<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Genitorialità | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/genitorialita/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/genitorialita/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Genitorialità</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 25 Jun 2021 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Genitorialità</title><link>https://stefanocecere.com/tag/genitorialita/</link></image><item><title>Adolescenza e società contemporanea: problemi educativi e possibili soluzioni</title><link>https://stefanocecere.com/post/adolescenza-societa-contemporanea/</link><pubDate>Fri, 25 Jun 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/adolescenza-societa-contemporanea/</guid><description>&lt;p>Quella che segue è una elaborazione personale basata su alcuni studi e molte riflessioni, senza la pretesa di essere uno studio rigoroso e tantomeno completo.&lt;br>
Ho colto l&amp;rsquo;occasione di questo esame universitario per fare un mio punto sulla situazione dal punto di vista di educatore, di genitore e di cittadino terrestre.&lt;/p>
&lt;h2 id="introduzione">Introduzione&lt;/h2>
&lt;p>L&amp;rsquo;adolescenza è una fase dell&amp;rsquo;esistenza umana che ha delle caratteristiche precise comuni, intrinseche allo sviluppo fisico, psichico e di relazione con il mondo esterno.&lt;/p>
&lt;p>Negli ultimi cinquant&amp;rsquo;anni ci sono stati molti cambiamenti nella nostra società, nella famiglia, nella tecnologia, nelle città e nell&amp;rsquo;economia, risolvendo alcuni problemi e creandone di nuovi. Anche il mondo in cui si sviluppano gli adolescenti (le ragazze e i ragazzi dai 13 ai 17 anni) non è esente da nuovi problemi.&lt;/p>
&lt;p>Non mi concentrerò sui temi universali, quanto su quelli più inerenti ai cambiamenti e alle novità del momento attuale e più legati al mondo dell&amp;rsquo;educazione. Per farlo è però necessario uno sguardo che abbracci la complessità e la delicatezza della situazione, per questo accennerò anche a questioni più propriamente socio-pedagogiche.&lt;/p>
&lt;h2 id="cambiamenti">Cambiamenti&lt;/h2>
&lt;p>Dagli anni &amp;lsquo;70 sono avvenuti molti cambiamenti in diverse aree dello sviluppo adolescenziale.&lt;/p>
&lt;h3 id="famiglia-e-genitorialità">Famiglia e genitorialità&lt;/h3>
&lt;ul>
&lt;li>il passaggio da una &lt;strong>famiglia &amp;ldquo;normativa&amp;rdquo;&lt;/strong> che fa rispettare ad un figlio &amp;ldquo;oggetto&amp;rdquo;, spesso generato per necessità o casualità, delle norme prestabilite con due ruoli di madre e padre ben definiti e diversi, ad una &lt;strong>famiglia &amp;ldquo;affettiva&amp;rdquo;&lt;/strong> dove il figlio &amp;ldquo;desiderato&amp;rdquo; è considerato parte integrante di un progetto di vita e riceve la cura affettiva di entrambi i genitori in un nuovo rapporto e con ruoli meno definiti, sopratutto quello paterno.&lt;/li>
&lt;li>dalla famiglia tradizionale &amp;ldquo;papà lavoro - mamma casalinga&amp;rdquo; con molti figli e una grande casa con nonni e parenti intorno, si passa a &lt;strong>famiglie più destrutturate&lt;/strong>, mono-genitoriali, separate, con entrambi genitori lavoratori, figli unici, migrate in altre città.&lt;/li>
&lt;li>cambia la &lt;strong>formazione dei genitori&lt;/strong> che non possono più riprodurre i vecchi modelli, ma non ne conoscono di nuovi né è facile per loro individuare certezze pedagogiche.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h3 id="società-e-multiculturalità">Società e multiculturalità&lt;/h3>
&lt;p>La società è diventata &lt;strong>planetaria e multiculturale&lt;/strong>, con forti differenze economiche, educative, culturali e sociali.&lt;/p>
&lt;h3 id="spazi-urbani">Spazi urbani&lt;/h3>
&lt;p>E&amp;rsquo; continuata la migrazione dalle campagne alle città, ma i palazzi hanno perso i cortili, diventati parcheggi o giardini intoccabili.&lt;br>
Nonostante ci siano sempre più parchi e giardini per la libera aggregazione, hanno iniziato a scomparire le comunità educanti intorno alle famiglie, dagli oratori ai circoli ricreativi ai parenti stretti.&lt;/p>
&lt;h3 id="spazio-virtuale-e-social-networks">Spazio virtuale e social networks&lt;/h3>
&lt;p>Il mondo virtuale è diventato una &amp;ldquo;realtà&amp;rdquo; quotidiana, quasi una seconda casa per tutti gli adolescenti (soprattutto con la diffusione massiva degli smartphones dal 2010) e i social networks sono usati da più del 70% dei ragazzi. Aumento considerevole anche del tempo per i videogiochi multigiocatore online.&lt;/p>
&lt;h3 id="velocità-e-conoscenza">Velocità e conoscenza&lt;/h3>
&lt;p>Con tutta l&amp;rsquo;informazione, i media e la conoscenza su Internet, le mode e le idee si diffondono istantaneamente a tutti. Non c&amp;rsquo;è più il tempo della riflessione e della elaborazione personale.&lt;br>
I saperi tradizionali non servono più per inserirsi nel mondo del lavoro, salvo trovare lavori sottopagati e poco gratificanti, non ancora automatizzati perché costa più un robot che un umano, oppure vengono richieste altissime competenze creative e tecnologiche in competizione su tutto il pianeta.&lt;/p>
&lt;h3 id="politica-ambiente-e-futuro">Politica, ambiente e futuro&lt;/h3>
&lt;p>La politica ha perso il fascino dei valori, dell&amp;rsquo;esempio, delle grandi visioni. La distanza tra super ricchissimi e poveri continua ad aumentare e nonostante le apparenti preoccupazioni, il tema dell&amp;rsquo;ambiente e della sostenibilità delle politiche economiche è preoccupante e oscura il futuro, a cui solo pochi tecno-entusiasti guardano con ottimismo.&lt;br>
Si sta diffondendo il mito dello Spazio e della civiltà multi-planetaria, che da un lato entusiasma e dall&amp;rsquo;altro segna una visione pessimista per la Terra.&lt;/p>
&lt;h3 id="individualismo-e-consumismo">Individualismo e consumismo&lt;/h3>
&lt;p>Siamo ancora in una fase molto individualista, dove il motto è &amp;ldquo;ognuno pensi e salvi se stesso&amp;rdquo; e tutto gira intorno ai consumi e agli indici di produzione, alla ricerca di unicità e di protagonismo.&lt;/p>
&lt;h2 id="problematiche">Problematiche&lt;/h2>
&lt;h3 id="un-sistema-nervoso-debole">Un sistema nervoso debole&lt;/h3>
&lt;p>I dati sul consumo di psicofarmaci, antidepressivi, ansiolitici, anche tra i giovani, sono un segnale che conferma la realtà di una crescente fragilità del sistema psichico umano, non più in grado di adeguarsi o reggere il mondo esterno.&lt;/p>
&lt;h3 id="sviluppo-del-corpo">Sviluppo del corpo&lt;/h3>
&lt;p>L&amp;rsquo;adolescenza inizia con la pubertà, con lo sviluppo e cambiamento del corpo. Oggi sono cambiati drasticamente i modelli di bellezza, la velocità dei paragoni, la facilità di modificarsi (sia virtualmente che realmente).&lt;/p>
&lt;h3 id="ricerca-del-pericolo">Ricerca del pericolo&lt;/h3>
&lt;p>Insieme al corpo si scopre anche la mortalità del corpo, e la mancanza di una &amp;ldquo;cultura della morte&amp;rdquo; porta a cercare risposte e a reagire alla morte o all&amp;rsquo;accettazione della propria mortalità, magari con azioni potenzialmente pericolose o spaventose.&lt;/p>
&lt;h3 id="depressione-ansia-autolesionismo-e-suicidio">Depressione, ansia, autolesionismo e suicidio&lt;/h3>
&lt;p>La richiesta continua di risultati e di successo (a scuola come nello sport), il non accettare o non sentirsi bene con il proprio corpo, con gli altri, con la società, con la famiglia, porta a depressione, ansia, bassa autostima, abbandonandosi all&amp;rsquo;isolamento e alla solitudine.&lt;br>
Queste stati possono indurre comportamenti auto-lesionistici verso il proprio corpo, a &lt;strong>disturbi dell&amp;rsquo;alimentazione&lt;/strong> come la bulimia e l&amp;rsquo;anoressia. Aggravanti psico-sociali possono portare al suicidio.&lt;/p>
&lt;h3 id="fama">Fama&lt;/h3>
&lt;p>Tutto il sistema mediatico e sociale vive di &amp;ldquo;modelli altissimi&amp;rdquo; e di strumenti per dare la possibilità ad ognuno di raggiungerli attraverso la creatività, la fortuna, la stupidità, la sessualità, l&amp;rsquo;emulazione, le amicizie, il narcisismo, la competizione. Diventare &amp;ldquo;famosi&amp;rdquo; per 5 minuti è il nuovo desiderio di molti adolescenti.&lt;/p>
&lt;h3 id="attività-motorie-e-agonismo">Attività motorie e agonismo&lt;/h3>
&lt;p>Si è persa la dimensione del libero gioco motorio e fin dall&amp;rsquo;infanzia le attività &amp;ldquo;sportive&amp;rdquo; sono sempre più improntate sull&amp;rsquo;agonismo e sulla performance.&lt;br>
Questo ha notevoli effetti negativi anche neurologici, con addirittura una riduzione di tessuto neurale essenziale alla consapevolezza di sé stessi e del proprio corpo.&lt;/p>
&lt;h3 id="comunicazione">Comunicazione&lt;/h3>
&lt;p>La comunicazione è sempre più superficiale o pragmatica, retro-alimentando la difficoltà di sane discussioni sulla ricerca della verità, dell&amp;rsquo;intimità e del senso della vita.&lt;/p>
&lt;h3 id="dimensione-sacro-religiosa">Dimensione sacro-religiosa&lt;/h3>
&lt;p>C&amp;rsquo;è chi discute se era meglio una religiosità formale o il nulla attuale.&lt;br>
Fatto sta che la dimensione del sacro e della religione è sempre più assente dalla vita personale e sociale. Anche le pratiche di introspezione sono promosse più come tecniche di rilassamento fisico temporaneo che non come filosofia di vita e lavoro su se stessi.&lt;/p>
&lt;h3 id="bullismo-e-cyberbullismo">Bullismo e cyberbullismo&lt;/h3>
&lt;p>La convivenza di forti diversità e stati di debolezza psichica che richiedono compensazioni, portano al bullismo. E&amp;rsquo; in crescita anche nel mondo virtuale (cyberbullismo), amplificato dall&amp;rsquo;eventuale anonimia e rinforzato dalle maschere inibitorie della distanza.&lt;/p>
&lt;h3 id="dipendenza">Dipendenza&lt;/h3>
&lt;p>In 10 anni si sono diffuse oltre 600 nuove sostanze stupefacenti sintetiche e il consumo di droghe tra gli adolescenti è crescente.&lt;br>
Anche le tecnologie digitali e i videogiochi creano sempre più dipendenze (a volte intenzionate dai progettisti) e disturbi psicologici collaterali.&lt;/p>
&lt;h3 id="paranoie-e-paure">Paranoie e Paure&lt;/h3>
&lt;p>Sono ancora troppe le paranoie sull&amp;rsquo;incapacità dei ragazzi di sapersela cavare o le paure che succeda loro chissà cosa. Sembra quasi di vivere nella &amp;ldquo;società della paura&amp;rdquo; del mondo esterno con ragazzi di tredici anni ancora accompagnati in macchina ovunque.&lt;br>
Sono famosi i genitori &lt;em>ombrello&lt;/em> o &lt;em>elicottero&lt;/em>, i primi che proteggono da tutto e i secondi che si precipitano alla minima difficoltà. Tutto questo innesca senso di insicurezza e rifugio nei mondi virtuali.&lt;/p>
&lt;h3 id="guide">Guide&lt;/h3>
&lt;p>Se sono spariti i modelli sociali e i genitori non sono più in grado di fare da guida, queste vengono cercate altrove: influencers, youtubers, idoli vari, spesso catapultati alla celebrità per caso e senza alcun interesse e consapevolezza pedagogica.&lt;/p>
&lt;h3 id="pressioni-socio-culturali-scolastiche">Pressioni socio-culturali-scolastiche&lt;/h3>
&lt;p>La scuola che dà voti con comparazione ai decimali, la misurazione dell&amp;rsquo;altezza e peso, le aspettative e le ricompense in caso di eccellenza, sistemi di competitori che premiano i vincitori, sono tutte situazione che disorientano e condizionano molto, spingendo ulteriormente alla competizione o suo al suo rifiuto, all&amp;rsquo;omologazione o alla ribellione.&lt;/p>
&lt;p>Rimanendo nel mondo scolastico c&amp;rsquo;è anche da considerare il crescente scollamento tra le discipline insegnate e la realtà sociale e lavorativa. Per quanto le scuole si stiano aggiornando, c&amp;rsquo;è ancora un atteggiamento sanzionatorio verso gli errori, non si cura adeguatamente il tema della persuasione e della motivazione a studiare, si usano strumenti e linguaggi antichi, obsoleti, ci sono ancora molti pregiudizi.&lt;/p>
&lt;h2 id="alcune-soluzioni">Alcune soluzioni&lt;/h2>
&lt;p>Se c&amp;rsquo;è una cosa da tenere conto è che l&amp;rsquo;educazione non si può improvvisare, tanto nel mondo genitoriale quando scolastico.&lt;br>
Nei sistemi complessi e dinamici non c&amp;rsquo;è una soluzione precisa, ma il primo passo è iniziare a parlare apertamente dei problemi e sperimentare delle direzioni che riteniamo interessanti.&lt;/p>
&lt;h3 id="media-education">Media education&lt;/h3>
&lt;p>Internet e le tecnologie digitali non vanno colpevolizzate, ma studiate, comprese usate in modo consapevole e valorizzate. Anche i media, i social media e i videogiochi, tutte novità che se usate bene provvedono molti più vantaggi che svantaggi. I genitori devono fare il primo passo per indirizzare e saper controllare quando serve, e le scuole consigliare percorsi adeguati.&lt;/p>
&lt;h3 id="riconoscere-gli-errori">Riconoscere gli errori&lt;/h3>
&lt;p>Come educatori dobbiamo riconoscere alcuni errori comuni e cercare di non riprodurli:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>la punizione in caso di errore o disobbedienza&lt;/li>
&lt;li>il ricatto affettivo per ottenere qualcosa&lt;/li>
&lt;li>l&amp;rsquo;ipocrisia per manipolare o strumentalizzare&lt;/li>
&lt;li>tarpare le ali alla creatività o nuove idee&lt;/li>
&lt;li>rifiutare il confronto alla pari&lt;/li>
&lt;li>comparare sempre tutto con gli altri&lt;/li>
&lt;li>drammatizzare o banalizzare i problemi&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h3 id="accettazione-fiducia-e-sicurezza">Accettazione, fiducia e sicurezza&lt;/h3>
&lt;p>Innanzitutto arrivare ad una profonda accettazione della situazione, dei ragazzi e della loro diversità personale. Anche proclamare la propria ignoranza su alcune questioni può agevolare la fiducia reciproca.&lt;br>
Bisogna far sentire loro che ci fidiamo, che li capiamo e apprezziamo per come sono, incoraggiandoli a migliorare più che puntualizzarne errori e difetti.&lt;br>
Non trasmettere le nostre insicurezze, anzi cercare e infondere sicurezza nel mondo in cui viviamo, che per quanto possa sembrare pericoloso e instabile, è mille volte più sicuro e solidale di quello di un secolo fa.&lt;/p>
&lt;h3 id="dialogo">Dialogo&lt;/h3>
&lt;p>Imparare a dialogare su temi importanti, complessi, esistenziali, sociali, intellettuali, spirituali. Senza un atteggiamento da &amp;ldquo;maestro&amp;rdquo; ma con umile e sentito interesse a parlare ed ascoltare alla pari.&lt;/p>
&lt;h3 id="scuola">Scuola&lt;/h3>
&lt;p>La scuola è il primo e più importante luogo di socializzazione &amp;ldquo;controllato&amp;rdquo; e bisogna valorizzarla a tutti livelli.&lt;br>
Oltre alle questioni meramente didattiche e di sviluppo delle competenze trasversali, può dare avvio a meta-progetti che includano sia la messa in pratica delle conoscenze disciplinari che la necessità di lavorare in gruppo e risolvere problemi nuovi. La possibilità di avere sempre un tutor preparato a queste dinamiche permette di agevolare i processi (cosa non automatica negli spazi informali o progetti liberi).&lt;br>
Bisogna valorizzare più l&amp;rsquo;impegno e i progressi che non i risultati, senza medie aritmetiche, punizioni ingiustificate, competizioni di performance. Benvenga la sana e amichevole competizione.&lt;br>
Si dovrebbe instaurare un migliore rapporto collaborativo tra i ragazzi e tra gli insegnati e i genitori.&lt;br>
Sarebbe inoltre opportuno introdurre una minima formazione pedagogica e psicologica tra gli insegnanti (che dalla secondaria di primo grado non sono più requisiti) e anche qualche base tra i ragazzi e i genitori.&lt;/p>
&lt;h3 id="spazi-di-aggregazione-e-didattica-ludica">Spazi di aggregazione e didattica ludica&lt;/h3>
&lt;p>Cercare di promuovere i centri di quartiere, le ludoteche, gli spazi ricreativi, i circoli socio-culturali dove i ragazzi possano non solo ritrovarsi, ma studiare, giocare e creare insieme, magari con la disponibilità in loco di esperti in didattica ludica.&lt;br>
Sul tema ludico ci sarebbe da aprire un capitolo a sé, ma possiamo sintetizzarlo in &amp;ldquo;impariamo a giocare di più e meglio&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;h3 id="condivisione-e-altruismo">Condivisione e altruismo&lt;/h3>
&lt;p>Far capire il &amp;ldquo;circuito della condivisione&amp;rdquo; con cui si sviluppa la nostra società delle conoscenza. Più io condivido le mie virtù, le mie idee, i miei pensieri, più altri possono giovarne, crescere e condividere a loro volta.&lt;br>
Non temere di aiutare gli altri quando sono in difficoltà o commettono errori, anche quando non osano chiedere aiuto, uscendo da quell&amp;rsquo;atteggiamento individualista di &amp;ldquo;farsi solo i fatti propri&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;h3 id="figura-paterna">Figura paterna&lt;/h3>
&lt;p>E&amp;rsquo; importante lo sviluppo di una nuova figura paterna, un &amp;ldquo;papà 2.0&amp;rdquo; rinnovato per questa era, che la conosca e sappia garantire vicinanza emotiva, adeguatezza intellettuale e autorevolezza.&lt;/p>
&lt;h3 id="valorizzare-la-creatività">Valorizzare la creatività&lt;/h3>
&lt;p>Senza incoraggiare alla competitività e all&amp;rsquo;illusione del successo, anzi valorizzando i fallimenti, magari condividendo l&amp;rsquo;auto-ironia, cerchiamo di supportare l&amp;rsquo;immensa creatività dei ragazzi, dando loro spazi e libertà. Nessuno sa cosa troveremo in futuro, ma di certo saper osservare e creare è una virtù che ci servirà.&lt;/p>
&lt;p>Stefano Cecere&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;h2 id="bibliografia">Bibliografia&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Bettelheim B., &lt;em>Un genitore quasi perfetto&lt;/em>, 1987&lt;/li>
&lt;li>Biondi G., &lt;em>La scuola dopo le nuove tecnologie&lt;/em>, 2007&lt;/li>
&lt;li>Cambi F., &lt;em>Pedagogia generale. Identità, percorsi, funzioni&lt;/em>, 2009&lt;/li>
&lt;li>Lancini M., &lt;em>Adolescenti navigati&lt;/em>, 2015&lt;/li>
&lt;li>Telefono Azzurro / DoxaKids, &lt;em>Osservatorio Adolescenti: pensieri, emozioni e comportamenti dei ragazzi di oggi&lt;/em>, 2014,
&lt;a href="https://azzurro.it/wp-content/uploads/2020/08/Doxa2014.pdf" target="_blank">https://azzurro.it/wp-content/uploads/2020/08/Doxa2014.pdf&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h2 id="sitografia">Sitografia&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Generazioni Connesse -
&lt;a href="https://www.generazioniconnesse.it" target="_blank">https://www.generazioniconnesse.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Telefono Azzurro -
&lt;a href="https://azzurro.it" target="_blank">https://azzurro.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>La necessità di una pedagogia famigliare, dialogo e gioco per una generazione umanista</title><link>https://stefanocecere.com/post/pedagogia-genitori-dialogo-gioco-umanista/</link><pubDate>Tue, 22 Jun 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/pedagogia-genitori-dialogo-gioco-umanista/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>Abstract&lt;/strong>: Non è automatico né facile diventare dei bravi genitori adatti al momento storico attuale e non si può delegare la formazione dei figli solo alla scuola o alla riproduzione dei modelli con cui si è cresciuti. L&amp;rsquo;ambito famigliare e virtuale devono arricchirsi di strumenti e idee per diventare luoghi di crescita, e il gioco e il dialogo attivo possono aiutare molto.&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;h2 id="nuovi-genitori-vecchi-modelli-diverso-mondo">Nuovi genitori, vecchi modelli, diverso mondo&lt;/h2>
&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;Quando nasce un figlio nasce un anche un genitore&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Che esseri delicati, i bambini, che richiedono un periodo così lungo di accudimento e formazione, prima di essere indipendenti. Qualsiasi altro animale ci guarderebbe con interrogazione: &amp;ldquo;ma quanto è complessa la vostra società e il vostro cervello per richiedere così tanti anni, se noi dopo pochi mesi o addirittura settimane siamo già autonomi?&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>Se non fossi diventato padre tredici anni fa, con un bis sette anni dopo, probabilmente ora non starei scrivendo queste parole e non sarei così preoccupato e interessato al mondo genitoriale.&lt;br>
Per quanto si facciano figli con crescente responsabilità e attenzione, una delle cose che si scopre diventando genitori è che non c&amp;rsquo;è un libretto di istruzioni, né una preparazione alla nuova esistenza in cui ci mutiamo, se non per qualche corso pre-parto che ha poco a che vedere con la pedagogia, sopratutto per noi padri.&lt;br>
Ci si accorge presto quanto il mondo sia cambiato da quando eravamo neonati noi: la società, i ritmi, le relazioni, le distanze famigliari, le pratiche e usanze. Lo notiamo anche confrontando quanto alcuni vecchi precetti ci sembrino assurdi (&amp;ldquo;non correre che sudi!&amp;rdquo;, &amp;ldquo;non salire sull&amp;rsquo;albero che ti fai male!&amp;rdquo;, &amp;ldquo;zitto e buono!&amp;rdquo;, &amp;ldquo;tu sei maschio e non devi vestirti con il rosa&amp;rdquo;), per non parlare dei temi sulla punizioni, sull&amp;rsquo;autorità, sulle ricompense, sull&amp;rsquo;imporre ai bambini i nostri modelli, il &amp;ldquo;confronto con gli altri&amp;rdquo;, il sembrare in ordine, la convenzione di andare in Chiesa. Poi accendi la televisione (sempre che la si abbia ancora) e trovi canali di cartoni animati 24h su 24, programmi che ai nostri tempi erano inopportuni lì in prima serata, per non parlare poi dei tablet/cellulari e devices vari che sono diventate le vere panacee per ogni situazione di scoraggiamento. &lt;br>
Lo spaesamento lo vediamo anche dai nonni/nonne che non si ritrovano più molto a loro agio, i loro modelli (a loro volta ereditati quasi manieristicamente dai loro genitori) suonano anacronistici oppure inadatti.&lt;br>
Ci danno ragione gli sviluppi della pedagogia e di tutto il corollario delle scienze umane (psicologia, sociologia, scienze cognitive) che negli ultimi decenni hanno ribaltato le precedenti concezioni. Anche la politica se ne è accorta, e cito giusto una data che mi ha impressionato: la carta internazionale dei diritti del bambino, che ne sancisce ad esempio il diritto al gioco, è del 1989!&lt;/p>
&lt;h2 id="essere-buoni-genitori-una-pedagogia-minima">Essere buoni genitori: una pedagogia minima&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>attento a dove vai&lt;/li>
&lt;li>no, stai attento dove vai tu, papà, perché io seguo le tue orme.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Nel momento in cui si realizza quanto i figli imparino osservandoci, sopratutto quando non cerchiamo di insegnare loro direttamente qualcosa, potremmo iniziare a stare più attenti al nostro comportamento, magari domandandoci perché ci comportiamo o pensiamo in un determinato modo: &amp;ldquo;perché faccio così?&amp;rdquo; (lo so, domandarsi sul proprio pensiero è appannaggio della filosofia, ma non è inopportuno condividere la questione, anzi serve più filosofia ovunque)&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; tacito che tutti i genitori desiderino il meglio per i propri figli ma forse non è scontato che tutti i genitori desiderino diventare dei &lt;em>bravi&lt;/em> genitori, non arrendendosi al proprio &amp;ldquo;sono fatto così&amp;rdquo; o al caso. Dobbiamo allora capire come valutare la nostra bravura e sopratutto cosa sia davvero il meglio per i ragazzi.&lt;br>
E qui entra in gioco il cosa pensiamo che siano i bambini, quali pregiudizi abbiamo su quello che pensiamo possano capire o realizzare, cosa vogliamo davvero da loro. Una domanda banale sarebbe: che diventino come noi? che ci completino? che fioriscano nella propria diversità?&lt;/p>
&lt;p>Un aneddoto che mi aveva colpito molto è questo: già a pochi mesi dalla nascita, parlavo a mio figlio in modo normale, usando anche frasi complete, esprimendo pensieri, facendo domande, cantando storie. Sapevo che probabilmente non capiva tutto, ma ero sicuro che la vicinanza, la gestualità, il tono della voce, il cercare di usare parole chiare, fossero comprese dal suo sguardo attento. Un amico un giorno mi disse: &amp;ldquo;tu non gli parli inventandoti i versetti scemi che fanno quasi tutti con i neonati e che secondo me ritarda il loro sviluppo. Se solo imitassero quello che vedono, chi parla loro scimmiottando e sguanciottandoli veemente fa solo danni&amp;rdquo;. Ci pensai molto.&lt;/p>
&lt;p>E iniziai a porre attenzione a cosa facevo e come mi relazionavo con quella piccola coscienza che si stava sviluppando, e ricordo il momento in cui realizzai che era molto più sensibile e intelligente di quanto avessi mai pensato, arrivando ad intuire quello che poi scoprii essere il principio della &amp;ldquo;pedagogia bianca&amp;rdquo;: un bambino non è una cosa da controllare e riempire di concetti e regole, ma una coscienza ed un&amp;rsquo;intelligenza in auto sviluppo, e l&amp;rsquo;ambiente circostante e la relazione con gli altri sono gli attori principali.&lt;br>
Non è neanche un &amp;ldquo;piccolo uomo in miniatura&amp;rdquo; come può essere un cavallino che appena nato è già quasi al galoppo.&lt;/p>
&lt;p>Un antico detto tibetano che avevo letto da giovane che mi tornò fortemente: &amp;ldquo;un maestro buddista dice: datemi un bambino per i primi 6 anni di vita, poi potrete riprenderlo e farne ciò che volete&amp;rdquo;. Ovvero la coscienza base, i meccanismi mentali di relazione, connessione e risposta di un essere umano si formano nella prima infanzia e rimangono impresse in profondità caratterizzando tutta la vita.&lt;/p>
&lt;p>Era quindi necessario saperne qualcosa di più e per quanto possibile fare attenzione. E forse anche studiare quei minimi elementi di pedagogia di cui mai nessuno parla, se non gli specialisti o i formatori di insegnanti.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Perché alle medie o alle superiori non ci fanno una serie di lezioni base di psicologia e pedagogia? Perché non ci preparano alla missione più critica per il mantenimento e l&amp;rsquo;evoluzione della nostra specie?&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>La tendenza a dare la responsabilità ad un generico &lt;em>loro&lt;/em> è ancora radicata, quindi facciamoci carico in prima persona delle necessità collettive.&lt;/p>
&lt;h2 id="approcci-riproduco-improvviso-studio">Approcci: riproduco, improvviso, studio&lt;/h2>
&lt;p>Generalmente quando non si sa fare una cosa, in questo caso come crescere un figlio, ci sono diversi approcci:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>cerco di &lt;em>riprodurre&lt;/em> il modello con cui sono stato cresciuto io o che vedo fare da altri o che ho visto da qualche parte&lt;/li>
&lt;li>faccio come meglio credo, basandomi su un generico buon senso o pragmatismo, in pratica &lt;em>improvviso&lt;/em>&lt;/li>
&lt;li>mi applico a &lt;em>studiare&lt;/em>, leggo, mi confronto con altri, valuto con attenzione cosa mi è piaciuto e cosa no, osservo i figli e cerco di capirne i particolari bisogni&lt;/li>
&lt;li>probabilmente ci sono altri approcci ma ne ho trovati solo tre&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Sono scelte che uno fa. Sebbene viviamo già tutti nell&amp;rsquo;era dell&amp;rsquo;informazione e la conoscenza è quanto mai diffusa e accessibile, non siamo ancora tutti degli abitanti consapevoli di questa era e del mondo dello studio. Non sappiamo ancora tutti che ormai la vita è un continuo studiare e ricreare.&lt;br>
Ma più che studiare libri, basterebbe applicare il &lt;em>principio dell&amp;rsquo;avere cura&lt;/em>: avere cura di sé e degli altri.&lt;br>
Si inizia semplicemente con il fare attenzione.&lt;br>
Ma se fare attenzione costa energia, serve una ricompensa energetica gratificante, e questa può arrivare dalla connessione emotiva e intellettuale con gli altri, con la consapevolezza di fare qualcosa di valido.&lt;br>
Se poi uno riesce a liberarsi un po&amp;rsquo; dalla seriosità della vita e dai ruoli prestabiliti della società, tipo &amp;ldquo;il padre deve essere autoritario e pretendere rispetto&amp;rdquo;, &amp;ldquo;la mamma deve essere sempre disponibile&amp;rdquo; etc, si può iniziare anche a giocare un po&amp;rsquo; e trovare divertimento senza il timore del giudizio esterno.&lt;/p>
&lt;p>Il divertimento e il piacere nello stare insieme è probabilmente un buon indicatore di essere sulla strada buona. Ma non bisogna illudersi di riuscire a diventare un &amp;ldquo;genitore perfetto&amp;rdquo;, né che esista davvero il famoso &amp;ldquo;libretto di istruzioni&amp;rdquo;. Come ci racconta meravigliosamente Bettelheim, noi saremo sempre genitori &amp;ldquo;imperfetti&amp;rdquo; e non ci sono regole universali, se non quelle di cercare di stare vicini, attenti, dinamici.&lt;/p>
&lt;h2 id="scuola-e-famiglia-e-virtuale">Scuola e famiglia e virtuale&lt;/h2>
&lt;p>Per diversi motivi la scuola non è più il solo ambito di formazione ed educazione.&lt;br>
Forse lo era una volta, ma oggi con la pletora di contenuti multimediali, ambiti extra scolastici, alta formazione dei genitori e sopratutto un sistema scolastico rimasto un po&amp;rsquo; indietro rispetto al mondo contemporaneo, l&amp;rsquo;ambito famigliare è altrettanto importante, forse centrale, nei primi dieci anni di vita dei ragazzi.&lt;/p>
&lt;p>La scuola più o meno tradizionale è sicuramente l&amp;rsquo;ambiente per imparare le conoscenze base e sviluppare (o testare) le relazioni sociali, ma tutto il mondo delle &amp;ldquo;competenze&amp;rdquo; e delle &amp;ldquo;soft skills&amp;rdquo; (ovvero più caratteriali, di atteggiamento, di visione, di risposta) si sviluppa ovunque, sopratutto a casa.&lt;/p>
&lt;p>Chi non delega o non vuole delegare tutta la formazione dei propri figli agli insegnanti si ritrova a considerarli come i migliori &amp;ldquo;collaboratori&amp;rdquo;, consapevoli che ognuno è un attore protagonista importante.&lt;br>
Non posso negare che questo approccio non è molto diffuso, e sono ancora molti a biasimare i docenti scolastici di non essere abbastanza bravi per i propri figli (è vero, a volte ci sono docenti non molto &amp;ldquo;attuali&amp;rdquo;, ma quasi sempre è uno scarica responsabilità per le proprie inadeguatezze genitoriali).&lt;br>
Mi piace ricordare alcune tradizioni antiche o aborigene, dove i figli avevano tanti padri e madri quanti gli abitanti del villaggio, ognuno in grado di dare o insegnare qualcosa.&lt;/p>
&lt;p>Al mondo scolastico e a quello famigliare dovremmo poi aggiungerne anche un terzo: quello virtuale, sempre più immanente e persuasivo, sociale, dove fare e ritrovare gli amici, nuovi educatori (youtubers in primis), esperienze immersive formative e informative, è il mondo in cui i ragazzi passano, e passeranno, sempre più tempo.&lt;br>
Un mondo così nuovo che davvero in pochi riusciamo a tenerne il passo, ma che conviene conoscere, studiare, cavalcare perché se è vero che ci sono molte insidie, sopratutto psicologiche e sociali, molte di più sono le virtù. E&amp;rsquo; una risorsa rivoluzionaria che sta trasformando tutto e non va limitata per ignoranza, ma valorizzata con consapevolezza.&lt;/p>
&lt;h2 id="il-dialogo-con-i-figli">Il dialogo con i figli&lt;/h2>
&lt;p>Sarà per socratica memoria o per un reale interesse a sapere cosa pensa l&amp;rsquo;altro, ho sempre considerato il dialogo la più interessante forma di comunicazione. Iniziare a parlare all&amp;rsquo;altro con una domanda o una considerazione seguita da &amp;ldquo;cosa ne pensi?&amp;rdquo;&lt;br>
O forse è il mio lavoro di game designer che gira sempre intorno al creare spazi e situazioni in cui il giocatore deve fare qualcosa, deve esprimersi in tema.&lt;/p>
&lt;p>Non è facile entrare nella dimensione del dialogo, sopratutto se si cresce con dei media passivi/lineari (tv, libri) o nessuno si apre con te alla pari, scendendo al tuo livello, l&amp;rsquo;autore che dialoga con il lettore, il regista con lo spettatore, il maestro con l&amp;rsquo;allievo. Ma quando si inizia a farlo ci si accorge che le considerazioni e domande che si fanno all&amp;rsquo;altro si fanno anche a se stessi, e il dialogo diventa un momento di auto-formazione reciproca.&lt;/p>
&lt;p>Un dialogo non finisce mai, può interrompersi, ma riaccendersi anche dopo settimane. Alcuni sono durati anni e hanno toccato tutti i temi possibili: dalla tecnologia dietro il gas che scalda il latte a colazione al perché la scuola si chiama &amp;ldquo;pubblica&amp;rdquo;, da cosa ci motiva a studiare qualcosa al perché un gioco piace e un altro no, perché un bambino si atteggia a bullo a cosa c&amp;rsquo;è ai confini dell&amp;rsquo;Universo.&lt;/p>
&lt;p>Spesso trascriviamo i nostri dialoghi più interessanti, come raccolta personale o per condividerli con amici (per l&amp;rsquo;idea che tra genitori è bello scambiarci esperienze, aneddoti e idee creative. è una forma di aiuto reciproco).&lt;/p>
&lt;p>Non mi sorprende che la tecnica del dialogo sia sempre più considerata in pedagogia: gli effetti sullo sviluppo del linguaggio e sulla capacità di ascolto e ragionamento sono davvero sensibili.&lt;/p>
&lt;p>I momenti più favorevoli per i dialoghi sono per noi le colazioni commentando un sogno o idea notturna e sopratutto i pranzi, dopo una mattinata a scuola, prendendosi quella mezz&amp;rsquo;ora di tranquillità senza troppe altre distrazioni.&lt;/p>
&lt;h2 id="il-gioco-in-famiglia">Il gioco in famiglia&lt;/h2>
&lt;p>Un giorno pensavo che l&amp;rsquo;&amp;ldquo;arte del dialogo&amp;rdquo; non è facilissima per tutti, ci si può avvicinare, tentarla, ma servono effettivamente molte virtù personali e interessi per svilupparla, non ci sono regole, non è che dici &amp;ldquo;dai apriamo la scatola del dialogo e chiacchieriamo su come stiamo&amp;rdquo;.&lt;br>
Ma ci sono invece scatole molto facili da recuperare e da aprire, e che in un istante ti catapultano in un mondo coinvolgente, divertente, stimolante: le scatole dei giochi.&lt;/p>
&lt;p>Qui devo premettere due particolarità: 1) sono figlio degli anni &amp;lsquo;80 e la dimensione ludica (iniziata con la mitica &amp;ldquo;scatola rossa&amp;rdquo; di Dungeons and Dragons e il Commodore 64) ce l&amp;rsquo;ho un po&amp;rsquo; nel paesaggio di formazione, ma questa cosa è oramai abbastanza condivisa da molti neogenitori, 2) non ho mai smesso di giocare e questa cosa forse non è ancora così diffusa, salvo quelle aberrazione che oggi vengono considerati giochi, ma che invece è solo azzardo e speculazione psicologica.&lt;/p>
&lt;p>In casa nostra un videogioco non è un &amp;ldquo;giochino&amp;rdquo; brucia tempo e un nuovo gioco non aspetta un compleanno o Natale, perché consideriamo il gioco l&amp;rsquo;esperienza più formativa e socializzante che ci sia.&lt;br>
Che sia fatto da solo o in compagnia, che sia analogico o digitale, competitivo o cooperativo, privo di regole (giocattolo) e che necessiti la lettura di 20 pagine di regolamenti, che duri 5 minuti o due ore, che sia mentale o motorio, creativo o logico, su un prato o su un tavolo, da immaginare nella mente a occhi chiusi o che inganni la mente (realtà virtuale), un videogioco di combattimento a due o un&amp;rsquo;esplorazione di un mondo di fantasia tutti insieme&amp;hellip; lo spazio ludico è davvero sempre più vasto e chi inizia ad esplorarlo con interesse può davvero giovarne molto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;ma bisogna avere il tempo per giocare e conoscere i giochi più adatti!&amp;rdquo;&lt;/em> mi commentano diversi &lt;em>colleghi&lt;/em> genitori. Ma nessuno obbliga le famiglie a stare la sera davanti alla TV anziché davanti ad una escape room da tavolo, e ci sono ormai numerose risorse per trovare ottimi giochi per ogni fascia di età e interessi. L&amp;rsquo;unica cosa che non si può comprare è la &amp;hellip; volontà di giocare, sopratutto con i propri figli.&lt;/p>
&lt;p>Invece questa distanza tra mondi e generazioni è bene accorciarla perché giocando insieme, ripetendo queste esperienze divertenti, si creano quei contesti per conoscersi, mettersi alla prova, costruire dialoghi, avere ricordi su cui tornare e sviluppare tutta una serie di competenze che sono molto importanti, ad esempio capacità di analisi e pensiero, autocontrollo, fiducia in se stessi, creatività, rispetto delle regole, accettazione del fallimento e imparare dagli errori.&lt;br>
C&amp;rsquo;è molta letteratura per approfondire, ma il punto fondamentale è ribadire la possibilità e forse la necessità di sviluppare la dimensione ludica anche all&amp;rsquo;interno del contesto famigliare e genitoriale.&lt;/p>
&lt;h2 id="per-una-generazione-planetaria-e-umanista">Per una generazione planetaria e umanista&lt;/h2>
&lt;p>Con la prima osservazione orbitale della Terra e con il primo messaggio Internet l&amp;rsquo;umanità ha iniziato il prossimo passo mentale evolutivo, ovvero diventare una civiltà planetaria. Anche materialmente la velocità ed economicità di spostamento di cose e persone sta sviluppando ambienti multiculturali e si vedono già degli effetti di sintesi nelle nuovissime generazioni.&lt;/p>
&lt;p>Ci sono ancora mille problemi, di cui molti nuovi, ma la velocità di diffusione della conoscenza e dell&amp;rsquo;informazione, oltreché delle risorse, è di buon auspicio per una diffusa e crescente cura per i nostri figli e per gli altri.&lt;/p>
&lt;p>Se molti precedenti valori assoluti si stanno sgretolando, compreso il mito del denaro, una nuova sensibilità che potremmo definire &amp;ldquo;umanista&amp;rdquo; si sta muovendo in ogni campo sociale, culturale e politico. Si sta anche ri-scoprendo quanto il mito dell&amp;rsquo;individualismo sia controproducente e che fondamentalmente siamo molto più altruisti e sensibili di quanto vogliamo farci sembrare.&lt;/p>
&lt;p>Iniziando fin dai primi anni a &amp;ldquo;prendersi cura&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;altro, considerandolo come un essere umano integrale e non più come una futura risorsa meccanica, stiamo iniziando a far emergere gli &amp;ldquo;individui planetari&amp;rdquo; che guideranno il futuro.&lt;br>
E&amp;rsquo; forse la missione più gratificante per i nuovi papà e mamme.&lt;/p>
&lt;h2 id="bibliografia">Bibliografia&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Bettelheim B., Un genitore quasi perfetto&lt;/li>
&lt;li>Cambi F. , Relazione educativa e ruolo del dialogo&lt;/li>
&lt;li>De Koven, Buon Gioco&lt;/li>
&lt;li>Morin E., I sette saperi necessari all’educazione del futuro&lt;/li>
&lt;/ul></description></item></channel></rss>