<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Economia | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/economia/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/economia/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Economia</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 06 Apr 2021 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Economia</title><link>https://stefanocecere.com/tag/economia/</link></image><item><title>Documentario Seaspiracy</title><link>https://stefanocecere.com/post/documentario-seaspiracy/</link><pubDate>Tue, 06 Apr 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/documentario-seaspiracy/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2021/seaspiracy-featured.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>ci sono 4.600.000 navi commerciali da pesca in mare&lt;/li>
&lt;li>si&lt;/li>
&lt;li>e qui vediamo che una di queste per pescare 8 &lt;strong>tonni&lt;/strong>, uccide fino a 45 &lt;strong>delfini&lt;/strong>&lt;/li>
&lt;li>e si.. è un effetto collaterale.. ma a volte i delfini vengono uccisi di proposito perché mangiano troppi pesci&lt;/li>
&lt;li>ahh.. ma quella nave aderisce e mostra nelle etichette dei suoi prodotti il marchio &amp;ldquo;Dolphin Safe&amp;rdquo;, ovvero garantisce che nessun delfino è stato ucciso&lt;/li>
&lt;li>eh si. ma una volta in mare, noi non possiamo controllare nessuno&lt;/li>
&lt;li>non mandate dei controllori?&lt;/li>
&lt;li>ogni tanto. ma possono essere corrotti. e comunque ne abbiamo pochissimi.. siamo una associazione no profit&lt;br>
e così via con mille altre considerazioni sui nostri mari e l&amp;rsquo;economia che li domina&lt;br>
&lt;strong>Seaspiracy&lt;/strong> è un ottimo documentario (su Netflix)&lt;br>
E&amp;rsquo; davvero il momento di passare tutti ad un&amp;rsquo;alimentazione vegetariana/vegana, promuovendo massivamente anche la carne artificiale&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>L'Arte della Distribuzione</title><link>https://stefanocecere.com/post/larte-della-distribuzione/</link><pubDate>Mon, 18 Jan 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/larte-della-distribuzione/</guid><description>&lt;p>chi non vive la trasformazione tecnologia o è già in pensione, probabilmente ha difficoltà a capire cosa sta succedendo e sopratutto prevedere cosa succederà nei prossimo 30 anni.&lt;br>
questo video della Casaleggio (si, proprio QUEL Casaleggio, tanto osteggiato quando sconosciuto.. che se solo uno andasse a leggere qualcosa di più, scoprirebbe un mondo degno erede del grande Olivetti) è un futuribile, ovvero immagina scenari molto realistici.. molti si sono già attuati.&lt;br>
fosse anche solo per il tema del Reddito Incondizionato di Base, qui si può fare una riflessione più seria, e non banalizzata alla Italia Viva con una Boschi &amp;ldquo;questi hanno solo voglia di una vita in vacanza&amp;rdquo; (cit).&lt;br>
sono temi molto seri. come umanisti ne parlavamo già negli anni &amp;lsquo;80, ma i tempi non erano adeguati. oggi siamo al limite del troppo tardi per agire. come con il riscaldamento globale.&lt;br>
per questo è necessario 1) diffondere questi temi, queste preoccupazioni, ma sopratutto le soluzioni 2) formare i prossimi politici, che sappiano di tecnologia e società, e resistenti alle seduzioni di quel'1% che possiede tutto e vuole mantenersi centralizzato.&lt;br>
io la chiamerei: &amp;ldquo;l&amp;rsquo;arte della distribuzione&amp;rdquo;&lt;br>
#economia #politica #futuro&lt;/p></description></item><item><title>il vero dilemma del carrello</title><link>https://stefanocecere.com/post/il-vero-dilemma-del-carrello/</link><pubDate>Fri, 04 Dec 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/il-vero-dilemma-del-carrello/</guid><description>&lt;p>
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2020/dilemma-carrello-economia-featured.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>lo conoscete tutti vero questo &amp;ldquo;dilemma&amp;rdquo; etico?&lt;br>
è un quesito di filosofia etica inventato 50 anni fa, ed è oggi sempre più citato in ambito Intelligenza Artificiale e macchine a guida autonoma:&lt;br>
&amp;ldquo;un tram si rompe e se prosegue la sua strada uccide 5 persone,&lt;br>
c&amp;rsquo;è solo la possibilità di cambiare il suo percorso dove ne ucciderebbe una sola.&lt;br>
cosa scegli di fare?&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>beh.. ora possiamo capire tutti la versione economica contemporanea 😉&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2020/dilemma-carrello.jpg" alt="dilemma del carrello classico" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Perché Comprare Auto Usata</title><link>https://stefanocecere.com/post/perche-comprare-auto-usata/</link><pubDate>Fri, 22 Nov 2019 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/perche-comprare-auto-usata/</guid><description>&lt;p>PERCHE&amp;rsquo; HO COMPRATO UN&amp;rsquo;AUTO USATA&lt;/p>
&lt;p>come mio solito, mi sveglio la mattina con il sospetto di aver fatto un errore a comprare ieri un&amp;rsquo;auto usata, quando con 3K in più potevo comprarne una nuova (un po&amp;rsquo; più piccina (good) ma più potente e che consuma di più (bad))&lt;/p>
&lt;p>esternando la mia preoccupazione, ho però consolidato uno dei motivi per cui preferivo, IDEOLOGICAMENTE, l&amp;rsquo;usata: l&amp;rsquo;idea del RICICLARE IL PIU&amp;rsquo; POSSIBILE l&amp;rsquo;esistente.&lt;/p>
&lt;p>è la mia migliore risposta a pubblicità martellanti sul comprare auto nuove.&lt;/p>
&lt;p>nel mio futuro ideale le auto a dinosauri (ovvero a combustione interna di petrolio) e di proprietà privata non esistono. la mobilità sarà minima (le telecomunicazioni quando possibile), smart (ti arriverà il mezzo a prenderti per portarti fin dove devi andare), collettiva (a me di posserere del metallo ben colorato da usare 15 minuti al giorno non me ne può fregare di meno.. la mia personalità non è lì)&lt;/p>
&lt;p>la nostra attuale auto che si sta distruggendo la comprammo usata 10 anni fa, aveva 66K Km.&lt;br>
comprando un&amp;rsquo;usato, tenendolo in ordine e in vita per 10 anni, si riduce l&amp;rsquo;impatto ambientale di molto.&lt;br>
si invitano i produttori a farne meno e che durino di più&amp;hellip; magari la loro economia si sposterà su altri prodotti, e sopratutto sull&amp;rsquo;assistenza.&lt;/p>
&lt;p>è anche vero che ho sempre comprato computer e telefoni &amp;ldquo;rigenerati&amp;rdquo;.. mai l&amp;rsquo;ultimo modello a prezzo d&amp;rsquo;oro.&lt;/p>
&lt;p>ecco, questo aspetto &amp;ldquo;ideologico&amp;rdquo; mi rincuora, e mi solleva dai dubbi e delle ipotesi di scenari alternativi.&lt;/p>
&lt;p>PS: ho comunque comprato un&amp;rsquo;usato da un rivenditore altamente qualificato con una garanzia totale di 3 anni.. quindi sono abbastanza tranquillo.&lt;/p></description></item><item><title>Balasso economista del governo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/03/balasso-economista-del-governo/</link><pubDate>Sun, 22 Mar 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/03/balasso-economista-del-governo/</guid><description>&lt;p>sarà, ma a me il
&lt;a href="http://www.natalinobalasso.net/" target="_blank">Natalino Balasso&lt;/a>
{.profileLink} mi è estremamente simpatico&lt;/p>
&lt;div class="jetpack-video-wrapper">
&lt;/div></description></item><item><title>i soldi vengono creati dal nulla</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/05/i-soldi-vengono-creati-dal-nulla/</link><pubDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/05/i-soldi-vengono-creati-dal-nulla/</guid><description>&lt;p>guardate questa video intervista a
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Warren_Mosler" target="_blank">Warren Mosler&lt;/a>
tenuta sabato scorso a Venezia (evento organizzato da Paolo Barnard)&lt;/p>
&lt;p>dovrebbe essere sufficiente per far venire giramenti di testa, sangue ribollente, sogni profetici o quanto meno passare un&amp;rsquo;oretta potenzialmente significativa&lt;/p></description></item><item><title>Gli inganni del “risanamento” dello Stato e del “pareggio di bilancio” spiegati a due pensionati.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/03/gli-inganni-del-risanamento-dello-stato-e-del-pareggio-di-bilancio-spiegati-a-due-pensionati/</link><pubDate>Wed, 28 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/03/gli-inganni-del-risanamento-dello-stato-e-del-pareggio-di-bilancio-spiegati-a-due-pensionati/</guid><description>&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;storiella&amp;rdquo; che spiega semplicemente quell oche ta succedendo… (di
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=353" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Cara Signora Ida, Caro Signor Ugo.&lt;/p>
&lt;p>Lo dovete sapere, il governo Monti vi sta ingannando, e con lui i telegiornali e i giornali. Vi abbassano la pensione tassandovi, tutto costerà di più dalla benzina ai servizi, siete già più poveri oggi, e domani sarà peggio, per voi e per tutti. Ecco cosa succede.&lt;/p>
&lt;p>Quante volte avete sentito le parole “&lt;em>risanare i conti dello Stato, per tornare a crescere&lt;/em>”? Ok, tante volte, ogni giorno in Tv. Bene. Signora Ida e Signor Ugo, in che modo il governo di Monti sta facendo il “&lt;em>risanamento&lt;/em>”? Spendendo di meno per noi (i famosi tagli) e tassandoci di più. Ok. Ma cosa accade esattamente?&lt;/p>
&lt;p>Accade che ciò che il governo non spende per noi (ad esempio servizi o stipendi e pensioni), saremo noi a doverlo spendere pescando nei nostri risparmi o facendo debiti, oppure facendo rinunce anche serie. Semplice, non si scappa. Ma attenti alla trappola: pescare dai risparmi significa impoverirsi un po’, fare debiti significa impoverirsi molto – fare rinunce significa esattamente la stessa cosa, cioè essere più poveri di prima. Risultato: milioni di cittadini diventano un po’ più poveri o molto più poveri. Ok?&lt;/p>
&lt;p>Ma il governo che ci “&lt;em>risana&lt;/em>” ha deciso che oltre a spendere di meno, ci tassa di più. Noi, che già siamo diventati tutti un po’ più poveri come detto sopra, dovremo anche sborsare altri soldi in tasse, sempre dai risparmi o soldi che non abbiamo. Cioè, sempre meno risparmi, e per molti ancor più debiti. Logicamente, sempre più poveri. Non si scappa.&lt;/p>
&lt;p>Ma che fa la gente in massa se gli calano i risparmi o addirittura va a debito? Smette di spendere in tutto quello che non è proprio essenziale. Va meno al cinema, compra meno scarpe, non cambia l’auto, compra meno case, meno cosmetici, meno vestiti, rinuncia alla piscina dei figli, non compra più la carne come prima, beve meno vino, disdice l’abbonamento alle riviste, non ristruttura più la casa, va meno a mangiar fuori ecc. Voi direte: una vita più come ai vecchi tempi. Forse, ma state attenti che per ciascuna di quelle rinunce significa che altrettanti negozi e aziende vendono molto di meno o lavorano molto di meno, finiscono a fallire, tantissimi oggi. E cosa significa? Che tagliano gli stipendi, o licenziano, creano disoccupati, e magari non assumono vostra nipote, che si è laureata e non ha lavoro. Questo è come un effetto domino, cioè cade una pedina e iniziano a cadere tutte le altre, in tutt’Italia, e quindi sempre più impoverimento, che crea incertezza, che crea sempre meno lavoro, che crea sempre più impoverimento.&lt;/p>
&lt;p>Badate bene. Eravamo partiti dallo Stato che fa il “&lt;em>risanamento&lt;/em>”, PER IL NOSTRO BENE. Dove siamo arrivati? Ecco dove:&lt;/p>
&lt;p>PMasse di impoveriti in generale che spendono di meno, questo mette in crisi i negozi e le aziende, questo cala gli stipendi e crea più disoccupati, tutti costoro di nuovo spendono molto di meno, e la ruota ricomincia da capo, meno denaro che gira, meno stipendi, licenziamenti… Ma non dovevamo essere “&lt;em>risanati&lt;/em>”?&lt;/p>
&lt;p>Ah!, ma alla televisione hanno detto che questi sono i “&lt;em>sacrifici&lt;/em>” necessari perché poi DOPO tutti torneremo a star meglio, ci sarà la “&lt;em>crescita&lt;/em>”!  No, dico, Signora Ida e Signor Ugo, vi pigliano per scemi? Come faremo a iniziare a star meglio stando peggio? Cos’è, un trucco del mago Merlino? I soldi sbucheranno dall’orto, misteriosamente… ? Non c’è altra possibilità. Forse Monti è un mago.&lt;/p>
&lt;p>Eh sì, perché guardate bene le cose: Monti ha anche deciso che lo Stato smetterà per sempre di darci più soldi di quello che ci tassa, e questo si chiama il “&lt;em>pareggio di bilancio&lt;/em>”. Significa: lo Stato, da qui in eterno, ci darà ogni anno 100 soldi e ci tasserà per 100 soldi. A noi rimane ZERO. Addirittura Monti metterà questa regola nella Costituzione fra pochi giorni! Quindi ZERO soldi dallo Stato, e allora da dove verranno i soldi per la magica “&lt;em>crescita&lt;/em>”? Da noi cittadini e dalle aziende? Ma come? Ci hanno impoveriti tutti per anni per fare il gran “&lt;em>risanamento&lt;/em>”, come diavolo facciamo a inventarci i soldi che non abbiamo più?&lt;/p>
&lt;p>Guardate la scena: in una stanza c’è il governo Monti, ci siamo noi cittadini e aziende, e c’è il resto del mondo, cioè le altre nazioni. Allora, per riassumere i concetti:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Monti come prima cosa ci toglie soldi e ci tassa di più, noi siamo più poveri (il “&lt;em>risanamento&lt;/em>”)&lt;/li>
&lt;li>poi Monti ci darà ZERO soldi (ne spende 100 e ci tassa 100, il “&lt;em>pareggio di bilancio&lt;/em>”)&lt;/li>
&lt;li>a quel punto noi cittadini e aziende dobbiamo trovarli da soli i soldi, ma siccome Monti ci ha tutti impoveriti e non possiamo inventarceli i soldi, siamo con le braghe in mano (la “&lt;em>crescita&lt;/em>”!!)&lt;/li>
&lt;li>Il resto del mondo ci guarda.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Fantastico, ci vuole un genio per pensare a una economia così.&lt;/p>
&lt;p>Signora Ida e Signor Ugo, non si sta scherzando. Vi distruggono la vita in sto modo, e la distruggono ai vostri nipoti. E indovinate perché lo fanno? Sì, sì, fuoco, fuochino, esatto, perché così un nugolo di miliardari ne approfittano. Lo sapete questi speculatori quanto ci hanno rubato in tre anni, da quando c’è la crisi? 457 miliardi di Euro, spariti dall’Italia esattamente nel modo che vi ho descritto. Lei Signora Ida quanto prende di pensione?&lt;/p>
&lt;p>Signora, faccia una cosa: prepari una torta al mascarpone, attraversi quella stanza e vada davanti a Mario Monti. Gliela spiaccichi in faccia. Poi gli dia anche un bel calcio negli attributi maschili… lei può farlo, a 78 anni non l’arrestano.&lt;/p></description></item><item><title>L'evoluzione dalla tortura</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/02/evoluzione-dalla-tortura/</link><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/02/evoluzione-dalla-tortura/</guid><description>&lt;p>Si potrebbe pensare che un certo tipo di essere umano, quando vuole una cosa se ne appropri in modo diretto: la prende. se questa cosa fosse per caso in possesso o protetta da qualcosa o qualcun altro, se si sentisse più forte dell&amp;rsquo;avversario (o non fosse in grado di calcolare il rischio), userebbe la forza.&lt;/p>
&lt;p>La meccanica dell&amp;rsquo;appropriazione e dell&amp;rsquo;accumulo è molto radicata, e la coscienza molto brava a creare giustificazioni per porre l&amp;rsquo;&amp;ldquo;altro&amp;rdquo; in piano minore: è più brutto. è più povero. è meno intelligente. è arrivato dopo. non mi serve. sporca. mi fa paura. è vecchio. è giovane. è diverso. non crede nel mio Dio (OMMIODIO!)&lt;/p>
&lt;p>A voler percorrere la nostra storia recente.. diciamo gli ultimi 8000 anni, non dovrebbe essere difficile che questi comportamenti sono stati molto.. sperimentati.&lt;/p>
&lt;p>E se tanto ci sentiamo progrediti oggi, non dimenticherei che il progresso tecnologico e sociale ci ha recentemente portato a ingannare i propri popoli per sterminare con la pressione di un pulsante altri milioni di persone.&lt;/p>
&lt;p>Ma nel voler stare in temi di attualità, non sta sorgendo il sospetto un po&amp;rsquo; diffuso che qualcuno stia manipolando/pilotando/sfruttando queste varie &amp;ldquo;crisi&amp;rdquo; economiche e finanziarie per distruggere interi paesi, innescando dei processi di impoverimento o costrizioni che, se non uccidono direttamente nessuno, vedremo quanto dolore creeranno nei prossimi lustri. (giusto ad esempio quanti NON sapevano che il nostro &amp;ldquo;innocuo&amp;rdquo; embargo all&amp;rsquo;Iraq aveva causato circa un milione di morti, sopratutto bambini? questo senza ancora sganciare una sola bomba)&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei qui destabilizzare troppo gli animi ingenui né infuocare quelli già accesi, quindi tralasciamo la questione dell&amp;rsquo;INTENZIONALITÀ&amp;rsquo; di tutte queste faccende.&lt;/p>
&lt;p>MA se ci fosse una soluzione che non richiederebbe &amp;ldquo;lacrime e sangue&amp;rdquo; da parte di nessuno.. almeno non da parte dei poveracci che già non s&amp;rsquo;hà più sangue già…&lt;/p>
&lt;p>Qualcosa del tipo: il paese non ha soldi per pagare le scuole, gli infermieri, le strutture vitali e necessarie per una vita dignitosa dei suoi abitanti?&lt;/p>
&lt;p>Dal 1971 il denaro è svincolato dall&amp;rsquo;oro (ovvero non dobbiamo più avere un equivalente in oro della carta stampata): possiamo quindi stampare quanti soldi vogliamo e accreditare tutti i lavoratori che ne hanno bisogno.&lt;/p>
&lt;p>Ora e subito.&lt;/p>
&lt;p>Dico davvero: si potrebbe farlo.&lt;/p>
&lt;p>A volerlo.&lt;/p>
&lt;p>Certo in Italia abbiamo un piccolo problema .. tecnico: da quando siamo entrati nell&amp;rsquo;Euro non possiamo più stampare denaro (l&amp;rsquo;Italia non è più un paese sovrano)&lt;/p>
&lt;p>Quindi che si fa?&lt;/p>
&lt;p>Potresti stare qui a discutere con me che non è vero non è possibile.&lt;/p>
&lt;p>Oppure se fosse possibile, peggioreremmo la situazione a causa dell&amp;rsquo;inflazione.&lt;/p>
&lt;p>Infatti nessuno dei grandi statisti / economisti / tecnici / guru che stanno cercando disperatamente di salvarci la vita ne ha mai accennato, quindi sarà sicuramente un&amp;rsquo;eresia da ignoranti.&lt;/p>
&lt;p>Oppure…&lt;/p>
&lt;p>Beh il quadro è tracciato. se vuoi ci ritroviamo questo finesettimana a Rimini, con cinque economisti di levatura internazionale e non è uno scherzo, a studiare questo nuovo modello economico che potrebbe davvero salvarci la vita se non nostra quantomeno dei nostri figli. e magari ridare un soffio di speranza ala vita delle nostre Democrazie.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;evento è il
&lt;a href="http://democraziammt.info/" target="_blank">Summit sulla Modern Monetary Theory ( MMT )&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Sarà in inglese (ma con traduzioni professionali in simultanea) costa 40 euro (ma se sei studente entri gratis).&lt;/p>
&lt;p>Saremo in diverse centinaia (speriamo migliaia). Sembra sia stato snobbato dai politici, economisti, giornalisti e sindacati (in effetti sanno già tutto.. qui mica si ha tempo di studiare.. bisogna far cassa e in fretta)&lt;/p>
&lt;p>Una considerazione personale finale: la violenza che è in atto a tutte le latitudini, sopratutto sulla gente più povera e debole, è di una misura impressionante. Siamo così assuefatti o sconnessi che non la si vede più. ma se la senti, e vedi il dolore che stanno perpetrando, è difficile stare inermi.&lt;/p>
&lt;p>E poi comunque ( a meno di vivere migliaia di anni 😉 alla fine si muore tutti, e i soldi non ce li si porta mica nella tomba.&lt;/p>
&lt;p>E lì ciò che conta solamente è la direzione mentale e ciò che di valido e di proporzionata alle proprie possibilità si è fatto in vita.&lt;/p>
&lt;p>Niente di più o niente di meno. Almeno mi piace credere così.&lt;/p>
&lt;p>Baci!&lt;/p></description></item><item><title>SIAMO TUTTI GRECI</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/02/siamo-tutti-greci/</link><pubDate>Fri, 17 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/02/siamo-tutti-greci/</guid><description>&lt;p>&lt;em>premessa mia: non sarà efficace, ma sempre meglio che starsene a casa! ricordo poi settimana prossima il SUMMIT 
&lt;a href="http://democraziammt.info" target="_blank">http://democraziammt.info&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>È stata indetta per sabato &lt;strong>18 febbraio&lt;/strong> una** giornata di mobilitazioni internazionali a sostegno del popolo greco** e le iniziative si stanno moltiplicando in molte città europee.&lt;/p>
&lt;p>A &lt;strong>Milano&lt;/strong> il
&lt;a href="http://www.pumilano.it/" target="_blank">Partito Umanista&lt;/a>
, 
&lt;a href="http://www.mondosenzaguerre.org/milano/" target="_blank">Mondo senza Guerre&lt;/a>
, 
&lt;a href="http://www.lacomunita.net/milano" target="_blank">La Comunità per lo sviluppo umano&lt;/a>
 e 
&lt;a href="http://www.convergenceofcultures.org/index.php?lang=it" target="_blank">Convergenza delle Culture&lt;/a>
 organizzano un presidio in &lt;strong>via Mercanti&lt;/strong> dalle ore 10.00 alle ore 13.00&lt;/p>
&lt;p>Vi invitiamo a partecipare, per &lt;strong>dare forza al popolo greco&lt;/strong> e per dire &lt;strong>no alla dittatura della finanza internazionale&lt;/strong>, che cerca di imporsi in Europa cancellando la sovranità dei governi e dei Parlamenti legittimamente eletti da noi.&lt;/p>
&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-2860" title="siamo_tutti_greci" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/02/siamo_tutti_greci.jpg" alt="" width="500" height="348" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/02/siamo_tutti_greci.jpg 500w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/02/siamo_tutti_greci-300x209.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />
&lt;p>Il 12 Febbraio in Grecia il Parlamento ha approvato un nuovo pacchetto di misure di austerity, mostruoso e distruttivo, mentre centinaia di migliaia di persone manifestavano in modo nonviolento fuori dal Parlamento e venivano attaccate senza ragione dalla polizia con i gas lacrimogeni.&lt;/p>
&lt;p>La Troika (&lt;em>Commissione Europea, Banca Europea, Fondo Monetario Internazionale&lt;/em>)  ha imposto alla Grecia  queste misure di austerity e un governo non eletto dal popolo, che le porti avanti  riducendo il Paese alla fame, senza curarsi delle necessità delle persone e della loro legittima protesta. La democrazia è stata cancellata e si è instaurata la dittatura dei Mercati e della Finanza.&lt;/p>
&lt;p>I greci hanno bisogno della solidarietà internazionale, alla quale fanno appello.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Oggi siamo tutti greci!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ma la Grecia non è l’unico  paese sotto attacco, tutti i paesi europei sono destinati a subire la stessa sorte.&lt;/p>
&lt;p>Questa Europa è  mostruosa. Dominata dalle elites finanziarie, distrugge lo stato sociale e cancella i diritti, installa nei governi i suoi emissari e porta i popoli alla miseria per garantire il  profitto smisurato di pochi gruppi, avidi di ricchezza e di potere.&lt;/p>
&lt;p>Contro la dittatura dei Mercati e della finanza internazionale, contro la manipolazione dei mezzi di informazione che ci vogliono convincere che non esistano alternative, noi gente comune dobbiamo organizzare una risposta che nasca dal basso e che pretenda la DEMOCRAZIA DIRETTA come unico mezzo per riprenderci la facoltà di decidere sulle nostre vite.&lt;/p>
&lt;p>Opponiamoci alla firma del nuovo Trattato europeo, che imporrà di includere il pareggio di bilancio nelle Costituzioni dei paesi e toglierà ogni residua sovranità ai governi e ai Parlamenti eletti da noi.&lt;/p>
&lt;p>Questo sistema disumano sta crollando, è il momento di costruirne uno nuovo che abbia come valori centrali la nonviolenza, la democrazia reale e la solidarietà.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.pumilano.it/images/azioni/18febbraiotuttigreci.pdf" target="_blank">VOLANTINO DA SCARICARE&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="https://www.facebook.com/events/211811602250661/" target="_blank">evento su fb&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Di seguito, il testo dell’appello lanciato da
&lt;a href="http://realdemocracygr.wordpress.com/2012/02/15/saturday-18-international-solidarity/" target="_blank">http://realdemocracygr.wordpress.com/2012/02/15/saturday-18-international-solidarity/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Sabato 18 Febbraio , giorno di mobilitazione internazionale&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Siamo tutti Greci.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il 10 Febbraio in Grecia un governo non eletto ha adottato un nuovo pacchetto di misure economiche mostruose e distruttive ratificato il 12 Febbraio nel Parlamento Greco (199 a favore e 101 contro).&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Questo ennesimo piano di austerity prevede la riduzione del 22% dello stipendio minimo, l’abrogazione dei contratti collettivi, 15.000 licenziamenti nel settore pubblico mentre altri 150.000 posti di lavoro non verranno più rinnovati.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il popolo greco continua a ribellarsi con forza contro questa politica di terrorismo sociale.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Nonostante le distorsioni dei mass media, le manifestazioni di protesta si moltiplicano di pari passo agli scioperi generali, malgrado la repressione violenta delle forze dell’ordine.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>I Greci lanciano una richiesta di impegno e solidarietà internazionale.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Dobbiamo rispondere a questa chiamata!&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Siamo tutti Greci!&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il loro movimento si sta infrangendo su una dittatura Europea e internazionale, quella del mercato finanziario e della Troika (Ue, Banca Europea, Fondo Monetario Internazionale) che hanno imposto al popolo Greco questo piano di austerity e un governo non eletto.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>I governi Europei sono complici di questa dittatura e stanno imponendo anche ad altri paesi politiche che seguono questa via.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>La Grecia non é che un esperimento prima di un’espansione generale di questa strategia.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>La situazione diventerà ancora più grave con l’introduzione del nuovo trattato europeo, che obbliga l’inserimento della “regola d’oro” nelle nostre costituzioni.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Noi, come i greci, ci rifiutiamo di sacrificare il popolo sull’altare del denaro.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Riprendiamo le nostre vite nelle nostre mani.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Lasciate i vostri PC e venite in manifestazione!&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Si terranno presidi in:&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;em>Austria. Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Stati Uniti e naturalmente Grecia.&lt;/em>&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Il Più Grande Crimine in video</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/02/il-piu-grande-crimine-in-video-2/</link><pubDate>Thu, 16 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/02/il-piu-grande-crimine-in-video-2/</guid><description>&lt;p>per chi non può leggersi il
&lt;a href="http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf" target="_blank">documento originale&lt;/a>
, ecco una bella video-interpretazione (fedele al testo originale)&lt;/p></description></item><item><title>Una lettera da Atene</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/02/una-lettera-da-atene/</link><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/02/una-lettera-da-atene/</guid><description>&lt;p>_pubblico questa lettera scritta stamani da un&amp;rsquo;amica di Atene. interessante leggere anche il commento di Paolo Barnard sul momento greco :
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=328" target="_blank">_pubblico questa lettera scritta stamani da un&amp;rsquo;amica di Atene. interessante leggere anche il commento di Paolo Barnard sul momento greco :&lt;/a>
baci _&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>Cari amici,&lt;/p>
&lt;p>ieri ad Atene si è tenuta la manifestazione più grande degli ultimi due anni e mezzo. C’erano migliaia di persone di età, condizione sociale e idee politiche diverse, ma con la stessa indignazione, la stessa paura per la mancanza di futuro, la stessa rabbia, la stessa speranza. L’appuntamento era alle sei del pomeriggio a Sintagma, la piazza centrale di fronte al Parlamento, ma la gente ha cominciato a radunarsi là fin dalle tre. Verso le cinque e mezza la polizia ha cominciato a sparare lacrimogeni SENZA ALCUNA RAGIONE. I manifestanti pacifici sono scappati presi dal panico, ma nessuno se ne è andato. Siamo rimasti tutti là e dopo un po’, quando il fumo si è disperso, abbiamo ricominciato a marciare. Ancora lacrimogeni, ritirata per alcuni isolati e poi manifestazione. E’ andata avanti così fino alle dieci di sera, quando vari gruppi violenti hanno appiccato il fuoco a diversi edifici. La polizia ha reagito e una nube di lacrimogeni ha coperto tutta la zona intorno all’Acropoli.&lt;/p>
&lt;p>Circa cento parlamentari non hanno votato a favore del pacchetto di misure, ma il piano della Germania, della Francia e del resto dei politici europei di instaurare un Grecia un governo sostenuto da tre partiti alla fine è riuscito. Ieri notte il secondo accordo è passato con il voto di 199 parlamentari su 300. Frustrazione, rabbia e non senso si sentono nell’aria.&lt;/p>
&lt;p>Naturalmente sono contenta che il sistema stia crollando. Prima avviene, meglio è. Ma oggi mi sono svegliata sentendo ancora il fumo dei lacrimogeni e anche se la mente mi dice che va bene, nel cuore mi sento tradita. Forse perché dentro di me (e nel cuore di migliaia di persone) esisteva ancora la speranza di ottenere qualcosa con le dimostrazioni di massa. Dobbiamo proprio trovare altri modi di resistere a questo orrendo scenario e di costruirne uno nuovo. Spero di trovarli, o almeno di proporre una direzione insieme a voi, amici.&lt;/p>
&lt;p>Pace, forza e allegria a tutti&lt;/p>
&lt;p>Marianella&lt;/p></description></item><item><title>Scena finale del film Capitalism a Love Story</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/scena-finale-del-film-capitalism-a-love-story/</link><pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/scena-finale-del-film-capitalism-a-love-story/</guid><description>&lt;p>invito a (ri)vedere questo
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capitalism:_A_Love_Story" target="_blank">film&lt;/a>
di Michael Moore. oggi. tanto fra poco cade la neve ci saranno diversi giorni per stare tranquilli a casa malati.&lt;/p>
&lt;p>se poi verrà voglia di smuovere il deretanino ci potremmo vedere qui
&lt;a href="http://www.democraziammt.info/" target="_blank">www.democraziammt.info&lt;/a>
(dove potrai sentire e incontrare
&lt;a href="http://www.democraziammt.info/chi-siamo.html" target="_blank">alcuni degli economisti&lt;/a>
che intervengono nel film)&lt;/p></description></item><item><title>Il Più Grande Crimine (in video)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/il-piu-grande-crimine-in-video/</link><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/il-piu-grande-crimine-in-video/</guid><description>&lt;p>per chi non ha il tempo o energia per leggersi il saggio di Paolo Barnard (tra l&amp;rsquo;altro aggiornato recentemente eccolo qui:
&lt;a href="http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf" target="_blank">ilpiugrandecrimine2011.pdf&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>eccovi la video sintesi fatta dallo stesso Barnard.. dura un po&amp;rsquo; ma merita di essere visto&lt;/p>
&lt;p>se alla fine vuoi fare qualcosa, vieni al
&lt;a href="http://www.democraziammt.info/" target="_blank">Summit&lt;/a>
a fine febbraio&lt;/p></description></item><item><title>Summit Modern Money Theory</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/summit-modern-money-theory/</link><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/summit-modern-money-theory/</guid><description>&lt;p>dal 24 al 26 febbraio sarò a Rimini assieme ad altre centinaia di interessati/attivisti per partecipare a questo evento. Non ometto di invitarti a prenderne conoscenza ed eventualmente parteciparvi. Altri dettagli sul sito 
&lt;a href="http://www.democraziammt.info" target="_blank">www.democraziammt.info&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>NOTA: i relatori sono tutti economisti di una &amp;ldquo;nuova&amp;rdquo; scuola (che si rifà però ai principi base &amp;ldquo;pre&amp;rdquo; neo-liberismo e privatizzazione selvaggia). In pratica tutto quello che ci stanno propinando i media / politica / economia di turno non sono altro che derivazione di un&amp;rsquo;ideologia che mette il potere nelle mani di pochissimi.. quindi c&amp;rsquo;è poco da essere felici.&lt;/p>
&lt;p>Insomma i links ce li hai, mal che vada si passa assieme un finesettimana a Rimini.&lt;/p>
&lt;p>baci&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.democraziammt.info" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-2828" title="volantino-summit-mmt" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/volantino-summit-mmt.png" alt="" width="595" height="842" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/volantino-summit-mmt.png 595w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/volantino-summit-mmt-212x300.png 212w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>regaliamoci due rivoluzioni</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/12/regaliamoci-due-rivoluzioni/</link><pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/12/regaliamoci-due-rivoluzioni/</guid><description>&lt;p>se credi che il nostro mondo interno (coscienza, senso della vita, stati d&amp;rsquo;animo) sia in stretta relazione, addirittura in retroalimentazione, con il mondo esterno (sistema sociale, economico, culturale e politico), forse starai pensando anche tu che stiamo vivendo un momento tanto delicato quanto importante dell&amp;rsquo;evoluzione umana.&lt;/p>
&lt;p>e soprattutto ti starai chiedendo: &lt;strong>ma come può attuarsi un cambio significativo sia nella nostra coscienza che nel mondo umano?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>[se non te lo stai chiedendo… beato te! ma non ti invidio]&lt;/p>
&lt;p>ebbene, dato che siamo finalmente arrivati al dunque, e sarebbe opportuno non lasciarsi distrarre nè perdere tempo in secondarietá (sopratutto perchè &lt;strong>non c&amp;rsquo;è più molto tempo&lt;/strong>), ti propongo quelli che considero i due migliori punti di partenza:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>&lt;strong>per il mondo interno&lt;/strong>: il libretto de Il Messaggio di Silo, che puoi scaricare gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net/Documentos-Message.php" target="_blank">questa pagina&lt;/a>
( l&amp;rsquo;edizione italiana è
&lt;a href="http://www.silo.net/ReferenceMaterials/Mensaje_it.rtf" target="_blank">a questo link&lt;/a>
).&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Sono poche pagine ma c&amp;rsquo;è dentro tutto.&lt;/p>
&lt;p>Se davvero ci tieni a superare la sofferenza, e magari andare un poco oltre la morte del proprio corpo…. una letturina la farei! poi potremmo parlarne magari davanti ad un caffè o ad un bel panorama.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>&lt;strong>per il mondo esterno&lt;/strong>: la questione economica è prioritaria, ma per risolverla bisogna capire bene in che razza di bace ci stiamo abbrustolendo (dove abbrustolirsi è un passaggio verso la morte da bruciatura.. almeno per una buona percentuale di esseri umani), e quindi studiare, analizzare e mettere poi in pratica il modello economico che potrebbe davvero garantire il paradiso in terra (materialmente parlando) per tutta l&amp;rsquo;umanitá.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>I nomi e cognomi di chi ringraziare se stai perdendo il lavoro o presto non avrai di che pagare la benzina dell&amp;rsquo;auto, ma sopratutto i dettagli della &lt;strong>Modern Money Theory&lt;/strong> che potrebbe salvarci tutti, li spiega molto meglio l&amp;rsquo;amico giornalista Paolo Barnard, che sta organizzando per febbraio un &lt;strong>summit con 5 economisti di levatura internazionale&lt;/strong> (tranquilli non li avrete mai sentiti parlare nei tg o giornali nazionali).&lt;/p>
&lt;p>ecco il suo sito
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">http://paolobarnard.info/interventi_indice.php&lt;/a>
e il
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=283" target="_blank">link diretto all&amp;rsquo;introduzione al Summit&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>che altro dire… spero di riabbracciare presto gli amici che non vedo da tempo!&lt;/p>
&lt;p>oltre ad immaginarmi che scintille di Senso stiano luccicando su questa crosta terrestre.. per lasciarci presto la preistoria alla spalle e lanciarci verso l&amp;rsquo;infinito.. e oltre!&lt;/p>
&lt;p>buone rivoluzioni a tutti&lt;/p></description></item><item><title>E’ atroce da guardare</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/e-atroce-da-guardare/</link><pubDate>Fri, 25 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/e-atroce-da-guardare/</guid><description>&lt;p>che altro dire? ri-pubblico questo scritto dal giornalista
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=275" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>“E’ atroce da guardare”&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ci arriva un trader-squalo della City finanziaria di Londra, che sta a guardare il disfacimento della pubblica finanza dello Stato italiano con un gomito appoggiato su una scatola vuota di un Big Mac, il caffè nella tazza di porcellana nell’altra mano e gli occhi che poggiano inespressivi sullo schermo del pc. E dice: &lt;em>“Stiamo assistendo al collasso al rallentatore del terzo più grande mercato di titoli di Stato, quello italiano… è atroce da guardare”.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>E lui sta a Londra, non dentro al furgone del ragazzo di 26 anni che ho tirato fuori da un fosso ieri notte alle 2 e mezza dopo che si era schiantato contro un cancello di una casa di campagna per il troppo sonno. Nel frastuono di una conduttura di gas che aveva divelto e che sparava metano come un motore di un Jumbo, e mentre gli urlavo di correre via da lì perché rischiavamo di saltare come due mine, lui ripeteva inebetito &lt;em>“… non si può cazzo, non posso fare 6 ore di notte a consegnare i giornali, poi 4 ore a pulire la mensa a Casalecchio, poi altre 4 in discarica…”&lt;/em>. Poteva essere morto, o paralizzato, e precisamente perché quella cosa atroce da guardare gli ha già tolto l’economia.&lt;/p>
&lt;p>Ma quello che dovete capire è il balletto dei golpisti, più che atroce da guardare. I titoli italiani non vendono praticamente più, proprio non ci sono compratori, cioè, dato che con l’Euro non sovrano abbiamo bisogno di loro per avere ogni singolo Euro di spesa pubblica, questo significa che l’Italia non può più funzionare. Chi ci compra i titoli oggi sono finanziatori interni e istituzionali, ma a tassi dal 6,5% al 7,5 e più su, vedrete dove finiranno. Insostenibile, impossibile, suicidio finanziario, perché oltre il 5% di interessi nessun Paese dell’Eurozona può durare, collassa.&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo Monti al governo che deve ottenere un parlamento e un governo del tutto castrati, impotenti, e obbedienti perché i golpisti finanziari da me più volte identificati e nominati devono poterci depredare e spolpare a sangue. Abbiamo Draghi alla BCE che risponde direttamente a loro. Come si fa a piegare la politica italiana ad acconsentire al massacro civico e democratico? La si tortura finché non cede. Tassi su, Draghi non fa nulla, anzi, gli acquisti di titoli italiani da parte della BCE calano proprio nei minuti in cui i nostri tassi si alzano (la BCE potrebbe calmierare i tassi e mantenerli calmi per anni se volesse). Monti fa finta di tentennare, aspetta che il dolore divenga insostenibile. Passano i giorni, Monti finge di voler contemplare misure socialmente umane, ma è un balletto. In realtà aspetta che la tortura sia al limite, e poi vedrete che di umano in Italia ci sarà rimasta solo la carne di chi finisce in un fosso alle 2 del mattino perché non può più dormire per vivere.&lt;/p>
&lt;p>E’ un balletto, si coordinano da Roma a Francoforte, via telefono con gli Hedge Funds, e gli speculatori del Group of Thirty, ERT, BE, Lotis, IIF, e compagnia cantante, fra cui quel paggio disgustoso di Ezio Mauro che dà ordine a Repubblica di scrivere che la catastrofe dei tassi italiani è perché ancora gli investitori non si fidano per la presenza del PDL in parlamento. Quando l’Italia sarà in centro Africa, Monti da qualche parte fra JPMorgan o il FMI a prender 2 o 3 milioni di dollari all’anno, e il PDL solo su Wikipedia, Repubblica scriverà che no! non è l’Euro, è che gli investitori non si fidano perché su un campanello di una casa di Arcore c’è ancora scritto Berlusconi. Ok.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Paolo Barnard&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Cosa accade ora e come reagire</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/cosa-accade-ora-e-come-reagire/</link><pubDate>Fri, 11 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/cosa-accade-ora-e-come-reagire/</guid><description>&lt;p>_ecco come
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=266" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
descrive 3 scenari per reagire alla friggitrice in cui ci troviamo. personalmente l&amp;rsquo;idea di portare il punto 3) attivamente in politica mi stuzzica non poco…&lt;/p>
&lt;p>NOTA: mi dissocio totalmente da ogni tipo di epiteto sul DNA dei tedeschi, o qualsiasi cosa che puzzi di razzismo. spero che i miei amici tedeschi capiscano. _&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>Il colpo di Stato si compone della fase scardinante e del regime successivo. Di norma la prima implica un attacco frontale alla democrazia che spaventa e sconquassa, i blindati nelle strade e le bombe sui palazzi di governo. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente sono stati l’attacco dei mercati e le bombe in termini di titoli italiani sganciati a tappeto in una vendita furiosa. La seconda fase è quella che segue, il regime vero e proprio. Le cose si calmano in apparenza, ma i golpisti sono nel palazzo e iniziano le razzie e i crimini contro i diritti umani. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente saranno la demolizione della ricchezza pubblica (residua) da trasferire alle elite, dei diritti del lavoro per il beneficio di chi vuole pagare un italiano come un cinese, e dell’economia stessa, poiché tali politiche possono solo soffocare la Aggregate Demand che è vitale per qualsiasi sistema economico. Saranno 40 anni di sofferenza sociali indescrivibili per milioni di noi, che non inizieranno a mordere giovedì prossimo, ma neppure tanto in là. Mario Monti, golpista criminale al soldo di e contiguo con Goldman Sachs, la Coca Cola Company, il Bilderberg e le lobby finanziarie europee, è già al timone. Napolitano, che non chiamo Presidente perché è un lurido traditore della patria, ha steso il tappeto rosso.&lt;/p>
&lt;p>Perdonate se non entro nei dettagli del saccheggio prossimo, leggete il Più Grande Crimine 2011, è tutto spiegato.&lt;/p>
&lt;p>Ora, sul cosa fare ci sono tre strade. Ma nessuno le percorrerà. Voi che leggete, e in generale tutti i cosiddetti impegnati, non avete più alcun attributo maschile funzionante, siete drogati di pc e del tutto inutili, patetici inutili chiacchieroni online. In politica, e lo so da fonti interne ad essa, non ci capiscono un tubo di questo colpo di Stato, manco sanno di cosa si parla. Inutili anche loro. *&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>(Bossi credo sappia tutto, ma scommette sulla sua Padania come neo-lander tedesco che vivrà ricco e felice nel mezzo di Calcutta. Sbaglia tutto, non ha capito che i tedeschi sono nazisti nel DNA, infatti è la terza volta in 100 anni che tentano di distruggere noi ‘untermenschen’ d’Europa: prima e seconda guerra, e con la loro BCE che non fa il suo lavoro. Bossi, sei scemo, fammi togliere sta soddisfazione, ma voi leghisti… ma proprio coglioni stellari a credergli)&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Le soluzioni.&lt;/p>
&lt;p>**1) La BCE fa il suo lavoro.&lt;/p>
&lt;p>** Per placare il panico dei mercati - dovuto solo al fatto che sanno che il nostro debito pubblico è pagabile in Euro, cioè una moneta che noi non possiamo emettere per cui non possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato – la BCE può fare il suo lavoro, che dovrebbe essere di comprare tutti i titoli di Stato di qualsiasi Stato dell’Eurozona in difficoltà, e senza limiti di acquisto. Come è noto, se i titoli di Stato vengono acquistati in massa, il loro valore aumenta e i tassi che il Paese che li ha emessi deve pagare su di essi calano (e per quel Paese è un bene). Ok, in questo momento l’Italia emette titoli di Stato, e lo deve fare per trovare sti maledetti Euro per pagare le sue spese (visto che non lo può emettere). Oggi l’Italia paga interessi su questi titoli a livelli usurai e questo la strangola, e inoltre la sospinge in un circolo vizioso orrendo, dove più paga interessi e più la sfiduciano e più la sfiduciano e più paga interessi, e daccapo. Ok. La BCE compra in massa titoli italiani (ma lo stesso con Grecia, Portogallo e Irlanda) e questo fa calare gli interessi, l’Italia respira. I mercati si tranquillizzano, poiché se la BCE fa questo, loro sanno che in caso di difficoltà sarà la BCE a comprargli i titoli italiani che hanno in tasca, non ci perderanno, e quindi si calmano ancora di più. Se si calmano, toneranno a prestarci i soldi a interessi decenti. Domanda: può la BCE fare questo? Ci dicono che è vietato dai Trattati europei come il Lisbona. Risposta: i trattati sono ambigui su questo, ma alla fine una decisione politica può sbloccare tutto, basta che la prendano. Domanda: la BCE ha i soldi per fare questo? Risposta: la BCE può inventarsi tutti gli Euro del mondo e di quell’altro mondo pure, non ha limiti e può comprare tutti i titoli di questo mondo e di quell’altro, a patto che siano in Euro. Questo fa, per esempio, la FED (banca centrale) americana, che si è inventata 27 trilioni di dollari (avete un’idea di quanti siano?) dal nulla 4 anni fa e ha comprato titoli americani tossici senza fine. Inflazione in USA oggi? Microscopica, nessun problema. Domanda: perché la BCE, allora, non ci salva in questo modo? Risposta: perché è dominata dalla Germania, e se ci salva il progetto neonazi di dominarci come ‘untermenschen’ salta. Sto esagerando i toni? No. Hai le prove? Sì. Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno. Draghi e gli altri criminali tecnocrati europei, ma anche Prodi e compagnia, sanno tutto e hanno partecipato. Draghi che oggi sta al timone della BCE ha già detto No!, la BCE non salva nessuno. Gradirei che Carla Del Ponte annotasse, per il prossimo processo all’Aja contro questi assassini per crimini contro l’umanità.&lt;/p>
&lt;p>Detto questo, va annotato che la soluzione appena accennata sopra non risolve il problema centrale di questa tragedia, cioè l’esistenza dell’Euro non sovrano per alcuno Stato che lo usa. Per cui rimarrebbe inalterata la maledizione dei Tesori dell’Eurozona che devono prendere in prestito ogni singolo Euro che spendono per noi e per altri. Quindi la soluzione sopraccitata è da considerarsi come una soluzione d’emergenza per fermare l’emorragia, una specie di rianimazione, ma non la cura.&lt;/p>
&lt;p>**2) Creare gli Stati Uniti d’Europa.&lt;/p>
&lt;p>** Questo invece curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende a deficit per tutelare noi persone (modello MMT), siamo punto daccapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c… alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale. No, questa opzione 2) non mi convince.&lt;/p>
&lt;p>**3) Abbandonare l’Eurozona, tornare alla Lira sovrana.&lt;/p>
&lt;p>** Ok, l’Italia dice &lt;em>“Ciao a tutti me ne vado, e l’ultimo che esce da sta stanza mefitica spenga la luce”&lt;/em>. Significa rompere drammaticamente con gli obblighi italiani ratificati col Trattato di Lisbona e altri. Significa fare un default in Euro. Senza dubbio questo è drammatico. Avete presente l’Argentina del default? Ecco. Però un attimo, continuo. Di sicuro questo comporterebbe il collasso istantaneo della capacità dell’Italia di ottenere prestiti in Euro, comporta il fatto che il nostro debito viene convertito in nuove Lire, che proprio a causa del terremoto default varranno molto poco, per cui il debito in termini di numeri si gonfierà come un pallone. Poi la Germania di certo tenterà di scatenarci addosso ricatti commerciali, con ritiro d’investimenti da parte di molti ecc. Di certo sarà durissima rinegoziare tanti crediti privati dicendogli pari pari &lt;em>“Sorry, non ce n’è più, o accettate la metà, un terzo, di quello che vi dobbiamo, o ciccia”&lt;/em>. Le banche italiane dovranno subire terremoti, di sicuro, e si trascineranno dietro quelle europee. Noi italiani dovremmo prepararci per un periodo di vacche molto, molto magre. Ma poi… Indovinate cosa?&lt;/p>
&lt;p>Bè, sentite, i mercati non sono scemi né ideologici, e sono a-morali, nel senso che chiunque tu sia o qualsiasi cosa tu abbia fatto, se gli fai far soldi ti amano. Ok, i mercati capiranno nel giro di molto poco che l’Italia ha ora la sua moneta sovrana, e che quindi ha recuperato la fondamentale &lt;strong>Ability to Pay&lt;/strong>, cioè &lt;strong>possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato senza problemi&lt;/strong>. Il debito gonfiato come un pallone non conta più se noi possiamo sempre onorarlo. Poi i creditori alla fine diranno: &lt;em>“Ok, meglio incassare qualcosa piuttosto che nulla”&lt;/em>, è già successo molte volte ed è in fondo la regola del Libero Mercato, rischi e magari perdi tutto, pace. Ma gli stessi creditori sanno che in futuro, con la nostra recuperata moneta sovrana, questo rischio non ci sarà più, e possono recuperare investendo nelle nuove Lire che saranno di certo onorate. Quindi i tassi sulle nuove emissioni di titoli italiani cominceranno a scendere, e scendere e scendere, non immaginate quanto. Poi: i mercati sanno anche che questo Bel Paese che ha recuperato la sua Ability to Pay ha anche una ricchezza invidiabile, è moderno, ha aziende brillanti, ha banche meno decotte di tutte le altre europee, ha un risparmio privato immenso, sa produrre a livelli tedeschi se vuole. Interessante. Poi il nuovo governo italiano della nuova Lira può applicare, spendendo a deficit la sua moneta emessa dal nulla, il piano di Piena Occupazione della Modern Money Theory School of Economics (MMT), che porta al lavoro tutti i disoccupati, e questo aumenta la nostra produttività. Sempre spendendo a deficit, lo Stato delle nuove Lire può offrire pieno Stato Sociale, può fare investimenti in infrastruttura e modernizzazione, e questo sarà denaro che ritorna nelle riserve delle banche bastonate, che si rizzeranno. Le due cose appena dette aumentano la nostra attrattiva per gli investitori, che pensano &lt;em>“Umm, interessante questo ricco Paese rinnovato, investiamo, e compriamo titoli, questa volta può pagare puntuale”&lt;/em>. Risultato: quello che è successo in Argentina dopo il catastrofico default. Hanno recuperato moneta sovrana, hanno mandato affanc… gli USA e il Fondo Monetario Internazionale, hanno applicato la MMT all’occupazione nazionale e all’economia, e sono schizzati in 3 anni da un livello africano a uno dei Paesi più in crescita del mondo. Ed erano l’Argentina, con tutto il rispetto. Immaginate noi.&lt;/p></description></item><item><title>Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/presidente-berlusconi-per-il-bene-dellitalia-non-si-dimetta/</link><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/presidente-berlusconi-per-il-bene-dellitalia-non-si-dimetta/</guid><description>&lt;p>_lo so, molti amici sospetteranno che sia impazzito, io che con Berlusconi ho in comune solo l&amp;rsquo;essere umani e nati nel nord Italia. ma non posso non condividere questo &amp;ldquo;
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=257" target="_blank">ultimo appello&lt;/a>
&amp;rdquo; ad uno che potrebbe davvero cambiare le carte in tavola ( dato che da noi non ce la si fa ).&lt;/p>
&lt;p>Il contenuto di questa lettera dovrebbe essere comprensibile a chiunque abbia seguito un po&amp;rsquo; la storia negli ultimi decenni, soprattutto la grande svendita ai privati dell&amp;rsquo;Italia avvenuta inizio anni &amp;lsquo;90 (protagonisti Prodi e Draghi). Penso che pochi possano accettare le motivazioni economiche presentate (in fondo &lt;strong>il Partito Democratico non è sempre stato a fare l&amp;rsquo;interesse del popolo, mentre al B. toccava la parte del cattivo?&lt;/strong> ) per capirle bene serve un po&amp;rsquo; di studio (magari partendo dalle
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">&amp;ldquo;nonna ti spiego la crisi economica&amp;rdquo;&lt;/a>
 ). Sono temi macigni, lo so. Quasi da non volerci credere._&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>In effetti è molto più facile pensare che sia tutta colpa di B. e della sua cricca, vero?&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Ora non ho tempo di dilungarmi in considerazioni personali, credo che ci siano già sufficienti elementi (anche solo in questo mio miniblog) per partire con la ricerca e sviluppo! abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>Presidente,&lt;/p>
&lt;p>perdoni l&amp;rsquo;approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell&amp;rsquo;Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:&lt;/p>
&lt;p>a) &lt;strong>l&amp;rsquo;Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>b) &lt;strong>esistono responsabili italiani ed europei di questo &lt;em>&amp;ldquo;colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche&amp;rdquo;&lt;/em>.&lt;/strong> (una definizione del tutto ragionata offerta dell&amp;rsquo;economista americano Michael Hudson)&lt;/p>
&lt;p>Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, &lt;strong>Le stanno suggerendo la via d&amp;rsquo;uscita&lt;/strong>. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall&amp;rsquo;operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell&amp;rsquo;Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. &lt;strong>Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di &lt;em>&amp;ldquo;Togliere agli Stati la loro ragion d&amp;rsquo;essere&amp;rdquo;&lt;/em>. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d&amp;rsquo;Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l&amp;rsquo;esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.&lt;/p>
&lt;p>Specificamente, la moneta unica:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;p>Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell&amp;rsquo;Eurozona.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>I debiti dell&amp;rsquo;Eurozona non sono più sovrani, poiché l&amp;rsquo;Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all&amp;rsquo;emissione. L&amp;rsquo;Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è &amp;ldquo;&lt;strong>Ability to pay&lt;/strong>&amp;rdquo;, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) &lt;strong>è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di &amp;ldquo;Ability to pay&amp;rdquo;&lt;/strong>, la cui presenza è infatti l&amp;rsquo;unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l&amp;rsquo;Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché &lt;strong>l&amp;rsquo;assenza radicale di &amp;ldquo;Ability to pay&amp;rdquo;&lt;/strong> nei governi più deboli dell’Eurozona &lt;strong>inneschi un circolo vizioso&lt;/strong> di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono &lt;strong>distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere&lt;/strong>. Sono cioè il farmaco &lt;strong>che causa la malattia&lt;/strong>, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell&amp;rsquo;adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall&amp;rsquo;adozione della moneta unica, che, ribadisco, l&amp;rsquo;Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l&amp;rsquo;Europact sono l&amp;rsquo;espressione più estreme, &lt;strong>ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>L&amp;rsquo;Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l&amp;rsquo;Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell&amp;rsquo;Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Presidente, &lt;strong>Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire&lt;/strong>. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici&amp;rsquo; in queste scelte sovranazionali catastrofiche.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell&amp;rsquo;Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l&amp;rsquo;Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l&amp;rsquo;Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.&lt;/p>
&lt;p>In ultimo una precisazione di ordine morale.&lt;/p>
&lt;p>Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, &lt;strong>se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine&lt;/strong>. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della &lt;em>Shock Therapy&lt;/em> su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.&lt;/p>
&lt;p>I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.&lt;/p>
&lt;p>Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, &lt;strong>ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte&lt;/strong>. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.&lt;/p>
&lt;p>Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il &lt;em>“colpo di Stato finanziario”&lt;/em> che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della &lt;em>“classe predatrice”&lt;/em>, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 10</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/</link><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Visto il telegiornale nonna? Hai fatto 2 + 2?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah! Ma adesso mica gli credo più a quelli. Ho capito una cosa, che chi comanda non va in televisione e poi a noi non ci dicono niente, e uno cosa guarda il telegiornale a fare?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, quello che hai detto è fondamentale per capire la politica nazionale. Infatti anche se cambia il governo, nulla cambia per noi, proprio per quello che hai detto: chi comanda non sta a Roma, né va da Bruno Vespa.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma io ci pensavo e devo chiederti una cosa: va bene, questi elite dicono allo Stato di non spendere per noi come dovrebbe, ci hanno tolto la moneta, quella che ci faceva bene. E poi c’è quella cosa che succede che da lì parte tutto un processo che si mangia la coda da solo…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, parte la spirale di crisi economica su cui poi le elite impongono la loro ricetta per la ‘ripresa’, che è invece proprio pensata per farci affondare sempre più, e più affondiamo, più ci dicono che quella ricetta è la salvezza, solo che non l’abbiamo applicata a sufficienza. I politici ci cascano e noi giù dal burrone senza fine, mente le elite profittano come mai.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh, quello lì. Ma senti però, insomma, voglio dire: ma se poi noi andiamo tutti in rovina, loro cos’hanno da guadagnarci?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bingo nonna, questa è proprio la domanda che mi serviva, perché la risposta è il tema di oggi. E ti capisco sai? La maggioranza delle persone dubita di ciò che io e i miei economisti diciamo proprio perché gli appare impossibile che le elite abbiano interesse a rovinare intere economie. Ma è così.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Son tutt’orecchi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, come si fanno i soldi a palate nelle economie tradizionali? Si vende una cosa che tutti vogliono e si incassa tanto; si offre un servizio che tutti vogliono e s’incassa un bel po’. Il primo caso è, ad esempio, quello della Coca Cola, il secondo è magari quello dei telefonini con le compagnie telefoniche.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma anche a vendere le patate uno fa soldi, che c’è Passerini di Castelletto Montano che ha fatto i miliardi con il mercato delle patate, e pensare che da giovane suo cugino mi filava dietro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, nonna, non quel tipo di soldi, molti, molti di più. Sto parlando di grandi capitali, di cifre mille volte quelle di Passerini. Bè, una volta i grandi capitalisti facevano soldi producendo beni materiali e servizi, cioè edilizia, auto, carne, acciaio, vestiti, oppure il turismo, i divertimenti, le tv private, la pubblicità ecc. Tieni a mente però che a quei tempi i servizi essenziali, come la Sanità, i treni, l’acqua o il gas, cioè quelli che uno deve per forza comprare, erano forniti dallo Stato al 99%, erano pubblici. Le cose stavano così fino a circa 20 anni fa, i grandi soldi si facevano così. Ok. Ma fai attenzione nonna, prova a metterti nei panni di un ultra capitalista che ha, per esempio, un’industria di auto. Vent’anni fa pensò: &lt;em>“Quanti clienti ho qui in Europa? Gli europei sono quasi 500 milioni, mentre i cinesi, gli indiani e i brasiliani sono quasi 3 miliardi in totale. Accidenti! Sono quasi 6 volte di più! E diventeranno sempre più benestanti. A me non conviene sgobbare per vendere a sti 4 viziati europei, mi conviene conquistare il super mercato dei cinesi, indiani e brasiliani, che fra qualche anno sarà un pozzo senza fondo di vendite!”&lt;/em> Immagina poi un altro ultra capitalista che aveva una montagna di soldi da investire, e che pensò: &lt;em>“Lo Stato ha tutti i servizi essenziali, accidenti, magari li avessi in mano io. Eh sì, perché averli significa avere i clienti ga-ran-ti-ti! Perché uno può anche decidere di non comprare una giacca o una moto, ma non può rinunciare al telefono, alla Sanità, all’acqua, o al gas, e deve pagare per forza. Devo trovare il modo di mettere le mani sui servizi pubblici”&lt;/em>. E allora i due, e molti loro colleghi, pensarono rispettivamente: &lt;em>“Io voglio andare a vendere sui mercati del mondo, e perciò devo avere prezzi più bassi se voglio vincere i concorrenti. Quindi devo trovare il modo di pagare di meno i miei operai, che sono il costo maggiore che ho”. E l’altro: “Io voglio comprare quei servizi pubblici essenziali, così me ne sto tranquillo a incassare garantito. Ma devo costringere lo Stato a vendermeli, e a vendermeli a poco”&lt;/em>. Segui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, e allora cosa succede poi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Aspetta. Perché fra i super miliardari ci sono altri due gruppi oltre ai grandi industriali e agli investitori in servizi. Ci sono gli speculatori finanziari e le grandi banche d’affari.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Dio, Dio, aspetta, e chi sono sti qui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Gli speculatori sono praticamente dei ricconi immensi che sono geniali in matematica. Le banche d’affari sono specie di banche che non tengono i conti dei cittadini, ma manovrano solo soldi a palate investendoli nel mondo. Gli speculatori, sempre circa un ventennio fa, pensarono: &lt;em>“Se convinciamo i governi a eliminare le leggi che limitano il nostro potere, noi possiamo inventarci dei trucchi matematici complicatissimi che nessuno capirà e che però ci permetteranno di prendere per il collo interi stati con delle scommesse contro di loro, e incassare come pazzi”&lt;/em>. Le banche d’affari pensarono: &lt;em>“Se c’inventiamo modi per far indebitare milioni di lavoratori con la promessa di moltiplicargli i loro soldini, potremo copiare i trucchi matematici degli amici speculatori e farci sopra montagne si soldi in fretta, truffando milioni di gonzi”&lt;/em>. Ok nonna? Ora riassumo: i grandi industriali decisero che vendere da noi era una causa persa, meglio dall’altra parte del mondo; i grandi investitori capirono che comprando i servizi essenziali dello Stato potevano strizzare dai cittadini denaro garantito; gli speculatori s’inventarono trucchi contabili strampalati per poter scommettere sulla sfortuna economica degli Stati; le super banche d’affari con gli stessi trucchi moltiplicarono soldi fittizi mentre milioni di persone s’indebitavano. Questo nonna, cambiò del tutto il volto delle economie tradizionali.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Va bene, ma il fatto di farci diventare tutti più poveri?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, adesso segui il ragionamento. Come poterono i grandi industriali ridurre il costo dei loro operai qui in Europa? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così con la scusa della crisi poterono dire “C’è crisi, non si vende, dobbiamo licenziare e ridurre i salari”. Questo accadde e sta accadendo, e loro si ritrovano masse di disoccupati che accettano salari da disperazione pur di lavorare, che è quello che volevano. Come poterono gli investitori costringere lo Stato a svendergli i suoi servizi pubblici essenziali? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così con la scusa della crisi poterono dire “C’è crisi, lo Stato è indebitato sempre di più, deve vendere l’argenteria di casa per far cassa, deve vendere i suoi servizi pubblici a noi privati”. Questo accadde e sta accadendo, e loro si ritrovano con in mano milioni di clienti che oggi pagano a loro servizi che un tempo erano pubblici, e li pagano per forza, anche se sono più poveri. Come poterono gli speculatori scommettere che le economie degli Stati sarebbero crollate e vincere? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che facesse &lt;strong>impoverire&lt;/strong> quegli Stati e così loro incassavano quelle scommesse. Questo accadde e sta accadendo, infatti hanno scommesso contro la Grecia e hanno vinto, e ora scommettono contro l’Italia e vinceranno. Come poterono le banche d’affari far sì che milioni di persone s’indebitassero per poi usare i loro debiti per specularci sopra? Semplice: avevano bisogno di &lt;strong>una crisi economica&lt;/strong> che &lt;strong>impoverisse&lt;/strong> intere nazioni, così i cittadini furono costretti a indebitarsi per continuare a campare, o a giocarsi i loro risparmi con la speranza che si moltiplicassero. Questo accadde e sta accadendo, negli USA e in Francia a livelli mostruosi, ma anche in Italia i debiti privati sono aumentati tantissimo, come anche i cittadini che si sono impegnati i piccoli risparmi con quelle banche. Ok? Noti qualcosa nonna?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh certo! Mica sono tocca nella testa. Hai detto crisi e impoverire in tutti gli esempi che hai fatto. Allora ho capito come si fa a far soldi se tutti diventiamo più poveri. Ma li hanno poi fatti questi soldi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Hai presente i soldi degli Agnelli? Roba da provincia in confronto ai soldi che questi padroni del mondo stanno facendo mentre ci impoveriscono e ci derubano. Uno solo di questi speculatori ha incassato, nonna, 12 mila milioni di dollari mentre truffava una milionata di famiglie americane. E guarda che gli uomini che oggi scommettono contro l’Italia, e che la stanno ricattando nell’impotenza totale dei politici, non sono più di qualche decina. Loro qualche decina, noi 60 milioni di impotenti. Ti rendi conto? Insomma, le elite avevano bisogno, per incassare fortune stratosferiche, di creare crisi economiche a ripetizione in tutta Europa e anche in America, e così &lt;strong>hanno sguinzagliato i loro predicatori&lt;/strong>, quelli che oggi tutti i politici ascoltano come fossero il Vangelo, con le ricette economiche che invece di curare ci ammalano sempre più, &lt;strong>cioè creano crisi su crisi&lt;/strong>, quelle che dicevo l’altra volta. In modo da ottenere proprio ciò che cercavano. Ora finalmente sai cos’è questa ‘crisi economica’ di cui tutti parlano, e sai che significato ha veramente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma senti, dimmi cosa può fare sta tua povera nonna con quel poco di vita che gli rimane per fermare quei delinquenti. Almeno i fascisti noi li vedevamo in faccia, ma questi nessuno sa neppure che ci sono.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, non tocca a te fare. Toccherebbe ai giovani di capire, studiare, e agire. Ma non lo fanno, troppo difficile. Meglio sbraitare slogan contro i politici una volta all’anno. Nonna, il tempo del coraggio è finito qui da noi. Ed è finito il tempo dell’intelligenza. Penso spesso a quei ragazzi di 17 o 20 anni che nella tua gioventù seppero sfidare i nazisti e le torture fasciste per salvare l’Italia. Penso a quelle facce nelle fotine delle lapidi che ci sono in strada qui a Bologna, morti fucilati o impiccati col filo di ferro a 18 anni. Ma che razza era quella? Da che pianeta venivano? Chi li aveva partoriti? Torneranno? Li aspettiamo nonna? Ti bacio, e grazie di avermi ascoltato.&lt;/p>
&lt;p>(Non commiserate i nostri vecchi, essi detengono un privilegio dal valore inestimabile: conservano negli occhi la memoria di altri occhi, quelli di chi ebbe dignità, coraggio e capacità di dare la vita per combattere. Abbiate pietà per noi, che vivremo e moriremo senza mai aver incrociato un singolo sguardo così. E siamo la prima generazione nella storia dell’umanità a sfoggiare questo indegno primato. P.B.)&lt;/p></description></item><item><title>Come leggere la lettera del governo alla UE</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/come-leggere-la-lettera-del-governo-alla-ue/</link><pubDate>Fri, 28 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/come-leggere-la-lettera-del-governo-alla-ue/</guid><description>&lt;p>_condivido queste considerazioni del giornalista Paolo Barnard.&lt;/p>
&lt;p>potrebbero essere una (piccola?) mazzata per tutti gli amici che credono alla favola del PD/centro sinistra.. ma descrive bene quello che ho sempre pensato (deducendolo da comportamenti reali).&lt;/p>
&lt;p>Ciò non va certo a dar punti al centrodestra, che ho sempre ritenuto oltremodo ripugnante e inadatto a rappresentarmi.&lt;/p>
&lt;p>Credo che se uno vede le due padelle, possa decidere il proprio destino. baci_&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>COSA SIGNIFICA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Che l’Italia si deve piegare al volere dei mercati. Non abbiamo più alcuna sovranità politica (a causa dei Trattati europei che abbiamo firmato come il Lisbona, che ci impongono regole decise da tecnocrati pro business non eletti) né finanziaria (visto che non abbiamo più una nostra moneta sovrana, ma usiamo l’Euro che è una &lt;em>moneta straniera&lt;/em>, dal momento in cui è emesso da entità non italiane e lo dobbiamo prendere in prestito). Cioè: solo ubbidire e applicare le politiche volute da altri.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>A CHI E’ DESTINATA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non alla UE, non ai politici UE. E’ scritta per gli investitori internazionali, quelli che oggi prestano ogni singolo Euro che lo Stato italiano spende per i cittadini. Si tratta di gruppi assicurativi, fondi pensione privati, fondi sovrani stranieri, banche d’investimento o singoli grandi investitori. Cioè i padroni delle finanze di quasi tutti gli Stati del mondo. Per continuare a prestarci i soldi esigono regole che glieli facciano fruttare al massimo. Se quelle regole distruggono le persone non ha per loro nessuna importanza, se distruggono intere economie neppure, anzi, ci guadagnano, come spiegato ne Il Più Grande Crimine.&lt;/p>
&lt;ol start="3">
&lt;li>DA CHI E’ STATA SCRITTA&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non da Berlusconi, che non ha potere alcuno in questa storia. E’ scritta dai tecnocrati del governo sotto dettatura dei loro omologhi nella UE, gente come Draghi, Buti o Bini Smaghi. Il governo non aveva scelta, o rispondere agli ordini oppure all’Italia veniva chiuso il rubinetto delle finanze, e moriva. Dal momento in cui si è tolto allo Stato il potere di creare ricchezza spendendo a deficit per i cittadini, questo potere è passato nelle mani esclusive degli investitori. Quindi ci possiedono al 100%. Punto.&lt;/p>
&lt;ol start="4">
&lt;li>COSA CERCANO GLI INVESTITORI NEL TESTO&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Lo leggono rapidi saltando tutte le insignificanti rassicurazioni e i dettagli della nostra gestione interna, e vanno a cercare se l’Italia ha incluso nel testo due capitoli e solo quelli:&lt;/p>
&lt;p>A) Regole per ulteriormente strangolare la spesa dello Stato per i cittadini.&lt;/p>
&lt;p>B) Regole per favorire il loro lucro se investono o speculano qui da noi.&lt;/p>
&lt;p>A patto che questi due capitoli sia soddisfacenti per loro, ci presteranno gli Euro per sopravvivere. Altrimenti ci dissangueranno fino alle estreme conseguenze.&lt;/p>
&lt;ol start="5">
&lt;li>LI HANNO TROVATI NEL TESTO?&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Sì. Capitolo &lt;strong>strangolare la spesa dello Stato per i cittadini&lt;/strong>: in Italia 1) si rendono effettivi con meccanismi sanzionatori la mobilità obbligatoria dei dipendenti pubblici sia statali che locali, e li si metterà in Cassa Integrazione con abbassamento complessivo dei salari. 2) riforma costituzionale per rendere illegale la spesa a deficit dello Stato (l’unica che invece crea ricchezza al netto per i cittadini e aziende). 3) innalzamento dell’età pensionabile, e non solo ai 67 anni, ma con l’obiettivo di tenere in considerazione nel futuro anche l’aspettativa di vita del lavoratore come parametro per l’entrata in pensione (come chiesto nel 2010 da 2 lobby finanziarie europee, la ERT e la BE). 4) se le misure non saranno sufficienti, lo Stato tasserà di più i cittadini, quindi il rapporto fra ciò che spende per loro e ciò che gli sottrae si alzerà ancora a favore di meno spesa e più prelievo. 5) i risparmi ottenuti dai tagli della spesa dello Stato NON potranno essere utilizzati per spendere a favore dei cittadini.&lt;/p>
&lt;p>Capitolo &lt;strong>favorire il loro lucro se investono o speculano qui da noi&lt;/strong>: in Italia 1) si introducono i prestiti d’onore agli studenti. Cioè incastrare il cittadino fin dalla più giovane età nel sistema finanziario che gli speculatori controllano e da cui guadagnano. 2) ulteriore flessibilità del lavoro, coi contratti di apprendistato, a tempo parziale e di inserimento. Cioè, là dove il lavoratore anziano crollerà morto di produttività sul posto di lavoro, le mega aziende assumeranno a due centesimi giovani sostituti senza tutele e sprovveduti. 3) più facilità nei licenziamenti anche dei lavoratori a tempo indeterminato, che potranno perdere il lavoro anche a causa di un calo di introiti aziendali. 4) privatizzazioni statali in accelerazione. Liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Ribadito il settore acqua, poi farmacie comunali, rifiuti, trasporti. Il Comune non potrà affidare un servizio senza aver prima verificato se era possibile aprire una gara fra soggetti privati. Le Regioni dovranno stilare piani urgenti di privatizzazioni locali. 5) la Costituzione sarà riformata per introdurre articoli pro business. Le conseguenze sulle tutele costituzionali del bene pubblico sono imprevedibili (no, prevedibili: le distruggeranno).&lt;/p>
&lt;ol start="6">
&lt;li>ABBIAMO ACCONTENTATO I PADRONI VERI DELL’ITALIA?&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>No. Le misure sono state giudicate insufficienti. Berlusconi, o chi per lui, non ha saputo essere sufficientemente Thatcheriano, Prodiano, Adreattiano o Dalemiano. Non ha saputo cioè usare la falce della distruzione della democrazia e del bene pubblico italiano come in decadi scorse seppero fare i personaggi citati. Risultato: i mercati degli investitori ci hanno di nuovo aumentato i tassi d’interesse sugli Euro che ci prestano a oltre il 6%. Cioè: i nostri padroni hanno risposto che non solo non ci ridurranno il costo che paghiamo per prendere in prestito gli Euro, ma ce l’hanno aumentato. Ci hanno detto: “No! Volevamo lucrare di più, dovevate falcidiare la gente di più. Ora pagate”. E pagheremo, fino alla fine. Buona serata.&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 7</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/</link><pubDate>Thu, 27 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Allora chi sono sti delinquenti che ci tolgono i soldi dello Stato, quelli che dicono che il debito pubblico è un nostro debito, quando invece non lo è, insomma, sti qui che con l’Euro ci hanno fatto sto brutto scherzo. Perché guardavo la televisione ieri e mi dicevo &lt;em>“ma sta a vedere che quel politico lì è uno di loro”&lt;/em>. Dimmi mò.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Attenta, il debito pubblico non è un nostro debito quando lo Stato ha una moneta sovrana, come le lire di una volta. Ti ho spiegato che con l’Euro tutto è ribaltato. Ok? Allora nonna, per la tua domanda bisogna prima capire un paio di cose, poi ti faccio i nomi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ohh, sempre bisogna capire 100 cose per capirne una, insomma…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Eh bè, nonna, se fosse semplice allora non avrebbero conquistato il mondo. Guarda che è proprio il fatto che la gente si stufa di capire e non ascolta più, che li ha fatti vincere così. Ma consolati, neppure i ragazzi contestatori in Italia hanno la pazienza di studiare ste cose, e neppure loro combinano un accidenti alla fine. Ok, ascolta. Ci hanno tutti convinti che i politici sono i potenti. No, assolutamente no. Il loro potere &lt;strong>è un teatrino locale,&lt;/strong> cioè hanno potere a Roma o a Parigi o a Londra, certamente possono comandare su tante cose e hanno privilegi, sono temuti e rispettati, qualcuno di loro fa anche soldi. Ma quello non è vero potere. Sai cosa significa avere vero potere? Immagina un uomo che può decidere di mandare in bancarotta un’intera nazione. Un singolo uomo, e non manda in bancarotta una nazione di poveretti tipo il Congo, ma per esempio l’Inghilterra, addirittura. Immagina un gruppo di uomini che possono dire a un governo “cambia le tue regole, paga di meno la gente, vendici la Sanità, le tue banche, le tue spiagge e tutti i tuoi treni, le vogliamo a poco, e se disobbedisci ti facciamo fallire”. Immagina un altro gruppo di uomini che fa una legge che obbliga gli Stati a non proibire un prodotto tossico che è pericoloso per milioni di cittadini, e se gli Stati disobbediscono allora sono multe pazzesche. Immagina addirittura un altro gruppo ancora che pensa a regole che faranno impoverire 30 milioni di persone in due anni, così li si può sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, e quelle regole non solo le impongono ai ministri, ma tutti sono tenuti a dire che sono giuste! Infine ecco una serie di miliardari che fanno scommesse giocandosi, come fossero al casinò, i bilanci di intere nazioni, e nel fare questi giochini finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma esistono uomini così? Dai, ma dai! Nei film di James Bond, non nella vita vera.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora, 1) Quello che ha mandato in bancarotta l’Inghilterra era uno &lt;strong>speculatore monetario&lt;/strong> di nome &lt;strong>George Soros&lt;/strong>; sono uomini ricchissimi che con trucchi contabili possono far perdere di valore a una moneta di uno Stato al punto da farla crollare. Inondano i mercati con quella moneta, e per il principio per cui se di una cosa ce n’è troppa in giro non vale più niente, come le cipolle, anche quella moneta perderà valore e così quello Stato va in vacca. 2) Gli uomini che possono dire al nostro governo di &lt;strong>svendergli i beni pubblici&lt;/strong> se no lo fanno fallire, sono gente come &lt;strong>Montezemolo, Benetton, De Benedetti, Geronzi, Tronchetti Provera, i Moratti, Caltagirone&lt;/strong>, fra i maggiori. Sono gli amici di quei ricconi internazionali che ti dicevo la volta scorsa, quelli che prestano gli Euro allo Stato e che poi guardano il nostro debito e gridano: “Oddio! Siete molto indebitati!”, e allora via col panico, e per prestarci gli Euro ci chiedono interessi altissimi, così la nostra economia va ancora più nel fosso. E quando è con una gamba nel fosso, gli stessi ricconi gridano al governo &lt;em>“dovete privatizzare i beni pubblici a buon mercato per far cassa!”&lt;/em>, e se lui non lo fa ci chiedono ancor più interessi per darci gli Euro, così nel fosso ci finiremo interi. Allora lo Stato è costretto a vendere la nostra roba, e la comprano quegli altri signori che dicevo prima, i Montezemolo e soci, a prezzi stracciati. 3) Gli uomini che possono obbligare gli Stati a non proibire un prodotto tossico sono quelli dell’&lt;strong>Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra&lt;/strong>. Fanno regole più potenti delle nostre leggi, e che sono amiche SOLO del business, e se una nostra legge nazionale va contro il business per proteggere noi persone, viene punita con multe pazzesche. 4) Quelli che possono far impoverire 30 milioni di persone in due anni, così poi altri li possono sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, sono le grandi banche criminali del mondo, come &lt;strong>Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Credit Suisse, UBS&lt;/strong> ecc. Attenta nonna, queste non sono le banche che abbiamo sotto casa, non tengono i conti correnti dei normali cittadini. Sono specie di banche che trafficano in soldi con trucchi sporchissimi, ma talmente sporchi che sono riusciti a vendere carta straccia a migliaia di altre banche come fosse denaro vero. Così tutte ste banche sono andate alla malora e hanno smesso di prestare i soldi alle aziende, che sono andate in malora pure loro e hanno licenziato milioni di lavoratori. Questi poveracci sono in mezzo alla strada, ma anche quelli che sono rimasti impiegati sono spaventati a morte di perdere il lavoro. Così succede che chi cerca lavoro accetta qualsiasi stipendio miserabile per paura e disperazione. Chi ne approfitta, e ci lucra, sono soprattutto le grandi industrie delle elite, tipo &lt;strong>Renault, Siemens, Boeing, Microsoft, Electrolux, General Electric, Procter &amp;amp; Gamble, Alcoa, Caterpillar, Volkswagen, o le italiane Finmeccanica, Fiat, Benetton, Luxottica, Tod’s&lt;/strong>, e altre, che vogliono pagare poco gli operai per battere le industrie concorrenti cinesi. Cioè vogliono poter vendere i loro prodotti nel mondo a prezzi competitivi con quelli cinesi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma aspetta un momento. Mica solo quelli lì super potenti ci guadagnano a pagar poco la gente. La Mimma c’ha il figlio che qui alla Brosetti di San Giorgio del Colle, quelli che fanno i cancelli e che sono 60 anime, gli danno 950 Euro al mese. E ringrazia Dio, perché prima prendeva meno.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vedi nonna, le piccole e medie aziende, che vanno dal bar all’imbianchino, dal negozio di scarpe fino alla fabbrica come quella che dici tu, sono quelli che impiegano la maggioranza degli italiani. Loro non decidono nulla, non possono nulla e subiscono solo. Per loro pagare poco i dipendenti è più un obbligo che una volontà. Mi spiego: &lt;strong>prima&lt;/strong> viene la crisi economica causata dai potenti che ho detto, che porta a un calo della ricchezza dei consumatori, che porta a un calo delle vendite del bar, del negozio, della fabbrica; &lt;strong>poi&lt;/strong> allora viene l’obbligo dei titolari a pagare poco, perché non vendono più. Non è che ci godano, preferirebbero vendere tanto a cittadini pagati bene. Invece, quei potentissimi industriali se ne fregano di pagare bene la gente qui, perché loro vogliono vendere in Cina, Brasile, America, Giappone, India. Poi tieni conto che i piccoli titolari non capiscono nulla delle cose che ti sto spiegano, e a volte neppure si rendono conto che chi li costringe dall’alto a pagare poco i loro dipendenti li condanna alla rovina, visto che con stipendi miseri anche le vendite sono per forza misere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma finiamo la lista. 5) I miliardari che fanno scommesse giocandosi come fossero al casinò i bilanci di intere nazioni, e che finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi, sono soprattutto gli &lt;strong>Hedge Funds&lt;/strong>…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Aspetta, questi proprio, booo! Electrolux sì, c’ho la scopa elettrica, li conosco, ma questi… effan, eggians che?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Non importa, sono organizzazioni di investitori potentissimi che possono fare quello che gli pare con montagne di soldi che tu neppure t’immagini, tipo fa conto, 40 volte tutta la ricchezza dell’America, non scherzo. Nessun governo li regolamenta, e fra l’altro fanno parte anche loro di quelli che poi gridano agli Stati &lt;em>“Oddio! Siete molto indebitati!”&lt;/em> e così succede quel disastro a catena che ti ho detto già due volte. Ora capisci questo: i signori e gli istituti che ho appena listato lavorano in combutta fra di loro, ma hanno al loro servizio anche moltissimi politici e giornalisti prezzolati, e anche professori universitari che insegnano le loro teorie micidiali come se fossero invece il Vangelo. Sono proprio una rete di potentissimi che fra l’altro si ritrovano ogni anno in club super riservati dove fanno i loro piani. Tutta sta macchina è quello che io chiamo le &lt;strong>elite del Vero Potere&lt;/strong> di cui parlo da quando ci incontriamo. E a proposito di macchina, tira fuori la macchina da cucire nonna, che sti jeans qui c’hanno un buco che ci passa un aereo. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 8" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 8</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/</link><pubDate>Thu, 27 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Tò mò i tuoi jeans, c’ho messo un amore… Ma senti, ripensavo a quei potenti delinquenti dell’altra volta. Ma vuoi dire che nessun governo può arrestarli? Ma dico, noi c’abbiamo gli eserciti e la polizia? Cosa fanno, niente?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, ascolta: torno a quella cosa che abbiamo detto tante volte: le elite hanno fatto di tutto per impedire agli Stati con la loro moneta di ‘spendere a debito buono’ per dar benessere, istruzione, e potere ai cittadini, che se no le elite erano FI-NI-TE! perché cittadini forti e consapevoli possono usare la democrazia per fermare le elite e i loro giochi criminali, e sì, certo, possono anche decidere di usare gli eserciti per questo. Ti ho anche detto che in 50 anni di sforzi e di spese miliardarie le elite sono proprio riuscite a bloccare quella ‘spesa a debito buono’ perché hanno tenuto nascosto a tutti noi che era possibilissima. Sono riuscite così a mettere milioni di cittadini in condizioni di continua precarietà e ignoranza, e quindi hanno distrutto la vera democrazia. In poche parole cosa è successo? Una cosa semplice anche se drammatica…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> L’Euro delinquente…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Molto di più, guarda le cose dall’alto, come se tu fossi fuori dalla terra. E’ successo questo: &lt;strong>nel momento in cui hanno tolto allo Stato, che è di tutti noi, il potere di creare ricchezza per tutti noi con la ‘spesa a debito buono’, il potere di creare ricchezza è diventato esclusivamente di pochi miliardari privati.&lt;/strong> Quindi tutti noi siamo nelle mani di pochi potentissimi privati. Siamo letteralmente alla loro mercé. E ci possono dire: gente, governi, obbedite? No? Allora via la ricchezza! Proprio nonna ci tolgono il tappeto da sotto i piedi, e noi tutti per terra come fantocci. Ecco cosa è successo, ecco cosa hanno fatto in 50 anni di sforzi dietro le nostre spalle. Oggi pochi uomini sono padroni di interi Paesi, perché senza di loro quei Paesi non avranno ricchezza. Questo è un crimine storico.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma pensa che tutti sti anni quando andavo a fare le cure per l’anca la gente diceva &lt;em>“dai privati si sta meglio”&lt;/em>, e c’era che diceva &lt;em>“i privati c’hanno i soldi, bisogna che arrivino in privati”&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma pensa con la tua testa. Se la Sanità o i trasporti essenziali o gli investimenti in posti di lavoro nuovi li gestiscono questi mega gruppi privati, cosa accade? Accade che dei miliardari mettono i loro soldi per comprare o per gestire questi servizi importanti per noi tutti. Ok. Ma tu sai che chi ha molti soldi vuole che fruttino, ok? E se tu sei un riccone privato ti guardi intorno e vedi dove è che i tuoi soldi frutteranno di più. Vediamo: li puoi mettere in Borsa, li puoi mettere nei titoli di Stato, li puoi mettere in case, o li puoi investire nei servizi di cui dicevamo. Dove ti rendono di più? Il riccone investirà dove i suoi soldi gli rendono di più, mica è scemo, se no non sarebbe un riccone, e certamente non li investe per far beneficienza a noi. Bene. Se decide di investirli negli ospedali, nei treni, nelle poste o a impiegare lavoratori, significa che quelle cose gli dovranno rendere profitti superiori alla Borsa, ai titoli di Stato, case ecc. Certamente non vuole perderci, ok? Quindi l’ospedale gestito dal mega gruppo privato deve come &lt;strong>PRIMA COSA&lt;/strong> farli guadagnare DI PIU’ di quello che gli stessi soldi gli davano se investiti altrove, e come &lt;strong>SECONDA COSA&lt;/strong> deve dare un servizio a noi cittadini. Questo è certo, non può mai essere il contrario. E allora, se per caso la tua malattia gli costa meno di quello che tu paghi e se il profitto è superiore a quello che gli stessi soldi gli rendevano in Borsa o nei titoli di Stato ecc., allora il riccone ‘te la compra’ e ti cura. Se gli costa di più non te la compra e tu ti arrangi. Così è anche per i lavoratori: se assumendoli guadagna di più che a mettere gli stessi soldi altrove, allora ok, se no li lascia tutti disoccupati. Cioè la regola è: se la ricchezza essenziale e i servizi essenziali sono nelle mani dei miliardari privati, noi cittadini li avremo &lt;strong>SOLO&lt;/strong> se i ricconi ci guadagneranno quello che vogliono. Se no zero servizi e ricchezza.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Santo Dio! Meglio lo Stato!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto! Perché lo Stato con la sua moneta può darci tutte quelle cose SENZA preoccuparsi di fare profitti, tanto il suo ‘debito’ per noi non esiste, né esiste per lui come sappiamo. Se la tua malattia gli costa molto, no problema, te la ‘compra’ lo stesso. Se quei lavoratori non gli renderanno chissà che, no problema per lo Stato, li assumerà lo stesso. Ora, riassumendo anche un po’ delle puntate precedenti, quello che vien fuori, nonna, è che a ben vedere come funziona la macroeconomia negli stati patrimoniali degli Stati e la microeconomia privata…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ehhhhh????? Cosa? Cosa? Mi dì ben su, andavamo così bene…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Scusa, scusa, ok. Ridico: a ben vedere come funzionano i conti dello Stato che fa la ricchezza del contenitore dei cittadini privati, e come fanno profitti le aziende che danno lavoro a quei cittadini, si capisce che &lt;strong>se togliamo di mezzo la spesa dello Stato non è possibile creare ricchezza al netto per i cittadini né i profitti per le aziende&lt;/strong>, che significano i nostri stipendi. Quindi, in soldoni, senza lo Stato con la sua moneta sovrana noi cittadini comuni siamo fregati, e dobbiamo dipender solo dalla creazione di ricchezza dei ricconi privati. I quali però non solo vogliono poi guadagnarci anche a costo di mandare noi in malora, ma ci ricattano e ricattano i governi al 100%, e se non facciamo quello che vogliono siamo fritti, cioè ci chiudono i rubinetti dell’economia. E qui nonna ascolta bene, ma bene eh? Siamo partiti a spiegarti perché c’è la crisi economica, ok?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh già.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Allora guarda che la gran parte della crisi economica di adesso viene proprio dal fatto che le elite di quei ricconi e dei loro servi politici ci stanno chiudendo i rubinetti dell’economia APPOSTA. In che modo? Nei modi già detti: 1) impedendo agli Stati di fare la ‘spesa a debito buono’ per arricchire cittadini e aziende attraverso lo spauracchio del debito pubblico, e in Europa attraverso anche l’Euro truffa. 2) e imponendo ai politici, e ovviamente poi a noi cittadini, delle cure per la &lt;strong>crisi che loro hanno voluto&lt;/strong> che non fanno altro che peggiorarla, e loro lo sanno, lo fanno apposta, perché poi sono loro che profittano dalla sfortuna degli Stati e dei cittadini.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma Dio benedetto! Ma Dio santissimo!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Detto questo, la prossima volta ti spiego meglio come fanno a imporci delle cure che ci ammalano ancora di più. Ora, cara mia nonna, fai un bel ‘debito buono’ con me… passa qui la crostata nuova e al netto per il contenitore di tuo nipote, và… baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/01/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 9" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 5</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/</link><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Senti, però ci sono due cose dell’altra volta che non ho capito. Tu dici che se lo Stato spende per darci tutto quello ci manca, e magari compra le cose che le fabbriche non vendono, allora tutti noi stiamo meglio. Bè, stamattina ero dal dottore per l’anca, e lui mi diceva che per l’operazione ci vogliono 7-8 mesi. Io gli ho detto: &lt;em>“Mio nipote dice che se lo Stato spende di più, può fare altri ospedali e assumere tutti i medici che vuole”&lt;/em>. E sai lui cosa ha risposto? Ha risposto che è d’accordo, ma poi c’abbiamo l’inflazione. Cosa vuol dire?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ah! Eccoli quelli dell’inflazione…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Aspetta, poi c’è l’altra cosa. Ieri sera al telegiornale quella signora che fa l’industriale capo, che c’ha dei bei gioielli sempre addosso, adesso non ricordo il nome…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> La Marcegaglia, che è il numero uno di Confindustria.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bravo, quella lì. Bè, ha detto che lo Stato deve assolutamente eliminare il debito pubblico, che se no le fabbriche e le industrie non fanno più soldi. Te dici il contrario, te dici che è col debito pubblico che fanno soldi, e che senza debito non ne fanno. Non capisco perché allora ha detto così.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Per la prima domanda, ricorda questo concetto: generalmente nel mondo del mercato se una cosa è scarsa allora costa molto, vedi l’oro, mentre se di una cosa ce n’è a vagonate, allora costa poco, vedi le cipolle. L’inflazione succede quando nel contenitore dei cittadini privati ci sono troppi soldi nelle loro tasche ma pochi prodotti da comprare. Troppi soldi sono come le vagonate di cipolle, quindi quei soldi perdono di valore. Pochi prodotti sono come l’oro, quindi aumentano di valore. Risultato: finisce che chi va al mercato coi suoi soldi che valgono di meno perché ce ne sono troppi in giro, dovrà spenderne molti per comprare le cose che scarseggiano e quindi sono aumentate di prezzo. Questa è l’inflazione. Fa conto che se prima un chilo di patate ti constava 10 soldi, ora con l’inflazione te ne costa 20. E questo ovviamente per tutti i prodotti, quindi i cittadini sono automaticamente più poveri. La gente ha molta paura dell’inflazione, giustamente. E allora quando uno come me, o come certi economisti, dice che lo Stato deve spendere di più, cioè versare più soldi nel contenitore dei cittadini privati, molti pensano: &lt;em>“Sì, ma poi ci saranno troppi soldi, mentre i prodotti saranno sempre quelli di numero. Ci sarà l’inflazione!”&lt;/em>. No, nonna. Questa è una favola. Chi dice così non conosce l’economia, oppure è in malafede e lavora per le elite. Perché io ho sempre detto che lo Stato deve spendere di più, anche aumentando il suo debito con se stesso, &lt;strong>ma deve farlo per creare posti di lavoro che sono stipendi, per creare un’istruzione di alto livello, per mantenere i cittadini in salute, per fare strade e aeroporti e telefoni e tecnologia superiori, e per comprare anche i prodotti delle aziende private&lt;/strong>. Fai la somma: più lavoratori e meglio pagati + ragazzi istruiti che lavoreranno meglio + cittadini sani e quindi meno spesa sanitaria + strutture per facilitare proprio il commercio e le industrie + aiuti alle aziende per farle progredire &lt;strong>= più produttività nazionale&lt;/strong>. Quindi nonna, aumentano sì i soldi in giro, &lt;strong>ma aumentano anche di pari passo i prodotti offerti, quindi niente inflazione.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Mi sembra di aver capito, mi sembra.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Poi nonna, l’inflazione si controlla benissimo se uno Stato è padrone veramente della sua moneta. Ad esempio: dovesse mai succedere che l’inflazione scappa di mano, come estremo rimedio lo Stato può tassare il contenitore dei cittadini, cioè sottrarre denaro dalla circolazione. Oppure può rendere più costoso prendere denaro in prestito, così di nuovo ne circolerà di meno. E può fare altre diavolerie di finanza che sono troppo difficili per te. Ma pensa a una cosa: tutti sti allarmisti dell’inflazione perché non leggono i giornali? Il Giappone oggi ha un debito pubblico che è &lt;strong>il doppio&lt;/strong>, nonna, il doppio! di quello italiano, e quindi lo Stato giapponese ha speso tantissimo, giusto?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì! Beati loro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Sai a quanto è l’inflazione in Giappone oggi? E’ allo 0,4%. Cioè praticamente non esiste. E allora dai…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, ma allora quella tizia che comanda gli industriali e cha ha detto che se Berlusconi non paga il debito pubblico le fabbriche non guadagnano?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vediamo se è vero che togliendo il debito pubblico le aziende ci guadagnano. Ti dimostro ora che è vero l’esatto contrario, come ti ho sempre detto. Ok, ripeschiamo i famosi contenitori. Tu immagina che nella nostra società di cittadini privati, cioè non Stato, ci sono tantissimi tipi di lavori, ma che si possono dividere grosso modo in due contenitori: c’è il contenitore &lt;strong>A)&lt;/strong> che fa o vende i &lt;strong>prodotti di consumo&lt;/strong>, e il contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong> che fa tutto quello che serve ad A) per produrre e vendere quelle cose, cioè fa i famosi &lt;em>&lt;strong>“mezzi di produzione”&lt;/strong>&lt;/em>. Esempio: &lt;strong>A)&lt;/strong> fa o vende le scarpe, i rasoi, la carne, le auto, i pettini, il vino, i vestiti ecc. ecc. &lt;strong>B)&lt;/strong> fa le macchine per lavorare il cuoio, fa l’acciaio per le lamette e per le auto, la plastica per i pettini e per tante altre cose, i telai, produce il cotone ecc.; ma anche offre i servizi affinché i prodotti del contenitore A) si possano fare e vendere, cioè banche, assicurazioni, scuole, formazione, telefonia, comunicazioni, trasporti ecc. Sia A) che B) impiegano dei lavoratori stipendiati. Ok. Pausa e respira.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, sì, mica sono tocca nella testa, ho capito.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Domanda: come fa il contenitore &lt;strong>A)&lt;/strong> a fare profitto? Tu dirai, deve vendere i prodotti di consumo. Ok. Ma io ti dico che se li vende &lt;strong>ai suoi&lt;/strong> dipendenti quando spendono lo stipendio, A) non farà nessun profitto, &lt;strong>perché gli ritornano indietro gli stipendi&lt;/strong> che ha appena pagato a quei dipendenti. Anzi, gliene tornano indietro anche di meno, perché non tutti i lavoratori spendono tutto lo stipendio in beni di consumo. Immagina come esempio che tutti questi industriali di &lt;strong>A)&lt;/strong> hanno sborsato 1 milione in stipendi, e gli torna in cassa 800 mila, che profitto è? Allora: per far sì che il contenitore A) faccia profitti bisogna che possa vendere i suoi prodotti a gente &lt;strong>a cui NON paga lo stipendio&lt;/strong>. Ok, tu mi dirai che ci sono tutti i dipendenti del contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong>, che di sicuro useranno gli stipendi pagati da B) per comprare i beni di consumo fatti da A). Perfetto, quelli creano profitti per A), perché A) non gli paga lo stipendio. Ma il contenitore B) allora? Come fa a fare i suoi profitti?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bè, la gente di A) gli compra la roba, così gli ricambia il favore.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Eh no! Nonna. E sai perché? Pensaci bene. Quando il contenitore &lt;strong>B)&lt;/strong>, che fa i mezzi di produzione, li vende ad A) quello che accade è che il contenitore A) userà ovviamente i suoi profitti per pagare. Ma da dove vengono i profitti di A) nonna? Vengono da B)! lo abbiamo appena detto. Quindi &lt;strong>B)&lt;/strong> si vede ritornare in tasca i suoi soldi di prima, &lt;strong>nulla in più&lt;/strong>, punto. Profitto zero in quel caso. Dunque, abbiamo stabilito che nelle nostre società il contenitore B) può creare profitti per A), ma questo non può creare profitti per B), impossibile. E allora? Allora si torna alla solita storia: ci vuole &lt;strong>un contenitore esterno a B)&lt;/strong> che gli versi dentro denaro nuovo al netto… ed avendo eliminato A), come al solito ci rimane solo lo Stato con la sua &lt;strong>spesa&lt;/strong> che può farlo (o le nazioni straniere, ma sono inaffidabili). Infatti né A) né B) pagano gli stipendi allo Stato che non ha bisogno di alcuno stipendio per comprare le cose di B), o anche quelle di A) ovviamente. Quindi &lt;strong>lo Stato deve esserci&lt;/strong>, con la sua &lt;strong>spesa&lt;/strong>, se no B) va in rovina, e se va in rovina B) ci va anche A) che dipende da B) per i suoi profitti. E stiamo parlando proprio di aziende e di tutti i loro lavoratori, ricorda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Cavoli, è vero!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ma lasciami arrivare alle parole “debito statale”, per essere preciso. Lo Stato deve però comprare con la sua spesa &lt;strong>di più di quello che toglie&lt;/strong> con le tasse ad A) e B), ovvio, se no non ci sono profitti per A) e B); se no crolla tutta quella catena virtuosa. Gli deve &lt;strong>versare più soldi di quanto li tassi&lt;/strong>. E lo Stato versa più soldi di quanto tassi solo quando?… nonna?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Quando?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Solo quando &lt;strong>spende a DE-BI-TO&lt;/strong>, quando cioè spende più di quello che incassa (tassa). Ecco provato il fatto che, di nuovo, &lt;strong>se si elimina la spesa dello Stato a debito è impossibile che il contenitore generale dei cittadini e delle aziende si arricchisca al netto&lt;/strong>. Chi va in tv a dirci che la nostra salvezza è nell’eliminazione del debito pubblico, o non capisce niente di economia o vuole uccidere la nostra Gallina dalle Uova d’Oro secondo il piano delle elite di cui abbiamo parlato. Punto. Ti avevo già spiegato che il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini, ora sai che è anche il profitto delle aziende in gran parte.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma sto debito, insomma, ma roba da matti… ma è proprio la nostra fortuna! E allora quella stupida di quella donna in tv cosa va a dire che si deve eliminare il debito dello Stato per fare più profitti alle industrie? Ma non le sa ste cose?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> E’ probabile di no, ricordati che &lt;strong>le elite hanno lavato il cervello proprio alle classi dirigenti e ai politici per uccidere la spesa a debito dello Stato&lt;/strong>, che era a nostro favore e a favore della democrazia. Li hanno indottrinati ben bene, ripensa all’esempio delle tonsille. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/25/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 6" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Vi spiego la crisi economica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/vi-spiego-la-crisi-economica/</link><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/vi-spiego-la-crisi-economica/</guid><description>&lt;p>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2749" title="crimine" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/crimine-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ne devo assolutamente parlare anche qui, perché lo considero il più grande crimine mai commesso da esseri umani contro altri esseri umani. Ed è anche il meno visibile, perchè è stato attivato in modo molto sottile (avete presente la
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/la-ranocchia-che-non-sapeva-di-essere-cotta/" title="La ranocchia che non sapeva di essere cotta …" target="_blank">storia della ranocchia&lt;/a>
?)&lt;/p>
&lt;p>Insomma: ne sono molto preoccupato perché potremmo presto ritrovarci tutti (diaciamo noi del 99%) in una situazione spiacevole, e la prima cosa da sapere è &lt;strong>dove ci troviamo&lt;/strong> e &lt;strong>come reagire bene&lt;/strong> imparando dagli errori passati.&lt;/p>
&lt;p>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2751" title="financial-criminals" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/financial-criminals-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ho sempre saputo che sarebbe arrivato questo momento (basta un minimo di teoria dei sistemi, saper leggere gli eventi e frequentare persone
&lt;a href="http://www.silo.net/Letters.php" target="_blank">sveglie&lt;/a>
), detta &amp;ldquo;crisi del sistema&amp;rdquo;, ma non sarei mai riuscito a descriverne i precisi &lt;strong>meccanismi interni e intenzionali&lt;/strong> con cui sarebbe stata realizzata.&lt;/p>
&lt;p>Il giornalista
&lt;a href="http://paolobarnard.info/" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
ha effettuato un lungo e meticoloso studio con i più autorevoli economisti del mondo, riportando tutto nel saggio &lt;strong>Il Più Grande Crimine&lt;/strong> (
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/ilpiugrandecrimine2011.pdf" target="_blank">scarica il PDF&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>Data la complessità dell&amp;rsquo;argomento, sopratutto perché è difficile crederci, ne sta facendo una versione &amp;ldquo;ridotta&amp;rdquo; leggibile da anziani e bambini.&lt;/p>
&lt;p>Riporto qui le varie puntate del racconto (trascrivo tutto qui nel mio blog perchè i links esterni sono sempre volatili):&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2745" title="nonna-crisi-economica" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/nonna-crisi-economica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nonna, ti spiego la crisi economica!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/20/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 1" target="_blank">parte 1&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/21/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-2/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 2" target="_blank">parte 2&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 3" target="_blank">parte 3&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 4" target="_blank">parte 4&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 5" target="_blank">parte 5&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/25/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 6" target="_blank">parte 6&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 7" target="_blank">parte 7&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 8" target="_blank">parte 8&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/01/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 9" target="_blank">parte 9&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/03/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 10" target="_blank">parte 10&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 3</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/</link><pubDate>Sun, 23 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/</guid><description>&lt;p>_&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora nonna, riassunto delle puntate precedenti. Spero che tu abbia capito che solo lo Stato e le nazioni estere possono immettere denaro nuovo e al netto nel contenitore dei cittadini privati e delle aziende. Cioè: la ricchezza nuova, quella in più rispetto a quella già esistente, può venire solo da loro. Ok. Hai capito che uno Stato come l’Italia con la sua moneta Lira non aveva in realtà grandi problemi di debito. Che anzi, il debito di uno Stato che inventa la sua moneta dal nulla e che la spende, o che emette titoli, è la ricchezza dei cittadini e delle aziende private. Bene. Hai capito che vi hanno sempre raccontato una bugia immensa su cosa sia il debito “pubblico”, che pubblico non è per nulla…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh, ma insomma, sì, ho capito quello, lo Stato spende a noi siamo più ricchi. Ma la bugia, chi l’ha detta? Il governo? Così ci rubavano i soldi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, proprio no. Il discorso è molto, ma molto più grande. Nonna, guarda che è semplice. Al mondo siamo sempre stati in due. Noi gente, e loro, i ricchi e i potenti. Prima dei tempi moderni e per secoli, lo sai bene, c’erano masse enormi di disgraziati, e in cima i re, principi, i nobili, i padroni ecc. Cosa voleva dire? Che se, fai conto, in quei mondi c’erano 1000 soldi, ai poveracci ne toccava forse mezzo, e a loro 999,5. Poi è accaduta una cosa eccezionale, è accaduto che i popoli piano piano, con guerre e rivoluzioni, con morti e sangue a fiumi, si sono ribellati e hanno creato la democrazia.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> … che si va a votare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, non solo. La democrazia vuol dire soprattutto una cosa nonna: che ci deve essere uno Stato eletto dalla maggioranza ma che fa gli interessi di tutti, e questo vuol dire soprattutto che &lt;strong>dà benessere a tutti.&lt;/strong> Perché nonna, i diritti e le leggi morali sono cose belle, che prima non c’erano, ma se poi noi cittadini siamo schiavi di lavori a due soldi, se siamo indebitati, se abbiamo sempre l’ansia di lavorare come pazzi per sopravvivere e non abbiamo tempo per nulla, se, soprattutto, nessuno ci dice cosa sta succedendo davvero, alla fine quei diritti e quelle leggi non valgono quasi niente. E’ solo quando uno ha un buon lavoro, una casa che non sia un debito che lo schiaccia, quando è protetto dai servizi essenziali, è bene informato, i suoi figli hanno un futuro possibile, che uno può prendersi il lusso di partecipare alla democrazia. Se no rimane un cittadino che vive in una democrazia sulla carta, ma che non potrà mai usare. E allora, torniamo alla Storia: accadde che dopo tanti anni di lotte, finalmente arrivò la democrazia, cioè le elite persero delle fette enormi di quei 1000 soldi che erano la ricchezza esistente, e persero anche tanto potere. Tu immagina cos’era un imperatore, era padrone non solo di intere nazioni, e dei loro popoli, ma aveva potere di vita e di morte su tutti. Oggi non esiste neppure lontanamente qualcuno con quel potere, nessun miliardario lo ha, neppure uno come Obama. Quindi le elite persero tantissimo, e gli andò veramente di traverso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ben gli sta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Poi, per le elite le cose andarono anche peggio. Negli anni ’70 gli Stati democratici più importanti arrivarono ad avere quelle monete che dicevamo le volte scorse, la lira, il dollaro, i marchi, i franchi che si creavano dal nulla.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Bè, io mi ricordo le lire e i dollari che c’erano anche prima di allora, scusa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, ma ripeto: dagli anni ’70 in poi, grazie a degli accordi internazionali, fu deciso che gli Stati potevano creare le monete moderne dal nulla, inventandosele. Prima era diverso. Le stesse monete potevano essere create solo se contemporaneamente i governi mettevano da parte dell’oro in quantità quasi pari alle monete che creavano per spendere. Era un limite enorme, perché metti che il governo decideva di assumere un milione di disoccupati che gli sarebbero costati 10 milioni: immediatamente dei funzionari gli dicevano “ok, ma devi però garantire quei 10 milioni che spendi con 10 milioni in lingotti d’oro depositati da noi. Se non trovi l’oro, rischi guai grossi”. Che palle, nonna, ti rendi conto? Ogni volta così, il governo sempre con l’ansia di sto oro da trovare per garantire ogni spesa. Il risultato era che i governi magari spendevano anche, ma in effetti rischiavano grosso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma cosa rischiavano?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Troppo complicato, ma detto in parole poverissime, rischiavano di fare bancarotta da un momento all’altro. Quelli sì che la rischiavano. Allora, come dicevo, il sistema di dover trovare sempre oro fu abolito, e ci mettemmo tutti a creare le monete dal nulla. I dollari, la lira, i marchi ecc. Fu un momento storico, ma alle elite degli ex potentissimi vennero i sudori ghiacci lungo la schiena, una strizza al sedere della malora. Perché? Metti insieme i pezzi che sai già: siamo, fa conto, nel 1971, e 1) Lo Stato è democratico e quindi risponde ai cittadini 2) Lo Stato adesso può inventarsi i soldi dal nulla, senza quasi limiti 3) Lo Stato può quindi creare lavoro per tutti, case per tutti, servizi per tutti, istruzione per tutti, pensioni buone per tutti. Risultato? &lt;strong>Può spendere per creare cittadini benestanti e istruiti che possono usare la democrazia per tutelare se stessi.&lt;/strong> Nonna, guarda che la coppia di :Stato che può spende per noi quasi senza limiti + noi che abbiamo la democrazia in mano era l&lt;strong>a Gallina dalle Uova d’Oro dei popoli.&lt;/strong> E se i popoli l’avessero posseduta veramente, per le elite era &lt;strong>FI-NI-TA&lt;/strong>. Ti rendi conto? Perché nessuno, neppure il più ricco uomo del mondo può contrastare uno Stato che decide di fare l’interesse di tutti con le sue leggi sovrane e con i suoi soldi sovrani. E quello Stato se è veramente in mano a cittadini benestanti e istruiti &lt;strong>può fare leggi che legano le mani ai mega ricconi per sempre&lt;/strong>. Le elite in quegli anni capirono che se mai volevano tornare a possedere il 90% della ricchezza, dovevano &lt;strong>AS-SO-LU-TA-MEN-TE nascondere&lt;/strong> a tutti, cioè ai cittadini e anche ai politici, cosa poteva fare uno Stato democratico con la sua moneta sovrana creata dal nulla.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Il fatto che dicevo, facevamo le ferie due mesi all’anno con un solo stipendio in casa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, ma molto, molto, molto di più nonna. L’ho detto prima: piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione per tutti, e fra l’altro, attenta, la spesa della Stato poteva comprare tante cose fatte dalle aziende private, arricchendole, poteva fargli migliori telefoni, strade, trasporti, e dargli anche la ricerca tecnologica per modernizzarle, quindi poteva aumentare la ricchezza privata nazionale. Nonna, i tedeschi, sti ipocriti che oggi sbraitano sui debiti degli Stati, hanno fatto proprio così: lo Stato tedesco ha trasformato a sue spese le loro aziende in super produttori. Bella forza che sono una potenza. Capito? La spesa dello Stato con la sua moneta sovrana… Nonna, quante volte ho detto “spesa” negli ultimi 10 minuti? Il trucco che ci poteva salvare era quello: la spesa dello Stato per creare benessere e produttività per tutti. E allora nonna, nonna!, come hanno fatto le elite dei bastardi ricconi a bloccare quella spesa? A uccidere la nostra Gallina dalle Uova d’Oro?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Non lo so…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna! &lt;strong>Si sono inventati, convincendo tutti, che la spesa dello Stato è il debito di tutti i cittadini&lt;/strong>. Debito, è il debito PUBBLICO!! È il deficit PUBBLICO!! E’ un disastro PUBBLICO!! Lo dobbiamo tutti ripagare!! I nostri figli se lo porteranno sulle spalle…. La spesa dello Stato è il diavolo in persona! E allora ci ficcarono in testa che lo Stato non deve spendere, o meglio, che deve spendere MENO di quanto INCASSI. Ma lo Stato incassa TASSANDOCI o facendo TAGLI dappertutto, come Sanità, scuole, pensioni, impiego. Così, secondo la ricetta dei ricconi bastardi, finisce che lo Stato ci dà 100 soldi ma poi ce ne toglie 110, così lui, lo Stato, accumula soldi di cui non se ne fa nulla, mentre noi perdiamo soldi che erano la nostra ricchezza. Siamo, &lt;strong>FRE-GA-TI&lt;/strong>, ci troviamo più poveri quasi tutti, e dobbiamo pagare i servizi di tasca nostra, con meno lavoro, stipendi più bassi, pensioni miserabili ecc. Cittadini fregati, cittadini insicuri e in affanno, impauriti, che non sanno cosa succede, poi giovani senza lavoro né speranze, cioè? Cioè &lt;strong>democrazia annullata&lt;/strong>, e ricconi contenti. Ricconi liberi di accaparrarsi il 90% della ricchezza, come ai loro bei tempi. Ora nonna hai capito cosa intendevo quando ti dicevo che il debito &lt;strong>pubblico&lt;/strong> è un inganno criminale?&lt;/p>
&lt;p>Nonna, è tutta qui la tragedia economica moderna. Nel momento in cui tutti sono convinti che la spesa dello Stato è un danno, siamo tutti fregati. E le elite trionfano. Infatti oggi sono tornati a possedere più soldi di 10 Stati messi assieme.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma non erano i politici a comandare? Cioè, come hanno fatto sti ricconi a ingannare tutti?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Con l’economia, nonna. Hanno scritto tutti i testi di economia che tutti abbiamo imparato da 40 anni a questa parte, e che anche i politici hanno imparato. E se uno va con lo zoppo, impara a zoppicare…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma Dio Santo! Lo dicevo io che la televisione ci ha fatto solo male.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, la crisi economica di oggi viene direttamente da questi fatti, guarda che è tutto lì. La prossima volta ti racconto cosa hanno fatto un nugolo di uomini potentissimi chiusi nelle loro stanze mentre tu, il nonno, i miei e tutti noi persone qualunque credevamo che fosse a Roma che prendevano le decisioni importanti. Nonna, a 87 anni cominci a capire chi è il Vero Potere. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 4" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 4</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/</link><pubDate>Sun, 23 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/</guid><description>&lt;p>_&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> No, aspetta un attimo. Perché io ci ho pensato, e senti, tu che dici che i ricchi ci hanno tolto i soldi dello Stato, e che ci potevano essere le scuole per tutti, il lavoro per tutti e le pensioni per tutti, e che se stavamo tutti meglio allora c’era la democrazia. Ma voi giovani sai cosa facevate se stavamo tutti meglio? Tutti a divertirsi e a fare lo scioppin, e altro che democrazia. Quelle cose della democrazia le facevano i tuoi nonni, nelle campagne, quando c’era da lottare per aver da mangiare. Loro le hanno fatte. Oggi? Sì, va là…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, io ti devo raccontare cosa ci hanno tolto, perché ci hanno ridotti in questo modo, e soprattutto con che mezzi esistenti possiamo ancora salvarci. Prima mettiamoci tutti nelle condizioni ideali, togliamo il potere assoluto alle elite finanziarie di oggi, facciamo le regole per avere diritti veri e benessere per tutti. E per fare questo si deve sapere quello che ti sto raccontando. Poi, se a quel punto le persone decideranno di fare “scioppin” e fregarsene del bene comune, allora ok, starò zitto. Ma prima facci avere i mezzi democratici pieni, poi giudicheremo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sarà… Allora. Chi sono questi briganti che comandano davvero? Perché mò adesso perdo la pazienza. Ma sta a vedere che non ho mai capito niente io?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No, non è stata colpa tua, sono stati loro che si sono nascosti bene. Nonna, per capire come accade che un potere più grande si nasconda dietro uno Stato, e come faccia a convincerlo a fare ciò che lui, il potere nascosto, vuole, basta solo che ti ricordi di quando ho fatto le tonsille.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, seguimi. Negli anni ’60, tutti i dottori qui in Italia, ma proprio tutti, erano d’accordo che i bambini dovevano togliersi le tonsille. Milioni di operazioni, a milioni di bambini, con spese pubbliche elevate. Tutto per niente, perché poi abbiamo saputo che era tutto sbagliato. Oggi, da un bel po’, non si fa più da nessuna parte né in Italia né altrove. Eppure allora se chiedevi a chiunque, ai dottori, genitori, insegnanti, ai politici della Sanità, ti dicevano che andava fatto, che era la scienza a dimostrarlo. Bene. Chi lo aveva deciso? Il ministro della Sanità italiano a Roma? Macché. L’industria farmaceutica internazionale lo aveva deciso, e avevano sguinzagliato i loro scienziati strapagati a raccontare ai congressi dei medici che le tonsille andavano tolte, e avevano portato a prova di questo montagne di studi su carta. I ministri della Sanità erano invitati a quei congressi, dove c’erano anche i professori di medicina delle università, che avevano poi insegnato sta bufala a tutti i dottorini degli anni ’60, e questi lo avevano intimato alle famiglie, ed ecco che divenne la regola per tutti per molti anni. Vero o no?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Mi ricordo che ai bambini raccontavano che dopo l’operazione dovevano mangiare molto gelato, ma a te dopo l’operazione la mamma non te lo comprava…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Dai nonna, stai attenta. Bada a una cosa precisa in quello che ho detto. &lt;strong>Bada alla catena del passa parola che va dal volere di quelle mega industrie private fino a diventare regola nazionale per tutti.&lt;/strong> Allora: 1) una potenza economica privata enorme decide che farà montagne di soldi se un’idea del cavolo convincerà tutti a fare una certa cosa. 2) assumono degli studiosi che strapagano, che dovranno scrivere dei trattati serissimi che dimostrano che quell’idea del cavolo è invece fondamentale. 3) poi infiltrano i luoghi dove studiano quelli che diventeranno importanti domani, quelli che comanderanno, e li convincono che quell’idea è fondamentale. 4) per fare questo spendono un sacco di soldi in congressi, incontri, in programmi in tv e articoli… più cene, regali ecc. 5) si sa che gli ambienti di quelli importanti sono gli stessi dove bazzicano i politici, che sono ignoranti come delle sogliole e alla fine si bevono quasi sempre quello che i professoroni gli raccontano. Tu immagina cosa capiva un deputato, che magari aveva una fabbrica di scarpe, cosa capiva quello di microbiologia delle ghiandole umane… niente. E così succede per tanti altri settori. 6) Il peso del mondo dei professoroni più quello dei politici si sommano per far diventare quella idea fasulla la regola nazionale per tutti. E siamo fregati. Nota cosa è successo: delle elite potenti, cioè i giganti farmaceutici, riescono a imporre una politica; ma a noi ci raccontano che è una politica della Sanità nazionale, che invece se la sono inventata quelle elite. E nessun cittadino sa dove stanno quelle elite e cosa hanno fatto. Cioè: &lt;strong>un potere nascosto comanda sul potere che noi vediamo, cioè il governo.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E allora quella cosa del debito pubblico, che era la nostra salvezza e invece c’hanno convinto che ci rovinava, se la sono inventata dei delinquenti che poi comandano il governo? Ma possibile?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, non solo possibile, ma anche esatto. &lt;strong>Nonna:&lt;/strong> 10 e lode. Ora ti spiego come hanno agito esattamente. Oh, nonna, se riesco a spiegarti in poche parole quella storia sono un genio. Guarda che hanno lavorato per 50 anni per fregarci, e io te lo devo dire un dieci minuti…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma provaci mò…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Ok. Ecco cosa hanno fatto: si sono voltati indietro. Hanno ripescato dal passato una serie di idee. Prima idea: &lt;em>lo Stato deve sempre PRIMA risparmiare e solo POI spendere, e spendere sempre meno di quanto risparmia.&lt;/em> Questa l’aveva pensata un economista inglese del 1800, David Ricardo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Come faceva tuo nonno che metteva via sempre qualcosa nel libretto risparmi. E cosa c’è di male?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Te l’ho già detto tempo fa: le famiglie non possono coltivare i soldi nell’orto; lo Stato sì, se li inventa dal nulla. E allora le famiglie va bene che risparmino prima; ma lo Stato se risparmia prima, e spende meno di quello che risparmia, significa che mette MENO soldi nel contenitore dei cittadini privati rispetto a quelli che TOGLIE con le tasse e con i tagli. Cioè, secondo questa regola del cavolo lo Stato dovrebbe prima togliere (risparmiare) 100, e poi mettere (spendere) 90, e sempre così. Se lo fa per dieci anni, lo Stato risparmia 100 e noi perdiamo 100. Bell’affare. E così noi vediamo i nostri conti correnti calare come acqua in un imbuto per dieci anni. Ma pensa che questo disastro è oggi invece visto come la massima virtù dello Stato! Lo chiamano “&lt;em>surplus di bilancio&lt;/em>”. E tutti a strombazzare in Tv “&lt;em>l’Italia deve fare il pareggio di bilancio, anzi, meglio, deve arrivare al surplus!&lt;/em>”. Pensa che truffa. Va bé, torniamo a quella idea. Cosa ottenne nonna? Ti do una mano: costrinsero gli Stati a non……..?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Spendere?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna genio! Esatto! &lt;strong>No spesa a debito dello Stato&lt;/strong>, no Gallina dalle Uova d’Oro per noi. Ok. Poi le elite ripescarono questa idea: &lt;em>se si pagano troppi stipendi, cioè se si eliminano tutti i disoccupati, allora arriva l’inflazione, cioè ci saranno troppi soldi in giro e il prezzo delle merci salirà troppo e sempre di più.&lt;/em> Questa la pensò un economista americano degli anni ’60, Milton Friedman. Ma cosa significa in pratica? Che per carità!!… lo Stato NON spenda per creare la piena occupazione, se no le sigarette domani costeranno 1 milione al pacchetto, la carne 2 milioni al chilo. Ma nonna, era una fesseria, che nascondeva sempre la solita storia: lo Stato non spenda. Cioè: la Gallina dalle Uova d’Oro dei cittadini, che poteva dare lavoro a tutti, non doveva cantare. Anzi, doveva morire. Ma ti rendi conto che hanno tenuto milioni di italiani senza lavoro, costretti a emigrare per mangiare, e tutto per una bugia?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Che schifo. Il fratello di zia Laura, che era di Avellino, è morto in Belgio coi gas della miniera. Non vide mai i suoi due gemellini.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Una delle tantissime tragedie di quelle idee. Poi ripescarono un’altra idea: &lt;em>se si abbassano gli stipendi, allora le aziende assumeranno di più. Ma per abbassare gli stipendi bisogna che sia lo Stato per primo ad abbassare quelli pubblici,&lt;/em> se no i lavoratori privati s’incavolano. Questa è dell’economista inglese Cecil Pigou, a inizi novecento, e ancora oggi la nostra Marcegaglia dice che è la via maestra per dare lavoro. Una vera idiozia, visto che se si abbassano gli stipendi della gente questa compra di meno, e se compra di meno le aziende stesse vendono di meno, e se vendono di meno non solo non assumeranno nessuno, ma licenziano anche. Comunque anche qui la stessa storia: &lt;strong>lo Stato spenda di meno&lt;/strong>. La Gallina dalle Uova d’Oro stia con la cresta bassa. E adesso arriva l’ultima idea, questa ti lascerà di sasso.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah, guarda, ormai me ne hai dette, che…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Allora. In Europa, alcuni potenti funzionari, soprattutto francesi e tedeschi, ma anche italiani e altri, che erano parte delle elite di potere nascoste, pensarono che per impedire a tutti gli Stati di spendere a debito per tutelare i cittadini e la democrazia, si potevano fare altre due cose: primo, fare leggi più forti di quelle degli Stati come Italia, Olanda o Germania ecc., e &lt;strong>che li obbligassero a non spendere per i cittadini&lt;/strong>. Secondo, tanto per star certi che gli Stati non avrebbero mai più speso a debito per noi, &lt;strong>gli si doveva togliere le loro monete sovrane&lt;/strong>, come la lira o il marco ecc. Alè, via!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Oddio, ma dici che l’Euro è per sto motivo qui?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sì, purtroppo sì, l’Euro è una truffa criminale. E non solo. Tutta l’Unione Europea, che oggi veramente fa leggi più potenti di quelle degli Stati membri, ha votato regole che proibiscono categoricamente agli Stati di spendere a debito. La Gallina dalle Uova d’Oro di noi cittadini non è solo morta, è anche illegale ora. Se rinasce… la arrestano. Guarda nonna, che l’Unione Europea è un’altra immensa truffa fatta al 90% per fregare noi cittadini e per consegnare il 90% della ricchezza a quelle solite elite.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma dico, guarda, per fortuna che tuo nonno è morto. Che mondo, ma cosa mi tocca di sentire.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Concludo. Hai visto quelle idee, che furono ripescate. Col sistema che ti ho descritto nell’esempio delle tonsille, quelle idee furono spinte dalle elite a suon di miliardi e di professoroni indottrinati, che poi indottrinavano fior di studenti, che poi andavano a fare i politici o i funzionari, che poi andavano sui giornali e in televisione, e alla fine quelle idee convinsero tutti e divennero politica nazionale, sia in Italia che in tutti gli altri Paesi che contano. Cioè, nonna, &lt;strong>divenne vergogna nazionale che gli Stati spendessero a debito, quando sappiamo che è invece l’unico modo per noi cittadini di avere più benessere e una democrazia compiuta&lt;/strong>. Noi sappiamo, nonna, che se lo Stato non spende a debito la propria moneta, noi cittadini non potremo mai avere la piena occupazione, le case per tutti, l’istruzione piena e la Sanità piena per tutti, pensioni decenti per tutti, e le aziende stesse non faranno mai profitti a sufficienza. Rimarremo gente insicura e in affanno, e sempre più povera, e la democrazia sempre meno vera. Mentre le elite si intascano già ora tutto quello che a noi non viene. Adesso basta, ma da qui in poi ne sentirai delle belle. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 5" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 1</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/</link><pubDate>Thu, 20 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/</guid><description>&lt;p>_&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi 
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Paolo, chi ci dà i soldi? Insomma, perché non ne abbiamo mai abbastanza? E poi adesso c’è anche la crisi e come si fa?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo capire un paio di cose prima. Abbi pazienza. Allora: prendi una nazione e pensa a come è fatta. C’è un territorio con delle frontiere, e dentro ci sono solo due cose: il governo e tutta la sua roba, cioè le sue proprietà, aziende, uffici, scuole ospedali ecc.; e il resto dei cittadini privati, con le loro proprietà, le loro aziende, uffici, negozi ecc. e la gente che lavora. Quindi in una nazione c’è il settore governativo pubblico, e il settore dei cittadini privati. Non ce ne sono altri.&lt;/p>
&lt;p>Ora immagina questi due settori come dei contenitori, proprio immagina due cassetti. Entrambi contengono ricchezze, cioè palazzi, terre, case, fabbriche, attività. Entrambi contengono denaro. Bene. Prendi il contenitore dei cittadini privati che è quello dove io e te e tutti quelli che conosciamo vivono. Pensa a cosa succede in esso quando qualcuno fa soldi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Qualcuno chi?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Può essere semplicemente un negoziante che ha venduto un paio di scarpe, oppure un dentista che ha curato un paziente, oppure un industriale che ha fatto successo coi suoi jeans. In quei casi tutto quello che è accaduto è che a) un cliente ha sborsato i soldi delle scarpe, b) un paziente ha sborsato i soldi per l’otturazione, c) molte persone hanno sborsato i soldi per quei jeans. Cioè, i soldi che vengono guadagnati sono sempre soldi che qualcun altro ha perduto (speso). Per forza. Anche gli stipendi degli operai della fabbrica di jeans sono alla fin fine soldi che qualcun altro ha sborsato (perduto), cioè i compratori dei jeans. Nel contenitore dei cittadini privati ogni soldo incassato corrisponde sempre a un soldo perduto (speso) da qualcuno, quindi la ricchezza in denaro che sta in quel contenitore gira sempre in tondo, passa dalle tasche di uno a quelle dell’altro, dall’altro a uno, sempre così. Anche quando un tizio come Barilla fa milioni, da dove vengono? Da tantissime tasche di cittadini che hanno speso i loro soldi per comprargli la pasta. Barilla ha + 10 milioni, noi consumatori abbiamo - 10 milioni.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E bè, cosa c’è di nuovo?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Aspetta, scusa, ma non lo vedi? Se il denaro che sta nel nostro contenitore è sempre lo stesso che gira in tondo, passa dalle tasche di uno a quelle dell’altro, dall’altro a uno ecc., questo significa che noi cittadini privati con tutto quello che facciamo e produciamo non siamo in grado DA SOLI di aumentare la quantità dei soldi totali che girano nel nostro contenitore. Se, fa conto, abbiamo 1000 soldi, quelli sono e quelli rimangono. E allora come fa una nazione a diventare più ricca scusa? Se i 100 soldi che avevate voi nel 1950 rimanevano sempre quei 100, come facevate a fare gli aeroporti, gli ospedali, i milioni di case nuove, i vestiti per tutti i nuovi nati, e così via? Qualcuno che non eravate voi cittadini ve li ha dati…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sono aumentati gli stipendi, me lo ricordo, infatti mi ricordo che quando iniziai la sartoria si prendevano 5 mila lire, poi piano piano mi diedero 10 mila e poi mi ricordo le prime 100 mila. Quando ero ragazza le calze erano un lusso impossibile, poi arrivarono per tutte…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto, i soldi aumentarono per tutti in Italia. Ma allora come fecero i cittadini privati a diventare TUTTI almeno un po’ più ricchi? Ricordati che “diventare più ricchi tutti” vuol dire che si incassano soldi senza che nessuno fra loro li debba prima perdere (spendere). Abbiamo detto che nel contenitore dei cittadini privati se aumentano i soldi di qualcuno è sempre perché qualcun altro li perduti (spesi). Allora? Allora la risposta, nonna, è semplice: ci vuole qualcuno che sta FUORI dal contenitore dei cittadini privati e che gli metta dentro dei soldi NUOVI. E chi c’è là fuori che può fare questo? Solo due tizi: il governo col suo contenitore e il suo denaro, e le altre nazioni col loro denaro. Se per esempio il governo decide di comprare qualcosa che si produce nel contenitore dei cittadini privati (scarpe, oppure anche le prestazioni di un medico), succede che i soldi del governo verranno versati nelle tasche del cittadino privato che produce quella cosa (o del medico) SENZA che nessun altro cittadino abbia contemporaneamente perso (speso) un solo centesimo. Se un Paese straniero compra un’altra cosa prodotta da un cittadino privato, o il lavoro di quel medico, accade la stessa cosa, cioè i soldi di quel Paese finiscono nelle tasche del cittadino privato o del medico SENZA che nessun altro cittadini abbia perso (speso) un solo centesimo. Ecco che la ricchezza in denaro nel contenitore dei cittadini privati AUMENTA AL NETTO.&lt;/p>
&lt;p>Allora nonna, via a dire a quei fessi che vogliono eliminare il governo e che dicono che i privati ci faranno diventare tutti più ricchi: “Con gli stessi soldi che girano sempre in tondo si fa un fico secco!”. E anche un’altra cosa, nonna: dei due tizi che ci possono far avere soldi NUOVI, al NETTO, le nazioni straniere non sono affidabili. Perché magari quelli domani decidono che vanno a comprare i prodotti dei cittadini privati o il lavoro dei professionisti in altri Paesi, che magari gli costano di meno. E’ inutile: l’unico tizio che sta sempre lì e che può sempre comprare i nostri prodotti o i nostri servizi dandoci denaro nuovo al netto è il governo. Punto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Il governo? Ma se ci ruba solo? Altro che soldi nuovi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Sta buona un attimo, non parlo di morale, ti dico cosa può succedere tecnicamente, se poi quelli non lo fanno è un’altra storia. Anzi, &lt;strong>è importantissimo che tu capisca cosa può veramente fare un governo onesto, così poi possiamo pretendere che lo faccia.&lt;/strong> E il bello della storia è che un governo può versare soldi nuovi al netto nel nostro contenitore di cittadini quasi senza limiti, cioè ci può versare un bel mucchio di soldi quando vuole e come vuole. Può comprarci le auto che facciamo, le scarpe che produciamo, le pere, le mele, il pesce, può pagare i nostri medici, insegnanti, e spazzini, può pagare le imprese edili private così che ci facciano scuole, ponti, strade e ospedali, le case per chi non le ha, e può, nonna, sborsare tutti gli stipendi necessari a dar lavoro a tutti i disoccupati che abbiamo. Zero disoccupazione!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Sì, e poi chi paga? Tu? Così sono capaci tutti. Compra, compra, spendi e spandi, poi alla fine ci dicono che abbiamo un debito che non si sa più come fare. Il governo non ha più un soldo…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna cara, è proprio questo il punto, e tu non immagini neppure la sorpresa. Il fatto è che la storia del debito è una bugia grande come Giove. Non c’è nessun debito per noi, e il governo può veramente mettere tutti quei soldi nel nostro contenitore, senza grandi problemi. Non lo fa perché qualcuno non vuole, ma questo te lo racconto un altro pomeriggio. Per ora ricorda: &lt;strong>senza il governo, o le nazioni straniere, nessuno di noi cittadini privati nel contenitore in cui viviamo può creare soldi nuovi al netto che finiscano nelle nostre tasche, quindi non possiamo divenire TUTTI un po&amp;rsquo; più ricchi (che significa che tutti incassiamo qualcosa SENZA che altri debbano spendere).&lt;/strong> Ripeto nonna: i soldi che chiunque di noi incassa, dall’operario al milionario, sono sempre gli stessi 1000 soldi che girano in tondo e che si spostano dalle tasche di qualcuno a quelle di qualcun altro, e infatti se aumentano i milionari aumentano allo stesso tempo i poveri. A meno che il governo o le altre nazioni non spendano comprando la nostra roba o il nostro lavoro. E qui sta la sorpresa. Ma la storia ha anche un lato scuro, terribile, purtroppo. Alla prossima. Baci.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/21/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-2/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 2" target="_blank">continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Silo: sulla crisi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</link><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>amici.. trovo veramente opportuno la ripresentazione del libro &amp;ldquo;Lettere ai miei amici&amp;rdquo;, fatta da Silo nel 1994, che non solo già prevedeva lo scenario drammaticamente attuale, ma lo inquadrava introducendo punti di vista e possibili atteggiamenti di risposta quanto mai validi.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>se vi interessa leggere il libro in questione lo trovate in libreria /
&lt;a href="http://www.multimage.org/" target="_blank">www.multimage.org&lt;/a>
oppure scaricatelo gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>un abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentazione del libro LETTERE AI MIEI AMICI&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>14 MAGGIO 1994&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;/p>
&lt;p>Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario.&lt;/p>
&lt;p>Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca di mettere in evidenza che la crisi investe tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver chiarito il titolo del libro.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono tipiche di ogni fine di secolo e di millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che un riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione… insomma, un aumento generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!… Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura se ne perdesse il controllo, su quali alternative potremmo contare?&lt;/p>
&lt;p>Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità, intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o ad una catastrofe, e tutti sanno che le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;/p>
&lt;p>Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;/p>
&lt;p>Il Documento del Movimento Umanista ci dice:&lt;/p>
&lt;p>“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo… Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno…” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;/p>
&lt;p>Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta…&lt;/p>
&lt;p>E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale, risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale - all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di mano d’opera. Le tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il disar-mo unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;/p>
&lt;p>Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi, nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo in un modo un po’ pittoresco.&lt;/p>
&lt;p>Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere, la negazione della vita, il culto del suicidio, il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero… solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo, questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero in altri luoghi del pianeta; ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti. Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;/p>
&lt;p>Se nei popoli prenderà corpo l’idea che (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si svilupperà parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della nazione umana universale.&lt;/p>
&lt;p>E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani.&lt;/p>
&lt;p>Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto fastidiosi.&lt;/p>
&lt;p>Nient’altro. Molte grazie.&lt;/p></description></item><item><title>Assassini finanziari</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/07/assassini-finanziari/</link><pubDate>Sun, 10 Jul 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/07/assassini-finanziari/</guid><description>&lt;p>rigiro questo articolino di Jacopo Fo, perché riesce con parole molto semplici ad accennare ai veri criminali di questo periodo. Per chi volesse approfondire suggerisco il saggio &amp;ldquo;Il Più Grande Crimine&amp;rdquo; di
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
. Ma vi avviso: &lt;strong>conoscere questa verità cambierà per sempre il modo in cui si vedono il mondo e i suoi più idolatrati abitanti&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;h2 id="assassini-finanziari">Assassini finanziari&lt;/h2>
&lt;p>di Jacopo Fo&lt;/p>
&lt;p>Quel che si capisce poco da giornali e tv è il meccanismo pazzesco che sta massacrando l’economia mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Questo meccanismo si chiamo Sistema Finanziario Internazionale.&lt;/p>
&lt;p>Se compro una pistola generalmente devo seguire un minimo di procedura e sono sottoposto a una certa quantità di regole che non mi permettono, ad esempio, di aprire la finestra di casa mia e sparare sulla gente che cammina in strada.&lt;/p>
&lt;p>Se voglio comprare armi più potenti di una pistola esistono restrizioni più rigide. Ad esempio, comprare una bomba atomica non è molto semplice.&lt;/p>
&lt;p>Invece &lt;strong>gli speculatori finanziari&lt;/strong> non hanno praticamente limiti. E &lt;strong>possono uccidere milioni di persone&lt;/strong> in modo assolutamente legal&lt;strong>e mandando sul lastrico interi Stati, provocando guerre e affamando i popoli&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>Da una parte esistono procedimenti legali grazie ai quali astute lobby di speculatori riescono a rastrellare soldi facendoseli prestare senza offrire vere garanzie sulla loro capacità di restituire questo denaro.&lt;/p>
&lt;p>Dall’altra parte questi predatori possono scommettere, come se si trattasse di una partita di calcio, sul crollo di un’azienda o di uno Stato. Usano degli strumenti finanziari che si chiamano &lt;strong>DERIVATI&lt;/strong>…&lt;/p>
&lt;p>Il meccanismo delle società per azioni era nato per dividere i rischi che gli imprenditori affrontavano.&lt;/p>
&lt;p>Dieci imprenditori che possedevano una nave a testa si mettevano insieme per evitare che l’affondamento di una nave rovinasse un proprietario. Il rischio era diviso per 10.&lt;/p>
&lt;p>La nascita delle società per azioni ha generato un grandioso sviluppo economico mondiale durato secoli…&lt;/p>
&lt;p>Ma oggi il meccanismo lavora esattamente al contrario. Visto che organizzare un’impresa che fa utili è difficile, gli speculatori si sono messi a scommettere sui crolli. Creano castelli di carta portando famiglie e Stati che non si possono indebitare a indebitarsi, usando ogni sorta di astuzia, e poi rivendono questi debiti ad altri poveracci e ci guadagnano lautamente. Poi, quando la bolla speculativa è sufficientemente grossa, la fanno scoppiare avendo preventivamente scommesso sulle aziende e gli Stati che andranno in fallimento.&lt;/p>
&lt;p>Esiste cioè una potente forza economica che investe enormi somme di denaro sui tracolli economici e qualunque altra forma di disastro, dalle guerre al terrorismo, perfino gli tsunami e i disastri nucleari diventano fonte di guadagno. E la mole stessa, enorme, dei denari scommessi sulle crisi, pesa creando panico nei mercati e ingigantendo la misura delle crisi.&lt;/p>
&lt;p>Se non si regolamenterà questo sistema schifoso e criminale il mondo non si tirerà fuori da questa crisi globale.&lt;/p>
&lt;p>Lo dicono in tanti ma non si fa…&lt;/p>
&lt;p>Il sistema è costruito per creare disastri.&lt;/p>
&lt;p>Il disastro conviene!&lt;/p>
&lt;p>Jacopo Fo&lt;/p></description></item><item><title>il Potere se la ride</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/il-potere-se-la-ride/</link><pubDate>Mon, 13 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/il-potere-se-la-ride/</guid><description>&lt;p>riproponendo 15 minuti di video (del programma Report), colgo l&amp;rsquo;occasione per ricordare che chi ha in mano il Potere del mondo in cui viviamo, se la sta ridendo delle nostre preoccupazioni o sollievi.. non li stiamo scalfendo neanche un po&amp;rsquo;! .. almeno per ora 🙂&lt;/p>
&lt;p>per chi volesse approfondire un po&amp;rsquo; la faccenda: parta dal libro &amp;ldquo;
&lt;a href="http://www.silo.net/Letters.php" target="_blank">Lettere ai miei amici&lt;/a>
&amp;rdquo; (di Silo) e dal
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">blog&lt;/a>
di Paolo Barnard&lt;/p></description></item><item><title>Un po' sul cosa se pò fare ora…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-sul-cosa-se-po-fare-ora/</link><pubDate>Sun, 27 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-sul-cosa-se-po-fare-ora/</guid><description>&lt;p>riporto qui un
&lt;a href="http://www.jacopofo.com/gheddafi-balle-crisi-economica-sistema-burocrazia-ecovillaggi-gruppi-acquisto" target="_blank">articolo&lt;/a>
(di oggi) di Jacopo Fo, che in parte mi risuona.. sarà perché sto cercando un bel casolare generatore di ecofelicità, sarà perché non mi sono mai aspettato che l&amp;rsquo;umanizzazione della terra arriverà mai &amp;ldquo;dall&amp;rsquo;alto&amp;rdquo;, sarà perchè viviamo con punti di vista ormai totalmente distorti.. sarà perché siamo nel baratro e tutto non potrà che cambiare, non c&amp;rsquo;è alternativa!&lt;/p>
&lt;p>baci&lt;/p>
&lt;p>Gheddafi e le balle sulla crisi economica (che è finta) Si è vero l’economia è in crisi. Ma non è una vera crisi…&lt;/p>
&lt;p>E’ solo un’illusione ottica capace di sterminare un sesto dell’umanità. C’è crisi quando il sistema non funziona…&lt;/p>
&lt;p>Ma cosa non funziona oggi?&lt;/p>
&lt;p>Il mondo è diventato povero?&lt;/p>
&lt;p>No, il mondo è ricchissimo! Tanto ricco che nonostante la crisi continuiamo a buttare via più della metà del cibo che produciamo…&lt;/p>
&lt;p>E c’è gente che possiede ricchezze leggendarie…&lt;/p>
&lt;p>Si dice che Gheddafi abbia accumulato 32 miliardi di dollari. Ma questo è niente. Tenendo chiusa la Libia in una scatola di corruzione e malgoverno ha soffocato lo sviluppo di economia, scienza e cultura. Questi cazzoni per rubare un miliardo impediscono attività che ne valgono 100.&lt;/p>
&lt;p>In Italia da decenni sono tutti d’accordo che c’è troppa burocrazia. Quanto costa al Sistema Italia la differenza con la Germania o con la Francia, dove in un mese crei un’impresa o hai le autorizzazioni per costruire una casa? (Stati che hanno regole semplici e chiare che poi vengono fatte rispettare….).&lt;/p>
&lt;p>E quanto costa, in miliardi, la giustizia italiana che impiega 9 anni per una causa civile?&lt;/p>
&lt;p>Ci si rende conto che perdiamo miliardi solo perché gli investitori stranieri non si fidano a fare affari da noi proprio perché qui la giustizia non funziona?&lt;/p>
&lt;p>Non c’è crisi! C’è un sistema di rapina, di spreco di risorse e di distruzione di opportunità che è diventato troppo caro.&lt;/p>
&lt;p>Un sistema idiota.&lt;/p>
&lt;p>Siccome ho paura della Russia comunista, finanzio un bel gruppo di assassini, torturatori, ladri, maniaci… Lo Scià di Persia, Saddam, Bin Laden, Mubarak, i dittatorelli del Pakistan, del Cile, dell’Argentina…&lt;/p>
&lt;p>Una logica che rende bene sul brevissimo periodo (se non ti fa schifo sostenere un serial killer…).&lt;/p>
&lt;p>Il fatto che l’economia mondiale sia in grado di sopravvivere nonostante il potere sia in mano perlopiù a briganti senza scrupoli e senza lungimiranza, ci dà la misura di una ricchezza e di una prosperità stupefacenti.&lt;/p>
&lt;p>Come ho detto buttiamo via la metà del cibo che produciamo. Per questo alla fin fine la gente in Europa non si sveglia. In fondo stiamo bene così.&lt;/p>
&lt;p>Difficile morire di fame in un Paese come l’Italia dove i prodotti che vengono distrutti perché stanno per scadere sarebbero sufficienti per nutrire 40 milioni di persone, tutti i giorni, tutto l’anno. E lo stesso livello di spreco irrazionale lo osserviamo in tutti i settori: l’energia, i carburanti, i vestiti…&lt;/p>
&lt;p>Io credo che, comunque, le persone non si sveglieranno se continuiamo a ripetere tutto l’elenco delle cose che non vanno.&lt;/p>
&lt;p>Se ne renderanno conto solo se riusciremo a mostrare quanto la vita potrebbe essere ricca, opulenta addirittura, piena di feste, relazioni umane e arte.&lt;/p>
&lt;p>In un paese che butta via il cibo sufficiente per nutrire 40 milioni di persone potremmo lavorare tutti la metà… E vivere comunque nel lusso.&lt;/p>
&lt;p>Ma un conto è dirlo, un conto è farlo.&lt;/p>
&lt;p>Ho pensato molto a cosa potrei fare per sostenere i rivoltosi libici… E alla fine ho pensato che è doloroso che io, in concreto, non possa fare nulla per arginare questo massacro.&lt;/p>
&lt;p>Dura verità, non ho strumenti di pressione su di un dittatore pazzo chiuso in un bunker.&lt;/p>
&lt;p>Quel che possiamo fare è solo continuare a combattere la madre di tutte le battaglie: dimostrare che è possibile vivere alla grande, sperimentare livelli di ricchezza vera, di vera qualità della vita, costruendo pezzi di società “razionale”.&lt;/p>
&lt;p>Ritmi diversi, relazioni diverse, consumi diversi.&lt;/p>
&lt;p>Mi dà fastidio la parola decrescita, perché fa pensare alla rinuncia a qualche cosa.&lt;/p>
&lt;p>Non abbiamo bisogno di rinunciare a nulla, vogliamo solo toglierci dalle palle quel che ci sembra insopportabile.&lt;/p>
&lt;p>Rinunciare a viaggiare un’ora per andare a lavorare, ad asfissiarsi negli ingorghi durante le vacanze, mangiare cibi vecchi, che hanno percorso migliaia di chilometri, andare ad assordarsi in discoteche costose dove offrono pessime bevande, lavorare come muli e non avere tempo per volersi bene. Rinunciare a questa cacca non vuol dire decrescere, vuol dire liberarsi da stupide forme di autopunizione.&lt;/p>
&lt;p>Sto intervenendo via Skype a parecchi dibattiti in giro per l’Italia e mi stupisco della quantità di oratori che ascolto che si divertono a dire che tutto va male e dobbiamo rinunciare ai nostri standard di vita.&lt;/p>
&lt;p>Pensano che spaventando le persone le convinceranno a darsi una mossa.&lt;/p>
&lt;p>Io personalmente credo che per essere più ecologici dobbiamo solo divertirci di più e godere di più del buon cibo, del buon vino e della compagnia di persone interessanti e smettere di buttare soldi dalla finestra comprando individualmente (vedi gruppi di acquisto).&lt;/p>
&lt;p>E smettere anche di sprecare i nostri talenti facendoci spremere da aziende che non hanno anima e perseguono strategie contrarie all’etica e alla lungimiranza.&lt;/p>
&lt;p>Tutto il tempo che ci prende questo scontro con Berlusconi (che anche lui ormai ha le ore contate)&lt;/p>
&lt;p>ci impedisce di focalizzarci sul fatto che esiste una destra, esiste una sinistra triste e depressa e poi c’è una crescente massa di persone che vogliono finalmente mettere al servizio dell’umanità la ricchezza e le innovazioni scientifiche straordinarie che sono a nostra disposizione.&lt;/p>
&lt;p>Noi siamo quelli che si sono rotti i santissimi delle chiacchiere negative e vogliamo vivere in modo diverso da adesso… Anzi lo stiamo già facendo e vogliamo continuare a migliorare la situazione costruendo dei pezzi di SISTEMA DIVERSO che ci mancano. C’è una distanza da colmare, Abbiamo bisogno di nuovi strumenti collettivi.&lt;/p>
&lt;p>Già oggi chi ha scelto di lavorare, abitare, spendere e costruire relazioni con gli altri in modo diverso sperimenta una qualità della vita molto migliore di quella di chi accetta i sistemi di gestione del bestiame umano che vanno per la maggiore.&lt;/p>
&lt;p>Già il solo decidere di andare controcorrente e rompere con i comportamenti massificati è una grande soddisfazione che galvanizza la dopamina e scatena il sistema immunitario.&lt;/p>
&lt;p>E poi il tuo alito è anche più gradevole.&lt;/p>
&lt;p>Ma cosa succederà ora che abbiamo iniziato a sviluppare il movimento degli ecovillaggi Riusciremo a costruire case a basso costo in autocostruzione per migliaia di famiglie? Riusciremo a creare migliaia di posti di lavoro fuori dal sistema dei ladroni dissennati?&lt;/p>
&lt;p>Riusciremo a rendere sinergiche le nostre economie individuali?&lt;/p>
&lt;p>Riusciremo a non comprare più niente dai mercanti di incubi?&lt;/p>
&lt;p>La risposta a questa domanda la devi dare tu: inizi a costruire il tuo ecovillaggio?&lt;/p>
&lt;p>Questa è una DIASPORA.&lt;/p>
&lt;p>Abbandoniamo i vecchi schemi.&lt;/p>
&lt;p>Traslochiamo nel buon senso!&lt;/p>
&lt;p>Se non hai modo di iniziare subito a costruire un ecovillaggio hai 100 altri modi per togliere ossigeno alle Multinazionali del Dolore.&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che consoci i tuoi consumi&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che condividi una risorsa&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che concludi un baratto, usi una moneta solidale, cooperi, crei un momento di incontro (una festa, uno spettacolo, un flash mob, un happening)&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che comunichi informazioni censurate&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che usi il sorriso, la spinta gentile, l’approccio comico&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che non sprechi risorse e occasioni&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che perdi tempo a vivere e a far l’amore col mondo,&lt;/p>
&lt;p>HAI INFERTO UN DANNO MEMORABILE A QUESTO COLOSSALE, COSTOSISSIMO SISTEMA PER PRODURRE SPAZZATURA.&lt;/p></description></item><item><title>Freccia Rossa</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/01/freccia-rossa/</link><pubDate>Sat, 16 Jan 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/01/freccia-rossa/</guid><description>&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1985" title="15160 Pendolare S" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/01/15160-Pendolare-S.jpg" alt="15160 Pendolare S" width="400" height="379" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/01/15160-Pendolare-S.jpg 400w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/01/15160-Pendolare-S-300x284.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />
&lt;p>la vignetta dell&amp;rsquo;amico Roberto dice tutto.&lt;/p>
&lt;p>personalmente ho deciso (dopo gli ultimi aumenti del 13 dicembre) che diminuirò i miei spostamenti sull&amp;rsquo;asse milano-firenze-roma&lt;/p>
&lt;p>e se proprio dovrò spostarmi userò gli autostradali o la macchina (sigh)&lt;/p>
&lt;p>il paradosso è che &lt;strong>andare in macchina , anche da soli, costa meno che non in treno.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>se è questo il punto di arrivo di millenni di sviluppo tecnologico, economico e sociale, il futuro è sobrio!&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>E lo chiamavano utopico visionario</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/04/e-lo-chiamavano-utopico-visionario/</link><pubDate>Thu, 30 Apr 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/04/e-lo-chiamavano-utopico-visionario/</guid><description>&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;Il grande capitale ha ormai esaurito lo stadio corrispondente all&amp;rsquo;economia di mercato e cerca ora di disciplinare la società in modo da far fronte al caos che esso stesso ha generato. Contro tale irrazionalità non si levano, dialetticamente, le voci della ragione, ma i più oscuri razzismi, integralismi e fanatismi&amp;rdquo;.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo nel 1993 (Sesta lettera ai miei amici): &lt;span>&lt;/span>&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>IMPLOSIONE NELL'IMPERO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</link><pubDate>Sun, 21 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1241" title="dollaro-300x221" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>riporto un interessante articolo di Guillermo Sullings, economista latino-americano e portavoce del nuovo umanesimo per l&amp;rsquo;Argentina, che può dare diversi spunti di comprensione e approfondimento della situazione attuale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IMPLOSIONE NELL&amp;rsquo;IMPERO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Il contesto nel quale si dà questa crisi&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In questi giorni stiamo assistendo all&amp;rsquo;approfondimento di una enorme crisi finanziaria, con l&amp;rsquo;epicentro negli Stati Uniti ma con delle conseguenze in tutto il mondo. In realtà questa crisi è cominciata a mostrarsi da un anno, ma si stava generando già nel 2006, e le sue radici sono anteriori. Potremmo sicuramente dire che  la “terra fertile” per lo sviluppo di tali radici, sono state arate da decadi.&lt;/p>
&lt;p>Nell&amp;rsquo;anno 2000, quando abbiamo pubblicato “Economia Mista”, dedicammo dei paragrafi a quello che denominammo “la trappola del credito”, come il fenomeno con il quale si stimola le persone ad anticipare il consumo mediante l&amp;rsquo;indebitamento. In un primo momento il livello di consumo si incrementa (perché le persone spendono l&amp;rsquo;equivalente di quello che guadagnano, in più l&amp;rsquo;equivalente a ciò di cui si fanno debitori), e in un secondo momento i loro consumi diminuiscono perché i debiti devono ridurre le loro spese regolari, per generare un risparmio che gli permette di pagare ciò di cui sono debitori, più gli interessi incorporati, che nel caso del credito a lungo tempo, possono arrivare a duplicare il valore di ciò che si è acquistato. Da una parte genera un trasferimento di ingressi dall&amp;rsquo;economia produttiva verso la banca, e da un&amp;rsquo;altra parte genera cicli di successiva espansione e contrazione nell&amp;rsquo;economia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo perché, mentre quando si espande il credito, il maggior consumo, genera una crescita dell&amp;rsquo;economia reale, (e quindi la gente aumenta i loro ingressi e si crea le condizioni per affrontare le sue spese e i suoi debiti), siccome il ritmo di crescita reale è sempre minore rispetto la crescita del credito, si generano le famose “bolle”, che inevitabilmente scoppiano. &lt;/p>
&lt;p>Quando parliamo di questi temi di “Economia Mista”, menzioniamo anche al livello di indebitamento che avevano già nella società Statunitense, ed abbiamo detto che in qualche momento questa situazione sarebbe scoppiata. Tutto indica che questo momento si sta avvicinando. Non è per nulla facile stimare i tempi di queste cose. &lt;span>&lt;/span>Quando nel 1998 abbiamo anticipato la caduta della convertibilità Argentina, abbiamo potuto realizzare l&amp;rsquo;analisi su una economia molto più piccola, più semplice, e limitata ad un solo paese. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti invece, oltre ad essere enormemente maggiore e più complessa, ha potuto “esportare” i suoi problemi, e si dovrebbe avere un enorme quantità di informazioni da tutto il mondo, per fare previsioni più precise. Però non vi sono dubbi che la tendenza sia verso una crisi ogni volta più profonda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Prima di riferirci al detonante della crisi attuale, c&amp;rsquo;è da capire come funziona la società Statunitense rispetto al credito, al consumo e all&amp;rsquo;investimento speculativo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo paese esiste una cultura molto radicata rispetto l&amp;rsquo;indebitarsi per salire nella scala sociale (mediante il consumo). E  chi  ha capacità di risparmio, ha una cultura molto diffusa nell&amp;rsquo;investire in azioni, fondi di finanziamento, e tutta una serie di complessi strumenti finanziari, che qui per la gente comune non capisce neanche di che si tratta. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Negli Stati Uniti la maggior parte  della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case, e quando li termina di pagare si indebita per rinnovarli. &lt;span>&lt;/span>Gli studenti universitari si indebitano per pagare i loro studi e dopo pagano i loro crediti quando  li ricevono. E&amp;rsquo; una società indebitata, al punto tale che nel momento attuale, il livello di indebitamento medio delle casalinghe è del 120% dei loro ingressi annuali; ovvero in media, se i cittadini statunitensi potessero stare un anno senza spendere un dollaro neanche per mangiare, ugualmente dovrebbero lavorare tutto questo anno e qualche mese in più per pagare quello che devono. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il 75% di questi debiti corrispondono a debiti ipotecari, detonanti dell&amp;rsquo;attuale crisi. Però questo livello di indebitamento dei cittadini Statunitensi, non è solamente interno (tra di loro), ma oltre a questo si sta finanziando con l&amp;rsquo;enorme deficit che ha questo paese tanto nella bilancia commerciale, come nella bilancia dei pagamenti, visto che è il governo più indebitato del pianeta.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tra Cina e Giappone accumulano titoli del debito Statunitense di un valore quasi di 2 bilioni di dollari, grazie al loro surplus commerciale con quel paese.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Gli antecedenti della crisi attuale&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>All&amp;rsquo;interno del contesto di una società abituata ad indebitarsi crescentemente,  da una parte, e a generare bolle di investimenti dall&amp;rsquo;altra, è lì che comincia a crescere la bolla immobiliaria tra il 2002 e il 2005. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In quegli anni la Riserva Federale aveva abbassato i tassi per attivare l&amp;rsquo;economia, dopo l&amp;rsquo;impatto recessivo che generò i timori a partire dagli attentati dell'11 settembre. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le banche quindi potevano indebitarsi per il 2 % annuale, e fare prestiti per l'8% annuale a chi voleva comprare o costruire una casa. Era un grande negozio finanziario, per se stesse, però la voracità delle banche non si conformava con ciò; per attirare molti più clienti che prendessero il loro credito ipotecario, rilassarono le loro regole e i loro controlli e aggiudicarono crediti a persone con meno solvenza (ipoteca “subprime”), e fu l&amp;rsquo;auge dell&amp;rsquo;affare immobiliare, che fece salire e salire il prezzo delle proprietà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però a loro volta per poter prestare a ogni volta più clienti, le banche avevano bisogno di attrarre fondi nel mercato, così fu quando cominciarono ad offrire in garanzia le stesse ipoteche che avevano nelle cartelle dei loro clienti. &lt;/p>
&lt;p>Fecero questo una e un&amp;rsquo;altra volta, e le ipoteche si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari dei quali arrivarono a partecipare anche le banche europee. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Milioni di risparmiatori, attraverso delle banche, fondi di investimento, e imprese quotate in borsa, finanziarono la crescita della bolla, la maggioranza delle volte senza sapere quale era la garanzia finale dei loro investimenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tutto questo d&amp;rsquo;accordo con il prestigioso rating di rischio che tanto si sono occupati di squalificare le economie emergenti, e mai hanno avvertito i risparmiatori sul rischio di questi irrazionali strumenti di credito del primo mondo. Tutto è stato un affare prospero mentre le proprietà salivano di valore e la ruota dell&amp;rsquo;indebitamento e dei pagamenti delle quote seguiva funzionando. Però come tutte le bolle un giorno è scoppiata.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>La Riserva Federale cominciò ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l&amp;rsquo;inflazione, e così le banche aumentarono anche loro i tassi dei crediti ipotecari già aggiudicati ( quelli a tasso variabile). &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Molti proprietari che non erano molto solvibili, già iniziavano ad entrare in mora; con l&amp;rsquo;aumento dei tassi la mora si moltiplicò e già nel 2006 si ebbe 1,200,000 esecuzioni ipotecarie. Il valore delle proprietà, che era arrivato a livelli irrazionali, cominciò a sgonfiarsi, prima per la logica dei valori relativi, però questo sgonfiamento si accellerò quando molti proprietari misero in vendita le loro case perché non potevano pagare le quote della loro ipoteca. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo calo della proprietà fece che molti proprietari avessero con la banca un debito maggiore al valore della loro casa, con il quale l&amp;rsquo;avevano messa in vendita, valore che a sua volta condizionato dalle vendite continuò ad abbassarsi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al giorno di oggi si stima che più di 5,000,000 famiglie hanno in vendita la loro casa perché non possono pagare l&amp;rsquo;ipoteca, e ci sono 2,000,000 che stanno per perderla in una esecuzione ipotecaria.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Quando scoppiò la crisi in agosto del 2007, si stimava che avevano morosità accumulate di più di 500,000 milioni di dollari nel mercato delle ipoteche. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però molto maggiore era la perdita di valore dei titoli e azioni che stavano supportati dalle chiamate “ipoteche spazzatura”. In altre parole, molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perché evaporarono i loro attivi, supportati da ipoteche non creditizie e svalutate. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questa complessa trama finanziaria, l&amp;rsquo;effetto domino iniziò a portare al fallimento molte entità relazionate in qualche modo con questi strumenti finanziari appoggiati ad una fragile bolla. I casi più risonanti furono Freddie Mac, Fannie Mae, Bearns Stearns, e più recentemente Lehman Brothers e AIG, ci sono state un centinaio di entità danneggiate in USA e alcune in Europa che hanno dovuto sostenere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo effetto domino ha già un anno, e ancora non è arrivato alla sua fine. Il governo degli Stati Uniti e la Riserva Federale iniettano centinaia di migliaia di milioni per moderare il terremoto, però niente è sufficiente, e la crisi delle ipoteche ha contaminato tutti i mercati finanziari e di borsa. I finanziatori tolgono il denaro dalle banche e dai fondi di investimento per panico e sfiducia, con questa azione debilitano ancora più il sistema finanziario. Gli intestatari di buoni o azioni cercano di venderli per avere contanti, o perché prevedono una maggiore svalorizzazione degli stessi, e nel farlo gli stessi perdono di valore sempre più.  Cioè, si sta passando dalla dimensione ipotecaria (di per se enorme), alla dimensione della profezia auto compiuta di una corrida bancaria e di borsa che genera fallimenti a catena.  Oggi è questo il problema che sta affrontando gli Stati Uniti.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Fino a dove arriverà la crisi?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>È molto difficile sapere quando si toccherà il fondo. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In primo luogo perché anche se non si sa bene dove è arrivata la contaminazione degli strumenti finanziari supportati con le “ipoteche spazzatura”, data la complessità di tali strumenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In secondo luogo perché oltre al problema finanziario di origine, appare il fattore psicologico della sfiducia dei risparmiatori, molto più difficile da misurare e prevenire, che seguirà ad approfondire le sue ripercussioni nell&amp;rsquo;economia reale, fondamentalmente attraverso la restrizione del credito per gli investimenti e il consumo e attraverso la perdita di capacità di spendere della popolazione, si andrà accentuando la spirare recessiva. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In terzo luogo, perché la interdipendenza tra l&amp;rsquo;economia del mondo con quella degli Stati Uniti, aprono una ventola di molteplici conseguenze che si andranno retro alimentando. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti rappresenta il 25% dell&amp;rsquo;economia mondiale, ed è sommamente interdipendente con Cina, Giappone ed Europa, insieme con i quali teniamo più del 50% dell&amp;rsquo;economia mondiale danneggiati direttamente dalla crisi. Quindi praticamente nessun paese sta isolato dalle conseguenze, anche se indirettamente ed in differenti gradi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Una recessione negli Stati Uniti implica  una forte diminuzione del consumo del principale compratore di prodotti fabbricati in Cina e  Giappone. Un rallentamento nell&amp;rsquo;economia cinese come conseguenza della diminuzione di esportazione, implicherà meno importazione di materie prime da parte di questo paese al resto del mondo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>A sua volta la sfiducia verso gli investimenti di rischio danneggerà il flusso degli investimenti nei denominati paesi emergenti. Però in quale profondità e per quanto tempo si darà questo, impossibile anticiparlo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il governo degli Stati Uniti, contraddicendo i loro propri “principi” di ortodossa liberale, di lasciare che i mercati si auto regolino e falliscano chi deve fallire, sta facendo un appello a risorse  eterodosso, iniettando centinaia di migliaia di milioni di dollari nel barile senza fondo della crisi finanziaria. Se lo continuerà a fare, forse eviterà l&amp;rsquo;Apocalisse di un nuovo crack maggiore di quello del 1929, però a costo di portare i suoi indebitamenti come nazione a dei limiti inimmaginabili. Ma più in là della poca o maggiore spettacolarità che abbia la caduta, quello che è sicuro è una recessione e un indebolimento prolungato nella maggiore economia del mondo.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Come danneggerà l&amp;rsquo;Argentina&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In una economia globalizzata, le ripercussioni di una simile crisi arrivano da per tutto, però nella misura in cui gli effetti vengono per rimbalzo sono sempre meno prevedibili nel breve tempo, e poco misurabili nel medio tempo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per esempio, lo sproporzionato aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime che si è dato fino a pochi mesi fa, e la loro recente e bruta caduta, riguarda il fatto che molti investitori che uscirono dal mercato immobiliario, fuggirono verso le commodities e formarono una passeggera bolla in questo mercato, che ora si sta dissolvendo.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però fino a che questi capitali si inclinino definitivamente verso un qualche tipo di investimento di medio tempo, seguiranno provocando turbolenze difficili da prevedere.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento molti capitali stanno andando ai buoni del tesoro degli Stati Uniti (che in oltre sta emettendo  obbligazioni a man salva che servono a detenere fondi per il salvataggio del mercato finanziario), perché li si considera sicuri, anche se non danno praticamente garanzia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per ora si vendono obbligazioni del debito argentino, con i quali abbattono il prezzo ma mettono a rischio il paese, in oltre con la loro vendita salgono i tassi di interesse con i quali l&amp;rsquo;Argentina potrebbe ottenere credito.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento sono abbassati i prezzi dei prodotti agricoli che esporta Argentina, per lo sgonfiamento della bolla transitoria, ma i prezzi restano ancora redditizi per i produttori. Però tutto questo è per questo momento. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che quando passa il panico, qualche investitore consideri che certi prodotti in Argentina sono meno rischiosi che i mercati speculativi del primo mondo, o forse no. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che il calo dei prezzi delle materie prime faccia diminuire la pressione inflazionistica, e questo porti sollievo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Sicuramente che una recessione in USA contagerà la Cina e il Brasile, che hanno una maggiore relazione commerciale con gli Stati Uniti di quella che tiene Argentina; però siccome Argentina ha molte relazioni commerciali con il Brasile e la Cina, resta danneggiata indirettamente. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però come si può sapere la misura degli effetti indiretti, se neanche se si vuole si può misurare nel caso siano effetti diretti? Quello che si sappiamo è che Argentina non è nella lista di quelli che si vedranno più danneggiati. Perché anche se potrà avere problemi per ottenere crediti, li ha avuti anche in questi ultimi anni e nonostante questo è cresciuta, “vivendo con il nostro”, come dice Aldo Ferrer.  Perché sebbene alcuni paesi possono diminuire la domanda di alcuni dei prodotti che esporta Argentina, c&amp;rsquo;è da considerare che prima, in alcuni settori ha dovuto limitare le esportazioni al fine di garantire le forniture&lt;span> &lt;/span> interne e non per questo sono diminuite per questo tanto le esportazioni.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le riserve accumulate in Argentina, il margine che ancora ha di avanzo fiscale e commerciale, le danno una copertura che le permettirà di ammortizzare fino ad un certo punto gli effetti collaterali della crisi degli Stati Uniti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però ora più che niente si dovrà lavorare in un piano economico e una riforma tributaria che assicuri, oltre all&amp;rsquo;avanzo fiscale il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali, per raggiungere uno sviluppo e redistribuzione della ricchezza, finora in grado di contrastare qualsiasi collasso di  recessione in alcuni settori più esposti alla crisi internazionale. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;strong>Conclusioni&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>in definitiva, questa crisi del capitalismo e della globalizzazione, dimostrano una volta in più che si deve smettere con la speculazione finanziaria nel mondo, forzando il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo non può essere governato dalla tirannia del capitale speculativo, che genera povertà e caos dovunque.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo deve avanzare verso una Nazione Umana Universale, nella quale i popoli, attraverso la democrazia diretta, trovino una soluzione al fatto che le immense risorse che oggi si destinano alla speculazione finanziaria, all&amp;rsquo;usura e agli armamenti, vadano invece a contribuire allo sviluppo che faccia terminare la povertà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo senso ci sarà da stare attenti, perché questa implosione finanziaria nell&amp;rsquo;impero lo sta debilitando, ma come una belva ferita, che al fine di riconquistare il potere, può pretendere di ricorrere alla forza bruta, più di quanto ha fatto finora. &lt;/p>
&lt;p>Guillermo Sullings&lt;/p>
&lt;p>18/09/08&lt;/p></description></item><item><title>la crisi di questo sistema economico</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-crisi-di-questo-sistema-economico/</link><pubDate>Sat, 20 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-crisi-di-questo-sistema-economico/</guid><description>&lt;p>Un paio di articoli che fanno un po’ di chiarezza sulla crisi economica sta avvenendo in USA.&lt;/p>
&lt;p>Dal secondo articolo, di Eugenio Benetazzo, riporto:&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&lt;strong>Per ritornare in argomento sappiate comunque che la crisi è solo all&amp;rsquo;inizio, tutt&amp;rsquo;altro che passata ! Pensate all&amp;rsquo;estate scorsa, quando iniziarono le prime avvisaglie dei subprime statunitensi: dai media nazionali ci venne subito raccontato che non ci si doveva preoccupare in quanto l&amp;rsquo;Europa più di tanto non era coinvolta. Le stime iniziali sulle perdite presunte ammontavano a circa 250 MLD di dollari. Oggi siamo ad oltre i 2000 MLD.&lt;/strong>&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&lt;strong>Generalmente gli Stati Uniti anticipano gli altri mercati con sei/nove mesi, perciò è presumibile aspettarsi nei prossimi mesi momenti poco incoraggianti anche per la situazione finanziaria in Europa.&lt;/strong>&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/mercati-nulla-come-prima-editoriale-zingales.shtml?uuid=6afed496-8701-11dd-a768-f1df2345d4c3" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/mercati-nulla-come-prima-editoriale-zingales.shtml?uuid=6afed496-8701-11dd-a768-f1df2345d4c3&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=print&amp;amp;sid=5031" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=5031&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Perchè la crisi dei mutui subprime e il mercato del lavoro &amp;quot;flessibile&amp;quot;</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/perche-la-crisi-dei-mutui-subprime-e-il-mercato-del-lavoro-flessibile/</link><pubDate>Fri, 19 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/perche-la-crisi-dei-mutui-subprime-e-il-mercato-del-lavoro-flessibile/</guid><description>&lt;p>il mondo del lavoro non si può certo dire che sia quello di 10 anni fa. tanto meno quello di 20 o di 30.&lt;/p>
&lt;p>mentre continuamo ad allertare sulla direzione catastrofica di un&amp;rsquo;economia basata sulla speculazione finanziaria e cerchiamo di proporre alternative, o quantomeno a metterle in discussione, l mondo va avanti inesorabile, come una grande petroliera con una massa in moto così grande che sembra utopico cambiarne la direzione in vista della costa.&lt;/p>
&lt;p>vi propongo un articolo molto interessante che collega le ultime avanguardie del lavoro (il tanto elogiato &amp;ldquo;lavoro flessibile&amp;rdquo;) e i recenti e prossimi crolli di tutta la finanza delle compagnie di assicurazioni e banche:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=5027" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5027&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>un abbraccio&lt;/p></description></item><item><title>Il crollo è pubblicato</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/il-crollo-e-pubblicato/</link><pubDate>Thu, 18 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/il-crollo-e-pubblicato/</guid><description>&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;il crollo è pubblicato.&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>questa frase sintetizza molte cose: &lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>
&lt;p>sta avvenendo un crollo del sistema. difficilmente si potrebbero interpretare gli eventi degli ultimi mesi&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>lo si sta rendendo pubblico, ovvero non si può più tenerlo nascosto e relegarlo agli interessi degli studiosi di economia politica e società&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>sono anni che lo si prevedeva e si avvertiva: un sistema chiuso basato sulla speculazione finanziaria e mentenuo con la violenza non può durare a lungo&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>i cambiamenti che arriveranno potranno essere molto interessanti. è probabile che il tutto si incanali verso una situazione di enormi tensioni internazionali, ma è anche possibile qualche altra risposta&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol></description></item><item><title>CRISI GLOBALE: 26 COSE CHE POTETE FARE SUBITO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/crisi-globale-26-cose-che-potete-fare-subito/</link><pubDate>Mon, 07 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/crisi-globale-26-cose-che-potete-fare-subito/</guid><description>&lt;p>DI KATHY MCMAHON&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Energy Bulletin&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Se non state provando un qualche grado di apprensione adesso, non state leggendo le notizie. Ecco alcuni dei miei suggerimenti per trasformare questa energia emotiva in azioni costruttive:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>1) PREFIGGETEVI COME OBIETTIVO DI RIDURRE LE VOSTRE SPESE&lt;/strong> in modo tangibile – del 10%, del 20%, del 30%, persino del 50%, e stabilite un programma per attuarlo. La riduzione dei costi è il modo più veloce per aumentare il vostro reddito – più veloce che guadagnare più soldi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>2) FATE ATTENZIONE AL DENARO CHE SPRECATE&lt;/strong> senza trarne alcun beneficio, come la luce che rimane accesa, i computer che rimangono accesi notte e giorno, i “carichi fantasma” come gli orologi dei forni a microonde, che consumano più energia degli stessi forni a microonde. Se prenderete dimestichezza con il vostro contatore dell’elettricità e annotate le letture prima e dopo aver spento questi carichi fantasma, avrete la prova concreta che state risparmiando denaro.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>3) Stabilite un SISTEMA A TRE FASCE per gli acquisti:&lt;/strong> a) le necessità; b) le cose utili; e c) altro. Mettete tutto ciò che comprate in una di queste categorie per una settimana ed esaminate l’elenco. Ad esempio se acquistate vestiario, potreste aver acquistato delle calze e delle scarpe nuove di lusso. Mentre la gran parte delle persone metterebbero le calze sotto la “a” o la “b”, quasi tutti noi considereremmo le scarpe di lusso come “altro”, a meno che non siano una necessità per il lavoro. La Grande Contrazione della Spesa è incominciata. Superatela di un margine sufficiente in modo da non farvi mordere il di dietro. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>4) Prendete in considerazione di ACQUISTARE IL CIBO NELLA SUA FORMA PIÙ BASILARE,&lt;/strong> e in grandi quantità. Per esempio, invece di comprare un preparato per pancake, comprate la farina, il grasso alimentare e il lievito. Questo di per sé, non solo migliorerà la vostra dieta, ma vi costerà un decimo di quanto costerebbe il preparato già pronto. Per qualsiasi cosa che preparano i “Generals” (General Foods, General Mills, ecc.) VE NE FANNO PAGARE il privilegio.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>5) SEMPLIFICATE&lt;/strong>. Passate in rassegna ciascun acquisto e chiedetevi se qualche altro oggetto andrebbe bene lo stesso. Il consumismo produce prodotti specializzati che aumentano la domanda. Quanto più è specializzato [un prodotto], tanto più facile è far pagare ai consumatori un prezzo elevato per esso. Schiuma da barba, invece di un buon sapone schiumoso. Un prodotto per pulire i vetri, anziché l’aceto. Fate un po’ di ricerca e scoprirete come vivevano i vostri antenati senza la maggior parte dei prodotti che stanno sotto i vostri lavandini o tra i vostri articoli da toletta. Poi riducete [il superfluo] e comprate [il resto] in grandi quantità. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>6) CERCATE LA QUALITÀ&lt;/strong>. Cercate prodotti durevoli che potranno costare di più, ma che sono ben fatti e che dureranno per molto tempo. Vi accorgerete che le versioni più economiche non possono essere facilmente rimpiazzate facilmente quando si guastano. Comprate ora per il lungo termine e non pensando solo al prezzo. Trovo che gli oggetti di migliore qualità vengono rimpiazzati da prodotti più scadenti allo stesso prezzo. Comprate gli oggetti di qualità finché si trovano ancora, e assicuratevi che rientrino nella Fascia A. (Vedi #3)&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>7) Passate ad un’ECONOMIA FATTA DI CONTANTI&lt;/strong>. Fatelo e basta. Cominciate col decidere quanti soldi spendete solitamente usando carte di credito e assegni e prelevate tale somma in contanti per una settimana, due settimane, un mese. Se voi e i membri della vostra famiglia la spendete prima della scadenza di tale periodo, rimanete a casa e smettete di spendere, finché inizia il periodo successivo. La ricerca di mercato ha mostrato che passando ad un’economia di contanti, i consumatori spendono in media il 20-25% in meno che se usassero una carta di credito. Usate questa ricerca a VOSTRO vantaggio. Abituatevi ad usare la valuta, non la plastica.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>8) COINVOLGETE TUTTA LA FAMIGLIA&lt;/strong> nella riduzione delle spese di Fascia “B” e “C”. Se vi siete prefisso l’obiettivo di ridurre la spesa del 20%, fatelo in modo generale, e coinvolgete i bambini. Se questo vuol dire diminuire le lezioni extra, le feste, le visite ai centri commerciali, ecc. lasciate che i bambini possano dire la loro su quali cose sono da eliminare o ridurre. Se sarete sinceri sulle vostre rinunce personali, i vostri figli vi rispetteranno e ridimensioneranno anche le loro aspettative. Se dite che vi state limitando, ma poi comprate qualcosa della categoria “C”, avrete perso credibilità e avrete tra le mani un ammutinamento familiare. Discutete in famiglia tutte le vostre spese sulla base di queste categorie, e cercate di raggiungere un accordo per non avere sorprese.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>9) Misurate gli spostamenti nella vostra vita in termini di MIGLIA percorse&lt;/strong>, invece che di minuti, e poi pensate agli altri modi in cui potreste percorrere quelle stesse miglia anziché usando i combustibili fossili. Quando qualcuno dice “Ci vogliono 30 minuti…” abituatevi a chiedere “a piedi, in bicicletta o in macchina?” È un cambiamento a livello psicologico che dobbiamo fare tutti.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>10) Imparate come STARE IN CASA&lt;/strong>. A qualcuno sembrerà buffo, ma per molti la “casa” è diventata un “luogo di sosta” per rifocillarsi (mangiare, dormire) prima di andarsene di nuovo fuori. Imparare a stare in casa potrebbe significare risolvere i conflitti che avete con la vostra importante “altra metà”. Potrebbe voler dire nutrire maggiori aspettative di un migliore comportamento da parte dei figli. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>11) RALLENTATE&lt;/strong>, rilassatevi di più, e cercate &lt;strong>dei modi per migliorare la vostra casa&lt;/strong>. Non intendo dire un divano nuovo. Parlo di ripulire il percorso straziante da una stanza all’altra perché il tappeto si solleva, o di appendere tende più pesanti d’inverno così che l’ambiente rimanga più caldo, o di creare un angolo più confortevole per leggere o ascoltare musica senza distrazioni. Potrebbe voler dire spostare i vostri utensili da cucina più usati, per poter cucinare più facilmente. Ditevi “la mia casa è il posto dove trascorrerò la gran parte del mio tempo” e controllare la vostra risposta emotiva. Se è di panico o terrore, cercate di capire il perché e fate qualcosa in merito.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>12) SIATE REALISTICI&lt;/strong> con le persone con cui vivete o a cui volete bene. Questioni rimaste in sospeso, l’ostilità non discussa, battute secche e aggressive non solo rendono sgradevole lo stare in casa, ma hanno un impatto [negativo] sulla vostra salute. I cattivi matrimoni rovinano una buona salute. Siate onesti e riconoscete la vostra infelicità, e cercate di riconoscere il vostro contributo a questa situazione. La coppia media con dei problemi aspetta sette anni prima di cercare aiuto, e spesso a quel punto i problemi sono ben radicati. Cercate di risolverli da voi, ma se non funziona, cercate un esperto che sappia ascoltarvi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>13) METTETE I BAMBINI AL LAVORO&lt;/strong>. Troppi bambini hanno una ben poca “funzione” reale nella vita familiare, e questa è una bizzarra svolta della storia dell’umanità. Se i vostri figli sembrano concentrati sui propri interessi personali, chiedetevi che aspettative avete avuto che si interessassero di cose più importanti del loro stesso divertimento. Se non potete realmente dire “diamine, sono proprio contento di avere un figlio/una figlia che si prenda cura di X, così non lo devo fare io…” allora avete dimenticato di insegnare loro capacità come il sapersi prendere le responsabilità, l’essere affidabile, e il “quid pro quo” del vivere insieme agli altri. Il vostro futuro genero o la vostra futura nuora vi manderanno al diavolo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>14) FERMATE LE CHIACCHIERE&lt;/strong> dal computer/internet/televisione/via cavo/telefono/telefonino cellulare/cercapersone/Blackberry/fax per un arco di tempo ogni giorno e createvi uno spazio per stare con le persone a cui volete bene, senza interruzioni. Valorizzate i momenti quando le persone più importanti del mondo stanno sedute insieme a voi, prestandovi attenzione vicendevolmente, parlando sinceramente, rilassandovi insieme. Preparatevi ad una severa resistenza e ad una “tecno-astinenza”. Rendete questi preziosi momenti abbastanza lunghi, in modo tale da vincere l’effetto da astinenza “iperattiva” e da far permeare la casa da un senso di quiete. Continuate a farlo (come un “esperimento”, se dovete) per almeno un mese, e incominciate a discutere su quali cose potreste fare come una famiglia o individualmente, che siano soddisfacenti o divertenti senza l’utilizzo dell’elettricità.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>15) VALUTATE SERIAMENTE SE FARE GLI STRAORDINARI&lt;/strong> piuttosto che utilizzare questo tempo per creare uno stile di vita più sostenibile. Siamo avvezzi a pensare al guadagno come alla nostra priorità numero uno, ma forse è il momento di mettere in questione tale presupposto. Se domani dovesse succedere una qualche crisi, sareste preparati? Avete provveduto al cibo? Creato un giardino di qualche sorta? Conosciuto i vostri vicini di casa abbastanza da potergli chiedere (o offrire) dei favori? Siete introdotti in organizzazioni religiose o civili che vi offrano un cerchio di sostegno più ampio? Avete risolto i vostri problemi coniugali? O imparato a godervi veramente la compagnia dei vostri figli? Senza dubbio, i soldi sono importanti, ma il tempo è il nostro bene più prezioso. Pensate attentamente a come lo usate. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>16) Immaginate una VISIONE per un futuro&lt;/strong> in cui vorreste vivere. Lo conoscete il detto che l’uomo non può vivere senza speranza? (lo so, alcuni di voi non credono in questa parola, quindi usiamo il termine “visione”). Le famiglie più felici hanno una visione di quello per cui vivono e lavorano. Questa visione le sostiene nei momenti difficili. Andate avanti. Immaginate il peggio. Poi, visualizzate come potete vivere una vita soddisfacente superandolo, e per cosa varrà la pena [farlo]. (suggerimento: se non immaginate i buoni amici e la famiglia, la musica dal vivo, i cibi semplici, ecc. probabilmente è troppo deprimente…) Scriveteci una storia, con voi stessi come eroi, fatene un disegno, cantate [questa visione] in una canzone. Rendetela reale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>17) FATE ELENCHI e SEGNATE I RISULTATI&lt;/strong>. Molti di noi sono troppo ottimisti per quello che può essere fatto in un anno, ma sottovalutano ciò che si può fare in dieci anni. Guardate al piano più ampio e scegliete svariati progetti da incominciare (esatto, &lt;em>svariati&lt;/em>….). Per ciascuno di essi fate qualcosa ogni giorno, oppure va bene concentrarsi su di uno solo per un po’, finché non vi stancate e poi passare ad un altro. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>18) Tenete in mente LA VISIONE PIÙ LONTANA&lt;/strong> e capite come è probabile che si svolgano [le cose] nel frattempo, sulla base di tale visione. Datevi spazio per prendere decisioni ora, che sapete che non saranno la vostra linea di condotta futura definitiva. Per assicurarvi che vi state muovendo nella direzione giusta, chiedetevi: “mi sta portando questo verso una maggiore autosufficienza?” “se sto usando combustibili fossili per raggiungere questo risultato ora, serve tutto ciò ad acquisire una maggiore abilità da mettere in pratica più avanti, per raggiungere il risultato senza quegli apporti?”. Per esempio, se non ne sapete niente di falegnameria, gli utensili meccanici elettrici possono facilitarne molto l’apprendimento. Una volta che avete acquisito dimestichezza con l’assemblaggio delle cose, potete in seguito applicare queste abilità quando utilizzate utensili [azionati] a mano. Una bicicletta reclinata dotata di “power assist” (piccolo motore elettrico di sostegno) vi può far raggiungere una forma fisica migliore per poterci andare in seguito senza l’aiuto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>19)&lt;/strong> Capite in che modo la “mentalità da gregge” può influire su di voi, e cercate di &lt;strong>ANDARE CONTROCORRENTE&lt;/strong>, invece di farvi calpestare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>20) PROTEGGETE LA VOSTRA SALUTE MENTALE&lt;/strong> tanto quanto quella fisica. La depressione, le paranoie, l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcolici, i comportamenti compulsivi come mangiare troppo, il gioco d’azzardo, il cyber-sex, il sesso anonimo, ecc. sono tutte reazioni comuni in periodi di stress. Tenete strette le redini della vostra mente, e date ascolto alle altre persone che vi dicono di essere preoccupate per voi e per il modo in cui vi comportate. Trovate delle persone, idealmente amici veri e familiari, per parlare delle pressioni che avete e delle cose su cui meditate continuamente – le vostre peggiori paure. Se avete bisogno di aiuto, cercatelo adesso, e assicuratevi che l’aiuto comprenda dei modi tangibili per consentirvi di gestire meglio lo stress in futuro. Parlate di vostra madre solo se vi aiuta a capire come vivere una vita più produttiva OGGI e vi fa muovere nella direzione verso cui dite di volere andare. Va bene programmare giorni di “salute mentale”… sapete, quei giorni in cui vi prendete una pausa dal lavoro solo per sentire l’odore delle rose, dormire fino a tardi, programmare un “rilassamento totale”, o per vivere la vita in altro modo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>21) Imparate a distinguere i “PIACERI SALUTARI” da quelli che bruciano la vostra neurochimica e vi distruggono la salute&lt;/strong>. Molti di noi esagerano il nostro modo di essere abituale quando sono sotto pressione, a seconda della nostra personalità. Alcuni si allontanano dagli altri e si isolano. Altri si buttano a capofitto in progetti che sono incentrati sulle altre persone, e ignorano il proprio benessere. Alcuni di noi diventano istantaneamente “orientati all’azione” per gestire l’ansia, senza mai fermarsi per prendere in considerazione il fine o lo scopo delle nostre azioni. Altri diventano paralizzati, incapaci di prendere anche le decisioni più semplici, in caso si rivelassero sbagliate. Alcuni si concentrano più su se stessi, mentre altri smettono di tenere conto delle proprie necessità del tutto. E ancora altri diventano dominati da emozioni negative e smettono di pensare con chiarezza. Il troppo intellettualizzare è la direzione presa da altri, e questo lascia poco spazio all’espressione emotiva o alla connessione e la comprensione di noi stessi e degli altri. &lt;/p>
&lt;p>Questo è ciò che rende i “consigli generali” come “esprimi le tue emozioni” o “guardati dentro” così rischiosi. Riconoscete in quale direzione tendete a sbagliare, ed interrompete il circolo vizioso prima che raggiunga livelli estremi. Coinvolgete nella vostra vita le persone che “contro-bilanciano” tali tendenze. Se siete degli apprensivi, state a contatto con persone più spensierate. Se avete la tendenza ad intellettualizzare, trovate un gruppo teatrale di improvvisazione. Se drammatizzate tutto, fate amicizia con qualcuno più razionale che “pensa” come prima risposta. E preparatevi ad essere possibilmente infastiditi dalla differenza di personalità.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>22) Prendetevi cura di qualcosa di NON UMANO&lt;/strong>. L’ottantacinque per cento di noi già lo fa, con gli uccelli selvatici, o gli scoiattoli, il pesce rosso, un cane, un gatto o il bestiame. È stato scientificamente provato che prendersi cura di qualcun altro (o qualcosa) fa bene alla nostra salute mentale e fisica. Se lo facciamo, abbiamo più probabilità di sopravvivere più a lungo ad una malattia molto grave. Trascorrete un po’ di tempo ad osservare o ad interagire con questo essere vivente ed accedete ad un’altra parte della vostra coscienza – forse una parte più vecchia, più profonda, e provate a rilassarvi mentre lo fate. &lt;strong>23) LIMITATE LE “CATTIVE NOTIZIE”&lt;/strong>. Se vi ritrovate a controllare le notizie più di una volta al giorno, smettete, per il vostro bene. Prendetevi una “vacanza dalle notizie” una volta tanto. Andate in giro e circondatevi di qualcosa di bello, come l’arte o la natura.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>24) Fate un elenco delle “VENTI COSE CHE VI PIACE FARE”&lt;/strong>, e mettetelo in un posto dove lo vedrete tutti i giorni. Scrivete, accanto a ciascuna cosa, quando l’avete fatta l’ultima volta, e se vorreste farla più (P) spesso, o meno (M) spesso. Scrivete se si è trattato di una cosa che ha fatto uno dei due genitori (G) e se sarete ancora in grado di farla a 85 anni (85). Se costa farla, metteteci accanto il simbolo del dollaro ($). Se dovete farla con un amico (A) o con un amico speciale (AS) annotatelo. Ora mettetele il ordine di importanza, solo per divertirvi.&lt;/p>
&lt;p>ESEMPIO: &lt;/p>
&lt;table border="1">
&lt;tr>
&lt;td>
Cosa
&lt;/td>
&lt;td>
Ultima volta?
&lt;/td>
&lt;td>
Più/Meno?
&lt;/td>
&lt;td>
Genitori?
&lt;/td>
&lt;td>
85?
&lt;/td>
&lt;td>
Costo?
&lt;/td>
&lt;td>
Amico/AS?
&lt;/td>
&lt;td>
Importanza?
&lt;/td>
&lt;/tr>
&lt;tr>
&lt;td>
CANTARE
&lt;/td>
&lt;td>
OGGI
&lt;/td>
&lt;td>
M
&lt;/td>
&lt;td>
Mamma
&lt;/td>
&lt;td>
85
&lt;/td>
&lt;td>
&amp;#8212;
&lt;/td>
&lt;td>
&amp;#8212;
&lt;/td>
&lt;td>
1
&lt;/td>
&lt;/tr>
&lt;/table>
&lt;p>&lt;strong>25) NON CERCATE DI CAMBIARE IL MONDO&lt;/strong>. Cercate solo di agire sul vostro piccolo angolo di esso. Rendete la vostra strada un posto più bello. Piantate alcuni alberi da frutto o di noci. Iscrivetevi ad un gruppo di quartiere. Ampliate la food bank della vostra comunità. Organizzate “rent party” regolarmente e passate il ricavato a chi ha perso il posto di lavoro o ha dei conti da pagare per le prestazioni mediche. La prossima settimana, quella persona potreste essere voi. Raccogliete l’immondizia che trovate per terra, anche se non è la vostra. Ricordatevi che il mondo è più grande di voi, e che non possedete la Terra o le cose su di essa, voi siete parte della Terra e siete posseduti dalla Terra.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>26) PENSATE FUORI DAI COMPARTIMENTI STAGNI&lt;/strong>. Se la gente elenca di solito 25 cose, siate differenti. Elencatene 26. Non seguite il gregge, camminate avanti ad esso. Se vi cominciano a seguire, siete una guida. Altrimenti, avete precorso i tempi o vi muovete nella direzione sbagliata. In ogni caso, gustatevi il cammino, e infrangete le vostre stesse regole una volta ogni tanto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Kathy McMahon&lt;/strong> è stata una dei primi contributori all’Energy Bulletin.&lt;/p>
&lt;p>Tratto dalla pagina “
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?page_id=2" target="_blank">About us&lt;/a>
” per “Peak Oil Blues”:&lt;/p>
&lt;p>Più che semplicemente parlare di reazioni emotive, il fine qui è di identificare quelle che sono distruttive per l’azione positiva e che si muovono attraverso di esse. Agire nonostante l’incertezza. Fare i passi ogni giorno che ci si sente a proprio agio nel fare.&lt;/p>
&lt;p>Mi chiamo Kathy McMahon, (Dott. Psicologia) e sono la fondatrice e contributrice principale di questo sito. Sono uno psicologo clinico, un clinico, un accademico e un allevatore di polli. Potete leggere di più 
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?p=1" target="_blank">qui&lt;/a>
 sul mio viaggio personale nel Peak Oil [picco del petrolio].&lt;/p>
&lt;p>Abbiamo un piccolo team di scrittori che sono esperti nei loro campi (passati e presenti) e cercano di concentrarsi sul lato personale della loro professione, sia questa la psicoterapia, la pianificazione per casi di emergenza, la finanza, l’energia alternativa o l’allevamento.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Titolo originale: &amp;ldquo;26 things you can do to RIGHT NOW manage your anxiety&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Fonte:
&lt;a href="http://www.energybulletin.net" target="_blank">http://www.energybulletin.net&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peakoilblues.com/blog/?p=181" target="_blank">Link&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>18.06.2008&lt;/p></description></item><item><title>Recessione in arrivo…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/recessione-in-arrivo/</link><pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/recessione-in-arrivo/</guid><description>&lt;p>_…uno studio preliminare al Rapporto economico globale afferma che c&amp;rsquo;è una possibilità su quattro di una recessione globale e definisce quella dei mutui subprime la peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande depressione…&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p></description></item><item><title>Qualche consiglio per prepararsi all'imminente recessione.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</link><pubDate>Wed, 19 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</guid><description>&lt;p>Per quanto i media diano eco solo alle voci ottimiste e mistificatrici per l’economia europea è alle porte una recessione senza precedenti che inizierà dalle periferie (Italia, Spagna, Grecia) ed infine colpirà anche i paesi più forti.&lt;/p>
&lt;p>Come ci si può preparare? Quali sono i consigli per salvarsi le chiappe?&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>Tagliare le spese&lt;/li>
&lt;li>Firmare contratti a lungo termine con i clienti. Fate anche alcune concessioni per allungarli o rinnovarli.&lt;/li>
&lt;li>Assicurati del tuo valore al lavoro. Sei nei migliori 10% della tua azienda o rischi la cassa integrazione? Se puoi spostati in una compagnia più grande: IBM, Volkswagen, Nestlè per esempio non scompariranno… cerca comunque di essere in quel 10%&lt;/li>
&lt;li>Estendi la tua rete di relazioni. Un buon network può aiutarti a trovare un altro lavoro. Oppure pensa a creare reti di scambio, baratto, aiuto reciproco.&lt;/li>
&lt;li>Se sei in una compagnia piccola diventa amico di due gruppi di persone: i commerciali (se le vendite non vanno bene sono i primi ad andarsene) e il finance/contabilità (se non ci sono soldi per pagare i fornitori lo sanno in anticipo).&lt;/li>
&lt;li>Debiti: i debiti non sono tuoi amici, specialmente durante una recessione. Hai prestiti in corso per la macchina? Mutui? Prestiti personali? Carta di credito? Cerca il più possible di alleggerirli o almeno di rinegoziarli.&lt;/li>
&lt;li>Medicine: hai una buona scorta di medicinali in caso i prezzi aumentino vertiginosamente?&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di cibo conservabile? L’ideale è avere qualche settimana o mese di autonomia.&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di contanti? L’ideale è avere 3/6 mesi di riserva di emergenza in caso il tuo reddito diminuisca drasticamente durante la recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai attrezzi e pezzi di ricambio? Se si rompesse qualcosa costa meno ripararlo che chiamare qualcuno che lo aggiusti. Lo stesso vale per i vestiti: preparate ago e filo…&lt;/li>
&lt;li>La tua macchina e la tua casa sono in buone condizioni? Se fai adesso tutte le manutenzioni passerà un po’ di tempo prima che richiedano altro lavoro (e soldi).&lt;/li>
&lt;li>Hai un serbatoio per il combustibile da riscaldamento? Riempilo e prenota già un secondo pieno, per non rimanere al freddo durante l’inverno.&lt;/li>
&lt;li>Tieni d’occhio le offerte di lavoro. Non solo potrebbe esserti utile, ma la diminuzione di offerta è un indicatore di recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai denaro investito? Beh tienilo bene d’occhio, soprattutto se non è diversificato. Meglio ancora libera il capitale ed investilo in beni di prima necessità.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>ps: articolo tratto dal blog amico
&lt;a href="http://dirittiumanimilano.splinder.com/post/16387150/E%e2%80%99&amp;#43;alle&amp;#43;porte&amp;#43;una&amp;#43;recessione" target="_blank">Diritti Umani a Milano&lt;/a>
.&lt;/p></description></item></channel></rss>