<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Mondo | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/mondo/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/mondo/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Mondo</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 20 Apr 2012 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Mondo</title><link>https://stefanocecere.com/tag/mondo/</link></image><item><title>La frequenza del mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/04/la-frequenza-del-mondo/</link><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/04/la-frequenza-del-mondo/</guid><description>&lt;p>è proprio così: &lt;strong>il mondo &lt;em>è&lt;/em> come lo vedi!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>e l&amp;rsquo;occhio (o la coscienza, per essere più precisi) influiscono molto più di quanto si creda.&lt;/p>
&lt;p>questo semplice esperimento , che piacerà sopratutto agli amici del suono della vibrazione e dell&amp;rsquo;immagine, può essere un buon punto di partenza per ricerche e meditazioni! baci&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p></description></item><item><title>Life in a Day - La Vita in un Giorno (un bel film)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/life-in-a-day-la-vita-in-un-giorno-un-bel-film/</link><pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/life-in-a-day-la-vita-in-un-giorno-un-bel-film/</guid><description>&lt;p>un film fatto dal collage di video di centinaia di persone di tutto il mondo (via YouTube)&lt;/p>
&lt;p>magistralmente coordinato e montato dai fratelli Scott&lt;/p>
&lt;p>vale la pena di vederlo&lt;/p>
&lt;p>(e, per piacere, facciamo un regalo all&amp;rsquo;umanità: smettiamo di mangiarci passivamente tv e giornali!)&lt;/p></description></item><item><title>Ma che pianeta mi hai fatto?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/ma-che-pianeta-mi-hai-fatto/</link><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/ma-che-pianeta-mi-hai-fatto/</guid><description>&lt;p>_erano mesi che non davo un occhio al blog di Beppe Grillo.. l&amp;rsquo;ho fatto poco fa (con il caffé in mano) dato che giornali e telegiornali sono inguardabili e volevo vedere cosa diceva di questi tempi.. ho trovato il seguente
&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2011/11/ma_che_pianeta_mi_hai_fatto/index.html" target="_blank">post&lt;/a>
molto simpatico e in tono _&lt;/p>
&lt;p>Ma che &lt;strong>pianeta&lt;/strong> mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L&amp;rsquo;emissione di Co2 è punita con l&amp;rsquo;assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce &lt;strong>biciclette&lt;/strong>. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all&amp;rsquo;Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Le spiagge sono pubbliche, come i musei e i luoghi d&amp;rsquo;arte. I cacciatori fanno solo safari fotografici e ripongono nei nidi i piccoli caduti al suolo. Chi è sorpreso con un&amp;rsquo;arma è lasciato libero nei boschi e cacciato da personale specializzato con pallettoni a sale per un massimo di due ore. L&amp;rsquo;accesso alla&lt;strong>banda ultra larga&lt;/strong> è un diritto civile e il telelavoro è diffuso ovunque. I medici e gli avvocati sono categorie protette, come i panda. Le malattie ambientali sono infatti diminuite e il numero degli avvocati è stato ridotto per legge a un decimo, come altrove nel mondo, e la macchina della Giustizia ha ripreso finalmente a funzionare. L&amp;rsquo;INPS ha chiuso dopo una rivolta popolare che ha ridotto in macerie la sua sede e ora ognuno versa i contributi su un fondo privato. Gli ipermercati sono stati rasi al suolo per decreto. I beni alimentari prodotti e consumati a chilometro zero sono defiscalizzati. Le imprese di costruzioni sono state riconvertite a &lt;strong>imprese di decostruzione&lt;/strong>. Distruggono edifici e infrastrutture inutili o che danneggiano l&amp;rsquo;ambiente. La decostruzione è diventata in breve la seconda azienda del Paese dopo le biciclette e esporta il suo &amp;ldquo;&lt;em>know how&lt;/em>&amp;rdquo; in tutto il mondo e in particolare in Cina. Nei fiumi si fa il bagno la domenica da quando è stata introdotta la rieducazione forzata per inquinamento ambientale da scontarsi con la raccolta differenziata a vita. Non si possono possedere beni mobili e immobili superiori ai cinque milioni di euro, anche se molti vorrebbero abbassare la soglia. Ogni euro guadagnato in più va a favore della collettività. Chi si sottrae è rieducato alla comprensione della vita in appositi &lt;strong>centri yoga&lt;/strong>. La parola leader è diventata un insulto. Ognuno è responsabile di sé stesso e verso la società. Le decisioni pubbliche sono prese tutte a maggioranza, sia a livello locale che nazionale. I produttori di armi e di imballaggi hanno chiuso i battenti. La &lt;strong>Borsa&lt;/strong>, dopo il quasi azzeramento dei titoli, è stata chiusa per sempre e sostituita da un parco a tema sull&amp;rsquo;esplorazione dell&amp;rsquo;Universo. Anche i produttori di &lt;strong>cartelle per bambini&lt;/strong>, sostituite da e-book, sono falliti e i giornali si possono sfogliare nei musei tra lo stegosauro e l&amp;rsquo;archaeopteryx. In Val di Susa si fanno solo picnic. Gli inceneritori, spenti da tempo, sono diventati attrazioni per il &lt;strong>free climbing&lt;/strong> e la Salerno Reggio Calabria è finalmente finita e percorsa solo da auto elettriche. &lt;em>(fine della prima puntata)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>scritto da
&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2011/11/ma_che_pianeta_mi_hai_fatto/index.html" target="_blank">beppegrillo.it&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Silo: sulla crisi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</link><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>amici.. trovo veramente opportuno la ripresentazione del libro &amp;ldquo;Lettere ai miei amici&amp;rdquo;, fatta da Silo nel 1994, che non solo già prevedeva lo scenario drammaticamente attuale, ma lo inquadrava introducendo punti di vista e possibili atteggiamenti di risposta quanto mai validi.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>se vi interessa leggere il libro in questione lo trovate in libreria /
&lt;a href="http://www.multimage.org/" target="_blank">www.multimage.org&lt;/a>
oppure scaricatelo gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>un abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentazione del libro LETTERE AI MIEI AMICI&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>14 MAGGIO 1994&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;/p>
&lt;p>Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario.&lt;/p>
&lt;p>Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca di mettere in evidenza che la crisi investe tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver chiarito il titolo del libro.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono tipiche di ogni fine di secolo e di millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che un riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione… insomma, un aumento generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!… Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura se ne perdesse il controllo, su quali alternative potremmo contare?&lt;/p>
&lt;p>Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità, intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o ad una catastrofe, e tutti sanno che le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;/p>
&lt;p>Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;/p>
&lt;p>Il Documento del Movimento Umanista ci dice:&lt;/p>
&lt;p>“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo… Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno…” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;/p>
&lt;p>Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta…&lt;/p>
&lt;p>E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale, risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale - all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di mano d’opera. Le tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il disar-mo unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;/p>
&lt;p>Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi, nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo in un modo un po’ pittoresco.&lt;/p>
&lt;p>Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere, la negazione della vita, il culto del suicidio, il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero… solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo, questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero in altri luoghi del pianeta; ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti. Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;/p>
&lt;p>Se nei popoli prenderà corpo l’idea che (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si svilupperà parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della nazione umana universale.&lt;/p>
&lt;p>E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani.&lt;/p>
&lt;p>Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto fastidiosi.&lt;/p>
&lt;p>Nient’altro. Molte grazie.&lt;/p></description></item><item><title>Una visione realistica della pace nel mondo.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/05/una-visione-realistica-della-pace-nel-mondo/</link><pubDate>Mon, 09 May 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/05/una-visione-realistica-della-pace-nel-mondo/</guid><description>&lt;p>sintesi: alza il culo e datti da fare.&lt;/p>
&lt;p>raccontato in 7 minuti:&lt;/p></description></item><item><title>Giorgio siamo noi!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/06/giorgio-siamo-noi/</link><pubDate>Fri, 05 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/06/giorgio-siamo-noi/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2009/06/20090605092910amici.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-1853" title="amici di Giorgio Schultze nel mondo" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2009/06/20090605092910amici-426x320.jpg" alt="amici di Giorgio Schultze nel mondo" width="426" height="320" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Danziamo nel mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/01/danziamo-nel-mondo/</link><pubDate>Thu, 01 Jan 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/01/danziamo-nel-mondo/</guid><description/></item><item><title>Scoperte</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/10/scoperte/</link><pubDate>Wed, 22 Oct 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/10/scoperte/</guid><description>&lt;p>che bello.. mentre il mondo va su e giù come nelle montagne russe bruciando miliardi di dollari al giorno (e fra qualche tempo rendendoci tutti ancora più poveri e vacillanti.. ma forse anche più determinati a fare fronte comune), vengono scoperte nuove specie animali!&lt;/p>
&lt;p>credevamo di sapere tutto… di avere il miglior modello economico possibile, di sapere che la violenza è innata nell&amp;rsquo;uomo, di aver calcolato al meglio le leggi dell&amp;rsquo;universo.. e trac ti arriva una rana e una cavalletta che nessun essere umano aveva ancora visto.&lt;/p>
&lt;p>quante sorprese e nuove scoperte ci aspetta il prossimo futuro?&lt;/p>
&lt;p>io dico tante. da non crederci. 😉&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/17.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1431" title="17" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/17.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/17.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/17-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/24.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1432" title="24" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/24.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/24.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/10/24-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>100 idee per cambiare il mondo!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/100-idee-per-cambiare-il-mondo/</link><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/100-idee-per-cambiare-il-mondo/</guid><description>&lt;p>perteciperò attivamente a questo concorso di Google, che stanzia 10 milioni di dollari per far realizzare 5 tra le migliori idee/progetti per cambiare il mondo (in ambito sociale, culturale, educativo, sanitario, ambientale…)&lt;/p>
&lt;p>ho letto il regolamento e le motivazioni ( &lt;a href="http://www.project10tothe100.com/intl/IT/faq.html" target="_blank">vedi qui&lt;/a> ) e mi sembra davvero ben fatto.. soprattutto il punto che dice che quel che conta è la bontà dell&amp;rsquo;idea, e sarebbe interesse di tutti che venisse realizzata (smarcando possibili interesse personali)&lt;/p>
&lt;p>il sito del concorso è 
&lt;a href="http://www.project10tothe100.com/intl/IT/index.html" target="_blank">www.project10tothe100.com&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>c&amp;rsquo;è tempo fino al 10 ottobre per inviare l&amp;rsquo;idea… perfetto per il forum!!!&lt;/p></description></item><item><title>Discorso di Bush a reti unificate sulla crisi finanziaria USA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/discorso-di-bush-a-reti-unificate-sulla-crisi-finanziaria-usa/</link><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/discorso-di-bush-a-reti-unificate-sulla-crisi-finanziaria-usa/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;amp;vxChannel=Dal%20Mondo&amp;amp;vxClipId=2524_603d554c-8ad4-11dd-b62d-00144f02aabc&amp;amp;vxBitrate=300" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1272" title="bush_discorso_panico" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/bush_discorso_panico.jpg" alt="" width="400" height="302" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/bush_discorso_panico.jpg 400w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/bush_discorso_panico-300x227.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;amp;vxChannel=Dal%20Mondo&amp;amp;vxClipId=2524_603d554c-8ad4-11dd-b62d-00144f02aabc&amp;amp;vxBitrate=300" target="_blank">ecco&lt;/a>
una video sintesi del recente discorso di Bush a reti unificate in prime time (prima serata) in USA: c&amp;rsquo;è poco da stare allegri. Questa volta non sono riusciti a nascondere l&amp;rsquo;ombra della recessione dietro eventi catastrofici o guerre improvvisate.&lt;/p>
&lt;p>Una cosa semplice e banale: qui bisogna incazzarsi a morte contro sta gente che prima ti deruba tutto con i loro giochi di speculazione finanziaria e merita ipocrisia, e poi vengono a piangere miseria chiedendo alla povera gente di fare enormi nuovi sacrifici per risolvere le loro malefatte.&lt;/p>
&lt;p>Non deve essere stato facile per Bush, dopo tutto quello che sbandiera, l&amp;rsquo;essere prima costretto a &amp;ldquo;nazionalizzare&amp;rdquo; i più importanti istituti di credito mondiali, e poi una così potente dichiarazione di fallimento pubblica proprio alla vigilia delle nuove elezioni presidenziali.&lt;/p>
&lt;p>Questo non è un attacco contro gli USA, tanto meno contro le &amp;ldquo;destre&amp;rdquo; o i &amp;ldquo;conservatori&amp;rdquo;: in questo gioco di mettere in primo piano la speculazione finanziaria &lt;strong>ci sono dentro tutti&lt;/strong>, ma proprio tutti. Compresi me e te che magari ce ne stiamo zitti a fare i videogiochi o telenovelas e farci fottere dai soliti noti e magari cercare di farcelo pure piacere.&lt;/p>
&lt;p>In questo momento è quanto mai necessaria una presa di posizione e la partecipazione a movimenti e progetti di riscossione popolare massivi. Vorrei tanto vedere decina di migliaia di persone venire al Forum di Milano il 17 ottobre e prepararsi e prevenire il peggio, ovvero la degenerazione di questa crisi mondiale in violenza mondiale.&lt;/p></description></item><item><title>Tecniche di auto-difesa per donne giapponesi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/tecniche-di-auto-difesa-per-donne-giapponesi/</link><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/tecniche-di-auto-difesa-per-donne-giapponesi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;Fujiko! ma quanto tempo che non ci vediamo! come stai amica mia…&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;NON AVVICINARTI NON TI RICONOSCO…&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>ragazzi in giappone non si scherza! soprattutto cone le ragazze ok? limitarsi ai videogiochi e ai manga! 🙂&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_1.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1249" title="womens_self-defense_in_japan_1" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_1.jpg" alt="" width="293" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_1.jpg 293w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_1-220x300.jpg 220w" sizes="(max-width: 293px) 100vw, 293px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_2.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1250" title="womens_self-defense_in_japan_2" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_2.jpg" alt="" width="281" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_2.jpg 281w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_2-211x300.jpg 211w" sizes="(max-width: 281px) 100vw, 281px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_3.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1251" title="womens_self-defense_in_japan_3" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_3.jpg" alt="" width="348" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_3.jpg 348w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_3-261x300.jpg 261w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_4.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1252" title="womens_self-defense_in_japan_4" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_4.jpg" alt="" width="366" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_4.jpg 366w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_4-275x300.jpg 275w" sizes="(max-width: 366px) 100vw, 366px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_6.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1253" title="womens_self-defense_in_japan_6" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_6.jpg" alt="" width="350" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_6.jpg 350w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_6-263x300.jpg 263w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_7.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1254" title="womens_self-defense_in_japan_7" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_7.jpg" alt="" width="272" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_7.jpg 272w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_7-204x300.jpg 204w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" />&lt;/a>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_8.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1255" title="womens_self-defense_in_japan_8" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_8.jpg" alt="" width="341" height="400" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_8.jpg 341w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/womens_self-defense_in_japan_8-256x300.jpg 256w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>IMPLOSIONE NELL'IMPERO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</link><pubDate>Sun, 21 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1241" title="dollaro-300x221" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>riporto un interessante articolo di Guillermo Sullings, economista latino-americano e portavoce del nuovo umanesimo per l&amp;rsquo;Argentina, che può dare diversi spunti di comprensione e approfondimento della situazione attuale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IMPLOSIONE NELL&amp;rsquo;IMPERO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Il contesto nel quale si dà questa crisi&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In questi giorni stiamo assistendo all&amp;rsquo;approfondimento di una enorme crisi finanziaria, con l&amp;rsquo;epicentro negli Stati Uniti ma con delle conseguenze in tutto il mondo. In realtà questa crisi è cominciata a mostrarsi da un anno, ma si stava generando già nel 2006, e le sue radici sono anteriori. Potremmo sicuramente dire che  la “terra fertile” per lo sviluppo di tali radici, sono state arate da decadi.&lt;/p>
&lt;p>Nell&amp;rsquo;anno 2000, quando abbiamo pubblicato “Economia Mista”, dedicammo dei paragrafi a quello che denominammo “la trappola del credito”, come il fenomeno con il quale si stimola le persone ad anticipare il consumo mediante l&amp;rsquo;indebitamento. In un primo momento il livello di consumo si incrementa (perché le persone spendono l&amp;rsquo;equivalente di quello che guadagnano, in più l&amp;rsquo;equivalente a ciò di cui si fanno debitori), e in un secondo momento i loro consumi diminuiscono perché i debiti devono ridurre le loro spese regolari, per generare un risparmio che gli permette di pagare ciò di cui sono debitori, più gli interessi incorporati, che nel caso del credito a lungo tempo, possono arrivare a duplicare il valore di ciò che si è acquistato. Da una parte genera un trasferimento di ingressi dall&amp;rsquo;economia produttiva verso la banca, e da un&amp;rsquo;altra parte genera cicli di successiva espansione e contrazione nell&amp;rsquo;economia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo perché, mentre quando si espande il credito, il maggior consumo, genera una crescita dell&amp;rsquo;economia reale, (e quindi la gente aumenta i loro ingressi e si crea le condizioni per affrontare le sue spese e i suoi debiti), siccome il ritmo di crescita reale è sempre minore rispetto la crescita del credito, si generano le famose “bolle”, che inevitabilmente scoppiano. &lt;/p>
&lt;p>Quando parliamo di questi temi di “Economia Mista”, menzioniamo anche al livello di indebitamento che avevano già nella società Statunitense, ed abbiamo detto che in qualche momento questa situazione sarebbe scoppiata. Tutto indica che questo momento si sta avvicinando. Non è per nulla facile stimare i tempi di queste cose. &lt;span>&lt;/span>Quando nel 1998 abbiamo anticipato la caduta della convertibilità Argentina, abbiamo potuto realizzare l&amp;rsquo;analisi su una economia molto più piccola, più semplice, e limitata ad un solo paese. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti invece, oltre ad essere enormemente maggiore e più complessa, ha potuto “esportare” i suoi problemi, e si dovrebbe avere un enorme quantità di informazioni da tutto il mondo, per fare previsioni più precise. Però non vi sono dubbi che la tendenza sia verso una crisi ogni volta più profonda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Prima di riferirci al detonante della crisi attuale, c&amp;rsquo;è da capire come funziona la società Statunitense rispetto al credito, al consumo e all&amp;rsquo;investimento speculativo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo paese esiste una cultura molto radicata rispetto l&amp;rsquo;indebitarsi per salire nella scala sociale (mediante il consumo). E  chi  ha capacità di risparmio, ha una cultura molto diffusa nell&amp;rsquo;investire in azioni, fondi di finanziamento, e tutta una serie di complessi strumenti finanziari, che qui per la gente comune non capisce neanche di che si tratta. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Negli Stati Uniti la maggior parte  della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case, e quando li termina di pagare si indebita per rinnovarli. &lt;span>&lt;/span>Gli studenti universitari si indebitano per pagare i loro studi e dopo pagano i loro crediti quando  li ricevono. E&amp;rsquo; una società indebitata, al punto tale che nel momento attuale, il livello di indebitamento medio delle casalinghe è del 120% dei loro ingressi annuali; ovvero in media, se i cittadini statunitensi potessero stare un anno senza spendere un dollaro neanche per mangiare, ugualmente dovrebbero lavorare tutto questo anno e qualche mese in più per pagare quello che devono. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il 75% di questi debiti corrispondono a debiti ipotecari, detonanti dell&amp;rsquo;attuale crisi. Però questo livello di indebitamento dei cittadini Statunitensi, non è solamente interno (tra di loro), ma oltre a questo si sta finanziando con l&amp;rsquo;enorme deficit che ha questo paese tanto nella bilancia commerciale, come nella bilancia dei pagamenti, visto che è il governo più indebitato del pianeta.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tra Cina e Giappone accumulano titoli del debito Statunitense di un valore quasi di 2 bilioni di dollari, grazie al loro surplus commerciale con quel paese.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Gli antecedenti della crisi attuale&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>All&amp;rsquo;interno del contesto di una società abituata ad indebitarsi crescentemente,  da una parte, e a generare bolle di investimenti dall&amp;rsquo;altra, è lì che comincia a crescere la bolla immobiliaria tra il 2002 e il 2005. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In quegli anni la Riserva Federale aveva abbassato i tassi per attivare l&amp;rsquo;economia, dopo l&amp;rsquo;impatto recessivo che generò i timori a partire dagli attentati dell'11 settembre. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le banche quindi potevano indebitarsi per il 2 % annuale, e fare prestiti per l'8% annuale a chi voleva comprare o costruire una casa. Era un grande negozio finanziario, per se stesse, però la voracità delle banche non si conformava con ciò; per attirare molti più clienti che prendessero il loro credito ipotecario, rilassarono le loro regole e i loro controlli e aggiudicarono crediti a persone con meno solvenza (ipoteca “subprime”), e fu l&amp;rsquo;auge dell&amp;rsquo;affare immobiliare, che fece salire e salire il prezzo delle proprietà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però a loro volta per poter prestare a ogni volta più clienti, le banche avevano bisogno di attrarre fondi nel mercato, così fu quando cominciarono ad offrire in garanzia le stesse ipoteche che avevano nelle cartelle dei loro clienti. &lt;/p>
&lt;p>Fecero questo una e un&amp;rsquo;altra volta, e le ipoteche si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari dei quali arrivarono a partecipare anche le banche europee. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Milioni di risparmiatori, attraverso delle banche, fondi di investimento, e imprese quotate in borsa, finanziarono la crescita della bolla, la maggioranza delle volte senza sapere quale era la garanzia finale dei loro investimenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tutto questo d&amp;rsquo;accordo con il prestigioso rating di rischio che tanto si sono occupati di squalificare le economie emergenti, e mai hanno avvertito i risparmiatori sul rischio di questi irrazionali strumenti di credito del primo mondo. Tutto è stato un affare prospero mentre le proprietà salivano di valore e la ruota dell&amp;rsquo;indebitamento e dei pagamenti delle quote seguiva funzionando. Però come tutte le bolle un giorno è scoppiata.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>La Riserva Federale cominciò ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l&amp;rsquo;inflazione, e così le banche aumentarono anche loro i tassi dei crediti ipotecari già aggiudicati ( quelli a tasso variabile). &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Molti proprietari che non erano molto solvibili, già iniziavano ad entrare in mora; con l&amp;rsquo;aumento dei tassi la mora si moltiplicò e già nel 2006 si ebbe 1,200,000 esecuzioni ipotecarie. Il valore delle proprietà, che era arrivato a livelli irrazionali, cominciò a sgonfiarsi, prima per la logica dei valori relativi, però questo sgonfiamento si accellerò quando molti proprietari misero in vendita le loro case perché non potevano pagare le quote della loro ipoteca. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo calo della proprietà fece che molti proprietari avessero con la banca un debito maggiore al valore della loro casa, con il quale l&amp;rsquo;avevano messa in vendita, valore che a sua volta condizionato dalle vendite continuò ad abbassarsi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al giorno di oggi si stima che più di 5,000,000 famiglie hanno in vendita la loro casa perché non possono pagare l&amp;rsquo;ipoteca, e ci sono 2,000,000 che stanno per perderla in una esecuzione ipotecaria.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Quando scoppiò la crisi in agosto del 2007, si stimava che avevano morosità accumulate di più di 500,000 milioni di dollari nel mercato delle ipoteche. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però molto maggiore era la perdita di valore dei titoli e azioni che stavano supportati dalle chiamate “ipoteche spazzatura”. In altre parole, molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perché evaporarono i loro attivi, supportati da ipoteche non creditizie e svalutate. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questa complessa trama finanziaria, l&amp;rsquo;effetto domino iniziò a portare al fallimento molte entità relazionate in qualche modo con questi strumenti finanziari appoggiati ad una fragile bolla. I casi più risonanti furono Freddie Mac, Fannie Mae, Bearns Stearns, e più recentemente Lehman Brothers e AIG, ci sono state un centinaio di entità danneggiate in USA e alcune in Europa che hanno dovuto sostenere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo effetto domino ha già un anno, e ancora non è arrivato alla sua fine. Il governo degli Stati Uniti e la Riserva Federale iniettano centinaia di migliaia di milioni per moderare il terremoto, però niente è sufficiente, e la crisi delle ipoteche ha contaminato tutti i mercati finanziari e di borsa. I finanziatori tolgono il denaro dalle banche e dai fondi di investimento per panico e sfiducia, con questa azione debilitano ancora più il sistema finanziario. Gli intestatari di buoni o azioni cercano di venderli per avere contanti, o perché prevedono una maggiore svalorizzazione degli stessi, e nel farlo gli stessi perdono di valore sempre più.  Cioè, si sta passando dalla dimensione ipotecaria (di per se enorme), alla dimensione della profezia auto compiuta di una corrida bancaria e di borsa che genera fallimenti a catena.  Oggi è questo il problema che sta affrontando gli Stati Uniti.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Fino a dove arriverà la crisi?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>È molto difficile sapere quando si toccherà il fondo. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In primo luogo perché anche se non si sa bene dove è arrivata la contaminazione degli strumenti finanziari supportati con le “ipoteche spazzatura”, data la complessità di tali strumenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In secondo luogo perché oltre al problema finanziario di origine, appare il fattore psicologico della sfiducia dei risparmiatori, molto più difficile da misurare e prevenire, che seguirà ad approfondire le sue ripercussioni nell&amp;rsquo;economia reale, fondamentalmente attraverso la restrizione del credito per gli investimenti e il consumo e attraverso la perdita di capacità di spendere della popolazione, si andrà accentuando la spirare recessiva. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In terzo luogo, perché la interdipendenza tra l&amp;rsquo;economia del mondo con quella degli Stati Uniti, aprono una ventola di molteplici conseguenze che si andranno retro alimentando. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti rappresenta il 25% dell&amp;rsquo;economia mondiale, ed è sommamente interdipendente con Cina, Giappone ed Europa, insieme con i quali teniamo più del 50% dell&amp;rsquo;economia mondiale danneggiati direttamente dalla crisi. Quindi praticamente nessun paese sta isolato dalle conseguenze, anche se indirettamente ed in differenti gradi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Una recessione negli Stati Uniti implica  una forte diminuzione del consumo del principale compratore di prodotti fabbricati in Cina e  Giappone. Un rallentamento nell&amp;rsquo;economia cinese come conseguenza della diminuzione di esportazione, implicherà meno importazione di materie prime da parte di questo paese al resto del mondo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>A sua volta la sfiducia verso gli investimenti di rischio danneggerà il flusso degli investimenti nei denominati paesi emergenti. Però in quale profondità e per quanto tempo si darà questo, impossibile anticiparlo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il governo degli Stati Uniti, contraddicendo i loro propri “principi” di ortodossa liberale, di lasciare che i mercati si auto regolino e falliscano chi deve fallire, sta facendo un appello a risorse  eterodosso, iniettando centinaia di migliaia di milioni di dollari nel barile senza fondo della crisi finanziaria. Se lo continuerà a fare, forse eviterà l&amp;rsquo;Apocalisse di un nuovo crack maggiore di quello del 1929, però a costo di portare i suoi indebitamenti come nazione a dei limiti inimmaginabili. Ma più in là della poca o maggiore spettacolarità che abbia la caduta, quello che è sicuro è una recessione e un indebolimento prolungato nella maggiore economia del mondo.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Come danneggerà l&amp;rsquo;Argentina&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In una economia globalizzata, le ripercussioni di una simile crisi arrivano da per tutto, però nella misura in cui gli effetti vengono per rimbalzo sono sempre meno prevedibili nel breve tempo, e poco misurabili nel medio tempo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per esempio, lo sproporzionato aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime che si è dato fino a pochi mesi fa, e la loro recente e bruta caduta, riguarda il fatto che molti investitori che uscirono dal mercato immobiliario, fuggirono verso le commodities e formarono una passeggera bolla in questo mercato, che ora si sta dissolvendo.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però fino a che questi capitali si inclinino definitivamente verso un qualche tipo di investimento di medio tempo, seguiranno provocando turbolenze difficili da prevedere.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento molti capitali stanno andando ai buoni del tesoro degli Stati Uniti (che in oltre sta emettendo  obbligazioni a man salva che servono a detenere fondi per il salvataggio del mercato finanziario), perché li si considera sicuri, anche se non danno praticamente garanzia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per ora si vendono obbligazioni del debito argentino, con i quali abbattono il prezzo ma mettono a rischio il paese, in oltre con la loro vendita salgono i tassi di interesse con i quali l&amp;rsquo;Argentina potrebbe ottenere credito.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento sono abbassati i prezzi dei prodotti agricoli che esporta Argentina, per lo sgonfiamento della bolla transitoria, ma i prezzi restano ancora redditizi per i produttori. Però tutto questo è per questo momento. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che quando passa il panico, qualche investitore consideri che certi prodotti in Argentina sono meno rischiosi che i mercati speculativi del primo mondo, o forse no. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che il calo dei prezzi delle materie prime faccia diminuire la pressione inflazionistica, e questo porti sollievo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Sicuramente che una recessione in USA contagerà la Cina e il Brasile, che hanno una maggiore relazione commerciale con gli Stati Uniti di quella che tiene Argentina; però siccome Argentina ha molte relazioni commerciali con il Brasile e la Cina, resta danneggiata indirettamente. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però come si può sapere la misura degli effetti indiretti, se neanche se si vuole si può misurare nel caso siano effetti diretti? Quello che si sappiamo è che Argentina non è nella lista di quelli che si vedranno più danneggiati. Perché anche se potrà avere problemi per ottenere crediti, li ha avuti anche in questi ultimi anni e nonostante questo è cresciuta, “vivendo con il nostro”, come dice Aldo Ferrer.  Perché sebbene alcuni paesi possono diminuire la domanda di alcuni dei prodotti che esporta Argentina, c&amp;rsquo;è da considerare che prima, in alcuni settori ha dovuto limitare le esportazioni al fine di garantire le forniture&lt;span> &lt;/span> interne e non per questo sono diminuite per questo tanto le esportazioni.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le riserve accumulate in Argentina, il margine che ancora ha di avanzo fiscale e commerciale, le danno una copertura che le permettirà di ammortizzare fino ad un certo punto gli effetti collaterali della crisi degli Stati Uniti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però ora più che niente si dovrà lavorare in un piano economico e una riforma tributaria che assicuri, oltre all&amp;rsquo;avanzo fiscale il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali, per raggiungere uno sviluppo e redistribuzione della ricchezza, finora in grado di contrastare qualsiasi collasso di  recessione in alcuni settori più esposti alla crisi internazionale. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;strong>Conclusioni&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>in definitiva, questa crisi del capitalismo e della globalizzazione, dimostrano una volta in più che si deve smettere con la speculazione finanziaria nel mondo, forzando il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo non può essere governato dalla tirannia del capitale speculativo, che genera povertà e caos dovunque.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo deve avanzare verso una Nazione Umana Universale, nella quale i popoli, attraverso la democrazia diretta, trovino una soluzione al fatto che le immense risorse che oggi si destinano alla speculazione finanziaria, all&amp;rsquo;usura e agli armamenti, vadano invece a contribuire allo sviluppo che faccia terminare la povertà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo senso ci sarà da stare attenti, perché questa implosione finanziaria nell&amp;rsquo;impero lo sta debilitando, ma come una belva ferita, che al fine di riconquistare il potere, può pretendere di ricorrere alla forza bruta, più di quanto ha fatto finora. &lt;/p>
&lt;p>Guillermo Sullings&lt;/p>
&lt;p>18/09/08&lt;/p></description></item><item><title>Perchè la crisi dei mutui subprime e il mercato del lavoro &amp;quot;flessibile&amp;quot;</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/perche-la-crisi-dei-mutui-subprime-e-il-mercato-del-lavoro-flessibile/</link><pubDate>Fri, 19 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/perche-la-crisi-dei-mutui-subprime-e-il-mercato-del-lavoro-flessibile/</guid><description>&lt;p>il mondo del lavoro non si può certo dire che sia quello di 10 anni fa. tanto meno quello di 20 o di 30.&lt;/p>
&lt;p>mentre continuamo ad allertare sulla direzione catastrofica di un&amp;rsquo;economia basata sulla speculazione finanziaria e cerchiamo di proporre alternative, o quantomeno a metterle in discussione, l mondo va avanti inesorabile, come una grande petroliera con una massa in moto così grande che sembra utopico cambiarne la direzione in vista della costa.&lt;/p>
&lt;p>vi propongo un articolo molto interessante che collega le ultime avanguardie del lavoro (il tanto elogiato &amp;ldquo;lavoro flessibile&amp;rdquo;) e i recenti e prossimi crolli di tutta la finanza delle compagnie di assicurazioni e banche:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=5027" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5027&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>un abbraccio&lt;/p></description></item><item><title>Evo ed il popolo boliviano affrontano il razzismo e l'odio dell'antiumanesimo.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/evo-ed-il-popolo-boliviano-affrontano-il-razzismo-e-lodio-dellantiumanesimo/</link><pubDate>Wed, 17 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/evo-ed-il-popolo-boliviano-affrontano-il-razzismo-e-lodio-dellantiumanesimo/</guid><description>&lt;p>&lt;em>Santiago del Cile, 14 agosto 2008&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;opposizione boliviana non ha ottenuto l&amp;rsquo;appoggio popolare nel recente referendum, dove è stata sconfitta con  più del 66 percento dei voti e nemmeno ha ottenuto l&amp;rsquo;appoggio internazionale per abbattere il governo di Evo Morales. Invece di accettare la sconfitta come avviene in un processo democratico, hanno preso una decisione abominevole e mostruosa: destabilizzare il governo boliviano a qualunque prezzo, senza occuparsi della vita delle persone, mettendo in pericolo  tutta la società nel disprezzo dei loro stessi figli e del loro stesso sangue. &lt;/p>
&lt;p>Nonostante che  al governo  Bush gli restino pochi mesi , ha ancora il tempo sufficiente per continuare a procurare disastri all&amp;rsquo;umanità, in Georgia, in Iraq, in Afghanistan ed ora anche in Bolivia. &lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;espulsione dell&amp;rsquo;ambasciatore nordamericano a La Paz è un atto coraggioso ed un appello a tutta la comunità internazionale affinché ostacolino l&amp;rsquo;interventismo nordamericano che appoggia un&amp;rsquo;opposizione malata di odio e violenza.&lt;/p>
&lt;p>Chiediamo a tutti i governi del mondo che convochino l&amp;rsquo;ambasciatore degli Stati Uniti in ogni paese per dare spiegazioni di quello che sta succedendo in Bolivia. Non possono permettere questo intervento senza una minima dimostrazione di preoccupazione. Gli Stati Uniti devono sapere che il mondo è cambiato e che non si può incentivare la divisione in fazioni all&amp;rsquo;interno dei paesi.&lt;/p>
&lt;p>Chiediamo al popolo boliviano, in particolare a quello che appoggia l’opposizione, che non si lasci trascinare dai discorsi accesi e non si lascino contagiare dall&amp;rsquo;odio, gli insulti, il razzismo, l&amp;rsquo;isteria dei leader irresponsabili che rischiano le vite altrui per i propri interessi.&lt;/p>
&lt;p>Chiediamo al popolo boliviano, a quello che sta con Evo ed il processo di trasformazione, che resista in forma nonviolenta ad ogni provocazione, che resista alle offese e continui la sua lotta nonviolenta, che si uniscano in questo momento intorno alla figura di Evo Morales perché non è il momento per discussioni né divisioni; è il momento di resistere attraverso la nonviolenza, di unirsi ed avanzare verso il referendum sulla Costituzione. &lt;/p>
&lt;p>Gli umanisti del mondo sono uniti nell’esigere dai nostri governi il ripudio dell&amp;rsquo;intervento nordamericano in Bolivia; chiediamo ai nostri governi che appoggino con decisione il mandato popolare che il popolo boliviano ha espresso democraticamente nel recente referendum. &lt;/p>
&lt;p>Da parte nostra, esprimiamo la nostra totale solidarietà ed appoggio al Presidente della Bolivia, Evo Morales ed al popolo boliviano che cerca di costruire un futuro migliore. &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Tomás Hirsch&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Portavoce dell&amp;rsquo;Umanesimo per l&amp;rsquo;America latina &lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.tomashirsch.org" target="_blank">www.tomashirsch.org&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>L'ultimo post della storia?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/lultimo-post-della-storia/</link><pubDate>Wed, 10 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/lultimo-post-della-storia/</guid><description>&lt;p>in anteprima assoluta la pagina di Repubblica di domani.&lt;/p>
&lt;p>da leggere con cura mi raccomando 🙂&lt;/p>
&lt;p>&lt;a target="_blank" href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/repubblica_11_settembre_2008.png">
&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/settembre/11/fine_del_mondo.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2008/settembre/11/fine_del_mondo.html&lt;/a>
&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>&lt;a target="_blank" href='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/repubblica_11_settembre_2008.png'>&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/repubblica_11_settembre_2008-267x300.png" alt="" title="repubblica_11_settembre_2008" width="267" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1134" />&lt;/a>&lt;/p></description></item><item><title>manovre militari-economiche in atto</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/08/manovre-militari-economiche-in-atto/</link><pubDate>Fri, 22 Aug 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/08/manovre-militari-economiche-in-atto/</guid><description>&lt;p>notizia di poche ore fa: La principale Borsa merci del mondo, il Chicago Mercantile Exchange (Cme), ha completato l&amp;rsquo;acquisizione della newyorchese Nymex, per 8,2 miliardi di dollari. Cme controllera&amp;rsquo;, dunque, il 98% delle contrattazioni dei mercati futures su petrolio e materie prime che si svolgeranno negli Stati Uniti. (Agr).&lt;/p>
&lt;p>dall&amp;rsquo;altra parte del mondo, con la firma definitiva dell&amp;rsquo;accordo tra la &lt;strong>Polonia e gli USA&lt;/strong> per lo stanziamento di una decina di bei missili che insieme alla &lt;strong>base radar in Repubblica Ceca&lt;/strong> formeranno il famoso &amp;ldquo;Scudo Spaziale&amp;rdquo;, si stanno mettendo le basi per la prossima guerra fredda.&lt;/p>
&lt;p>cosa c&amp;rsquo;è dietro tutto questo? innanzitutto business.&lt;/p>
&lt;p>la Reuters annuncia che sarà la &lt;strong>Boeing Corporation&lt;/strong> (guarda caso di base a Chicago) a &lt;strong>fornire i missili&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>il valore dell&amp;rsquo;appalto non è ben definito, ma è sicuramente alto. molto alto (l&amp;rsquo;unità di misura è il miliardo di dollari). &lt;/p>
&lt;p>a suo tempo abbiamo annunciato quanto la nostra italianissima &lt;strong>Finmeccanica&lt;/strong> fosse compromessa con il progetto, dopo aver acquistato per 4 miliardi di dollari &lt;strong>la più grande software house militare americana&lt;/strong>, in tempo per diventare fornitore officiale del progetto scudo spaziale.&lt;/p>
&lt;p>diverse persone molto attente sono estremamente preoccupate dello scenario attuale.&lt;/p>
&lt;p>tutto può succedere, in bene ma anche in male.&lt;/p>
&lt;p>auguro che non si raggiungano anticipatamente delle situazioni limite incontrollabili… sebbene gli indicatori ci siano tutti&lt;/p></description></item><item><title>Il pompino della Carfagna e l'omicidio di Federica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/il-pompino-della-carfagna-e-lomicidio-di-federica/</link><pubDate>Wed, 09 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/il-pompino-della-carfagna-e-lomicidio-di-federica/</guid><description>&lt;p>giusto due righe per dichiarare il mio totale continuato e ribollito imbarazzo di fronte ai primi 5 minuti di (quasi) tutti i telegiornali nazionali e i maggiori quotidiani.&lt;/p>
&lt;p>chi per motivi politici (a chi ha testa non serve sentire le intercettazioni di Berlusconi per capire cosa pensa.. basta vedere quello che fa ah ah ha) o per motivi di audience e di psicoterrorismo, sembra che a nessuno freghi qualcosa della direzione in cui sta andando il mondo e degli eventi veramente importanti (sia quelli brutti e pericolosi ma anche quelli belli e ottimizzanti)&lt;/p>
&lt;p>vabbeh torno al lavoro che ieri il commercialista mi ha dato un buon motivo per cui lavorare i prossimi sei mesi (ovvero guadagnare soldi per pagare le tasse dell&amp;rsquo;anno scorso, oppure mettiamola così sono così pirla che spendo troppo poco perchè non ho molti soldi e quindi pago più tasse che non se li avessi spesi.. magari con un bel finanziamento?) mah..&lt;/p></description></item><item><title>2 ottobre 2009</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/2-ottobre-2009-si-parte-da-wellington-nuova-zelanda/</link><pubDate>Fri, 04 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/2-ottobre-2009-si-parte-da-wellington-nuova-zelanda/</guid><description>&lt;p>andrò presto a Barcellona a collaborare alla creazione della comunicazione multimediale di quello che sarà il progetto più mondiale di inizio millennio! intanto ecco un&amp;rsquo;anticipazione del tragitto&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/07/gmmpnv_plan_recorrido_2406_500.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1080" title="gmmpnv_plan_recorrido_2406_500" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/07/gmmpnv_plan_recorrido_2406_500.jpg" alt="" width="500" height="255" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/07/gmmpnv_plan_recorrido_2406_500.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/07/gmmpnv_plan_recorrido_2406_500-300x153.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p></description></item><item><title>in 37 città nel mondo un giorno di sciopero della fame</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/in-37-citta-nel-mondo-un-giorno-di-sciopero-della-fame/</link><pubDate>Sun, 22 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/in-37-citta-nel-mondo-un-giorno-di-sciopero-della-fame/</guid><description>&lt;p>&lt;strong style="font-weight: bold">In 37 città del mondo oggi hanno fatto un giorno di sciopero della fame migliaia di persone che con questa attività semplice e nonviolenta hanno voluto manifestare il loro dissenso al pericolosissimo progetto americano di difesa missilistica NMD che, oltre a far partire una nuova corsa al riarmo, mette i paesi dell&amp;rsquo;europa nel mirino di ogni controversia militare americana.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/sciopero_citta.jpg" target="_blank">&lt;img class="size-full wp-image-1062" title="sciopero_citta" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/sciopero_citta.jpg" alt="" width="450" height="79" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>oltre a Milano, Roma, Torino, Trieste e Firenze, nel mondo (clicca sulle foto per aprire le gallerie):&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Spagna - Madrid&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;a href="http://picasaweb.google.com/montserrat.prieto/MADRIDNOALABASEUSAENLARCHECA2" target="_blank">&lt;img class="alignnone" src="http://lh5.ggpht.com/montserrat.prieto/SF626f0NfQI/AAAAAAAADHQ/M3fzGgCOAN8/080622%20Madrid_No%20Escudo%20%2810%29.JPG?imgmax=720" alt="Madrid" width="500" height="400" />&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;blockquote>
&lt;p>&lt;strong>Equador - Quito&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;p>&lt;span style="color: #0000ee;text-decoration: underline">&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22_giugno_sciopero_fame_quito.jpg">&lt;/a>&lt;a href="http://picasaweb.google.com/Eugeniaquez1974/CAMP_MUNDIAL_NO_RADAR_CHEQUIA_22J" target="_blank">&lt;img class="alignnone size-full wp-image-1063" title="22_giugno_sciopero_fame_quito" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22_giugno_sciopero_fame_quito.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22_giugno_sciopero_fame_quito.jpg 600w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22_giugno_sciopero_fame_quito-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>(notate qualcosa di familiare? 🙂 )&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Svizzera - Zurigo&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22-juni-009-zurico.jpg" target="_blank">&lt;img class="alignnone size-full wp-image-1064" title="22-juni-009-zurico" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22-juni-009-zurico.jpg" alt="" width="500" height="374" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22-juni-009-zurico.jpg 778w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/06/22-juni-009-zurico-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>…. non vado avanti che sono tutte sul sito ufficiale:
&lt;a href="http://www.nenasili.cz/it/1615_foto-del-22-giugno" target="_blank">http://www.nenasili.cz/it/1615_foto-del-22-giugno&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Giovedì 17: cineforum &amp;quot;Corporation&amp;quot;</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/giovedi-17-cineforum-corporation/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/giovedi-17-cineforum-corporation/</guid><description>&lt;p>è inutile e controproducente rimanere ingenui e ignoranti sulla direzione che ha preso il mondo, e soprattutto su CHI lo dirige.&lt;/p>
&lt;p>questo documentario, molto preciso e documentato, racconta la nascita delle multinazionali, dall'800 a oggi, e sulle loro dinamiche.&lt;/p>
&lt;p>è il penultimo passo del nostro cineforum &amp;ldquo;occhio non vede, cuore non duole… cervello non pensa?&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>film lungo ma necessario per la profonda rivoluzione a cui aspiriamo.&lt;/p>
&lt;p>ecco il trailer:&lt;/p>
&lt;p>vi aspetto giovedì al solito posto (
&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/" target="_blank">Centro Umanista Il Fannullone a Monza&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.thecorporation.com/" target="_blank">www.thecorporation.com&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Workingman's deathz: film capolavoro su cosa è il lavoro</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/workingmans-death-film-capolavoro-su-cosa-e-il-lavoro/</link><pubDate>Thu, 20 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/workingmans-death-film-capolavoro-su-cosa-e-il-lavoro/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/03/working_men_death.thumbnail.gif' alt='working_men_death.gif' align="left" />ieri sera mi sono concesso un po&amp;rsquo; di svago e sono andato a vedere (tra l&amp;rsquo;altro in un magnifico ambiente a Carate Brianza -
&lt;a href="http://www.centrosule.org/" target="_blank">www.centrosule.org&lt;/a>
) il film/documentario &amp;ldquo;Workingman&amp;rsquo;s death&amp;rdquo; (ovvero &amp;ldquo;la morte del lavoratore&amp;rdquo;).&lt;/p>
&lt;p>5 ritratti di come è il lavoro (nel XXI secolo) in diversi luoghi del mondo: dalle miniere abusive di carbone in ucraina a quelle di zolfo in Indonesia, dalla macelleria a campo aperto in Nigeria ai tagliatori di navi in Pakistan fino fonderie in Cina…&lt;/p>
&lt;p>un capolavoro di realtà umana, di connessione emotiva, di fotografia sociale.&lt;/p>
&lt;p>fa molto riflettere. fa ringraziare di dove e come siamo. fa venire voglia di aumentare l&amp;rsquo;energia nella costruzione di un nuovo mondo dove la violenza e la discriminazione siano preistoria.&lt;/p>
&lt;p>un film che sicuramente proporrò nel secondo ciclo del cineforum Terra 2.0&lt;/p>
&lt;p>ecco il sito del film:
&lt;a href="http://www.workingmansdeath.com/" target="_blank">www.workingmansdeath.com&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Qualche consiglio per prepararsi all'imminente recessione.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</link><pubDate>Wed, 19 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</guid><description>&lt;p>Per quanto i media diano eco solo alle voci ottimiste e mistificatrici per l’economia europea è alle porte una recessione senza precedenti che inizierà dalle periferie (Italia, Spagna, Grecia) ed infine colpirà anche i paesi più forti.&lt;/p>
&lt;p>Come ci si può preparare? Quali sono i consigli per salvarsi le chiappe?&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>Tagliare le spese&lt;/li>
&lt;li>Firmare contratti a lungo termine con i clienti. Fate anche alcune concessioni per allungarli o rinnovarli.&lt;/li>
&lt;li>Assicurati del tuo valore al lavoro. Sei nei migliori 10% della tua azienda o rischi la cassa integrazione? Se puoi spostati in una compagnia più grande: IBM, Volkswagen, Nestlè per esempio non scompariranno… cerca comunque di essere in quel 10%&lt;/li>
&lt;li>Estendi la tua rete di relazioni. Un buon network può aiutarti a trovare un altro lavoro. Oppure pensa a creare reti di scambio, baratto, aiuto reciproco.&lt;/li>
&lt;li>Se sei in una compagnia piccola diventa amico di due gruppi di persone: i commerciali (se le vendite non vanno bene sono i primi ad andarsene) e il finance/contabilità (se non ci sono soldi per pagare i fornitori lo sanno in anticipo).&lt;/li>
&lt;li>Debiti: i debiti non sono tuoi amici, specialmente durante una recessione. Hai prestiti in corso per la macchina? Mutui? Prestiti personali? Carta di credito? Cerca il più possible di alleggerirli o almeno di rinegoziarli.&lt;/li>
&lt;li>Medicine: hai una buona scorta di medicinali in caso i prezzi aumentino vertiginosamente?&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di cibo conservabile? L’ideale è avere qualche settimana o mese di autonomia.&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di contanti? L’ideale è avere 3/6 mesi di riserva di emergenza in caso il tuo reddito diminuisca drasticamente durante la recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai attrezzi e pezzi di ricambio? Se si rompesse qualcosa costa meno ripararlo che chiamare qualcuno che lo aggiusti. Lo stesso vale per i vestiti: preparate ago e filo…&lt;/li>
&lt;li>La tua macchina e la tua casa sono in buone condizioni? Se fai adesso tutte le manutenzioni passerà un po’ di tempo prima che richiedano altro lavoro (e soldi).&lt;/li>
&lt;li>Hai un serbatoio per il combustibile da riscaldamento? Riempilo e prenota già un secondo pieno, per non rimanere al freddo durante l’inverno.&lt;/li>
&lt;li>Tieni d’occhio le offerte di lavoro. Non solo potrebbe esserti utile, ma la diminuzione di offerta è un indicatore di recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai denaro investito? Beh tienilo bene d’occhio, soprattutto se non è diversificato. Meglio ancora libera il capitale ed investilo in beni di prima necessità.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>ps: articolo tratto dal blog amico
&lt;a href="http://dirittiumanimilano.splinder.com/post/16387150/E%e2%80%99&amp;#43;alle&amp;#43;porte&amp;#43;una&amp;#43;recessione" target="_blank">Diritti Umani a Milano&lt;/a>
.&lt;/p></description></item><item><title>Sai cosa sta sucedendo la fuori? dollaro a picco, petrolio alle stelle, fallimento dei grandi sistemi.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/sai-cosa-sta-sucedendo-la-fuori-dollaro-a-picco-petrolio-alle-stelle-fallimento-dei-grandi-sistemi/</link><pubDate>Fri, 14 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/sai-cosa-sta-sucedendo-la-fuori-dollaro-a-picco-petrolio-alle-stelle-fallimento-dei-grandi-sistemi/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/03/0_22_dollar_euro_450.jpg' alt='0_22_dollar_euro_450.jpg' align="left" />E&amp;rsquo; possibile che oggi anche mia nonna sappia che stanno succedendo cose un po&amp;rsquo; strane, quasi preoccupanti, in campo economico planetario..&lt;/p>
&lt;p>ogni giorno il dollaro va giù, il petrolio sale senza tetto, borse che perdono miliardi in pochi secondi…&lt;/p>
&lt;p>e la cosa non sembra una moda del momento. se uno ci fa attenzione &lt;strong>può vedere il processo&lt;/strong> che ci sta dietro (e quindi capire perché già da decenni si metteva in guardia su questi temi…)&lt;/p>
&lt;p>Ora.. a provare a pensarci del perché di tutto questo, le opzioni sono due:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>
&lt;p>tutto è stato previsto e segue un piano che noi non conosciamo (ma che immaginiamo dove porterà: grazie &amp;ldquo;all&amp;rsquo;emergenza del momento&amp;rdquo; si piglieranno tutto, cambieranno il concetto di proprietà privata prima, e inizieranno la più grande guerra planetaria.. tanto nessuno sarà cosa farci)&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>gli sta fallendo tutto in mano. non sanno letteralmente come cavolo uscirne. (questa è l&amp;rsquo;opzione che senti di più).&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>vorrebbero mantenere capra e cavoli: il monopolio del potere economico e contemporaneamente non modificare la direzione presa.. &lt;strong>mantenere lo stabilito&lt;/strong>… anche a costo di..? una guerra mondiale? rendere indigenti milioni di persone?&lt;/p>
&lt;p>far sposare miliardari a tutte?&lt;/p>
&lt;p>in entrambi i casi il futuro non è molto roseo.&lt;/p>
&lt;p>io sono molto preoccupato. Lo sono da molto tempo perché il nostro Movimento Umanista è almeno dal 1969 che avverte pubblicamente sulla crisi totale di questo sistema che viviamo.&lt;/p>
&lt;p>Sono preoccupato perché la gente che ha il potere non è saggia né lucida. e se lo fossero non avrebbere il potere di fare nulla di interessante (se non il cercare di non fare cazzate enormi tipo buttare una bomba atomica)&lt;/p>
&lt;p>sembra una contraddizione senza futuro, vero?&lt;/p>
&lt;p>una bella gatta da pelare se non fosse che…&lt;/p>
&lt;p>e qui da bravo umanista trovo sempre una via di uscita che porta agli Dei… se non fosse che &lt;strong>la gente sta iniziando ad alzare le antennine&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>e se alzando le proprie antennine uno:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;p>si fermasse un attimo a chiedersi dove si sta andando e perché…&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>cercasse di smettere di farsi distrarre dalla tv, dai media, dalle droghe, da tutto ciò che ci riempe inutilmente la vita (o meglio &lt;em>utilmente&lt;/em> a non farci pensare)&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>iniziasse a chiedere ai propri amici e conoscenti come stanno e cosa ne pensano&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>si accorgesse che ci sono in giro dei progetti e dei fenomeni interessanti, che ci sono idee, persone, luoghi che stanno già in un&amp;rsquo;altra frequenza e dirette in una nuova direzione.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>infine aprisse il proprio cuore per dargli un po&amp;rsquo; di aria lasciandolo andare…&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>beh.. forse qualcosa di veramente interessante potrebbe manifestarsi.&lt;/p>
&lt;p>questo mondo fallirà lo stesso. perchè DEVE fallire, ma noi saremo già lì a ricostruirlo su nuove basi con l&amp;rsquo;enorme pace, forza e allegria che abbiamo dentro!&lt;/p></description></item><item><title>Umanesimo e Nuovo Mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/10/umanesimo-e-nuovo-mondo/</link><pubDate>Thu, 13 Oct 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/10/umanesimo-e-nuovo-mondo/</guid><description>&lt;p>#todo_img new_krur_64.gif&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>ieri sera in riunione (ebbene sì, se vuoi cambiare il mondo è bene organizzarsi e darsi un ritmo.. almeno una riunione alla settimana) tra molte cose abbiamo letto e discusso su ciò che segue.. leggete, gente, meditate, gente, interaginte, gente…&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>UMANESIMO E NUOVO MONDO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>ISTITUTO NAZIONALE DI BELLE ARTI, CITTA’ DEL MESSICO, MESSICO&lt;/p>
&lt;p>7 LUGLIO 1991&lt;/p>
&lt;p>Il tema di oggi, “Umanesimo e Nuovo Mondo”, deve essere collocato, anche se con brevi cenni, in un contesto adeguato. Quando si parla di “Umanesimo” generalmente ci si riferisce a quella corrente letteraria che ha nel &lt;strong>Petrarca&lt;/strong> il suo iniziatore e che si sviluppa parallelamente alla grande trasformazione operata dal &lt;strong>Rinascimento&lt;/strong>. Ma non è difficile comprovare come &lt;strong>in altre civiltà&lt;/strong> - ed anche in quelle più vicine alla civiltà europea - una serie di temi venga affrontata a partire da un &lt;strong>punto di vista analogo&lt;/strong> a quello degli Umanisti del Rinascimento. All’interno della cultura romana è &lt;strong>Cicerone&lt;/strong> il rappresentante più conosciuto di questa tendenza. Dall’epoca del Rinascimento europeo, &lt;strong>gli umanisti non solo hanno attribuito all’essere umano lo statuto di soggetto e di generatore degli eventi storici ma lo hanno collocato al centro di tutte le attività fondamentali.&lt;/strong> L’essere umano è divenuto anche il gradino più alto di un’assiologia che potremmo riassumere efficacemente con la frase: &lt;strong>“Niente al di sopra dell’uomo e nessun uomo al di sopra di un altro”&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>E’ soprattutto durante il Rinascimento, nella lotta contro l’oscurantismo intrapresa dall’Arte e dalla Scienza, che il termine “umanesimo” acquista la sua reale dimensione. Sarebbe francamente superfluo ricordare qui l’opera di &lt;strong>Pico della Mirandola&lt;/strong> o di &lt;strong>Giordano Bruno&lt;/strong> o, naturalmente, quella di &lt;strong>Galileo&lt;/strong>: figure di culto per gli umanisti di oggi. Essi subirono tutti la persecuzione da parte di un sistema che mutilava la dimensione reale dell’essere umano collocando al di sopra di tutto la divinità e quindi le figure vicarie di questa: il principe, lo Stato, le leggi.&lt;/p>
&lt;p>L’irrompere dell’umanesimo sconvolge questa scala di valori. L’umanesimo mette al centro della scena l’anima e il corpo dell’essere umano prendendo in prestito, il più delle volte, &lt;strong>concezioni proprie del paganesimo greco-romano&lt;/strong>, a sua volta fortemente influenzato dalle &lt;strong>scuole&lt;/strong> di pensiero &lt;strong>neo-platonica&lt;/strong> e &lt;strong>neo-pitagorica&lt;/strong>. Un formidabile dibattito si sviluppa nella vecchia Europa, la cui sfera d’influenza si estende in quello stesso periodo alle Americhe. Ma come ben sappiamo, la colonizzazione e la conquista non vengono portate avanti sulla base di quegli elementi di progresso che si stavano facendo strada nei circoli europei più avanzati ma solo con la brutalità e con l’ideologia dominante, che a quel tempo era oscurantista e fondata sulla monarchia per diritto divino. L’Inquisizione e la persecuzione del libero pensiero raggiungono le nuove terre; ma, insieme a queste, e per il momento in modo non direttamente visibile, arrivano anche le idee che faranno da detonatore alla Rivoluzione Francese ed alle guerre e rivoluzioni grazie alle quali l’America diventerà indipendente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>E’ proprio lo svilupparsi della visione umanista, antropocentrica, ad inaugurare la modernità&lt;/strong>; visione che non si esprime ormai solamente nell’arte e nella scienza ma che arriva a toccare la sfera politica dell’epoca, s&lt;strong>fidando apertamente la monarchia ed il potere ecclesiastico&lt;/strong>. Sia che si subisca il fascino di quel periodo, che in Occidente apre la strada all’età delle rivoluzioni, sia che lo si rifiuti, andrà comunque riconosciuto il contributo tutto speciale che vi apportò l’Umanesimo.&lt;/p>
&lt;p>Oggi, al tramonto delle rivoluzioni, anche quell’umanesimo, così vitale, pare tramontare, spinto via dalla forza di una tecnologia che sembra essere riuscita ad assorbire la trasformazione rivoluzionaria delle strutture economico-sociali, a spogliare il discorso politico di ogni capacità di comunicazione ed a sostituire alle idee di Fraternità e Solidarietà l’economia della competizione, le cosiddette leggi di autoregolazione del mercato e le nude e crude variabili della macroeconomia. Parallelamente viene proposta una nuova scala di valori: una scala vuota, in cui all’essere umano in quanto tale è negato il livello più alto, che spetta ora al culto del denaro. Nella mitologia contemporanea esiste ovviamente un’ideologia che giustifica questa operazione: è l’ideologia della Fine delle Ideologie e della Fine della Storia, nella quale sentiamo risuonare l’eco delle idee del pragmatismo che hanno fatto la loro comparsa verso la metà del secolo scorso.&lt;/p>
&lt;p>A mio parere questo pragmatismo filosoficamente tanto elementare - sostenuto da un neo-darwinismo che zoologizza la società con la sua concezione della lotta per la sopravvivenza che premia il più adatto - sta prendendo piede non tanto per le sue eccezionali qualità intrinseche quanto per il &lt;strong>crollo&lt;/strong>, dovuto all’azione di molteplici fattori, &lt;strong>dei grandi sistemi di pensiero&lt;/strong>. E’ veramente un vuoto enorme quello lasciato dalla disgregazione dei sistemi di pensiero strutturati; vuoto che può essere riempito da qualsiasi cosa di qualità inferiore che sia in grado di soddisfare gli interessi di coloro che controllano i meccanismi dell’economia.[…]&lt;/p>
&lt;p>Pertanto, l**’umanesimo di oggi, se intende essere coerente, non può che considerarsi libertario, solidale, attivo ed impegnato nella realtà sociale: esso non può contrapporre in alcun modo l’arte alla scienza, né commettere l’errore di identificare l’arte con l’umanesimo e la scienza con la tecnologia.** Deve considerare entrambi i termini inerenti al processo di evoluzione culturale dell’umanità ed aver chiaro il fatto che determinati aspetti della tecnologia altro non sono se non strumenti al servizio di quanti detengono il potere economico. […]&lt;/p></description></item></channel></rss>