volte ho detto “spesa” negli ultimi 10 minuti? Il trucco che ci poteva salvare era quello: la spesa dello Stato per creare benessere e produttività per tutti. E allora nonna, nonna!, come hanno fatto le elite dei bastardi ricconi a bloccare quella spesa? A uccidere la nostra Gallina dalle Uova d’Oro?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Non lo so…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna! &lt;strong>Si sono inventati, convincendo tutti, che la spesa dello Stato è il debito di tutti i cittadini&lt;/strong>. Debito, è il debito PUBBLICO!! È il deficit PUBBLICO!! E’ un disastro PUBBLICO!! Lo dobbiamo tutti ripagare!! I nostri figli se lo porteranno sulle spalle…. La spesa dello Stato è il diavolo in persona! E allora ci ficcarono in testa che lo Stato non deve spendere, o meglio, che deve spendere MENO di quanto INCASSI. Ma lo Stato incassa TASSANDOCI o facendo TAGLI dappertutto, come Sanità, scuole, pensioni, impiego. Così, secondo la ricetta dei ricconi bastardi, finisce che lo Stato ci dà 100 soldi ma poi ce ne toglie 110, così lui, lo Stato, accumula soldi di cui non se ne fa nulla, mentre noi perdiamo soldi che erano la nostra ricchezza. Siamo, &lt;strong>FRE-GA-TI&lt;/strong>, ci troviamo più poveri quasi tutti, e dobbiamo pagare i servizi di tasca nostra, con meno lavoro, stipendi più bassi, pensioni miserabili ecc. Cittadini fregati, cittadini insicuri e in affanno, impauriti, che non sanno cosa succede, poi giovani senza lavoro né speranze, cioè? Cioè &lt;strong>democrazia annullata&lt;/strong>, e ricconi contenti. Ricconi liberi di accaparrarsi il 90% della ricchezza, come ai loro bei tempi. Ora nonna hai capito cosa intendevo quando ti dicevo che il debito &lt;strong>pubblico&lt;/strong> è un inganno criminale?&lt;/p>
&lt;p>Nonna, è tutta qui la tragedia economica moderna. Nel momento in cui tutti sono convinti che la spesa dello Stato è un danno, siamo tutti fregati. E le elite trionfano. Infatti oggi sono tornati a possedere più soldi di 10 Stati messi assieme.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma non erano i politici a comandare? Cioè, come hanno fatto sti ricconi a ingannare tutti?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Con l’economia, nonna. Hanno scritto tutti i testi di economia che tutti abbiamo imparato da 40 anni a questa parte, e che anche i politici hanno imparato. E se uno va con lo zoppo, impara a zoppicare…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma Dio Santo! Lo dicevo io che la televisione ci ha fatto solo male.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, la crisi economica di oggi viene direttamente da questi fatti, guarda che è tutto lì. La prossima volta ti racconto cosa hanno fatto un nugolo di uomini potentissimi chiusi nelle loro stanze mentre tu, il nonno, i miei e tutti noi persone qualunque credevamo che fosse a Roma che prendevano le decisioni importanti. Nonna, a 87 anni cominci a capire chi è il Vero Potere. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 4" target="_blank">Continua…&lt;/a>
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&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
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&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> No, aspetta un attimo. Perché io ci ho pensato, e senti, tu che dici che i ricchi ci hanno tolto i soldi dello Stato, e che ci potevano essere le scuole per tutti, il lavoro per tutti e le pensioni per tutti, e che se stavamo tutti meglio allora c’era la democrazia. Ma voi giovani sai cosa facevate se stavamo tutti meglio? Tutti a divertirsi e a fare lo scioppin, e altro che democrazia. Quelle cose della democrazia le facevano i tuoi nonni, nelle campagne, quando c’era da lottare per aver da mangiare. Loro le hanno fatte. Oggi? Sì, va là…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, io ti devo raccontare cosa ci hanno tolto, perché ci hanno ridotti in questo modo, e soprattutto con che mezzi esistenti possiamo ancora salvarci. Prima mettiamoci tutti nelle condizioni ideali, togliamo il potere assoluto alle elite finanziarie di oggi, facciamo le regole per avere diritti veri e benessere per tutti. E per fare questo si deve sapere quello che ti sto raccontando. Poi, se a quel punto le persone decideranno di fare “scioppin” e fregarsene del bene comune, allora ok, starò zitto. Ma prima facci avere i mezzi democratici pieni, poi giudicheremo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sarà… Allora. Chi sono questi briganti che comandano davvero? Perché mò adesso perdo la pazienza. Ma sta a vedere che non ho mai capito niente io?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, non è stata colpa tua, sono stati loro che si sono nascosti bene. Nonna, per capire come accade che un potere più grande si nasconda dietro uno Stato, e come faccia a convincerlo a fare ciò che lui, il potere nascosto, vuole, basta solo che ti ricordi di quando ho fatto le tonsille.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, seguimi. Negli anni ’60, tutti i dottori qui in Italia, ma proprio tutti, erano d’accordo che i bambini dovevano togliersi le tonsille. Milioni di operazioni, a milioni di bambini, con spese pubbliche elevate. Tutto per niente, perché poi abbiamo saputo che era tutto sbagliato. Oggi, da un bel po’, non si fa più da nessuna parte né in Italia né altrove. Eppure allora se chiedevi a chiunque, ai dottori, genitori, insegnanti, ai politici della Sanità, ti dicevano che andava fatto, che era la scienza a dimostrarlo. Bene. Chi lo aveva deciso? Il ministro della Sanità italiano a Roma? Macché. L’industria farmaceutica internazionale lo aveva deciso, e avevano sguinzagliato i loro scienziati strapagati a raccontare ai congressi dei medici che le tonsille andavano tolte, e avevano portato a prova di questo montagne di studi su carta. I ministri della Sanità erano invitati a quei congressi, dove c’erano anche i professori di medicina delle università, che avevano poi insegnato sta bufala a tutti i dottorini degli anni ’60, e questi lo avevano intimato alle famiglie, ed ecco che divenne la regola per tutti per molti anni. Vero o no?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Mi ricordo che ai bambini raccontavano che dopo l’operazione dovevano mangiare molto gelato, ma a te dopo l’operazione la mamma non te lo comprava…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Dai nonna, stai attenta. Bada a una cosa precisa in quello che ho detto. &lt;strong>Bada alla catena del passa parola che va dal volere di quelle mega industrie private fino a diventare regola nazionale per tutti.&lt;/strong> Allora: 1) una potenza economica privata enorme decide che farà montagne di soldi se un’idea del cavolo convincerà tutti a fare una certa cosa. 2) assumono degli studiosi che strapagano, che dovranno scrivere dei trattati serissimi che dimostrano che quell’idea del cavolo è invece fondamentale. 3) poi infiltrano i luoghi dove studiano quelli che diventeranno importanti domani, quelli che comanderanno, e li convincono che quell’idea è fondamentale. 4) per fare questo spendono un sacco di soldi in congressi, incontri, in programmi in tv e articoli… più cene, regali ecc. 5) si sa che gli ambienti di quelli importanti sono gli stessi dove bazzicano i politici, che sono ignoranti come delle sogliole e alla fine si bevono quasi sempre quello che i professoroni gli raccontano. Tu immagina cosa capiva un deputato, che magari aveva una fabbrica di scarpe, cosa capiva quello di microbiologia delle ghiandole umane… niente. E così succede per tanti altri settori. 6) Il peso del mondo dei professoroni più quello dei politici si sommano per far diventare quella idea fasulla la regola nazionale per tutti. E siamo fregati. Nota cosa è successo: delle elite potenti, cioè i giganti farmaceutici, riescono a imporre una politica; ma a noi ci raccontano che è una politica della Sanità nazionale, che invece se la sono inventata quelle elite. E nessun cittadino sa dove stanno quelle elite e cosa hanno fatto. Cioè: &lt;strong>un potere nascosto comanda sul potere che noi vediamo, cioè il governo.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E allora quella cosa del debito pubblico, che era la nostra salvezza e invece c’hanno convinto che ci rovinava, se la sono inventata dei delinquenti che poi comandano il governo? Ma possibile?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, non solo possibile, ma anche esatto. &lt;strong>Nonna:&lt;/strong> 10 e lode. Ora ti spiego come hanno agito esattamente. Oh, nonna, se riesco a spiegarti in poche parole quella storia sono un genio. Guarda che hanno lavorato per 50 anni per fregarci, e io te lo devo dire un dieci minuti…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma provaci mò…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Ecco cosa hanno fatto: si sono voltati indietro. Hanno ripescato dal passato una serie di idee. Prima idea: &lt;em>lo Stato deve sempre PRIMA risparmiare e solo POI spendere, e spendere sempre meno di quanto risparmia.&lt;/em> Questa l’aveva pensata un economista inglese del 1800, David Ricardo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Come faceva tuo nonno che metteva via sempre qualcosa nel libretto risparmi. E cosa c’è di male?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Te l’ho già detto tempo fa: le famiglie non possono coltivare i soldi nell’orto; lo Stato sì, se li inventa dal nulla. E allora le famiglie va bene che risparmino prima; ma lo Stato se risparmia prima, e spende meno di quello che risparmia, significa che mette MENO soldi nel contenitore dei cittadini privati rispetto a quelli che TOGLIE con le tasse e con i tagli. Cioè, secondo questa regola del cavolo lo Stato dovrebbe prima togliere (risparmiare) 100, e poi mettere (spendere) 90, e sempre così. Se lo fa per dieci anni, lo Stato risparmia 100 e noi perdiamo 100. Bell’affare. E così noi vediamo i nostri conti correnti calare come acqua in un imbuto per dieci anni. Ma pensa che questo disastro è oggi invece visto come la massima virtù dello Stato! Lo chiamano “&lt;em>surplus di bilancio&lt;/em>”. E tutti a strombazzare in Tv “&lt;em>l’Italia deve fare il pareggio di bilancio, anzi, meglio, deve arrivare al surplus!&lt;/em>”. Pensa che truffa. Va bé, torniamo a quella idea. Cosa ottenne nonna? Ti do una mano: costrinsero gli Stati a non……..?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Spendere?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna genio! Esatto! &lt;strong>No spesa a debito dello Stato&lt;/strong>, no Gallina dalle Uova d’Oro per noi. Ok. Poi le elite ripescarono questa idea: &lt;em>se si pagano troppi stipendi, cioè se si eliminano tutti i disoccupati, allora arriva l’inflazione, cioè ci saranno troppi soldi in giro e il prezzo delle merci salirà troppo e sempre di più.&lt;/em> Questa la pensò un economista americano degli anni ’60, Milton Friedman. Ma cosa significa in pratica? Che per carità!!… lo Stato NON spenda per creare la piena occupazione, se no le sigarette domani costeranno 1 milione al pacchetto, la carne 2 milioni al chilo. Ma nonna, era una fesseria, che nascondeva sempre la solita storia: lo Stato non spenda. Cioè: la Gallina dalle Uova d’Oro dei cittadini, che poteva dare lavoro a tutti, non doveva cantare. Anzi, doveva morire. Ma ti rendi conto che hanno tenuto milioni di italiani senza lavoro, costretti a emigrare per mangiare, e tutto per una bugia?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Che schifo. Il fratello di zia Laura, che era di Avellino, è morto in Belgio coi gas della miniera. Non vide mai i suoi due gemellini.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Una delle tantissime tragedie di quelle idee. Poi ripescarono un’altra idea: &lt;em>se si abbassano gli stipendi, allora le aziende assumeranno di più. Ma per abbassare gli stipendi bisogna che sia lo Stato per primo ad abbassare quelli pubblici,&lt;/em> se no i lavoratori privati s’incavolano. Questa è dell’economista inglese Cecil Pigou, a inizi novecento, e ancora oggi la nostra Marcegaglia dice che è la via maestra per dare lavoro. Una vera idiozia, visto che se si abbassano gli stipendi della gente questa compra di meno, e se compra di meno le aziende stesse vendono di meno, e se vendono di meno non solo non assumeranno nessuno, ma licenziano anche. Comunque anche qui la stessa storia: &lt;strong>lo Stato spenda di meno&lt;/strong>. La Gallina dalle Uova d’Oro stia con la cresta bassa. E adesso arriva l’ultima idea, questa ti lascerà di sasso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah, guarda, ormai me ne hai dette, che…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora. In Europa, alcuni potenti funzionari, soprattutto francesi e tedeschi, ma anche italiani e altri, che erano parte delle elite di potere nascoste, pensarono che per impedire a tutti gli Stati di spendere a debito per tutelare i cittadini e la democrazia, si potevano fare altre due cose: primo, fare leggi più forti di quelle degli Stati come Italia, Olanda o Germania ecc., e &lt;strong>che li obbligassero a non spendere per i cittadini&lt;/strong>. Secondo, tanto per star certi che gli Stati non avrebbero mai più speso a debito per noi, &lt;strong>gli si doveva togliere le loro monete sovrane&lt;/strong>, come la lira o il marco ecc. Alè, via!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Oddio, ma dici che l’Euro è per sto motivo qui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, purtroppo sì, l’Euro è una truffa criminale. E non solo. Tutta l’Unione Europea, che oggi veramente fa leggi più potenti di quelle degli Stati membri, ha votato regole che proibiscono categoricamente agli Stati di spendere a debito. La Gallina dalle Uova d’Oro di noi cittadini non è solo morta, è anche illegale ora. Se rinasce… la arrestano. Guarda nonna, che l’Unione Europea è un’altra immensa truffa fatta al 90% per fregare noi cittadini e per consegnare il 90% della ricchezza a quelle solite elite.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma dico, guarda, per fortuna che tuo nonno è morto. Che mondo, ma cosa mi tocca di sentire.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Concludo. Hai visto quelle idee, che furono ripescate. Col sistema che ti ho descritto nell’esempio delle tonsille, quelle idee furono spinte dalle elite a suon di miliardi e di professoroni indottrinati, che poi indottrinavano fior di studenti, che poi andavano a fare i politici o i funzionari, che poi andavano sui giornali e in televisione, e alla fine quelle idee convinsero tutti e divennero politica nazionale, sia in Italia che in tutti gli altri Paesi che contano. Cioè, nonna, &lt;strong>divenne vergogna nazionale che gli Stati spendessero a debito, quando sappiamo che è invece l’unico modo per noi cittadini di avere più benessere e una democrazia compiuta&lt;/strong>. Noi sappiamo, nonna, che se lo Stato non spende a debito la propria moneta, noi cittadini non potremo mai avere la piena occupazione, le case per tutti, l’istruzione piena e la Sanità piena per tutti, pensioni decenti per tutti, e le aziende stesse non faranno mai profitti a sufficienza. Rimarremo gente insicura e in affanno, e sempre più povera, e la democrazia sempre meno vera. Mentre le elite si intascano già ora tutto quello che a noi non viene. Adesso basta, ma da qui in poi ne sentirai delle belle. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
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&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
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&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Paolo, tu spieghi tante cose, ma insomma, mi dici perché c’è la crisi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, io te la spiego, ma prima devi aver pazienza e capire delle cose. Poi ci arriviamo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ci ho pensato a quello che mi hai detto l’altra volta, sai? Quando ti portavamo a Cesenatico da bambino stavamo in albergo in quattro dal primo al 20 agosto, e poi una settimana nella pensione in montagna col nonno. Oggi chi se lo può permettere fra la gente come noi? Il governo che ci dava i soldi, hai detto. Ma dove li prendeva?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vero nonna, verissimo. Una cosa alla volta. Ti ricordi che ti ho detto che voi nel 1950, voi nel contenitore dei cittadini privati, avevate, fa conto, 100 soldi e che poi sono diventati molti di più? Ti ho detto anche che &lt;strong>solo il governo e le nazioni straniere&lt;/strong> possono mettere soldi nuovi al netto nel contenitore dei cittadini, che se no si passano sempre gli stessi soldi fra di loro. Ok, infatti in quegli anni fu proprio un governo, il nostro, e una nazione straniera, l’America, che ci resero più ricchi. Il baby boom… i governi italiani degli anni ’50 e ’60 spesero la lira a frotte, poi c’erano gli americani che ci compravano le cose a frotte, e investivano da noi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Anche se c’erano i comunisti… lo diceva sempre il nonno “totta colpa dal sindaché”…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bè, no. Guarda che i comunisti anche allora, sotto sotto, avevano rassicurato sia gli Agnelli che gli americani che il capitalismo era ok per loro, poi in piazza facevano i sovietici… vabbè, questa è un’altra storia. Come ho detto, furono proprio due contenitori esterni al contenitore di noi cittadini privati che ci diedero i soldi del baby boom, il governo e l’America. Intendo soprattutto loro, per essere semplice.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma con che soldi? E dove sono oggi quei soldi, che siamo con sto debito pubblico che dicono tutti che è un disastro?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Giusto, con che soldi. L&amp;rsquo;America aveva i suoi e l&amp;rsquo;Italia pure. Ma dove li pescavano? Ecco come può usare i soldi uno Stato. Pensa a una cosa: pensa all’Italia di allora. Fatti questa domanda: chi dava le lire all’Italia? Qualcuno per caso arrivava da noi con delle navi cariche di lire? No. Le portavano dall’estero sui camion? No. Erano i tedeschi a fabbricare le lire? No. Eravamo noi italiani a farle in cantina? No. E allora chi le creava le lire?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Lo Stato.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, esatto. E da dove le prendeva? Sai da dove? Da nessuna parte, le stampava dal nulla o scriveva su dei pezzi di carta “questo titolo vale 1000 lire, firmato: lo Stato”. Così faceva l’Italia, ma guarda che ancora oggi l’America fa la stessa cosa, anche il Giappone, la Svezia, insomma tutti gli Stati che hanno una loro moneta se la inventano dal nulla, &lt;strong>e in teoria senza limiti.&lt;/strong> Infatti può uno Stato esaurire l’inchiostro per la stampa? Può esaurire le proprie firme? No. Quindi in teoria uno Stato con propria moneta può inventarsene quanta ne vuole. Lo Stato in Italia aveva il suo amministratore, il Ministero del Tesoro, e la sua banca, la Banca Centrale che materialmente spostava i suoi soldi. E come spendeva lo Stato italiano? Cioè come metteva soldi nuovi al netto nel contenitore dei cittadini privati? Semplice. Fa conto che lo Stato decideva di fare una scuola. Chiamava un’impresa e gli diceva di farla. Pagava il dovuto sul conto corrente di quella impresa, che poi pagava gli stipendi agli operai. Cosa era successo? Lo Stato si era inventato, fa conto, 1 milione e lo aveva versato a un membro del contenitore dei cittadini privati, cioè quella impresa. Il contenitore andava a + 1 milione di soldi nuovi senza che nessuno al suo interno li avessi contemporaneamente persi (spesi). Soldi che poi si spargevano in giro (perché gli operai spendevano gli stipendi, o quell’azienda assumeva ecc.). Lo Stato scriveva – 1 milione sui libri contabili al Tesoro. Fine.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, ma poi alla fine a forza di spendere di qui e di là, con tutti sti meno, alla fine lo Stato non fa bancarotta?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No. E con chi la fa, scusa? Con se stesso? Uno fa bancarotta se deve dei soldi a qualcun altro che glieli ha dati. &lt;strong>Ma lo Stato italiano li inventava dal nulla, li doveva a se stesso.&lt;/strong> Tu devi capire che per me e per te i soldi sono una cosa che ci dobbiamo procurare col lavoro, coi prestiti, insomma, i cittadini e le famiglie non possono spendere senza limiti, perché poi devono lavorare come negri o fare debiti che se non li ripaghi ti fanno un mazzo così. Ma lo Stato italiano quando spendeva non faceva altro che aggiungere numerini ad altri numeroni, e cosa gliene fregava se aumentavano sempre? A chi li doveva quei numerini/numeroni? A se stesso. Guarda che è così per tutti gli Stati che hanno una loro moneta. Infatti i conti di tutti gli Stati moderni sono numeroni con davanti un meno, e che aumentano sempre, da sempre. Gli Stati Uniti hanno un conto in rosso da 200 anni, e che è sempre più alto ogni anno, cioè ogni volta che spendono dollari. I soldi per lo Stato sono solo numeri, non soldi veri, e gli servono solo per darci da vivere, e ce ne potrebbe dare a sufficienza per farci stare bene tutti. Ecco da dove prendono i soldi gli Stati che hanno una loro moneta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma cosa mi dici? Ma allora sto debito pubblico? Dicono tutti che è la gente che lo deve poi ripagare, se no perché si chiama pubblico?! Io mi ricordo quando c’erano i Bot…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ci sono ancora nonna…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, va bé, il governo non faceva altro che chiederci dei soldi in prestito con sti Bot, e noi glieli davamo, ma poi lo Stato ci doveva ridare dei soldi veri, altro che inventati, e con gli interessi! E se era come dici tu, perché venivano a chiederci i soldi a noi? Uno non va a elemosinare soldi dalla gente se ne ha quanti ne vuole. In televisione dicono che poi quel debito ce l’abbiamo come una palla al piede anche oggi. Tutta colpa di allora.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ti spiego tutto. Il fatto che il debito dello Stato, che poi ripeto è solo un numerone con un meno davanti, si chiami &lt;strong>“pubblico”&lt;/strong> è una truffa. Una colossale truffa inventata da gente potente che ha tutto l’interesse a tenerci in soggezione, e intendo dire tener sotto sia noi che lo Stato, poi ti spiego. Ma stiamo sul debitone italiano che tu dici che noi tutti abbiamo per colpa dei governi di allora. Il debito ‘pubblico’ interno, cioè quello che poi tu credi che noi cittadini dobbiamo ripagare allo Stato, si forma in due modi: 1) quando lo Stato spende per noi, cioè ci fa le scuole, le strade, quando paga gli stipendi e le pensioni ecc.; 2) e quando vende i titoli di Stato. Nel primo caso le cose stanno come abbiamo già detto: le aziende che ricevono il pagamento dello Stato per fare la scuola o per fare un ponte diventano più ricche; il cittadino che viene curato all’Usl riceve un servizio ma il medico prende uno stipendio, e ci guadagna; chi lavora riceve uno stipendio o una pensione, e ci vive ecc.. Insomma, il loro conto corrente va + ogni volta che lo Stato spende. Fine. Come fa questo a essere un debito dei cittadini o delle aziende? Nel secondo caso quando lo Stato vende un suo titolo cosa succede? Succede che chi lo compra vede i suoi soldi che si spostano da un conto corrente della banca sotto casa, che gli dava un interesse ridicolo, a un conto corrente speciale dove i suoi soldi prendono un interesse superiore. Cioè, quel compratore è più ricco. Punto. Dov’è il suo debito? Non c’è. La spesa dello Stato (spese + titoli) che usa la sua moneta, ricordati, &lt;strong>non è mai il debito dei cittadini. E’ la ricchezza dei cittadini. Per forza, ricevono soldi nuovi al netto nel loro contenitore.&lt;/strong> Nonna, sei stanca?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> No, dimmi pure.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora ti dico una cosa un po’ difficile: in realtà sai cosa veramente succede quando uno compra un titolo di Stato? Fa conto che lo compra per 10.000, tutto quello che accade è che degli impiegati alla Banca Centrale premono dei tasti su dei computer che spostano i suoi 10.000 dal conto della sua banca, che sta registrato su quei computer, al conto speciale dei titoli di Stato, che sta sempre su quei computer. Tutto qui. Nonna, sono solo numeri che si spostano, non soldi veri che passano di mano.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sìì! Ma quando tuo nonno comprava i Bot, lo Stato glieli doveva o no quei soldi? C’aveva o no un debito con tuo nonno?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, glieli doveva, ma non aveva nessun debito. Perché quando glieli doveva ridare, sai cosa faceva lo Stato? Diceva allo stesso impiegato di pigiare i tasti di quel computer alla rovescia, cioè le lire del nonno tornavano indietro dal conto speciale dei titoli di Stato al conto del nonno alla sua banca. Fine. Gli interessi da dare al nonno? Facile, fa conto che fossero 150 lire: lo Stato si inventava un altro gruzzoletto da 150 lire e lo accreditava sul conto del nonno. Oppure, semplifico, scriveva su un altro pezzo di carta “questo titolo di Stato vale 150 lire”, trovava un altro italiano che se lo comprava e le 150 lire di questo italiano venivano spostate dal solito impiegato alla Banca Centrale dal suo conto in banca a quello del nonno. Ecco pagati gli interessi. E così via in una catena che si rinnova sempre. Lo Stato onora il tuo titolo con i soldi di un altro, e il titolo di questo con i soldi di un altro ancora, all’infinito.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma no, scusa, è vero o non è vero che lo Stato nel frattempo se li spendeva i soldi che gli avevamo dato? E allora col cavolo che bastava pigiare dei tasti da qui a là, i soldi erano stati spesi!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No! Assolutamente no. Impossibile. Non aveva senso. Scusa: io Stato, che posso inventarmi i soldi quando mi pare, devo fare tutto un casino della malora con sti titoli per venire a chiedere a te dei soldi che mi posso inventare quando voglio? Ascolta quanto sarebbe stato assurdo: io Stato spendo inventandomi le lire, poi vengo da te e te le chiedo indietro col titolo di Stato, e poi ancora te le ridò spendendo di nuovo… Ma che senso ha? Infatti non succedeva mai. Guarda nonna, non te l’hanno mai detto, ma quando lo Stato italiano emetteva i titoli, lo faceva apposta e solo per scelta volontaria (più altri motivi molto tecnici). Mai per trovare denaro da spendere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah! E le tasse allora? Non è con le tasse che poi ci toccava di ripagare il debito pubblico? Sai quante tasse abbiamo pagato io e tuo nonno?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No! Le tasse non sono mai servite a ripagare alcunché. Nonna! Ti ho detto che il debito dello Stato NON è pubblico, non insistere, non lo ripagavate con le tasse, non lo ripagavamo noi, e neppure lo Stato. Le tasse te le spiego fra un bel po’. Una cosa alla volta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sarà. Mah, è come se mi dicessi che lo zucchero è sempre stato salato, ma ti credo, tu hai studiato.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, ho studiato molto. Nonna, ci hanno sempre raccontato queste cose al contrario, e il perché è una cosa molto seria, lo capirai fra qualche giorno. Ora stiamo su come spendeva l’Italia, sul fatto che il debito pubblico è stata un’invenzione, e che in realtà è un debito finto per lo Stato ma è ricchezza &lt;strong>vera&lt;/strong> per i cittadini privati.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma perché dici sempre tutto al passato? La lira, era, facevano, i Bot del nonno…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Anche questo te lo spiego più avanti, ed è una storia criminale, credimi, proprio quella che poi ti farà capire cos’è veramente questa crisi economica. Ci arriviamo. Ora cerca di ricordarti come funzionava la spesa dello Stato italiano che aveva una &lt;strong>sua&lt;/strong> moneta, la lira.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Oggi ha l’euro.. e cosa cambia?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, stai buona! Porta pazienza. Capirai tutto. Vado ora. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 3" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 1</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/</link><pubDate>Thu, 20 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/</guid><description>&lt;p>_&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Paolo, chi ci dà i soldi? Insomma, perché non ne abbiamo mai abbastanza? E poi adesso c’è anche la crisi e come si fa?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo capire un paio di cose prima. Abbi pazienza. Allora: prendi una nazione e pensa a come è fatta. C’è un territorio con delle frontiere, e dentro ci sono solo due cose: il governo e tutta la sua roba, cioè le sue proprietà, aziende, uffici, scuole ospedali ecc.; e il resto dei cittadini privati, con le loro proprietà, le loro aziende, uffici, negozi ecc. e la gente che lavora. Quindi in una nazione c’è il settore governativo pubblico, e il settore dei cittadini privati. Non ce ne sono altri.&lt;/p>
&lt;p>Ora immagina questi due settori come dei contenitori, proprio immagina due cassetti. Entrambi contengono ricchezze, cioè palazzi, terre, case, fabbriche, attività. Entrambi contengono denaro. Bene. Prendi il contenitore dei cittadini privati che è quello dove io e te e tutti quelli che conosciamo vivono. Pensa a cosa succede in esso quando qualcuno fa soldi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Qualcuno chi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Può essere semplicemente un negoziante che ha venduto un paio di scarpe, oppure un dentista che ha curato un paziente, oppure un industriale che ha fatto successo coi suoi jeans. In quei casi tutto quello che è accaduto è che a) un cliente ha sborsato i soldi delle scarpe, b) un paziente ha sborsato i soldi per l’otturazione, c) molte persone hanno sborsato i soldi per quei jeans. Cioè, i soldi che vengono guadagnati sono sempre soldi che qualcun altro ha perduto (speso). Per forza. Anche gli stipendi degli operai della fabbrica di jeans sono alla fin fine soldi che qualcun altro ha sborsato (perduto), cioè i compratori dei jeans. Nel contenitore dei cittadini privati ogni soldo incassato corrisponde sempre a un soldo perduto (speso) da qualcuno, quindi la ricchezza in denaro che sta in quel contenitore gira sempre in tondo, passa dalle tasche di uno a quelle dell’altro, dall’altro a uno, sempre così. Anche quando un tizio come Barilla fa milioni, da dove vengono? Da tantissime tasche di cittadini che hanno speso i loro soldi per comprargli la pasta. Barilla ha + 10 milioni, noi consumatori abbiamo - 10 milioni.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E bè, cosa c’è di nuovo?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Aspetta, scusa, ma non lo vedi? Se il denaro che sta nel nostro contenitore è sempre lo stesso che gira in tondo, passa dalle tasche di uno a quelle dell’altro, dall’altro a uno ecc., questo significa che noi cittadini privati con tutto quello che facciamo e produciamo non siamo in grado DA SOLI di aumentare la quantità dei soldi totali che girano nel nostro contenitore. Se, fa conto, abbiamo 1000 soldi, quelli sono e quelli rimangono. E allora come fa una nazione a diventare più ricca scusa? Se i 100 soldi che avevate voi nel 1950 rimanevano sempre quei 100, come facevate a fare gli aeroporti, gli ospedali, i milioni di case nuove, i vestiti per tutti i nuovi nati, e così via? Qualcuno che non eravate voi cittadini ve li ha dati…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sono aumentati gli stipendi, me lo ricordo, infatti mi ricordo che quando iniziai la sartoria si prendevano 5 mila lire, poi piano piano mi diedero 10 mila e poi mi ricordo le prime 100 mila. Quando ero ragazza le calze erano un lusso impossibile, poi arrivarono per tutte…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, i soldi aumentarono per tutti in Italia. Ma allora come fecero i cittadini privati a diventare TUTTI almeno un po’ più ricchi? Ricordati che “diventare più ricchi tutti” vuol dire che si incassano soldi senza che nessuno fra loro li debba prima perdere (spendere). Abbiamo detto che nel contenitore dei cittadini privati se aumentano i soldi di qualcuno è sempre perché qualcun altro li perduti (spesi). Allora? Allora la risposta, nonna, è semplice: ci vuole qualcuno che sta FUORI dal contenitore dei cittadini privati e che gli metta dentro dei soldi NUOVI. E chi c’è là fuori che può fare questo? Solo due tizi: il governo col suo contenitore e il suo denaro, e le altre nazioni col loro denaro. Se per esempio il governo decide di comprare qualcosa che si produce nel contenitore dei cittadini privati (scarpe, oppure anche le prestazioni di un medico), succede che i soldi del governo verranno versati nelle tasche del cittadino privato che produce quella cosa (o del medico) SENZA che nessun altro cittadino abbia contemporaneamente perso (speso) un solo centesimo. Se un Paese straniero compra un’altra cosa prodotta da un cittadino privato, o il lavoro di quel medico, accade la stessa cosa, cioè i soldi di quel Paese finiscono nelle tasche del cittadino privato o del medico SENZA che nessun altro cittadini abbia perso (speso) un solo centesimo. Ecco che la ricchezza in denaro nel contenitore dei cittadini privati AUMENTA AL NETTO.&lt;/p>
&lt;p>Allora nonna, via a dire a quei fessi che vogliono eliminare il governo e che dicono che i privati ci faranno diventare tutti più ricchi: “Con gli stessi soldi che girano sempre in tondo si fa un fico secco!”. E anche un’altra cosa, nonna: dei due tizi che ci possono far avere soldi NUOVI, al NETTO, le nazioni straniere non sono affidabili. Perché magari quelli domani decidono che vanno a comprare i prodotti dei cittadini privati o il lavoro dei professionisti in altri Paesi, che magari gli costano di meno. E’ inutile: l’unico tizio che sta sempre lì e che può sempre comprare i nostri prodotti o i nostri servizi dandoci denaro nuovo al netto è il governo. Punto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Il governo? Ma se ci ruba solo? Altro che soldi nuovi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sta buona un attimo, non parlo di morale, ti dico cosa può succedere tecnicamente, se poi quelli non lo fanno è un’altra storia. Anzi, &lt;strong>è importantissimo che tu capisca cosa può veramente fare un governo onesto, così poi possiamo pretendere che lo faccia.&lt;/strong> E il bello della storia è che un governo può versare soldi nuovi al netto nel nostro contenitore di cittadini quasi senza limiti, cioè ci può versare un bel mucchio di soldi quando vuole e come vuole. Può comprarci le auto che facciamo, le scarpe che produciamo, le pere, le mele, il pesce, può pagare i nostri medici, insegnanti, e spazzini, può pagare le imprese edili private così che ci facciano scuole, ponti, strade e ospedali, le case per chi non le ha, e può, nonna, sborsare tutti gli stipendi necessari a dar lavoro a tutti i disoccupati che abbiamo. Zero disoccupazione!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, e poi chi paga? Tu? Così sono capaci tutti. Compra, compra, spendi e spandi, poi alla fine ci dicono che abbiamo un debito che non si sa più come fare. Il governo non ha più un soldo…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna cara, è proprio questo il punto, e tu non immagini neppure la sorpresa. Il fatto è che la storia del debito è una bugia grande come Giove. Non c’è nessun debito per noi, e il governo può veramente mettere tutti quei soldi nel nostro contenitore, senza grandi problemi. Non lo fa perché qualcuno non vuole, ma questo te lo racconto un altro pomeriggio. Per ora ricorda: &lt;strong>senza il governo, o le nazioni straniere, nessuno di noi cittadini privati nel contenitore in cui viviamo può creare soldi nuovi al netto che finiscano nelle nostre tasche, quindi non possiamo divenire TUTTI un po&amp;rsquo; più ricchi (che significa che tutti incassiamo qualcosa SENZA che altri debbano spendere).&lt;/strong> Ripeto nonna: i soldi che chiunque di noi incassa, dall’operario al milionario, sono sempre gli stessi 1000 soldi che girano in tondo e che si spostano dalle tasche di qualcuno a quelle di qualcun altro, e infatti se aumentano i milionari aumentano allo stesso tempo i poveri. A meno che il governo o le altre nazioni non spendano comprando la nostra roba o il nostro lavoro. E qui sta la sorpresa. Ma la storia ha anche un lato scuro, terribile, purtroppo. Alla prossima. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/21/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-2/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 2" target="_blank">continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Quando un generale NATO parla liberamente (11 settembre, Iraq, Libia)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/quando-un-generale-nato-parla-liberamente-iraq-libia/</link><pubDate>Wed, 21 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/quando-un-generale-nato-parla-liberamente-iraq-libia/</guid><description>&lt;p>un video inutile come il 99% di tutto quello che circola, ma giusto per tenere sveglio il neurone.&lt;/p>
&lt;p>ah.. Wesley Clark non è né un complottista né l&amp;rsquo;ultimo arrivato.. è stato generale NATO capo delle faccende in Kossovo dal 1997 al 2000 (
&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wesley_Clark" target="_blank">vedi&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Infinity: one of the best ads ever seen (by me)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/infinity-one-of-the-best-ads-ever-seen-by-me/</link><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/infinity-one-of-the-best-ads-ever-seen-by-me/</guid><description>&lt;p>what to say about this video? nothing.. pure jaw dropping emotions&lt;/p></description></item><item><title>Silo: sulla crisi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</link><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>amici.. trovo veramente opportuno la ripresentazione del libro &amp;ldquo;Lettere ai miei amici&amp;rdquo;, fatta da Silo nel 1994, che non solo già prevedeva lo scenario drammaticamente attuale, ma lo inquadrava introducendo punti di vista e possibili atteggiamenti di risposta quanto mai validi.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>se vi interessa leggere il libro in questione lo trovate in libreria /
&lt;a href="http://www.multimage.org/" target="_blank">www.multimage.org&lt;/a>
oppure scaricatelo gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>un abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentazione del libro LETTERE AI MIEI AMICI&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>14 MAGGIO 1994&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;/p>
&lt;p>Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario.&lt;/p>
&lt;p>Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca di mettere in evidenza che la crisi investe tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver chiarito il titolo del libro.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono tipiche di ogni fine di secolo e di millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che un riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione… insomma, un aumento generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!… Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura se ne perdesse il controllo, su quali alternative potremmo contare?&lt;/p>
&lt;p>Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità, intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o ad una catastrofe, e tutti sanno che le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;/p>
&lt;p>Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;/p>
&lt;p>Il Documento del Movimento Umanista ci dice:&lt;/p>
&lt;p>“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo… Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno…” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;/p>
&lt;p>Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta…&lt;/p>
&lt;p>E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale, risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale - all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di mano d’opera. Le tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il disar-mo unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;/p>
&lt;p>Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi, nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo in un modo un po’ pittoresco.&lt;/p>
&lt;p>Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere, la negazione della vita, il culto del suicidio, il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero… solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo, questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero in altri luoghi del pianeta; ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti. Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;/p>
&lt;p>Se nei popoli prenderà corpo l’idea che (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si svilupperà parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della nazione umana universale.&lt;/p>
&lt;p>E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani.&lt;/p>
&lt;p>Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto fastidiosi.&lt;/p>
&lt;p>Nient’altro. Molte grazie.&lt;/p></description></item><item><title>Assassini finanziari</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/07/assassini-finanziari/</link><pubDate>Sun, 10 Jul 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/07/assassini-finanziari/</guid><description>&lt;p>rigiro questo articolino di Jacopo Fo, perché riesce con parole molto semplici ad accennare ai veri criminali di questo periodo. Per chi volesse approfondire suggerisco il saggio &amp;ldquo;Il Più Grande Crimine&amp;rdquo; di
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
. Ma vi avviso: &lt;strong>conoscere questa verità cambierà per sempre il modo in cui si vedono il mondo e i suoi più idolatrati abitanti&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;h2 id="assassini-finanziari">Assassini finanziari&lt;/h2>
&lt;p>di Jacopo Fo&lt;/p>
&lt;p>Quel che si capisce poco da giornali e tv è il meccanismo pazzesco che sta massacrando l’economia mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Questo meccanismo si chiamo Sistema Finanziario Internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Se compro una pistola generalmente devo seguire un minimo di procedura e sono sottoposto a una certa quantità di regole che non mi permettono, ad esempio, di aprire la finestra di casa mia e sparare sulla gente che cammina in strada.&lt;/p>
&lt;p>Se voglio comprare armi più potenti di una pistola esistono restrizioni più rigide. Ad esempio, comprare una bomba atomica non è molto semplice.&lt;/p>
&lt;p>Invece &lt;strong>gli speculatori finanziari&lt;/strong> non hanno praticamente limiti. E &lt;strong>possono uccidere milioni di persone&lt;/strong> in modo assolutamente legal&lt;strong>e mandando sul lastrico interi Stati, provocando guerre e affamando i popoli&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>Da una parte esistono procedimenti legali grazie ai quali astute lobby di speculatori riescono a rastrellare soldi facendoseli prestare senza offrire vere garanzie sulla loro capacità di restituire questo denaro.&lt;/p>
&lt;p>Dall’altra parte questi predatori possono scommettere, come se si trattasse di una partita di calcio, sul crollo di un’azienda o di uno Stato. Usano degli strumenti finanziari che si chiamano &lt;strong>DERIVATI&lt;/strong>…&lt;/p>
&lt;p>Il meccanismo delle società per azioni era nato per dividere i rischi che gli imprenditori affrontavano.&lt;/p>
&lt;p>Dieci imprenditori che possedevano una nave a testa si mettevano insieme per evitare che l’affondamento di una nave rovinasse un proprietario. Il rischio era diviso per 10.&lt;/p>
&lt;p>La nascita delle società per azioni ha generato un grandioso sviluppo economico mondiale durato secoli…&lt;/p>
&lt;p>Ma oggi il meccanismo lavora esattamente al contrario. Visto che organizzare un’impresa che fa utili è difficile, gli speculatori si sono messi a scommettere sui crolli. Creano castelli di carta portando famiglie e Stati che non si possono indebitare a indebitarsi, usando ogni sorta di astuzia, e poi rivendono questi debiti ad altri poveracci e ci guadagnano lautamente. Poi, quando la bolla speculativa è sufficientemente grossa, la fanno scoppiare avendo preventivamente scommesso sulle aziende e gli Stati che andranno in fallimento.&lt;/p>
&lt;p>Esiste cioè una potente forza economica che investe enormi somme di denaro sui tracolli economici e qualunque altra forma di disastro, dalle guerre al terrorismo, perfino gli tsunami e i disastri nucleari diventano fonte di guadagno. E la mole stessa, enorme, dei denari scommessi sulle crisi, pesa creando panico nei mercati e ingigantendo la misura delle crisi.&lt;/p>
&lt;p>Se non si regolamenterà questo sistema schifoso e criminale il mondo non si tirerà fuori da questa crisi globale.&lt;/p>
&lt;p>Lo dicono in tanti ma non si fa…&lt;/p>
&lt;p>Il sistema è costruito per creare disastri.&lt;/p>
&lt;p>Il disastro conviene!&lt;/p>
&lt;p>Jacopo Fo&lt;/p></description></item><item><title>JJ e il mistero di ANTINACO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/jj-e-il-mistero-di-antinaco/</link><pubDate>Sat, 25 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/jj-e-il-mistero-di-antinaco/</guid><description>&lt;p>da un mesetto, ogni volta che Fabio vede una barca a vela (sia in foto che al mare).. esclama entusiasta ANTINACO! ANTINACOO!!&lt;/p>
&lt;p>non siamo riusciti a capire cosa intenda (di certo non &amp;ldquo;barca a vela&amp;rdquo;, perché lo ha esclamato in seguito anche prendendo altri oggetti)&lt;/p>
&lt;p>vedere per credere!&lt;/p>
&lt;p>ah: non ci avevo ancora pensato di usare l&amp;rsquo;iPad con i piedi… grazie dell&amp;rsquo;idea! 🙂&lt;/p></description></item><item><title>il Potere se la ride</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/il-potere-se-la-ride/</link><pubDate>Mon, 13 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/il-potere-se-la-ride/</guid><description>&lt;p>riproponendo 15 minuti di video (del programma Report), colgo l&amp;rsquo;occasione per ricordare che chi ha in mano il Potere del mondo in cui viviamo, se la sta ridendo delle nostre preoccupazioni o sollievi.. non li stiamo scalfendo neanche un po&amp;rsquo;! .. almeno per ora 🙂&lt;/p>
&lt;p>per chi volesse approfondire un po&amp;rsquo; la faccenda: parta dal libro &amp;ldquo;
&lt;a href="http://www.silo.net/Letters.php" target="_blank">Lettere ai miei amici&lt;/a>
&amp;rdquo; (di Silo) e dal
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">blog&lt;/a>
di Paolo Barnard&lt;/p></description></item><item><title>AVOTAR</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/avotar/</link><pubDate>Thu, 09 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/avotar/</guid><description>&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2491" title="avotar" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar.jpg" alt="" width="610" height="340" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar.jpg 610w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></description></item><item><title>Papa Wojtyla: tutto ciò che avresti sempre dovuto sapere</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/04/papa-wojtyla-tutto-cio-che-avresti-sempre-dovuto-sapere/</link><pubDate>Fri, 29 Apr 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/04/papa-wojtyla-tutto-cio-che-avresti-sempre-dovuto-sapere/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(tutto ciò che segue è tratto dal lavoro di molte persone raccolte dal blog di Daniele Luttazzi )&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;em>&amp;ldquo;Il primo maggio Karol Woytyla sarà beatificato. Ma solo un miracolo è stato accettato dalla Congregazione per le Cause dei Santi. Aiutiamola proponendo altri miracoli di cui siamo a conoscenza.&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>Evitò l&amp;rsquo;arresto di Marcinkus. (Roberto Nadalin)&lt;/li>
&lt;li>Convinse milioni di persone che aborto, fecondazione artificiale, clonazione, eutanasia, unioni civili e matrimoni omosessuali appartenessero ad una malvagia &amp;ldquo;cultura della morte&amp;rdquo;. Il tutto con un morto appeso al collo. (Nicola Congiu)&lt;/li>
&lt;li>Il mio ateismo. (Eugenio Iodice)&lt;/li>
&lt;li>Gay trattati come malati di mente e preti pedofili come pecorelle smarrite. (Pietro Senatore)&lt;/li>
&lt;li>Protesse lo Ior dalle norme antiriciclaggio internazionali. (Pietro Senatore)&lt;/li>
&lt;li>Garantì un lavoro a pessimi imitatori come Massimo Lopez. (Davide Priore)&lt;/li>
&lt;li>Polverizzò ogni record di miglia aeree collezionate. (Davide Priore)&lt;/li>
&lt;li>Fu il primo papa della storia ad essere il 264° papa della storia. (Davide Rossi)&lt;/li>
&lt;li>Riuscì a fermare il campionato di serie A da morto. (Marco Male)&lt;/li>
&lt;li>La sepoltura di Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana, nella basilica di Sant&amp;rsquo;Apollinare a Roma. (Albert Huliselan Canepa)&lt;/li>
&lt;li>Tramutò gli embrioni in persone. (Giovanni Soldano)&lt;/li>
&lt;li>Fu campione del mondo di trasferimenti diocesani di preti pedofili. (Albert Huliselan Canepa)&lt;/li>
&lt;li>Di tanto in tanto compare a Paolo Brosio (Andrea Bonechi)&lt;/li>
&lt;li>Telefonò in diretta a Bruno Vespa. (Gianni Fabbri)&lt;/li>
&lt;li>Salvò tanti bisognosi, ad esempio Pinochet. (Alberto Morabito)&lt;/li>
&lt;li>Dimostrò che gli incidenti aerei sono rarissimi. (sergio marinelli)&lt;/li>
&lt;li>Non venne corretto da nessuno nonostante il palese errore nella frase &amp;ldquo;Se sbaglio mi corigerete&amp;rdquo;. (Massimiliano Di Bacco)&lt;/li>
&lt;li>Spiegò finalmente l&amp;rsquo;oscuro legame tra la Pasqua e le uova di cioccolato… Ah no, questo è ancora un mistero. (Massimiliano Di Bacco)&lt;/li>
&lt;li>Assomigliava a Terence Hill. (nico donisi)&lt;/li>
&lt;li>Pronunciò alcune frasi storiche come “Staccatemi quei cazzo di tubi”. (eddie settembrini)&lt;/li>
&lt;li>La sua beatificazione sta facendo salire i prezzi degli alberghi romani alle stelle. (Silvia Piras)&lt;/li>
&lt;li>Non denunciò i bombardamenti Nato in Kosovo: come richiesto degli USA di Bush, rivela oggi Wikileaks. (Maura Guidi)&lt;/li>
&lt;li>Beatificò Alojzije Stepinac, che aveva appoggiato le violenze degli Ustascia croati contro gli oppositori di quel regime filo-nazista; e proclamò cardinale Pio Laghi, che negli anni della dittatura argentina la fiancheggiò tacendo anche sui desaparecidos. (Gennaro Carbone)&lt;/li>
&lt;li>Aveva la voce di una persona che parla dentro una grotta. (Albert Huliselan Canepa)&lt;/li>
&lt;li>Durante il suo pontificato avvenne la crisi mistica di Claudia Koll. (Daniele Zullo)&lt;/li>
&lt;li>Si beccò due proiettili nella pancia senza fiatare nella sanguinosa guerra tra east coast e west coast. (silvio murru)&lt;/li>
&lt;li>Resuscitò l&amp;rsquo;industria dei vetri anti-proiettile. (Lauro Giobbi)&lt;/li>
&lt;li>E&amp;rsquo; riuscito a farsi ricordare grazie a quello che è venuto dopo. (Peppe Clemente)&lt;/li>
&lt;li>Ha messo in luce l&amp;rsquo;ironia del Vaticano diventando beato il 1° maggio, festa dei lavoratori. (Peppe Clemente)&lt;/li>
&lt;li>Ha reso Cracovia una meta turistica (Augusto Rasori)&lt;/li>
&lt;li>Nel 1997 apparve a Bob Dylan. (Luca Coiro)&lt;/li>
&lt;li>Ha fatto il figurante, dentro una cassa di legno, in un film di Nanni Moretti. (Massimiliano Di Bacco)&lt;/li>
&lt;li>Gli è stato riconosciuto un miracolo. (Eugenio Iodice)&lt;/li>
&lt;li>Quando, durante i funerali, gli hanno sistemato un Vangelo sulla bara, lui continuava a sfogliarlo. (Giuseppe Petrelli)&lt;/li>
&lt;li>Nel 2000 fece pubblica confessione degli errori e dei peccati della Chiesa nel passsato, aprendo un&amp;rsquo;epoca tutta nuova di errori e peccati. (Giuseppe Petrelli)&lt;/li>
&lt;li>Definì il sadico pedofilo Mons. Marcial Degollado &amp;ldquo;guida efficace per la gioventù&amp;rdquo;. (Giuseppe Petrelli)&lt;/li>
&lt;li>Se si esclude il pollo, è il personaggio più dignitoso preso come spunto per una palla medica. (nico donisi)&lt;/li>
&lt;li>Silvio Berlusconi non raccontò nessuna barzelletta durante il suo funerale. (Niccolò Dionisi)&lt;/li>
&lt;li>E&amp;rsquo; stato il primo Papa ad aprire ai gay. Ah no, scusate, questo è quello che farei io. (Eugenio Iodice)&lt;/li>
&lt;li>L&amp;rsquo;interruzione delle trasmissioni di Radio Vaticana per evitare interferenze durante l&amp;rsquo;ecografia papale all&amp;rsquo;addome donò agli abitanti di S. Maria di Galeria 15 minuti senza emissioni di elettrosmog cancerogeno. (Patrizia Pietrovanni)&lt;/li>
&lt;li>Parlava col nulla. (Gianni Zoccheddu)&lt;/li>
&lt;li>Favorì la pandemia di Aids in Africa opponendosi strenuamente all&amp;rsquo;uso del preservativo. (Davide Rossi)&lt;/li>
&lt;li>L&amp;rsquo;esposizione della sua salma è in grado di quintuplicare il prezzo delle bottigliette d&amp;rsquo;acqua nel raggio di 5 chilometri. (Fausto Labate)&lt;/li>
&lt;li>La lettera apostolica &amp;ldquo;Mulieris Dignitatem&amp;rdquo; in cui non c&amp;rsquo;è condanna morale per le donne emancipate che divorziano, usano contraccettivi, abortiscono e praticano anche l&amp;rsquo;omosessualità, a patto che non divorzino, usino contraccettivi, abortiscano e pratichino anche l&amp;rsquo;omosessualità. (Federico Righi)&lt;/li>
&lt;li>Vinse la sfiga facendosi chiamare Giovanni Paolo II, nonostante Giovanni Paolo I fosse morto dopo soli 33 giorni di pontificato. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Non è morto nell’attentato perché Agca non ha usato un proiettile d’argento. (silvio perfetti)&lt;/li>
&lt;li>Morì tra l&amp;rsquo;indifferenza generale. (Andrea Bonechi)&lt;/li>
&lt;li>Ha incontrato le vittime di Pinochet. Da morto. (Eugenio Iodice)&lt;/li>
&lt;li>Non fu mai visto assieme a Vanilla Ice. A me basta questo per sospettare che fossero la stessa persona. (Antonio Corraine)&lt;/li>
&lt;li>Miracolo a Viterbo: nelle foto di un artista compare il volto di papa Giovanni Paolo II. (ilgiornale.it 26 aprile 2011/Albert Huliselan Canepa)&lt;/li>
&lt;li>Woytyla negli anni &amp;lsquo;80 avrebbe potuto scoparsi mia zia, ma non lo fece. (Corrado Mazzoleni)&lt;/li>
&lt;li>La sua papamobile era meno da tamarro rispetto a quella di Ratzinger. (Andrea Canavesi)&lt;/li>
&lt;li>Guarì suor Marie Simon Pierre Normand dall&amp;rsquo;ipocondria. (Eugenio Iodice)&lt;/li>
&lt;li>Durante il suo pontificato il Vaticano ha emesso oltre 500 francobolli, fornendo ai preti pedofili la scusa migliore per molestare i chierichetti: &amp;ldquo;Vieni a vedere la mia collezione di francobolli del Papa.&amp;rdquo; (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Nel 1983, in Nicaragua, tentò di zittire le madri degli assassinati dai Contra, la guerriglia antisandinista appoggiata dagli USA. (Raffaele Esposito)&lt;/li>
&lt;li>Puntò il dito contro il ministro della cultura del governo sandinista Ernesto Cardenal, sacerdote, che era inginocchiato ai suoi piedi. (Raffaele Esposito)&lt;/li>
&lt;li>Quando mia nonna ha visto l&amp;rsquo;ampolla col suo sangue, le sono tornate le mestruazioni. (massimo unali)&lt;/li>
&lt;li>A differenza di altri monarchi, non ha mai cantato con Pupo a San Remo. (Luca Coiro)&lt;/li>
&lt;li>Un polacco muore e al vertice della gerarchia arriva un tedesco. (sergio marinelli)&lt;/li>
&lt;li>Dimostrò la correttezza del detto &amp;ldquo;Morto un papa se ne fa un altro&amp;rdquo;. (Manuel Cerfeda)&lt;/li>
&lt;li>Durante il suo pontificato, Roberto Baggio si è convertito al buddismo. (marco bressanini)&lt;/li>
&lt;li>Sinead O&amp;rsquo;Connor ne stracciò la foto in tv e sappiamo che fine ha fatto Sinead O&amp;rsquo;Connor. (Maura Guidi)&lt;/li>
&lt;li>Ho macchiato un calzino con la candeggina e mi è apparsa la sua immagine. (Andrea Bonechi)&lt;/li>
&lt;li>Posò intere giornate sotto un meteorite nello studio di Cattelan. (Aldo Fontana)&lt;/li>
&lt;li>Sono in vendita profumatori per auto con l&amp;rsquo;effige di Wojtyla !!! (Patrizia Pietrovanni)&lt;/li>
&lt;li>Levitazioni, apparizioni a distanza, materializzazioni di oggetti di svariate dimensioni… Ah no! Quello era Sai Baba. (Andrea Bonechi)&lt;/li>
&lt;li>Quando mi masturbo in camera la sua foto mi guarda con sguardo benevolo (Andrea Bonechi)&lt;/li>
&lt;li>Bloccò la commissione d&amp;rsquo;inchiesta che doveva fare luce sulle accuse di abusi sessuali all&amp;rsquo;arcivescovo di Vienna Hans Hermann Groer. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Fece santo Josémaria Escrivà, fondatore dell&amp;rsquo;Opus Dei, sostenitore della dittatura franchista. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Ho lavato di nuovo il calzino con la candeggina e la sua immagine è sparita. (Massimiliano Zuntini)&lt;/li>
&lt;li>Ne ho macchiato un altro con la candeggina e stavolta è apparsa mia madre bestemmiando. (Massimiliano Zuntini)&lt;/li>
&lt;li>Rifiutò l&amp;rsquo;accanimento terapeutico perciò gli negarono i funerali religiosi. Ah, no, quello era Welby. (Patrizia Pietrovanni)&lt;/li>
&lt;li>Ha avuto il miglior costume di scena bianco dopo quello di Elvis. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Durante la visita al parlamento italiano, nessun deputato della Lega gli urlò: &amp;ldquo;Handicappato del cazzo!&amp;rdquo; (Patrizio Smiraglia)&lt;/li>
&lt;li>Non appoggiò il vescovo Romero, terzomondista, che denunciava dall&amp;rsquo;altare i mandanti degli assassinii di Stato nella dittatura salvadoregna. Romero -miracolo!- venne poi ucciso da un sicario. (Alberto Morabito)&lt;/li>
&lt;li>Ispirò ad Andrea Pazienza una delle sue vignette più divertenti. (Elisabetta Orosei)&lt;/li>
&lt;li>La sua scomparsa permise che si verificassero tutti quegli eventi che accadono una volta ogni morte di Papa. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;li>Nel 2001 guarì Milingo dalla sua insana passione per la figa. (Davide Rossi)&lt;/li>
&lt;li>Berlusconi ha dichiarato che era un uomo straordinario, mettendolo quasi al livello di Mangano. (Andrea Michielotto)&lt;/li>
&lt;/ol></description></item><item><title>&amp;quot;Lavoro, casa e scuola ai tunisini in Italia&amp;quot;</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/lavoro-casa-e-scuola-ai-tunisini-in-italia/</link><pubDate>Wed, 30 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/lavoro-casa-e-scuola-ai-tunisini-in-italia/</guid><description>&lt;p>Television tunisina, anno 2009:&lt;/p></description></item><item><title>300 milioni di euro</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/300-milioni-di-euro/</link><pubDate>Tue, 29 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/300-milioni-di-euro/</guid><description>&lt;p>&lt;em>questa la condivido.. non perché sia eclatante (di atti trogloditi ne conto un centinaio al giorno) ma soprattutto perché ricordo che il Referendum è forse l&amp;rsquo;ultimo strumento di partecipazione pubblica che abbiamo. il diritto di scegliere è stata una conquista sudata col sangue di troppi nostri predecessori. la loro morte non deve tornare vana.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>300 milioni di euro, quindi 5 euro per ogni italiano vivente&lt;/strong>: è il costo del mancato accorpamento dei referendum alla data delle elezioni amministrative.&lt;/p>
&lt;p>La decisione, chiaramente presa nella speranza di non far raggiungere il quorum ai referendum, è di per sé scandalosa, ma lo è ancor di più se rapportata alle polemiche di questi giorni sul costo che avrebbe avuto la festa una-tantum del 17 marzo.&lt;/p>
&lt;p>Quindi, riassumendo: per la festa dell&amp;rsquo;Unità d&amp;rsquo;Italia l&amp;rsquo;Italia non ha un soldo (lo hanno detto la Lega e la Confindustria).&lt;/p>
&lt;p>Invece per evitare l&amp;rsquo;Election Day l&amp;rsquo;Italia è ricca, talmente tanto da poter buttare dalla finestra 300 milioni di euro.&lt;/p>
&lt;p>In attesa di prese di posizione di Lega e Confindustria anche su questo argomento (ma, chissà perché, non ci credo molto) ci rimane una sola cosa da fare: &lt;strong>andare a votare ai referendum e soprattutto invitare il maggior numero di persone a farlo&lt;/strong>, così da raggiungere il quorum e dare il chiaro messaggio a questi che ci governano che non bastano questi mezzucci per tacitare il popolo italiano.&lt;/p>
&lt;p>Intanto, &lt;strong>se sei d&amp;rsquo;accordo con tutto questo e sei dunque indignato come me, fai girare questo messaggio.&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Asili nido sempre più &amp;quot;esternalizzati&amp;quot; (a Firenze. ma non solo)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/asili-nido-sempre-piu-esternalizzati-a-firenze-ma-non-solo/</link><pubDate>Tue, 29 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/asili-nido-sempre-piu-esternalizzati-a-firenze-ma-non-solo/</guid><description>&lt;p>&lt;em>sto preparando uno speciale su diversi temi, intanto vediamo il locale immediato: ieri pomeriggio Antonella e Paolo sono andati in Piazza Signoria per questa manifestazione di cui riporto un comunicato&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;span style="color: #cc0000">&lt;strong>Asili nido comunali, De Zordo: “Per un servizio pubblico di qualità, nella tutela dei diritti dei piccoli, dei genitori e di chi vi lavora”.&lt;/strong>&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>&lt;span style="color: #cc0000">&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>In occasione del  presidio in Piazza della Signoria indetto per questo pomeriggio dalle Rsu del Comune di Firenze, il gruppo consiliare perUnaltracittà esprime la piena condivisione delle problematiche sollevate che riguardano la gestione degli asili nido pubblici, la qualità del servizio nonché i diritti dei lavoratori pubblici e delle cooperative impegnati in questo ambito.&lt;/p>
&lt;p>Il recente progetto dell’Amministrazione comunale che riguarda nello specifico la futura gestione degli asili nido pubblici del Q 2 “Dragoncello” e “Strigonella” è un’ulteriore conferma della politica perseguita a proposito di questo essenziale servizio educativo: dare sempre più strutture in gestione ai privati, cooperative ma anche aziende, nel contempo stornando risorse pubbliche a favore di nidi privati, voucher, ecc. . Di fatto questa riorganizzazione del servizio degli asili nido dimostra la volontà dell’attuale Giunta di disimpegnarsi dal promuovere un servizio pubblico di qualità e dall’affrontare i numerosi problemi di questo settore .&lt;/p>
&lt;p>Li vogliamo elencare riprendendo il comunicato stampa delle Rsu : l’asilo nido pubblico non come diritto di tutti i piccoli cittadini ma privilegio per pochi,  l’annoso problema delle liste d’attesa, l’aumento del numero dei bambini mantenendo invariati strutture e personale; rapporti numerici adulti/bambini dilatati che rendono sempre più complesso lavorare con i piccoli gruppi e avvalorare le esigenze e le inclinazioni individuali; il servizio pomeridiano messo in discussione; i diritti del personale di ruolo e non disconosciuti, in relazione a formazione, a contratti regolari, al riconoscimento delle diverse professionalità.&lt;/p>
&lt;p>Condividendo il grido d’allarme delle Rsu, esprimiamo la piena solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori, ai genitori e a quei cittadini che saranno in presidio quest’oggi e ribadiamo con forza il diritto delle bambine e dei bambini al nido come luogo educativo e di socialità tra pari ed il valore di un servizio pubblico di qualità per gli asili nido.&lt;/p></description></item><item><title>Il discorso di Gheddafi: ecco il vero motivo della guerra…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/il-discorso-di-gheddafi-ecco-il-vero-motivo-della-guerra/</link><pubDate>Mon, 28 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/il-discorso-di-gheddafi-ecco-il-vero-motivo-della-guerra/</guid><description>&lt;p>scommetto he nessuno di voi si è visto il video integrale dell&amp;rsquo;ultimo discorso di Gheddafi che spiega le sue motivazioni e arringa i suoi.&lt;/p>
&lt;p>per me è un po&amp;rsquo; fuori di matto, ma giudicate voi!&lt;/p></description></item><item><title>I responsabili della guerra in Libia?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/i-responsabili-della-guerra-in-libia/</link><pubDate>Sun, 20 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/i-responsabili-della-guerra-in-libia/</guid><description>&lt;p>&lt;em>condivido:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Perché fino all’altro ieri tutti i paesi che oggi vogliono intervenire militarmente in Libia, hanno ben volentieri fatto affari e stipulato patti con Gheddafi, ben sapendo che tipo di regime vigeva in quel paese? La stessa domanda potrebbe essere posta, ovviamente, in tutti gli altri casi in cui esiste una palese violazione dei più elementari diritti umani. La storia non ha insegnato nulla? Come si può pensare che regimi di questo genere non determinino, prima o poi, una rivolta popolare?&lt;/p>
&lt;p>In altre parole, quando si fanno accordi di qualsiasi tipo con i governi di paesi in cui la Dichiarazione dei diritti umani è considerata carta straccia, qual è il valore principale che si sta seguendo? Quando si fanno affari con Gheddafi, così come si sono fatti con i governi dell’Egitto e della Tunisia o così come si continuano a fare con i governi di paesi come la Cina, dove è vietata la libera espressione del pensiero, vuol dire che il valore principale che si sta seguendo è il denaro, non certo l’essere umano.&lt;/p>
&lt;p>Se questo è vero – e noi siamo convinti che lo è – possiamo solo arrivare ad una conclusione: nel caso della Libia &lt;strong>non è solo Gheddafi responsabile della grave situazione attuale, ma anche tutti coloro che hanno pensato di poter accantonare la questione “diritti umani” pur di fare affari&lt;/strong>. Si sono illusi di poter mettere da parte il valore “essere umano” con la sua voglia di libertà, mettendolo al di sotto del valore “denaro”.&lt;/p>
&lt;p>(tratto dalla
&lt;a href="http://www.partitoumanista.it/posizioni/1-posizioni/66-contrari-alla-guerra-la-guerra-in-libia-e-le-contraddizioni-del-sistema" target="_blank">posizione del Partito Umanista&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Rivolgersi alla gente come a dei bambini.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/rivolgersi-alla-gente-come-a-dei-bambini/</link><pubDate>Thu, 17 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/rivolgersi-alla-gente-come-a-dei-bambini/</guid><description>&lt;p>Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile.&lt;/p>
&lt;p>Perché?&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Noam Chomsky, &amp;ldquo;Le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Mondo Senza Guerre e il nucleare giapponese</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/mondo-senza-guerre-e-il-nucleare-giapponese/</link><pubDate>Mon, 14 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/mondo-senza-guerre-e-il-nucleare-giapponese/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>Alla luce del terremoto in Giappone Mondo senza Guerre chiede di porre fine all’uso dell’energia nucleare&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il terremoto in Giappone e la conseguente fusione dei reattori nucleari ha scatenato il timore di una catastrofe nucleare senza precedenti. Con l’avvicinarsi del 25° anniversario del disastro di Chernobyl, che secondo fonti non legate all’industria ha causato 950.000 morti, il portavoce di MSG parla dell’uso dell’energia nucleare.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Il terremoto che ha colpito il Giappone ha causato un’esplosione in due reattori della centrale nucleare di Fukushima I, con la possibilità che se ne aggiunga un terzo, una nube radioattiva, l’evacuazione di 170.000 persone e l’immediato ricovero in ospedale di altre cento.&lt;/p>
&lt;p>Nonostante le rassicurazioni del governo giapponese, la situazione potrebbe ancora peggiorare; possiamo già vedere l’industria nucleare al lavoro nel tentativo di soffocare la crescente opposizione all’energia nucleare.&lt;/p>
&lt;p>Ciò che è successo dimostra che le centrali nucleari sono insicure e pericolose, non solo per le scorie radioattive lasciate in eredità alle future generazioni per migliaia di anni, ma anche per gli enormi pericoli riservati a chi vive nelle vicinanze. Data l’instabilità geologica del paese, il governo giapponese ha dato prova di una grave irresponsabilità scegliendo la strada del nucleare.&lt;/p>
&lt;p>Tony Robinson, portavoce di MSG, dichiara: &lt;em>“Mondo senza Guerre appoggia l’abbandono di questa fonte energetica, che costituisce una minaccia di proliferazione delle armi nucleari ed è superata, insicura e costosa. Al suo posto sosteniamo l’adozione di modelli energetici basati sulle energie alternative e rinnovabili. Da quando viene estratto al momento in cui si trasforma in scorie radioattive di cui non c’è modo di liberarsi, l’uranio causa avvelenamenti, proliferazione di armi e lotte per il controllo dei minerali. L’uso dell’energia nucleare da parte dei governi è del tutto irresponsabile. Non stiamo parlando di limitare il diritto dei paesi di cercare politiche energetiche che rispondano alle esigenze nazionali, ma non possiamo tollerare che l’intero pianeta venga avvelenato per generazioni.”&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>(articolo tratto da
&lt;a href="http://www.pressenza.com/npermalink/world-without-wars-calls-for-a-rapid-end-to-the-use-of-nuclear-energy-in-the-light-of-japanese-earthquake" target="_blank">Pressenza&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Un milione di bambini per cambiare il mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/un-milione-di-bambini-per-cambiare-il-mondo/</link><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/un-milione-di-bambini-per-cambiare-il-mondo/</guid><description>&lt;p>La prima domanda da farci è: cosa stava succedendo (o dove eravamo) lo scorso 11 dicembre 2010?&lt;/p>
&lt;p>la seconda: lo sapevamo di questa iniziativa, che a visto convergere un milione di bambini tailandesi in questo bellissimo &amp;ldquo;cortile&amp;rdquo; di un tempio buddhista?&lt;/p>
&lt;p>terza: perchè non se ne è parlato.. anche solo un accenno? … ah già noi abbiamo Ruby, Sarah, Yara, e poi la Casa, l&amp;rsquo;Isola, il calcio…&lt;/p>
&lt;p>vabbeh.. possiamo solo guardare sto video e pensarci&lt;/p>
&lt;p>PS: bravi ragazzi! speriamo che fra qualche anno &amp;ldquo;ce la farete vedere&amp;rdquo; un po&amp;rsquo;… 🙂&lt;/p></description></item><item><title>Un po' di massoneria</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-di-massoneria/</link><pubDate>Wed, 23 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-di-massoneria/</guid><description>&lt;p>&lt;em>sempre molta verità nelle parole degli spiritosi…&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>I vincitori di Sanremo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/i-vincitori-di-sanremo/</link><pubDate>Wed, 16 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/i-vincitori-di-sanremo/</guid><description>&lt;p>Non ho visto Sanremo e non credo lo guarderò, se non a pezzetti e su internet il giorno dopo.&lt;/p>
&lt;p>Questa performance di ieri sera delle Iene Luca e l&amp;rsquo;altro merita. non fosse altro perché non se ne può più. il circo ci ha fatto ridere, spettacolo finito. l&amp;rsquo;umanità del XXI secolo merita una classe politica degna di milioni di anni di evoluzione.&lt;/p></description></item><item><title>La fine del Caimano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/la-fine-del-caimano/</link><pubDate>Thu, 10 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/la-fine-del-caimano/</guid><description>&lt;p>questo film di Nanni Moretti non l&amp;rsquo;ho mai visto.. giusto stamani solo il finale, che qui riporto&lt;/p></description></item><item><title>Citalopram. (ovvero perché hanno vinto loro)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/citalopram/</link><pubDate>Tue, 01 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/citalopram/</guid><description>&lt;p>ATTENZIONE: il
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=206" target="_blank">nuovo articolo&lt;/a>
di Paolo Barnard che qui riporto potrebbe innescarti uno stato mentale non favorevole a festeggiamenti o speranza per un futuro migliore.&lt;/p>
&lt;p>Quello che posso premettere è: tutto sta per crollare, speriamo solo non avvenga con violenza (e purtroppo le recenti non sono ottimiste). &lt;strong>Teniamoci buona la nostra buona coscienza, i nostri buoni valori, i nostri buoni amici, il nostro caro Senso della Vita, che presto saranno le nostre uniche stelle polari.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Citalopram.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>di Paolo Barnard&lt;/p>
&lt;p>Ci voleva una sosta alle tre del mattino in un Fini grill lungo un’autostrada italiana. Nevica, ho fame, non c’è anima viva. Ed è qui, sotto al neon di questo banale luogo, che capisco quello che finora non mi era arrivato, che capisco quanto abbia vinto il Vero Potere, e quanto finita sia l’era plurisecolare dei popoli protagonisti del loro destino. Spiacente, le notizie sono pessime, ma quanto segue è fondamentale per un solo motivo: vivere e morire sapendo cosa accade. Almeno quello.&lt;/p>
&lt;p>Ci sono due dipendenti dietro al banco, lui non è di queste parti, lo si vede lontano un miglio, ma è italiano. Lei, sempre italiana, è una copia un po’ sottolivello di Julia Roberts, ma accidenti che somiglianza. Mangia una burrella mentre pulisce un forno, io ordino un panino alla cotoletta di pollo. La musica è orribile, una specie di techno plasticata made in China, eppure devo a quei suoni dementi l’innesco della mia conversazione coi due. “Ma non diventate scemi con sta colonna sonora?” Lui: “Gli tirerei una bomba”, e ride. “E spegnerla?” incalzo, mentre con lo stesso fiato gli ricordo che il panino me lo deve scaldare bene, giusto quanto basta a non mangiare un pane caldo e una cotoletta gelida. Lui “La musica, la mettono su in ufficio, e non abbiamo le chiavi… un’altra gentilezza per noi in sto bel lavoro”.&lt;/p>
&lt;p>Flash back di 200 anni. In Europa furoreggiavano le idee di Thomas Robert Malthus, un economista che si occupò di teoria del valore del lavoro (prima di Marx). Pensava, questo gentleman, che la soluzione per i problemi dei lavoratori di allora, una massa di schiavi poco sopra l’animalità nella sussistenza, era di decimarli di fame, malattie, stenti vari, per compassione. Non scherzo. Egli aveva formulato una teoria (del tutto fantasiosa) secondo la quale la crescita della popolazione era geometrica, mentre quella dei beni alimentari era aritmetica, per cui non ci sarebbe mai stato da mangiare a sufficienza per garantire benessere a tutti. Allora che fare? Bè, disse Malthus, se la plebe viene accudita con sanità, igiene, abitazioni decenti e salari minimi essa figlierà di più, crescerà di numero a fronte di beni alimentari insufficienti e farà la fame ancor peggio. Per cui compassione vuole, declamò l’economista, che rimangano come stanno e si auto riducano decimandosi nella miseria e nella malattia, soffriranno di meno. Voilà. Non è uno sketch noir di Aldo Giovanni e Giacomo, non accadeva sotto Attila l’Unno. E’ tutto vero e lo possiamo datare solo due vite consecutive di due centenari fa, in piena Europa civilizzata, non in Mongolia sotto un re pazzoide. Ma quei lavoratori ce l’hanno fatta, cioè in quelle condizioni inimmaginabili e con un Potere incomparabilmente soverchiante che trovava plausibile simili idee, seppero ribaltare la propria storia, in un’epica di coraggio che nessuno scrittore potrà mai rendere su carta. Attenzione, oggi un operaio di Pomigliano che decidesse di imitare quegli eroi di 200 anni fa rischierebbe il licenziamento, un sacco di problemi economici pesanti, anche disperazione per la ricerca di un altro lavoro, chiuso nel suo appartamentino, forse con un aiuto dalla famiglia o forse no, la sera al bar depresso giustamente. Il suo omologo ai tempi di Malthus sapeva che il pegno per la ribellione al Potere era di essere pestato dai gendarmi fino a spaccargli femori, clavicole e cranio, e se sopravviveva crepava poi in una cella fetida, il corpo spariva in una fossa di calce viva, sua moglie e i suoi bambini rimanevano nei tuguri fra i maiali e i cani a morire di fame, lei non avrebbe superato i trent’anni fra tubercolosi e setticemie, i bimbi sarebbero o morti di freddo una notte, oppure dovevano essere venduti a una compagnia mineraria a lavorare. Fine della ribellione dell’operaio. Questo gli sarebbe toccato, a lui e ai suoi pari, cioè pene atroci lungo la breve strada delle perdita della loro vita che si trascinava dietro, sempre fra pene incalcolabili, quella di chiunque essi amassero di più. Ma non si fermarono. Ho scritto ciò affinché nessuno osi argomentare l’usuale cretinata secondo cui quegli uomini e quelle donne seppero agire contro il Potere perché “non avevano nulla da perdere”, ovvero la pietosa scappatoia retorica di chi non ha le palle per vedere che razza di patetici vigliacchi siamo diventati 200 anni dopo quegli esempi eccezionali. Patetici vigliacchi incapaci di pagare alcun prezzo per il cambiamento.&lt;/p>
&lt;p>Il panino è rovente, colpa mia. Mi parte una curiosità. Di questi tempi in cui mi occupo del piano settantennale di deflazione degli stipendi voluto dal Vero Potere, cosa guadagna un tizio che lavora in un Fini grill? Glielo chiedo. Dapprima i due esitano presi in contropiede dalla domanda, e tergiversano con battute scontate. Allora li aggiro ai fianchi e riparto con le ore di lavoro: part time? Full time? Determinato o indeterminato? Salta fuori che lei è part, lui è full con 40 ore, entrambi determinato. “Insomma, dai, siete contenti per la paga?”. Li ho scaldati quanto basta e mi dicono no, secco. “Ma siete sopra o sotto i mille?” Lui mi guarda e io scruto la risposta negli occhi, forse mi dice una buona cifra, non ha la faccia di uno che becca mille miseri euro al mese: “Meno di mille, a conti fatti”. Rinculo. Eh? Lei: “Sai cosa vuol dire? Macché fare un mutuo, io non ce l’ho fatta neppure a farmi dare un cellulare a rate”. A lui in realtà danno qualche spicciolo più dei mille, ma il rimborso di benzina e autostrada è una miseria forfettaria, e così finisce che in tasca gli arrivano i due zeri e non i tre. Ok, penso, sono elementi perfetti, ora gli racconto tutto. Questo è un test importantissimo per me, e lo è perché sarà il cinquecentesimo che faccio di questo tipo, e vediamo se andrà come gli altri. Io, il comunicatore attivista, sono qui di fronte all’Italia, perché questa è l’Italia vera, e ora io sono il giornalista che sperimenta live come trasmettere il disvelamento del Potere a due sue vittime, ovvero come esso li ha aggirati, annichiliti e fottuti. Non c’è Facebook di mezzo, non ci sono i blogghettari di mezzo, non godo qui dell’esenzione stracomoda di chi affida le sue illuminate parole a un popolo fantasma di lettori che non avrà mai di fronte. Non sono al dibattito col pubblico dei sessanta cittadini – cioè il drappello dello 0,1% degli italiani di Repubblica, il Manifesto, Comedonchisciotte, David Icke e bla bla. Ok, questi sono l’Italia vera. Parto, anche se sto panino mi sta ustionando.&lt;/p>
&lt;p>Prima cosa che gli dico è che mi occupo di economia, la seconda è che i loro guai vengono da lontano, che c’è un motivo preciso per cui sono a meno di mille al mese, che quella risicata paga non è affatto una necessità economica giustificata dalla crisi. Julia Roberts fa subito la donna media, e questo mi dispiace tantissimo. Cioè, con la faccia inconfondibile del ‘io di politica non capisco niente’ si stacca dalla conversazione e va a fare altro con in mano una scatola di Pocketcoffee da sistemare. Lui invece mi segue. Continuo, ora gli devo spiegare come accade che il circolo vizioso del wage deflation, produca investment deflation, che causa disoccupazione, che causa il fenomeno marxiano della reserve army of the unemployed, che scatena altra wage deflation, che porta a una competizione al ribasso dei salari e che porta dritto al loro stipendio, il tutto nel disegno neomercantile e neoagrario che il Vero Potere ha imposto agli Stati, senza parlare della folle parabola del asset price inflation che ha soffocato l’economia produttiva a favore del pension fund capitalism, con l’aggravante della perdita della sovranità monetaria, cioè il disastro dell’euro, coi suoi responsabili occulti sparsi fra Trilaterale e Bilderberg, cioè ancora il fatto che oggi lo Stato non può assolutamente più spendere a deficit per rimediare ai sopraccitati disastri creando net financial assets che aiuterebbero proprio quelli come lui, ecc. ecc. Ok. Tutto questo astruso costrutto è assolutamente necessario spiegare, al fine di dargli gli strumenti per capire chi e cosa veramente lo sta fottendo, perché se non conosce chi è il vero nemico del suo reddito e come si muove non potrà mai cambiare nulla.&lt;/p>
&lt;p>So bene che non posso fare tutto ciò nel tempo di un panino già a metà, ma so che devo almeno iniziare a trasmettere il primo mattone, o forse il secondo, per aprirgli la prima consapevolezza da cui poi partire. Lo farò in parole veramente chiare, esempi chiarissimi che ho in mente da mesi, ok, ora lo faccio. Pronti, via.&lt;/p>
&lt;p>Paolo Barnard, bla bla bla…. Lui “Eh, sì, l’Europa, sì, ma cosa fa lo Stato per me eh? Eh?”. P.B., no, guarda aspetta, lo Stato qui non c’entra più nulla, bla bla bla… Lui: “E Craxi? Eh? Quanto mi ha rubato a me Craxi? Perché tu dici del debito, ma l’ha fatto Craxi il debito pubblico, e se quei soldi li davano a noi per lavorare…” (questo è vittima di Travaglio, ecco i danni che fa quell’ignorante, nda). P. B., Craxi non c’entra, e Tangentopoli ha sottratto al massimo l’1% del PIL di allora, bla bla bla… Lui: “Ma senti un po’, tu sai cosa si prende lo Stato per il mio stipendio? Si prende altrettanto, cioè io prendo mille e lui si prende mille di tasse. Allora, se invece si prendesse 500 e il resto lo desse a me…” P.B., giusto, ma oggi abbiamo l’euro e le tasse non le possono più calare, sai perché? Perché Tremonti l’euro lo deve prendere in prestito dai privati bla bla bla… E lui di seguito con la storia di cosa spendono per le auto blu, per la Casta, e se torniamo alla lira poi c’è l’inflazione, e guarda l’America che ha moneta sovrana ma sta a pezzi, ma poi sono le banche che ci mangiano sopra… Io: sì, in parte è vero, però, no quello no, aspetta ti ho appena detto quella cosa lì, ripeto, capisco che ti hanno sempre detto così e cosà, ma bla bla bla… bla bla bla… e giù esempi, esempini, due più due, tre più tre, fino alla resa, perché lui mi sta seguendo sempre di meno, e non siamo neppure arrivati ad acquisire il primo concetto, che era che il governo oggi non c’entra più nulla col suo stipendio. Neppure questo è passato. Infatti il volenteroso uomo che ha accettato di ascoltarmi, sicuramente più che intellettivamente sveglio, mi sdogana con un bel “tanto era così con mio padre, ci rubavano in tasca, ed è così oggi con me, non cambia niente, va là…”. Gli dico: “Senti, ti va di leggere un paio di cose con calma per capire meglio?”. Ripete: “Non cambia niente, va là…”. Sipario.&lt;/p>
&lt;p>Esco, nevica. E mi si apre il cielo, un cielo nero. Le altre 499 volte sono finite tutte così. Cioè sono finite con la persona che mi fa capire con assoluta chiarezza che l’ammontare delle cose da sapere per capire, dunque per agire sulla causa, è troppo, è troppo specialistico. Non ha tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. NON PUO’. Punto. E sono mesi che ricevo email da tutta l’Italia scritte da ragazzi o lavoratori che mi dicono sempre la medesima cosa: “Ci proviamo a spiegare, ma li perdiamo per la strada… ci sbadigliano in faccia… ci danno del matto… insultano Berlusconi”.&lt;/p>
&lt;p>Sono in auto, mi chiamo Paolo Barnard, nel settembre del 1989 sognai che il mio mestiere poteva cambiare le cose, e che io sarei stato uno di quelli che lo avrebbe permesso, io, parte del drappello degli attivisti per Un Mondo Migliore. Quello che ho fatto in 22 anni, cioè la quantità di iniziative, non è neppure raccontabile, per il semplice motivo che me ne ricordo un terzo, sono troppe. A metà percorso compresi che il Potere non stava dove tutti credono che stia. Ok, avrei diretto i cittadini al posto giusto. Poco dopo compresi cosa il Potere aveva fatto ai cittadini contemporanei, li aveva tutti paralizzati, veri zombie ambulanti incapaci, primi nella storia dell’umanità, di agire per cambiare il loro tempo. Ok, avrei trovato l’antidoto. Stanotte, nel parcheggio di questo Fini grill sotto la neve bagnata, con il parabrezza che piange lacrime di acqua a rivoli grossi come un dito sullo sfondo di un cielo nero stellato solo dalle luci dei piloni, capisco cosa veramente ci ha battuti e perché io sono del tutto inutile: le cose da sapere per cambiare veramente la nostra storia sono troppe, troppo specialistiche, e la gente non ha il tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. Ma se non comprende, perderà sempre, non c’è via d’uscita da questo.&lt;/p>
&lt;p>Capisco che dietro al piano nascosto del Vero Potere per annientare Stati, leggi e cittadini partecipativi, e che credevo fosse il muro contro cui finiva il suo cunicolo di intrighi, vi è un’altra idea. Cioè esiste in realtà un altro muro, che forma un’intercapedine nascosta entro la quale vive quell’idea, e non me n’ero reso conto. Ora la vedo, e mi stordisce talmente che non avvio neppure il motore dell’auto nonostante il gelo. Seguo solo le lacrime d’acqua sul parabrezza.&lt;/p>
&lt;p>Mi torna alla mente la frase di Giuliano Amato, quando al Centro per la Riforma Europea di Londra, il 12 luglio del 2007, commentò il Trattato di Lisbona, che è quella Carta-Colpo di Stato che ha sottratto la democrazia a milioni di europei senza che nessuno ne sapesse nulla. Disse il ‘Dottor Sottile’: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “. Ecco, questa è l’idea custodita in quella intercapedine, il fondo del male. Significa che il Vero Potere ha lavorato per rendere impossibile alla quasi totalità degli esseri umani capire come fa ciò che fa, perché il Potere sa che se non lo capiamo non potremo mai agire per combatterlo. Ovvero: a noi arrivano le conseguenze strazianti del suo volere – l’erosione dei diritti, la massificazione della povertà, la sottrazione totale della nostra autodeterminazione sul lavoro, nella salute, sul nostro destino entro la breve vita che abbiamo – ma ci ha reso di fatto impossibile comprendere da dove ci arrivano quei mali facendoli scaturire da percorsi talmente intricati da essere sia inspiegabili che incomprensibili al 99% di noi. “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “, cioè non l’avrebbero compreso i politici, tanto meno i cittadini, e chiunque si fosse arrangiato per spiegarlo sarebbe stato accolto con incredulità, noia, irritazione, o come un folle, da parte di persone per le quali è tutto troppo specialistico e non possono farcela a comprendere. Punto. Come i due dipendenti del Fini grill che ho alle spalle ora.&lt;/p>
&lt;p>Ma state capendo la portata di questo? Sapete cosa significa in pratica? Significa che anche se mai venisse quell’immaginario giorno in cui milioni di esseri umani – precedentemente intontiti come zombie che vagano nell’Esistenza Commerciale e nella Cultura della Visibilità massmediatica – si svegliassero e in numeri sempre maggiori tornassero a partecipare, a reclamare, a saper pagare i prezzi della rivoluzione… anche mai accadesse una tale immaginaria cosa, tutto sarebbe comunque vano, non scalfirebbe in modo significativo il Vero Potere, perché tutta quella massa umana attiva marcerebbe contro gli obiettivi sbagliati, non avendo mai potuto comprendere da quali intricati meandri proviene il loro male. In un esempio immediato: anche se l’uomo cui ho appena parlato al Fini grill si trasformasse magicamente in un attivista senza paura e decidesse domattina di scagliarsi anima e corpo a reclamare un salario decente, finirebbe a stremarsi contro l’insignificante governo, contro l’impotente Tremonti, o contro le fandonie sulle tasse, sul debito dello Stato, o magari per ottenere l’inutile bolla di sapone del federalismo fiscale. Passerebbe anni a dare la sua vita per nulla. Il Vero Potere, indisturbato, rimarrebbe saldo al comando.&lt;/p>
&lt;p>Il Vero Potere ha colpito ogni aspetto della nostra vita, ma non lo ha fatto con una manovra semplice, diretta, visibile, tale cioè da poter essere capita da quasi tutti e combattuta. Lo ha fatto costruendo meccanismi immensamente complicati, scatole cinesi impossibili da seguire, piazzandoci davanti agli occhi responsabili fasulli come fossero fantasmi di borotalco, e nascondendo la vera origine dei mali dietro a labirinti che quasi nessuno fra i cittadini è in grado di percorrere – cioè di capire o di spiegare agli altri – per arrivare a colpire quella origine.&lt;/p>
&lt;p>Il bracciante europeo contemporaneo di Malthus, o quelli della rivoluzione industriale ottocentesca, i nostri contadini dei latifondi meridionali che sono giunti fino all’incomparabile dipinto che ne ha fatto Ignazio Silone, tutti questi miserabili dei secoli scorsi, avevano di certo immensi svantaggi rispetto a noi, e li ho descritti prima. Ma un vantaggio avevano, ed era d’importanza capitale: l’origine dei loro mali era elementare da comprendere, era alla luce del sole e composta di strutture semplici, tanto esse erano arroganti e sicure della propria invincibilità. Per chi sputava i polmoni sotto ciminiere infernali e a tavola trovava una polenta scondita con attorno cinque faccine luride e affamate; per chi lavorava i campi con metodi cavernicoli e un giorno al mese doveva aspettare fuori dalla porta del padrone al freddo fino al momento in cui egli si degnava di aprirgli per strappare dalle sue mani ogni singolo profitto del suo lavoro; per l’uomo che doveva mordersi l’anima e prestare la moglie alle luride richieste del prete del villaggio perché se quel porco non lo certificava come buon cristiano i padroni non l’avrebbero mai assunto… per tutti questi era chiaro chi fosse il Vero Potere, come agiva e i percorsi per strappargli le rivendicazioni; chiaro come un buco al centro del sole. Bastava alzare lo sguardo, non ci si sbagliava. C’era un obiettivo – smettere di morire da schiavi; un nemico – il padrone, il latifondista, il prete; c’era un unico scontro frontale sulle ali delle idee della giustizia sociale, anch’esse semplici come il pane. Così poterono arrivare ai gangli del loro male, e cambiare la loro storia. Il Vero Potere ha imparato quella lezione. Eccome che l’ha imparata.&lt;/p>
&lt;p>Se prima, per renderti schiavo e senza diritti, gli occorreva un titolo d’autorità, un capitale, i gendarmi, e poco altro, oggi per arrivare a sostanzialmente lo stesso risultato (in rapporto alla modernità ovviamente) si sono inventati percorsi che assomigliano al districarsi fra i 178.243 cavi del collisore di particelle di Ginevra. Ma con la diabolica abilità di farci apparire come fonte del male le stesse semplici strutture di una volta: il governo, i padroni, la polizia, e poco altro. E siamo all’epilogo.&lt;/p>
&lt;p>Vorrei accendere il motore della mia auto, veramente vorrei non aver pensato. Fra un’ora sarò a casa, davanti al mio pc, io, uno del gruppo di quelli che voleva Un Mondo Migliore. E adesso? Tu che vivi l’alienazione di questo sistema, tu per cui ho scritto dall’agosto del 2010 Il Più Grande Crimine con questi nove aggiornamenti, tu che sei di quelli della vera Italia del lavoro a rotoli, della sanità opzionale, delle scuole nel burrone… a te cosa dico adesso? Posso forse dirti che con una pinza, un cacciavite e ‘olio di gomito’ potremo cambiare i circuiti dei megaprocessori di Ginevra che ci controllano? Non posso, è impossibile. Dovrei fermarti una sera al ritorno dal tuo lavoro al Fini grill e condurti attraverso le settemila pagine dei manuali informatici necessari a capire e a combattere quella macchina infernale. Tu, stremato dai panini, dalla musica techno di plastica, e dalla sfiducia, mi manderesti a quel paese. E come te i milioni di altri. Eppure senza quello studio non si ferma neppure una lucina di un led in quel mostro di cavi e circuiti.&lt;/p>
&lt;p>Hanno vinto loro, lo dico con immensa serietà. Quella intercapedine, quella idea… che incredibili bestie che sono stati. Li ammiro da un certo punto di vista, la perfezione del male suscita ammirazione per la sua immacolata forma senza errori.&lt;/p>
&lt;p>Sarò ancora davanti a questo pc a scrivere altri aggiornamenti sul Più Grande Crimine, per due motivi: primo, perché l’ho visto e una volta visto non posso staccarmene. Secondo, perché devo lottare contro la depressione, e il Citalopram non lo prenderò mai più. Non funziona.&lt;/p></description></item><item><title>Cetto la Qualunque</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/01/cetto-la-qualunque/</link><pubDate>Wed, 19 Jan 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/01/cetto-la-qualunque/</guid><description>&lt;p>di video su Youtube ce ne sono a centinaia.. ne riporto i primi due che ho trovato.. grazie Antonio!&lt;/p></description></item><item><title>Mangi uova di gallina? ecco cosa devi sapere</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/01/mangi-uova-di-gallina-ecco-cosa-devi-sapere/</link><pubDate>Mon, 10 Jan 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/01/mangi-uova-di-gallina-ecco-cosa-devi-sapere/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=148973" target="_blank">http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=148973&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>interessante sapere che il 96% del totale delle uova italiane sono prodotto da galline in gabbia.&lt;/p>
&lt;p>Io appoggio chi mangia meno uova, ma da allevamenti biologici! (il costo alla fine si parifica.. sopratutto se poi sostituisci le carni costose con i legumi estremamente più economici!&lt;/p></description></item><item><title>Sciame sismico: ovvero non pensarci che non ti passa!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/01/sciame-sismic/</link><pubDate>Sun, 09 Jan 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/01/sciame-sismic/</guid><description>&lt;p>&lt;img class="alignright size-medium wp-image-2316" title="euro_geometric" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/01/euro_geometric-330x320.jpg" alt="" width="330" height="320" />Condivido il
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=201" target="_blank">nuovo articolo&lt;/a>
del giornalista Paolo Barnard che non troverete publicato su nessun giornale, tantomeno trattato in televisione (se così fosse fatemelo sapere!)&lt;/p>
&lt;p>Faccio giusto due considerazione: nessuno dei partiti o gruppi politici attualmente in Parlamento è scintilla di speranza. Pochissimi di quelli non attualmente in Parlamento sono interessanti. Quindi: il lavoro da fare è enorme! Ma ci sono alternative alle azioni valide?&lt;/p>
&lt;p>buona lettura!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Sciame sismico.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Tre quarti catastrofico, nel finale un po’ di speranza. Lo dico con estrema serietà, non gioco a far sensazione con gli allarmi. Il motivo per cui scrivo ciò che segue è che se non si accetta di vedere le cose come esattamente stanno, non potremo mai agire per salvare il salvabile. I media e i pubblici ufficiali mentono, non ci dicono neppure un terzo della verità. Temono il panico civile, ma così ci condannano.&lt;/p>
&lt;p>Sappiamo per certo (gli abruzzesi più di tutti purtroppo) che prima di un devastante terremoto ci sono dei segnali precisi da cogliere. Per esempio il cosiddetto sciame sismico, oppure la fuga inspiegabile e in massa di animali dai boschi o dagli stagni, o i cambiamenti nella ionosfera e le emissioni anomale di gas radon dal terreno. Poi arriva il cataclisma. Nell’economia della nostra vita di oggi, parlo di voi famiglie, sta accadendo la stessa identica cosa. Ci sono i segnali peggiori, ci sono tutti, si stanno srotolando davanti ai nostri occhi in queste ore, mentre state leggendo queste righe e smaltendo le calorie di Natale, e poi arriverà il cataclisma, ma non uno qualsiasi, sarà Il Cataclisma. Sui tempi non è possibile sbilanciarsi, ma non saranno decenni, al massimo 2 o 4 anni, forse prima. Di seguito quei segnali:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>1)&lt;/strong> &lt;strong>Gli Stati Uniti stanno nascondendo al mondo la gravità della crisi che hanno scatenato, soprattutto i devastanti danni interni al Paese stesso.&lt;/strong> Non trovo parole migliori per darvi l’idea di quanto appena affermato di quelle scritte il 13 dicembre scorso sull’acuto Huffington Post di Washington: “&lt;em>Se vi siete goduti i primi 3 round della crisi finanziaria, adorerete i prossimi 6, quando i mercati pesteranno a sangue le banche di Wall Street, con il governo che le rianimerà coi sali per un altro round di botte (mentre i manager incasseranno miliardi). Ma alla fine non funzionerà, Wall Street andrà al tappeto trascinandosi dietro i cittadini in una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola, ridendo dei goffi tentativi di Obama di raddrizzare i conti mentre l’America si sta beccando in faccia la peggior tempesta di tutta la sua storia&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>Gli USA andranno al tappeto, per la semplice ragione che 35 anni di economia neoliberista li hanno letteralmente distrutti: le loro banche sono in pratica tutte fallite e si reggono solo grazie a esborsi immensi di denaro pubblico, ma non ce lo dicono; i debiti dei cittadini sono stellari e in aumento senza speranza di essere ripagati; i debiti delle municipalità ancora peggio, e stanno fallendo interi Stati dell’unione; e le dimensioni piene della truffa finanziaria che hanno sparso nel mondo neppure si sono manifestate ancora (i dettagli nei miei aggiornamenti precedenti). Il gigante a stelle e strisce non ha speranze, questa volta va al tappeto e tutto il mondo rimarrà di pietra. Basterebbe la grippatura del primo motore economico mondiale (non contate sulla decantata Cina, è ancora un nano rispetto agli USA) per garantire all’Europa il tracollo. Ma diciamola tutta, ma proprio tutta: noi europei siamo stati da 40 anni assoggettati alla nostra particolare cura all’arsenico chiamata Neomercantilismo franco-tedesco, più Unione Europea e Unione Monetaria (tutto spiegato nell’aggiornamento 6), per cui noi avremo il dubbio privilegio di vederci arrivare lo Tsunami americano mentre stiamo agonizzando sotto le macerie di un terremoto. E sarà ancora peggio per voi miei affezionati lettori, perché mentre sguazzeremo fra i relitti del Titanic europeo che cola a picco nel gelo delle speranze, chi avrà letto Il Più Grande Crimine saprà che tutto questo fu precisamente voluto a tavolino da un nugolo di uomini che non erano né il Pdl, né la Mafia, né la Camorra, né la Casta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>2) Negli ultimi giorni i Credit Default Swaps (CDS) per chi investe nell’Eurozona sono andati alle stelle.&lt;/strong> Che significa? I CDS sono una sorta di assicurazione che un investitore fa per difendersi dal pericolo che i suoi investimenti finiscano al macero se i debitori fanno bancarotta. I mercati dei CDS sono un perfetto termometro della salute di quei debitori. Se si ritiene che essi siano affidabili, ok, ma se li si ritiene in punto di morte ovviamente il prezzo delle polizze CDS schizza alle stelle. Per esempio il CDS &lt;em>iTraxx Europe five-year index&lt;/em>, che dice quanto affidabili siamo noi europei per chi ci vuole prestare denaro, è al livello record di 105. Ma ecco la chicca: vi ricordate che noi Stati dell’Eurozona siamo stati ridotti alla condizione di non avere più moneta sovrana (lire, marchi…) e di dover PRENDERE IN PRESTITO DAI PRIVATI OGNI SINGOLO EURO che spendiamo per la vita pubblica? Ecco, immaginate cosa ci costerà da adesso prendere in prestito tutti quei soldi con dei CDS a quel livello, cioè con gli investitori (coloro che ce li prestano) coi sudori ghiacci e quindi con tassi d’interesse - che gli dobbiamo pagare per compensare i loro rischi - altissimi. Ma non saranno nei guai solo i Tremonti della situazione, lo saranno anche le aziende (dove lavori tu), i negozi (dove lavori tu), i ristoranti e bar (idem), cioè chiunque dovrà lavorare con le banche dell’Eurozona per chiedere prestiti, perché la catena della sfiducia non si ferma, e infatti “&lt;em>il credito in Europa continuerà ad agonizzare… i problemi non se ne andranno nel 2011&lt;/em>” dice Teo Lasarte, european credit strategist di Bank of America Merrill Lynch (loro se ne intendono)s.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>3) Il 15 dicembre del 2010, l’agenzia di rating Moody’s ha lasciato intendere che declasserà i titoli di Stato spagnoli.&lt;/strong> Ovvero: i pescecani stanno girando in circoli sempre più stretti attorno alla Spagna. Al primo morso, affondiamo tutti fra le loro fauci. ****Che significa? Primo, se stiamo con la metafora degli squali, cioè coloro che ho descritto ne Il Più Grande Crimine e che profitteranno della nostra rovina, le agenzie di rating sono come chi ti spintona fuori bordo proprio mentre attorno alla barca si affollano i pescecani. Esse (Moody’s, Standard and Poor’s o Fitch), senza averne alcun diritto sancito da concordati internazionali, hanno il potere di bocciare l’affidabilità economica di interi Stati, cioè dicono: “&lt;em>La Spagna ha le pezze al sedere&lt;/em> (troppo debito)&lt;em>, e quindi da ora se essa vuole vendere i suoi titoli di Stato dovrà promettere tassi d’interesse molto più alti&lt;/em> (per compensare il rischio di chi glieli compra)”. Immediatamente i mercati dicono alla Spagna “&lt;em>non ti diamo più un soldo se non fai quello che dice Moody’s&lt;/em>”, e la Spagna non ha scelta, deve obbedire, perché ricordate che non ha più moneta sovrana, ha invece l’euro che deve sempre prendere in prestito appunto vendendo titoli di Stato. Ma questo innesca immediatamente un circolo vizioso micidiale, dove la bocciatura di Moody’s allarma i mercati, che pretendono più interessi dal governo, ma se il governo paga interessi più alti si indebita ancora di più e questo porta ad un’altra bocciatura di Moody’s che porta a costi sempre più alti per la Spagna, che portano ad altre bocciature… fino all’inferno. Cioè Irlanda e Grecia. Ma attenzione qui, perché ci sono due conseguenze, una sanguinosa, l’altra mortale. La prima è che uno Stato come la Spagna, con una disoccupazione al 20,6% (nei giovani 43,6%), dovrà disperatamente tagliare la spesa pubblica senza pietà al fine di compiacere ai mercati di cui sopra, il che innesca un altro circolo vizioso di licenziamenti, povertà, quindi meno consumi, quindi aziende che vanno sotto, quindi ancora licenziamenti ecc. Come è noto i tagli alla spesa pubblica sono oggi il comando perentorio in tutti gli Stati dell’euro, e il Financial Times scrive “&lt;em>questi correttivi di spesa smorzeranno i mercati del lavoro fino alla fine del 2011&lt;/em>”… auguri, mie care famiglie. La seconda è che tutti gli economisti concordano che se la Spagna fa lo stesso botto di Irlanda e Grecia, questa volta esplode anche l’Europa, semplicemente perché un salvataggio della Spagna è troppo costoso. Cioè sbancherebbe tutta l’Eurozona. Moody’s ha entrambe i palmi delle mani appoggiati alla schiena di Madrid, che sta in bilico sul bordo della nave, e sotto ci sono fauci micidiali. Lo spintone non è una questione di forse, ma solo di quando, perché come ho già scritto in passato le cause del crollo europeo sono tutte ancora presenti (l’euro per primo) e nessun politico le ha mai volute veramente affrontare. La Spagna va sotto e noi tutti con lei. Fine dell’Eurozona e dell’Unione Europea.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>4) La Swiss National Bank è stata la prima banca centrale europea a rifiutare ufficialmente i titoli di Stato portoghesi e irlandesi.&lt;/strong> Perché importa? ****Il segnale sia alle banche colleghe che ai mercati è drammatico, in particolare per i governi di Lisbona e Dublino che vengono così etichettati come infetti. Nel presente arrangiamento, dove la dipendenza degli Stati sovrani dai mercati è del 100%, ciò equivale a una ghettizzazione che non lascia speranza. Si noti come tutti questi segnali innescano sempre una spirale verso il basso da cui le nazioni colpite non possono salvarsi. Ciò non accade a caso, e lo spiego più sotto (parte del Più Grande Crimine). L’estensione di questa ‘unzione’ da parte della Swiss National Bank a Spagna e Italia è del tutto fuori dal controllo dei relativi governi, e la SNB si è rifiutata di chiarire se ciò può accadere a breve, commentando glacialmente “&lt;em>Quello che conta è il mercato&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>5) George Soros ha detto che la UE è a rischio di distruzione.&lt;/strong> Perché questo tizio conta? Soros è il più autorevole e micidiale investitore privato del mondo, è l’uomo che nel 1992 ha spaccato la schiena alla Gran Bretagna facendone collassare la sterlina, e la GB non è il Burkina Faso, è uno dei Paesi più potenti del mondo. Poi ha tagliato le gambe all’Italia, alla Korea ecc. Una parola allarmante del sopraccitato ha sui mercati (sempre quelli da cui noi Stati dell’Eurozona dipendiamo per avere ogni singolo euro da spendere) lo stesso effetto che un ammalato di peste bubbonica avrebbe sulla folla in piazza se si mettesse a urlare “&lt;em>ho la peste!&lt;/em>”. Esattamente 24 ore prima del sopraccitato annuncio di Moody’s, Soros aveva rilasciato al Financial Times di Londra la seguente dichiarazione: “&lt;em>I tassi d’interesse imposti ai titoli di Stato dei governi europei più deboli soggetti al salvataggio della UE sono troppo alti. Essi rendono impossibile per quei governi il riscatto a fronte degli Stati più forti. Il circolo vizioso renderà i governi deboli sempre più deboli, lo scontro fra debitori e creditori sarà più aspro, e c’è il pericolo concreto che l’euro finisca per distruggere la coesione politica e sociale dell’Unione Europea&lt;/em>”. Capito mercati? l’Europa si sta suicidando, ha detto Soros. Così funzionano i ‘pizzini’ del Vero Potere, si parlano fra di loro in questo modo, e bisognerebbe che una Wikileaks veramente dedicata a spulciare nelle cose che contano (e non nel semi-nulla finora rivelato) divulgasse la lista delle scommesse con i derivati che il Soros Fund Management LLC del buon George ha piazzato in questi mesi, assieme alla ridda di altri scommettitori (chiamati Hedge Funds) internazionali. La domanda è: quante di queste scommesse sono state piazzate &lt;strong>contro&lt;/strong> l’euro e l’Eurozona? L’uso dei derivati per scommettere contro interi Paesi destinati artificiosamente alla rovina non è una novità; nel mese di settembre del 2010 gli Hedge Funds (come quello di Soros) avevano già piazzato centinaia di milioni di dollari di scommesse contro la Grecia. Cioè: letteralmente sono come chi scommette 100 denari che il mercato della carne crollerà, e poi sparge la voce che c’è la mucca pazza nelle bistecche.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>6) Dal vertice della Banca Centrale Europea, a quello della Banca d’Italia, per passare per i comunicati dei tecnocrati di Parigi e Berlino, il coro è unanime: il Patto di Stabilità va imposto con maggior rigore.&lt;/strong> Cioè: se il paziente sta soffocando, tappategli anche le narici. Questo significa che vogliono dare il colpo di grazie all’Europa e ammazzarla una volta per tutte. Spiego: quando l’Unione Monetaria (l’euro) fu creata, i suoi padri pensarono di dotarla di una camicia di forza, proprio così, infatti in gergo finanziario si parla di &lt;em>straightjacket&lt;/em>. Si tratta cioè di regole per immobilizzare gli Stati aderenti in certe condizioni economiche, che sono: inflazione bassa e armonizzata, deficit di bilancio non oltre il 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e debito pubblico non oltre il 60% del PIL. Questa camicia di forza è stata chiamata Patto di Stabilità. Ci dissero che avrebbe innescato un processo virtuoso per l’Europa dove gli Stati avrebbero ripulito i conti di casa e tutti saremmo stati più ricchi e felici. Balle, proprio una menzogna totale. Non voglio parlare difficile, ma guardate che oggi tutti, ma proprio tutti quelli che contano in economia e finanza hanno già detto che il Patto di Stabilità è un suicidio, è una corda saponata bella e buona, che ci, vi, sta ammazzando. Tutti meno i criminali che l’hanno voluta e/o sostenuta, cioè i soliti Mario Draghi, Jean Claude Trichet, Jaques Attali, Jaques Delors, Theo Waigel, Giuliano Amato, Angela Merkel ecc. Alcuni di costoro infatti sono ancora oggi come cani rabbiosi a latrare in giro per l’Europa che non solo questa sciagura è valida, ma che va addirittura rafforzata. A una convention dei democristiani tedeschi in Baviera a inizio 2011, proprio il governatore della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet ha tuonato: “&lt;em>I governi europei non hanno scelta, devono cambiare politiche, devono rinforzare assai il Patto di Stabilità, e le politiche di spesa vanno riportate sul sentiero della virtù&lt;/em>”. Tenete a mente queste ultime 4 parole, perché sono grottesche “&lt;em>il sentiero della virtù&lt;/em>”. La criminosità del Patto, e cerco di essere semplice, si snoda in diversi aspetti molto complessi, ma di fondo ciò che esso fa – che è stato programmato per fare – è di costringere i Paesi meno ricchi d’Europa a limitare drasticamente la spesa pubblica; ma va compreso che per nazioni come la Grecia, la spesa pubblica è l’unica speranza di sopravvivenza per il grande pubblico, visto che il settore privato non è ancora in grado di generare abbastanza ricchezza da solo; in tal modo Grecia, Portogallo, Irlanda, ma anche l’Italia fra un po’, sono condannate a non poter mai raggiungere un livello di ricchezza apprezzabile; questo innesca il solito effetto a spirale negativa di svalutazione del loro mercato nazionale, che significa meno investimenti, che significa più disoccupazione e sottoccupazione, che significa più spese statali per gli ammortizzatori sociali, che significa però sgarrare il Patto di Stabilità, che significa attirarsi la bocciatura delle agenzie di rating, che significa perdere sempre più investimenti e pagare salatissimi i soldi che quei governi devono prendere in prestito, che significa ancora più disoccupazione che significa sempre più esborsi statali, altre bocciature, altri collassi economici… all’infinito. Non c’è salvezza da sta trappola, e non ci deve essere, perché lo scopo finale di essa, cioè del Patto di Stabilità, è proprio di collassare interi Paesi europei per rendere in semi schiavitù sia lo loro forza lavoro che i loro governi. Cioè: creare “&lt;em>sacche di lavoro alla cinese in Europa&lt;/em>”, per gli scopi descritti nel mio saggio il Più Grande Crimine e aggiornamenti. Ovvero creare quella che Marx chiamò “&lt;em>l’armata di riserva dei disoccupati&lt;/em>”, da cui la grande industria attinge a piene mani per ricattare con arroganza sia i governi che i sindacati. Leggi Mirafiori… ma è un’altra storia.&lt;/p>
&lt;p>E non è finita, per le vittime c’è ancora agonia: quando esse si trovano nelle pietose condizioni in cui sono state cacciate dal Patto di Stabilità, la UE dei tecnocrati criminali le costringe ad accettare i famosi ‘salvataggi’ del Fondo Monetario Internazionale e della UE stessa. Significa che Grecia, Irlanda e Portogallo, e chiunque verrà poi, si trovano a farsi prestare somme enormi in euro, che è una moneta che non possono emettere, per cui l’unica scelta che hanno per ripagare quell’immenso debito è di succhiare il sangue ai propri cittadini con tagli alla spesa sociale, al pubblico impiego, e ai salari. E giù di nuovo in una spirale infernale da cui è impossibile risorgere. Questo orrore criminoso è stato persino denunciato dai Nobel dell’economia Stiglitz e Krugman, ma viene liberamente ammesso anche dai giornalisti finanziari stranieri a viso scoperto se non li si cita per nome. Sto parlando non di noiosi numeri scritti sul Sole 24 Ore, ma di sofferenze di milioni di persone come me e voi famiglie per anni a venire.&lt;/p>
&lt;p>Quindi la determinazione dei Padroni dell’Europa di confermare e rafforzare il Patto di Stabilità ci spedisce come continente dritti all’inferno, ora, mentre scrivo.&lt;/p>
&lt;p>Questi i segnali, inequivocabili, assolutamente chiari. E non si dimentichi il lettore/lettrice che alla UE sono stati sottratti gli strumenti principe per salvarsi dallo schianto. Come dire che il circo dell’Unione Europea ha lanciato 17 Stati in acrobazie impossibili e non gli ha messo sotto la rete, che era l’uso delle propria moneta sovrana (lire, marchi, franchi, dracme…) per compensare il crollo di occupazione e salari, per rassicurare i mercati del ripagamento dei debiti e per sostenere le aziende con iniezioni di spesa a deficit mirata alla produttività (i dettagli ne Il Più Grande Crimine).&lt;/p>
&lt;p>Segnale 1, segnale 2, 3, 4, 5, 6… e poi la terra trema e tutto crolla. Crolleranno gli USA (che si salveranno, ma solo dopo averci travolti), e crollerà l’Unione Europea, e le conseguenze saranno storiche, epiche nelle proporzioni, cioè “&lt;em>una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola&lt;/em>”. Ok, questo sta per accadere qui, non in un film. Ora cosa fare.&lt;/p>
&lt;p>Stiamo trattando una materia di estrema serietà, che io tento di semplificare da mesi per la comprensione dei cittadini non esperti, e dunque sarei uno sciocco se non dicessi che le soluzioni sono complessissime e tecnicistiche, che richiedono sforzi ad alto livello e organizzazioni che noi cittadini non possiamo neppure iniziare a contemplare. Ma ciò che noi possiamo fare è importantissimo e fattibile. Come sempre ho detto, prima cosa è divulgare queste realtà a chiunque, e non demordere di fronte a sguardi allucinati o risposte come “&lt;em>ma va là, è fantascienza… Barnard è un pazzoide… è colpa di Berlusconi… governo ladro ecc.&lt;/em>” (mi scrivono gli operai da tutt’Italia e sono quelle le risposte che i loro colleghi sbottano a fronte di questi temi. A proposito di chi si dà la zappa  sui piedi…). Poi organizzarsi per innanzi tutto &lt;strong>chiedere l’apertura di un dibattito pubblico sull’uscita dall’Euro e il ritorno ordinato&lt;/strong> (cioè con tutele intragovernative contro gli attacchi speculativi) &lt;strong>alle monete sovrane&lt;/strong>. Infine che l’Italia, con propria moneta, sposi un programma di spesa a deficit per creare ricchezza al netto per i cittadini, e che deve andare nella doppia direzione di essere investita in aumenti di produttività nell’economia reale (quella che produce cose vere e non giochi finanziari) e di creare un programma governativo di piena occupazione e pieno Stato sociale. Nel capitolo LA PIENA OCCUPAZIONE ERA POSSIBILE de Il Più Grande Crimine è spiegato che tutto ciò è non solo economicamente possibile, ma vi sono anche i nomi di economisti di statura mondiale che da decenni sostengono la tesi della spesa a deficit e piena occupazione. Infatti vi ricordo che:&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>1) uno Stato con moneta sovrana può onorare qualsiasi debito pubblico senza problemi e nessuna agenzia di rating lo può strangolare. Il Giappone con Yen sovrano ha un debito doppio rispetto alla Grecia,&lt;/em> &lt;em>doppio!__, e non solo non è in croce, ma gli investitori sono corsi in massa a rifugiarsi nello Yen in questi mesi. 2) la spesa a deficit dello Stato a moneta sovrana che crei occupazione, investimenti dal pubblico al privato e produttività, non crea inflazione e si auto-cura grazie all’aumento del PIL nazionale, e infine non ha limiti di spesa, essendo denaro che lo Stato NON DEVE PREDERE IN PRESTITO DA ALCUNO, e che crea dal nulla. 3) il debito dello Stato a moneta sovrana NON E’ il debito dei cittadini, ma al contrario è la loro ricchezza. 4) Non c’è alcun potere privato al mondo in grado di sconfiggere uno Stato a moneta sovrana che decida di fare quanto sopra.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Questo ritorno dello Stato a moneta sovrana alla sua funzione primaria è l’unica speranza in assoluto di creare un cuscino di sopravvivenza per i milioni di noi che saranno travolti dal Cataclisma.&lt;/strong> Per spezzare il piano di storica criminosità del Vero Potere di distruggere l’Europa e creare sacche di lavoro alla cinese qui da noi, non v’è altra strada.&lt;/p></description></item><item><title>Cattivo anno a (quasi) tutti!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/12/cattivo-anno-a-quasi-tutti/</link><pubDate>Fri, 31 Dec 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/12/cattivo-anno-a-quasi-tutti/</guid><description>&lt;p>Purtroppo non è un augurio, ma una constatazione amichevole.&lt;/p>
&lt;p>Il mio ottimismo per il futuro è sempre molto alto… ho troppo presente le tante curve, cadute ed impennate dell&amp;rsquo;evoluzione umana per scoraggiarmi innanzi al presente, ma è meglio conoscere che disconoscere la situazione in cui ci troviamo: niente di meno che nel vuoto sopra il baratro.&lt;/p>
&lt;p>Fra poco riporto un raccontino che spiega tutto nei dettagli, non preoccuparti se non capisci tutto subito.&lt;/p>
&lt;p>Non posso tacere sui tanti campanelli di allarme suonati negli ultimi decenni… Silo e il Movimento Umanista sono stati radicali fin dagli albori sulla gravità della direzione che stava prendendo la società umana. Di proposte di azione ne sono state messe in moto molte. Ma niente da fare. Ci tocca andare a fondo!&lt;/p>
&lt;p>Come in ogni crisi ne usciremo, prima o poi, e spero in tanti e rinnovati.&lt;/p>
&lt;p>Il mio augurio per il 2011 è un inizio di risveglio coscienza planetario e di rivolta contro l&amp;rsquo;attuale sistema autodistruttivo e antiumano in cui ci hanno cacciato.&lt;/p>
&lt;p>Mi dispiace ma sarà un cattivo anno per la maggior parte dell&amp;rsquo;umanità. Anche se a me e alla mia famiglia andrà probabilmente bene.. non riesco a tollerare questa situazione. Aiutiamoci a far si che non sarà così per sempre!&lt;/p>
&lt;p>Ora vado a portare lenticchie e purè ai cari amici con cui passerò questa serata. Un forte abbraccio a tutte le persone care e vicine (sopratutto di spirito) !&lt;/p>
&lt;p>Ecco dunque il racconto, scritto dall&amp;rsquo;amico Paolo Barnard, che &amp;ldquo;semplifica&amp;rdquo; per i non addetti ai lavori la faccenda.. così come la vedo anch&amp;rsquo;io, almeno!&lt;/p>
&lt;p>( articolo tratto da
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=200" target="_blank">http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=200&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Tu che sei in azienda a Ospedaletto e tu di Mirafiori…&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Sia chiaro che io sto parlando a te, tu che stai a Ospedaletto in provincia di Treviso, e che sei appena stato al bar a discutere con un amico sul piano di mobilità presentato ieri nell’azienda dove lavori, gran brutto clima, hai detto. Mi spiace per gli altri lettori, sta roba non è per loro. E sto parlando a te, che abiti a Lodi e hai passato il pomeriggio all’agenzia interinale a litigare con quella sciapa impiegata sul tuo curriculum di lavoro, poi dal padrone di casa a chiedere 15 giorni di pazienza per l’affitto. Tu, se accendi il pc, lo fai al massimo per un quarto d’ora dopo le dieci di sera ad ascoltare Ligabue o un video di Madonna, e Paolo Barnard… ma chi è?… Belpietro? Minzolini? Booo… E sono qui a scrivere per te, sì proprio tu che hai finito il turno a Mirafiori, nella bolgia della Newco di Marchionne e stasera ti ronza la testa. Per forza, per ogni parola che ti dicono te ne nascondono cinquecento. Parlo anche a voi due, che stavate a 1.400 euro al mese al commerciale e al magazzino in un’azienda di Fossatone di Budrio, ora siete a casa dai genitori di lui col bambino; e sua madre, vecchia santa, vi passa la sua invalidità, Dio grazie che c’è quella. Non che disdegni gli altri lettori, ma chi non è voi queste righe non le ‘&lt;em>sente&lt;/em>’, non le ‘&lt;em>sentono’&lt;/em> quelli del web dell’informazione, quelli ancora all’università, quelli che la crisi la leggono sui giornali. Voi invece sì che la toccate, siete cinque, moltiplicati per un milione, per due, per tre, e per molto di più se si valicano in confini dell’Italia.&lt;/p>
&lt;p>Voi che da qualche parte vi siete chiesti “&lt;em>ma cosa succede? com’è possibile che siamo conciati così?&lt;/em>”. Ho risposto a quelle domande con una panoramica completa sulle origini di questa crisi di lacrime e sangue del tutto preordinata, goduta oggi da chi vi lucra sopra, e vi ho avvisati: “&lt;em>E’ in atto il più feroce assalto ai redditi da lavoro della Storia moderna&lt;/em>”. Ma ora è bene che aggiunga a quelle pagine il dettaglio concreto di come vi hanno portato dove siete ora, e cioè in un bar con l’ansia che ti fa lasciar lì il ‘bianchetto’ prima di cena; davanti al portone del padrone di casa odiando ogni minuto; ad ascoltare i proclami della FIOM con un che dentro che ti dice “&lt;em>ma daiii… tanto abbiamo perso&lt;/em>”; o a vergognarvi di spendere i 500 euro di pensione di una nonna, ma dovete.&lt;/p>
&lt;p>Cioè come in pratica è accaduto parecchio tempo fa che un’epoca dove ogni aspetto dell’economia sembrava promettere un futuro migliore del giorno precedente, si è trasformata in un incubo allucinante dove ridendo e scherzando il valore del reddito e del lavoro stesso si è sbriciolato sotto i nostri occhi, portandosi dietro il valore stesso della democrazia, perché milioni di ricattati economicamente sono cittadini schiavi. Sotto gli occhi increduli dell’operaio che assieme alla moglie sarta riuscirono fra gli anni ’70 e gli anni ’80 a comprarsi due case, modeste ma case nondimeno, e gli occhi cinici delle loro due figlie che, pur impiegate e sposate, nel 2010 non arrivano neppure a scherzarci sull’idea di fare un mutuo.&lt;/p>
&lt;p>Prima di leggere oltre, vi avviso che il racconto vi porterà apparentemente lontano dalla vostra quotidianità di italiani/e, magari vi sembrerà di perdere la bussola in cose astruse e aliene. Ma abbiate fiducia che invece tutta la storia vi riporterà precisamente a voi oggi, alla vostra azienda in crisi qui, al vostro stipendio o cassa integrazione, al vostro dilemma se chiedere un prestito per pagare gli affitti, al (non) futuro dei vostri figli nel mondo del lavoro. &lt;strong>Guardate, è inutile credere di poter capire cosa vi è accaduto e cosa accade all’Italia dei redditi oggi senza sapere ciò che andrò a raccontare.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Quello che è successo inizia così: vi ricordate il giorno, diversi anni fa, in cui per la prima volta comparvero in giro dei giovani con la cravatta dal nodo sempre ipertrofico, le scarpe sempre iperlucide, i capelli impataccati di grasso, e che si chiamavano promotori finanziari? Il loro mestiere era di dire a milioni di risparmiatori che i loro soldini potevano fruttare molto di più se investiti in una sorta di contratto dal nome solitamente celestiale, tipo ‘&lt;em>Bluvita&lt;/em>’, o ‘&lt;em>Serenity 2000&lt;/em>’, dietro i quali si celavano non meglio precisati investimenti. E voi lo avete fatto, e con voi un oceano di altri. E cosa significava? Semplicemente che era nata l’epoca, siamo ai primi anni ’80, in cui l’economia del mondo ricco stava smettendo di scommettere sulla produzione di beni e servizi concreti (ciò che ha fatto per secoli), e iniziava a capire che giocando con il denaro e con i suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri, si potevano fare molti più soldi. Nasceva la finanziarizzazione della ricchezza su scala massiccia, nasceva, nelle parole del grande economista Hyman Minsky, il “&lt;em>money manager capitalism&lt;/em>”, cioè il capitalismo dei gestori dei soldi, che soppiantava quello dei produttori di cose e di servizi. In parole grezze, investire e giocare con equities, stock options, shares, futures, swaps erano cose da fighi che fanno grana a pacchi e subito; produrre case, legna, macchine, scarpe, aprire negozi… sì, fate pure, ma roba da sfigati.&lt;/p>
&lt;p>Negli USA e in Europa, sia i lavoratori che le aziende scommisero sui rendimenti dei fondi pensione privati (da noi, anche se con anni di ritardo, si disse: scegliete dove mettere il TFR), e questo significò che una montagna di denaro incredibile finì nelle casse di questi mostri finanziari, i Pension Funds, e nelle mani dei loro managers, cioè sempre i misteriosi investimenti. Nacque il fratello del “&lt;em>money manager capitalism&lt;/em>”, e cioè il “&lt;em>pension funds capitalism&lt;/em>” come lo ha definito nel 2000 l’economista italiano Riccardo Bellofiore. Ma attenzione a questo passaggio, che Bellofiore e il suo collega Joseph Halevi descrivono con efficacia: “&lt;em>Il piazzamento di queste somme in azioni e in titoli finanziari di vario tipo, creò un legame d’interessi fra i manager delle istituzioni finanziarie e quelli delle aziende, i quali vennero cooptati direttamente nelle strategie dei primi. Di fatto l’ipertrofismo dei Pension Funds creò una situazione dove poche istituzioni finanziarie, assieme alle agenzie di rating, finirono per controllare un intero sistema di aziende… con ripercussioni profonde sul mondo del lavoro&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>In altre parole: dai primi anni ’80 masse crescenti di piccoli risparmiatori e di aziende si gettano a investire denaro in questi prodotti finanziari che promettevano ottime rendite. E quando una cosa attira denaro, ne attira sempre di più, e se ne attira sempre di più rende sempre di più, e se rende sempre di più tutti corrono a mungere la vacca grassa e la vacca grassa diventa un mostro fuori controllo. Cioè, questi prodotti finanziari passarono dall’essere giustamente apprezzati, all’essere apprezzati fuori di testa e a rendere da fuori di testa. Con queste parole ho appena descritto il fenomeno del &lt;em>asset price inflation&lt;/em>, che sta alla base della più grave catastrofe finanziaria dal 1929 a oggi, quella che sta distruggendo il tuo lavoro e quello dei tuoi figli. Infatti la convergenza degli interessi degli speculatori (assicurazioni, finanziarie, hedge funds, pension funds ecc.) e dei manager aziendali verso nuove forme di guadagno speculativo, lasciarono il settore produttivo reale (quello dove lavori tu) abbandonato a se stesso, mentre a frotte ci si gettava nell’economia “&lt;em>del denaro con i suoi multipli, delle percentuali sulle percentuali, delle aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri&lt;/em>”, che gonfiavano le economie di interi Paesi fuori da ogni reale ricchezza prodotta.&lt;/p>
&lt;p>Nell’euforia, ci si buttò poi nella speculazione immobiliare, cioè milioni di risparmiatori si gettarono a comprar case che ovviamente più venivano comprate e più salivano di prezzo, e più salivano di prezzo più venivano richieste perché si sapeva che rivendendole poco dopo ci si scremava su un bel gruzzolo. Spiego: il signor A faceva il suo bel mutuo e comprava casa oggi primo Maggio per 100 denari, e siccome tutti compravano case come dannati, la sua casa il primo settembre già valeva 102 denari. Così A la vendeva, ci scremava 2 di guadagno, ripagava il primo mutuo, e ne faceva subito un altro e ricominciava il giochetto. Oppure, addirittura A rifinanziava il primo mutuo e ci comprava una seconda casa che rivendeva… ecc ecc.. Mutui su mutui a go-go, specialmente in Irlanda, Spagna e Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e Francia. Negli USA poi la cosa divenne pazzesca, perché nella frenesia speculativa furono offerti mutui a qualunque Tizio Caio Sempronio squattrinato, perché si presupponeva che col meccanismo dei 100 denari che diventano 102 in un attimo e via andando, anche costoro potessero poi onorare i debiti; sto parlando dei famigerati mutui_subprime_ americani (in realtà la cosa è molto più criminosa di così, ma non posso dilungarmi ora).&lt;/p>
&lt;p>Quindi abbiamo: denari infiniti che se ne vanno dagli investimenti produttivi verso avventure finanziarie folli – Stati che registrano ricchezze così prodotte che sono tutte teoriche, cioè bolle speculative che non sono affatto sostenute da ricchezza reale di produzione – milioni di individui sempre più impegnati economicamente verso questi prodotti finanziari e speculazioni immobiliari – masse di lavoratori i cui fondi pensione sono stati investiti in questo bailamme di pazzi scommettitori in finanza – manager di aziende a centinaia di migliaia che trascurano gli investimenti produttivi per far giochetti a braccetto con gli speculatori professionisti, sapendo che in tal modo incasseranno quattrini facili. Abbiamo cioè&lt;/p>
&lt;p>UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.&lt;/p>
&lt;p>Cui si aggiunge, come già descritto ne Il Più Grande Crimine, un disegno ideologico dominante (Neoliberismo) che aveva paralizzato gli Stati togliendogli ogni possibilità di spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini. Inoltre, lo strapotere in Europa di Germania e Francia stava imponendo a tutti, sempre dai primi anni ’80, politiche disastrose per il mondo del lavoro. Si tratta del cosiddetto_Neomercantilismo_ franco-tedesco, cioè una politica delle loro industrie maggiori (ma anche medie) di abbattere impietosamente i salari per poter primeggiare nell’export. Ma perché tagliare proprio i salari? Si deve comprendere che uno degli strumenti principali per uno Stato che desideri aumentare le esportazioni è la svalutazione competitiva della propria moneta (&lt;em>competitive devaluations&lt;/em>). L’Italia in questo era regina: svalutavamo la lira nei confronti del marco tedesco, ed ecco che le nostre aziende si beccavano più commesse dall’estero di quelle teutoniche perché a parità di prodotto la nostra lira costava di meno del marco. La Germania corse ai ripari e impose già nel 1979 il sistema monetario europeo (SME), che di fatto incatenava le monete degli Stati aderenti a cambi fissi, per cui nessuno poteva più svalutare a piacimento. Scrivono Bellofiore e Halevi: “… &lt;em>e naturalmente le esportazioni dell’Italia iniziarono a crollare&lt;/em>”. Poi, come sappiamo, sempre la Germania è stata la grande sponsor, assieme alla solita Francia, della moneta unica, l’euro, che ancor di più rende impossibili le svalutazioni competitive perché l’euro letteralmente non è di nessuno Stato, nessuno Stato lo può maneggiare a piacimento. Ma se uno Stato non può più svalutare la moneta, cosa può fare allora per essere competitivo sui mercati? Indovinate: svalutare i salari, così da rendere i suoi prodotti più a buon mercato, non c’è altra via (&lt;em>wage deflation&lt;/em>). E infatti, scrivono i precedenti autori, “&lt;em>la forza strutturale dell’Italia&lt;/em> (le svalutazioni competitive) &lt;em>svanì, e la svalutazione dei salari è richiesta ancor più che in Germania&lt;/em>”. Quest’ultima, contrariamente a quanto si crede, continua a primeggiare nell’export solo grazie appunto a politiche crudeli sulle buste paga:  sappiate che dall’introduzione dell’euro la Germania ha imposto ai suoi lavoratori una produttività (cioè sgobbare) del 35% superiore a quella degli altri Stati dell’Eurozona, con stipendi che crescevano della metà di quelli degli altri Stati.&lt;/p>
&lt;p>E dunque se i salari vanno tagliati, e lo Stato non può intervenire spendendo a deficit per compensare le perdite di ricchezza dei lavoratori, abbiamo&lt;/p>
&lt;p>INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI STRUTTURALMENTE E PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.&lt;/p>
&lt;p>Siamo alla fine degli anni ’90, inizio del terzo millennio, e noi europei siamo nelle due perigliose condizioni di cui sopra. A questo punto accadono due cose altrettanto sciagurate: la prima è il disastro Clinton-Wall Street, e la seconda è il disastro banche-aziende (o aziende-banche) in Europa.&lt;/p>
&lt;p>Bill Clinton domina la politica USA per quasi tutti gli anni novanta. E cosa fa? Decide (gli viene fatto decidere) di pareggiare il bilancio dello Stato, cioè spendere tanto quanto tassa, conti pari. Secondo il comprovato principio di economia (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray et al. ne Il Più Grande Crimine) per cui la spesa a deficit dello Stato con moneta sovrana è, al contrario di quanto si crede, la ricchezza dei cittadini, quando Clinton smise di spendere a deficit gli americani si impoverirono. Ma gli americani non rinunciano al loro stile di vita, e quindi dalla metà degli anni ’90 per poter spendere si affidarono in massa alle loro carte di credito, ai prestiti, a scommesse finanziare azzardatissime e a quei mutui scellerati di cui parlavo sopra. In altre parole, l’economia più potente del mondo si gonfiò come un pallone mostruoso di debiti e di speculazioni finanziarie per cifre inimmaginabili. Ma se da una parte milioni di persone scommettono e impegnano denaro (che non hanno), significa che dall’altra qualcuno crea quelle scommesse e accetta quegli impegni, cioè prodotti finanziari di ogni sorta e tipo, a milioni appunto. E cosa successe? Successe che i furboni di Wall  Street che creavano tutti quei prodotti e che prendevano tutti quegli impegni, decisero che potevano re-impacchettare tutta quella roba e rivenderla a tutto il mondo, e peggio, la re-re-impacchettarono, e peggio, la suddivisero in sub-pacchetti di pacchetti, re-re-resuddivisi in altri pacchetti con nomi esotici… insomma, un caos di roba ‘tossica’ (&lt;em>toxic assets&lt;/em>) che approdava qui da noi come prodotti d’investimento che sia le nostre banche, sia i nostri Comuni, sia noi europei abbiano comprato convinti di profittare in modo succulento. Questi investimenti sciagurati, si andarono ad aggiungere a quelli che già avevano formato, come scritto all’inizio, la bolla di ricchezza fasulla del “&lt;em>money manager capitalism&lt;/em>”, e del “&lt;em>pension funds capitalism&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>A questo punto siamo in Europa, sempre in questi anni cruciali che sono le due decadi 1990-2010. Di fatto accade una cosa grave: calano vistosamente, nel tempo, i prestiti delle banche alle aziende. Questo porta a reazioni da parte delle banche e delle aziende che sono prevedibili: entrambe, per racimolare denaro, si gettano ancor più nelle speculazioni finanziarie di cui abbiamo trattato finora. Le aziende lo fecero per motivi ovvi, appunto trovare denaro che non gli veniva più dalle banche, ma soprattutto lucrare soldi facili per i managers e non per i lavoratori; le banche lo fecero perché per esse i prestiti alle aziende sono un attivo, cioè il loro guadagno, e dunque se non prestavano più tanto alle aziende dovevano prestare a chi faceva giochi finanziari o a chi s’indebitava con il credito al consumo. Ma attenzione, avrete notato che in entrambi i casi il risultato è lo stesso: di fatto meno soldi agli investimenti di produzione, cioè all’economia vera. Questo è cruciale.&lt;/p>
&lt;p>Si badi a una cosa: se gli Stati con moneta sovrana avessero (fino all’arrivo dell’euro) svolto la loro funzione di creatori di ricchezza per il settore privato spendendo a deficit quanto necessario - cioè comprando cose, finanziando progetti, e quindi accreditando i c/c di aziende e di lavoratori italiani – forse le aziende non sarebbero così dipese dalle banche e le banche dalle aziende, ed entrambe dalle speculazioni in finanza. Ma in Europa, scrive l’economista Alain Parguez, “&lt;em>Francia e Germania decisero di imporre a tutti i governi un crollo di spesa pubblica permanente&lt;/em> (&lt;em>fiscal deflation&lt;/em>) &lt;em>per deprimere i consumi e da ciò ottenere alta disoccupazione per infine deprimere i salari&lt;/em>”. Ne ho scritto poco più sopra, siamo sempre al_Neomercantilismo_ franco-tedesco, cioè la politica delle loro industrie maggiori di abbattere i salari per poter primeggiare nell’export.&lt;/p>
&lt;p>Quindi in queste acque agitate, il salvataggio della spesa dello Stato non esisteva più, e di fatto la tendenza alla finanziarizzazione sia di banche che di aziende non fece altro che esacerbare ulteriormente due dei fenomeni disastrosi che ci hanno rovinati: la corsa a ingigantire sempre più la colossale bolla speculativa di denaro-aria fritta sparsa per il mondo - e la sottrazione degli investimenti, che i manager e le banche destinavano ai giochetti col denaro invece che a creare occupazione.&lt;/p>
&lt;p>Ok, stop e ricapitolo, abbiamo:&lt;/p>
&lt;p>DAL 1980 NASCE IL CAPITALISMO DEI GESTORI DEI SOLDI, CHE PENALIZZA LA CREAZIONE DI RICCHEZZA CONCRETA, E CREA UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.&lt;/p>
&lt;p>IL NEOMERCANTILISMO IMPOSTO DA FRANCIA E GERMANIA DOMINA L’EUROPA, CIOE’: DEPRIMERE I SALARI PER ESPORTARE E LEGARE LE MANI AGLI STATI CHE NON POSSONO PIU’ SOCCORRERE I CITTADINI CON LA CREAZIONE DI RICCHEZZA PUBBLICA. NE CONSEGUONO INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.&lt;/p>
&lt;p>IL PIU’ GRANDE MOTORE ECONOMICO DEL PIANETA (USA) SI REGGE SU UN OCEANO DI DEBITI PRIVATI INSTABILI E SCOMMMESSE FINANZIARIE/TRUFFA, CHE HA SPARSO IN TUTTO IL MONDO E CHE SI AGGIUNGONO ALLA BOLLA SPECULATIVA EUROPEA.&lt;/p>
&lt;p>IN EUROPA LE BANCHE E LE AZIENDE SPEZZANO IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL DENARO PRESTATO PER LA PRODUTTIVITA’ E GIOCANO IN FINANZA SPECULATIVA, CHI CI RIMETTE E’ L’IMPIEGO.&lt;/p>
&lt;p>E quando l’economia di tutto il mondo che conta si regge su bolle di denaro aria fritta, mentre i lavoratori perdono sempre più redditi e occupazione, basta un cerino per far saltare in aria il pianeta. E puntualmente è accaduto. Tutto parte dagli USA e arriva come uno Tsunami abominevole a Ospedaletto di Treviso, a Lodi, a Fossatone di Budrio, a Mirafiori, sul tuo posto di lavoro e sul futuro dell’occupazione di tutti, ma soprattutto sulla stessa democrazia, dove masse enormi non hanno più voce in capitolo perché troppo oppresse dalla precarietà economica, e devono letteralmente sopravvivere senza più un’oncia di energia per partecipare alla vita pubblica.&lt;/p>
&lt;p>Ecco la sequenza del crollo: verso il 2004 i prezzi delle case negli Stati Uniti iniziano a scendere, anche perché nell’euforia della bolla speculativa immobiliare i palazzinari ne avevano costruite troppe, che rimanevano invendute. Infine, i prezzi delle materie prime (legno, minerali, cotone, cereali…) iniziarono a salire fuori dal controllo americano, rendendo ancor più costosa la vita dei cittadini USA e ancor più pesante il loro ricorso al debito. Cosa era accaduto? Che Cina e India promettevano crescite economiche favolose, e quindi i mercati si aspettavano che i due giganti asiatici avrebbero richiesto molte materie prime; l’aspettativa crea speculazione, e la speculazione fa schizzare in alto i prezzi di quelle materie. E cosa fece il governo USA per rimediare? La solita cosa: tagliò gli stipendi, perché con paghe meno grosse la gente spende di meno, quindi circola meno denaro e quindi c’è meno inflazione. Cioè: bilanciare l’inflazione dei prezzi generata dall’aumento delle materie prime, abbattendo l’inflazione generata dallo spendere gli stipendi (Bellofiore, Halevi 2010). Il cerino era stato acceso nella stanza piena di gas… Booooommmm! L’effetto domino partì con una violenza inaudita:&lt;/p>
&lt;p>-       crollo del valore degli immobili USA&lt;/p>
&lt;p>-       crollo della scommessa di milioni di americani che speravano con quei valori di pagare i loro debiti , e infatti smettono di ripagare i mutui&lt;/p>
&lt;p>-       crollo dei libri contabili delle banche e di chiunque aveva fatto mutui facili (circa 65 milioni di essi)&lt;/p>
&lt;p>-       crollo degli stipendi, crollo della domanda interna USA e quindi licenziamenti nelle aziende&lt;/p>
&lt;p>-       panico da “&lt;em>Oddio! Qui andiamo tutti sotto!&lt;/em>” e la scoperta che nell’euforia dei giochetti col denaro alcuni immensi istituti finanziari americani avevano fatto cose turche, peggio, infernali, al punto che il quotatissimo economista Nouriel Roubini dichiarò a New York che “&lt;em>in sostanza l’intero sistema bancario americano è fallito&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>Come già detto, l’Europa è a questo punto (primi anni 2000) legata a doppio filo agli USA, soprattutto per due motivi: primo, abbiamo anche noi comprato masse di prodotti finanziari ‘tossici’ americani che infettano i bilanci delle nostre banche, di privati, di aziende e di Comuni; e secondo, a causa della compressione della ricchezza pubblica (e anche privata) voluta da Francia e Germania, il Vecchio Continente conta molto sulla spesa degli statunitensi per incassare denaro. Terzo elemento, e sempre a causa delle politiche franco-germaniche e dell’ideologia economica neoliberale, l’Europa si trova insaccata nel pantano di economie stagnanti da anni, con alta disoccupazione, alto precariato, stipendi depressi, Stati disattivati. E dunque quando l’ondata della crisi americana si abbatté qui, ci fece a pezzi. Bellofiore: “&lt;em>L’Eurozona era impantanata in una depressione competitiva dei salari e in budget di Stato assai avari. La ricchezza interna era debole, contavamo sull’export. Non ci volle molto a capire che il contagio americano sarebbe diventato europeo… l’infezione attecchì partendo dalla crisi dei mutui inglesi, poi dal crollo della bolla immobiliare spagnola… ci prendevamo sberle finanziarie dall’America bloccati nella nostra gabbia neomercantile, senza una via di fuga&lt;/em>”.&lt;/p>
&lt;p>Di colpo i mercati, gli onnipotenti mercati, si svegliano di fronte all’incubo che trent’anni di capitalismo dei gestori dei soldi non valga più nulla, che tutta quella carta firmata, quei gochetti con “&lt;em>denaro e coi suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri&lt;/em>” sia un immenso buco nero nei bilanci delle banche e di chiunque li abbia voluti. Poi l’incubo diventa verità, le cose stanno proprio così, la bolla è scoppiata e dentro c’era solo aria fritta. A questo punto il Vero Potere fa la solita cosa: si appella al consolidato principio per cui i profitti sono i suoi, ma le perdite sono degli Stati, e batte cassa alla Casa Bianca, all’Eliseo, a Downing Street, a Palazzo Chigi… Gli Stati europei e l’America sborsano per salvare le voragini delle grandi banche criminali, quelle dei giochi infernali di cui sopra, qualcosa come 12 mila miliardi di dollari, ma nessuno sa veramente quanto è stato speso. L’Italia ne sborsa 52, di miliardi in euro, ma anche qui non sappiamo la verità, e vede sparire dalla sua ricchezza nazionale 457 miliardi di euro dal 2007 al 2009 (prendi nota tu che lavori a Pomegliano per 1050 euro al mese, e ti dicono pure che c’è la crisi dell’auto).&lt;/p>
&lt;p>Dunque:&lt;/p>
&lt;p>IL MOTORE DELL’AMERICA SI PIANTA E SMETTE DI CREARCI RICCHEZZA&lt;/p>
&lt;p>L’EUROPA SCOPRE DI AVERE BUCHI FINANZIARI VISIBILI DALLO SPAZIO, LE SUE BANCHE PEGGIO. INDEBOLITA DAL NEOMERCANTILISMO, ESSA NON PUO’ REAGIRE&lt;/p>
&lt;p>PARTE LA CRISI ECONOMICA IN CODA ALLA CRISI FINANZIARIA DELL’IMMENSA BOLLA ESPLOSA. MILIARDI DI DOLLARI O EURO VANNO A SALVARE LE GRANDI BANCHE E NON I LAVORATORI.&lt;/p>
&lt;p>Eccoci a casa nostra, già da anni indeboliti, senza più uno Stato in grado di spendere per salvarci come fece il presidente americano Roosevelt dopo la crisi del 1929 coi suoi cittadini, ed eccoci ad affrontare un futuro nero, dove redditi e lavoro sono già merce deprezzata che dobbiamo dirci stracontenti se ce la offrono o comprano a prezzi da straccioni.&lt;/p>
&lt;p>E tutto questo accade mentre un’altra cosa accade.&lt;/p>
&lt;p>Accade che i medesimi mercati si rendono anche conto che l’Europa dell’euro, cioè i sedici Paesi truffati nell’adesione a questa moneta assurda, ha governi che non possono più usare una moneta sovrana per salvarsi dai crolli di ricchezza che la crisi gli sta infliggendo (i dettagli ne Il Più Grande Crimine). Nuovo panico, perché si sparge la voce che per quel motivo i titoli di Stato emessi dai Paesi euro più deboli sono a rischio di non essere mai più rimborsati. Chiunque li possiede trema, soprattutto le banche tedesche e francesi, ma anche una miriade di altri investitori. Gli occhi severi dei tecnocrati europei come Draghi, Trichet, Rehn, Von Rompuy e degli speculatori internazionali sono puntati su Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia, e viene loro detto che per riguadagnare la credibilità come debitori devono risanare i famosi conti. Significa ridurre il deficit di bilancio, il debito pubblico, e l’inflazione, attraverso misure di austerità economica. Sapete che significa in realtà? Tagli, tagli, tagli, tagli a tutto ciò che invece in un’economia sana, in un mondo sano, crea sana ricchezza per i cittadini. Tagli ai salari pubblici (ma anche privati), alla scuola e università, alle infrastrutture, alla sanità, agli investimenti pubblici di ogni sorta, ai programmi di piena occupazione, a tutto lo Stato sociale. E ci risiamo: Neomercantilismo per milioni di lavoratori i cui stipendi saranno depressi, e se i loro redditi sono depressi, costoro non potranno spendere, per cui saranno depressi anche i commerci, e con essi le attività produttive che li alimentano, e con esse le aziende di quelle attività, che licenzieranno e/o cassa integrazione e/o mobilità, in un nuovo girone di deflazione della ricchezza che porta sempre più licenziamenti e disoccupazione, che porta sempre più precarietà, che porta sempre meno diritti che portano a sempre meno democrazia… e che faranno la fortuna del Vero Potere nelle modalità spiegate alla fine del mio saggio Il Più Grande Crimine. E che ci riportano a voi, in quel bar di Ospedaletto, sotto quella casa di Lodi, a sopravvivere coi soldi di un’invalida a Fossatone di Budrio, a sentire la testa che ti scoppia a Mirafiori.&lt;/p>
&lt;p>Questo vi hanno fatto ed è per questo che siete lì in quelle condizioni. Lasciate perdere le cretinate di facciata che vi raccontano i giornali, Tremonti, o i vostri sindacalisti. Non ci sarà ripresa, nessun Paese da solo farà il trucchetto della ripresa, anzi, sarà sempre peggio. Perché? Perché tutte le strutture sciagurate che vi hanno rovinato in 50 anni – il Neoliberismo; il divieto ai governi di spendere a deficit con moneta sovrana per avere piena occupazione; il primato dell’economia speculativa su quella che produce cose vere; l’impunità delle grandi banche; e soprattutto il_Neomercantilismo_ con la sua depressione dei salari e le aziende che non investono in lavoro – sono tutte lì intatte, pronte a divorarti la vita ancora.&lt;/p>
&lt;p>Di voi cinque, lascio in pace la ragazza di Lodi e i due sposini di Fossatone di Budrio, perché obiettivamente siete troppo sott’acqua per aver la forza di fare qualsiasi cosa. Ma tu che sei in azienda a Ospedaletto e tu di Mirafiori, voi ancora avete il potenziale di smuovere le cose fra i lavoratori. Dovete prima di tutto:&lt;/p>
&lt;p>DIVULGARE COSA REALMENTE E’ SUCCESSO, AIUTARE I LAVORATORI A SMETTERE DI FISSARSI SU MICRO REALTA’ NAZIONALI DI POCA IMPORTANZA&lt;/p>
&lt;p>SFIDARE I SINDACATI AD AGGIORNARSI, A CAPIRE CHE SONO SCONFITTI E A RIPENSARE TUTTA LA STRATEGIA&lt;/p>
&lt;p>CONCENTRARVI SUI MALI STRUTTURALI, SUI MACRO PROBLEMI E SUI GRANDI MANOVRATORI INTERNAZIONALI, PERCHE’ SONO QUELLI CHE VI STANNO DIVORANDO LA VITA (leggere Il Più Grande Crimine)&lt;/p>
&lt;p>Prima cosa fate questo, poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono.&lt;/p></description></item><item><title>Ecco come imparo l'alfabeto oggi…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/10/ecco-come-imparo-lalfabeto-oggi/</link><pubDate>Tue, 12 Oct 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/10/ecco-come-imparo-lalfabeto-oggi/</guid><description>&lt;p>all&amp;rsquo;asilo oggi ho giocato 2 ore con i miei nuovi amici.. su una parete ho trovato questo poster che ho fotografato col pod&lt;/p>
&lt;img src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/alphabet.jpg" alt="" title="Alfabeto del 2010" width="533" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-2259" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/alphabet.jpg 533w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/alphabet-250x300.jpg 250w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></description></item><item><title>Un video vi spiega la crisi dei mutui &amp;quot;subprime&amp;quot; americani…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/05/un-video-vi-spiega-la-crisi-dei-mutui-subprime-americani/</link><pubDate>Wed, 06 May 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/05/un-video-vi-spiega-la-crisi-dei-mutui-subprime-americani/</guid><description>&lt;p>video bellissimo, semplice ed efficace!&lt;/p>
&lt;p>nota: chi mai avrebbe pensato che nel 2009, negli Stati Uniti
&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_05/banche_distrugge_ville_caretto_84bc52e0-39a9-11de-ab3d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">venissero distrutte ville perfettamente funzionanti&lt;/a>
perchè conviene di più che non mantenerle (dopo averci sfrattato gli inquilini che non potevano più pagarne il mutuo?&lt;/p>
&lt;p>grandi cambiamenti in arrivo amici.. fra un anno non lo riconosceremo più sto pianeta!&lt;/p></description></item><item><title>Posizione del Nuovo Umanesimo sull'elezione del nuovo presidente USA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/11/posizione-del-nuovo-umanesimo-sullelezione-del-nuovo-presidente-usa-barack-obama/</link><pubDate>Sun, 09 Nov 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/11/posizione-del-nuovo-umanesimo-sullelezione-del-nuovo-presidente-usa-barack-obama/</guid><description>&lt;p>&lt;em>leggo, condivido, diffondo:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>La sera del 4 novembre 2008 abbiamo assistito ad un momento storico.&lt;/p>
&lt;p>143 anni dopo l’abolizione della schiavitù sancita dal 13° emendamento della Costituzione americana, 53 anni dopo il rifiuto di Rosa Parks di Montgomery, Alabama, di spostarsi dai sedili dell’autobus riservati al bianchi e 45 anni dopo il famoso discorso di Martin Luther King “Io ho un sogno”, gli Stati Uniti hanno eletto un presidente afro-americano!&lt;/p>
&lt;p>Questo è un simbolo potente in un mondo dove la gente viene discriminata per la razza, le convinzioni religiose, l’età, il colore della pelle, l’orientamento sessuale ecc.&lt;/p>
&lt;p>E’ il simbolo del fatto che la coscienza umana può evolversi, che vecchie verità possono lasciare il posto a nuove verità e che ciò che un tempo veniva ritenuto impossibile si può realizzare.&lt;/p>
&lt;p>Questa è l’importanza storica di ciò che è successo negli Stati Uniti.&lt;/p>
&lt;p>Ci congratuliamo con il Presidente Obama e con l’ispirato movimento sociale fatto di gente di tutti i settori della società americana, soprattutto giovani, spesso ignorati e trascurati nel processo politico e di idealisti che chiedono un cambiamento nonviolento.&lt;/p>
&lt;p>Questo cambiamento non è solo un nuovo inizio per gli Stati Uniti, ma dato l’importante ruolo degli USA negli affari mondiali, molti lo considerano un nuovo inizio per tutto il mondo.&lt;/p>
&lt;p>Non siamo ingenui, però: oggi vediamo all’orizzonte il simbolo di un nuovo futuro, ma non è sicuro che questo futuro arrivi.&lt;/p>
&lt;p>In questi tempi di crisi finanziaria ed ambientale, il mondo si aspetta che gli Stati Uniti lavorino in modo costruttivo con gli altri paesi per risolvere questa profonda crisi. Speriamo che ritornino ad usare il potere dell’ispirazione, la libertà di pensiero ed espressione, il potere degli ideali, un orientamento davvero democratico e la promozione degli usi civili della scienza, invece di opprimere il mondo con il potere militare. Come ha detto Barack Obama nel suo discorso della vittoria: “Stasera abbiamo dimostrato che la forza della nostra nazione non viene dalla potenza delle armi o dalla ricchezza, ma dal potere dei nostri ideali”.&lt;/p>
&lt;p>I popoli del mondo aspirano ad una nuova direzione. Le sfide globali a cui gli Stati Uniti e il Presidente Obama devono rispondere, insieme ai leader delle altre nazioni, sono:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>
&lt;p>Il ritiro delle truppe d’invasione dai territori occupati&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>La restituzione di questi territori ai loro abitanti&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Lo smantellamento degli arsenali nucleari&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>La creazione di un nuovo sistema economico globale, basato sui valori umani e capace di eliminare l’usura e la speculazione&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>La protezione delle risorse del pianeta, in modo che la terra possa consentire la vita delle generazioni future.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Facciamo i nostri auguri al Presidente Obama: questi potrebbero essere tempi pericolosi per lui. Sappiamo che nei corridoi del potere delle compagnie petrolifere, delle fabbriche d’armi e delle banche molti temono ciò che il futuro ha in serbo per loro. Questa piccola minoranza ha i mezzi per distruggerci tutti, nella sua avida ricerca di controllo delle risorse mondiali.&lt;/p>
&lt;p>Continuiamo a lavorare perché la grande maggioranza della gente che nel mondo ama la pace e la nonviolenza possa compiere i prossimi passi, da un presidente nero alla Nazione Umana Universale.&lt;/p></description></item><item><title>Profondo rinnovamento</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/profondo-rinnovamento/</link><pubDate>Sun, 21 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/profondo-rinnovamento/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/rinnovamento-renew.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1192" title="rinnovamento-renew" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/rinnovamento-renew.jpg" alt="" width="400" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/rinnovamento-renew.jpg 400w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/rinnovamento-renew-150x150.jpg 150w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/rinnovamento-renew-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />&lt;/a>
il restyling di questo blog è solo l&amp;rsquo;inizio di tutta la nuova fase di progetti che sto preparando.&lt;/p>
&lt;p>è un momento di grandi cambiamenti (trasloco a firenze, babbo a natale, tornato a suonare, marcia mondiale..) e negli ultimi mesi ho pianificato una piccola rivoluzione globale. nelle prossime settimane sarete aggiornati a dovere. intanto se sei nella mia newsletter, stasera ti scrivo (se no mandami un messaggino che ti aggiungo) ciao!&lt;/p>
&lt;p>s&lt;/p></description></item><item><title>la crisi di questo sistema economico</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-crisi-di-questo-sistema-economico/</link><pubDate>Sat, 20 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-crisi-di-questo-sistema-economico/</guid><description>&lt;p>Un paio di articoli che fanno un po’ di chiarezza sulla crisi economica sta avvenendo in USA.&lt;/p>
&lt;p>Dal secondo articolo, di Eugenio Benetazzo, riporto:&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&lt;strong>Per ritornare in argomento sappiate comunque che la crisi è solo all&amp;rsquo;inizio, tutt&amp;rsquo;altro che passata ! Pensate all&amp;rsquo;estate scorsa, quando iniziarono le prime avvisaglie dei subprime statunitensi: dai media nazionali ci venne subito raccontato che non ci si doveva preoccupare in quanto l&amp;rsquo;Europa più di tanto non era coinvolta. Le stime iniziali sulle perdite presunte ammontavano a circa 250 MLD di dollari. Oggi siamo ad oltre i 2000 MLD.&lt;/strong>&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&lt;strong>Generalmente gli Stati Uniti anticipano gli altri mercati con sei/nove mesi, perciò è presumibile aspettarsi nei prossimi mesi momenti poco incoraggianti anche per la situazione finanziaria in Europa.&lt;/strong>&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/mercati-nulla-come-prima-editoriale-zingales.shtml?uuid=6afed496-8701-11dd-a768-f1df2345d4c3" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/mercati-nulla-come-prima-editoriale-zingales.shtml?uuid=6afed496-8701-11dd-a768-f1df2345d4c3&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=print&amp;amp;sid=5031" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=5031&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>8 luglio a Praga ed aggiornamenti Scudo Spaziale</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/8-luglio-a-praga-ed-aggiornamenti-scudo-spaziale/</link><pubDate>Mon, 07 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/8-luglio-a-praga-ed-aggiornamenti-scudo-spaziale/</guid><description>&lt;p>dopo le manifestazioni davanti alle ambasciate Ceche e USA di venerdì scorso (per chiedere l&amp;rsquo;indipendenza DAGLI Stati Uniti), domani a Praga grande evento in previsione dell&amp;rsquo;arrivo della Condooleza Rice il 9 per firmare l&amp;rsquo;accordo sullo Scudo Spaziale. il 9 a Strasburgo saremo al Parlamento Europeo per una speciale convocazione che porterà a Praga il 17 luglio una delegazione di parlamentari europei che faranno notare al governo ceco che stanno giocando con la sicurezza di 600.000.000 di europei.&lt;/p>
&lt;p>ecco un bel video fatto dai cechi per domani:&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p></description></item><item><title>CRISI GLOBALE: 26 COSE CHE POTETE FARE SUBITO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/crisi-globale-26-cose-che-potete-fare-subito/</link><pubDate>Mon, 07 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/crisi-globale-26-cose-che-potete-fare-subito/</guid><description>&lt;p>DI KATHY MCMAHON&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Energy Bulletin&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Se non state provando un qualche grado di apprensione adesso, non state leggendo le notizie. Ecco alcuni dei miei suggerimenti per trasformare questa energia emotiva in azioni costruttive:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>1) PREFIGGETEVI COME OBIETTIVO DI RIDURRE LE VOSTRE SPESE&lt;/strong> in modo tangibile – del 10%, del 20%, del 30%, persino del 50%, e stabilite un programma per attuarlo. La riduzione dei costi è il modo più veloce per aumentare il vostro reddito – più veloce che guadagnare più soldi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>2) FATE ATTENZIONE AL DENARO CHE SPRECATE&lt;/strong> senza trarne alcun beneficio, come la luce che rimane accesa, i computer che rimangono accesi notte e giorno, i “carichi fantasma” come gli orologi dei forni a microonde, che consumano più energia degli stessi forni a microonde. Se prenderete dimestichezza con il vostro contatore dell’elettricità e annotate le letture prima e dopo aver spento questi carichi fantasma, avrete la prova concreta che state risparmiando denaro.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>3) Stabilite un SISTEMA A TRE FASCE per gli acquisti:&lt;/strong> a) le necessità; b) le cose utili; e c) altro. Mettete tutto ciò che comprate in una di queste categorie per una settimana ed esaminate l’elenco. Ad esempio se acquistate vestiario, potreste aver acquistato delle calze e delle scarpe nuove di lusso. Mentre la gran parte delle persone metterebbero le calze sotto la “a” o la “b”, quasi tutti noi considereremmo le scarpe di lusso come “altro”, a meno che non siano una necessità per il lavoro. La Grande Contrazione della Spesa è incominciata. Superatela di un margine sufficiente in modo da non farvi mordere il di dietro. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>4) Prendete in considerazione di ACQUISTARE IL CIBO NELLA SUA FORMA PIÙ BASILARE,&lt;/strong> e in grandi quantità. Per esempio, invece di comprare un preparato per pancake, comprate la farina, il grasso alimentare e il lievito. Questo di per sé, non solo migliorerà la vostra dieta, ma vi costerà un decimo di quanto costerebbe il preparato già pronto. Per qualsiasi cosa che preparano i “Generals” (General Foods, General Mills, ecc.) VE NE FANNO PAGARE il privilegio.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>5) SEMPLIFICATE&lt;/strong>. Passate in rassegna ciascun acquisto e chiedetevi se qualche altro oggetto andrebbe bene lo stesso. Il consumismo produce prodotti specializzati che aumentano la domanda. Quanto più è specializzato [un prodotto], tanto più facile è far pagare ai consumatori un prezzo elevato per esso. Schiuma da barba, invece di un buon sapone schiumoso. Un prodotto per pulire i vetri, anziché l’aceto. Fate un po’ di ricerca e scoprirete come vivevano i vostri antenati senza la maggior parte dei prodotti che stanno sotto i vostri lavandini o tra i vostri articoli da toletta. Poi riducete [il superfluo] e comprate [il resto] in grandi quantità. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>6) CERCATE LA QUALITÀ&lt;/strong>. Cercate prodotti durevoli che potranno costare di più, ma che sono ben fatti e che dureranno per molto tempo. Vi accorgerete che le versioni più economiche non possono essere facilmente rimpiazzate facilmente quando si guastano. Comprate ora per il lungo termine e non pensando solo al prezzo. Trovo che gli oggetti di migliore qualità vengono rimpiazzati da prodotti più scadenti allo stesso prezzo. Comprate gli oggetti di qualità finché si trovano ancora, e assicuratevi che rientrino nella Fascia A. (Vedi #3)&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>7) Passate ad un’ECONOMIA FATTA DI CONTANTI&lt;/strong>. Fatelo e basta. Cominciate col decidere quanti soldi spendete solitamente usando carte di credito e assegni e prelevate tale somma in contanti per una settimana, due settimane, un mese. Se voi e i membri della vostra famiglia la spendete prima della scadenza di tale periodo, rimanete a casa e smettete di spendere, finché inizia il periodo successivo. La ricerca di mercato ha mostrato che passando ad un’economia di contanti, i consumatori spendono in media il 20-25% in meno che se usassero una carta di credito. Usate questa ricerca a VOSTRO vantaggio. Abituatevi ad usare la valuta, non la plastica.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>8) COINVOLGETE TUTTA LA FAMIGLIA&lt;/strong> nella riduzione delle spese di Fascia “B” e “C”. Se vi siete prefisso l’obiettivo di ridurre la spesa del 20%, fatelo in modo generale, e coinvolgete i bambini. Se questo vuol dire diminuire le lezioni extra, le feste, le visite ai centri commerciali, ecc. lasciate che i bambini possano dire la loro su quali cose sono da eliminare o ridurre. Se sarete sinceri sulle vostre rinunce personali, i vostri figli vi rispetteranno e ridimensioneranno anche le loro aspettative. Se dite che vi state limitando, ma poi comprate qualcosa della categoria “C”, avrete perso credibilità e avrete tra le mani un ammutinamento familiare. Discutete in famiglia tutte le vostre spese sulla base di queste categorie, e cercate di raggiungere un accordo per non avere sorprese.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>9) Misurate gli spostamenti nella vostra vita in termini di MIGLIA percorse&lt;/strong>, invece che di minuti, e poi pensate agli altri modi in cui potreste percorrere quelle stesse miglia anziché usando i combustibili fossili. Quando qualcuno dice “Ci vogliono 30 minuti…” abituatevi a chiedere “a piedi, in bicicletta o in macchina?” È un cambiamento a livello psicologico che dobbiamo fare tutti.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>10) Imparate come STARE IN CASA&lt;/strong>. A qualcuno sembrerà buffo, ma per molti la “casa” è diventata un “luogo di sosta” per rifocillarsi (mangiare, dormire) prima di andarsene di nuovo fuori. Imparare a stare in casa potrebbe significare risolvere i conflitti che avete con la vostra importante “altra metà”. Potrebbe voler dire nutrire maggiori aspettative di un migliore comportamento da parte dei figli. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>11) RALLENTATE&lt;/strong>, rilassatevi di più, e cercate &lt;strong>dei modi per migliorare la vostra casa&lt;/strong>. Non intendo dire un divano nuovo. Parlo di ripulire il percorso straziante da una stanza all’altra perché il tappeto si solleva, o di appendere tende più pesanti d’inverno così che l’ambiente rimanga più caldo, o di creare un angolo più confortevole per leggere o ascoltare musica senza distrazioni. Potrebbe voler dire spostare i vostri utensili da cucina più usati, per poter cucinare più facilmente. Ditevi “la mia casa è il posto dove trascorrerò la gran parte del mio tempo” e controllare la vostra risposta emotiva. Se è di panico o terrore, cercate di capire il perché e fate qualcosa in merito.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>12) SIATE REALISTICI&lt;/strong> con le persone con cui vivete o a cui volete bene. Questioni rimaste in sospeso, l’ostilità non discussa, battute secche e aggressive non solo rendono sgradevole lo stare in casa, ma hanno un impatto [negativo] sulla vostra salute. I cattivi matrimoni rovinano una buona salute. Siate onesti e riconoscete la vostra infelicità, e cercate di riconoscere il vostro contributo a questa situazione. La coppia media con dei problemi aspetta sette anni prima di cercare aiuto, e spesso a quel punto i problemi sono ben radicati. Cercate di risolverli da voi, ma se non funziona, cercate un esperto che sappia ascoltarvi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>13) METTETE I BAMBINI AL LAVORO&lt;/strong>. Troppi bambini hanno una ben poca “funzione” reale nella vita familiare, e questa è una bizzarra svolta della storia dell’umanità. Se i vostri figli sembrano concentrati sui propri interessi personali, chiedetevi che aspettative avete avuto che si interessassero di cose più importanti del loro stesso divertimento. Se non potete realmente dire “diamine, sono proprio contento di avere un figlio/una figlia che si prenda cura di X, così non lo devo fare io…” allora avete dimenticato di insegnare loro capacità come il sapersi prendere le responsabilità, l’essere affidabile, e il “quid pro quo” del vivere insieme agli altri. Il vostro futuro genero o la vostra futura nuora vi manderanno al diavolo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>14) FERMATE LE CHIACCHIERE&lt;/strong> dal computer/internet/televisione/via cavo/telefono/telefonino cellulare/cercapersone/Blackberry/fax per un arco di tempo ogni giorno e createvi uno spazio per stare con le persone a cui volete bene, senza interruzioni. Valorizzate i momenti quando le persone più importanti del mondo stanno sedute insieme a voi, prestandovi attenzione vicendevolmente, parlando sinceramente, rilassandovi insieme. Preparatevi ad una severa resistenza e ad una “tecno-astinenza”. Rendete questi preziosi momenti abbastanza lunghi, in modo tale da vincere l’effetto da astinenza “iperattiva” e da far permeare la casa da un senso di quiete. Continuate a farlo (come un “esperimento”, se dovete) per almeno un mese, e incominciate a discutere su quali cose potreste fare come una famiglia o individualmente, che siano soddisfacenti o divertenti senza l’utilizzo dell’elettricità.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>15) VALUTATE SERIAMENTE SE FARE GLI STRAORDINARI&lt;/strong> piuttosto che utilizzare questo tempo per creare uno stile di vita più sostenibile. Siamo avvezzi a pensare al guadagno come alla nostra priorità numero uno, ma forse è il momento di mettere in questione tale presupposto. Se domani dovesse succedere una qualche crisi, sareste preparati? Avete provveduto al cibo? Creato un giardino di qualche sorta? Conosciuto i vostri vicini di casa abbastanza da potergli chiedere (o offrire) dei favori? Siete introdotti in organizzazioni religiose o civili che vi offrano un cerchio di sostegno più ampio? Avete risolto i vostri problemi coniugali? O imparato a godervi veramente la compagnia dei vostri figli? Senza dubbio, i soldi sono importanti, ma il tempo è il nostro bene più prezioso. Pensate attentamente a come lo usate. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>16) Immaginate una VISIONE per un futuro&lt;/strong> in cui vorreste vivere. Lo conoscete il detto che l’uomo non può vivere senza speranza? (lo so, alcuni di voi non credono in questa parola, quindi usiamo il termine “visione”). Le famiglie più felici hanno una visione di quello per cui vivono e lavorano. Questa visione le sostiene nei momenti difficili. Andate avanti. Immaginate il peggio. Poi, visualizzate come potete vivere una vita soddisfacente superandolo, e per cosa varrà la pena [farlo]. (suggerimento: se non immaginate i buoni amici e la famiglia, la musica dal vivo, i cibi semplici, ecc. probabilmente è troppo deprimente…) Scriveteci una storia, con voi stessi come eroi, fatene un disegno, cantate [questa visione] in una canzone. Rendetela reale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>17) FATE ELENCHI e SEGNATE I RISULTATI&lt;/strong>. Molti di noi sono troppo ottimisti per quello che può essere fatto in un anno, ma sottovalutano ciò che si può fare in dieci anni. Guardate al piano più ampio e scegliete svariati progetti da incominciare (esatto, &lt;em>svariati&lt;/em>….). Per ciascuno di essi fate qualcosa ogni giorno, oppure va bene concentrarsi su di uno solo per un po’, finché non vi stancate e poi passare ad un altro. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>18) Tenete in mente LA VISIONE PIÙ LONTANA&lt;/strong> e capite come è probabile che si svolgano [le cose] nel frattempo, sulla base di tale visione. Datevi spazio per prendere decisioni ora, che sapete che non saranno la vostra linea di condotta futura definitiva. Per assicurarvi che vi state muovendo nella direzione giusta, chiedetevi: “mi sta portando questo verso una maggiore autosufficienza?” “se sto usando combustibili fossili per raggiungere questo risultato ora, serve tutto ciò ad acquisire una maggiore abilità da mettere in pratica più avanti, per raggiungere il risultato senza quegli apporti?”. Per esempio, se non ne sapete niente di falegnameria, gli utensili meccanici elettrici possono facilitarne molto l’apprendimento. Una volta che avete acquisito dimestichezza con l’assemblaggio delle cose, potete in seguito applicare queste abilità quando utilizzate utensili [azionati] a mano. Una bicicletta reclinata dotata di “power assist” (piccolo motore elettrico di sostegno) vi può far raggiungere una forma fisica migliore per poterci andare in seguito senza l’aiuto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>19)&lt;/strong> Capite in che modo la “mentalità da gregge” può influire su di voi, e cercate di &lt;strong>ANDARE CONTROCORRENTE&lt;/strong>, invece di farvi calpestare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>20) PROTEGGETE LA VOSTRA SALUTE MENTALE&lt;/strong> tanto quanto quella fisica. La depressione, le paranoie, l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcolici, i comportamenti compulsivi come mangiare troppo, il gioco d’azzardo, il cyber-sex, il sesso anonimo, ecc. sono tutte reazioni comuni in periodi di stress. Tenete strette le redini della vostra mente, e date ascolto alle altre persone che vi dicono di essere preoccupate per voi e per il modo in cui vi comportate. Trovate delle persone, idealmente amici veri e familiari, per parlare delle pressioni che avete e delle cose su cui meditate continuamente – le vostre peggiori paure. Se avete bisogno di aiuto, cercatelo adesso, e assicuratevi che l’aiuto comprenda dei modi tangibili per consentirvi di gestire meglio lo stress in futuro. Parlate di vostra madre solo se vi aiuta a capire come vivere una vita più produttiva OGGI e vi fa muovere nella direzione verso cui dite di volere andare. Va bene programmare giorni di “salute mentale”… sapete, quei giorni in cui vi prendete una pausa dal lavoro solo per sentire l’odore delle rose, dormire fino a tardi, programmare un “rilassamento totale”, o per vivere la vita in altro modo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>21) Imparate a distinguere i “PIACERI SALUTARI” da quelli che bruciano la vostra neurochimica e vi distruggono la salute&lt;/strong>. Molti di noi esagerano il nostro modo di essere abituale quando sono sotto pressione, a seconda della nostra personalità. Alcuni si allontanano dagli altri e si isolano. Altri si buttano a capofitto in progetti che sono incentrati sulle altre persone, e ignorano il proprio benessere. Alcuni di noi diventano istantaneamente “orientati all’azione” per gestire l’ansia, senza mai fermarsi per prendere in considerazione il fine o lo scopo delle nostre azioni. Altri diventano paralizzati, incapaci di prendere anche le decisioni più semplici, in caso si rivelassero sbagliate. Alcuni si concentrano più su se stessi, mentre altri smettono di tenere conto delle proprie necessità del tutto. E ancora altri diventano dominati da emozioni negative e smettono di pensare con chiarezza. Il troppo intellettualizzare è la direzione presa da altri, e questo lascia poco spazio all’espressione emotiva o alla connessione e la comprensione di noi stessi e degli altri. &lt;/p>
&lt;p>Questo è ciò che rende i “consigli generali” come “esprimi le tue emozioni” o “guardati dentro” così rischiosi. Riconoscete in quale direzione tendete a sbagliare, ed interrompete il circolo vizioso prima che raggiunga livelli estremi. Coinvolgete nella vostra vita le persone che “contro-bilanciano” tali tendenze. Se siete degli apprensivi, state a contatto con persone più spensierate. Se avete la tendenza ad intellettualizzare, trovate un gruppo teatrale di improvvisazione. Se drammatizzate tutto, fate amicizia con qualcuno più razionale che “pensa” come prima risposta. E preparatevi ad essere possibilmente infastiditi dalla differenza di personalità.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>22) Prendetevi cura di qualcosa di NON UMANO&lt;/strong>. L’ottantacinque per cento di noi già lo fa, con gli uccelli selvatici, o gli scoiattoli, il pesce rosso, un cane, un gatto o il bestiame. È stato scientificamente provato che prendersi cura di qualcun altro (o qualcosa) fa bene alla nostra salute mentale e fisica. Se lo facciamo, abbiamo più probabilità di sopravvivere più a lungo ad una malattia molto grave. Trascorrete un po’ di tempo ad osservare o ad interagire con questo essere vivente ed accedete ad un’altra parte della vostra coscienza – forse una parte più vecchia, più profonda, e provate a rilassarvi mentre lo fate. &lt;strong>23) LIMITATE LE “CATTIVE NOTIZIE”&lt;/strong>. Se vi ritrovate a controllare le notizie più di una volta al giorno, smettete, per il vostro bene. Prendetevi una “vacanza dalle notizie” una volta tanto. Andate in giro e circondatevi di qualcosa di bello, come l’arte o la natura.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>24) Fate un elenco delle “VENTI COSE CHE VI PIACE FARE”&lt;/strong>, e mettetelo in un posto dove lo vedrete tutti i giorni. Scrivete, accanto a ciascuna cosa, quando l’avete fatta l’ultima volta, e se vorreste farla più (P) spesso, o meno (M) spesso. Scrivete se si è trattato di una cosa che ha fatto uno dei due genitori (G) e se sarete ancora in grado di farla a 85 anni (85). Se costa farla, metteteci accanto il simbolo del dollaro ($). Se dovete farla con un amico (A) o con un amico speciale (AS) annotatelo. Ora mettetele il ordine di importanza, solo per divertirvi.&lt;/p>
&lt;p>ESEMPIO: &lt;/p>
&lt;table border="1">
&lt;tr>
&lt;td>
Cosa
&lt;/td>
&lt;td>
Ultima volta?
&lt;/td>
&lt;td>
Più/Meno?
&lt;/td>
&lt;td>
Genitori?
&lt;/td>
&lt;td>
85?
&lt;/td>
&lt;td>
Costo?
&lt;/td>
&lt;td>
Amico/AS?
&lt;/td>
&lt;td>
Importanza?
&lt;/td>
&lt;/tr>
&lt;tr>
&lt;td>
CANTARE
&lt;/td>
&lt;td>
OGGI
&lt;/td>
&lt;td>
M
&lt;/td>
&lt;td>
Mamma
&lt;/td>
&lt;td>
85
&lt;/td>
&lt;td>
&amp;#8212;
&lt;/td>
&lt;td>
&amp;#8212;
&lt;/td>
&lt;td>
1
&lt;/td>
&lt;/tr>
&lt;/table>
&lt;p>&lt;strong>25) NON CERCATE DI CAMBIARE IL MONDO&lt;/strong>. Cercate solo di agire sul vostro piccolo angolo di esso. Rendete la vostra strada un posto più bello. Piantate alcuni alberi da frutto o di noci. Iscrivetevi ad un gruppo di quartiere. Ampliate la food bank della vostra comunità. Organizzate “rent party” regolarmente e passate il ricavato a chi ha perso il posto di lavoro o ha dei conti da pagare per le prestazioni mediche. La prossima settimana, quella persona potreste essere voi. Raccogliete l’immondizia che trovate per terra, anche se non è la vostra. Ricordatevi che il mondo è più grande di voi, e che non possedete la Terra o le cose su di essa, voi siete parte della Terra e siete posseduti dalla Terra.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>26) PENSATE FUORI DAI COMPARTIMENTI STAGNI&lt;/strong>. Se la gente elenca di solito 25 cose, siate differenti. Elencatene 26. Non seguite il gregge, camminate avanti ad esso. Se vi cominciano a seguire, siete una guida. Altrimenti, avete precorso i tempi o vi muovete nella direzione sbagliata. In ogni caso, gustatevi il cammino, e infrangete le vostre stesse regole una volta ogni tanto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Kathy McMahon&lt;/strong> è stata una dei primi contributori all’Energy Bulletin.&lt;/p>
&lt;p>Tratto dalla pagina “
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?page_id=2" target="_blank">About us&lt;/a>
” per “Peak Oil Blues”:&lt;/p>
&lt;p>Più che semplicemente parlare di reazioni emotive, il fine qui è di identificare quelle che sono distruttive per l’azione positiva e che si muovono attraverso di esse. Agire nonostante l’incertezza. Fare i passi ogni giorno che ci si sente a proprio agio nel fare.&lt;/p>
&lt;p>Mi chiamo Kathy McMahon, (Dott. Psicologia) e sono la fondatrice e contributrice principale di questo sito. Sono uno psicologo clinico, un clinico, un accademico e un allevatore di polli. Potete leggere di più 
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?p=1" target="_blank">qui&lt;/a>
 sul mio viaggio personale nel Peak Oil [picco del petrolio].&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo un piccolo team di scrittori che sono esperti nei loro campi (passati e presenti) e cercano di concentrarsi sul lato personale della loro professione, sia questa la psicoterapia, la pianificazione per casi di emergenza, la finanza, l’energia alternativa o l’allevamento.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Titolo originale: &amp;ldquo;26 things you can do to RIGHT NOW manage your anxiety&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Fonte:
&lt;a href="http://www.energybulletin.net" target="_blank">http://www.energybulletin.net&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?p=181" target="_blank">Link&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>18.06.2008&lt;/p></description></item><item><title>ANSA: i Russi e lo Scudo Spaziale</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/ansa-i-russi-e-lo-scudo-spaziale/</link><pubDate>Fri, 20 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/ansa-i-russi-e-lo-scudo-spaziale/</guid><description>&lt;p>il tema grosso della questione Scudo è che sta creando tensioni internazionali di inimmaginabile (non per noi) portata.&lt;/p>
&lt;p>i Russi e i cinesi sono davvero preoccupati.. avevano già dato avvertimento che un progetto del genere sarebbe stato pericoloso per tutti. oggi arriva quest&amp;rsquo;altro comunicato:&lt;/p>
&lt;p>(ANSA) - MOSCA, 20 GIU - Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha chiesto oggi agli Usa di congelare il suo progetto di scudo spaziale in Europa dell&amp;rsquo;est. ‘Ogni progetto, sia la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo o il progetto di installare elementi del sistema di difesa antimissilistico nell&amp;rsquo;Europa dell&amp;rsquo;est, dovrebbe essere lasciato dov&amp;rsquo;e&amp;rsquo; ora&amp;rsquo;, ha detto alla conferenza internazionale &amp;ldquo;La Russia nel 21/mo secolo&amp;rdquo; in corso a Mosca.&lt;/p>
&lt;p>UPDATE:&lt;/p>
&lt;p>Il
&lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/06/20/washington/20iran.html?" target="_blank">New York Times&lt;/a>
rivela oggi che all&amp;rsquo;inizio di giugno Israele ha condotto un&amp;rsquo;imponente esercitazione militare nel Mediterraneo. Secondo alcuni ufficiali statunitensi potrebbe essere una prova generale per un ipotetico bombardamento delle strutture nucleari iraniane.&lt;/p></description></item><item><title>L'Europa della vergogna</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/leuropa-della-vergogna/</link><pubDate>Fri, 20 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/leuropa-della-vergogna/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(perché la situazione è molto più critica di quanto possa già sembrare… ecco la dichiarazione del portavoce del Nuovo Umanesimo su un&amp;rsquo;altra puttanata in corso… i neretti sono miei)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Il voto con cui il Parlamento Europeo ha approvato &lt;strong>la direttiva sui rimpatri è una vergogna&lt;/strong>, una violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e un &lt;strong>tradimento dei migliori momenti della storia europea&lt;/strong>, basati sugli ideali di democrazia e di tutela dei diritti di ogni persona.&lt;/p>
&lt;p>Rinchiudere per un massimo di un anno e mezzo persone che non hanno commesso alcun reato ma che, semplicemente, non hanno il permesso di soggiorno, significa &lt;strong>imprigionarle non per quello che hanno fatto, ma per quello che sono&lt;/strong>: questa è un’atrocità giuridica e morale che ci fa tornare ai tempi bui del nazismo, quando ebrei, oppositori, omosessuali e zingari finivano nei lager semplicemente per quello che erano. E consentire il rimpatrio forzato verso paesi diversi da quello di origine significa condannare migliaia di persone a sparire nei lager del deserto libico.&lt;/p>
&lt;p>L’Europa risponde con queste misure vergognose a chi fugge dalla miseria, dalla fame e dalle guerre; è gravissimo che molti europarlamentari cosiddetti di sinistra si siano astenuti, dimostrando una viltà e un’ipocrisia che li rende indegni di rappresentare le speranze di chi li ha eletti. A questo punto nulla li distingue più dai peggiori razzisti.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Invito tutti coloro che si sentono offesi, preoccupati e indignati da questa offensiva razzista ad unirsi per rispondere insieme a questo trionfo della brutalità e della discriminazione, per cambiare la tragica direzione autoritaria e violenta imboccata dai governi d&amp;rsquo;Europa, dimentichi del passato.&lt;/strong>&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Giorgio Schultze, Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Intanto in Bolivia la Telecom</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/intanto-in-bolivia-la-telecom/</link><pubDate>Wed, 11 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/intanto-in-bolivia-la-telecom/</guid><description>&lt;p>avevo già deciso di uscire da TIM (per via dei suoi costi enormi nei contratti DATI)&lt;/p>
&lt;p>a gennaio il Movimento Umanista ha fortemente appoggiato la Bolivia in codesta questione:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;amp;idart=11292" target="_blank">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=11292&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Giorgio Schultze inizia lo sciopero della fame</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/giorgio-schultze-inizia-lo-sciopero-della-fame/</link><pubDate>Mon, 02 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/giorgio-schultze-inizia-lo-sciopero-della-fame/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.nonviolenza.net" target="_blank">www.nonviolenza.net&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Lo sapevi che…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/lo-sapevi-che/</link><pubDate>Thu, 29 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/lo-sapevi-che/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/noscudo_01.jpg" title="noscudo_01.jpg" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/noscudo_01.jpg' alt='noscudo_01.jpg' width="500" height="300" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Dario Fo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/dario-fo-diamo-una-possibilita-alla-pace/</link><pubDate>Tue, 27 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/dario-fo-diamo-una-possibilita-alla-pace/</guid><description>&lt;p>condivido totalmente (nonostante i perbenisti la possano considerare un po&amp;rsquo; troppo &amp;ldquo;forte&amp;rdquo;): &lt;strong>&amp;ldquo;chi non prende posizione… è una povera persona.&amp;rdquo;&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Presidio Jedi a Milano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/presidio-jedi-a-milano/</link><pubDate>Tue, 27 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/presidio-jedi-a-milano/</guid><description/></item><item><title>Teddy Bears 4 Peace!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/teddy-bears-4-peace/</link><pubDate>Sun, 25 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/teddy-bears-4-peace/</guid><description>&lt;p>ovvero &amp;ldquo;orsacchiotti per la pace&amp;rdquo; … a Roma sono dei simpaticissimi geni non c&amp;rsquo;è dubbio 🙂&lt;/p>
&lt;p>continua su
&lt;a href="http://www.nonviolenza.net" target="_blank">www.nonviolenza.net&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Aggiornamenti sciopero della fame contro lo SCUDO SPAZIALE</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/aggiornamenti-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-spaziale/</link><pubDate>Sat, 24 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/aggiornamenti-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-spaziale/</guid><description>&lt;p>Le condizioni di salute di Jan Bednar, che insieme a Jan Tamas, è al 12° giorno di sciopero della fame si stanno aggravando giorno dopo giorno. E&amp;rsquo; soprattutto un&amp;rsquo;&lt;strong>insufficenza al fegato&lt;/strong> a destare preoccupazione nei medici che lo seguono, che lo hanno consigliato, insieme agli amici e parenti, di interrompere lo sciopero della fame. Jan Bednar, tuttavia, &lt;strong>ha deciso di andare avanti&lt;/strong> perché, &lt;em>&amp;ldquo;Il governo ceco non ha dato alcun segnale di voler aprire il dialogo e il Parlamento europeo tace&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Continuano le &lt;strong>proteste, e gli innumerevoli digiuni di solidarietà contro l&amp;rsquo;occupazione silenziosa della Repubblica Ceca da parte degli Stati Uniti&lt;/strong> e la politica di riarmo nucleare europea a: Amsterdam, Berlino, Bologna, Budapest, České Budějovice, Copenhagen, Firenze, Londra, Malaga, Milano, Parigi, Tolosa, Trieste e Torino e trovano eco in America, Australia e Corea del Sud.&lt;/p>
&lt;p>Continuano ad arrivare i &lt;strong>messaggi di solidarietà&lt;/strong> da centinaia di organizzazioni e da personaggi quali: Noam Chomsky, Dario Fo (premio nobel) e Franca Rame, Giorgio Schultze, Giulietto Chiesa (europarlamentare), Giorgio Schultze, Luisa Morgantini (vice-presidente del Parlamento europeo) Nichi Vendola (presidente della Regione Puglia), il vescovo francese Jacques Gaillot e il giornalista statunitense vincitore del Premio Pulitzer Chris Hedges&lt;/p>
&lt;p>Ad oggi fanno lo &lt;strong>sciopero della fame ad oltranza&lt;/strong> Jan Tamas e Jan Bednar a &lt;strong>Praga&lt;/strong> dal 13 maggio, Dino Mancarella a &lt;strong>Trieste&lt;/strong> dal 14 maggio, Federica Fratini, Isabel Torres ed Eduardo Calizza a &lt;strong>Roma&lt;/strong> dal 19 maggio, José Alvarez in &lt;strong>Spagna&lt;/strong> dal 22 maggio, oggi si sono aggiunti: Joaquin Valenzuela a &lt;strong>Bologna&lt;/strong>, Bruce Gagnon negli &lt;strong>Stati Uniti&lt;/strong>, Sung-Hee Choi dalla &lt;strong>Corea della Sud&lt;/strong> e Gareth Smith in &lt;strong>Australia&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>Per informazioni e firmare la petizione online:
&lt;a href="http://www.nonviolenza.net" target="_blank">www.nonviolenza.net&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Contatti: Rep. Ceca: Jan Tamas +420 776 785 839 Italia: Dana Feminova +420 7777 1911&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nonviolenza.net" title="nonviolenza_net.gif" target="_blank">
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/nonviolenza_net.gif" alt="nonviolenza_net.gif" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>USA LA FORZA, BUSH!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/usa-la-forza-bush/</link><pubDate>Thu, 22 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/usa-la-forza-bush/</guid><description>&lt;p>Venerdì dale 17:00 alle 19:30 … davanti al consolato americano in Via Turati:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2008/stop_bush.jpg" alt="stop_bush.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2008/love_history.jpg" alt="love_history.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>allego secondo numero del
&lt;a href="../../../assets/files/no_star_wars_02_a4.pdf">bollettino informativo&lt;/a>
sulla campagna:&lt;/p>
&lt;p>[
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2008/no_star_wars_a4.jpg" alt="picture-1.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nonviolenza.net" target="_blank">www.nonviolenza.net&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>15 città in sciopero della fame contro lo Scudo Stellare</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/15-citta-in-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-stellare/</link><pubDate>Wed, 21 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/15-citta-in-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-stellare/</guid><description>&lt;p>ieri sono stato ad un&amp;rsquo;importante riunione del coordinamento milanese della campagna.&lt;/p>
&lt;p>almeno qui in Italia non smetteranno lo sciopero dela fame finché in tv non parleranno della questione dello scudo spaziale.&lt;/p>
&lt;p>sappiamo che ci sono state precise indicazioni (almeno per la RAI) di non parlarne, tantomeno dell&amp;rsquo;espansione delle basi NATO in Italia grazie a quell&amp;rsquo;accordo &amp;ldquo;segreto&amp;rdquo; firmato l&amp;rsquo;anno scorso.&lt;/p>
&lt;p>ecco due importanti resoconti (di cui ci dobbiamo fidare):&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://xmwww.com/news/gjxw/7964.html" target="_blank">http://xmwww.com/news/gjxw/7964.html&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://news.xinmin.cn/world/shehui/2008/05/20/1160641.html" target="_blank">http://news.xinmin.cn/world/shehui/2008/05/20/1160641.html&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>intanto le cose vanno avanti. domani si aggiunge Firenze alle 14 città già attive. ecco l&amp;rsquo;elenco:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://nenasili.cz/it/734_homepage/2" target="_blank">Praga&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/997_torino" target="_blank">Torino&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/999_milano" target="_blank">Milano&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1019_trieste" target="_blank">Trieste&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1030_berlino" target="_blank">Berlino&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1041_roma" target="_blank">Roma&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1063_malaga" target="_blank">Malaga&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1071_copenhagen" target="_blank">Copenhagen&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1072_parigi" target="_blank">Parigi&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1083_amsterdam" target="_blank">Amsterdam&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1097_londra" target="_blank">Londra&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1101_budapest" target="_blank">Budapest&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1121_tolosa" target="_blank">Tolosa&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1132_ceske-budejovice" target="_blank">Ceske Budjovice&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/080515_prague_post_2.jpg" alt="080515_prague_post_2.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Digiuno No Scudo Stellare!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/digiuno-no-scudo-stellare/</link><pubDate>Fri, 16 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/digiuno-no-scudo-stellare/</guid><description>&lt;p>oggi non sto proprio bene (capitano gli sbalzi di temperatura!?)&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/digiuno-no-scudo-stellare.jpg" alt="digiuno-no-scudo-stellare.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>ecco il calendario dei digiunanti in questi gg a milano:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://milano.mondosenzaguerre.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=40&amp;amp;Itemid=30" target="_blank">http://milano.mondosenzaguerre.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=40&amp;Itemid=30&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Appello della campagna “L’Europa dice no allo scudo spaziale”</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/appello-della-campagna-leuropa-dice-no-allo-scudo-spaziale/</link><pubDate>Thu, 15 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/appello-della-campagna-leuropa-dice-no-allo-scudo-spaziale/</guid><description>&lt;p>se sei un&amp;rsquo;associazione o partito o altro, sottoscrivi l&amp;rsquo;appello con la mail a fondo, se no sappilo e diffondi!&lt;/p>
&lt;p>Il governo degli Stati Uniti vuole installare una base radar in Repubblica Ceca, come parte del sistema di difesa antimissile detto “Scudo spaziale”.&lt;/p>
&lt;p>Lo scudo spaziale è un’arma di offesa e uno strumento per il dominio globale attraverso la militarizzazione e il controllo dello spazio. L’installazione della base radar in Repubblica Ceca è solo il primo passo e ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e la ripresa della corsa agli armamenti, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti, com’è avvenuto in Italia.&lt;/p>
&lt;p>La lotta contro questo progetto non riguarda solo la Repubblica Ceca (dove il 70% della popolazione è contraria alla base radar), ma deve estendersi a tutta l’Europa. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza stessa dell’umanità.&lt;/p>
&lt;p>Il 13 maggio Jan Tamas e Jan Bednar, del movimento ceco contro la base radar USA hanno iniziato uno sciopero della fame e varie città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si sono unite alla protesta portata avanti a Praga con diverse iniziative di denuncia e solidarietà.&lt;/p>
&lt;p>Nel nostro paese sono partite iniziative a Trieste, Torino, Milano e Roma, sul tema dello scudo spaziale, delle basi militari e in generale del riarmo.&lt;/p>
&lt;p>Vi invitiamo a sostenere ed allargare questa protesta nonviolenta, per formare una rete ampia e far pressione sul nostro governo perché prenda una posizione chiara contro lo scudo spaziale e a favore di un’Europa senza basi militari e armi nucleari.&lt;/p>
&lt;p>Come primo passo si può firmare e diffondere la petizione on-line al link
&lt;a href="https://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
, per chiedere che l’installazione della base radar in Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum. Nel sito si trova anche informazione aggiornata sulla campagna.&lt;/p>
&lt;p>Alleghiamo anche la dichiarazione di Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo Umanesimo.&lt;/p>
&lt;p>Prime adesioni: Mondo senza guerre, Centro delle culture, La Comunità per lo sviluppo umano, Partito Umanista, Unaltromondo onlus, Sviluppo Umano, Cammini aperti, Rete Lilliput (Vicenza), Sinistra Critica (Trieste), Rifondazione Comunista (Trieste), Tavola della Pace del Friuli Venezia Giulia, Rete artisti contro le guerre (Trieste), Arci (Trieste), Dennis Visioli (assessore alla pace della provincia di Trieste).&lt;/p>
&lt;p>Per adesioni:
&lt;a href="mailto:adesioninoscudo@gmail.com">adesioninoscudo@gmail.com&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Guerre Stellari: il film non gli è bastato.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/guerre-stellari-il-film-non-gli-e-bastato/</link><pubDate>Thu, 15 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/guerre-stellari-il-film-non-gli-e-bastato/</guid><description>&lt;p>loro credono che sia un gioco estremamente necessario.&lt;/p>
&lt;p>ciò che preoccupa di più però è l&amp;rsquo;estrema indifferenza di tutti.&lt;/p>
&lt;p>quando fra qualche anno si guarderà indietro a come si sarà arrivati a tanto… 😉&lt;/p>
&lt;p>firma su
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>L’Europa dice NO allo Scudo spaziale</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/leuropa-dice-no-allo-scudo-spaziale/</link><pubDate>Thu, 15 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/leuropa-dice-no-allo-scudo-spaziale/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/giorgio_shultze.png' alt='giorgio_shultze.png' align="left" />Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale” - è in realtà un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Come sostiene &lt;strong>Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.&lt;/p>
&lt;p>In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.&lt;/p>
&lt;p>Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. &lt;strong>Esprimiamo solidarietà agli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar, che a Praga hanno cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volontà del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel suo paese si decida democraticamente tramite un referendum.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la pace e la coesistenza dei nostri popoli.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, né l’allargamento di quelle già esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Giorgio Schultze&lt;/p>
&lt;p>Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo&lt;/p></description></item><item><title>Scudo Stellare sul Manifesto</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/scudo-stellare-sul-manifesto/</link><pubDate>Thu, 15 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/scudo-stellare-sul-manifesto/</guid><description>&lt;p>qualcuno si sta accorgendo che sta succedendo qualcosa?&lt;/p>
&lt;p>a quanto pare solo Il Manifesto…. come al solito.. fra qualche anno quello che sta succedendo oggi sarà visto come il solito &amp;ldquo;ma noi stavamo guardando &lt;strong>Amici e il TG4&lt;/strong>.. come potevamo sapere che stavano costruendo uno Scudo Stellare per &lt;strong>prepararsi alla terza guerra mondiale?&lt;/strong>&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>ecco poi qui un po&amp;rsquo; di foto dei presidi di questi gg:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/22204191@N04/sets/72157605069388743/" target="_blank">http://www.flickr.com/photos/22204191@N04/sets/72157605069388743/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/manif_1405.jpg" alt="manif_1405.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Iniziato lo sciopero della fame contro lo scudo stellare</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/iniziato-lo-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-stellare/</link><pubDate>Wed, 14 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/iniziato-lo-sciopero-della-fame-contro-lo-scudo-stellare/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/hunger-strike.jpg" alt="hunger-strike.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Ieri mattina (13 maggio) alle ore 11:00 gli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar hanno iniziato a Praga lo sciopero della fame contro il radar americano in Repubblica Ceca.&lt;/p>
&lt;p>La notizia e’ stata diffusa in una conferenza stampa a cui hanno partecipato diversi giornalisti locali e internazionali.&lt;/p>
&lt;p>Nella foto il nuovo locale che gli umanisti cechi hanno affittato in centro Praga per questa protesta.&lt;/p>
&lt;p>In 20 città europee si stanno organizzando eventi, manifestazioni, altri scioperi della fame.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>In ITALIA oggi ha inziato lo sciopero della fame Lucia Rimoldi&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>a Milano l&amp;rsquo;appuntamento è tutte le sere (da ieri) in Piazza Sant Eustorgio&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>ecco la dichiarazione di Jan Tamas:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Dichiarazione del Movimento Umanista sullo sciopero della fame di Jan Tamas e Jan Bednar&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Praga, 13.5.2008&lt;/p>
&lt;p> Da quasi due anni diversi membri del Movimento Umanista si dedicano alla lotta nonviolenta contro l´installazione delle basi militari USA sul territorio della Repubblica Ceca. In questo periodo abbiamo provato quasi tutto: manifestazioni, petizioni, conferenze internazionali, happening, dibattiti in diversi paesi europei e negli USA.  La petizione elettronica contro il radar all´indirizzo
&lt;a href="http://www.NechciRadar.cz" target="_blank">www.NechciRadar.cz&lt;/a>
é giá stata sottoscritta da 76 mila persone. Secondo l´ultimo sondaggio ufficiale pubblicato la seconda settimana di maggio il 65% della gente continua ad essere contro la base radar.&lt;/p>
&lt;p> Purtroppo il governo ceco ignora l´opinione della maggioranza degli abitanti del nostro Paese, continua le trattative, firma contratti e vuole ancora una volta permettere la presenza di truppe straniere sul nostro territorio. E tutto questo nonostante il fatto che il progetto dello scudo stellare riceva moltissime critiche fuori e dentro gli USA. Tra gli oppositori a questo progetto troviamo per esempio diversi membri del congresso USA.  Partecipando a questo progetto del governo USA (ormai agli sgoccioli del suo mandato) non solo facciamo della Repubblica Ceca un bersaglio, ma rischiamo anche di aumentare la tensione internazionale in Europa e provocare un conflitto nel quale la la RC si troverebbe al centro. In tal senso aumentano le voci critiche di alcune organizzazioni internazionali che parlano addirittura di occupazione militare della Repubblica Ceca da parte degli USA.&lt;/p>
&lt;p>Il problema delle basi militari USA per noi non é solo un tema di sicurezza internazionale ma anche un tema di democrazia perché ancora una volta permettiamo a un piccolo gruppo di politici di decidere della maggioranza del nostro popolo, in netto contrasto con ció che la gente desidera. Questi metodi purtroppo ci ricordano l´epoca anteriore al 1989, la quale non vogliamo che si ripeta.&lt;/p>
&lt;p> Il piano di costruire una base militare USA sul nostro territorio, e i pericoli che corre la democrazia nel nostro paese ci hanno portato a decidere ad iniziare oggi uno sciopero della fame di protesta illimitato.&lt;/p>
&lt;p> Il suo scopo é di mettere in risalto la pericolosa direzione che il nostro Paese percorre negli ultimi dua enni e impedire ad una minoranza di politici di portare avanti i suoi piani contro la volontá della maggioranza della gente.  Continueremo nello sciopero della fame fino a quando non riceviamo dei segnali chiari: che le trattative siano interrotte, che sia indetto un referendum nazionale, che cominci su questo tema una discussione vera, aperta e democratica.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.NechciRadar.cz%e2%80%a8" target="_blank">www.NechciRadar.cz &lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Sciopero della fame anche a Torino</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/sciopero-della-fame-anche-a-torino/</link><pubDate>Wed, 14 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/sciopero-della-fame-anche-a-torino/</guid><description/></item><item><title>Bolivia, il prossimo 10 agosto referendum sulla revoca del mandato a Morales</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/bolivia-il-prossimo-10-agosto-referendum-sulla-revoca-del-mandato-a-morales/</link><pubDate>Tue, 13 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/bolivia-il-prossimo-10-agosto-referendum-sulla-revoca-del-mandato-a-morales/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/evo-morales.jpg' alt='evo-morales.jpg' align="left" />Alla fine quello che le prefetture delle ricche regioni del Paese volevano si è avverato: il 10 agosto prossimo in Bolivia si terrà il referendum che potrebbe revocare il mandato presidenziale di Evo Morales. Era stato lo stesso Morales a chiedere nel dicembre scorso che la popolazione potesse decidere in completa autonomia le sorti del suo presidente. Al referendum che chiederà alla cittadinanza se è d&amp;rsquo;accordo o meno con il proseguimento del mandato di Morales, però, saranno sottomessi anche i prefetti delle regioni boliviane e il vicepresidente Garcia.&lt;/p>
&lt;p>“Quello che chiedo al popolo boliviano – ha detto il presidente - è che ci giudichi e che orienti, per mezzo del voto, le differenze che esistono fra il governo nazionale e alcune autorità dei dipartimenti del Paese”. L&amp;rsquo;ex sindacalista cocalero ha aggiunto: “Sono molto contento perchè non ho nessuna paura del popolo. Anzi il popolo andando a votare al referendum avrà la possibilità di giudicare le autorità che egli stesso ha eletto. Il popolo ha il diritti di decidere sui propri rappresentanti”.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11030" target="_blank">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11030&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>La protesta contro lo scudo stellare americano si estende a tutta l'Europa</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/la-protesta-contro-lo-scudo-stellare-americano-si-estende-a-tutta-leuropa/</link><pubDate>Mon, 12 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/la-protesta-contro-lo-scudo-stellare-americano-si-estende-a-tutta-leuropa/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/tami.jpg' alt='tami.jpg' align="left" />Martedì 13 maggio J&lt;strong>an Tamas&lt;/strong>, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincerà uno &lt;strong>sciopero della fame&lt;/strong> insieme all&amp;rsquo;attivista Jan Bednar &lt;strong>20 città europee&lt;/strong> - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - &lt;strong>si uniranno alla protesta&lt;/strong> portata avanti a Praga.&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;&lt;em>Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all&amp;rsquo;installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica&amp;rdquo; sostiene Tamas. &amp;ldquo;Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale.&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Jan e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una &lt;strong>conferenza stampa&lt;/strong> in &lt;strong>inglese&lt;/strong> a mezzogiorno del 13 maggio a Bělehradská 12/98 v Praze.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Informazioni e aggiornamenti&lt;/strong> sulla protesta verranno pubblicate nel sito
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Link video:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare" target="_blank">http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Le ultime interviste di Jan Tamas:&lt;/p>
&lt;p>[&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/tami.jpg' alt='tami.jpg' align="left" />&lt;/p>
&lt;p>Martedì 13 maggio &lt;strong>Jan Tamas&lt;/strong>, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincerà uno &lt;strong>sciopero della fame&lt;/strong> insieme all&amp;rsquo;attivista Jan Bednar &lt;strong>20 città europee&lt;/strong> - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - &lt;strong>si uniranno alla protesta&lt;/strong> portata avanti a Praga.&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;&lt;em>Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all&amp;rsquo;installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica&amp;rdquo; sostiene Tamas. &amp;ldquo;Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale.&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Jan e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una &lt;strong>conferenza stampa&lt;/strong> in &lt;strong>inglese&lt;/strong> a mezzogiorno del 13 maggio a Bělehradská 12/98 v Praze.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Informazioni e aggiornamenti&lt;/strong> sulla protesta verranno pubblicate nel sito
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Link video:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare" target="_blank">http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Le ultime interviste di Jan Tamas:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.democracynow.org/2008/4/18/no_bases_for_empire_international_activists" target="_blank">&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170" target="_blank">http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Inaugurazione Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/inaugurazione-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Wed, 30 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/inaugurazione-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/locandina-4-maggio.jpg" alt="locandina-4-maggio.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>buongiorno.&lt;/p>
&lt;p>forse penserai che il momento attuale abbia diverse emergenze imbarazzanti (l&amp;rsquo;improvvisa fame nel mondo, l&amp;rsquo;esplosione di nuove tensioni armate, le destre al potere, la crisi finanziaria mondiale e l&amp;rsquo;imminente recessione, l&amp;rsquo;informazione disgustosa, il clima tragicomico, il nonsenso generalizzato etc etc)&lt;/p>
&lt;p>ma cercare di risolvere tutto ciò in questo momento è impossibile, nel momento in cui &lt;strong>NULLA SI PUO&amp;rsquo; FARE&lt;/strong>, tantomeno pensare, &lt;strong>SENZA UNA SOLIDA BASE E VALIDI PUNTI DI RIFERIMENTO&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>ed è per questo che ti propongo due cose ENORMI:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>1) meditare sulla necessità di un Nuovo Umanesimo&lt;/strong>, i cui punti di base sono:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>l’assunzione dell’essere umano come valore e come interesse centrale&lt;/li>
&lt;li>l’affermazione dell’eguaglianza di tutti gli esseri umani&lt;/li>
&lt;li>il riconoscimento della diversità personale e culturale&lt;/li>
&lt;li>la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto come verità assoluta&lt;/li>
&lt;li>l’affermazione della libertà in materia di idee e di credenze&lt;/li>
&lt;li>il rifiuto della violenza&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>&lt;strong>2) venire questa finesettimana ad inaugurare il Parco di Attigliano&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>sai che un anno fa sono stato sulle Ande ad inaugurare il Parco di Punta de Vacas (
&lt;a href="http://www.parquepuntadevacas.org" target="_blank">www.parquepuntadevacas.org&lt;/a>
).. ora non serve più andare così lontano!&lt;/p>
&lt;p>questo è uno dei tanti parchi che gli umanisti, ispirati dalle idee di Silo, stanno costruendo nel mondo.&lt;/p>
&lt;p>un luogo aperto a tutti coloro che desiderano meditare in profondità, incontrare le diversità, progettare il futuro con rinnovata energia.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>STRUTTURA DEL PARCO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>il Parco che comprende una &lt;strong>sala&lt;/strong> (rigorosamente vuota e sferica, nella quale l&amp;rsquo;unica cosa importante è colui che vi entra e la sua energia), un &lt;strong>edificio multiuso&lt;/strong> (per conferenze, seminari, eventi), una sorgente di acqua pura, un monolito e una stele per segnare il dove il quando e chi ha dato il via a tutto questo.&lt;/p>
&lt;p>se sei curioso e vuoi &lt;strong>approfondire la simbologia&lt;/strong> e il significato morfologico del Parco, &lt;a href="http://cecere.xyz/fileadmin/cosa_rappresentano_le_Sale_e_Parchi.ppt" target="_blank">ecco un file Powerpoint.&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>ecco una ricostruzione in 3D di come sarà quando terminato:&lt;/p>
&lt;p>un parco che abbiamo costruito con il contributo volontario di tanta gente. ad Attigliano, un meraviglioso paesino tra Umbria, Lazio e Toscana, vicino a Bomarzo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>PROGRAMMA DELLE GIORNATE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>questa domenica 4 maggio, nel 39simo anniversario del lancio del progetto del Movimento Umanista nel mondo, con la partecipazione di migliaia di persone da tutta europa e sud america (tra cui lo stesso Silo e Thomas Hirsch), si aprirà il portale di questo luogo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>il programma&lt;/strong> delle giornate:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>3 Maggio 2008&lt;/strong>: Presentazioni e incontri…&lt;/p>
&lt;p>Ore 11.00: Firma dell’edizione italiana del libro di Tomas Hirsch “La fine della preistoria” (Caffe’ sulla piazza centrale di Attigliano).&lt;/p>
&lt;p>Ore 16.00: Incontro con i portavoce del Movimento Umanista europeo Giorgio Shultze e latinoamericano Tomas Hirsch (Anfiteatro del centro storico di Attigliano).&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.00: Presentazione dell’edizione italiana del libro “Il Messaggio di Silo” (Sala Partecipazione del Comune di Attigliano - piazza centrale).&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>4 Maggio 2008&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ore 9.00: Apertura del Parco.&lt;/p>
&lt;p>Ore 11.30: Discorso di benvenuto.&lt;/p>
&lt;p>Ore 12.30: Cerimonia di inaugurazione della Sala.&lt;/p>
&lt;p>Ore 13.00: Cerimonia di inaugurazione dell’edificio Multiuso&lt;/p>
&lt;p>(dopo le cerimonie di inaugurazione si svolgeranno tutte le altre attività “a richiesta” dei partecipanti).&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00: Breve saluto a chiusura della giornata.&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.00: Chiusura del Parco.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>LO IMMAGINI?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se vuoi vedere un po&amp;rsquo; di foto della costruzione e di alcuni eventi preliminari (
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">su Flickr&lt;/a>
):&lt;/p>
&lt;p>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/parco_attigliano_collage.jpg' alt='parco_attigliano_collage.jpg' />&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>COME ARRIVARCI?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>è semplice: autostrada uscita &amp;ldquo;Attigliano-Bomarzo&amp;rdquo;, oppure treno regionale da Firenze o Roma, fermata &amp;ldquo;Attigliano&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>da Milano, Torino, Roma, Napoli partono diversi bus e macchine&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>DOVE ALLOGGIARE?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se non vieni in giornata, ci sono dozzine di soluzioni…
&lt;a href="http://www.parcoattigliano.it/index.php?id=137" target="_blank">guarda qui&lt;/a>
per i dettagli.&lt;/p>
&lt;p>contattami per maggiori informazioni o organizzare il viaggio.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>SOSTEGNO 5 PER MILLE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Infine: se non vuoi dare il tuo 5 per mille delle tasse allo stato o alla chiesa, prendi seriamene in considerazione di darlo al supporto della costruzione di questo parco: abbiamo creato una ONLUS, la Pangea per una Nazione Umana Universale - Codice Fiscale 97421930153 -
&lt;a href="http://www.pangeaitalia.net" target="_blank">www.pangeaitalia.net&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/5xmille_pangea41.jpg" alt="5xmille_pangea4.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;non immaginare di essere solo nel tuo villaggio, nella tua città, sulla Terra e negli infiniti mondi&amp;rdquo;. Silo, Il Cammino&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Un nuovo virus mortale in Bolivia?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/un-nuovo-virus-mortale-in-bolivia/</link><pubDate>Thu, 24 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/un-nuovo-virus-mortale-in-bolivia/</guid><description>&lt;p>&lt;em>LA PAZ - Stato di allerta sanitaria lanciato dalle autorita&amp;rsquo; boliviane in tutto il Paese in seguito alla scoperta di un nuovo virus mortale per gli esseri umani nel Chapare, regione centrale della Bolivia famosa per le piantagioni di coca. Il virus, conosciuto come ‘Chapare Arena Arenavirus&amp;rsquo;, si trasmette da un topo e causa una febbre emorragica. (Agr)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>non loso.. ma proprio alla vigilia del più delicato momento democratico di questo paese doveva succedere una cosa del genere? proprio quando si stanno acutendo le tensioni e le grandi &amp;ldquo;destre&amp;rdquo; sono mesi he progettano il colpo di stato o la secessione delle aree più ricche?&lt;/p>
&lt;p>sono troppo sospettoso?&lt;/p></description></item><item><title>What the bleep do we know?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/what-the-bleep-do-we-know/</link><pubDate>Wed, 23 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/what-the-bleep-do-we-know/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>&amp;ldquo;la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto come verità assoluta.&amp;rdquo;&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>questo è uno dei sei pilastri del Nuovo Umanesimo (
&lt;a href="http://cecere.xyz/nuovo-umanesimo/" target="_blank">scopri gli altri&lt;/a>
).&lt;/p>
&lt;p>QUINDI&lt;/p>
&lt;p>Domani, &lt;strong>giovedì 24 aprile&lt;/strong>, si chiude il cineforum &amp;ldquo;Occhio non vede, cuore non duole.. cervello non pensa?&amp;rdquo; con il film &amp;ldquo;What the bleep do we Know?&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>Ovvero &amp;ldquo;&lt;strong>ma che *&lt;/strong>** sappiamo?**&amp;quot;…&lt;/p>
&lt;p>forse sul fatto che di come funziona la vita non ne sappiamo molto più di un preistorico?&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/cervello_immagini_idee.jpg" alt="cervello_immagini_idee.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Se esistesse un film divertente che contenesse il vero segreto per una vita felice e appagata, lo vedresti?&lt;/strong> Se questo stesso film comunicasse il suo messaggio usando una bella animazione, una trama nella quale identificarsi, e le più recenti teorie di fisica quantistica, biologia molecolare e spiritualità, lo vedresti? Se questo film vi colpisse in mezzo agli occhi dimostrandovi che gli esseri umani sono gli artefici della propria realtà, lo vedresti?&lt;/p>
&lt;p>Proiettato nella primavera del 2004 negli Stati Uniti, &amp;ldquo;What the Bleep…&amp;rdquo; si sta lentamente diffondendo in tutto il mondo…&lt;/p>
&lt;p>Girato a Portland, il film ruota attorno ad Amanda, interpretata da Marlee Matlin (premio Oscar in &amp;ldquo;Figli di un Dio Minore&amp;rdquo;), una fotografa divorziata, depressa, che affronta la vita ingollando manciate di ansiolitici. La splendida animazione mostra la storia su un piano microscopico e molecolare, a volte con effetti comici. Infine, la parte documentaria del film, evidenzia brillanti interviste con fisici, un biologo molecolare, medici, un anestesista, mistici, insegnanti e studiosi, fornendo la base scientifica e spirituale alla storia di Amanda, che è, naturalmente, la storia dell’umanità.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Perché abbiamo scelto di farvi vedere questo film?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Questo film-documentario è la chiusura perfetta al ciclo di sette proiezioni del cineforum. Mentre gli altri film miravano ad informare e sensibilizzare le coscienze verso quanto accade nel mondo che ci circonda, quest’ultimo film mira a svelare quali sono le radici profonde che generano il livello di esistenza in cui viviamo.&lt;/p>
&lt;p>Le frange più avanzate della scienza (in accordo con i canali più antichi del pensiero spirituale), affermano che, attraverso i nostri pensieri, sentimenti, atteggiamenti e scelte, noi creiamo la nostra realtà e contribuiamo alla realtà collettiva. Proprio per lo stesso principio, noi abbiamo la capacità ed il potere di cambiare le cose. La conoscenza di certe verità ci riconnette a questo potere interno e ci permette di iniziare ad usarlo, affinché riusciamo concretamente a realizzare che solo il cambiamento interiore può portare ad un mutamento della realtà esterna, in quanto, per poter cambiare il mondo, dobbiamo iniziare a cambiare noi stessi.&lt;/p>
&lt;p>Se i primi sei film trasmettevano la conoscenza di ciò che realmente accade, quest’ultimo infonde quella speciale consapevolezza che spinge all’azione e al cambiamento, indicandoci come realizzarlo.&lt;/p>
&lt;p>Prevista per l’estate 2008 l’uscita in Dvd del film, tradotto in italiano (da Macroedizioni).&lt;/p>
&lt;p>Se siete interessati ad approfondire questi argomenti:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Sito ufficiale Usa:
&lt;a href="http://www.whatthebleep.com" target="_blank">http://www.whatthebleep.com&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Il libro: “What the Bleep Do We Know!? BLEEP - Ma che… bip… Sappiamo Veramente!?” William Arntz Betsy Chasse Mark Vicente - Macroedizioni.&lt;/li>
&lt;li>Rivista: “Scienza e Conoscenza”  
&lt;a href="http://www.scienzaeconoscenza.it" target="_blank">www.scienzaeconoscenza.it&lt;/a>
rivista trimestrale di 80 pagine che esce 4 volte all&amp;rsquo;anno nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. Si trova nelle principali edicole della maggiori città italiane e nelle librerie (vedi elenco nel sito).&lt;/li>
&lt;li>Un sito editoriale utile:
&lt;a href="http://www.macroedizioni.it" target="_blank">www.macroedizioni.it&lt;/a>
: per libri e dvd in materia.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>CENA TIPICA E BIOLOGICA&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Per chiudere questo primo Cineforum (perché a maggio inizia il secondo ciclo hi hi) con gli amici di Sogni e Sapori si fa una semplice cena a base di prodotti tipici e biologici.&lt;/p>
&lt;p>Praticamente un happy hour: un primo e diversi assaggi di salumi, formaggi, vini, cioccolati. dalle ore 20:00 alle 21:00. contributo di 10 euro.&lt;/p>
&lt;p>Se vuoi venire avvisami subito! mio cell: 335 8301741&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>DOVE E QUANDO:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>la partecipazione alla serata è incoraggiata a tutti gli amici, con libero e volontario contributo (servizio bar attivo)&lt;/p>
&lt;p>**Happy Hour: dalle ore 20:00&lt;/p>
&lt;p>Film: dalle ore 21:00&lt;/p>
&lt;p>**&lt;/p>
&lt;p>CENTRO UMANISTA IL FANNULLONE - VIA BORGAZZI 105 (cortile interno) - MONZA&lt;/p>
&lt;p>come arrivarci:
&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/" target="_blank">http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/cosmo.jpg" alt="cosmo.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>film &amp;quot;Redacted&amp;quot;: ecco cosa è veramente la guerra</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/film-redacted-ecco-cosa-e-veramente-la-guerra/</link><pubDate>Tue, 22 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/film-redacted-ecco-cosa-e-veramente-la-guerra/</guid><description>&lt;p>Il film di Brian de Palma su cosa sta succedendo davvero(e non in modo &amp;ldquo;rielaborato&amp;rdquo;, come il titolo in inglese ben indica) in Iraq.&lt;/p>
&lt;p>visione consigliata ad un pubblico adulto (e intelligente, perché a non bersi e a reagire alle stronzate della guerra preventiva sono davvero pochi)&lt;/p>
&lt;p>gli Umanisti sono sempre stati tra i fermi oppositori ad ogni guerra.&lt;/p>
&lt;p>sappiamo bene cosa sia la guerra.&lt;/p>
&lt;p>non esiste &amp;ldquo;guerra di pace&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>finchè non mettiamo in discussione l&amp;rsquo;uso della violenza, non siamo meglio dei primitivi di 100.000 anni fa.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>ps: VERGOGNA a tutti quelli che hanno appoggiato questa questa, compresi quelli che hanno votato chi ha appoggiato questa guerra, e anche a chi se ne frega.&lt;/p></description></item><item><title>Corcerto pro-bolivia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/corcerto-pro-bolivia/</link><pubDate>Fri, 18 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/corcerto-pro-bolivia/</guid><description>&lt;p>saprai che la Bolivia è di nuovo a rischio.&lt;/p>
&lt;p>Evo Morales non pice troppo alle multinazionali e ai grandi poteri.&lt;/p>
&lt;p>noi umanisti continuamo ad appoggiarlo e cerchiamo di far sapere cosa sta succedendo là, nel mezzo dell&amp;rsquo;america del sud.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/concerto_bolivia.jpg" alt="concerto_bolivia.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Il migliore risultato delle elezioni</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/il-migliore-risultato-delle-elezioni/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/il-migliore-risultato-delle-elezioni/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/elezioni-2008.jpg" alt="elezioni-2008.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>sarebbe che si uscisse dal duopolio PD/PDL&lt;/p>
&lt;p>se rimangono solo loro è la fine.&lt;/p>
&lt;p>con grande &lt;del datetime="2008-04-14T09:47:45+00:00">realismo&lt;/del> idealismo mi auguro che vinca il PD, che la Sinistra Arcobaleno raggiunge il quorum al senato per togliere forza alla PDL, che alla Camera la lista &amp;ldquo;Per il Bene Comune&amp;rdquo; superi il quorum e riesca a mettere dei deputati (tra cui un umanista.. sarebbe davvero l&amp;rsquo;inizio di una nuova era)&lt;/p>
&lt;p>ma se, come diceva un antico, ogni popolo ha il governo che si merita, io spero di contagiare quanta più gente possibile con il morbo della rivoluzione globale nonviolenta e dell&amp;rsquo;allegria umanista rigenerante, così da poter aiutare ad aver fiducia nel futuro!&lt;/p>
&lt;p>baci&lt;/p></description></item><item><title>La democrazia in Bolivia è di nuovo in pericolo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/la-democrazia-in-bolivia-e-di-nuovo-in-pericolo/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/la-democrazia-in-bolivia-e-di-nuovo-in-pericolo/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/bolivia.jpeg' alt='bolivia.jpeg' align="left" />arriverò presto con i dettagli e il cosa fare.. intanto anticipo che tutta la riforma democratica e &amp;ldquo;umanista&amp;rdquo; che sta portando avanti Evo Morales è a rischio.&lt;/p>
&lt;p>le destre e le multinazionali si stanno riorganizzando per far fuori il presidente più &amp;ldquo;scomodo&amp;rdquo; del pianeta. ma essendo lui (purtroppo per loro) nonviolento, non è facile da far fuori come fanno di solito.&lt;/p>
&lt;p>intanto un forte appoggio a Evo Morales e a tutto il popolo boliviano.&lt;/p></description></item><item><title>No, non è un incubo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/no-non-e-un-incubo/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/no-non-e-un-incubo/</guid><description>&lt;p>spero solo che da domani nasca forte l&amp;rsquo;esigenza comune di un ambio politico serio e concentrato nel porre la non-violenza e l&amp;rsquo;essere umano come valori centrali.&lt;/p>
&lt;p>mi riferisco specialmente agli (ex?) militanti di sinistra (??) e delle varie liste civiche più o meno nazionali.&lt;/p>
&lt;p>(dato che non credo che (nonostante tutto il bene che voglio ad alcuni militanti PD che conosco) il PD possa mai uscire dalla direzione neo-liberale e catto-nato )&lt;/p>
&lt;p>certo, l&amp;rsquo;Italia è in piena crisi e la destrutturazione è in crescita, la TV dilaga etc.. ma non posso ancora credere che così tanta gente voti rappresentanti indecenti!&lt;/p>
&lt;p>ho seguito alcuni commenti sul canale tv del Corriere della Sera e , oltre al fatto che hanno censurato un mio emplice commento al blog, sono stati altrettanto ignobili!&lt;/p>
&lt;p>forse di tutto questo gioverà Beppe Grillo al suo V-day 2.. anche se io non andrò a firmarlo (spiegherò + avanti il perchè!)&lt;/p>
&lt;p>baci e abbracci&lt;/p>
&lt;p>qui sà dà continuà a creare la Terra 2.0&lt;/p>
&lt;p>s&lt;/p></description></item><item><title>Ecco la vera verità su cosa è successo l'11 settembre 2001</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/ecco-la-vera-verita-su-cosa-e-successo-l11-settembre-2001/</link><pubDate>Fri, 11 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/ecco-la-vera-verita-su-cosa-e-successo-l11-settembre-2001/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/11_settembre_guerre_stellari.jpg" alt="11_settembre_guerre_stellari.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Articolo sulle basi radar in Repubblica Ceca</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/articolo-sulle-basi-radar-in-repubblica-ceca/</link><pubDate>Thu, 10 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/articolo-sulle-basi-radar-in-repubblica-ceca/</guid><description>&lt;p>chi è nauseato dalla non-informazione dei giornali e dei media in genere sarà felice che
&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it" target="_blank">il Manifesto&lt;/a>
di ieri pubblicava questo articolo sulla petizione che DEVI aver già firmato se no DEVI firmare ora se no DOVRAI firmare enro 10 gg se vorrai continuare ad essermi amica/o 😉&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/articolo_manifesto.jpg" title="articolo_manifesto.jpg" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/articolo_manifesto.jpg' alt='articolo_manifesto.jpg' height="450" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Cineforum</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/cineforum-sicko/</link><pubDate>Wed, 09 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/cineforum-sicko/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>giovedì questo 10 aprile il film al cineforum è Sicko.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/sicko.jpeg' alt='sicko.jpeg' align="left" />è forse il più bel film di Michael Moore (quello di &amp;ldquo;Bowling Colombine&amp;rdquo;…) che racconta, come solo lui sa fare, il sistema sanitario americano e lo compara (con tanto di viaggi e interviste) con quelli europei e sudamericani…&lt;/p>
&lt;p>un film che fa davvero riflettere sulla direzione fallimentare del neo-liberismo ad oltranza.&lt;/p>
&lt;p>e poi ci ripenseremo due volte, prima di dire che la nostra sanità fa schifo!&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;ingresso è libero a tutti gli amici, con piccolo e volontario contributo (servizio bar attivo)&lt;/p>
&lt;p>ore 21:00 - CENTRO UMANISTA IL FANNULLONE - VIA BORGAZZI 105 (cortile interno) - MONZA&lt;/p>
&lt;p>come arrivarci:
&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/" target="_blank">http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>[ gradito il preavviso se vuoi venire alle 20:00 a mangiare le tagliatelle al ragù ]&lt;/p></description></item><item><title>Sul &amp;quot;non voto&amp;quot; e la sua utilità</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/sul-non-voto-e-la-sua-utilita/</link><pubDate>Wed, 09 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/sul-non-voto-e-la-sua-utilita/</guid><description>&lt;p>varie argomentazioni si stanno facendo sulla questione del non andare a votare, e sul modo migliore di far sapere a questa politica che non ci piace.&lt;/p>
&lt;p>credo sia importante innanzitutto cercare di capire dentro la propria testa cosa si vuole per davvero: che direzione si vuole dare alla propria vita, e che direzione si vuole che abbia il proprio paese?&lt;/p>
&lt;p>una questione di politica &amp;ldquo;interna&amp;rdquo; e di politica &amp;ldquo;esterna&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>una volta fatto ciò, &lt;strong>è bene formularsi una propria &amp;ldquo;ideologia&amp;rdquo;&lt;/strong>. lo so non è più di moda.&lt;/p>
&lt;p>ma io credo sia ora di tornare ad avere delle ideologie.&lt;/p>
&lt;p>cosa è un&amp;rsquo;ideologia?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>nell&amp;rsquo;era del pragmatismo e della superficialità immediata forse è ancora possibile concepire una &amp;ldquo;strutturazione coerente di idee globali&amp;rdquo;&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>taglio ora corto… per arriare al punto: quindi &lt;strong>cercare nei candidati che si presentano alle elezioni se esiste qualcuno che rappresenta un&amp;rsquo;ideologia compatibile con la propria&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>è molto probabile che non ce ne siano. ma magari.. in qualche piccolo partito.. &lt;strong>non è detto che siano tutti uguali sti politici!&lt;/strong> io ad esempio stavo preparandomi a non andare a votare, quando ho scoperto che diversi amici, forti di nuove energie, hanno trovato altri &amp;ldquo;come noi&amp;rdquo; e sono riusciti a presentarsi in una lista nazionale (in questo caso &amp;ldquo;per il Bene Comune&amp;rdquo;). ho letto il loro programma e sembra quello del Partito Umanista! (che in 24 anni non è mai stato preso in considerazione perchè è un partito con un&amp;rsquo;ideologia molto forte e coerente, che poco si sposa con gli interessi dei grandi poteri o degli arrampicatori)&lt;/p>
&lt;p>altra considerazione: quanto sucesso in &lt;strong>Portogallo&lt;/strong> (dove ci sono state elezioni con un&amp;rsquo;&lt;strong>astensionismo feroce&lt;/strong>, e i politici sono stati costretti ad adeguarsi all&amp;rsquo;elettorato cambiando i propri programmi).. mi ricorda molto il c&lt;strong>omportamento dele multinazionali&lt;/strong>: esse sono interessate esclusivamente al proprio profitto economico.&lt;/p>
&lt;p>se un giorno vedono che i propri metodo disumani e violenti fanno guadagnare meno soldi (perché la gente se ne è accorta e le boicotta ad esempio) esse semplicemente cambiano facciata, oppure al massimo qualche ingranaggio del metodo di produzione, ma certamente non il loro obiettivo primario che è e sempre sarà fare soldi!&lt;/p></description></item><item><title>Cosa votare? ecco la mia dichiarazione di voto</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/cosa-votare-ecco-la-mia-dichiarazione-di-voto/</link><pubDate>Tue, 08 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/cosa-votare-ecco-la-mia-dichiarazione-di-voto/</guid><description>&lt;p>&lt;em>la seguente è una mia posizione personale e non quella del Movimento o del Partito Umanista.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>forse ti interessa, forse no. sai comunque che ho davvero a cuore la politica e che sono sempre stato estremamente preoccupato sulla direzione del Sistema.&lt;/p>
&lt;p>ma alla fine ho deciso e *\&lt;em>* sono felice di non andare ad annullare il voto **&lt;/em>:&lt;/p>
&lt;p>votando in Lombardia, io voterò per la Camera la lista
&lt;a href="http://www.perilbenecomune.net/" target="_blank">&amp;ldquo;Per il bene Comune&amp;rdquo;&lt;/a>
(che ha un programma umanista e conosco molti di loro!), e per il Senato la
&lt;a href="http://www.sinistrarcobaleno.it/" target="_blank">Sinistra Arcobaleno&lt;/a>
(la Borsellino come capolista che ci è vicina sul tema della Nonviolenza).&lt;/p>
&lt;p>se poi vivessi a Roma voterei Lorenzo Palumbo (S.A.) al Comune&lt;/p>
&lt;p>se vivessi in Friuli Venezia Giulia voterei Dino Mancarella (S.A.) alla Regione&lt;/p>
&lt;p>se vivessi in Sicilia voterei Fabrizio Ferrandelli (S.A.) alla Regione&lt;/p>
&lt;p>e anche questa è fatta..&lt;/p>
&lt;p>avanti il prossimoooo….&lt;/p></description></item><item><title>JAN TAMAS NEGLI STATI UNITI, FERMIAMO LO SCUDO ANTI-MISSILE</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/jan-tamas-negli-stati-uniti-fermiamo-lo-scudo-anti-missile/</link><pubDate>Mon, 07 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/jan-tamas-negli-stati-uniti-fermiamo-lo-scudo-anti-missile/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/jan_tamas.jpg' alt='jan_tamas.jpg' align="left" />Jan Tamas, voce della protesta contro lo scudo anti-missile statunitense in repubblica Ceca, &lt;strong>inizia oggi il tour statunitense di sensibilizzazione e informazione&lt;/strong>. Sono previsti 15 giorni di conferenze ed incontri con organizzazioni e personalità pacifiste e nonviolente, quali il Global Network Against Weapons &amp;amp; Nuclear Power in Space, il Professore Noam Chomsky ed il parlamentare Dennis Kucinich.&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Al di là di quanto vogliano far intendere i politici, &lt;strong>la verità è che l&amp;rsquo;istallazione del radar non è ancora stata decisa&lt;/strong>,&amp;rdquo; spiega Jan Tamas. &amp;ldquo;Il Parlamento Ceco ancora non ha votato in merito, come ancora accade nelle democrazie. Per questo, è così importante in questi giorni, far sentire la protesta di quanti non vogliono che gli Stati Uniti possano lanciare bombe nucleari preventive, come hanno già dichiarato di voler fare, senza temere ritorsioni. E&amp;rsquo; stata attivata, in merito, una petizione online -
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
- che sta raccogliendo &lt;strong>decine di migliaia di firme di protesta&lt;/strong> da tutto il mondo. Dobbiamo essere uniti e fare pressione affinché il progetto dello scudo anti-missile non si realizzi&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>fonte:
&lt;a href="http://www.pressenza.org" target="_blank">pressenza.org&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Solidarietà con il popolo tibetano e una soluzione valida per tutta l’umanità</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/solidarieta-con-il-popolo-tibetano-e-una-soluzione-valida-per-tutta-lumanita/</link><pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/solidarieta-con-il-popolo-tibetano-e-una-soluzione-valida-per-tutta-lumanita/</guid><description>&lt;p>&lt;em>COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO UMANISTA&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Di fronte agli eventi di queste settimane in Tibet, le Regionali Umaniste e tutti gli umanisti europei, sudamericani, nordamericani e asiatici condannano la violenza e la repressione sanguinosa da parte del regime della Repubblica Popolare Cinese contro i manifestanti di Lhasa e di molte altre città tibetane.&lt;/p>
&lt;p>Siamo di fronte ad eventi analoghi alla repressione violenta scatenata in Birmania contro i monaci buddisti e la popolazione inerme, con morti, feriti e “chiusura” di tutte le vie per l’informazione interna e internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Allo stesso tempo denunciamo la politica degli USA e dei gruppi legati all’industria degli armamenti, vicini al Presidente Bush: costoro fomentano in tutto il mondo, per interessi particolari, azioni di secessionismo e di destabilizzazione tra le popolazioni, cercando di radicarsi nei sentimenti profondi di identità nazionale come in Kossovo, Serbia, Palestina e Israele, o spingono verso una divisione per interessi economici, come succede in Bolivia. Non sarà la voce dei politici interessati alla divisione e allo scontro quella che potrà aprire il futuro in questo difficile momento.&lt;/p>
&lt;p>La questione fondamentale è la difesa delle radici storiche di ciascun popolo, è il riconoscimento del diritto a praticare le proprie credenze, religione e cultura, ma soprattutto è dare una soluzione diversa e valida come esempio per tutta l’umanità.&lt;/p>
&lt;p>La separazione di una nazione o di una regione può avere senso se i codici, le azioni, le intenzioni non vanno verso forme di isolamento o di regressione a modelli antichi, ma verso l’umanizzazione delle relazioni tra i popoli, verso il reale riconoscimento delle diversità, verso la reale integrazione tra le culture, le nazioni e le regioni che vogliono rappresentare le avanguardie nella formazione della Nazione Umana Universale.&lt;/p>
&lt;p>Per iniziare un processo realmente nuovo è necessaria la via della nonviolenza, però ciò ha bisogno di una cultura proiettata verso il futuro, uno sguardo dell’essere umano senza discriminazione fra razze, con uguali opportunità tra uomini e donne, senza caste né classi sociali, uno sguardo capace di privilegiare il processo rispetto all’interesse politico immediato.&lt;/p>
&lt;p>Come umanisti chiediamo ai governi e ai leader delle opposte fazioni di sedersi ad ascoltare le diverse necessità e proposte, di cercare una soluzione differente dalla visione centralista e quella nazionalista: una soluzione con una visione “umanista”.&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo bisogno di nuovi elementi interpretativi per comprendere la complessità dei fenomeni sociali attuali, abbiamo bisogno della pazienza storica per aprire questo dialogo tanto importante ed urgente per tutta l’umanità. Perciò come umanisti, attraverso i Portavoce Regionali od una delegazione internazionale delle regioni (Europa, Nordamerica, Latinoamerica e Asia), ci proponiamo come mediatori culturali tra il governo cinese ed i leaders tibetani.&lt;/p>
&lt;p>Senza questo dialogo e questa prospettiva di costruzione, le stesse relazioni internazionali fra Cina, USA, Russia ed Europa ed i loro meschini interessi, potrebbero produrre uno scontro irreversibile.&lt;/p>
&lt;p>Qui non sono in discussione le Olimpiadi, ma la possibilità di dare una risposta coerente a tutta l’umanità. Siamo qui con umiltà e speranza, insieme a tutti i costruttori di una nuova umanità nonviolenta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>
&lt;a href="http://www.giorgioschultze.eu/?lang=ita" target="_blank">Giorgio Schultze&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Portavoce del Nuovo Umanesimo per l’Europa&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>
&lt;a href="http://www.tomashirsch.org/" target="_blank">Tomás Hirsch&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Portavoce del Nuovo Umanesimo per l’America Latina&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>
&lt;a href="http://www.aphumanistforum.org/" target="_blank">Sudhir Gandotra&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Portavoce del Nuovo Umanesimo per l’Asia-Pacifico&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>
&lt;a href="http://chriswells.humanism.org/" target="_blank">Chris Wells&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Portavoce del Nuovo Umanesimo per il Nordamerica&lt;/p></description></item><item><title>Eventi NOWAR del 15 marzo contro la guerra in Iraq</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/eventi-nowar-del-15-marzo-contro-la-guerra-in-iraq/</link><pubDate>Wed, 19 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/eventi-nowar-del-15-marzo-contro-la-guerra-in-iraq/</guid><description>&lt;p>ormai è diventata silenziosa, ma la guerra in Iraq continua.&lt;/p>
&lt;p>se poi si ha la consapevolezza delle origini e delle motivazioni di tale guerra (così come quella in Afganistan e le altre 30 in corso), diventano assolutamente intollerabili le scuse &amp;ldquo;umanitarie&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Certo, stiamo per vivere una crisi molto più profonda ed immediata, ma intanto un po&amp;rsquo; di umanisti del mondo sabato scorso hanno fatto qualcosa.&lt;/p>
&lt;p>Ormai lo sappiamo tutti: sono eventi praticamente inutili per questo &amp;ldquo;sistema&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Ma credo che un atto di &lt;strong>solidarietà per quella gente che soffre la guerra&lt;/strong>, e la nostra &lt;strong>consapevolezza di non essere complici a determinate situazioni&lt;/strong>, siano atti validi.&lt;/p>
&lt;p>Atene, Grecia:&lt;/p>
&lt;p>Milano, Italia:&lt;/p>
&lt;p>Santiago, Cile:&lt;/p>
&lt;p>Vancouver, Canada:&lt;/p>
&lt;p>Malaga, Spagna:&lt;/p></description></item><item><title>Solidarietà con la protesta in Tibet</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/solidarieta-con-la-protesta-in-tibet/</link><pubDate>Tue, 18 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/solidarieta-con-la-protesta-in-tibet/</guid><description>&lt;p>Dopo le proteste dei monaci e della popolazione birmana represse nel sangue pochi mesi fa, assistiamo di nuovo alla mobilitazione di un popolo, quello tibetano, oppresso da cinquant’anni di vessazioni e discriminazioni da parte della Cina. E purtroppo la risposta è ancora brutale: carri armati per le strade, caccia all’uomo, morti e feriti, oscuramento dell’informazione.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Chiediamo al governo cinese le seguenti misure:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;p>Fine immediata della repressione delle proteste pacifiche&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Ritiro dell’ultimatum ai manifestanti&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Ripresa immediata dei negoziati con i rappresentanti del Dalai Lama,&lt;/p>
&lt;p>per arrivare al più presto ad una soluzione accettabile da entrambe le&lt;/p>
&lt;p>parti.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>A livello internazionale chiediamo:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>l&amp;rsquo;invio di osservatori che documentino, denuncino e fermino le continue violazioni dei diritti umani in atto in Tibet&lt;/li>
&lt;li>la pressione sul governo cinese affinché fermi la repressione e intavoli i negoziati.&lt;/li>
&lt;li>la minaccia di arrivare al boicottaggio delle Olimpiadi, se la Cina non adotterà le misure richieste.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Movimento Umanista&lt;/p></description></item><item><title>Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/condanniamo-energicamente-la-sanguinaria-incursione-militare-del-governo-colombiano-in-territorio-ecuadoriano/</link><pubDate>Fri, 07 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/condanniamo-energicamente-la-sanguinaria-incursione-militare-del-governo-colombiano-in-territorio-ecuadoriano/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/03/180px-tomas_hirsch.jpg' alt='180px-tomas_hirsch.jpg' align="left" />Ai popoli e ai Governi dell’America Latina&lt;/p>
&lt;p>Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano in territorio Ecuadoriano.&lt;/p>
&lt;p>Il processo di trasformazione dell’America Latina sta attraversando un momento critico. Oggi piu’ che mai e’ necessario accelerare i processi di unione politica, economica e culturale.&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo bisogno di pace per la trasformazione economica, il recupero delle risorse naturali e dei diritti politici dei popoli.&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo bisogno che il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia e il Nicaragua rafforzino e consolidino il processo di cambiamento. Come umanisti in America e nel mondo continueremo ad offrire il nostro appoggio con decisione.&lt;/p>
&lt;p>Nello stesso modo diamo valore agli altri governi della regione con chiaro orientamento progressista e speriamo che approfondiscano questo orientamento nel loro processo di rifondazione, con un’ampia partecipazione popolare.&lt;/p>
&lt;p>Non abbiamo bisogno di un linguaggio belligerante ne’ di avventure bellicose.&lt;/p>
&lt;p>Il Presidente della Colombia, Alvaro Uribe, nell’allearsi strettamente con il Presidente Bush, non ha saputo portare la pace nel proprio paese e vuole esportare la logica di guerra nella regione. L’incursione armata di Uribe e la mattanza realizzata in territorio ecuadoriano e’ inaccettabile e deve essere sanzionata dalla comunita’ internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Ma questo conflitto che tenta di portare il governo nordamericano nella nostra regione non si risolvera’ con minacce di guerra ne’ con mobilitazioni di eserciti. L’Era Bush e’ giunta al termine ed e’ molto probabile che l’intelligenza e la sanita’ tornino anche nel nord america. Nel frattempo abbiamo bisogno di unita’, pace e pazienza, per rafforzare l’azione nonviolenta delle organizzazioni sociali, politiche e culturali della regione.&lt;/p>
&lt;p>Oggi, quando l’integrazione nordamericana vuole avanzare sostenuta nei processi che hanno come leader Evo Morales, Hugo Chavez, Rafael Correa e Daniel Ortega, e’ necessario che le FARC abbandonino i piani di insorgenza armata, liberino tutti i sequestrati e comincino un cammino di pace e appoggio al processo di integrazione latinoamericano.&lt;/p>
&lt;p>Di fronte alla minaccia generata ha maggior valore che mai la rivoluzionaria decisione del presidente Evo Morales di includere nella nuova costituzione il rifiuto della guerra per risolvere i conflitti. E’ arrivato il momento che questa decisione sia seguita da tutti i paesi della regione.&lt;/p>
&lt;p>Come movimenti sociali del continente non possiamo sbagliarci in questo momento chiave della situazione attuale. Il percorso contro la violenza esercitata dalle istituzioni economiche e politiche del sistema non e’ la guerra e non e’ la violenza. La nostra azione e’ l’unita’ del movimento sociale latinoamericano per ridurre il potere del capitale e rafforzare le decisioni e la partecipazione dei popoli.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>
&lt;a href="http://www.tomashirsch.org" target="_blank">Tomas Hirsch&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>portavoce dell’Umanesimo per il latinoamerica, 4 marzo 2008&lt;/p></description></item><item><title>194: PRESIDIO OGGI IN PIAZZA SAN BABILA ALLE 17,30</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/02/194-presidio-oggi-in-piazza-san-babila-alle-1730/</link><pubDate>Thu, 14 Feb 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/02/194-presidio-oggi-in-piazza-san-babila-alle-1730/</guid><description>&lt;p>&lt;em>COMUNICATO STAMPA del 14/02/2008&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IN DIFESA DELLA LEGGE 194 E DEI DIRITTI DELLE DONNE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Il Partito Umanista aderisce al presidio convocato per oggi in San Babila per manifestare la profonda indignazione per ciò che è successo al Policlinico di Napoli: una telefonata anonima è bastata a mandare i poliziotti in ospedale a interrogare e maltrattare una donna che aveva compiuto una scelta così difficile, come quella dell&amp;rsquo;aborto.&lt;/p>
&lt;p>La vicenda di Napoli e&amp;rsquo; inquallificabile da ogni punto di vista, e&amp;rsquo; un atto vigliacco e intimidatorio:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>calpesta la dignita&amp;rsquo; delle donne, di tutte le donne, in un momento particolare di grande solitudine e sofferenza.&lt;/li>
&lt;li>l&amp;rsquo;irruzione gratuita delle forze dell&amp;rsquo;ordine offende anche la professionalita&amp;rsquo; dei medici che avevano unicamente applicato la legge.&lt;/li>
&lt;li>la stessa modalita&amp;rsquo; adottata sulla base di una pura denuncia anonima, esprime violenza, ottusita&amp;rsquo;, prevaricazione.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Esprimiamo la più sentita solidarietà a Silvana, e veglieremo sulla 194 in Lombardia:&lt;/p>
&lt;p>Proponiamo per l'8 marzo una manifestazione nazionale per i diritti delle donne.&lt;/p>
&lt;p>Partito Umanista Milano&lt;/p></description></item><item><title>Consigliere comunale umanista aggredito a Palermo.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/01/consigliere-comunale-umanista-aggredito-a-palermo/</link><pubDate>Sun, 27 Jan 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/01/consigliere-comunale-umanista-aggredito-a-palermo/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/01/fabrizio_ferrandelli.thumbnail.jpg' alt='fabrizio_ferrandelli.jpg' align="left" />Ieri l&amp;rsquo;amico Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale umanista della lista &amp;ldquo;Altra Palermo&amp;rdquo;, dopo aver combattuto a lungo per le dimissioni di Cuffaro (organizzando sit-ins e scioperi della fame), è stato malmenato alla fine dell&amp;rsquo;ultima grande manifestazione che ha convinto definitivamente (non bastassero 5 anni di galera e l&amp;rsquo;obbligo della magistratura) a dimettersi.&lt;/p>
&lt;p>Mentre il ostro mondo procede tranquillamente in bilico sull&amp;rsquo;orlo della crisi totale, mi dispiace molto che in pochi, davvero in pochi, ultimamente si siano avvicinati all&amp;rsquo;idea di prepararsi a sostituire in modo valido questo mondo, con nuove idee, nuovi principi, nuovi uomini.&lt;/p>
&lt;p>Quello che ora succederà (prima del caos) sarà il ritorno di chi già conosciamo o l&amp;rsquo;avventura degli improvvisati (però col bollino di garanzia di Beppe Grillo)&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;unica lezione che spero qualcuno abbia imparato è il non cadere alla &amp;ldquo;minaccia del meno peggio&amp;rdquo;, e il rifiuto della violenza in ogni sua forma.&lt;/p></description></item><item><title>PROTEGGIAMO LA RINASCITA DEL POPOLO BOLIVIANO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/12/proteggiamo-la-rinascita-del-popolo-boliviano/</link><pubDate>Mon, 10 Dec 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/12/proteggiamo-la-rinascita-del-popolo-boliviano/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2007/12/giorgio_schultze_bolivia.jpg" title="giorgio_schultze_bolivia.jpg" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2007/12/giorgio_schultze_bolivia.thumbnail.jpg' alt='giorgio_schultze_bolivia.jpg' align="left" />&lt;/a>
Gente di tutta l&amp;rsquo;Europa guarda con ammirazione il processo costituente boliviano, un processo democratico e nonviolento che riscatta 500 anni di discriminazione e d&amp;rsquo;ingiustizia.&lt;/p>
&lt;p>Appoggiamo con tutte le nostre forze il Presidente Evo Morales e confidiamo che, come Nelson Mandela prima di lui, porterà il suo paese sulla strada della giustizia e della riconciliazione.&lt;/p>
&lt;p>In questa svolta storica chiediamo alla comunità internazionale, ai governi nazionali ed alla società civile di vegliare affinché la volontà del popolo boliviano possa finalmente esprimersi senza la brutale repressione che ha dovuto sopportare fino ad oggi&lt;/p>
&lt;p>_
&lt;a href="http://www.giorgioschultze.eu/" target="_blank">Giorgio Schultze&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Portavoce Europeo del Nuovo Umanesimo_&lt;/p></description></item><item><title>disarmo nucleare: la Campagna continua in tutto il mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/08/disarmo-nucleare-la-campagna-continua-in-tutto-il-mondo/</link><pubDate>Tue, 28 Aug 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/08/disarmo-nucleare-la-campagna-continua-in-tutto-il-mondo/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.europeforpeace.eu/" target="_blank">&lt;img src="http://www.europeforpeace.eu/images/declaration.jpg" alt="" align="left" />&lt;/a>
è bello agire in una direzione sapendo che intorno molti altri lo stanno facendo.&lt;/p>
&lt;p>voler cambiare questo mondo in crisi è tacciato di utopismo, ma in alternativa cosa propogono? minestroni ricchi di conservanti e consumismo spazzatura!&lt;/p>
&lt;p>ben più divertente osare l&amp;rsquo;impossibile ed ad esempio promuovere il disarmo nucleare mondiale (unilaterale)!!&lt;/p>
&lt;p>la lista dei partecipanti si allunga ogni giorno.. dopo Noam Chomsky, Gorbachev, il sindaco di Hiroschima sono molti i personaggi &amp;ldquo;importanti&amp;rdquo; che hanno sottoscritto la nostra campagna!&lt;/p>
&lt;p>vedi il sito internazionale:
&lt;a href="http://www.europeforpeace.eu/" target="_blank">www.europeforpeace.eu&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>ah: presto partirà
&lt;a href="https://www.terra2.tv" target="_blank">www.terra2.tv&lt;/a>
.. preparatevi! :p&lt;/p></description></item><item><title>UNITI PER IL DISARMO - SVELIAMO IL GRANDE INGANNO ATOMICO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/06/uniti-per-il-disarmo-sveliamo-il-grande-inganno-atomico/</link><pubDate>Tue, 12 Jun 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/06/uniti-per-il-disarmo-sveliamo-il-grande-inganno-atomico/</guid><description>&lt;p>Il 14 giugno dalle 21.00 alle 23.30 presso l&amp;rsquo;Auditorium di via Pascoli 53, Milano (mm Piola)&lt;/p>
&lt;p>CONFERENZA / DIBATTITO&lt;/p>
&lt;p>**VALUTARE LE CONSEGUENZE DELLE ARMI NUCLEARI, CONOSCERE LA SITUAZIONE ITALIANA E EUROPEA PROPORRE UN&amp;rsquo;ALTERNATIVA POSSIBILE&lt;/p>
&lt;p>**&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo; utilizzo delle armi nucleari, come strumento di offesa o mezzo di dissuasione, rappresenta un pericolo e le sue conseguenze nel campo politico, economico e internazionale, possono raggiungere proporzioni inimmaginabili.&lt;/p>
&lt;p>Interverranno:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>TIZIANO TISSINO Comitato &amp;quot; Via le bombe &amp;quot; da Aviano&lt;/li>
&lt;li>ANGELO BARACCA Docente Università di Firenze&lt;/li>
&lt;li>JAN TAMAS Coordinamento Ne zakladnam contro le basi militari USA in Rep. Ceca&lt;/li>
&lt;li>GIORGIO SCHULTZE Forum Umanista Europeo e campagna &amp;quot; Europe for Peace&amp;quot;&lt;/li>
&lt;li>OLOL JACKSON Presidio permanente contro l&amp;rsquo;allargamento della base USA di Vicenza&lt;/li>
&lt;li>ANN WRIGHT Ex colonnello dell&amp;rsquo;esercito statunitense attivista del movimento &amp;ldquo;Militari contro la guerra&amp;rdquo;&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Proiezione documentario RAINEWS24: &lt;em>Quelle imbarazzanti 90 atomiche in giardino&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Organizzata da Mondo Senza Guerre in collaborazione con il Club Umanista del Politecnico di Milano.&lt;/p>
&lt;p>Per ulteriori informazioni:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.mondosenzaguerre.org" target="_blank">www.mondosenzaguerre.org&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Iniziativa realizzata con il contributo del Politecnico di Milano&lt;/p>
&lt;p>(Commissione Programma di Spesa per nuove iniziative didattiche)&lt;/p></description></item><item><title>Catena umana lungo l'Adriatico contro la guerra</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/08/catena-umana-lungo-ladriatico-contro-la-guerra/</link><pubDate>Mon, 21 Aug 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/08/catena-umana-lungo-ladriatico-contro-la-guerra/</guid><description>&lt;p>&lt;img align="left" title="Catena Umana per la pace" id="image390" alt="Catena Umana per la pace" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/08/catena_di_pace.jpg" />Torno oggi dopo una bella vacanza!&lt;/p>
&lt;p>Ho così tanto da raccontare e mostrare che mi sono preparato uno schemino per i prossimi 10 articoli…&lt;/p>
&lt;p>Da dove cominciare? Beh, direi dalla questione più “urgente”: &lt;strong>il pericolo di una prossima guerra mondiale e il tema del disarmo nucleare globale.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Moltissimi umanisti e partecipanti al Movimento tornano ad essere veramente preoccupati. Dopo il gran lavoro fatto negli anni ‘80 per scongiurare il conflitto atomico, mai avrei pensato che saremmo dovuti tornare sul tema e con tanta energia.&lt;/p>
&lt;p>Su iniziativa del Social Forum di Pescara, il 15 agosto si è realizzata una catena umana sulle spiaggie dell’Adriatico contro la guerra in Libano e per chiedere (aggiungiamo noi) il disarmo nucleare globale.&lt;/p>
&lt;p>Non so come è andata altrove, ma noi del Movimento Umanista eravamo (circa un migliaio) in campeggio vicino a Lecce, è abbiamo fatto la nostra parte coinvolgendo anche tutti i bagnanti e gente locale, chiamando televisioni e giornali.. il risultato? **2Km di catena umana lungo la spiaggia tra Torre Rinalda e Casalabate!&lt;/p>
&lt;p>Certo non è stato banale organizzare tale cosa.. ma siamo abituati a ben altro 😉**&lt;/p>
&lt;p>Puoi vedere in questo primo filmato anche il clima di pace e allegria che c&amp;rsquo;era in tutti noi:&lt;/p>
&lt;p>&lt;a target="_blank" title="Video catena umana contro la guerra" href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;id=5384">
&lt;a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;amp;id=5384" target="_blank">http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;id=5384&lt;/a>
&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>a domani. ciao&lt;/p></description></item><item><title>Posizione e proposta rispetto agli eventi in Palestina ed Israele</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/07/posizione-e-proposta-rispetto-agli-eventi-in-palestina-ed-israele/</link><pubDate>Tue, 18 Jul 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/07/posizione-e-proposta-rispetto-agli-eventi-in-palestina-ed-israele/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.humanisteurope.org/it/home/#" target="_blank">&lt;img align="left" src="http://www.humanisteurope.org/typo3temp/pics/8a3cdf76e6.jpg" />&lt;/a>
&lt;em>A seguito delle ultime esplosioni di violenza in Medio Oriente, la Regionale Europea dell’Internazionale Umanista dichiara:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p class="bodytext">
Gli Umanisti rifiutano la violenza che i gruppi implicati in questo conflitto stanno applicando; un conflitto che dura già da tanti anni e che è costato tante vite umane.
&lt;/p>
&lt;p>In particolare &lt;strong>denunciamo l’invasione delle Forze Armate Israeliane a Gaza&lt;/strong> ed in Libano. Questa aggressione non è diretta solamente contro i gruppi armati, ma contro i popoli palestinese e libanese in generale che vivono nei territori colpiti, per i quali chiediamo il ritiro immediato delle truppe israeliane dai territori occupati.&lt;/p>
&lt;p>Allo stesso modo &lt;strong>denunciamo gli attacchi degli Hesbollah e di Hamas  contro il popolo Israeliano&lt;/strong> ed esigiamo la liberazione immediata dei giovani israeliani prigionieri di quei gruppi armati.&lt;/p>
&lt;p>Non c’è giustificazione alcuna per gli attacchi terroristi contro la popolazione civile, sia essa di origine palestinese o israeliana. Tutte le fazioni implicate stanno seguendo ciecamente la logica irrazionale della violenza, sentendosi in diritto di uccidere gli altri, in una spirale di vendetta senza fine. Con ciò dimostrano chiaramente all’umanità la loro faccia anti-umanista.&lt;/p>
&lt;p>Ripetiamo una volta di più che la violenza fa parte della preistoria umana ed è totalmente opposta ai desideri della grande maggioranza della popolazione mondiale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Per uscire dalla spirale di violenza, proponiamo&lt;/strong> in primo luogo che tutti quelli che stanno invadendo i territori si ritirino immediatamente e che vengano messe in pratica le risoluzioni e le raccomandazioni delle Nazioni Unite. Questo implica che Israele deve distruggere il muro che è stato definito dall’ONU come “contrario al diritto internazionale”. In secondo luogo, proponiamo la creazione di una forza militare diretta dall’ONU che stabilisca corridoi che proteggano entrambi i popoli. In terzo luogo proponiamo che si inizi un processo di riconciliazione che abbracci il tema della riconciliazione delle vittime e dei carnefici per entrambe le parti. Proponiamo di stabilire un “Tribunale per la Verità e la Riconciliazione” in cui si faccia giustizia, che non significhi produrre sofferenza per i carnefici ma che faccia cessare la sofferenza tanto per le vittime quanto per i responsabili. E per ultimo chiediamo il disarmo nucleare totale tanto di Israele quanto di tutti i paesi in possesso di armi nucleari come priorità internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Il futuro dell’umanità non può basarsi nell’autoaffermazione di un popolo a spese di un altro. Il processo dell’umanità va verso la creazione di una Nazione Umana Universale, nella quale confluiscano le diversità in una direzione comune di superamento del dolore e della sofferenza degli individui e dei popoli.&lt;/p>
&lt;p>In particolare desideriamo che questo messaggio arrivi ai più giovani, tanto della Palestina quanto d’Israele, perchè possano condividere con noi una rivoluzione non violenta.&lt;/p>
&lt;p>[
&lt;a href="http://www.humanisteurope.org/it/home/#" target="_blank">&lt;img align="left" src="http://www.humanisteurope.org/typo3temp/pics/8a3cdf76e6.jpg" />&lt;/a>
&lt;em>A seguito delle ultime esplosioni di violenza in Medio Oriente, la Regionale Europea dell’Internazionale Umanista dichiara:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p class="bodytext">
Gli Umanisti rifiutano la violenza che i gruppi implicati in questo conflitto stanno applicando; un conflitto che dura già da tanti anni e che è costato tante vite umane.
&lt;/p>
&lt;p>In particolare &lt;strong>denunciamo l’invasione delle Forze Armate Israeliane a Gaza&lt;/strong> ed in Libano. Questa aggressione non è diretta solamente contro i gruppi armati, ma contro i popoli palestinese e libanese in generale che vivono nei territori colpiti, per i quali chiediamo il ritiro immediato delle truppe israeliane dai territori occupati.&lt;/p>
&lt;p>Allo stesso modo &lt;strong>denunciamo gli attacchi degli Hesbollah e di Hamas  contro il popolo Israeliano&lt;/strong> ed esigiamo la liberazione immediata dei giovani israeliani prigionieri di quei gruppi armati.&lt;/p>
&lt;p>Non c’è giustificazione alcuna per gli attacchi terroristi contro la popolazione civile, sia essa di origine palestinese o israeliana. Tutte le fazioni implicate stanno seguendo ciecamente la logica irrazionale della violenza, sentendosi in diritto di uccidere gli altri, in una spirale di vendetta senza fine. Con ciò dimostrano chiaramente all’umanità la loro faccia anti-umanista.&lt;/p>
&lt;p>Ripetiamo una volta di più che la violenza fa parte della preistoria umana ed è totalmente opposta ai desideri della grande maggioranza della popolazione mondiale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Per uscire dalla spirale di violenza, proponiamo&lt;/strong> in primo luogo che tutti quelli che stanno invadendo i territori si ritirino immediatamente e che vengano messe in pratica le risoluzioni e le raccomandazioni delle Nazioni Unite. Questo implica che Israele deve distruggere il muro che è stato definito dall’ONU come “contrario al diritto internazionale”. In secondo luogo, proponiamo la creazione di una forza militare diretta dall’ONU che stabilisca corridoi che proteggano entrambi i popoli. In terzo luogo proponiamo che si inizi un processo di riconciliazione che abbracci il tema della riconciliazione delle vittime e dei carnefici per entrambe le parti. Proponiamo di stabilire un “Tribunale per la Verità e la Riconciliazione” in cui si faccia giustizia, che non significhi produrre sofferenza per i carnefici ma che faccia cessare la sofferenza tanto per le vittime quanto per i responsabili. E per ultimo chiediamo il disarmo nucleare totale tanto di Israele quanto di tutti i paesi in possesso di armi nucleari come priorità internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Il futuro dell’umanità non può basarsi nell’autoaffermazione di un popolo a spese di un altro. Il processo dell’umanità va verso la creazione di una Nazione Umana Universale, nella quale confluiscano le diversità in una direzione comune di superamento del dolore e della sofferenza degli individui e dei popoli.&lt;/p>
&lt;p>In particolare desideriamo che questo messaggio arrivi ai più giovani, tanto della Palestina quanto d’Israele, perchè possano condividere con noi una rivoluzione non violenta.&lt;/p>
&lt;p>](
&lt;a href="http://www.humanisteurope.org" target="_blank">http://www.humanisteurope.org&lt;/a>
) 16 Luglio 2006&lt;/p></description></item><item><title>Speciale Referendum 2006 Riforma Costituzione italiana</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/06/speciale-referendum-2006-ecco-cosa-devi-sapere/</link><pubDate>Thu, 15 Jun 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/06/speciale-referendum-2006-ecco-cosa-devi-sapere/</guid><description>&lt;p>&lt;a target="_blank" href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/SpecialeReferendumCostituzione.pdf">&lt;img align="left" title="referendum_2006_vota_no.jpg" id="image337" alt="referendum_2006_vota_no.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/referendum_2006_vota_no.jpg" />&lt;/a>gli amici del trimestrale L&amp;rsquo;Umanista hanno pubblicato questo numero speciale sul referendum costituzionale del prossimo 25 giugno 2006.&lt;/p>
&lt;p>C&amp;rsquo;è anche un&amp;rsquo;interessante &lt;strong>storia della Costituzione Italiana&lt;/strong> (
&lt;a href="http://cecere.xyz/2006/06/06/la-nostra-attuale-non-costituzione-italiana/" target="_blank">leggi e scaricala qui&lt;/a>
) e la spiegazione del &lt;strong>perché&lt;/strong> (dal nostro punto di vista ovvio) &lt;strong>è importantissimo votare NO!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Dato che la versione cartacea non può arrivare a tutti (siamo autofinanziati e senza i &amp;ldquo;grandi&amp;rdquo; poteri che ci appoggiano), puoi scaricare qui la versione in PDF e leggertela con calma.&lt;/p>
&lt;p>Colgo l&amp;rsquo;occasione per far notare che nelle ultime due settimane diverse migliaia di persone sono venute in questo mio piccolo blog cercando informazioni sul referendum.&lt;/p>
&lt;p>GRAZIE A TUTTI VOI PER IL VOSTRO INTERESSE! CONTINUATE/CONTINUAMO COSI'!&lt;/p>
&lt;p>ecco il file:
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/SpecialeReferendumCostituzione.pdf" title="SpecialeReferendumCostituzione.pdf" target="_blank">Speciale Referendum Costituzione.pdf&lt;/a>
(sono 2Mb circa)&lt;/p>
&lt;p>ps: il sito dell&amp;rsquo;Umanista è &lt;a target="_blank" href="http://www.umanista.org">
&lt;a href="https://www.umanista.org" target="_blank">www.umanista.org&lt;/a>
&lt;/a>&lt;/p></description></item><item><title>la nostra attuale "non" Costituzione Italiana</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/06/la-nostra-attuale-non-costituzione-italiana/</link><pubDate>Tue, 06 Jun 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/06/la-nostra-attuale-non-costituzione-italiana/</guid><description>&lt;p>Nei prossimi giorni pubblicherò una tabella sinottica di come cambierà la Costituzione se passasse il Referendum.&lt;/p>
&lt;p>Intanto una semplice domanda: &lt;strong>hai mai letto tutta la nostra Costituzione?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Se sì: hai notato quanto è lontana dalla nostra attualità?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>La cosa vergognosa è che negli ultimi cinquanta anni è stata sobissata e spesso stravolta dai famosi &lt;img align="left" alt="stemma_repubblica_italiana.jpg" id="image319" title="stemma_repubblica_italiana.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/stemma_repubblica_italiana.jpg" />&amp;ldquo;decreti legge&amp;rdquo;.. cioè leggi &amp;ldquo;temporanee&amp;rdquo; (perché incostituzionali) ad uso tampone di situaioni specifiche e ipoteticamente a termine.. in pratica questi milioni di decreti legge si sono accumulati così tanto da essere l&amp;rsquo;incubo (o il sogno 😉 ) degli avvocati da un lato, il più grande inganno per la Costituzione dall&amp;rsquo;altro.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Se non l&amp;rsquo;hai letta la nostra Costituzione: cosa aspetti a farlo?&lt;/strong> ti costa 20 minuti leggerne i punti fondamentali, ed è forse la cosa migliroe che potresti fare per aiutarci tutti.&lt;/p>
&lt;p>E così scoprirai anche tu qualche capolavoro di  bel pensiero, grandi immagini e senso critico è stato fatto all&amp;rsquo;inizio della nostra Repubblica… lì si spiega ad esempio&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>come la Chiesa non dovrebbe interferire in alcun modo con la vita politica dell&amp;rsquo;Italia…&lt;/li>
&lt;li>come tutte le minoranze debbano essere TUTELATE (non semplicemente non discriminate)…&lt;/li>
&lt;li>come si ripudia la violenza in ogni modo…&lt;/li>
&lt;li>come ogni persona ha diritto di scegliere (addirittura di poter cambiare sesso)…&lt;/li>
&lt;li>come ognuno ha diritto di formare una famiglia.. non specificando il sesso delle parti…&lt;/li>
&lt;li>come lo Stato debba lavorare per garantire a tutti il diritto alla salute e all&amp;rsquo;educazione, privilegiando assai i servizi pubblici rispetto quelli privati…&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>e tante altre belle cose.. ecco qui il file se lo vuoi leggere:
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/costituzione_italiana.pdf" target="_blank">Costituzione Italiana (PDF)&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>per questo gli Umanisti chiedono, &lt;strong>prima di andare a stravolgere&lt;/strong> (e questa volta non con decreti temporanei, ma alle radici) qualcosa di molto buono, &lt;strong>di iniziare a rispettare in modo onesto e coerente le nostre leggi fondamentali&lt;/strong>.&lt;/p></description></item><item><title>il 7 giugno serata &amp;quot;centura imbavagliata&amp;quot;</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/06/il-7-giugno-serata-centura-imbavagliata/</link><pubDate>Mon, 05 Jun 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/06/il-7-giugno-serata-centura-imbavagliata/</guid><description>&lt;p>Segnalo questo evento degno di nota:&lt;/p>
&lt;p>Il 7 giugno 2006 gli Amici di Beppe Grillo di Milano invitano tutti i cittadini a&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>ITALIA IMBAVAGLIATA_:_&lt;/strong> &lt;em>La censura dal vivo.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Se ne parla con:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>BEPPE GRILLO&lt;/li>
&lt;li>MARCO TRAVAGLIO&lt;/li>
&lt;li>ANTONIO CORNACCHIONE&lt;/li>
&lt;li>ON. ANTONIO DI PIETRO&lt;/li>
&lt;li>NATALINO BALASSO&lt;/li>
&lt;li>OLIVIERO BEHA&lt;/li>
&lt;li>ON. TANA DE ZULUETA&lt;/li>
&lt;li>GIANNI BARBACETTO&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Ingresso Libero AD ESAURIMENTO POSTI&lt;/p>
&lt;p>al Teatro CARCANO&lt;/p>
&lt;p>Corso di Porta Romana, 63 - Milano&lt;/p>
&lt;p>ore 21.00&lt;/p>
&lt;img alt="manifesto_censura_imbavagliata.jpg" id="image323" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/06/manifesto_censura_imbavagliata.jpg" /></description></item><item><title>TOMMASO, TRAGEDIA ANNUNCIATA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/04/tommaso-tragedia-annunciata/</link><pubDate>Wed, 05 Apr 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/04/tommaso-tragedia-annunciata/</guid><description>&lt;p>pubblico qui un articolo dall&amp;rsquo;amica Daniela Tuscano e una lettera di un suo studente (Stefano) sulla questione Tommaso:&lt;/p>
&lt;p>Una ragazza ha chiesto: ma cosa ci faceva a piede libero uno che aveva alle spalle uno stupro? Infatti. La chiave della tragedia è tutta in questa domanda. Quindi una premessa è obbligatoria.&lt;/p>
&lt;p>Proprio oggi, su &amp;ldquo;Repubblica&amp;rdquo;, si può leggere un&amp;rsquo;interessante notizia: LA CASSAZIONE HA RIPETUTO LA FAMIGERATA SENTENZA CHE TUTTI SENZ&amp;rsquo;ALTRO RICORDERETE PERCHE&amp;rsquo; TUTTI HA INDIGNATO (senza esito, evidentemente) PROPRIO UN MESE FA. Questa: &lt;strong>STUPRARE IN UN AMBIENTE SOCIALE DEGRADATO E&amp;rsquo; MENO GRAVE&lt;/strong> (sic, sic, sic!!!).&lt;/p>
&lt;p>Basterebbe questo a spiegare gli assassinii di mille Tommasi. Che lo stupro, in Italia, non sia mai stato considerato un autentico reato, è arcinoto. Fino al &amp;lsquo;96, &amp;ldquo;grazie&amp;rdquo; anche all&amp;rsquo;opposizione di molti &amp;ldquo;cattolici&amp;rdquo; alle sacrosante istanze delle donne, si trattava di una banalissima questione di morale, di pudore et similia. Senza contare che, le rare volte che un criminale finiva alla sbarra, non era lui che veniva in realtà processato, quanto la sua vittima, su cui si fissavano gli occhi puntuti, inquisitori e libidinosi dei giudici (maschi). I quali partivano già dal presupposto, inossidabile, che la &amp;ldquo;femmina&amp;rdquo; (figlia della Eva peccatrice), per sua natura perversa e tentatrice, aveva provocato il povero malcapitato. Chissà, forse quel giorno portava scarpe rosse, colore della passione, o una minigonna, supremo scandalo, o ancora se ne stava fuori casa, e non fra le quattro mura a faticare per il suo signore, come era suo dovere. Fosse rimasta buona, non le sarebbe successo nulla. E pazienza se la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia, si sa che l&amp;rsquo;uomo &amp;ldquo;non può sempre contenere i suoi istinti&amp;rdquo; e poi, lo ha detto anche un cardinale spagnolo sulla rivista DIOCESANA &amp;ldquo;Aleluya&amp;rdquo; sempre un mese fa, spesso è esasperato per le rampogne della donna, ed è quindi assolutamente logico si comporti così. (Quel cardinale ha anche scritto che le donne che abortiscono sono tout court delle assassine, queste sì senza pietà.)&lt;/p>
&lt;p>La cultura, quindi, gerarchica, maschile, maschilista, dualistica e manichea: la cultura che ha SPADRONEGGIATO e SPADRONEGGIA fino a oggi, la cultura delle caste e dei privilegi, del primato dello spirito (maschio) sul corpo (femmina), la cultura che tutto sacrifica in nome del geloso, avido, materialissimo attaccamento ai propri privilegi e al proprio potere.&lt;/p>
&lt;p>Nulla da stupirsi, quindi, che Alessi fosse fuori, libero e tranquillo. E potesse pure lavorare. La sua, tutto sommato, era una &amp;ldquo;ragazzata&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Per questa cultura, dove solo l&amp;rsquo;uomo (adulto, e aggiungiamo bianco) costituisce l&amp;rsquo;umanità vera, &lt;strong>non c&amp;rsquo;è posto per la donna né per il bambino&lt;/strong>. Entrambi &amp;ldquo;accidenti&amp;rdquo;, esseri imperfetti e imprevisti. Certo, il bambino maschio ha una piccola chance in più, la donna è tagliata fuori sempre e comunque. Ma finché è bambino, magari pure malato come il povero Tommaso, è &lt;em>&amp;ldquo;speranza d&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo;&lt;/em>, come veniva definito in un tempo non lontano da quell&amp;rsquo;Onu che pure doveva proteggere i suoi diritti. &amp;ldquo;Speranza d&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo; è una definizione che, di là della sdolcinatura, non solo non significa nulla, ma anzi è offensiva. &lt;em>&amp;ldquo;Speranza d&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo;&lt;/em>, cioè &lt;strong>adesso non sei nulla, ma lo diventerai. Forse. Se cresci.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Il bambino &lt;strong>è invece uomo (E DONNA) DA SUBITO&lt;/strong>, nel senso che DA SUBITO è essere umano completo; e come uomo (e donna) DA SUBITO dev&amp;rsquo;essere amato e rispettato.&lt;/p>
&lt;p>La nostra cultura non ha MAI rispettato il bambino nella sua integrità umana. Non lo fa oggi, uccidendo gli Iqbal, gli Nkosi, i piccoli anonimi destinati a cucire palloni, le vittime dei pedofili (e giova ricordare, a tal proposito, che pedofili non sono solo gli sfruttatori e assassini di bambini, ma anche i cosiddetti &amp;ldquo;cultori&amp;rdquo; di adolescenti e fanciulle in fiore e tutta la pseudo-cultura che vi è sottesa, richiami alla bellezza dei &amp;ldquo;giovani dèi&amp;rdquo;, poesie arabe e greche, ecc. ecc. ecc.); non l&amp;rsquo;ha fatto nemmeno in passato, dove miriadi di bambini erano mandati a morte nelle crociate, nelle guerre, nelle persecuzioni ecc. Non dimentichiamo che i bambini ebrei, nell&amp;rsquo;età moderna, venivano arsi insieme ai loro genitori. Non dimentichiamo che i bambini sono stati sfruttati come pretesto per le persecuzioni degli adulti (p. es. il massacro dell&amp;rsquo;inesistente Simonino nel XVII sec., utilizzato per giustificare l&amp;rsquo;uccisione di giudei e ripreso, negli anni &amp;lsquo;40, dalla rivista nazifascista &amp;ldquo;La Difesa della Razza&amp;rdquo;).&lt;/p>
&lt;p>Pertanto se è vero, come scrive Serra nel suo bell&amp;rsquo;editoriale sempre su &amp;ldquo;Repubblica&amp;rdquo;, che di cosiddetti &amp;ldquo;mostri&amp;rdquo; ce ne saranno purtroppo sempre, è altrettanto vero che, finora, nulla abbiamo fatto (e per questo ho scritto che siamo tutti corresponsabili) per combattere la &amp;ldquo;mostruosità&amp;rdquo; &lt;strong>in noi&lt;/strong> - in noi, lo ripeto, e non &lt;em>fuori&lt;/em> di noi, nessuna bestia uccide per piacere o per motivi inesistenti (questi l&amp;rsquo;hanno fatto per pochi spiccioli: non dimentichiamo quest&amp;rsquo;aggravante). Solo questo ora dobbiamo veramente a Tommaso. Non le vane preghiere per i suoi carnefici che dal consesso umano hanno umanissimamente scelto di ritirarsi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Daniela Tuscano&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>ecco qui la lettera di Stefano:&lt;/p>
&lt;p>Monza, 2/04/06&lt;/p>
&lt;p>Caro Tommy,&lt;/p>
&lt;p>ieri è arrivata la notizia della tua scomparsa, e questo mi ha colpito profondamente, è due giorni che non mi sento bene. Sai anche se non ti ho mai conosciuto, mi sei entrato subito nel cuore con quei ricci biondi e quegli occhi azzurri e profondi come il mare. Mi dispiace che sei capitato in un mondo dove c&amp;rsquo;è molta violenza e inciviltà, infatti non capisco come ti abbiano potuto uccidere, guardandoti in faccia perché credo che non rimanere inteneriti dal tuo viso sia una cosa che non può succedere, perché con quel bel viso saresti entrato nel cuore di qualunque &lt;strong>persona!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ho sottolineato la parola persona, perché credo che per farti quello che ti hanno fatto non bisogna essere delle persone, ma peggio di animali, sai io ho una nipotina bionda con occhi azzurri proprio come te, e più o meno avete la stessa età, forse è per questo che la tua scomparsa mi ha colpito e ferito così tanto, provocando in me molta rabbia e molto dolore.&lt;/p>
&lt;p>Sai oggi ho giocato e avrei voluto segnare, per dedicarti un gol, ma ti prometto che il primo gol che farò quest&amp;rsquo;anno sarà per te… Mentre ti ho scritto questa lettera mi sono messo a piangere, dalla rabbia e dal nervoso, e spero che ovunque tu sarai andato, riuscirai a perdonare chi ti ha fatto questo, perché io non ci riesco. Tommy spero che ora sarai in paradiso a giocare con le nuvole, dove nessuno ti farà più del male, e spero che giocherai con i miei cuginetti, mio nonno, e mio zio che ora si trovano lì con te…&lt;/p>
&lt;p>Ciao piccolo angelo, salutami le stelle&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Stefano&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>in video veritas</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/03/in-video-veritas/</link><pubDate>Thu, 30 Mar 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/03/in-video-veritas/</guid><description>&lt;p>apprezzo questo semplice sito che ripropone, senza commenti ma neanche censure, diversi episodi delle dichiarazioni ufficiali di un attuale schieramento politico:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.invideoveritas.tk" target="_blank">www.invideoveritas.tk&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>(personalmente non parteggio per l&amp;rsquo;Unione, ma ritengo l&amp;rsquo;attuale scheiramente di centro destra veramente imbarazzante)&lt;/p></description></item><item><title>Alessandra Mussolini e il segreto di pulcinella</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/03/alessandra-mussolini-e-il-segreto-di-pulcinella/</link><pubDate>Fri, 17 Mar 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/03/alessandra-mussolini-e-il-segreto-di-pulcinella/</guid><description>&lt;p>mentre stiamo continuando a raccogleire le firme per presentare candidati umanisti alle prossime elezioni (ehi ma lo sapete che siamo davvero pochi in Italia, a raccogliere le firme in modo veramente onesto e preciso?), riporto questo comunicato dell&amp;rsquo;amica Daniela che risale a settimana scorsa, ma non per questo ha perso validità:&lt;/p>
&lt;p>MUSSOLINI, IL SEGRETO DI PULCINELLA&lt;/p>
&lt;p>&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/03/alessandra-mussolini.jpg" alt="alessandra-mussolini" width="100" height="150" class="alignleft size-full wp-image-5476" />Ieri sera, durante la trasmissione di Vespa &amp;ldquo;Porta a Porta&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;onorevole (?) Alessandra Mussolini ha apostrofato la candidata di Rifondazione Vladimir Luxuria con le seguenti parole: &amp;ldquo;Si veste da donna e crede di poter dire ciò che vuole. Meglio fascista che frocio&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Tali esternazioni, in realtà, non hanno bisogno di commento alcuno. Abbiamo sempre sostenuto che l&amp;rsquo;&amp;ldquo;imbiancatura&amp;rdquo; democratica della ducia Mussolini era una farsa che nascondeva aspirazioni alquanto &amp;ldquo;nere&amp;rdquo;. Molti hanno bevuto le innumerevoli menzogne da lei ammannite quando era al governo, dichiarazioni di amicizia ai gay, ecc. Ai tempi avevamo cercato - senza successo - di dimostrare che si trattava di pura propaganda, che quando la ducia era agli inizi della sua &amp;ldquo;brillante&amp;rdquo; carriera rilasciava dichiarazioni di tutt&amp;rsquo;altro tenore (una su tutte, risalente ai primi anni &amp;lsquo;90: &amp;ldquo;Con tutti gli omosessuali in giro non si trova più un vero maschio&amp;rdquo;). Ma il coming out (suo malgrado) della ducia non è che l&amp;rsquo;ultimo di una lunga serie di insulti omofobi e razzisti che l&amp;rsquo;intero centro-destra ha indirizzato in questi anni agli omosessuali: dai &amp;ldquo;peccatori&amp;rdquo; di Buttiglione, ai &amp;ldquo;culattoni&amp;rdquo; di Tremaglia e dei leghisti, agli &amp;ldquo;osceni&amp;rdquo; di Pisanu… fino all&amp;rsquo;ipocrita difesa della famiglia &amp;ldquo;Mulino Bianco&amp;rdquo; da parte di Silvio Berlusconi, noto maschilista e pluri-divorziato.&lt;/p>
&lt;p>Ma nemmeno questo ci sorprende. E&amp;rsquo; proprio l&amp;rsquo;ipocrisia il vero volto del berlusconismo. Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio aveva già tentato di imbarcare il Nuovo Msi, Forza nuova e altri anti-semiti di vecchia data, alcuni dei quali inquisiti. Davanti alla candidatura della ducia, però, aveva voluto rassicurarci sulla sua &amp;ldquo;sicura fede democratica&amp;rdquo;. Ieri sera, proprio dalla sede per lui più affidabile e rassicurante, gli è giunta (e ci è giunta) la più sonora smentita.&lt;/p>
&lt;p>Ci risulta, però, che l&amp;rsquo;apologia di fascismo sia ancora un reato per la nostra Costituzione e ci domandiamo pertanto cosa si attenda a procedere. Prima che derubrichino anche quella.&lt;/p>
&lt;p>Gli umanisti sono consapevoli del tentativo berlusconiano di strumentalizzare a proprio vantaggio questioni etico-sociali meritevoli di ben altra riflessione, e da parte di ben altri personaggi. Tradito in ogni suo punto il famigerato &amp;ldquo;contratto con gli italiani&amp;rdquo;, nel disperato intento di far dimenticare i disastri di una guerra inutile e dispendiosa, la disoccupazione galoppante, lo sfascio delle istituzioni, le leggi ad personam, l&amp;rsquo;aggressione sistematica alla magistratura e il massacro dello stato sociale Berlusconi - lui, il magnate dell&amp;rsquo;effimero e il custode del più crasso materialismo - si è gettato anima e corpo in un&amp;rsquo;improbabile crociata per l&amp;rsquo;integrità dei costumi. Ora, però, si è passato il segno. Nell&amp;rsquo;esprimere la nostra solidarietà agli omosessuali così volgarmente offesi, il Partito umanista manifesta anche la sua indignazione per la mancanza di ogni scrupolo morale dimostrata da questi piazzisti della politica.&lt;/p>
&lt;p>Daniela Tuscano (Milano) - Area Pari opportunità Segreteria Programmatica Partito Umanista&lt;/p></description></item><item><title>mi hanno rovinato i consumatori! e ora chi voto?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/03/mi-hanno-rovinato-i-consumatori-e-ora-chi-voto/</link><pubDate>Tue, 07 Mar 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/03/mi-hanno-rovinato-i-consumatori-e-ora-chi-voto/</guid><description>&lt;p>non voglio nascondere le mie preferenze politiche e per chi voto:&lt;/p>
&lt;p>quando non c&amp;rsquo;è la possibilità di votare il Partito Umanista (che sebbene sia il partito politico più veccho d&amp;rsquo;Italia (perché ha sempre mantenuto stesso nome e stesso simbolo) è davvero ancora troppo piccolo e a volte non riesce a presentarsi per via delle difficoltà a raccogliere sempre tutte quelle firme)..&lt;/p>
&lt;p>dicevo quando non c&amp;rsquo;è il P.U. è sempre un po&amp;rsquo; un arrabattamento..&lt;/p>
&lt;p>l&amp;rsquo;ultima volta ho trovato e votato felicemente la Lista Consumatori. almeno avevano un indirizzo molto preciso, semplice, necessariamente valido, dato che viviamo in una società Fondamentalista Consumista 🙂&lt;/p>
&lt;p>ma venerdì cosa scopro? la lista dei candidati alle varie liste.. e non si sa da dove è sbucato, ma proprio con la Lista Consumatori si presenta un personaggio assai interessante e di grande esperienza, ma a cui purtroppo non posso dare il mio voto.&lt;/p>
&lt;p>eggià.. così è la vita!&lt;/p></description></item><item><title>il plus energetico e l'evoluzione umana</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/il-plus-energetico-e-levoluzione-umana/</link><pubDate>Tue, 21 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/il-plus-energetico-e-levoluzione-umana/</guid><description>&lt;p>
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&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>oggi dò giusto un assaggio su un tema che mi è molto caro.. forse ne avevo già parlato qualche mese fa, cmq ecco l&amp;rsquo;inizio del tema&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IL TEMA DEL&amp;quot;PLUS&amp;quot;&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Nello schema evolutivo si osserva come nella misura in cui resta energia libera aumenti lo sviluppo: se c&amp;rsquo;è plus d’energia possono darsi nuovi salti evolutivi. Nei casi dove ci sia da impiegare tutta l&amp;rsquo;energia per mantenere la struttura, non si può avanzare, e se si arriva all’estremo d’usare più energia di quella che si produce ci sarà deterioramento e retrocessione.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;avanzo quindi si consegue con l&amp;rsquo;energia in più, con quest’energia libera si possono andare dando risposte d&amp;rsquo;adattamento crescente. Questa non è solo una questione di quantità ma anche d’energia di miglior qualità. Con un’energia più purificata si possono realizzare incursioni in nuove regioni.&lt;/p>
&lt;p>Potrebbe quindi affermarsi che: ogni progresso richiede un plus d’energia, vale a dire, una maggiore quantità d&amp;rsquo;energia e di migliore qualità. Quando non si consegue il plus l’avanzamento si arresta o si ha retrocessione.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>NEL PROCESSO UMANO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Che certi primati cominciarono a camminare eretti non solo contribuì a poter aumentare il campo visivo e ad avere più prospettiva, ma inoltre &amp;ldquo;liberò&amp;rdquo; le braccia, prima necessarie per trasferirsi, perché potessero essere utilizzate in altre attività più complesse e precise, il che aumentò notevolmente le loro abilità. Il correlato fu d’aumentare la loro capacità cranica. Già l’Homo, col farsi più complessa l&amp;rsquo;attività cerebrale, poté conseguire, fra le altre cose, e grazie a mani più precise, una dieta più selettiva. Questa dieta più ricca di sostanze nutritive produsse una riduzione della taglia dei suoi intestini e così ha potuto disporre d’energia per applicarla nello sviluppare un cervello più grande e complesso&lt;/p>
&lt;p>– Ciò che si liberò in trippa fu investito in cervello –.&lt;/p>
&lt;p>Ormai nell’Homo sapiens è chiaro il processo di andare ad usare ogni volta meno energia per coprire le necessità di base. Questo libera energia che può essere applicata in altri campi.&lt;/p>
&lt;p>I summenzionati sono esempi di ciò che accade nel semplice evoluzionismo. Ma chissà che non sia possibile andare più in là del lento evolvere, avanzare a maggior velocità. Per questo ci sarebbe da conseguire un maggior flusso d’energia libera.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>……. qui segue tutta la storia dell&amp;rsquo;evoluzioen umana e il tema del plus energetico, fino ad arrivare alla seguente:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>VERTIGINE DA PLUS&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Il grado di libertà che si ha nel decidere in cosa ognuno applichi il suo tempo è una delle manifestazioni del plus. Contare sul tempo libero sarebbe una delle manifestazioni del plus. Però in alcuni casi si dà una sorta di vertigine davanti alla possibilità di decidere. Non si ha l’abitudine, il costume. Se si sta vivendo una vita in funzione di… (impegni, obblighi, requisiti, altri interessi, ecc.), che in qualche momento si conti su un plus può produrre perturbazioni e destabilizzazioni. In occidente la maggioranza delle depressioni si hanno nei giorni di domenica (nel ciclo settimanale) e nelle vacanze (nel ciclo annuale), curiosamente le epoche di maggior plus. In alcune società si sta avendo la paura del tempo libero. Per contro-arrestare questo sono sorte società dedicate ad informare e progettare vacanze in cui la gente sia sempre &amp;ldquo;occupata&amp;rdquo; ed evitare così quel vuoto che dà il fatto di avere &amp;ldquo;tempo per fare ciò che si vuole&amp;rdquo;, che risulta per alcuni così squilibrante.&lt;/p>
&lt;p>“Essere sempre occupato&amp;quot; si è convertito in uno stato vitale molto caratteristico della nostra epoca nella cultura occidentale. Questa mancanza di disponibilità molte volte è una giustificazione che opera come occultamento di un altro tipo di problemi che non si attacchino. La dinamica del sistema agisce eliminando la disponibilità per i temi principali e contrariamente devia tutta l&amp;rsquo;energia verso i temi superficiali e secondari. In questo modo opera senza risolvere i problemi di fondo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>……. continua poi:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>
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&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IL PARADOSSO DEL PLUS&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Si ha meno plus quanto più si stia in temi secondari dai quali si interpreta che non si può stare in temi importanti perché non si ha plus&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Da questa postura mentale non c’è uscita. &amp;ldquo;Il plus sorge quando si vanno progressivamente collocando nella vita i temi essenziali come prioritari&amp;rdquo;. Dunque il plus è più relazionato all’ordinamento delle priorità vitali che a supposte condizioni che a ciascuno tocca vivere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>……. non vi dico la conclusione 😀&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>(ovviamente l&amp;rsquo;autore dei frammenti riportati è un umanista contemporaneo… contattatemi se siete interessati&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>In Nigeria continua la guerra per il petrolio contro ENI e SHELL</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/in-nigeria-continua-la-guerra-per-il-petrolio-contro-eni-e-shell/</link><pubDate>Tue, 21 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/in-nigeria-continua-la-guerra-per-il-petrolio-contro-eni-e-shell/</guid><description>&lt;p>a dispetto di chi si lascia distrarre (per volontà o necessità) e crede che tutto va bene tutto va per il meglio non c&amp;rsquo;è ragione di preoccuparsi.. anzi: GUAI A OPPORSI ALLA VIOLENZA E ALL&amp;rsquo;INGIUSTIZIA, perchè così le si danno forza (c&amp;rsquo;è tanta gente che purtroppo la pensa così), riporto questo breve aggiornamento su quanto da anni sta succedendo in Nigeria..&lt;/p>
&lt;p>ringraziamo sempre
&lt;a href="http://www.peacelink.it" target="_blank">www.peacelink.it&lt;/a>
per il valorosissimo lavoro che da 15 anni sta portando avanti!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Perché Shell ed Eni sono attaccate in Nigeria?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Se ne parla poco sui TG ma la situazione è esplosiva in Nigeria. Petrolio, gas e guerriglia creano una miscela esplosiva. In Italia si vogliono costruire rigassificatori per importare il gas nigeriano e &amp;ldquo;per diversificare le fonti&amp;rdquo;. Si tenta di diminuire la dipendenza dall&amp;rsquo;Algeria quando la Nigeria è in fiamme e gli impianti vengono presidiati dall&amp;rsquo;esercito e da squadre armate.&lt;/p>
&lt;p>La Shell non vuole commentare ciò che sta accadendo e l&amp;rsquo;Eni non dice quasi nulla. A testimonianza di quanto sia grave la situazione.&lt;/p>
&lt;p>Per tentare di capire qualcosa ecco un po&amp;rsquo; di informazioni prese da Internet.&lt;/p>
&lt;p>A.M.&lt;/p>
&lt;p>WARRI, Nigeria (Reuters) - Un gruppo di militanti nigeriani ha detto oggi di aver fatto esplodere una piattaforma militare e un oleodotto, estendendo la campagna di sabotaggio che ha già portato il paese, ottavo produttore al mondo di petrolio, a tagliare la produzione di un quinto.&lt;/p>
&lt;p>I militanti, che già detengono nove ostaggi stranieri, hanno giurato che non permetteranno alla Royal Dutch Shell di utilizzare la piattaforma cisterna, Forcados, già danneggiata, che conta il 15% delle esportazioni nigeriane e hanno anche minacciato attentati ancora più devastanti nell&amp;rsquo;intera regione.&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Delle unità di pattuglia hanno compiuto degli attentati alla piattaforma galleggiante, che appartiene all&amp;rsquo;esercito nigeriano e al collettore Shell Ughelli Odidi-Escravos. Sono state entrambe distrutte con dell&amp;rsquo;esplosivo&amp;rdquo; , ha comunicato in un email il Movimento per l&amp;rsquo;emancipazione del delta della Niger.&lt;/p>
&lt;p>Il gruppo ha aggiunto che i soldati hanno abbandonato la piattaforma prima che si disintegrasse.&lt;/p>
&lt;p>Non è stato possibile nell&amp;rsquo;immediato ottenere la conferma delle informazioni da fonti indipendenti ma i militanti hanno già fornito in passato un rendiconto dettagliato degli attentati.&lt;/p>
&lt;p>La Shell ha sospeso sabato la produzione di un flusso si 455.000 barili al giorno, il 19% della produzione nigeriana, dopo la sequenza di attacchi notturni agli impianti dello stato nigeriano.&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Continueremo nella distruzione degli impianti petroliferi nello Stato del Delta mentre concludiamo la preparazione di attacchi più ampi nell&amp;rsquo;intera regione&amp;rdquo;, hanno detto i militanti.&lt;/p>
&lt;p>Fonte
&lt;a href="http://today.reuters.it/news" target="_blank">http://today.reuters.it/news&lt;/a>
20/2/06&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nigeria - L&amp;rsquo;attacco all&amp;rsquo;impianto Agip: 9 morti (AGI, 24-01-2006)&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Armati camuffati da poliziotti hanno sferrato oggi un attacco a impianto dell&amp;rsquo;Agip a Port Harcourt, nel Delta del Niger. L&amp;rsquo;Eni in una nota ha precisato che &amp;ldquo;dopo un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza, la banda armata e&amp;rsquo; riuscita a raggiungere i locali della banca situata all&amp;rsquo;interno della base operativa&amp;rdquo;. Durante l&amp;rsquo;attacco, prosegue la nota, &amp;ldquo;nove persone sono rimate uccise e si e&amp;rsquo; registrato un numero imprecisato di feriti. Nessun italiano e&amp;rsquo; rimasto coinvolto&amp;rdquo;. Ancora l&amp;rsquo;ente petrolifero ha spiegato che &amp;ldquo;dopo una breve occupazione alle ore 15:30 circa la banda ha lasciato la base&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;Eni ha &amp;ldquo;temporaneamente&amp;rdquo; fatto sgomberare &amp;ldquo;dalla base operativa il proprio staff e i suoi contrattisti&amp;rdquo; e assicurato che &amp;ldquo;la situazione e&amp;rsquo; al momento sotto controllo&amp;rdquo;. (
&lt;a href="http://www.agi.it/news.pl?doc=200601241838-1235-RT1-CRO-0-NF60&amp;amp;page=0&amp;amp;id=agionline.dalmondo" target="_blank">AGI, 24-01-2006&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>L&amp;rsquo;Eni in Nigeria&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;Ente Nazionale Idrocarburi è presente nello stato africano da più di quarant&amp;rsquo;anni. Circa il 10% del petrolio e del gas che la Nigeria (ottavo esportatore mondiale di greggio) produce finisce nel nostro paese. Una presenza, quindi,importante, che gli attacchi agli impianti Agip mettono ora a rischio.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.warnews.it/index.php/content/view/2064/29/" target="_blank">http://www.warnews.it/index.php/content/view/2064/29/&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>DIMISSIONI IMMEDIATE PER ROBERTO CALDEROLI</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/dimissioni-immediate-per-roberto-calderoli/</link><pubDate>Sat, 18 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/dimissioni-immediate-per-roberto-calderoli/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2006/roberto_calderoli.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>scusami, potresti non essere d&amp;rsquo;accordo, ma non posso non girarti il seguente comunicato stampa, è troppo importante..&lt;/p>
&lt;p>saprai cosa ha fatto ieri il nostro &amp;ldquo;ministro&amp;rdquo;, indossando una maglietta con su una vignetta anti-maometto…bene:&lt;/p>
&lt;p>**Il Partito Umanista chiede:&lt;/p>
&lt;p>Le immediate dimissioni del Ministro Roberto Calderoli&lt;/p>
&lt;p>L’immediato ritiro delle truppe italiane in Iraq&lt;/p>
&lt;p>Un intervento pubblico del Presidente della Repubblica italiana che dissoci le intenzioni e le volontà del popolo italiano dalle farneticanti espressioni di chi lo governa;&lt;/p>
&lt;p>Se veramente si vuole combattere il terrorismo, bisogna innanzitutto smettere di praticarlo.**&lt;/p>
&lt;p>Nel corso della campagna nazionale &lt;strong>“il futuro si può cambiare”&lt;/strong> il Partito Umanista Italiano insieme a decine di altre associazioni ha già raccolto migliaia di firme a supporto di una lettera al Presidente della Repubblica nella quale si richiede un Suo intervento pubblico in relazione alle numerose dichiarazioni incivili razziste e offensive da parte di alte cariche dello stato e del governo tra i quali: Roberto Calderoli, Marcello Pera Presidente del Senato, Roberto Castelli Ministro della Giustizia, che mettono in pericolo una popolazione in gran parte contraria alla guerra in Iraq, esponendola al rischio di un attentato terroristico.&lt;/p>
&lt;p>In un momento di grave tensione tra il mondo islamico e quello occidentale l&amp;rsquo;iniziativa del ministro Calderoli di indossare una maglietta con le vignette su Maometto, rappresenta un ulteriore provocazione che semina il vento della discordia e del terrore nella speranza di raccogliere tempeste di guerra.&lt;/p>
&lt;p>**Oggi una manifestazione in Libia&lt;/p>
&lt;p>contro il consolato italiano repressa nel sangue, domani cosa potrà impedire un attentato terroristico in Italia?**&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.partitoumanista.it" target="_blank">www.partitoumanista.it&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>NOTA: il Partito Umanista è un organismo del Movimento Umanista.. è la sua &amp;ldquo;espressione politica&amp;rdquo;, diciamo.&lt;/p>
&lt;p>se hai la residenza a Milano, questo finesettimana e il prossimo si stanno raccogliendo le firme per presentare un &lt;strong>candidato sindaco umanista alle prossime elezioni.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se vuoi dare una mano a presentare una valida e coerente alternativa alla CdL e all&amp;rsquo;Unione, vieni ad un banchino a dare una firma?&lt;/p>
&lt;p>guarda qui il calendario e i luoghi:&lt;/p>
&lt;p>grazie per l&amp;rsquo;attenzione.&lt;/p></description></item><item><title>Piani segreti del Pentagono per controllare internet</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/piani-segreti-del-pentagono-per-controllare-internet/</link><pubDate>Fri, 17 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/piani-segreti-del-pentagono-per-controllare-internet/</guid><description>&lt;p>I Pentagono americano ha messo in atto una vera strategia per mettere internet sotto controllo. Il documento, denominato “The Information Operation Roadmap”, è stato consultato sotto la FOIA (Freedom of Information Act) e svelato in un articolo della BBC. In tale documento traspare il fatto che il Pentagono vede internet come un nemico da combattere. Si nota che come pericolo per le strategie del Dipartimento della Difesa americano viene visto solo internet e non gli altri mainstream media (MSM) dai quali il 75% degli americani prende informazioni. Da ciò si deducono amare considerazioni. Il fatto che gli altri MSM non turbano il sonno dei responsabili del Pentagono fa capire che tali mezzi, ormai, sono totalmente addomesticati alle strategie di guerra dei militari, organi di propaganda che hanno in compito non di informare il pubblico della verità ma di raccontare le verità di comodo, creando una nuvola impenetrabile sui veri scopi delle varie guerre. In questo quadro internet da un fastidio cane in quanto è rimasto l’ultimo baluardo dell’informazione libera dove i semplici cittadini possono prendere notizie non filtrate e sfondare il muro di menzogne e propaganda del Pentagono.&lt;/p>
&lt;p>articolo tratto da
&lt;a href="http://www.umanista.it" target="_blank">www.umanista.it&lt;/a>
- l&amp;rsquo;informazione umanista - che ti consiglio di andare a leggere con regolarità.&lt;/p>
&lt;p>sul prossimo numero del Fannullone si inizierà a parlare di tecnologia come si deve&lt;/p></description></item><item><title>stamattina al bancomat…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/stamattina-al-bancomat/</link><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/stamattina-al-bancomat/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2006/berlusconi_al_bancomat.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Pomodori e buoi dei paesi tuoi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/12/pomodori-e-buoi-dei-paesi-tuoi/</link><pubDate>Fri, 16 Dec 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/12/pomodori-e-buoi-dei-paesi-tuoi/</guid><description>&lt;p>questo post di Beppe Grillo merita di essere letto e meditato:
&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2005/12/il_pomodoro_cin.html" target="_blank">Pomodori e buoi dei paesi tuoi&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>solidarietà alla Val di Susa</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/12/solidariet-alla-val-di-susa/</link><pubDate>Tue, 06 Dec 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/12/solidariet-alla-val-di-susa/</guid><description>&lt;p>stanotte sono successe cose abbastanza imbarazzanti (polizia che manganella un po’ tutti)&lt;/p>
&lt;p>si stanno mobilitando in tante città. a Milano alle 18:00 davanti alla prefettura.&lt;/p>
&lt;p>Questa notte la polizia ha sgomberato con la forza le persone nel presidio&lt;/p>
&lt;p>di Venaus, in Val di Susa, dove si sta manifestando pacificamente contro la&lt;/p>
&lt;p>costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità  Torino-Lione&lt;/p>
&lt;p>I comitati della Val di Susa hanno scritto in un comunicato che la polizia&lt;/p>
&lt;p>ha manganellato donne, anziani, giornalisti.&lt;/p>
&lt;p>Per chi fosse interessato a sapere cosa sta succedendo veramente nella&lt;/p>
&lt;p>valle:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.globalproject.info/art-6717.html" target="_blank">http://www.globalproject.info/art-6717.html&lt;/a>
(con testimonianze dirette audio)&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.notavtorino.org" target="_blank">http://www.notavtorino.org&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.partitoumanista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=128&amp;amp;Itemid=1" target="_blank">http://www.partitoumanista.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=128&amp;Itemid=1&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Come internet ha ucciso il Quarto Potere</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/come-internet-ha-ucciso-il-quarto-potere/</link><pubDate>Wed, 16 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/come-internet-ha-ucciso-il-quarto-potere/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2005/terra_dallo_spazio.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Nel 2014 il New York Times andò offline.&lt;/p>
&lt;p>Le fortune del Quarto Potere svanirono.&lt;/p>
&lt;p>Cosa accadde al mondo dell&amp;rsquo;informazione?&lt;/p>
&lt;p>E cosa è EPIC?&lt;/p>
&lt;p>&lt;a href="http://www.idorosen.com/mirrors/robinsloan.com/epic/" target="_blank">SCOPRILO QUI&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>(purtroppo il video è solo in inglese, ma ne vale la pena vederlo. è strepitoso.)&lt;/p>
&lt;p>grazie seawanderer per la segnalazione!&lt;/p>
&lt;p>non credo ci vogliano molte argomentazioni per constatare che è un processo molto più realistico che fantascientifico&lt;/p></description></item><item><title>VIA DALL'IRAQ! le foto</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/via-dalliraq-le-foto/</link><pubDate>Sun, 13 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/via-dalliraq-le-foto/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.clum.net/md/modules.php?set_albumName=album14&amp;amp;op=modload&amp;amp;name=gallery&amp;amp;file=index&amp;amp;include=view_album.php" target="_blank">
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2005/viadalliraq.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
)&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>a differenza di chi non fa seguire l&amp;rsquo;azione alle parole, ieri abbiamo passato tutto il pomeriggio in Piazza San Babila (Milano) per il secondo atto pubblico della campagna
&lt;a href="http://www.ilfuturosipuocambiare.org" target="_blank">www.ilfuturosipuocambiare.org&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>con un&amp;rsquo;installazione a 4 monitor (e un bel impianto audio) abbiamo mostrato a centinaia di persone ignare il &lt;strong>video della Strage al Fosforo Bianco di Fallujia&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>oltrechè al video sulle relazioni ItaliaPetrolio, e indetto &lt;strong>la prima FOTOPETIZIONE italiana per il RITIRO DELLE TRUPPE DALL&amp;rsquo;IRAQ&lt;/strong>:&lt;/p>
&lt;p>chiedevamo ai passanti di fermarsi un secondo a farsi fotografare con dei cartelli (tipo NON VOGLIO LA GUERRA, VIA LE TRUPPE, VOGLIO LA PACE).&lt;/p>
&lt;p>il risultato è stato bellissimo. la partecipazione attiva e sentita.&lt;/p>
&lt;p>tanti andavano a firmare senza neanche dover essere fermati. molti ci hanno ringraziato per aver fatto vedere in pubblico quei video e quelle foto.&lt;/p>
&lt;p>migliaia di volantini distribuiti, anche nelle metropolitane (dove si sono ripetute le performances con il
&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/articolo/vademecum-satirico-benvenuti-nel-terrore/22/" target="_blank">Vademecum anti attentato terroristico&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.clum.net/md/modules.php?set_albumName=album14&amp;amp;op=modload&amp;amp;name=gallery&amp;amp;file=index&amp;amp;include=view_album.php" target="_blank">GUARDA QUI LE FOTO dell&amp;rsquo;atto&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>il prossimo appuntamento è MARTEDì 15 davanti all&amp;rsquo;Ambasciata USA a Milano, via Turati, ore 18:00&lt;/p>
&lt;p>saluto con sentita Pace, Forza e Allegria!&lt;/p>
&lt;p>ps: dopo siamo andati al cinema a vedere Elizabethtown: bello! sopratutto le musiche!!&lt;/p></description></item><item><title>Parlamento Pulito</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/aaa-aiuto-cercasi-per-pulizie-ufficio/</link><pubDate>Fri, 11 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/aaa-aiuto-cercasi-per-pulizie-ufficio/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2005/montecitorio.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;h2 id="aaa-aiuto-cercasi-per-pulizie-ufficio">AAA aiuto cercasi per pulizie ufficio…&lt;/h2>
&lt;h2 id="urgente">URGENTE:&lt;/h2>
&lt;p>per ufficio molto grande, cercasi circa 40 milioni di collaboratori domestici, di qualsiasi religione, partito ed etnia.&lt;/p>
&lt;p>paga buona e costante (con modello F.24)&lt;/p>
&lt;p>località: Piazza Montecitorio - Roma&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2005/parlamento_pulito.pdf" alt="ALLEGO QUI file con tutti i dettagli." loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>ps: grazie Rory per il file! mi mancava 😀&lt;/p>
&lt;p>ps: oggi è proprio una gran bella giornata d&amp;rsquo;autunno&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>AGGIORNAMENTO:&lt;/strong> aggiungerei di ripulire anche la televisione (almeno quella pubblica), e di boicottare i programmi che vedono questi personaggi parlare dal loro pulpito.. ce n&amp;rsquo;è pure uno condannato per aggregazione mafiosa che pubblicizza una grande compagnia di telefonia pubblica&amp;hellip;&lt;/p></description></item><item><title>Parigi in fiamme… presto la pillola!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/parigi-in-fiamme-presto-la-pillola/</link><pubDate>Sun, 06 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/parigi-in-fiamme-presto-la-pillola/</guid><description>&lt;p>#todo_img pariginfiamme.jpg&lt;/p>
&lt;p>spero che qualcuno si connetta veramente con quello che sta succedendo.&lt;/p>
&lt;p>se un Iraq o Afghanistan non toccano più di tanto (sono &amp;ldquo;lontani&amp;rdquo;).. qui si parla di Parigi.&lt;/p>
&lt;p>una Molotov in centro Parigi e centinaia di auto incendiate..&lt;/p>
&lt;p>sta iniziando a muoversi quel qualcosa che tanto temevamo.&lt;/p>
&lt;p>e qui non c&amp;rsquo;è vaccino o pillola come per l&amp;rsquo;aviaria (inoltre questa non è così tanto bufala..)&lt;/p></description></item><item><title>ma cosa sta succedendo?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/ma-cosa-sta-succedendo/</link><pubDate>Fri, 04 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/ma-cosa-sta-succedendo/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/politica/orlandoesp/orlandoesp/orlandoesp.html" target="_blank">http://www.repubblica.it&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Rutelli che &amp;ldquo;licenzia&amp;rdquo; Leoluca Orlando perché vuole appoggiare la sorella di Borsellino alla Regione sicilia…&lt;/p>
&lt;p>non so perché, ma questa notizia non mi piace affatto.. anzi mi mette un bel po&amp;rsquo; di malumore..&lt;/p>
&lt;p>mah..&lt;/p>
&lt;p>intanto saluto calorosamente tutti gli amici che in questo momento sono in giro per il Mondo (Marocco, India, Senegal..) a far crescere il nostro progetto di umanizzazione della terra..&lt;/p>
&lt;p>(vedi ad es.
&lt;a href="http://www.delta208.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=blogcategory&amp;amp;id=76&amp;amp;Itemid=158" target="_blank">http://www.delta208.org/index.php?option=com_content&amp;task=blogcategory&amp;id=76&amp;Itemid=158&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>ciao amici&lt;/p></description></item><item><title>Il Futuro si può cambiare.. alcune foto</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/10/il-futuro-si-puo-cambiare-alcune-foto/</link><pubDate>Mon, 17 Oct 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/10/il-futuro-si-puo-cambiare-alcune-foto/</guid><description>&lt;p>#todo_img peace1510.jpg&lt;/p>
&lt;p>ecco alcune foto degli eventi organizzati sabato scorso per iniziare la campagna
&lt;a href="http://www.ilfuturosipuocambiare.org" target="_blank">www.ilfuturosipuocambiare.org&lt;/a>
:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Milano:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.milanoumanista.org/index.php?option=com_rsgallery&amp;amp;catid=10" target="_blank">http://www.milanoumanista.org&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://ale-gazzoli.magix.net/" target="_blank">http://ale-gazzoli.magix.net/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.casaumanista.it/foto/sanbabila/sanbabila1.htm" target="_blank">http://www.casaumanista.it/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://win.delta208.org/foto/Il_futuro_si_puo_cambiare/index.html" target="_blank">http://win.delta208.org/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Firenze:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.sanchez.it/foto/15_10_2005/" target="_blank">http://www.sanchez.it/foto/15_10_2005/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.10ragioni.it/ManifestazioneMU/index.html" target="_blank">http://www.10ragioni.it/ManifestazioneMU/index.html&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>la diga sta crollando..</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/09/la-diga-sta-crollando/</link><pubDate>Tue, 13 Sep 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/09/la-diga-sta-crollando/</guid><description>&lt;p>dieci anni fa si parlava solo di &amp;ldquo;crepe&amp;rdquo;… e si è continuato a darsi molto da fare per cercare di cambiare il corso degli eventi..&lt;/p>
&lt;p>ora sembra invece che la diga sta cedendo..&lt;/p>
&lt;p>e non si tratta solo di crisi economiche, violenza, crescita della povertà.. di cose &amp;ldquo;tangibili&amp;rdquo;, insomma.&lt;/p>
&lt;p>stanno cedendo tutte le credenze.&lt;/p>
&lt;p>noi si continua con rinnovata energia a cercare di ridare un Senso alla storia..&lt;/p>
&lt;p>come tutte le antenne, per ricevere si devono prima alzare&lt;/p></description></item><item><title>METICCI</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/08/meticci/</link><pubDate>Mon, 22 Aug 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/08/meticci/</guid><description>&lt;p>appena tornato, inorridito dalle testate dei vari quotidiani, ma pronto a riprendere bene la situazione, riporto il seguente articolo di Daniela, che condivido appieno.&lt;/p>
&lt;p>Secondo il prof. Pera, presidente del Senato e seconda carica dello Stato italiano, il rischio più alto che possa correre l&amp;rsquo;Europa è di affogare nel &amp;ldquo;meticciato&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Qualcuno ha già scritto che Pera usa termini fallaciani (ricordate la mitica Eurabia?). E sbaglia: prima di lui, già Benito Mussolini si era scagliato contro il &amp;ldquo;meticciato ebraico&amp;rdquo; che inquinava la sana razza italiana e i suoi valori; e reagì all&amp;rsquo;&amp;ldquo;intollerabile&amp;rdquo; commistione con le misure che sappiamo.&lt;/p>
&lt;p>Naturalmente Pera non ne fa solo un discorso di stirpe (ma noi credevamo che parole come questa, insieme col menzognero concetto di razza coniato nell&amp;rsquo;Ottocento, appartenessero ormai all&amp;rsquo;archivio delle nostre vergogne verbali): il suo discorso è più ampio e più esteso, e tocca in primo luogo il relativismo. E cos&amp;rsquo;è il relativismo per Pera? E&amp;rsquo; il dialogo con le altre religioni, in particolare con l&amp;rsquo;Islam (che, nell&amp;rsquo;ottica del nostro imparziale presidente e contrariamente alle parole del Papa, è sempre e comunque sanguinario e guerrafondaio); di conseguenza i &amp;ldquo;pacifisti&amp;rdquo; sono più o meno dei criminali. E&amp;rsquo; l&amp;rsquo;assenza di ogni vincolo morale, come dimostra la persecuzioni delle &amp;ldquo;lobby gay&amp;rdquo; verso il prof. Buttiglione (e anche, curiosamente ma non troppo, la legge francese contro il velo islamico in Francia). E&amp;rsquo; l&amp;rsquo;affermazione che tutte le culture sono uguali, anzi, &amp;ldquo;si possono comparare&amp;rdquo;. E&amp;rsquo;, in definitiva, l&amp;rsquo;ignobile confusione che Pera opera tra indifferenza inerte e problematicità odierna, tra coraggio e paura, tra forza e prepotenza. Chi accetta il confronto, caro presidente Pera, è proprio chi non si sente assediato, ma chi conosce le proprie radici e in virtù di quelle si relaziona, in parità e senza cedimenti, di fronte al proprio vicino. Chi accetta il confronto sa che in ogni civiltà esiste un momento umanista dove potersi intendere e cominciare a specchiarsi con franchezza e onestà. Chi guarda al futuro non lo teme, ma lo affronta. Non con la guerra che a Lei piace tanto, ma con le armi della cultura e libero da pregiudizi. E ce lo lasci dire, presidente Pera: se la nostra superiorità bianca, occidentale e maschile si misura in termini di &amp;ldquo;meticciato&amp;rdquo; (etnico, religioso e/o culturale) siamo ben felici di non appartenere a un&amp;rsquo;umanità come la Sua.&lt;/p></description></item><item><title>Piu' mangi, meno paghi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/08/piu-mangi-meno-paghi/</link><pubDate>Tue, 02 Aug 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/08/piu-mangi-meno-paghi/</guid><description>&lt;p>La sfida ha qualcosa di perverso: &lt;strong>la bistecca supera i 2 Kg. di peso&lt;/strong>, e ordinarla al &amp;ldquo;Big Texan&amp;rdquo; di Amarillo ti costa la bella cifra di 52 dollari - circa 40 euro. Ma se riesci a mangiarla tutta in meno di un&amp;rsquo;ora, compresi lo sfilatino di pane e la patata bollita di contorno, la bistecca diventa gratis.&lt;/p>
&lt;p>Idem per il &lt;strong>mega-hamburger da quasi 7 Kg&lt;/strong>. che il Denny&amp;rsquo;s Pub di Clealand, in Pennsylvania, mette a 30 dollari tondi, a meno che tu e il tuo amico riusciste a ripulire completamemte quel piatto entro un&amp;rsquo;ora secca. Oppure per il ferale intruglio ipercalorico di &lt;strong>due litri di gelato, caramello, biscotti al cioccolato, fragole, panna montata, ciliegie, mandorle eccetera&lt;/strong>, che puoi ordinare per 22 dollari al Beaches&amp;amp;Cream di Orlando, in Florida, ma che ti peserà zero lire sul borsellino - e ancor meno sulla coscienza - se riesci ad ingurgitarlo tutto entro un&amp;rsquo;ora.&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; la nuova trovata dei ristoratori americani, alla caccia perpetua di una clientela che evidentemente non vuole arrendersi alla realtà del nuovo millennio, dove con quei tre piatti, …&lt;/p>
&lt;p>… potresti tranquillamente sfamare quaranta persone, invece di mandarne quattro in ambulatorio a fare la lavanda gastrica.&lt;/p>
&lt;p>Se è vero che ogni società esprime la sua essenza attorno al rito del mangiare, bisogna dire che questa ultima moda americana è particolarmente significativa, poichè riesce a combinare alla perfezione il mito dell&amp;rsquo;abbondanza con quello della velocità. Mentre una società più sensibile culturalmente, ad esempio, potrebbe regalare l&amp;rsquo;hamburger a chi riuscisse a mangiarla declamando i versi dell&amp;rsquo;Amleto, oppure cantando l&amp;rsquo;Aida. Un&amp;rsquo;altra, magari afflitta dalla siccità, potrebbe regalarti la bistecca se per caso comincia a piovere proprio mentre la stai mangiando. Ma per gli americani i &amp;ldquo;valori&amp;rdquo; sono quelli, e quelli vanno riconosciuti.&lt;/p>
&lt;p>Ogni società infatti ama anche premiare pubblicamente i valori su cui è fondata, per riuscire a conservarli e a conservare quindi se stessa nel tempo. La stessa cosa avviene anche al suo interno, per ogni microcosmo che la compone: se lavori all&amp;rsquo;IBM di Chicago, e sei educato puntuale ed efficiente, diventi &amp;ldquo;l&amp;rsquo;impiegato del mese&amp;rdquo;, e hai diritto a parcheggiare accanto al presidente. Se sai toccare bene il pallone, e fai impazzire le folle con i tuoi numeri ubriacanti, diventi Maradona e d&amp;rsquo;ingaggio puoi chiedere quello vuoi. E&amp;rsquo; così anche nella più remota tribù centrafricana, dove se acchiappi più gazzelle degli altri, perchè corri più veloce di tutti, avrai anche diritto alla più bella ragazza del villaggio.&lt;/p>
&lt;p>La cosa può diventare anche del tutto autoreferenziale - quasi ermafroditica, in un certo senso - nel momento in cui generi tu stesso il premio che ti legittimi poi ad esistere: se sei Hollywood, e produci film costosissimi e inutili, ti inventi gli Oscar, che premiano i film costosissimi e inutili, per poter continuare a farli in santa pace.&lt;/p>
&lt;p>Questa evidente relatività dei valori, che può essere estesa addirittura ad un&amp;rsquo;intera religione - se nasci in un paese musulmano, piuttosto che cristiano, le tue chances di non diventare musulmano o cristiano sono ridotte al lumicino - trova la sua conferma proprio nel fatto che, stranamente, gli unici valori a non essere premiati da nessuna società in particolare sono proprio quelli più universali, da tutti riconosciuti e da nessuno contestati, come la generosità, la compassione, il rispetto umano o la tolleranza verso il prossimo. Valori quindi, apparentemente, &amp;ldquo;inutili&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Forse allora un modo sicuro per sapere se stai sbagliando o no, è quello di domandarti come la società reagirebbe di fronte a ciò che stai per fare. Se sai che non sarebbe nè premiato in maniera vistosa, nè punito in maniera atroce, vai tranquillo che molto probabilmente sei nel giusto.&lt;/p>
&lt;p>In caso contrario, sia di fronte ad un premio eccessivo, che di fronte ad una punizione esagerata, fermati almeno un momento a domandarti il perchè.&lt;/p></description></item><item><title>Il mondo si sta riattivando…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/07/il-mondo-si-sta-riattivando/</link><pubDate>Fri, 08 Jul 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/07/il-mondo-si-sta-riattivando/</guid><description>&lt;p>#todo_img hirsch_lula_0005.jpg&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Intervista esclusiva al candidato del Juntos Podemos, coalizione progressita cilena, promossa dal Partito Umanista Cileno.&lt;br>
Tomás Hirsch, l’uomo e il candidato (nella foto insieme al presidente Lula)&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>È sempre stato lasciato ai margini dei dibattiti presidenziali, delle discussioni di attualità e del conflitto mediatico nella corsa alla Moneda (il palazzo presidenziale cileno, NdT). Tuttavia questo, per Tomas Hirsch, non è altro che una dimostrazione di quanto sia concentrato il potere in Cile e dell’influenza che esercita il sistema binominale sulla generazione di alleanze che escludono i gruppi minoritari, politicamente parlando.&lt;/p>
&lt;p>A 48 anni, Tomas Hirsch inizia una nuova avventura presidenziale che, come nel 1999, cerca di essere un’alternativa ai blocchi egemonici della politica cilena.&lt;/p>
&lt;p>Di Raúl Ríos Cavada&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Tomás, che differenza c’è tra la sua candidatura del 1999 e quella di oggi?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Innanzitutto ho sei anni in più, in secondo luogo ho continuato a guardare il mondo assimilando tutta l’esperienza di questi ultimi sei anni, e forse la maggiore differenza che sento è che oggi sono convinto del fatto che il Cile che sogno e che credo molti di noi sognino non sarà costruito solo da noi, non sarà un Cile arancione, il colore del mio partito, sarà un Cile in cui saranno rappresentati e parteciperanno alla sua costruzione diversi settori, politici e sociali, e questo mi ha portato a lavorare molto intensamente su una proposta di unità di tutta la sinistra e del progressismo. Questa è la differenza principale rispetto a sei anni fa, questa specie di consolidamento in me dell’idea di un lavoro unitario, molto ampio e molto diverso di tutto il nostro settore.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Esiste un’assenza di ideologia manifesta nel discorso degli altri candidati. Poiché lei arriva dal movimento umanista, qual è il contributo del movimento alla sua candidatura?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>È fondamentale, è centrale, perché la mia candidatura, che fa parte del mondo politico, è un’espressione dell’umanesimo universalista, del pensiero di Silo (NdE: Mario Luis Rodríguez, leader ideologico e spirituale del movimento umanista), dello sviluppo che sta realizzando il movimento nel nostro e in altri paesi del continente e del pianeta. Questo si traduce per esempio nell’ubicazione dell’essere umano come valore centrale, si traduce nell’utilizzo della non violenza attiva come unica metodologia di azione accettata, nell’ubicazione del lavoro sopra al capitale, nell’ubicazione di nessun essere umano al di sopra di un altro, infine ha una serie di traduzioni molto importanti, nella valorizzazione della diversità; naturalmente tutto ciò che ti cito come una specie di titolo ha uno sviluppo e una radice in una visione del mondo e in una visione dell’essere umano e della costruzione sociale dell’umanesimo universalista.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Lei cita Silo, parlando dell’umanesimo che ispira la sua visione politica. Qual è la relazione di Tomás Hirsch con il movimento umanista?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Sono attivo nel movimento umanista da quindici anni, quindi da molto tempo, e in questa partecipazione ho avuto la possibilità di fare un profondo lavoro personale e di collaborare a un lavoro di trasformazione sociale, che consente di creare strutture umaniste in diversi paesi della nostra regione, quindi è un vincolo molto profondo e di lunga data e in cui ho potuto essere vicino a Silo molte volte.&lt;/p>
&lt;p>Qui si interrompe l’intervista, un cellulare dei Carabinieri chiude il passaggio di Santa Isabel con Cochrane, per controllare la manifestazione studentesca già fuori controllo convocata nel Parque Almagro. Un paio di isolati più su ci sono garanzie di sicurezza sufficienti per proseguire la conversazione.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Tomas, cosa le ha fatto decidere di intraprendere una nuova candidatura?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Non volevo essere candidato, se vuoi sapere la verità, mi dedicavo ad altri progetti dell’umanesimo e ad altre attività, ma la gente del partito ha insistito molto, mi ha presentato a lungo questa possibilità. Davvero non volevo, non è il modo di dire di tutti i candidati. Sentivo che la mia fase nella politica attuale era terminata, che avevo già dato il mio contributo. C’è stata molta insistenza, io cercavo di convincerli che era un buon momento per un altro candidato.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Che altre alternative aveva il suo partito?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Questo era il problema, non consideravano nessuna altra possibilità. Non volevano considerarne un’altra…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Reitze?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Non necessariamente. Io avevo diverse proposte, avevo in mente molti candidati che potevano farlo molto bene, e continuo a pensarlo. Ma c’era una proposta che in sostanza diceva che non lo devi a te stesso, lo devi a un progetto comune; tu sei il risultato dell’azione di molte persone, per lo meno io vedo così la vita. Quindi non sono arrivato in questo mondo per vedere come divertirmi, sono arrivato per vedere come posso aiutare a cambiarlo per renderlo migliore, e se c’è un insieme umano che sente che tu puoi contribuire in questo senso non ti resta altro che dire vamos, echemosle pa’ adelante… (andiamo, lanciamoci in avanti)&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Cosa succede con la famiglia Hirsch e questa nuova candidatura? Perché perfino per lei la sua candidatura è stata un po’ una sorpresa.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In realtà sono felicissimi, perché nella prima candidatura i miei figli erano molto più piccoli, quindi non hanno potuto viverla molto bene, li prendevano in giro a scuola, cose come tuo padre è Tomás Hirsch, prenderà pochi voti. Ora sono più grandi, quindi mia figlia maggiore partecipa attivamente al lavoro della candidatura nell’ambito universitario e mio figlio che ha dodici anni si sente un umanista fatto e finito, quindi è molto entusiasta. In realtà lui è stato il primo richiamo che ho ricevuto quando mi hanno proposto di candidarmi, mi ha detto ni cagando renuncies, papá (niente rinunce, papà).&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Esiste un costo familiare legato alla politica?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>No, non c’è un costo familiare in assoluto, per me c’è costo familiare quando non abbiamo progetti, quando la famiglia si trasforma nell’andare al supermercato o guardare la TV. Per me non c’è costo in questa attività, ma al contrario ci motiva molto, facciamo molte attività insieme sulla candidatura e facciamo molte altre attività insieme. Mia moglie è un’attiva militante del partito, infatti è presidente della regionale metropolitana, quindi non vedo un costo in questo: inoltre i miei figli sono cresciuti tutta la vita vedendoci in questa attività dello sviluppo dell’umanesimo, quindi questo per loro non ha niente di strano né di speciale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>In definitiva lei dice che l’attività politica e la famiglia possono essere compatibili nell’inquadramento dell’umanesimo?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Assolutamente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Tornando un po’ all’attualità, cosa ne pensa di ciò che stiamo vedendo, una protesta che è sfociata nella violenza, tanto dei manifestanti quanto della polizia&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Credo che rifletta molto bene il Cile di oggi in cui c’è repressione, in cui c’è persecuzione, in cui non si permette la libera espressione, in cui i giovani che vogliono rappresentare le loro idee sono repressi e non si aprono spazi affinché possano dialogare. I ministri non li ascoltano e credo che camminare con te, in mezzo a questa persecuzione, in mezzo ai carabinieri, alle bombe lacrimogene e all’acqua, sia vedere un riflesso molto buono del Cile attuale, perché nel frattempo ci sono altri che vivono senza voler sapere quello che succede e c’è un governo che legifera completamente alle spalle delle richieste degli studenti in questo caso e dei lavoratori il primo di maggio.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>E qual è la sua proposta in merito? Per esempio, quale sarebbe il contributo di questi stessi studenti in un eventuale governo di Tomas Hirsch?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Credo che sia assolutamente possibile governare e avere un progetto ascoltando e dando partecipazione. Mi hanno anche detto che la gente si allontana dai partiti politici perché non danno partecipazione e da questo punto di vista il partito umanista sta crescendo, lo abbiamo fatto in tutti questi anni, perché crediamo veramente nella partecipazione come forma diversa di fare politica e pertanto una forma diversa di fare governo. Credo che, indubbiamente, alla fine si deve arrivare a decisioni e queste non sempre piacciono a tutti e funziona così, non c’è modo di risolvere questa equazione, ma nel processo è fondamentale ascoltare tutti i settori, dare loro uno spazio per avere le loro opinioni. Lo sto facendo, per esempio, nel mondo in cui stiamo creando il programma di governo del Juntos Podemos, che si sta realizzando a partire dal lavoro e dalle proposte che si stanno elaborando nelle comunità: da lì deve nascere il programma di governo e non da un gruppo di tecnocrati completamente scollegati dalla realtà e da ciò che accade nel paese. Questo si può estrapolare a livello di governo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Questa è l’unica differenza tra Tomas Hirsch e i suoi avversari nella corsa alla Moneda?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>No, c’è molto di più, tutto direi, perché propongo un modello di società completamente diverso da quello di oggi; in pratica, io credo in uno Stato con un ruolo attivo e protagonista nella distribuzione del reddito, mentre la concertación (coalizione politica cilena di centro-sinistra, NdT) e la destra credono in un ruolo sussidiario che compensi solamente alcuni piccoli squilibri che potrebbero prodursi nel mercato. Credo in uno Stato che privilegi salute ed educazione, nella decentralizzazione profonda del paese con la creazione di nuove regioni più piccole, con l’elezione diretta dei rappresentanti, con risorse che restino nelle regioni e siano utilizzate nelle priorità che lì si definiscano. Inoltre credo nella necessità di riscuotere imposte elevate dall’attività e dal lucro finanziari, nella definizione di una royalty, ma seria, del 10 o 12% e non del 3% con cui ci intrattiene la concertación, è necessario modificare la legge sul lavoro, che oggi privilegia il capitale rispetto al lavoro, bisogna finirla con il sistema attuale dell’AFP (Amministrazione del Fondo Pensioni, NdT) e lo stato deve garantire pensioni dignitose; infine posso continuare citando un’enorme quantità di proposte e di visioni del paese che non hanno niente a che vedere con quello che sono la Concertación e la destra.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Intervista realizzata dallo studente Raúl Ríos Cavada, della Scuola di Giornalismo, Università di Santiago del Cile. Questo lavoro si è distinto nella comunità universitaria per l’onesto, diverso e vero che si sente nell’intervistato, si ringrazia profondamente Tomás Hirsch. Questa intervista viene distribuita ai diversi organismi Umanisti.&lt;br>
Santiago, 30 giugno 2005&lt;/em>&lt;/p></description></item></channel></rss>