<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Filosofia | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/filosofia/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/filosofia/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Filosofia</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 30 May 2024 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Filosofia</title><link>https://stefanocecere.com/tag/filosofia/</link></image><item><title>Regola Aurea</title><link>https://stefanocecere.com/post/regola-aurea/</link><pubDate>Thu, 30 May 2024 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/regola-aurea/</guid><description>&lt;p>La Regola aurea è alla base dell&amp;rsquo;atteggiamento umanista ed è una delle poche &lt;em>regole etiche di azione personale&lt;/em> e sociale che si ritrovano in moltissime culture del mondo:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Rabbino Hillel (intorno al 20 A.C): &amp;ldquo;Quello che non vorresti per te non farlo al tuo prossimo&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>Platone: &amp;ldquo;Mi sia concesso fare agli altri ciò che vorrei facessero a me&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>Confucio: &amp;ldquo;Non fare all&amp;rsquo;altro ciò che non ti piacerebbe fosse fatto a te&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>Massima giainista (india IV sec A.C.): &amp;ldquo;L&amp;rsquo;uomo deve sforzarsi di trattare tutte le creature come a lui piacerebbe essere trattato&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>Nel cristianesimo: &amp;ldquo;Tutte le cose che vorreste gli uomini facessero con voi, voi fatele con loro&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>Tra i sikh (India XV): &amp;ldquo;Tratta gli altri come vorresti che ti trattassero&amp;rdquo;.&lt;/li>
&lt;li>L&amp;rsquo;esistenza della regola aurea fu riscontrata da Erodoto in diversi popoli dell&amp;rsquo;antichità.&lt;/li>
&lt;li>Studi recenti hanno identificato nel concetto africano di &lt;strong>ubuntu&lt;/strong> un&amp;rsquo;altra versione dello stesso principio.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>La definizione della Regola Aurea per il Nuovo Umanesimo è: &lt;strong>&amp;ldquo;Tratta gli altri come vorresti essere trattato&amp;rdquo;.&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Perché sei qui?</title><link>https://stefanocecere.com/post/perche-sei-qui/</link><pubDate>Sat, 02 Sep 2023 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/perche-sei-qui/</guid><description>&lt;p>questo è probabilmente il mio meme definitivo&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/meme/why-are-you-here.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>I tre setacci di Socrate</title><link>https://stefanocecere.com/post/i-tre-setacci-socrate/</link><pubDate>Wed, 28 Apr 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/i-tre-setacci-socrate/</guid><description>&lt;p>Nell&amp;rsquo;antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?&lt;/li>
&lt;li>Un momento - rispose Socrate - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.&lt;/li>
&lt;li>I tre setacci?&lt;/li>
&lt;li>Ma sì - continuò Socrate - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?&lt;/li>
&lt;li>No&amp;hellip; ne ho solo sentito parlare&amp;hellip;&lt;/li>
&lt;li>Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?&lt;/li>
&lt;li>Ah no! Al contrario.&lt;/li>
&lt;li>Dunque - continuò Socrate - Vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell&amp;rsquo;utilità. E&amp;rsquo; utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?&lt;/li>
&lt;li>No, davvero.&lt;/li>
&lt;li>Allora - concluse Socrate - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile. Perché volevi dirmelo?&lt;br>
Morale: se ciascuno potesse meditare e mettere in pratica questo piccolo test, molto probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>Perdonare i peccatori è una cazzata</title><link>https://stefanocecere.com/post/perdonare-i-peccatori-e-una-cazzata/</link><pubDate>Sun, 17 Jan 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/perdonare-i-peccatori-e-una-cazzata/</guid><description>&lt;p>ripensando al mio post precedente, sui ladri che restituiscono la macchina, ho riesumato una mia accezione del tema del perdonare:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>chi sono io per perdonare te? non sono mica superiore. e se anche ti perdonassi, ovvero &amp;ldquo;ma si dai facciamo finta che non è successo niente mi hai chiesto scusa vero?&amp;rdquo; cosa cambia? al massimo posso riconoscere che siamo entrambi umani e commettiamo tutti errori.&lt;/li>
&lt;li>se c&amp;rsquo;è qualcosa che ti devo perdonare è perché hai commesso un errore che ha creato danni. e la cosa importante è che TU riconosca questo errore e voglia ripararlo.&lt;/li>
&lt;li>io posso solo riconoscere la tua consapevolezza e ammenda, e qui attuare una RICONCILIAZIONE, che è ben diverso dal perdonare.&lt;/li>
&lt;li>&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>purtroppo veniamo da un retaggio culturale dove si davano spesso colpe e onori ad entità esterne (facciamo la guerra per conto di Dio&amp;hellip; ero posseduto da un demonio, grazie a Dio ce l&amp;rsquo;ho fatta, etc ,etc)&lt;/p>
&lt;p>e sopratutto una diffusa concezione che &amp;ldquo;tranquillo Dio perdona tutti&amp;rdquo;&amp;hellip; ecco credo che un po&amp;rsquo; di revisione su questi temi non farebbe male&lt;/p></description></item><item><title>Amici di Gurdjieff</title><link>https://stefanocecere.com/post/amici-di-gurdjieff/</link><pubDate>Sat, 16 Jan 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/amici-di-gurdjieff/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2021/gurdjieff_featured.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>una domanda per gli amici virtuali:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>conoscete Gurdjieff?&lt;/li>
&lt;li>avete mai letto uno di questi libri?&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>lo chiedo perché è un personaggio ormai secolare, e sono curioso di quanti l’abbiamo scoperto, se se ne parla ancora, quanto è attuale.&lt;/p>
&lt;p>alcuni musicisti (ad esempio Battiato in Italia) l’hanno fatto conoscere. gli attuali Tlon si ispirano molto a lui. molti forse lo conoscono indirettamente, avendo egli sincretizzato moltissimo del pensiero psicologico contemporaneo.&lt;br>
se lo conoscete: cosa ne pensate?&lt;/p>
&lt;p>così, è giusto una curiosità, se volete ne possiamo chiacchierare nei commenti o ancora meglio in un caffè appena si diventa bianchi&lt;/p></description></item><item><title>Filosofia</title><link>https://stefanocecere.com/post/filosofia/</link><pubDate>Fri, 04 Dec 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/filosofia/</guid><description>&lt;p>
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2020/filosofia_featured.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;A rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria.&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>ricordo come ieri il giorno in cui leggendo i Frammenti di Novalis rimasi folgorato da questa frase. credo sia stata una delle frasi che più mi hanno segnato e guidato.&lt;/p></description></item><item><title>il vero dilemma del carrello</title><link>https://stefanocecere.com/post/il-vero-dilemma-del-carrello/</link><pubDate>Fri, 04 Dec 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/il-vero-dilemma-del-carrello/</guid><description>&lt;p>
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&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>lo conoscete tutti vero questo &amp;ldquo;dilemma&amp;rdquo; etico?&lt;br>
è un quesito di filosofia etica inventato 50 anni fa, ed è oggi sempre più citato in ambito Intelligenza Artificiale e macchine a guida autonoma:&lt;br>
&amp;ldquo;un tram si rompe e se prosegue la sua strada uccide 5 persone,&lt;br>
c&amp;rsquo;è solo la possibilità di cambiare il suo percorso dove ne ucciderebbe una sola.&lt;br>
cosa scegli di fare?&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>beh.. ora possiamo capire tutti la versione economica contemporanea 😉&lt;/p>
&lt;p>
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2020/dilemma-carrello.jpg" alt="dilemma del carrello classico" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>obiettivi esistenziali</title><link>https://stefanocecere.com/post/obiettivi-esistenziali/</link><pubDate>Tue, 24 Nov 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/obiettivi-esistenziali/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
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&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2020/capitani_featured.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;br>
tutti riconoscerete il primo. ma il secondo?&lt;/p>
&lt;p>solo a me il Capitano Flint ha ricordato più volte Walter White?&lt;/p>
&lt;p>cinematografia a parte, è affascinante ricordare quanto non siamo esseri &amp;ldquo;statici&amp;rdquo;,&lt;br>
e il nostro corpo è la cosa che cambia di meno, con il passare degli anni (ma purtroppo il corpo e l&amp;rsquo;estetica sono le cose di cui ci si preoccupa di più)&lt;br>
spesso il nostro passato è ricco di esperienze, incidenti o progetti, che ci danno una direzione e delle priorità di comportamento.&lt;/p>
&lt;p>a volte non sappiamo niente del passato di chi ci sta vicino, figuriamoci di chi ci sta lontano&lt;/p>
&lt;p>non solo giudichiamo frettolosamente, ma proprio non comprendiamo gli obiettivi esistenziali.&lt;/p>
&lt;p>forse non siamo più abituati ad avere obiettivi esistenziali e quindi diamo per scontato che non li abbia nessun altro, lasciando ampio spazio a chi cerca di tamponare i vuoti esistenziali con merci varie.&lt;/p>
&lt;p>di una cosa sola oggi sono certo: il nostro universo interno è la cosa più vasta e inesplorata che c&amp;rsquo;è. e al prossimo pelatino con pizzetto rossiccio che vedo, gli offro un caffè.&lt;/p>
&lt;p>NOTE x i posteri: il Capitano Flint è il protagonista della serie tv Black Sails.&lt;/p></description></item><item><title>Non lo so</title><link>https://stefanocecere.com/post/non-lo-so/</link><pubDate>Fri, 20 Nov 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/non-lo-so/</guid><description>&lt;p>A un ricevimento, una signora tormentava Einstein con domande a raffica.&lt;br>
“Secondo lei, l’uomo un giorno andrà sulla luna?”. “Non lo so”.&lt;br>
“Crede che nel sistema solare qualche pianeta sia abitato?”. “Non lo so”.&lt;br>
“Crede che l’anima sopravviva dopo la morte?”. “Non lo so”.&lt;br>
“Ma se a tutte le domande mi risponde ‘non lo so’, a che cosa le serve essere un grande scienziato?”.&lt;br>
E Einstein: “Mi serve a rispondere ‘non lo so’”.&lt;/p></description></item><item><title>la logica aristotelica</title><link>https://stefanocecere.com/post/la-logica-aristotelica/</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/la-logica-aristotelica/</guid><description>&lt;p>Per smascherare i furbi ricominciamo a studiare la logica aristotelica&lt;/p>
&lt;p>Per comprendere gli errori di ragionamento che ci impediscono giudizi corretti, e finiscono per tarare il discorso pubblico, favorendo i furbi, occorre conoscere alcuni fondamenti. Esistono due tipi di giudizio: il giudizio logico (vero/falso) e quello analogico (più-o-meno-vero-o-più-o-meno-falso). L’argomento logico mette in relazione una regola di implicazione, un caso e un risultato. Esistono tre tipi di argomento logico: deduzione, induzione, abduzione.&lt;/p>
&lt;p>La DEDUZIONE trae conseguenze certe:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>regola: Tutti gli esseri umani sono bipedi.&lt;/li>
&lt;li>caso: Il Papa è un essere umano.&lt;/li>
&lt;li>risultato: Il Papa è un bipede.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>L’INDUZIONE generalizza i dati:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>caso: Il Papa è un essere umano.&lt;/li>
&lt;li>risultato: Il Papa è un bipede.&lt;/li>
&lt;li>regola: Tutti gli esseri umani sono bipedi.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>L’ABDUZIONE formula un’ipotesi esplicativa:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>risultato: Il Papa è un bipede.&lt;/li>
&lt;li>regola: Tutti gli esseri umani sono bipedi.&lt;/li>
&lt;li>caso: Il Papa è un essere umano.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>L’abduzione è il ragionamento logico più frequente: ci serve a formulare ipotesi sulla realtà. Nella scienza, dall’ipotesi abduttiva si deducono le evidenze da trovare; per induzione si verifica l’ipotesi accumulando fatti e dati sperimentali; e se l’ipotesi non è confermata si ripete il ciclo inferenziale: abduzione, deduzione, induzione (Peirce, 1878). Il valore probativo dei sillogismi sta nella verità dei due enunciati iniziali, detti “premessa maggiore” e “premessa minore”; ma nessun sillogismo è conclusivo, perché non spiega come facciamo a sapere la premessa minore, cioè il dato di fatto del secondo enunciato, per esempio “Il Papa è un essere umano” (Dodgson, 1939).&lt;br>
L’argomento analogico è diverso da quello logico. Ne esistono varie specie affini, fra cui l’entimema (argomento retorico) e l’esempio, che per Aristotele definivano la retorica. A differenza dei sillogismi logici, nell’entimema una delle due premesse è solo probabile, non certa. L’esempio migliore è quello che sorprende: “Il mare puzza particolarmente negli stretti, nei punti di congiunzione, come il corpo che puzza alle ascelle” (Cecchi, 1976)&lt;br>
La persuasione retorica. Si persuade con argomenti, eloquenza e pathos. Gli argomenti logici, come abbiamo visto, usano il ragionamento deduttivo, induttivo, abduttivo. Oltre al ragionamento, un argomento si avvale di concessioni: sono le obiezioni che potrebbero essere sollevate rispetto alla conclusione. Le si concede all’inizio del discorso, per neutralizzarle subito con un argomento migliore. Poi, dato che le verità assolute sono rare, il meglio che si possa fare è partire da premesse accettate. Era il trucco argomentativo di Socrate: poneva una domanda, e usava la risposta dell’interlocutore come premessa accettata. Le premesse sono vulnerabili: se mostri che sono sbagliate, avrai distrutto il sillogismo: un modo è portare la premessa alle estreme conseguenze (reductio ad absurdum).&lt;br>
Le fallacie logiche sono errori di ragionamento in cui le premesse sono condivisibili, ma la conclusione è sbagliata. I tipi più comuni di fallacia deduttiva sono: la contraddizione (la conclusione contraddice le premesse); la petizione di principio (la conclusione dedotta da una premessa che è la conclusione stessa: “Perché non porti il cappello, come Dio prescrive?”. “Ma nella Bibbia non è scritto da nessuna parte”. “Come no? C’è scritto che Dio mandò Abramo nella terra promessa”. “Embè?”. “Come avrebbe potuto mandarcelo senza cappello?”).&lt;/p>
&lt;p>di Daniele Luttazzi, pubblicato sul
&lt;a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/09/02/per-smascherare-i-furbi-ricominciamo-a-studiare-la-logica-aristotelica/5917224/" target="_blank">FQ di oggi&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>NOTA MIA: fosse solo per gli articoli quotidiani del Luttazzi, vale la pena abbonarsi al Fatto Quotidiano. molto spesso pubblica studi e articoli ben al di là della satira (piacevole o meno)&lt;/p></description></item><item><title>Mother Nature. (doesn't need humans)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/06/mother-nature-doesnt-need-humans/</link><pubDate>Thu, 04 Jun 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/06/mother-nature-doesnt-need-humans/</guid><description>&lt;YouTube id="WmVLcj-XKnM" />
![video](https://youtu.be/WmVLcj-XKnM)
&lt;https://youtu.be/WmVLcj-XKnM></description></item><item><title>A cosa serve la matematica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2015/04/a-cosa-serve-la-matematica/</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2015 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2015/04/a-cosa-serve-la-matematica/</guid><description>&lt;p>ho diversi libri sulla matematica creativa o divertente ( Martin Gardner e John D. Barrow in primis).. ma non sapevo ancora della struttura di Weaire-Phelan (che sembrerebbe la miglior forma 3D per riempire lo spazio con oggetti di ugual volume e minor superficie di contatto).&lt;/p>
&lt;p>vi lascio in buon compagnia con Eduardo che in 10 minuti spiega tutto!&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;div class="jetpack-video-wrapper">
&lt;/div></description></item><item><title>La realtà non è come la vedi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/03/la-realta-non-e-come-la-vedi/</link><pubDate>Wed, 04 Mar 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/03/la-realta-non-e-come-la-vedi/</guid><description>&lt;p>_Da ieri non esistono più cani pericolosi. ma soltanto quelli &amp;ldquo;difficili&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>Due romeni criminali stupratori non sono più criminali nè stupratori.&lt;/p>
&lt;p>Berlusconi non ha detto quello che tutti pensavano avesse detto._&lt;/p>
&lt;p>già una meditazione semplice su queste tre frasine potrebbe cambire la vita a chi &lt;strong>non&lt;/strong> ha profondamente deciso di passare la propria esistenza:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>sulle spalle degli altri (da parassita o con un frustino in mano)&lt;/li>
&lt;li>con il complesso dello &amp;ldquo;schiavo&amp;rdquo; o dell&amp;rsquo;ingenuo&lt;/li>
&lt;li>da fuggiasco&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>&lt;strong>la realtà è questa: la coscienza influisce più della percezione.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se poi aggiungiamo che&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>non sappiamo di avere una coscienza&lt;/li>
&lt;li>non stiamo attenti a quello che percepiamo&lt;/li>
&lt;li>c&amp;rsquo;è un controllo e una manipolazione calcolatissima di tutto quello che ci fanno percepire…&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>il gioco diventa ineressante!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>però c&amp;rsquo;è la crisi&lt;/strong>, qualcuno dirà, la gente si accorgerà che ci hanno preso per il culo per secoli e ora ci si sveglia… invece la realtà è circa questa:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&amp;ldquo;Stanno&amp;rdquo; aiutando &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; a salvarci dalla &amp;ldquo;nostra&amp;rdquo; crisi, regalando miliardi (migliaia) dei &amp;ldquo;nostri&amp;rdquo; soldi a coloro che per decenni non hanno fatto altro che derubarci e fomentare la violenza.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>oggi chiudo qui con questa considerazione di un amico in risposta a dei personaggi che commentavano in modo osceno
&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=TyzhJUJfNF0" target="_blank">lo spot di introduzione alla marcia per la nonviolenza&lt;/a>
:&lt;/p>
&lt;blockquote>
&lt;p>La grande maggioranza del genere umano passa la propria vita senza ammazzare, ferire o violentare nessuno. Quindi tutto il discorso sulla natura umana violenta sembra una teoria che fa molto comodo a chi veramente sta facendo violenza, che sono quelli che controllano l&amp;rsquo;apparrato militare-industriale, chi controlla i centri finanziari e quello che rimane del potere dello stato nazionale.&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;p>per chiduere, dato che non posso non condividere qualcosa di divertente (così come &amp;ldquo;Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare&amp;rdquo;, abbasso i boriosi, i seriosi e tutti coloro che non amano il &amp;ldquo;boga-yoga&amp;rdquo; :p ) ecco cosa succede quando non si è proprio lucidi (accendi i sottotitoli in italiano se non sono già attivi di default e/o non capisci l&amp;rsquo;inglese!)&lt;/p>
&lt;p>bacia domani.&lt;/p></description></item><item><title>coincidenze, Gurdjieff e la morte</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/01/coincidenze-gurdjieff-e-la-morte/</link><pubDate>Tue, 10 Jan 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/01/coincidenze-gurdjieff-e-la-morte/</guid><description>&lt;p>la sinusite non mi è ancora passata, così ieri sera prendo il mio fido portatile per vedere un film a letto.&lt;/p>
&lt;p>tenendo il computer e un libro con due mani spingo la porta di camera e, avendo già spento tutte le luci di casa, mi richiudo la porta dietro di me con un piede.&lt;/p>
&lt;p>mi sistemo ma accidenti ho dimenticato di là il balsamo di tigre, vero amico del naso chiuso notturno.&lt;/p>
&lt;p>faccio per aprire la porta per uscire.. ma non si apre. riprovo due volte finché non rilevo che &lt;strong>è chiusa a chiave!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>subito dopo sento una sorta di brivido lungo la schiena (e così mi faccio una bella esperienza di Forza)&lt;/p>
&lt;p>ora:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>la chiave era inserita nella toppa interna alla camera&lt;/li>
&lt;li>per girarla ci vuole una certa forza, è abbastanza improbabile un giro automatico per sbattimento&lt;/li>
&lt;li>in due anni che vivo qui non ho mai chiuso a chiave questa porta&lt;/li>
&lt;li>sono sicuro di non averla toccata (non avrei neanche potuto farlo)&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>il libro che ho in mano è “&lt;strong>Il Monte Analogo&lt;/strong>” di René Dumal.. sapevo di averlo in libreria, comprato su consiglio di un amico siloista diversi anni fa.. dato che alcuni amici sudamericani lo hanno riscoperto in questi ultimi giorni, ed avendo ieri finito il fantastico “Contact” di Carl Sagan, mi è venuta voglia di rileggermi questa precisa avventura di ricerca metafisica, con tutta la simbologia della montagna.&lt;/p>
&lt;p>letto il primo capitolo non posso non pensare al “vecchio maestro”
&lt;a href="http://www.gurdjieff.it/" target="_blank">Ivanovic Gurdjieff&lt;/a>
e ricordarmi che proprio settimana scorsa un amico mi ha passato il file con il film di &lt;strong>“Incontri con uomini straordinari”&lt;/strong> (un vecchio libro ma che consiglio vivamente a tutti.. forse l&amp;rsquo;unico libro del Gurdji da leggere), di cui sapevo l’esistenza ma non avevo mai visto.&lt;/p>
&lt;p>essendo il film in inglese senza sottotitoli non sarebbe stato idoneo per le nostre cenevision di gruppo, e così ho iniziato a vederlo da solo. per ora ne ho visto solo la metà. è bellissimo. forse senza aver letto il libro non è facile da capire bene (ma ci sono scene che nel libro non appaiono, tipo la gara tra musicisti per far “risuonare la montagna” con la propria musica…)&lt;/p>
&lt;p>ad un certo punto il Gurdjieff bambino chiede &lt;strong>“padre cosa succede dopo la morte?”&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>“qualcuno pensa che non succeda niente, altri che l’anima immortale vada da qualche parte.&lt;/p>
&lt;p>io penso che, grazie a delle particolari (”nice“, dice veramente in inglese) esperienze, ci è possibile far nascere nello spirito qualcosa di nuovo, che persiste dopo la morte del corpo e che…”&lt;/p>
&lt;p>non so se vi è mai capitato di sentirvi prossimi alla morte o quantomeno di connettervi profondamente col tema.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>è un momento molto interessante, vero?&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>l'idiota</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/10/lidiota/</link><pubDate>Fri, 28 Oct 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/10/lidiota/</guid><description>&lt;p>&lt;em>da &amp;ldquo;La storia completa del mondo&amp;rdquo; di J.M.Roberts, paragrafo: La polis&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>La vita in una Polis era impegnativa ma anche stimolante. Emersero gradualmente i &amp;ldquo;politici&amp;rdquo;, oratori che nelle assemblee cercavano di pesuadere i loro concittadini. Non deve sorprendere allora che &lt;strong>i Greci giunsero a pensare che la Polis desse agli uomini la possibilità di essere se stessi&lt;/strong> - di sbrigare tutto il potenziale della vita umana - come nessun&amp;rsquo;altra organizzazione poteva fare.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;uomo, diceva un filosofo Greco, è una creatura fatta dalla natura per vivere in una polis.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>I Greci coniarono anche una parola per indicare un individuo che si autoemarginava, sprofondando in preoccupazioni del tutto personali, e che non si interessava alla vita comune: &amp;ldquo;L&amp;rsquo; IDIOTA&amp;rdquo;.&lt;/strong>&lt;/p></description></item><item><title>Umanesimo e Nuovo Mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/10/umanesimo-e-nuovo-mondo/</link><pubDate>Thu, 13 Oct 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/10/umanesimo-e-nuovo-mondo/</guid><description>&lt;p>#todo_img new_krur_64.gif&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>ieri sera in riunione (ebbene sì, se vuoi cambiare il mondo è bene organizzarsi e darsi un ritmo.. almeno una riunione alla settimana) tra molte cose abbiamo letto e discusso su ciò che segue.. leggete, gente, meditate, gente, interaginte, gente…&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>UMANESIMO E NUOVO MONDO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>ISTITUTO NAZIONALE DI BELLE ARTI, CITTA’ DEL MESSICO, MESSICO&lt;/p>
&lt;p>7 LUGLIO 1991&lt;/p>
&lt;p>Il tema di oggi, “Umanesimo e Nuovo Mondo”, deve essere collocato, anche se con brevi cenni, in un contesto adeguato. Quando si parla di “Umanesimo” generalmente ci si riferisce a quella corrente letteraria che ha nel &lt;strong>Petrarca&lt;/strong> il suo iniziatore e che si sviluppa parallelamente alla grande trasformazione operata dal &lt;strong>Rinascimento&lt;/strong>. Ma non è difficile comprovare come &lt;strong>in altre civiltà&lt;/strong> - ed anche in quelle più vicine alla civiltà europea - una serie di temi venga affrontata a partire da un &lt;strong>punto di vista analogo&lt;/strong> a quello degli Umanisti del Rinascimento. All’interno della cultura romana è &lt;strong>Cicerone&lt;/strong> il rappresentante più conosciuto di questa tendenza. Dall’epoca del Rinascimento europeo, &lt;strong>gli umanisti non solo hanno attribuito all’essere umano lo statuto di soggetto e di generatore degli eventi storici ma lo hanno collocato al centro di tutte le attività fondamentali.&lt;/strong> L’essere umano è divenuto anche il gradino più alto di un’assiologia che potremmo riassumere efficacemente con la frase: &lt;strong>“Niente al di sopra dell’uomo e nessun uomo al di sopra di un altro”&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>E’ soprattutto durante il Rinascimento, nella lotta contro l’oscurantismo intrapresa dall’Arte e dalla Scienza, che il termine “umanesimo” acquista la sua reale dimensione. Sarebbe francamente superfluo ricordare qui l’opera di &lt;strong>Pico della Mirandola&lt;/strong> o di &lt;strong>Giordano Bruno&lt;/strong> o, naturalmente, quella di &lt;strong>Galileo&lt;/strong>: figure di culto per gli umanisti di oggi. Essi subirono tutti la persecuzione da parte di un sistema che mutilava la dimensione reale dell’essere umano collocando al di sopra di tutto la divinità e quindi le figure vicarie di questa: il principe, lo Stato, le leggi.&lt;/p>
&lt;p>L’irrompere dell’umanesimo sconvolge questa scala di valori. L’umanesimo mette al centro della scena l’anima e il corpo dell’essere umano prendendo in prestito, il più delle volte, &lt;strong>concezioni proprie del paganesimo greco-romano&lt;/strong>, a sua volta fortemente influenzato dalle &lt;strong>scuole&lt;/strong> di pensiero &lt;strong>neo-platonica&lt;/strong> e &lt;strong>neo-pitagorica&lt;/strong>. Un formidabile dibattito si sviluppa nella vecchia Europa, la cui sfera d’influenza si estende in quello stesso periodo alle Americhe. Ma come ben sappiamo, la colonizzazione e la conquista non vengono portate avanti sulla base di quegli elementi di progresso che si stavano facendo strada nei circoli europei più avanzati ma solo con la brutalità e con l’ideologia dominante, che a quel tempo era oscurantista e fondata sulla monarchia per diritto divino. L’Inquisizione e la persecuzione del libero pensiero raggiungono le nuove terre; ma, insieme a queste, e per il momento in modo non direttamente visibile, arrivano anche le idee che faranno da detonatore alla Rivoluzione Francese ed alle guerre e rivoluzioni grazie alle quali l’America diventerà indipendente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>E’ proprio lo svilupparsi della visione umanista, antropocentrica, ad inaugurare la modernità&lt;/strong>; visione che non si esprime ormai solamente nell’arte e nella scienza ma che arriva a toccare la sfera politica dell’epoca, s&lt;strong>fidando apertamente la monarchia ed il potere ecclesiastico&lt;/strong>. Sia che si subisca il fascino di quel periodo, che in Occidente apre la strada all’età delle rivoluzioni, sia che lo si rifiuti, andrà comunque riconosciuto il contributo tutto speciale che vi apportò l’Umanesimo.&lt;/p>
&lt;p>Oggi, al tramonto delle rivoluzioni, anche quell’umanesimo, così vitale, pare tramontare, spinto via dalla forza di una tecnologia che sembra essere riuscita ad assorbire la trasformazione rivoluzionaria delle strutture economico-sociali, a spogliare il discorso politico di ogni capacità di comunicazione ed a sostituire alle idee di Fraternità e Solidarietà l’economia della competizione, le cosiddette leggi di autoregolazione del mercato e le nude e crude variabili della macroeconomia. Parallelamente viene proposta una nuova scala di valori: una scala vuota, in cui all’essere umano in quanto tale è negato il livello più alto, che spetta ora al culto del denaro. Nella mitologia contemporanea esiste ovviamente un’ideologia che giustifica questa operazione: è l’ideologia della Fine delle Ideologie e della Fine della Storia, nella quale sentiamo risuonare l’eco delle idee del pragmatismo che hanno fatto la loro comparsa verso la metà del secolo scorso.&lt;/p>
&lt;p>A mio parere questo pragmatismo filosoficamente tanto elementare - sostenuto da un neo-darwinismo che zoologizza la società con la sua concezione della lotta per la sopravvivenza che premia il più adatto - sta prendendo piede non tanto per le sue eccezionali qualità intrinseche quanto per il &lt;strong>crollo&lt;/strong>, dovuto all’azione di molteplici fattori, &lt;strong>dei grandi sistemi di pensiero&lt;/strong>. E’ veramente un vuoto enorme quello lasciato dalla disgregazione dei sistemi di pensiero strutturati; vuoto che può essere riempito da qualsiasi cosa di qualità inferiore che sia in grado di soddisfare gli interessi di coloro che controllano i meccanismi dell’economia.[…]&lt;/p>
&lt;p>Pertanto, l**’umanesimo di oggi, se intende essere coerente, non può che considerarsi libertario, solidale, attivo ed impegnato nella realtà sociale: esso non può contrapporre in alcun modo l’arte alla scienza, né commettere l’errore di identificare l’arte con l’umanesimo e la scienza con la tecnologia.** Deve considerare entrambi i termini inerenti al processo di evoluzione culturale dell’umanità ed aver chiaro il fatto che determinati aspetti della tecnologia altro non sono se non strumenti al servizio di quanti detengono il potere economico. […]&lt;/p></description></item></channel></rss>