<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Famiglia | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/famiglia/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/famiglia/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Famiglia</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 15 Jun 2016 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Famiglia</title><link>https://stefanocecere.com/tag/famiglia/</link></image><item><title>lavare i piatti</title><link>https://stefanocecere.com/post/2016/06/lavare-i-piatti/</link><pubDate>Wed, 15 Jun 2016 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2016/06/lavare-i-piatti/</guid><description>&lt;p>Un mio amico viene da me a prendere il caffè, ci sediamo e chiacchieriamo, parlando della vita&amp;hellip;&lt;br>
&amp;ldquo;Vado un attimo a lavare i piatti rimasti nel lavabo&amp;rdquo;, gli dico.&lt;br>
Lui mi guarda come se gli avessi detto che sto per costruire un&amp;rsquo;astronave.&lt;br>
Mi dice ammirandomi, ma anche un po&amp;rsquo; perplesso:&lt;br>
&amp;ldquo;Buon per te che aiuti tua moglie, quando lo faccio io, mia moglie non lo apprezza. Ho lavato in terra l&amp;rsquo;altra settimana, neanche un grazie.&amp;rdquo;&lt;br>
Sono tornato a sedermi con lui e gli ho spiegato che io non aiuto mia moglie.&lt;br>
Come regola, mia moglie non ha bisogno di aiuto, ha bisogno di un socio.&lt;br>
Io sono un socio in casa e per via di questa società vengono divise le mansioni ma di certo non si tratta di un supporto nella casa.&lt;br>
Io non aiuto mia moglie a pulire casa, perché ci abito anch&amp;rsquo;io e bisogna che pulisca anch&amp;rsquo;io.&lt;br>
Io non aiuto mia moglie a cucinare, perché anch&amp;rsquo;io voglio mangiare e bisogna che cucini anch&amp;rsquo;io.&lt;br>
Io non aiuto mia moglie a lavare i piatti dopo cena, perché ho usato questi piatti anch&amp;rsquo;io.&lt;br>
Io non aiuto mia moglie con i figli, perché sono anche figli miei ed è il mio ruolo essere padre e genitore.&lt;br>
Io non aiuto mia moglie a stendere o piegare i panni, perché sono anche vestiti miei e dei miei figli.&lt;br>
Io non sono un aiuto in casa, sono parte della casa.&lt;br>
E per quanto riguarda l&amp;rsquo;apprezzare, gli ho chiesto quando è stata l&amp;rsquo;ultima volta che, dopo che lei ha finito di pulire casa, fare il bucato, cambiare lenzuola ai letti, fare la doccia ai figli, cucinare, organizzare etc. le ha detto grazie? Ma un grazie del tipo: wow!!! Moglie mia! Sei fantastica!!!&lt;br>
Ti sembra assurdo? Ti sembra strano?&lt;br>
Quando tu, una volta al secolo hai pulito per terra, ti aspettavi come minimo un premio d&amp;rsquo;eccellenza con tanto di gloria e pubbliche relazioni&amp;hellip;&lt;br>
Perché? Ci hai mai pensato, amico? Forse perché per te è scontato che tutto ciò sia compito suo? Forse ti sei abituato che tutto questo viene fatto senza che tu debba alzare un dito?&lt;br>
Allora apprezza come vorresti essere apprezzato tu, nella stessa maniera e intensità. Porgi una mano, comportati da vero compagno, non come un ospite che viene solo a mangiare, dormire, lavarsi&amp;hellip;&lt;br>
Sentiti a casa, a casa tua &amp;quot; Cit.&lt;/p></description></item><item><title>Benvenuto Dudù!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/10/benvenuto-dudu/</link><pubDate>Sat, 25 Oct 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/10/benvenuto-dudu/</guid><description>&lt;p>è nato Edoardo Marino &amp;ldquo;Dudù&amp;rdquo; Miconi.. figlio di Claudio e Rachele. riporto la mail di Claudio che ne annuncia l&amp;rsquo;arrivo. ovviamente siamo estremamente felici e commossi! presto giocherà assieme a GeiGei e questo sarà meraviglia!&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/231020081349.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1446" title="231020081349" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/231020081349.jpg" alt="" width="500" height="666" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/231020081349.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/231020081349-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Cari, carissimi amici,&lt;/p>
&lt;p>finalmente torno a poter scrivere una mail per ringraziarvi tutti per il grande amore dimostrato in occasione delle nascita di Dudù (ok si chiamerà Edoardo Marino, ma ora è così piccolo, pesa solo un kilo e mezzo!)&lt;/p>
&lt;p>Vi racconto come è andata:&lt;/p>
&lt;p>Il feto stava crescendo in ritardo, per problemi di placenta. Rachele è stata ricoverata lunedì e tenuta sotto osservazione.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;ospedale è tra i migliori per esperienza e servizio, per questo è anche molto frequentato e nascono nuove vite giorno e notte, spesso si sperimenta la forte tensione dei parenti.&lt;/p>
&lt;p>Ma l&amp;rsquo;altra sera, quando il ginecologo ci ha comunicato che era il momento di portare al mondo Dudù, eravamo solo noi, oltre atre care amiche…&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; proprio grazie a Isabel, Barbara e Alessandra, e a Monica e Nicole, che mi chiamano proprio in quei momenti, che nel giro di pochi minuti si scatena una ondata di messaggi che fanno il giro del mondo (non è una immagine metaforica) e si cominciano a realizzare esperienze di benessere.&lt;/p>
&lt;p>Sono arrivati i genitori di Rachele, sua sorella con sua figlia. Eravamo lì, famiglia e amici in una atmosfera sospesa, silenziosa, calma, come se si fosse formata una bolla protettiva intorno a noi.&lt;/p>
&lt;p>Rachele ha affrontato con determinazione il parto cesareo e noi abbiamo atteso, sospesi in una bolla fuori del tempo e dello spazio.&lt;/p>
&lt;p>Poi nella bolla si è aperta una porta ed è apparsa una dea protettrice con il capo cinto da una bandana e un lungo abito verde e ci ha detto: &amp;ldquo;il bambino è nato e ha subito pianto e cominciato a respirare da solo, la mamma sta bene&amp;rdquo; … abbracci, lacrime di felicità.&lt;/p>
&lt;p>Poco più tardi arriva una voce che domanda: &amp;ldquo;chi è Calabrese?&amp;rdquo; (il cognome di Rachele). Rispondo &amp;ldquo;io&amp;rdquo;- &amp;ldquo;E&amp;rsquo; lei il papà?&amp;rdquo;, &amp;ldquo;si&amp;rdquo; rispondo ormai con una permanente sensazione di estraniazione dell&amp;rsquo;io abituale. Mi coprono con un camice e mi portano in una sala piena di strumentazioni, è una sala di una astronave dove si curano i decolli difficili di nuove vite. Una zona ermetica di accesso per pochi. Ci sono decine di culle termiche, incubatrici, dove dormono minuscoli esseri ancora in gestazione dentro le loro nuove placente. In una c&amp;rsquo;è Dudù, apparso dal vuoto del cosmo, arrivato su questa Terra difficile e meravigliosa. Si avvicina la dea delle nascite, alta e severa. Con voce calda mi spiega la funzione di quei tubicini che sono collegati al quel corpicino fragile ma determinato ad andare avanti, con quella espressione che è di Rachele. Abbraccio commosso questa Signora che vaga fra progetti di vita come il comandante di una astronave che oggi è atterrata qui per portarci un figlio delle stelle.&lt;/p>
&lt;p>E tutto questo è incluso nella bolla di benessere e protezione i cui limiti lontani sono continuamente segnalati dai bipbip dei messaggi in arrivo sul cellulare.&lt;/p>
&lt;p>Rachele sta benissimo, Dudù ha un tubetto in meno e respira e nel suo piccolo fa pipì, io credo di stare molto bene.&lt;/p>
&lt;p>vi invio un paio di foto&lt;/p>
&lt;p>e vi abbraccio dal profondo del cuore, amiche e amici tutti.&lt;/p>
&lt;p>Claudio&lt;/p></description></item></channel></rss>