<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Banche | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/banche/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/banche/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Banche</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Banche</title><link>https://stefanocecere.com/tag/banche/</link></image><item><title>i soldi vengono creati dal nulla</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/05/i-soldi-vengono-creati-dal-nulla/</link><pubDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/05/i-soldi-vengono-creati-dal-nulla/</guid><description>&lt;p>guardate questa video intervista a
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Warren_Mosler" target="_blank">Warren Mosler&lt;/a>
tenuta sabato scorso a Venezia (evento organizzato da Paolo Barnard)&lt;/p>
&lt;p>dovrebbe essere sufficiente per far venire giramenti di testa, sangue ribollente, sogni profetici o quanto meno passare un&amp;rsquo;oretta potenzialmente significativa&lt;/p></description></item><item><title>La crisi degli asini</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/la-crisi-degli-asini/</link><pubDate>Tue, 04 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/la-crisi-degli-asini/</guid><description>&lt;p>LA CRISI DEGLI ASINI&lt;/p>
&lt;p>Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a €100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.&lt;/p>
&lt;p>I contadini erano effettivamente un po&amp;rsquo; sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.&lt;/p>
&lt;p>Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.&lt;/p>
&lt;p>Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.&lt;/p>
&lt;p>Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l&amp;rsquo;ordine di vendere le bestie 400 € l&amp;rsquo;una.&lt;/p>
&lt;p>Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.&lt;/p>
&lt;p>Come era prevedibile, i due uomini d&amp;rsquo;affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.&lt;/p>
&lt;p>Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti.&lt;/p>
&lt;p>Il costo dell&amp;rsquo;asino era crollato.&lt;/p>
&lt;p>Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.&lt;/p>
&lt;p>Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.&lt;/p>
&lt;p>Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).&lt;/p>
&lt;p>Eppure quest&amp;rsquo;ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.&lt;/p>
&lt;p>Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l&amp;rsquo;aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.&lt;/p>
&lt;p>Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità …&lt;/p>
&lt;p>Venne innalzata l&amp;rsquo;età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.&lt;/p>
&lt;p>Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.&lt;/p>
&lt;p>Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte.&lt;/p>
&lt;p>Noi li chiamiamo fratelli Mercato.&lt;/p>
&lt;p>Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.&lt;/p>
&lt;p>Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.&lt;/p>
&lt;p>E voi, cosa fareste al posto loro?&lt;/p>
&lt;p>Che cosa farete?&lt;/p>
&lt;p>Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) … e fate circolare questa storiella….&lt;/p></description></item><item><title>A proposito di sicurezza….</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/a-proposito-di-sicurezza/</link><pubDate>Tue, 01 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/a-proposito-di-sicurezza/</guid><description/></item><item><title>Il Times e Berlusconi: macché Noemi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/06/il-times-e-berlusconi-macche-noemi/</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/06/il-times-e-berlusconi-macche-noemi/</guid><description>&lt;p>sono sicuro che il riprodurre questo articolo ti potrebbe sconvolgere, probabilmente perché tu mi credi un anti Berlusconi ad oltranza, additandolo come l&amp;rsquo;unico nostro problema .. ah ah h. ebbene: seppure consideri il sig. Berlusconi un pessimo politico, un imprenditore mafioso, un ottimo intrattenitore da balera e non gli farei educare mio figlio (in pratica se ne poteva ben stare a fare il palazzinaro / televisionaro con le sue letteronze e tutti felici con la tv spenta), ho sempre cercato di far notare che lui non viene dalla &amp;ldquo;scuola dei cattivi&amp;rdquo;… ovvero non viene dal &lt;strong>sistema finanziario internazionale&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>è sempre stato un po&amp;rsquo; un punto di rottura.. una contingenza uscita (o lasciata uscire) perchè.. come Bin laden ai suoi tempi, &lt;em>serviva&lt;/em> ad uno scopo. è verosimilmente arrivato patteggiando con la mafia e costretto alla politica per salvarsi dalla galera, in un momento in cui era necessario smantellare la vecchia classe politica, troppo chiusa e avversa alle speculazioni internazionali (di poteri cioè _esterni_ all&amp;rsquo;italia). molto probabilmente il destinatario di tali manovre doveva essere il centro sinistra.. ma il B. è uscito dal nulla.. e da lì il &amp;ldquo;&lt;strong>patto segreto&lt;/strong>&amp;rdquo; di non belligeranza e alternanza al potere. &lt;strong>da un lato il centro sx a privatizzare e dare tutto in mano al &amp;ldquo;libero mercato&amp;rdquo;, dall&amp;rsquo;altro B. a farsi le leggi per non andare in galera.. davvero un bella coppia!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Paolo Barnard, giornalista che stimo molto, sintetizza abbastanza bene la situazione e condivide il mio pensiero in questo articolo che qui condivido.&lt;/p>
&lt;p>meditate bene su quanta ciccia c&amp;rsquo;è in ballo… rimane l&amp;rsquo;annosa questione del se &lt;strong>ci piace di più la padella o la brace.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;h4 id="il-times-e-berlusconi-macché-noemi">Il Times e Berlusconi: macché Noemi&lt;/h4>
&lt;p>DI PAOLO BARNARD&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>paolobarnard.info&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Che il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama il capo di governo di un Paese europeo “&lt;em>clown&lt;/em>” e “&lt;em>buffone sciovinista&lt;/em>”, e ciò solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione più potenti del pianeta, non si muove così violentemente per così poco (Noemi e festini), né è pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 è come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quell’editoriale di fuoco ai danni del Cavaliere è un insulto all&amp;rsquo;intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando.&lt;/p>
&lt;p>Il motivo è altro, non v’è dubbio, ed è assai più importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perché obbediva puntigliosamente a ogni diktat dell’establishment economico neoliberale d’Occidente e soddisfaceva ogni sua voracità di profitto, naturalmente a scapito dell’esistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali.&lt;/p>
&lt;p>Nel 1997 Suharto fece l’errore delle sua vita: disobbedì al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. L’allora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto.&lt;/p>
&lt;p>Torno in Italia. Io sono convinto che lo stesso meccanismo sia in opera col nostro capo di governo. Deve aver fatto qualcosa di non gradito a chi oltrefrontiera aveva scommesso su di lui. Forse non gli sta obbedendo, da troppo tempo, e la corda si è spezzata, dunque l’attacco del Times. C’è un’ipotesi ragionata (e qui documentata) che vale la pena considerare e ve la propongo come riflessione. Naturalmente, seguendo lo schema Suharto, per l’establishment degli investitori internazionali non è altrettanto facile sbarazzarsi di Berlusconi. Un dittatore al tuo soldo lo sciacqui giù dal lavandino con relativa semplicità, basta chiudere i rubinetti che lo foraggiano. Per un leader democraticamente eletto le cose sono molto più complesse. Di mezzo c’è la sua gente (noi) che ahimè lo vota, e continua a votarlo. In quei casi la strategia è altra, e nel mondo anglosassone si chiama ‘character assassination’. Lo si dipinge sui maggiori media compiacenti come uno scandaloso incapace, si fanno cordate con alcuni media dell’opposizione interna, e si spera che in tal modo egli ne riceva un danno elettorale. Ma soprattutto gli si manda un messaggio, chissà mai che non si ravveda. Purtroppo per i manovratori, in questo caso hanno a che fare con gli italiani, e questo non l’avevano previsto. Ma continuiamo.&lt;/p>
&lt;p>Berlusconi entrò sulla scena politica come il tipico Liberista economico (Liberal Economics), colui cioè che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nelle Corporate Boards della City di Londra come a Bruxelles fu un giubilo unico. Era il 1994, Tangentopoli aveva appena eliminato quella fastidiosa classe politica così statalista, popolana, centralista, che non piaceva affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di Londra e Washington. L’ipotesi che Tangentopoli sia stata teleguidata dall’esterno proprio per far strada alla Liberal Economics sul modello Thatcher/Reagan, non è cospirazionismo da Internet; ne discussi molto seriamente una sera con l’ex magistrato del pool Gherardo Colombo, che già ne sapeva qualcosa. Torniamo al ’94. Dopo pochi mesi fu chiaro che l’uomo di Arcore era tutto meno che un purista del mercato. Prima cosa, nella sua compagine di governo troneggiavano (ancora oggi) partiti simil-nazionalisti con legami molto radicati con le classi medio-basse, e avversi al concetto di leadership finanziaria sovranazionale incontrastata. Secondo, e ancor più cruciale, Berlusconi non dava segno di voler trasformare la ricca Italia in una trincea del capitalismo speculativo d’assalto, col minor numero di regole possibili, e paradiso degli investitori selvaggi. E mai lo ha fatto. L’Italia dei tre mandati del Cavaliere rimane ancora oggi un Paese tradizionalista nel Capitale, nelle banche, zeppo di zavorre statali, poco profittevole (questo fra parentesi ci ha salvato dal crack finanziario USA, ma agli investitori frega nulla di noi cittadini e dei nostri risparmi, nda). L’ipotesi è dunque che nella stanza dei bottoni i famelici Padroni del Vapore si siano spazientiti dopo anni di frustrazione dei loro piani per l&amp;rsquo;Italia, ergo l’attacco del Times. Vediamo i fatti.&lt;/p>
&lt;p>Siamo nel 2004, la prestigiosa e influente fondazione di destra neoliberale Stockholm Network di Londra pubblica un rapporto dove si legge “Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro (due teorici ultra Liberisti italiani, nda) sono delusi dalla differenza fra la retorica del Libero Mercato di Silvio Berlusconi e la sua reale capacità di fornire le tangibili riforme dell’ostinata burocrazia statale italiana” (1). Parole che trovano eco su decine di pubblicazioni della destra economica europea, sigle troppo oscure per questo contesto, ma tutte improntate a un senso di delusione verso le politiche economiche di Silvio. Passano due anni e il noto Economist (che non è quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: “L’Italia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo” (2). Da notare che siamo nel 2006, a poco dall’avvento del governo Prodi, che riceverà in quegli anni il plauso di una ridda di fanatici del Libero Mercato, come il Fondo Monetario Internazionale, e il motivo c’è: Prodi alla Commissione Europea fu uno dei falchi del Liberismo economico, e nella stanza dei bottoni sapevano bene a quel punto che per ottenere le radicali riforme del lavoro e della finanza, in Italia era sui dalemiani che bisognava puntare, visti i tentennamenti di Silvio. Dopo pochi giorni esce il tedesco Der Spiegel: “L’amministrazione Berlusconi non ha mai mantenuto le promesse di taglio alle tasse, ulteriori privatizzazioni, e riforme strutturali necessarie per aumentare la competitività e privare le burocrazie del potere”. (3)&lt;/p>
&lt;p>Dopo pochissimo dall’elezione di Prodi, l’università di Harvard negli USA indice un seminario ultra neoliberal sull’economia italiana, presente anche Gianfranco Pasquino (ops!). Nella pubblicazione degli atti si leggono le parole di Alberto Alesina, professore ‘Nathaniel Ropes’ di politica economica nel prestigioso ateneo, che dopo aver ricordato i compiti futuri del bravo Prodi, dice: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi, e rendere più facili i licenziamenti”. (4) Cioè una pessima pagella, a suo dire, dei precedenti anni di Berlusconi, che anche l’Economist continuava a definire “assai scarsi di riforme delle insostenibili pensioni e dell’inflessibile (sic) mercato del lavoro”, da parte di un leader “mai veramente interessato alle riforme” (5). Il fuoco di sbarramento contro il ‘disobbediente’ Cavaliere è a questo punto massiccio. Le bordate arrivano anche dagli USA, e proprio guarda caso allo scadere del breve mandato Prodi. Il Wall Street Journal, voce dei falchi fra i falchi della finanza di destra, scrive a pochi giorni dalle elezioni del 2008 che “Berlusconi ci ha deluso in economia durante il suo ultimo mandato”. La vicenda Alitalia sta infuriando, cioè, sta infuriando gli investitori esteri assetati di affari sul cadavere della nostra linea aerea, mentre Berlusconi osa ipotizzare una cordata italiana per il salvataggio. Scrive il WSJ: “Berlusconi la scorsa settimana se n’è uscito contro la vendita di Alitalia, e questo è un segnale di mancanza di dedizione alle riforme”…. “Air France-KLM volevano garanzie che i sindacati e i politici non bloccassero le dolorose ristrutturazioni (per i lavoratori, nda)” E dopo due righe di plauso per il compiacente Veltroni, il quotidiano dà l’affondo: “Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, riforme del mercato del lavoro e liberalizzazioni, ma ha fallito in tutto… Egli si è rivelato più un nemico corporativo del Libero Mercato che un Liberista economico disposto a fare ciò che è necessario” (6)&lt;/p>
&lt;p>Alitalia non va giù agli investitori internazionali, e infatti non poteva mancare la regina dei loro quotidiani, il Financial Times, che tenta nel settembre del 2008 di mandare un richiamo all’insubordinato Cavaliere, suggerendogli di “… seguire l’esempio della Thatcher, e di sfidare i sindacati a scoprire le carte, così da far scoppiare l’ascesso (sic) di 30 anni di relazioni sindacali italiane irresponsabili e dannose” (7). E ancora: “Nonostante la sua immagine da imprenditore neoliberale, Berlusconi, dicono i critici, si trova a suo agio a fare il dirigista statale, con l’Alitalia in primis. La compagnia viene consegnata a un gruppo italiano e sottratta ai compratori stranieri” (8) E che il Financial Times avesse anch’egli dichiarato una guerra permanente a Berlusconi, anche se con metodi decisamente più ortodossi di quelli del Times, lo dimostra quanto ha scritto poche settimane fa, con toni sprezzanti: “Il suo primo governo nel 1994 non ha combinato nulla. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono stati noti per aver fallito di nuovo nell’introdurre in Italia le riforme Liberiste così essenziali al Paese per essere competitivo nell’eurozona” (9).&lt;/p>
&lt;p>Ricordo a questo punto, per chi si fosse perso, che questo coro martellante che pronuncia sempre le parole magiche ‘riforme’ e ‘Liberismo’, altro non chiede se non la solita ricetta precedentemente descritta: privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti (come peraltro leggibile nelle dichiarazioni riportate). La ricetta, cioè, che di noi persone e del nostro sangue versato se ne fotte, e che pretende solo una cosa: Unlimited Corporate Profits. Ne è un esempio brillante una delle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (leggi il Tesoro USA) fatte all’Italia allo scadere del 2008, altro rimbrotto al Cavaliere. E’ profferta con un linguaggio omeopatico, ma la si può leggere fra le righe: “Gli autori apprezzano in Italia gli sforzi per diminuire la disoccupazione (nota dell’autore: si preoccupano dei nostri senza lavoro?). Gli autori incoraggiano una seconda tornata di riforme del mercato del lavoro, per rafforzare il legame fra redditi e produttività (nda: vale a dire il valore e la qualità di vita della persona misurato unicamente in termini di contributo al profitto altrui). Gli stipendi devono adeguarsi alle differenze regionali (nda: gabbie salariali, su cui il FMI insiste da tempo), il lavoro a tempo indeterminato deve essere più flessibile (nda: già praticamente non più in offerta, qui si chiede che sostanzialmente scompaia), in tandem con una rete di ammortizzatori sociali maggiorati (nda: ci risiamo, socializzare i danni e privatizzare i profitti, cioè lo Stato paga per la disperazione dei lavoratori, le aziende licenziano e si ri-quotano in borsa).” (10) Questa abiezione sociale è ciò che realmente si cela dietro alla parola ‘riformismo’ (Rutelli, Prodi e D’Alema + seguaci prendano nota).&lt;/p>
&lt;p>Ma torniamo a Silvio Berlusconi. L’ultimo avvertimento gli giunge proprio dal Times il 7 maggio 2009, e in toni inequivocabili: “Nei suoi due maggiori mandati Berlusconi ha fallito nelle riforme così disperatamente urgenti in Italia… La UE e l’OECD continuamente rivelano l’eccessiva regolamentazione del business (in Italia, nda)… I lavoratori statali rimangono protetti… e le sue sbandierate riforme del sistema pensionistico sono state minimali… le tasse rimangono alte, e la resistenza del suo governo a tagliare la spesa pubblica è enorme” (11).&lt;/p>
&lt;p>v Tre settimane dopo, il possente quotidiano britannico perderà di colpo la sua celebrata compostezza dopo 224 anni, e dalle sue pagine partirà un attacco sgangherato e volgare a Silvio Berlusconi. Vi si leggerà che è “un clown”, “un buffone sciovinista”, un playboy patetico, la cui performance con le signorine e nei confronti degli italiani curiosi della vicenda Noemi è inaccettabile, per il bene della democrazia e del mondo intero. Certo, come no.&lt;/p>
&lt;p>E così, di nuovo, l’Italia antagonista di sinistra si è fatta infinocchiare degli isterismi dei D’Avanzo, Travaglio e Santoro, Grillo e compagnia, ha di nuovo eletto a suo paladino l’ennesimo baraccone di destra neoliberale (dopo Freedom House), e insiste nell’ignorare che ciò che gli sta corrompendo la vita non è il lodo Alfano, o Emilio Fede, né il burattino Berlusconi, ma sua maestà Il Burattinaio, leggi Liberal Economics and Corporate Power. Eppure Clinton ce l’aveva detto: “It’s the economy, stupid”.&lt;/p>
&lt;p>Nota a margine per l’Egregio direttore del Times:&lt;/p>
&lt;p>“Sir, non mi risulta che negli anni cha vanno dal 1997 al 2007 il Suo giornale abbia mai usato termini così aggressivi per Mr Tony Blair, PM, mentre si rendeva corresponsabile di crimini contro l’umanità (Turchia, Timor, Ex Yugoslavia, Iraq, Palestina, Afghanistan…) e di alto tradimento della patria mandando a morire truppe britanniche su basi mendaci, oltre ad aver ridotto le classi disagiate della Gran Bretagna a livelli di povertà “pre-Vittoriana” (The Guardian), tanto che l’organizzazione Medecins du Monde ha dovuto aprire delle tende-cliniche di strada in diverse periferie urbane britanniche. Gradirei una spiegazione, Sincerely Yours, Paolo Barnard&amp;quot;&lt;/p>
&lt;p>Paolo Barnard&lt;/p>
&lt;p>Fonte:
&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=116" target="_blank">http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=116&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>17.06.2009&lt;/p>
&lt;p>Note:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>
&lt;p>Stockholm Network, THE STATE OF THE UNION: MARKET-ORIENTED REFORM IN THE EU IN 2004&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>The Economist 7/01/2006&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Der Spiegel 30/01/2006&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>April 20, 2006, Harvard Gazette&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>The Economist, Apr 3rd 2008&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>WSJ MARCH 25, 2008&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Financial Times, Sep 22 2008&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>FT, October 18 2008&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>FT, May 28 2009&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>INTERNATIONAL MONETARY FUND ITALY: Staff Report for the 2008 Article IV Consultation. Prepared by Staff Representatives for the 2008&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol></description></item><item><title>20.000 euro</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/10/20000-euro/</link><pubDate>Wed, 08 Oct 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/10/20000-euro/</guid><description>&lt;p>è questa la cifra massima che ti consiglio di tenere su un conto in banca (ovviamente se sei un fortunato possessore di cifre maggiori!)&lt;/p>
&lt;p>oltre questa cifra potrebbero arrivare difficoltà nel momento di riavere i tuoi risparmi indietro.&lt;/p>
&lt;p>lo so sembra abbastanza in contrapposizione a quanto cercano di assicurare in tv.&lt;/p>
&lt;p>io spero basti avere più conti correnti di massimo 20.000 euro&lt;/p></description></item><item><title>Il più grande furto della storia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/10/il-piu-grande-furto-della-storia/</link><pubDate>Tue, 07 Oct 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/10/il-piu-grande-furto-della-storia/</guid><description>&lt;p>ecco un&amp;rsquo;altra lettera di oggi di Michael Moore che ripropongo per gli interessati a saperne un po&amp;rsquo; di più…&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Stanno rubando l&amp;rsquo;argenteria mentre si avviano fuori dalla porta&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Amici, Veniamo al dunque.&lt;/p>
&lt;p>La più grande ruberia nella storia di questo paese sta avvenendo ora, proprio mentre state leggendo, sebbene non sia stata utilizzata alcuna arma, ci sono 300 milioni di ostaggi. Non ci sono dubbi: dopo aver rubato mezzo miliardo di miliardi di dollari per riempire le tasche dei sostenitori affaristi della guerra negli ultimi cinque anni, dopo aver arricchito i loro amici petrolieri per la bellezza di oltre cento miliardi di dollari solo negli ultimi due anni, Bush e i suoi compari -che presto sgombreranno la Casa Bianca- stanno saccheggiando gli Stati Uniti. Tesorieri di ogni dollaro che riescono ad arraffare. Stanno rubando l&amp;rsquo;argenteria mentre si avviano fuori dalla porta. Qualunque cosa dicano,indipendentemente dalle espressioni allarmistiche che usano, sanno bene come generare paura e confusione in modo da restare nell&amp;rsquo;élite ricca sfondata. Vi basta leggere i primi quattro paragrafi dell&amp;rsquo;articolo di fondo del
&lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/09/22/business/22lobby.html" target="_blank">New York Times&lt;/a>
per capire di cosa si tratta realmente: &amp;ldquo;Nel momento esatto in cui i politicanti cercavano di salvare con 700 miliardi di dollari l&amp;rsquo;industria finanziaria, Wall Street ha iniziato a ricercare un modo per trarne profitto. &amp;ldquo;Le imprese finanziarie facevano pressioni di ogni tipo per accaparrarsi ogni sorta di investimenti scellerati coperti e non solo quelli legati alle ipoteche. &amp;ldquo;Allo stesso tempo le società di investimenti stavano manovrando per supervisionare i patrimoni per rubare i libri contabili delle istituzioni finanziarie; un ruolo che avrebbe potuto garantire loro centinaia di milioni di dollari all&amp;rsquo;anno solo di onorario. &amp;ldquo;Nessuno vuole essere escluso dalla proposte del Ministero del Tesoro per fare incetta di attività in perdita delle istituzioni finanziarie.&amp;rdquo; Incredibile. Wall Street e i suoi sostenitori hanno creato questo sconquasso e ora si apprestano a ripulire come ladri. Perfino Rudy Giuliani sta esercitando forti pressioni politiche perché le sue società &lt;a href="http://www.nydailynews.com/news/politics/2008/09/25/2008-09-25_rudy_giulianis_crass_opportunism_reflect.html" target="_blank">vengano scelte (e pagate) per &amp;ldquo;fare da consulenti&amp;rdquo;&lt;/a> nel salvataggio. Il problema è che nessuno realmente sa in cosa consiste questo &amp;ldquo;collasso&amp;rdquo;. Perfino il segretario del tesoro Paulson ha ammesso di non conoscere l&amp;rsquo;ammontare esatto necessario (ha semplicemente dimenticato i 700 miliardi). Il responsabile del budget del Congresso non riesce a calcolarlo e nemmeno a spiegarlo ad anima viva. Eppure stanno strillando che la fine è vicina! Panico! Recessione! La Grande Depressione!L&amp;rsquo;anno 2000, l&amp;rsquo;influenza aviaria, api assassine! Dobbiamo pagare il conto del salvataggio finanziario oggi!! Il cielo sta cadendo! Il cielo sta cadendo! Cadendo per chi? NIENTE in questo pacchetto per il salvataggio finanziario abbasserà i costi della benzina che usate per andare al lavoro. NIENTE in questo conto vi salverà dal perdere la casa. NIENTE in questo conto vi darà l&amp;rsquo;assicurazione sanitaria. Assicurazione sanitaria? Mike, come mai tiri fuori questo argomento? Che cos&amp;rsquo;ha a che fare con il collasso di Wall Street? Ha tutto a che fare. Il cosiddetto &amp;ldquo;collasso&amp;rdquo; è stato scatenato dalle massicce inadempienze e dalle privazioni del diritto di cancellare un&amp;rsquo;ipoteca sulle case della gente. Sapete perché così tanti americani stanno perdendo la casa? A sentire i Repubblicani è perché sono stati concessi troppi mutui alla classe operaia che non poteva realisticamente permetterseli. Ecco la verità: la principale causa per cui la gente ha dichiarato bancarotta è dovuta &lt;a href="http://www.nytimes.com/2005/02/02/business/02insure.html" target="_blank">alle fatture mediche&lt;/a>. Lasciatemi solo dire questo: se avessimo una copertura assicurativa universale, questa crisi dei mutui probabilmente non si sarebbe presentata. Questa missione salvataggio serve a proteggere l&amp;rsquo;osceno ammasso di ricchezze accumulato negli ultimi otto anni. Serve a proteggere i principali azionisti che possiedono e controllano l&amp;rsquo;America societaria. E&amp;rsquo; per garantire che i loro yacht, le lussuose ville e lo &amp;ldquo;stile di vita&amp;rdquo; proseguono senza scossoni mentre il resto dell&amp;rsquo;America soffre e combatte per pagare i conti. Per una volta facciamo soffrire i ricchi. Facciamo che siano loro a pagare per il salvataggio finanziario. Stiamo spendendo 400 milioni di dollari al giorno per la guerra in Iraq. Facciamo smettere la guerra immediatamente e risparmiamo mezzo miliardo di miliardi! Devo smettere di scrivere questo pezzo e voi dovete smettere di leggerlo. Stanno inscenando un colpo finanziario questa mattina nel nostro paese. Sperano che il Congresso agisca in tempi rapidissimi, prima che possiamo avere la possibilità di fermarli. Perciò smettete di leggere e fate qualcosa-ORA!&lt;/p>
&lt;p>Ecco cosa potete fare subito:&lt;/p>
&lt;p>1. &lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/cgi-bin/newmemberbio.cgi?lang=&amp;member=ILJR&amp;site=ctc&amp;address=&amp;city=&amp;state=IL&amp;zipcode=&amp;plusfour=%20" target="_blank">Chiamate&lt;/a> o mandate una &lt;a href="http://my.barackobama.com/page/s/contact2%20" target="_blank">e-mail&lt;/a> al senatore Obama. Ditegli che non deve per forza rimanere lì seduto per sostenere Bush, Cheney e il casino che hanno fatto. Ditegli che sappiamo che è tanto in gamba da poter rallentare il gioco e trovare la giusta strada da percorrere. Ditegli che i ricchi devono pagare per qualunque aiuto offrano. Usate l&amp;rsquo;influenza che abbiamo in questo momento per una moratoria sul pignoramento delle case, per fare pressione per una copertura sanitaria universale e ditegli anche che la gente deve essere consultata sulle decisioni economiche che riguardano la loro vita e non i baroni di Wall Street.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>
&lt;p>Scendete per le strade. Partecipate a una delle &lt;a href="http://truemajority.wiredforchange.com/event/distributedEventCalendar.jsp%20" target="_blank">centinaia di dimostrazioni&lt;/a> estemporanee che si stanno organizzando in tutto il paese) specialmente a quelle in prossimità di Wall Street e Washington).&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Chiamate i vostri rappresentanti al congresso e i vostri senatori (cliccate qui per trovare i loro numeri telefonici:
&lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/" target="_blank">http://www.visi.com/juan/congress/&lt;/a>
). Raccontategli quello che avete detto al senatore Obama. Se si fallisce nella vita poi c&amp;rsquo;è un prezzo molto alto da pagare. Ciascuno di voi conosce le regole di base e ad un certo punto ha pagato le conseguenze delle proprie azioni. In questa grande democrazia, non possiamo permettere che ci siano leggi per la maggior parte dei cittadini lavoratori e altre leggi per l&amp;rsquo;élite che, per di più, quando incasinano tutto, si ritrovano con un altro regalo servito su un piatto d&amp;rsquo;argento.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non più! Mai più!&lt;/p>
&lt;p>con affetto,&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Michael Moore&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>P.S. Dopo aver approfondito l&amp;rsquo;argomento del conto del salvataggio, dovete sapere che vi hanno mentito. Hanno detto di come garantiranno una continuità in caso di cambio di proprietà nelle aziende ma non hanno detto NIENTE su cosa questi dirigenti faranno ai SALARI. Secondo il Repubblicano Brad Sherman della California, questi manager continueranno a riscuotere milioni di dollari al mese di stipendio. Non c&amp;rsquo;è nessun diritto di proprietà diretto per la gente americana per il denaro deferito. Le banche estere e gli investitori potranno ricevere miliardi di dollari a fondo perduto. Una grossa fetta dei 700 miliardi di dollari andrà direttamente alle banche cinesi e del Medio Oriente. Non c&amp;rsquo;è alcuna garanzia che rivedremo i soldi.&lt;/p>
&lt;p>P.P.S. Ho parlato con della gente che conosco a Washington e mi hanno spiegato come mai ci sono così tanti Democratici invischiati in questo affare: perché Wall Street questo fine settimana metterà loro una pistola alla tempie: o accetteranno di girare i 700 miliardi di dollari oppure come primo provvedimento inizieranno a far saltare i fondi pensionistici dei costituenti della classe media. I Democratici temono che questa minaccia si avveri. Ma questo non è il momento di indietreggiare o di agire come hanno fatto i tipici Democratici negli ultimi otto anni. I Democratici hanno regalato un&amp;rsquo;elezione a Bush. I Democratici hanno dato a Bush i voti di cui aveva bisogno per invadere uno stato sovrano. Una volta che hanno preso il comando al Congresso nel 2007, si sono rifiutati di farla finita con la guerra. E ora stanno per rendersi complici del crimine del secolo. Dovete chiamarli ora (
&lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/" target="_blank">http://www.visi.com/juan/congress/&lt;/a>
) e dire &amp;ldquo;NO!&amp;rdquo; Se li lasciamo fare, immaginatevi quanto sarà duro ottenere qualcosa di buono quando il Presidente Obama siederà alla Casa Bianca. QUESTI DEMOCRATICI SONO FORTI NELLA MISURA IN CUI LI SOSTENIAMO. CHIAMA IL CONGRESSO ORA.&lt;/p></description></item><item><title>Mandateli tutti in galera</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/mandateli-tutti-in-galera/</link><pubDate>Tue, 30 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/mandateli-tutti-in-galera/</guid><description>&lt;p>non posso non avere il dente avvelenato.&lt;/p>
&lt;p>ma è bello sapere che nei giorni scorsi, a Wall Street , nel totale silenzio mediatico, moltissime persone sono scese in piazza a manifestare contro la manovra da 700 miliardi di dollari (poi fallita) per salvare i banchieri privati dal fallimento, con slogan tipo: &amp;ldquo;non salvateli. mandateli in galera!&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>quello che sta succedendo mi preoccupa moltissimo. come sapete sapevamo da (molto.. moltissimo) tempo  che sarebbe successo. prevediamo che potrebbero anche arrivare a metterci le &amp;ldquo;mani in tasca&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>quando la gente si accorgerà che per decenni abbiamo alimentato un sistema così corrotto e disumano (perchè sappiamo benissimo chi fomenta le guerre, le privatizzazioni, il &amp;ldquo;lavoro flessibile&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;insicurezza sociale, la speculazione immobiliare…), di colpo si potrebbe volere un altro modo di considerare l&amp;rsquo;umanità.&lt;/p>
&lt;p>Presto sorgerà l&amp;rsquo;esigenza di un nuovo umanesimo. speriamo di essere pronti a rispondere in tempo&lt;/p></description></item></channel></rss>