<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>MovimentoUmanista | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/movimentoumanista/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/movimentoumanista/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>MovimentoUmanista</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 25 Feb 2018 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>MovimentoUmanista</title><link>https://stefanocecere.com/tag/movimentoumanista/</link></image><item><title>Attivista</title><link>https://stefanocecere.com/about/attivista/</link><pubDate>Sun, 25 Feb 2018 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/about/attivista/</guid><description>&lt;p>Dopo molti anni a studiare e a pensare in solitario, ebbi l&amp;rsquo;occasione di interagire con il mondo vero, reale, esterno. avevo 23 anni&lt;/p>
&lt;h2 id="1996---movimento-umanista">1996 - MOVIMENTO UMANISTA&lt;/h2>
&lt;p>Aiuto nello sviluppo del CD ROM di un&amp;rsquo;enciclopedia multimediale umanista.&lt;br>
Per due anni lavoriamo in una dozzina di persone tra video, modelli 3D, musiche, programmazione, databases. Sarà poi pubblicata e distribuita in tutto il mondo.&lt;br>
Inizio qui l&amp;rsquo;arte e la scienza della &amp;ldquo;riunione settimanale attivista&amp;rdquo; che continuerà senza sosta fino al 2010.&lt;/p>
&lt;h2 id="1998---guerra-kosovo">1998 - GUERRA KOSOVO&lt;/h2>
&lt;p>appoggio ad attività di sensibilizzazione sul tema della Guerra in Kosovo&lt;/p>
&lt;h2 id="1999---elezioni-europee">1999 - ELEZIONI EUROPEE&lt;/h2>
&lt;p>raccolta firme con un programma incentrato sul disarmo, sul rendere pubblici e gratuiti i servizi fondamentali, una legge di Responsabilità Politica (che arrivò ma fu messa in un cassetto in parlamento) per una sorta di &amp;ldquo;recall&amp;rdquo; dei politici che non mantenevano le promesse elettorali.&lt;/p>
&lt;h2 id="2000---wto-no-global">2000 - WTO, NO GLOBAL&lt;/h2>
&lt;p>arrivano i primi documentari e i libri (No Logo in primis) sui &amp;ldquo;danni&amp;rdquo; della globalizzazione fatta per arricchire pochi e impoverire molti. Chi studia la World Trade Organization si ritroverà poi a partecipare al Movimento No Global nei vari Social Forums. sono anni molti interessanti e attivi.&lt;/p>
&lt;h2 id="2001---open-source">2001 - OPEN SOURCE&lt;/h2>
&lt;p>da informatico etico abbraccio il movimento Open Source sviluppando siti web e database distribuiti di materiali utili all&amp;rsquo;attivismo. contribuisco ai progetti Mozilla.&lt;br>
Tengo diversi incontri partendo dall&amp;rsquo;articolo di Bill Joy &amp;ldquo;Perchè il futuro non ha bisogno di noi: Le nostre più potenti tecnologie del 21&amp;rsquo; secolo - scienze robotiche, ingegneria genetica e nanotecnologia - minacciano di far degli umani una specie a rischio&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;h2 id="2002---togo">2002 - TOGO&lt;/h2>
&lt;p>Partecipo attivamente a sostenere diversi progetti di alfabetizzazione per rendere autosufficienti diversi villaggi in Togo. Organizzo dozzine di cene e proiezioni.&lt;/p>
&lt;h2 id="2003---guerra-iraq">2003 - GUERRA IRAQ&lt;/h2>
&lt;p>intorno alla grande manifestazione del 15 febbraio 2003 a Roma contro la guerra in Iraq, partecipo a molte attività informative.&lt;br>
Nel contesto della Regionale Umanista Europea di Budapest avvio un tavolo di studio sulle Tecnologie Digitali per l&amp;rsquo;attivismo.&lt;/p>
&lt;h2 id="2004---il-fannullone">2004 - IL FANNULLONE&lt;/h2>
&lt;p>Apertura e gestione spazio culturale e sociale “Il Fannullone” a Monza (rimarrà aperto 4 anni)&lt;br>
Diamo il via all&amp;rsquo;edizione e pubblicazione della rivista cartacea Il Fannullone che uscirà per 3 anni con il contributo di centinaia di volontari.&lt;br>
Organizzazione di tre Festival del Volontariato coinvolgendo dozzine di associazioni di Monza e Brianza&lt;/p>
&lt;h2 id="2005---emergenza-tsunami">2005 - EMERGENZA TSUNAMI&lt;/h2>
&lt;p>in aiuto a diverse organizzazioni umanitarie, co-organizzo un grande concerto al Rolling Stone di Milano, coinvolgendo dozzine di amici musicisti. L&amp;rsquo;evento è l&amp;rsquo;occasione per unire molti artisti e pubblico in un momento di empatia.&lt;/p>
&lt;YouTube id="o9hSfjbYOCM" />
![](https://youtu.be/o9hSfjbYOCM)
&lt;h2 id="2006---meetup-monza">2006 - MEETUP MONZA&lt;/h2>
&lt;p>da sempre grande estimatore di Grillo ed anelante ad un suo &amp;ldquo;attivismo politico&amp;rdquo;, partecipo con interesse alla nascita del MeetUp di Monza.&lt;br>
Da allora seguo quotidianamente il blog e non smetterò mai più.&lt;/p>
&lt;h2 id="2007---scudo-stellare">2007 - SCUDO STELLARE&lt;/h2>
&lt;p>Campagna europea di sensibilizzazione e informazione sul tema dello Scudo Stellare in costruzione in Repubblica Ceca. Organizzazione di un concerto in Piazza Duomo a Milano con testimonials nazionali (Le Vibrazioni, Fiorello)&lt;/p>
&lt;h2 id="2008---no-tav-e-no-atomiche">2008 - NO TAV e NO ATOMICHE&lt;/h2>
&lt;p>Appoggio al nascente Movimento No TAV. sinergia con diversi MeetUps.&lt;br>
Molti banchini e incontri sul tema della bombe atomiche di Ghedi e Aviano.&lt;/p>
&lt;h2 id="2009---marcia-mondiale-per-la-pace-e-la-nonviolenza">2009 - MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA&lt;/h2>
&lt;p>Per questo grandissimo progetto internazionale, che mi porterà in India, Corea, Giappone, Russia e poi Sud America, aiuto sviluppando il sito web e curando la comunicazione sui socials (Facebook è agli albori). Nasce una rete internazionale multidisciplinare.&lt;/p>
&lt;p>ah: già che c&amp;rsquo;era ho composto e prodotto alcune musiche tra qui quella dello spot ufficiale&lt;/p>
&lt;YouTube id="TyzhJUJfNF0" />
![](https://youtu.be/TyzhJUJfNF0)
&lt;h2 id="2011---pressenza">2011 - PRESSENZA&lt;/h2>
&lt;p>Impostazione del sito web dell&amp;rsquo;Agenzia stampa no profit internazionale sui diritti umani e nonviolenza. Seguo tutt&amp;rsquo;ora lo sviluppo e la crescita di questo progetto.&lt;/p>
&lt;h2 id="2012---casaleggio-fo-grillo">2012 - CASALEGGIO, FO, GRILLO&lt;/h2>
&lt;p>Inizio a studiare tutti i libro del trio e a diffonderli. Soprattutto Gianroberto è una rivelazione.&lt;/p>
&lt;h2 id="2015---jamurr">2015 - JAMURR&lt;/h2>
&lt;p>avvio dell&amp;rsquo;Associazione Culturale per promuovere l&amp;rsquo;Alfabetizzazione Digitale delle nuove generazioni, workshops di game design con bambini 7-12 anni.&lt;/p>
&lt;h2 id="2016---olivetti-e-sum">2016 - Olivetti e SUM&lt;/h2>
&lt;p>Iniziando a studiare Adriano Olivetti comprendo a fondo la potenza del progetto M5S e decido di attivarmi con più determinazione.&lt;br>
gli eventi SUM a Ivrea sono stati fondamentali: incontri multidisciplinari con sguardo al futuro. Punti di vista differenti e tanti personaggi che cercano un futuro comune.&lt;/p>
&lt;h2 id="2018---videogiochi-impatto-sociale">2018 - VIDEOGIOCHI IMPATTO SOCIALE&lt;/h2>
&lt;p>collaboro con l&amp;rsquo;Istituto Tecnologie Didattiche (ITD) e poi il Didacta per lo studio e la promozione dei videogiochi come strumenti didattici&lt;br>
Partecipo allo sviluppo del videogioco Antura and the Letters in aiuto ai bambini siriani, con relativa sensibilizzazione della guerra in Siria.&lt;/p>
&lt;h2 id="2019---candidatura-europea">2019 - CANDIDATURA EUROPEA&lt;/h2>
&lt;p>il mio interesse per la visione globale dell&amp;rsquo;umanità mi porta a candidarmi alle europee con quello che ritengo il miglior progetto politico del XXI secolo.&lt;/p></description></item><item><title>The World March for Peace and Nonviolence</title><link>https://stefanocecere.com/project/the-world-march-for-peace-and-nonviolence/</link><pubDate>Wed, 27 Jan 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/the-world-march-for-peace-and-nonviolence/</guid><description>&lt;p>Per questo grandissimo progetto internazionale, che mi porterà in India, Corea, Giappone, Russia e poi Sud America, aiuto sviluppando il sito web e curando la comunicazione sui socials (Facebook è agli albori). Nasce una rete internazionale multidisciplinare.&lt;/p>
&lt;p>siti:
&lt;a href="http://www.theworldmarch.org" target="_blank">http://www.theworldmarch.org&lt;/a>
e
&lt;a href="https://www.marciamondiale.org" target="_blank">https://www.marciamondiale.org&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>ah: già che c&amp;rsquo;era ho composto e prodotto alcune musiche tra qui quella dello spot ufficiale&lt;br>
&lt;YouTube id="TyzhJUJfNF0" />&lt;br>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="https://youtu.be/TyzhJUJfNF0" alt="video" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;br>
&lt;a href="https://youtu.be/TyzhJUJfNF0" target="_blank">https://youtu.be/TyzhJUJfNF0&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>ecco alcune immagini dei siti e delle attività:&lt;br>
{&amp;lt; sc_gallery album=&amp;ldquo;gallery&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p></description></item><item><title>No allo Scudo Stellare</title><link>https://stefanocecere.com/project/no-allo-scudo-stellare/</link><pubDate>Sun, 01 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/no-allo-scudo-stellare/</guid><description>&lt;p>Per diversi mesi mi sono attivato a tempo pieno su questa campagna europea, coinvolgendo molti amici artisti nel dare testimonianza, e con Francesco Sarcina delle Vibrazioni avevamo anche creato un opuscolo ad hoc da distribuire durante il loro tour con una data importante in Piazza Duomo a Milano.&lt;/p>
&lt;p>ecco la campagna:&lt;br>
&lt;YouTube id="mRH2JTd18SA-8" />&lt;br>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="https://youtu.be/mRH2JTd18SA-8" alt="video" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;br>
&lt;a href="https://youtu.be/mRH2JTd18SA-8" target="_blank">https://youtu.be/mRH2JTd18SA-8&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;h2 id="fiorello">Fiorello&lt;/h2>
&lt;YouTube id="ZOf2zKqOC-Y" />
![video](https://youtu.be/ZOf2zKqOC-Y)
&lt;https://youtu.be/ZOf2zKqOC-Y>
&lt;h2 id="dario-fo">Dario Fo&lt;/h2>
&lt;YouTube id="6fOCfxUssaw" />
![video](https://youtu.be/6fOCfxUssaw)
&lt;https://youtu.be/6fOCfxUssaw>
&lt;h2 id="intervista-a-francesco">Intervista a Francesco&lt;/h2>
&lt;YouTube id="ENtuLHV2zDU" />
![video](https://youtu.be/ENtuLHV2zDU)
&lt;https://youtu.be/ENtuLHV2zDU>
&lt;h2 id="documentario">documentario&lt;/h2>
&lt;p>ecco un documentario che spiega:&lt;br>
&lt;YouTube id="dln3HtG5o-8" />&lt;br>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="https://youtu.be/dln3HtG5o-8" alt="video" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;br>
&lt;a href="https://youtu.be/dln3HtG5o-8" target="_blank">https://youtu.be/dln3HtG5o-8&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Spazio Fannullone a Monza</title><link>https://stefanocecere.com/project/spazio-fannullone/</link><pubDate>Wed, 21 Nov 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/spazio-fannullone/</guid><description>&lt;p>UNO SPAZIO PER RITROVARSI&lt;br>
nel 2005 a Monza, con Marco Stegani e amici affittammo un magazzino e lo trasformammo in un luogo speciale: uno spazio sociale, culturale, politico, ricreativo, umanista.&lt;br>
lo chiamammo &amp;ldquo;Spazio Fannullone&amp;rdquo; perché editavamo la rivista
&lt;a href="https://stefanocecere.com/project/il-fannullone/">Il Fannullone&lt;/a>
, appunto.&lt;/p>
&lt;p>per diversi anni è stato il punto di riferimento per mille attività e riunioni (dove riunione è anche una super cena sushi dopo aver comprato un salmone intero alla Metro 🙂 .. ecco alcune
&lt;a href="https://www.flickr.com/photos/krur/albums/72157716208608012" target="_blank">foto su Flickr&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>purtroppo le circostanze ci portarono a chiuderlo nel 2009, ma penso che oggi più che mai abbiamo bisogno di luoghi del genere: spazi dove ritrovarsi.&lt;/p>
&lt;p>{&amp;lt; sc_gallery album=&amp;ldquo;gallery&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p></description></item><item><title>Il Fannullone</title><link>https://stefanocecere.com/project/il-fannullone/</link><pubDate>Sat, 27 Jan 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/il-fannullone/</guid><description>&lt;p>{&amp;lt; figure src=&amp;ldquo;ilfannullone_copertine.jpg&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p>
&lt;p>i 12 numero della rivista Il Fannullone&lt;/p>
&lt;p>url:
&lt;a href="https://stefanocecere.github.io/ilfannullone.it/" target="_blank">https://stefanocecere.github.io/ilfannullone.it/&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Documento del Movimento Umanista</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/11/documento-del-movimento-umanista/</link><pubDate>Thu, 17 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/11/documento-del-movimento-umanista/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2005/omino-paf.gif" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Nel 1993 Silo, lo pseudonimo dell&amp;rsquo;argentino Mario Rodriguez Cobos, ha pubblicato quello che potremmo chiamare il &amp;ldquo;manifesto&amp;rdquo; del Movimento Umanista. un documento che definisce in modo semplice ma preciso &lt;strong>le basi e la missione di questo progetto mondiale&lt;/strong> di umanizzazione della terra.&lt;/p>
&lt;p>Chi fosse minimamente interessato è invitato a leggerlo:
&lt;a href="https://stefanocecere.com/post/documento-del-movimento-umanista/">documento-movimento-umanista&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Personalmente ritengo oggi &lt;strong>fondamentale e doveroso definire bene le proprie posizioni e i propri interessi&lt;/strong>. Sempre più persone si stanno promuovendo &amp;ldquo;risolvitori dei problemi del mondo&amp;rdquo;, o detentori di verità incomprese (dagli altri), oltre a non aver chiaro in che modo portare avanti le proprie idee, tutto ciò potrebbe forse incasinare di più la situazione (poi ha ragione chi commenta che la frammentazione e l&amp;rsquo;individualismo più cerchi di risolverli, più aumentano!) 🙂&lt;/p>
&lt;p>PS: se sottoscrivi questo documento ( = ti sembra sensato) contattami che quantomeno ti tengo aggiornato con una newsletter&lt;/p></description></item><item><title>Io sono nonviolento</title><link>https://stefanocecere.com/project/io-sono-nonviolento/</link><pubDate>Sat, 25 Jun 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/io-sono-nonviolento/</guid><description>&lt;p>LA NONVIOLENZA È UNA SCELTA DI VITA,&lt;br>
È IMPARARE A SUPERARE LA VIOLENZA IN SÉ E FUORI DI SÉ&lt;/p>
&lt;p>Campagna promossa da:&lt;br>
Abareka Nandree Onlus - Centro delle Culture - Che Gusto Onlus - Dialogo Onlus - Fiau Onlus - Human Development Onlus - i Cammini Aperti Onlus - L&amp;rsquo;Albero della Vita Onlus - La Comunità per lo sviluppo Umano - Mondo Senza Guerre - Pagina Aperta - Partito Umanista - Senza Confini Onlus - Sviluppo Umano Onlus - Umanisti nel Mondo Onlus - Un Altro Mondo Onlus&lt;/p>
&lt;h2 id="manifesto">Manifesto&lt;/h2>
&lt;p>&lt;strong>&amp;ldquo;È un umanista chiunque lotti contro la discriminazione e la violenza e proponga delle vie d&amp;rsquo;uscita perché la libertà di scelta dell&amp;rsquo;essere umano possa manifestarsi&amp;rdquo;&lt;/strong> (Silo)&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il Nuovo Umanesimo è caratterizzato da un atteggiamento ed una prospettiva di fronte alla vita, una sensibilità e un modo di vivere il rapporto con gli altri esseri umani.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il Nuovo Umanesimo non è solo storia ma anche e soprattutto progetto per un mondo futuro e strumento attuale d&amp;rsquo;azione&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il Nuovo Umanesimo contribuisce al miglioramento della vita, crea un fronte contro la discriminazione, il fanatismo, lo sfruttamento e la violenza.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il Nuovo Umanesimo è creativo, non ripetitivo.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Il Nuovo Umanesimo ha chiari i paradossi di questa epoca ed aspira a risolverli.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;atteggiamento umanista, comune agli umanisti di tutte le culture, si basa su alcune caratteristiche:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>considera l&amp;rsquo;essere umano come valore centrale&lt;/li>
&lt;li>propone l&amp;rsquo;uguaglianza di opportunità per tutti&lt;/li>
&lt;li>riconosce la diversità opponendosi ad ogni forma di discriminazione&lt;/li>
&lt;li>auspica la libertà di pensiero&lt;/li>
&lt;li>lotta contro ogni forma di violenza&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Queste proposte finiscono per configurare uno stile di vita e una forma di relazione di altissimo valore morale, che può essere espressa in questa frase &amp;ldquo;Tratta gli altri come vuoi essere trattato&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>La partecipazione in tutti i campi è una caratteristica determinante del comportamento umanista: partecipare nelle aree culturali, sociali e politiche con tutta l&amp;rsquo;energia di cui gli umanisti sono capaci è una necessità di questa epoca critica in cui viviamo.&lt;/p>
&lt;p>In un mondo globalizzato dove divampano gli scontri tra culture, etnie e religioni, deve esistere un Umanesimo Universalista, plurale, basato sulla convergenza. In un mondo in cui i Paesi, le istituzioni e i rapporti umani continuano a destrutturarsi, deve esistere un Umanesimo capace di stimolare la ricomposizione delle forze sociali. In un mondo che ha smarrito il senso e la direzione della vita, deve esistere un Umanesimo capace di creare una nuova atmosfera di riflessione che riconosca la relazione inscindibile tra il mondo personale e il sociale.&lt;/p>
&lt;p>Nasce una nuova civiltà che, per la prima volta nella storia, avrà una dimensione planetaria e sarà comune a tutti gli esseri umani. Questa nuova civiltà nasce tra conflitti e crisi che incidono e incideranno profondamente sulla vita di tutti noi.&lt;/p>
&lt;p>Sarà forse il momento di iniziare a interrogarsi seriamente, come individui particolari o come membri di un&amp;rsquo;organizzazione umana, sul destino della nostra specie e sul significato delle nostre azioni.&lt;/p>
&lt;p>Ed è proprio a queste domande che il Nuovo Umanesimo pretende di dare risposte.&lt;/p>
&lt;p>FESTIVAL UMANISTA&lt;br>
Il Festival del Nuovo Umanesimo&lt;br>
Milano, 25 - 26 Giugno 2005&lt;/p>
&lt;h2 id="programma-del-festival">Programma del Festival&lt;/h2>
&lt;h3 id="sabato-25-giugno">SABATO 25 GIUGNO&lt;/h3>
&lt;p>Ore 16.00&lt;br>
APERTURA FESTIVAL&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00 (area prato)&lt;br>
Compagnia teatrale LA TELA DI PENELOPE&lt;br>
spettacolo CORO PER UN MONDO DI PACE&lt;/p>
&lt;p>Ore 18.00 (area prato)&lt;br>
Artista FATAMATA AZZURRRA spettacolo SENTICHESTORIA di e con M. Cristina Ceresa&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.15 (palco)&lt;br>
Compagnia di danza CADEAUX MAINOL di Franca Ferrari&lt;br>
spettacolo SETTE VARIABILE&lt;/p>
&lt;p>a partire dalle 21.00 (palco)&lt;br>
Concerti di:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>SALVATORE RANIERI&lt;/li>
&lt;li>MAURO &amp;amp; STEFANO&lt;/li>
&lt;li>KRUR (Stefano Cecere) - L&amp;rsquo;AURA - ANDY (Bluvertigo) - GARBO&lt;/li>
&lt;li>DEASONIKA&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>AREA PUNTO D&amp;rsquo;INCONTRO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ore 16.00&lt;br>
Riconversione dell&amp;rsquo;industria bellica in Lombardia&lt;/p>
&lt;p>Intervengono:&lt;br>
Anna Polo - Partito Umanista&lt;br>
Alberto Stefanelli - rivista Guerra e pace&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00&lt;br>
Matrimoni omosessuali: percorsi verso l&amp;rsquo;uguaglianza di diritti&lt;/p>
&lt;p>Intervengono:&lt;br>
Valerio Colombo - Partito Umanista&lt;br>
Gianni Geraci - Il Guado&lt;br>
Paolo Ferigo - CIG Arcigay&lt;br>
Francesca Polo - Arcilesbica&lt;/p>
&lt;p>Ore 18.30&lt;br>
Laboratorio sulla nonviolenza&lt;/p>
&lt;h3 id="domenica-26-giugno">DOMENICA 26 GIUGNO&lt;/h3>
&lt;p>Ore 10.30&lt;br>
APERTURA FESTIVAL&lt;/p>
&lt;p>Dalle 16.00 alle 19.00&lt;br>
Clown Itinerante RAGGIO DI SOLE&lt;/p>
&lt;p>Ore 16.00 (area prato)&lt;br>
Artiste di strada FILAUDICHE&lt;br>
spettacolo EQUOLIBERI TRA TERRA E CIELO&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00 (area prato)&lt;br>
Clown/maga VIKY&lt;br>
spettacolo MAGIE&lt;/p>
&lt;p>Ore 18.00 (area prato)&lt;br>
Compagnia teatrale LA FABBRICA DEL CLOWN spettacolo UN TEATRINO ROSSO E D&amp;rsquo;ORO&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.15 (palco)&lt;br>
Compagnia di danza SOSTA VIETATA&lt;br>
spettacolo IL GIOCO&lt;/p>
&lt;p>Dalle 19.30 alle 21.00 (area ristoro)&lt;br>
Gruppo CHIARA BACCALINI &amp;amp; SALVATORE SCHISANO in PIANO BAR&lt;/p>
&lt;p>A partire dalle 21.00 (palco)&lt;br>
Concerti di:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>NOEMA&lt;/li>
&lt;li>MARCELLA BOCCIA&lt;/li>
&lt;li>SUPERNOVA&lt;/li>
&lt;li>BEFOLK&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>AREA PUNTO D&amp;rsquo;INCONTRO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ore 15.00&lt;br>
Centro delle Culture: incontro sul dialogo tra le culture&lt;/p>
&lt;p>Ore 16.00&lt;br>
La Comunità per lo sviluppo umano: Conferenza-esperienza &amp;ldquo;La ricerca del senso della vita&amp;rdquo; Intervengono: Luca Ventimiglia e Valeria Gargiulo&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00&lt;br>
Lavoro flessibile e reddito sociale garantito&lt;/p>
&lt;p>Intervengono:&lt;br>
Salvatore Fraticelli e Nadia Fanciulli - Partito Umanista&lt;br>
Angela Catanzarito - Rete regionale contro la precarietà e la legge 30&lt;br>
Guido Trifiletti - CUB Lombardia&lt;br>
Un esponente di Sin Cobas&lt;/p>
&lt;p>Ore 18.00&lt;br>
Presentazione del libro Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti&lt;/p></description></item><item><title>che bello stare con amici a divertirsi validamente…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/04/che-bello-stare-con-amici-a-divertirsi-validamente/</link><pubDate>Mon, 11 Apr 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/04/che-bello-stare-con-amici-a-divertirsi-validamente/</guid><description>&lt;p>&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/index.php?id=foto&amp;tx_gooffotoboek_pi1_srcdir=20050410_incontro_non_violenza" target="_blank">Il Fannullone: La Forza della Non Violenza&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>#TODO/recuperare-foto&lt;/p></description></item><item><title>per un mondo di pace?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/03/per-un-mondo-di-pace/</link><pubDate>Tue, 22 Mar 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/03/per-un-mondo-di-pace/</guid><description>&lt;p>non avrei mai pensato che tutte le manifestazioni per il &lt;strong>no alla guerra&lt;/strong> di sabato scorso sarebbero state così boicottate dai media…&lt;/p>
&lt;p>non ne ha parlato praticamente nessuno, neanche i giornali di &amp;ldquo;sinistra&amp;rdquo;, se non fosse stato per quei &amp;ldquo;disobbedienti&amp;rdquo; o chi altro (dai quali non ho mai nascosto di essere pienamente dissociato) che retroalimentano la tensione, anzichè mostrare come distenderla…&lt;/p>
&lt;p>il bello è che in pochissimi sapevano che ci sarebbero state manifestazioni in tutto il mondo. e ora quasi pochissimi sanno che ci sono state.. ah ah&lt;/p>
&lt;p>amici del Movimento (Umanista) hanno organizzato un pullman, da Milano…&lt;/p>
&lt;p>due anni fa ne erano partiti a dozzine (solo Emergency ne aveva organizzati 10..)&lt;/p>
&lt;p>quest&amp;rsquo;anno il nostro è stato uno dei pochi..&lt;/p>
&lt;p>forse il disinteresse, o la rassegnazione, oppure la sottomissione a forze che crediamo più grandi e importanti (la scusante che è girata, a giustificare il tutto, è che siamo &amp;ldquo;sotto elezioni&amp;rdquo;..) cominciano a crescere più di quanto potevamo immaginare&lt;/p>
&lt;p>pace&lt;/p></description></item><item><title>Emergenza Tsunami</title><link>https://stefanocecere.com/project/emergenza-tsunami-concert/</link><pubDate>Tue, 08 Feb 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/emergenza-tsunami-concert/</guid><description>&lt;p>Nel 2005 con alcuni amici musicisti abbiamo organizzato questo concerto di solidarietà al Rolling Stone di Milano per le vittime dello Tsunami del 2004.&lt;/p>
&lt;YouTube id="o9hSfjbYOCM" />
![video](https://youtu.be/o9hSfjbYOCM)
&lt;https://youtu.be/o9hSfjbYOCM>
&lt;p>Il Coordinamento Umanista Emergenza India organizza, con la collaborazione della Rock Planet Productions e del Rolling Stone, un concerto/evento a favore delle vittime dello Tsunami, martedì 8 febbraio, dalle 21:00, presso il Rolling Stone di Milano.&lt;br>
Emergenza Tsunami è una campagna benefica promossa dal Coordinamento Umanista Emergenza India, composto da associazioni che da diversi anni operano nelle aree colpite dal maremoto del 26 dicembre 2004 nel sud-est asiatico.&lt;br>
Tra le iniziative in corso é stato organizzato – in collaborazione con la Rock Planet Productions, con il Rolling Stone e alcuni artisti promotoriun concerto/evento di beneficenza in grado di coinvolgere gruppi e singoli musicisti sensibili all’iniziativa.&lt;br>
L’intero ricavato sarà devoluto alle ONLUS del Coordinamento Umanista Emergenza India, che operano con la seguente metodologia:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>coinvolgimento attivo delle popolazioni locali.&lt;/li>
&lt;li>auto-organizzazione (sviluppo locale tramite strumenti per superare i&lt;/li>
&lt;li>problemi e le difficoltà sociali, ambientali, economiche)&lt;/li>
&lt;li>principio di reciprocità (chi riceve aiuto si impegna ad aiutare altri)&lt;/li>
&lt;li>permanenza (azione continua, sia prima che dopo le emergenze).&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Insieme a tutti gli artisti e i partecipanti alla serata si realizzerà inoltre un videomessaggio di solidarietà, forza e allegria a supporto dell’aiuto materiale.&lt;/p>
&lt;p>L’evento si è svolto martedì 8 febbraio presso il Rolling Stone di C.so XXII Marzo 32 a Milano, a partire dalle 21:00 (apertura ore 20:30). Costo del biglietto: 7 euro + offerta libera.&lt;/p>
&lt;p>Una serata, promossa ampiamente su tutti i media, in cui si esibiranno, anche con formazioni e combinazioni originali od eccezionali, diversi musicisti e artisti.&lt;br>
In chiusura un DJ set animato da diversi DJs.&lt;br>
Presenteranno la serata: Petra (Radio RDS) ed Elena Di Cioccio (All Music)&lt;/p>
&lt;p>Artisti:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Andy (Bluvertigo) + Krur + Garbo&lt;/li>
&lt;li>Deasonika&lt;/li>
&lt;li>Eugenio Finardi + Massimo Martellotta + Vince Vallicelli + Pippo Guarnera&lt;/li>
&lt;li>Flavio (DeltaV) + Livio Magnini (Bluvertigo)&lt;/li>
&lt;li>Franziska&lt;/li>
&lt;li>L’aura&lt;/li>
&lt;li>L’uomo invisibile&lt;/li>
&lt;li>Lele Battista (La Sintesi)&lt;/li>
&lt;li>Livio Magnini (Bluvertigo)&lt;/li>
&lt;li>Lombroso&lt;/li>
&lt;li>Lorenzo Pierobon&lt;/li>
&lt;li>Mario Riso&lt;/li>
&lt;li>Megaherz * Mistonocivo&lt;/li>
&lt;li>Morgan&lt;/li>
&lt;li>Odette Di Maio (Soon) + Raffaella Destefano (Madreblu)&lt;/li>
&lt;li>Papa Winnie&lt;/li>
&lt;li>Rapsodia&lt;/li>
&lt;li>Saturnino&lt;/li>
&lt;li>Stefano Vergani&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Il coordinamento promotore è formato da:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Un mondo senza guerre –
&lt;a href="https://www.mondosenzaguerre.org" target="_blank">www.mondosenzaguerre.org&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Human development onlus –
&lt;a href="https://www.humandevelopment.it" target="_blank">www.humandevelopment.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Unaltromondo onlus –
&lt;a href="https://www.unaltromondo.it" target="_blank">www.unaltromondo.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Sviluppo Umano onlus –
&lt;a href="https://www.sviluppoumano.it" target="_blank">www.sviluppoumano.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>I cammini aperti onlus –
&lt;a href="https://www.camminiaperti.it" target="_blank">www.camminiaperti.it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Abareka’ nandree onlus –
&lt;a href="https://www.abareka.org" target="_blank">www.abareka.org&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>L’Albero della vita onlus –
&lt;a href="https://www.alberodellavitaonlus.org" target="_blank">www.alberodellavitaonlus.org&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>FIAU –
&lt;a href="https://www.fiau.org" target="_blank">www.fiau.org&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Evento organizzato con la collaborazione di:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Rock Planet Productions&lt;/li>
&lt;li>RollingStone, Milano – www.rollingstone&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>Arancio.tv</title><link>https://stefanocecere.com/project/arancio-tv/</link><pubDate>Sat, 06 Nov 2004 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/arancio-tv/</guid><description>&lt;p>un collettivo di videomakers che vogliono creare contenuti video&lt;/p>
&lt;p>{&amp;lt; sc_gallery album=&amp;ldquo;gallery&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p>
&lt;h2 id="dal-sito-aranciotv">dal sito arancio.tv&lt;/h2>
&lt;p>&lt;strong>benvenuti in arancio.tv&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Arancio.TV partecipa alla
&lt;a href="https://stefanocecere.com/project/io-sono-nonviolento/">campagna sulla NonViolenza&lt;/a>
promuovendo la creazione di spot sul tema.&lt;/p>
&lt;p>Gli spot avranno come vetrina arancio.tv, ma aspiriamo che vengano proiettati su altri portali web, sulle tv nazionali e locali e da chiunque voglia appoggiare una campagna così importante in questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>La &lt;strong>NonViolenza&lt;/strong> è pacifismo e condanna tutte le guerre e le forme di violenza fisica.&lt;/p>
&lt;p>Ma è molto di più: &lt;strong>è la lotta contro la violenza&lt;/strong> economica, razziale, psicologica, è l&amp;rsquo;aspirazione ad un mondo di pari opportunità e pari diritti.&lt;/p>
&lt;p>Ma è molto di più: &lt;strong>è la condanna all&amp;rsquo;ipocrisia&lt;/strong> nelle relazioni interpersonali, è l&amp;rsquo;apirazione a trattare l&amp;rsquo;altro come voglio essere trattato.&lt;/p>
&lt;p>Ma è molto di più: è il disagio verso un modo di trattare se stessi, dove le cose che uno ritiene importanti per se stesso vengono continuamente rimandate, &lt;strong>è l&amp;rsquo;aspirazione ad una coerenza fra quello che pensi, quello che senti e quello fai&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>Ma è molto di più: &lt;strong>è un atteggiamento verso la vita&lt;/strong>, serio, solidale, allegro, irriverente, aperto, deciso, tollerante&amp;hellip;&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Esprimi la NonViolenza, pubblicizza la NonViolenza con uno spot, nel modo che ritieni più opportuno o in quello che più ti piace. Su un solo aspetto o nel suo complesso, come più ti aggrada. Fallo in un video da i 15 ai 60 secondi e pubblicalo sul nostro sito.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>E se non sei un video maker, ma hai contatti, o hai modo di pubblicare anche tu questi video: contattaci subito.&lt;/p></description></item><item><title>Digital Technology Commission</title><link>https://stefanocecere.com/project/digital-technology-commission/</link><pubDate>Fri, 21 Nov 2003 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/digital-technology-commission/</guid><description>&lt;p>Coordinamento della prima Commissione sulle Tecnologie Digitali Europea per lo studio, l&amp;rsquo;educazione e la disseminazione degli strumenti digitali etici ed opensource.&lt;/p></description></item><item><title>Futura: viaggio per il Nuovo Umanesimo</title><link>https://stefanocecere.com/project/futura-viaggio-per-il-nuovo-umanesimo/</link><pubDate>Sat, 21 Nov 1998 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/futura-viaggio-per-il-nuovo-umanesimo/</guid><description>&lt;p>{&amp;lt; figure src=&amp;ldquo;cdrom-futura.jpg&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p>
&lt;p>CD multilenguaje en español, italiano e inglés.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentación&lt;/strong>&lt;br>
Desde la pantalla inicial se accede a una presentación multimedia del Movimiento Humanista, de sus ideas y de sus actividades.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Diccionario&lt;/strong>&lt;br>
El diccionario de Movimiento Humanista define la posición de los humanistas de hoy y se dirige a aquellos que están auténticamente interesados en el ser humano, en sus dificultades actuales, en su futuro, en sus desventuras y en sus grandezas.&lt;br>
Se pueden seguir diferentes recorridos en los que la música y la velocidad correrán los textos, los videos y las fotos de los términos del Diccionario.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Visita&lt;/strong>&lt;br>
Es un simpático viaje por ambientes virtuales donde están escondidos: video, imágenes, historietas, experiencias guiadas, músicas… y algo más.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Bibliografía&lt;/strong>&lt;br>
Presentaciones y referencias editoriales de los libros del Movimiento Humanista.&lt;/p></description></item><item><title>CLUM - Club Umanista Multimediale</title><link>https://stefanocecere.com/project/clum-club-umanista-multimediale/</link><pubDate>Tue, 14 Nov 1995 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/project/clum-club-umanista-multimediale/</guid><description>&lt;p>un progetto nato nel 1995 che di fatto ha segnato il mio ingresso nel Movimento Umanista.&lt;br>
per dieci anni costruii un sito web (con varie tecnologie) perché Facebook non c&amp;rsquo;era (arriverà nel 2008)&lt;/p>
&lt;p>{&amp;lt; sc_gallery album=&amp;ldquo;gallery&amp;rdquo; &amp;gt;}&lt;/p>
&lt;h2 id="manifesto">Manifesto&lt;/h2>
&lt;p>A Milano tra Settembre e Novembre del 1995 nasce il Club Umanista Multimediale.&lt;/p>
&lt;p>Il Club nasce come risposta a varie necessità e come primo atto per concretizzare un punto di vista più ampio sul mondo del lavoro multimediale:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>Molti di noi hanno aspirazioni e progetti che non possono essere chiuse dentro le mura delle ditte per le quali lavoriamo o dei meccanismi di mercato (che tra l&amp;rsquo;altro non abbiamo scelto). Chi si trova in questa situazione o rinuncia ai sogni o trova il modo di realizzarli. Noi optiamo per la seconda ipotesi, che ci sembra essere la più intelligente e la più furba.&lt;/li>
&lt;li>Vogliamo creare un punto di incontro e di interscambio tra i lavoratori del multimedia dove discutere, progettare e realizzare aspirazioni e sogni che altrimenti rimarrebbero chiusi nei singoli cassetti di ognuno.&lt;/li>
&lt;li>Siamo aperti a ricevere idee e proposte su azioni da intraprendere, ma soprattutto incoraggiamo chi ha le idee a realizzarle.&lt;/li>
&lt;li>Siamo affascinati dai possibili sviluppi nel settore della multimedialità. Si aprono grandi opportunità per migliorare la qualità della vita, dell&amp;rsquo;istruzione e della comunicazione. Nel concretizzare queste possibilità stanno le nostre aspirazioni. Molti, ingenuamente, sostengono che tutto questo si darà da sè. Noi crediamo invece che si darà da sè solo l&amp;rsquo;ennesima operazione speculativa fatta a scapito proprio di quelle possibilità in cui speriamo. E&amp;rsquo; necessario perciò essere vigili, e soprattutto coerenti con quelle aspirazioni.&lt;/li>
&lt;li>In questi ultimi decenni abbiamo visto la nascita di varie aggregazioni di specialisti, tecnici e scienziati nel tentativo di dare un punto di riferimento etico alle loro discipline. Purtroppo in vari casi queste associazioni sono nate dopo che gravi disastri erano ormai compiuti. Iniziare a riunirsi adesso può darci la possibilità di orientare il futuro della multimedialità in una direzione favorevole all&amp;rsquo;essere umano.&lt;/li>
&lt;li>Sentiamo la necessità di interscambiare con altri settori coinvolti in questo sviluppo, e con tutti coloro che hanno intrapreso o stanno cercando di realizzare un progetto simile al nostro.&lt;/li>
&lt;li>Rispetto al mondo del lavoro rifiutiamo quel modello che vuole il tecnico (e lo scienziato) come mero esecutore, che delega la decisione su che uso fare del suo prodotto ad altri. Non vogliamo essere tecnici che non si fanno e non fanno domande. Vogliamo essere tecnici con gli occhi aperti e con la possibilità e il potere di scegliere. Organizzarsi adesso vuol dire prendere un potere che in futuro non potrà essere trascurato.&lt;/li>
&lt;li>Vogliamo sensibilizzare gli operatori del multimedia in ordine al problema della qualità dei prodotti, perchè riconosciamo a questi (e in particolare ai prodotti di comunicazione multimediale) un grande potere di influenzare il mondo che ci circonda.&lt;/li>
&lt;li>Sentiamo la necessità di creare un ambito di interscambio di conoscenze tecniche, esperienze e professionalità. Crediamo che la logica individualista che promuove la segretezza e il monopolio di conoscenze abbia ormai dimostrato ampiamente di essere fallimentare. Auspichiamo un&amp;rsquo;ampia divulgazione di conoscenze per dare possibilità ai molti di avvicinarsi a questo settore.&lt;/li>
&lt;li>I fondatori del Club hanno stilato una dichiarazione di principi a cui si ispirano. Chiunque può apportare contributi propositivi col fine di migliorarla, ampliarla e specializzarla, ma in nessun caso le proposte potranno contraddire i principi già enunciati.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;h2 id="dichiarazione-dei-principi-e-obiettivi-del-clum">DICHIARAZIONE DEI PRINCIPI E OBIETTIVI DEL CLUM&lt;/h2>
&lt;ol>
&lt;li>Il CLUM sceglie la non violenza attiva come metodo di azione e si oppone alla diffusione di messaggi violenti in tutte le sue forme.&lt;/li>
&lt;li>Il CLUM promuove la conoscenza e il rispetto delle differenti culture, e rifiuta ogni forma di discriminazione (razziale, religiosa,..)&lt;/li>
&lt;li>Il CLUM favorisce la libera circolazione di idee e opinioni e rifiuta fermamente l&amp;rsquo;asservimento al potere o agli interessi commerciali.&lt;/li>
&lt;li>Il CLUM è favorevole alla definizione di standard qualitativi ai fini della tutela dei fruitori di prodotti multimediali.&lt;/li>
&lt;li>Il CLUM pone come valore e come preoccupazione centrale l&amp;rsquo;essere umano inteso sia come individuo che come insieme.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Si impegna a essere coerente con questa aspirazione in tutte le attività che metterà in moto. Di conseguenza aderisce al Documento del Movimento Umanista.&lt;/p>
&lt;h2 id="perche-clum">PERCHE&amp;rsquo; CLUM&lt;/h2>
&lt;h3 id="perché-club">Perché Club?&lt;/h3>
&lt;p>Perché è una libera associazione di persone non a scopo di lucro che non solo hanno come punto di interesse comune il multimedia, ma condividono anche valori, aspirazioni e un punto di vista sul mondo.&lt;/p>
&lt;h3 id="perché-umanista">Perché Umanista?&lt;/h3>
&lt;p>Perché riconosciamo come punto di partenza il valore centrale dell&amp;rsquo;essere umano sia nella sua individualità che nel suo senso sociale e storico.&lt;/p>
&lt;h3 id="perché-multimediale">Perché Multimediale?&lt;/h3>
&lt;p>Il CLUM prende come area di interesse quel settore dell&amp;rsquo;informatica e delle nuove tecnologie interessate alle produzioni Multimediali. Ci rivolgiamo perciò a chi lavora nel campo dei CD-ROM, della realtà virtuale, nelle reti telematiche ecc.&lt;/p>
&lt;p>Ci rivolgiamo soprattutto ai lavoratori, siano essi dipendenti, liberi professionisti o imprenditori, ma vogliamo che la nostra influenza vada oltre e coinvolga anche gli utenti e le istituzioni.&lt;/p>
&lt;p>Milano, 14-11-1995&lt;br>
Marco Stegani&lt;br>
Stefano Cecere&lt;/p></description></item><item><title>Documento del Movimento Umanista</title><link>https://stefanocecere.com/post/documento-del-movimento-umanista/</link><pubDate>Fri, 05 May 1995 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/documento-del-movimento-umanista/</guid><description>&lt;h1 id="documento-del-movimento-umanista">Documento del Movimento Umanista&lt;/h1>
&lt;p>Gli umanisti sono donne ed uomini di questo secolo, di quest’epoca. Ritrovano nell’Umanesimo storico le proprie radici e si ispirano agli apporti di diverse culture e non solo di quelle che in questo momento occupano una posizione centrale. Sono inoltre uomini e donne che si lasciano alle spalle questo secolo e questo millennio e che si lanciano verso un mondo nuovo.&lt;br>
Gli umanisti sentono che la loro storia passata è molto lunga e che quella futura lo sarà ancora di più. Pensano all’avvenire mentre lottano per superare la crisi generale del presente. Sono ottimisti, credono nella libertà e nel progresso sociale.&lt;br>
Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano ad una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee e aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività.&lt;br>
Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno. Gli umanisti  non vogliono uno Stato centralizzato né uno Stato Parallelo che lo sostituisca. Gli umanisti non vogliono eserciti polizieschi né bande armate che ne prendano il posto.&lt;br>
Ma tra le aspirazioni degli umanisti e la realtà del mondo d’oggi si è alzato un muro. E’ ormai giunto il momento di abbattere questo muro. Per farlo è necessaria l’unione di tutti gli umanisti del mondo.&lt;/p>
&lt;h2 id="1-il-capitale-mondiale">1. Il Capitale mondiale&lt;/h2>
&lt;p>Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte,  la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro.&lt;br>
Ma il rapporto con questa “verità universale” è contraddittorio. La grande maggioranza della gente non vuole questo stato di cose. Ci troviamo allora di fronte alla tirannia del denaro. Una tirannia che non è astratta perché ha un nome, rappresentanti, esecutori e modi di procedere ben definiti.&lt;br>
Oggi non abbiamo a che fare né con economie feudali né con industrie nazionali e neppure con gli interessi di gruppi regionali. Oggi, queste strutture sopravvissute al passo della Storia devono piegarsi ai dettami del capitale finanziario internazionale per assicurarsi la propria quota di profitto. Un capitale speculativo il cui processo di concentrazione su scala mondiale si fa sempre più spinto. In una situazione come questa persino lo Stato nazionale, per sopravvivere, ha bisogno di crediti e prestiti. Tutti mendicano gli investimenti e, per averli, forniscono alla banca la garanzia che sarà essa ad avere l’ultima parola sulle decisioni fondamentali. Sta arrivando il momento in cui anche le aziende, proprio come le città e le campagne, diverranno proprietà indiscussa della banca. Sta arrivando il momento dello Stato Parallelo, un tempo, questo, in cui il vecchio ordine dovrà essere azzerato.&lt;br>
Di pari passo svaniscono le vecchie forme di solidarietà. In ultima analisi siamo di fronte alla disintegrazione del tessuto sociale e all’apparire sulla scena di milioni di esseri umani indifferenti gli uni agli altri e senza legami tra loro, nonostante la miseria che li accomuna. Il grande capitale non solo domina l’oggettività grazie al controllo dei mezzi di produzione ma domina anche la soggettività grazie al controllo dei mezzi di comunicazione e di informazione. In queste condizioni esso può disporre a piacere delle risorse materiali e sociali, riducendo la natura ad uno stato di deterioramento irreversibile e tenendo sempre meno conto dell’essere umano. Il grande capitale possiede i mezzi tecnologici per fare tutto questo. E proprio come ha svuotato le aziende e gli Stati, è riuscito a svuotare di significato anche la Scienza, trasformandola in tecnologia che genera miseria, distruzione e disoccupazione.&lt;br>
Gli umanisti non hanno bisogno di grandi discorsi per mettere in evidenza il fatto che oggi esistono le possibilità tecnologiche per risolvere, a breve termine e per vaste zone del mondo, i problemi della piena occupazione, dell’alimentazione,  della salute, della casa, dell’istruzione. Se queste possibilità non si tramutano in realtà è semplicemente perché  la speculazione mostruosa del grande capitale lo impedisce.&lt;br>
Il grande capitale ha ormai superato lo stadio dell’economia di mercato e cerca di disciplinare la società per far fronte al caos che esso stesso ha generato. A contrastare questa situazione di irrazionalità non si levano - come imporrebbe una visione  dialettica - le voci della ragione; sorgono, invece, i più oscuri razzismi, integralismi e fanatismi. E se il neo-irrazionalismo prenderà il sopravvento in intere regioni e collettività, il margine d’azione delle forze progressiste finirà per ridursi sempre di più. D’altra parte, però, milioni di lavoratori hanno ormai preso coscienza sia dell’assurdità del centralismo statale che della falsità della democrazia capitalista. E’ per questo che gli operai si ribellano contro i vertici corrotti dei sindacati e che interi popoli mettono in discussione i loro partiti ed i loro governi. Ma è necessario dare orientamento a fenomeni come questi che tendono ad esaurirsi in uno sterile spontaneismo. E’ necessario discutere in seno al popolo il tema fondamentale dei fattori della produzione.&lt;br>
Per gli umanisti i fattori della produzione sono il lavoro ed il capitale, mentre inessenziali e superflue sono la speculazione e l’usura. Nell’attuale situazione gli umanisti lottano per trasformare radicalmente l’assurdo rapporto che si è instaurato tra questi due fattori. Fino ad oggi è stata imposta questa regola: il profitto al capitale ed il salario al lavoratore. Ed una tale ripartizione è stata giustificata con l’argomento del “rischio” che l’investimento comporta. Come se il lavoratore non mettesse a rischio il suo presente ed il suo futuro nei flussi e riflussi della disoccupazione e della crisi. Ma c’è un altro elemento in gioco, ed è il potere di decisione e di gestione dell’azienda. Il profitto non destinato ad essere reinvestito nell’azienda, non diretto alla sua espansione o diversificazione, prende la via della speculazione finanziaria. E la stessa via della speculazione finanziaria la prende il profitto che non crea nuovi posti di lavoro. Di conseguenza, la lotta dei lavoratori deve obbligare il capitale a raggiungere la sua massima resa produttiva. Ma questo non potrà diventare realtà senza una compartecipazione nella gestione e nella direzione dell’azienda. Altrimenti, come si potranno evitare i licenziamenti in massa, la chiusura e lo svuotamento delle aziende? Il vero problema sta infatti nell’insufficienza degli investimenti, nel fallimento fraudolento delle aziende, nella catena dell’indebitamento, nella fuga dei capitali, e non nei profitti che potrebbero derivare dall’aumento della produttività. Se poi qualcuno insistesse ancora, sulla base di insegnamenti ottocenteschi, sull’idea della confisca dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori, quel qualcuno dovrebbe tenere presente il recente fallimento del Socialismo reale.&lt;br>
A chi poi obietta che regolamentare il capitale così com’è regolamentato il lavoro comporta la fuga del capitale stesso verso luoghi ed aree più redditizie, si deve spiegare che una tal cosa non potrà succedere ancora per molto, giacché l’irrazionalità dell’attuale modello economico tende a produrre una saturazione ed a innescare una crisi mondiale. Quest’obiezione, poi, non solo fa esplicito riconoscimento di una radicale immoralità ma ignora il processo storico dello spostamento del capitale verso la banca, il quale ha come conseguenza il fatto che lo stesso imprenditore finisce per diventare un impiegato senza capacità decisionale, l’anello di una catena all’interno della quale la sua autonomia è solo apparente. In ogni caso saranno gli stessi imprenditori che, con l’acuirsi del processo recessivo, finiranno per prendere in considerazione questi argomenti.&lt;br>
Gli umanisti sentono la necessità di agire non solo nel campo del lavoro ma anche in quello politico per impedire che lo Stato sia uno strumento del capitale finanziario mondiale, per stabilire un equo rapporto tra i fattori della produzione e per restituire alla società l’autonomia che le è stata sottratta.&lt;/p>
&lt;h2 id="2-la-democrazia-formale-e-la-democrazia-reale">2. La democrazia formale e la democrazia reale&lt;/h2>
&lt;p>L’edificio della Democrazia si è gravemente deteriorato per l’incrinarsi dei pilastri sui quali poggiava: l’indipendenza dei poteri, la rappresentatività e il rispetto delle minoranze.&lt;br>
La teorica indipendenza dei poteri è un assurdo. Ed in effetti basta svolgere una semplice ricerca sull’origine e sulle articolazioni di ciascun potere per rendersi conto degli intimi rapporti che lo legano agli altri. E non potrebbe essere altrimenti visto che tutti fanno parte di uno stesso sistema. Quindi, le frequenti crisi dovute al predominio di un potere sull’altro, al sovrapporsi delle funzioni, alla corruzione e alle irregolarità, sono il riflesso della situazione economica e politica globale di un dato paese.&lt;br>
Per quanto riguarda la rappresentatività, c’è da dire che all’epoca in cui fu introdotto il suffragio universale, si pensava che ci fosse un solo atto, per così dire, tra l’elezione dei rappresentanti del popolo e la conclusione del loro mandato. Ma, con il passare del tempo, si è visto chiaramente che oltre a questo primo atto con il quale i molti scelgono i pochi, ne esiste un secondo con il quale questi pochi tradiscono i molti, facendosi portatori di interessi estranei al mandato ricevuto. E questo male si trova ormai in incubazione nei partiti politici che sono ridotti a dei puri vertici separati dalle necessità del popolo. Ormai, all’interno della macchina dei partiti, i grandi interessi finanziano i candidati e dettano la politica che questi dovranno portare avanti. Tutto ciò evidenzia una profonda crisi nel concetto e nell’espressione pratica della rappresentatività.&lt;br>
Gli umanisti lottano per trasformare la pratica della rappresentatività dando la massima importanza alle consultazioni popolari, ai referendum, all’elezione diretta dei candidati. Non dimentichiamoci che in numerosi paesi ancora esistono leggi che subordinano i candidati indipendenti ai partiti politici, oppure requisiti di reddito e sotterfugi vari che limitano la possibilità di presentarsi davanti alla volontà popolare. Qualsiasi Costituzione o legge che limiti la piena capacità del cittadino di eleggere e di essere eletto è una beffa nei confronti del fondamento stesso della Democrazia reale, che è al di sopra di ogni regolamentazione giuridica. E se si vorrà dare attuazione pratica al principio delle pari opportunità, i mezzi di comunicazione di massa dovranno mettersi al servizio della popolazione nel periodo elettorale, durante il quale i candidati pubblicizzano le loro proposte, dando a tutti esattamente le stesse opportunità. Oltre a questo dovranno essere emanate leggi sulla responsabilità politica in base alle quali quanti non manterranno le promesse fatte agli elettori rischieranno l’interdizione, la destituzione od il giudizio politico. Questo perché il rimedio alternativo, che attualmente va per la maggiore e secondo il quale gli individui e i partiti inadempienti saranno penalizzati dal voto nelle elezioni successive, non pone affatto termine a quel secondo atto con cui si tradiscono gli elettori rappresentati. Per quanto riguarda la consultazione diretta su temi che presentano carattere d’urgenza, le possibilità tecnologiche di metterla in pratica crescono di giorno in giorno. Non si tratta di dare priorità a inchieste od a sondaggi manipolati, si tratta invece di facilitare la partecipazione ed il voto diretto attraverso mezzi elettronici ed informatici avanzati.&lt;br>
In una Democrazia reale deve essere data alle minoranze la garanzia di una rappresentatività adeguata ma, oltre a questo, si devono prendere tutte le misure che ne favoriscano nella pratica l’inserimento e lo sviluppo. Oggi le minoranze assediate dalla xenofobia e dalla discriminazione chiedono disperatamente di essere riconosciute e, in questo senso, è responsabilità degli umanisti elevare questo tema a livello di discussione prioritaria, capeggiando ovunque la lotta contro i neofascismi, palesi o mascherati che siano. In definitiva, lottare per i diritti delle minoranze significa lottare per i diritti di tutti gli esseri umani.&lt;br>
Ma anche all’interno di un paese esistono intere provincie, regioni o autonomie che subiscono una discriminazione analoga a quella delle minoranze come conseguenza delle spinte centralizzatrici dello Stato, che è oggi solo uno strumento insensibile nelle mani del grande capitale. Questa situazione avrà termine quando si darà impulso ad un’organizzazione federativa grazie alla quale il potere politico reale tornerà nelle mani di tali soggetti storico-culturali.&lt;br>
In definitiva, porre al centro dell’attenzione il tema del capitale e del lavoro, il tema della Democrazia reale e l’obiettivo della decentralizzazione dell’apparato statale, significa indirizzare la lotta politica verso la creazione di un nuovo tipo di società. Una società flessibile ed in costante cambiamento, in sintonia con le necessità dinamiche dei popoli che oggi sono soffocati dalla dipendenza.&lt;/p>
&lt;h2 id="3-la-posizione-umanista">3. La posizione umanista&lt;/h2>
&lt;p>L’azione degli umanisti non si ispira a teorie fantasiose su Dio, sulla Natura, sulla Società o sulla Storia. Parte dai bisogni della vita che consistono nell’allontanare il dolore e nell’avvicinare il piacere. Ma nella vita umana, a tali bisogni si aggiunge quello di immaginare continuamente il futuro sulla  spinta dell’esperienza passata e dell’intenzione di migliorare la situazione presente. L’esperienza umana non è semplicemente il prodotto della selezione o dell’accumulazione naturale e fisiologica, come accade in tutte le altre specie; è invece esperienza sociale e personale volta a vincere il dolore nel presente e ad evitarlo nel futuro. Il lavoro umano, che si concretizza nelle produzioni sociali, passa, trasformandosi, di generazione in generazione, in una continua lotta per il miglioramento delle condizioni naturali, in cui va incluso lo stesso corpo umano. E’ per questo che l’essere umano deve essere inteso come un essere storico che trasforma il mondo e la sua stessa natura attraverso l’attività sociale. Ed ogni volta che un individuo od un gruppo umano si impone sugli altri con la violenza non fa che fermare la storia trasformando le vittime di tale violenza in oggetti “naturali”. La natura non ha intenzioni; pertanto, negare la libertà e l’intenzionalità degli altri significa trasformarli in oggetti naturali, in oggetti da utilizzare.&lt;br>
L’umanità, nel suo lento progresso, ha bisogno di trasformare la natura e la società eliminando gli atti di appropriazione violenta ed animalesca che alcuni esseri umani esercitano nei confronti di altri. Quando questo accadrà si passerà dalla preistoria ad una storia pienamente umana. Fino a quel momento, non si potrà partire da nessun altro valore centrale che non sia l’essere umano completo, con le sue realizzazioni e la sua libertà.  Per questo gli umanisti dichiarano: “Niente al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano al di sotto di un altro”. Ponendo Dio, lo Stato, il Denaro od una qualunque altra entità come valore centrale, si colloca l’essere umano in una posizione subordinata e si creano così le condizioni perché possa essere controllato o sacrificato. Gli umanisti hanno ben chiaro questo punto. Gli umanisti possono essere sia atei che credenti ma non partono dalla fede per dare fondamento alle loro azioni ed alla loro visione del mondo: partono dall’essere umano e dai suoi bisogni più immediati. E se, nella lotta per un mondo migliore, credono di scoprire un’intenzione che muove la Storia in una direzione di progresso, mettono quella fede o quella scoperta al servizio dell’essere umano.&lt;br>
Gli umanisti pongono il problema di base che è questo: sapere se si vuole vivere ed in che condizioni si vuole farlo.&lt;br>
Qualsiasi forma di violenza - fisica, economica, razziale, religiosa, sessuale, ideologica - attraverso cui il progresso umano è stato bloccato, ripugna agli umanisti. Qualsiasi forma di discriminazione - manifesta o larvata - costituisce per gli umanisti un motivo di denuncia.&lt;br>
Gli umanisti non sono violenti ma soprattutto non sono codardi e non hanno paura di affrontare la violenza perché sanno che le loro azioni hanno un senso. Gli umanisti collegano sempre la loro vita personale con quella sociale. Non propongono false antinomie e in ciò risiede la loro coerenza.&lt;br>
Risulta così tracciata la linea di demarcazione tra l’Umanesimo e l’Anti-umanesimo. L’umanesimo pone al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la Democrazia reale rispetto alla Democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione;  la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo.  &lt;br>
Poiché si basa sulla libertà di scelta, l’Umanesimo possiede l’unica etica valida nel momento attuale. Allo stesso modo, poiché crede nelle intenzioni e nella libertà, distingue tra errore e malafede, tra colui che sbaglia e colui che tradisce.&lt;/p>
&lt;h2 id="4-dallumanesimo-ingenuo-allumanesimo-cosciente">4. Dall’umanesimo ingenuo all’umanesimo cosciente&lt;/h2>
&lt;p>E’ nella base sociale, è nei luoghi in cui i lavoratori risiedono o svolgono la loro attività che l’Umanesimo deve trasformare la semplice protesta in una forza cosciente che abbia come obiettivo la trasformazione delle strutture economiche.&lt;br>
Quanto ai membri più combattivi delle organizzazioni sindacali e dei partiti politici progressisti, bisogna dire che la loro lotta diventerà coerente nella misura in cui sarà diretta a trasformare i vertici delle organizzazioni a cui sono iscritti e nella misura in cui darà a tali organizzazioni un indirizzo che, al di là delle rivendicazioni di corto respiro, faccia propri gli aspetti fondamentali dell’Umanesimo.&lt;br>
In larghi strati di docenti e studenti, normalmente sensibili alle ingiustizie,  la volontà di cambiamento diventerà cosciente a misura che la crisi generale del Sistema tenderà a gravare anche su di essi. E certo già oggi il settore della Stampa, che è a diretto contatto con la tragedia di ogni giorno, è in condizioni di prendere un indirizzo umanista; lo stesso vale per quei settori intellettuali le cui opere sono in netta opposizione con i modelli sostenuti da questo sistema inumano.&lt;br>
Di fronte alla sofferenza umana numerose organizzazioni lanciano l’invito ad agire in modo disinteressato a favore degli emarginati o dei discriminati. In determinate occasioni, associazioni, gruppi di volontariato e consistenti fasce della popolazione si mobilitano e cercano di dare un contributo positivo. Senza dubbio, proprio il fatto di denunciare problemi di questo tipo costituisce di per sé un contributo. Ma tali gruppi non impostano la loro azione nel quadro di una trasformazione delle strutture che danno origine ai mali che denunciano. Pertanto un tale atteggiamento rientra più nel campo dell’Umanitarismo che in quello dell’Umanesimo cosciente. Comunque le denunce e le azioni concrete che esso porta avanti sono degne di essere approfondite e potenziate.&lt;/p>
&lt;h2 id="5-il-campo-dellanti-umanesimo">5. Il campo dell’anti-umanesimo&lt;/h2>
&lt;p>A misura che le forze mobilitate dal grande capitale soffocano i popoli sorgono ideologie incoerenti che crescono sfruttando il malessere sociale, malessere che incanalano verso falsi colpevoli. Alla base di queste forme di neo-fascismo c’è una profonda negazione dei valori umani. Anche in certe correnti ecologiste devianti succede qualcosa d’analogo, visto che privilegiano la natura rispetto all’uomo. Esse non sostengono più che il disastro ecologico è propriamente tale perché mette in pericolo l’umanità: lo è perché l’essere umano ha attentato contro la Natura. Secondo alcune di queste correnti, l’essere umano è un essere infetto che in quanto tale infetta la Natura. Per loro sarebbe stato meglio che la medicina non avesse avuto alcun successo nella lotta contro le malattie e per prolungare la vita. “Prima la terra!” urlano in modo isterico, richiamandoci alla memoria i proclami del nazismo. Da qui alla discriminazione delle culture che contaminano, degli stranieri che sporcano ed inquinano, il passo è breve. Anche queste correnti rientrano nel campo dell’Anti-umanesimo, visto che alla loro base c’è il disprezzo per l’essere umano. I loro mentori disprezzano se stessi ed in questo riflettono le tendenze nichiliste e suicide oggi di moda.&lt;br>
Certo, uno strato consistente di persone sensibili aderisce ai movimenti ecologisti perché si rende conto di quanto siano gravi i problemi che questi denunciano. Ma se assumeranno, come sembra opportuno, un carattere umanista, i movimenti ecologisti indirizzeranno la lotta verso i responsabili della catastrofe: il grande capitale e la catena di industrie ed aziende distruttive, tutte strettamente imparentate con il complesso militare-industriale. Prima di preoccuparsi delle foche dovranno preoccuparsi della fame, del sovraffollamento, della mortalità infantile, delle malattie, della carenza di abitazioni e di strutture sanitarie, piaghe, queste, che affliggono tante parti della terra. Dovranno dare l’opportuno risalto a problemi quali la disoccupazione, lo sfruttamento, il razzismo, la discriminazione e l’intolleranza nel mondo tecnologicamente avanzato. Quello stesso mondo che, con la sua crescita irrazionale, sta creando gli squilibri ecologici.&lt;br>
Non è necessario dilungarsi troppo sulle Destre intese come strumenti politici dell’Anti-umanesimo. La loro malafede raggiunge livelli tali che continuamente esse si spacciano per rappresentanti dell’Umanesimo. In questa stessa direzione si è mossa anche l’astuta banda clericale che ha preteso di elaborare non si sa quali teorie a partire da un ridicolo “Umanesimo teocentrico”. Si tratta della stessa gente che ha inventato le guerre di religione e l’inquisizione, che ha fatto da boia ai padri storici dell’Umanesimo occidentale e che ora si arroga le virtù delle sue vittime arrivando persino a “perdonare le deviazioni” degli antichi umanisti. La malafede e il banditismo nell’appropriarsi delle parole sono così enormi che i rappresentanti dell’Anti-umanesimo non hanno mancato di nascondersi dietro il nome di “umanisti”.&lt;br>
Sarebbe impossibile fare un inventario completo dei trucchi, degli strumenti, dei modi e delle espressioni utilizzate dall’Anti-umanesimo. In ogni caso, un’opera di chiarificazione delle tendenze anti-umaniste più nascoste permetterà a molti umanisti, per così dire ingenui o spontanei, di rivedere le proprie concezioni ed il significato della propria attività sociale.&lt;/p>
&lt;h2 id="6-i-fronti-dazione-umanista">6. I fronti d’azione umanista&lt;/h2>
&lt;p>L’Umanesimo organizza fronti d’azione nei luoghi di residenza, nel mondo del lavoro, nel mondo sindacale, politico e culturale con l’intento di trasformarsi, poco a poco, in un movimento a carattere sociale. Con queste attività esso cerca di creare le condizioni per integrare forze diverse, gruppi ed individui progressisti senza che questi perdano la loro identità e le loro caratteristiche particolari. L’obiettivo del movimento umanista è quello di promuovere l’unione tra forze che possano influire sempre di più su vasti settori della popolazione e di orientare con la sua azione la trasformazione sociale.&lt;br>
Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso non credono che le loro proposte  siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa d’indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili ed adatte all’epoca in cui è toccato loro vivere.&lt;/p>
&lt;p>Mi auguro di poter sviluppare altri temi nella prossima lettera.&lt;br>
Ricevete, con questa, un caloroso saluto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo, 5 Aprile 1993&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>12 Principi dell'Azione Valida</title><link>https://stefanocecere.com/post/12-principi-dellazione-valida/</link><pubDate>Sat, 11 Oct 1980 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/12-principi-dellazione-valida/</guid><description>&lt;h1 id="12-principi-dellazione-valida">12 Principi dell&amp;rsquo;Azione Valida&lt;/h1>
&lt;ol>
&lt;li>Andare contro l’evoluzione delle cose è andare contro se stessi.&lt;/li>
&lt;li>Quando forzi qualcosa per raggiungere un fine, produci il contrario.&lt;/li>
&lt;li>Non opporti ad una grande forza. Retrocedi finché non si indebolisce; allora avanza con risolutezza.&lt;/li>
&lt;li>Le cose stanno bene quando vanno insieme, non quando vanno separate.&lt;/li>
&lt;li>Se per te stanno bene il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, hai superato le contraddizioni.&lt;/li>
&lt;li>Se persegui il piacere, ti incateni alla sofferenza. Ma se non danneggi la tua salute, godi senza inibizioni quando si presenta l’opportunità.&lt;/li>
&lt;li>Se persegui un fine, ti incateni. Se tutto ciò che fai, lo fai come un fine in se stesso, ti liberi.&lt;/li>
&lt;li>Farai sparire i tuoi conflitti quando li avrai compresi nella loro radice ultima, non quando li vorrai risolvere.&lt;/li>
&lt;li>Quando danneggi gli altri, ti incateni. Ma se non danneggi nessuno puoi fare quello che vuoi con libertà.&lt;/li>
&lt;li>Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi.&lt;/li>
&lt;li>Non importa da che parte ti abbiano messo gli eventi, ciò che importa è che tu comprenda di non aver scelto nessuna parte.&lt;/li>
&lt;li>Gli atti contraddittori e quelli unitivi si accumulano in te. Se ripeti i tuoi atti di unità interna, niente ti potrà fermare.&lt;/li>
&lt;/ol></description></item><item><title>Il Volontario</title><link>https://stefanocecere.com/post/il-volontario/</link><pubDate>Sat, 11 Oct 1980 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/il-volontario/</guid><description>&lt;h1 id="il-volontario">Il Volontario&lt;/h1>
&lt;blockquote>
&lt;p>Città del Messico&lt;br>
11 ottobre 1980&lt;br>
Commento durante una pausa di un gruppo di studio&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;p>Sembra che molte persone che lavorano nel nostro Movimento abbiano, per così dire, dei precedenti, nel senso che hanno alle spalle esperienze di volontariato di vario genere (non di volontarismo, che è ben altra cosa). In effetti sembra esserci tra di noi una grande quantità di assistenti sociali, di infermiere, di maestri, cioè di persone che, pur svolgendo un’attività remunerata, non paiono sentirsi veramente ricompensate dal denaro che ricevono per il loro lavoro. Indubbiamente, se venissero pagate male, protesterebbero più di altre per essere pagate meglio; ma la spinta che sta alla base delle loro attività non si ferma in loro stesse ma va oltre, va verso gli altri; solo in un secondo momento, per via dei problemi quotidiani che tutti conosciamo, apparirà il bisogno di essere pagate. Questo, d’altra parte, è naturale, dato che non camperanno certo d’aria! Ma che cosa vogliono dirci queste persone che, per quanto mal pagate, continuano a dedicarsi all’insegnamento? E queste altre che lavorano come assistenti sociali, che se la passano organizzando attività da cui nessuno sa che cosa ricaveranno? Pare proprio che nel nostro Movimento ci siano tantissime persone che provengono da esperienze di questo genere&amp;hellip; C’è quello che ha organizzato un circolo di quartiere, quell’altro che da ragazzo ha messo in piedi non so che associazione&amp;hellip; Sono proprio persone di questo tipo che, una volta entratevi, si dedicano in prima persona a far funzionare il nostro Movimento, ad organizzarne le attività. Per altri non è così: arrivano tra noi in altre condizioni, cercando altre cose; presto però comprendono il significato del nostro lavoro e finiscono anch’essi per attivarsi. Dunque sono molti quelli che si mettono in cammino con noi ricavando un senso dal nostro lavoro e trovandovi una giustificazione interiore. Certo, all’inizio si muovono secondo le tendenze che già avevano e facendo ricorso all’esperienza acquisita in precedenza in altri campi. Si tratta di un fatto ben osservabile, gli esempi non mancano. Non so come stiano le cose qui in Messico ma in tutte le altre parti del mondo sono tantissimi gli amici che rispondono a queste caratteristiche e nelle cui biografie troviamo precedenti di volontariato; e sono proprio essi, in genere, a dare impulso alle varie attività del nostro Movimento.&lt;/p>
&lt;p>Ma com’è possibile che esistano persone che agiscono disinteressatamente, senza curarsi di un rendimento immediato delle loro azioni? Di che fenomeno si tratta? Cosa c’è nella loro testa che li fa agire in un modo tanto strano? Dal punto di vista di una società consumistica, infatti, questo è un comportamento atipico. Chiunque sia nato in una struttura sociale consumistica, chiunque vi sia stato educato, chiunque vi sia cresciuto subendone l’influenza e la propaganda, tenderà necessariamente a vedere il mondo in termini di nutrimento personale. Cercherò di spiegarmi meglio. Io sono un consumatore, pertanto devo ingoiare tutto: sono una sorta di ventre immenso che dev’essere riempito; nella mia testa non passa, nella maniera più assoluta, l’idea che da me qualcosa debba uscire. Anzi, mi dico il contrario: “Quello che esce da me è già tanto e mi dà diritto ai beni che consumo: o forse non lavoro già tante ore in ufficio? Forse non dò in cambio il mio tempo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente al consumo? Forse non pago già abbastanza con il tempo in cui sono obbligato a smettere di consumare per lavorare per il sistema?” La domanda, effettivamente, è ben posta. Chi se la pone dà ore di lavoro, ore-uomo, in cambio di una remunerazione. Non è vero? Però, dove cade l’accento in questo discorso? Chi ragiona in questi termini non pone l’accento sull’attività che svolge nel mondo: anzi, considera tale attività un male necessario affinché il punto finale di tutto questo circuito sia lui stesso. Così sono organizzati tutti i sistemi, qualunque sia il loro segno politico. Al loro centro c’è sempre lo stessa cosa: consumare.&lt;/p>
&lt;p>E così la gente diventa nevrotica. Ma è logico che lo diventi. Esistono due circuiti, uno d’entrata ed uno d’uscita: se quello d’uscita si blocca, necessariamente sorgeranno dei problemi. Ma ormai praticamente tutti sono caduti in questa trappola del ricevere; e proprio perché l’ideologia del ricevere si è estesa dappertutto, non si riesce più a capire come possano esistere delle persone che fanno delle cose senza ricevere nulla in cambio. Dal punto di vista dell’ideologia del consumismo si tratta di un comportamento che desta profondo sospetto. Perché mai qualcuno dovrebbe darsi da fare senza essere adeguatamente remunerato? In realtà un tale sospetto denota una pessima conoscenza dell’essere umano: infatti chi lo nutre ha compreso il significato dell’utilità del proprio fare solo in termini di denaro e non sa che esso può avere un’utilità vitale, un’utilità psicologica. A questo proposito ricordatevi che non mancano persone che hanno raggiunto un elevato livello di vita (con i problemi del lavoro, della salute, della vecchiaia o della pensione risolti) e che nonostante questo finiscono per buttarsi dalla finestra oppure passano tutto il loro tempo ubriache o drogate, oppure ammazzano il vicino di casa.&lt;/p>
&lt;p>Noi pubblicamente rivendichiamo qualcosa di disprezzato. Rivendichiamo persone come il pompiere volontario che di notte si precipita fuori dal letto perché non lontano c’è una casa in preda alle fiamme. Il pompiere volontario che rapidamente si infila i vestiti, si mette l’elmetto, esce di corsa, va a spegnere l’incendio; e quando torna a casa (alle sei del mattino: pieno di fuliggine, bruciacchiato, ferito) magari trova la sua mogliettina adorata che gli scaraventa i piatti in faccia urlando: “Quanto ti pagano per tutto questo? Arriverai tardi al lavoro, ti farai licenziare e la nostra famiglia andrà a rotoli per colpa delle tue stranezze!” E quando cammina per strada, lo segnano a dito dicendo di lui: “Sì, quello è il pompiere volontario”. Una specie di idiota a paragone degli altri che sono così soddisfatti di se stessi che magari un giorno si buttano dalla finestra. Normalmente i pompieri volontari non si buttano dalla finestra. Con questo intendo dire che essi, a modo loro, empiricamente, hanno trovato nel mondo un punto di applicazione della loro energia. Ma non solo hanno imparato a scaricare catarticamente tale energia impegnandosi in determinate attività (cosa che fanno anche gli altri, con lo sport, i comportamenti violenti o con moltissime altre operazioni), hanno anche imparato a fare qualcosa di infinitamente più importante: dare un significato proprio, interiore, al mondo. Essi, cioè, svolgono in forma empirica quelle operazioni che noi chiamiamo “trasferenziali”. Con la loro attività portano nel mondo dei contenuti interiori che essi stessi hanno creato, invece di rispondere agli stimoli in modo convenzionale. C’è una grande differenza tra chi è obbligato a fare determinate cose per le quali in seguito verrà pagato e chi si esprime nel mondo esterno plasmandovi volontariamente contenuti interiori che forse non sono del tutto chiari nemmeno a lui stesso; contenuti che a volte tenta di esprimere con parole come “solidarietà”, senza intendere però quale sia il profondo significato di questa parola. Direi di più: questo povero volontario (che ogni volta che torna a casa viene ricevuto a piatti in faccia e messo in ridicolo) finirà per convincersi di essere davvero una specie di stupido e si dirà: “Lo sapevo, a me succede sempre così”. Per non parlare poi del caso in cui, invece che di un volontario, si tratti di una volontaria: caso che, in questa società, risulta tuttora molto più grave.&lt;/p>
&lt;p>Di questo passo i volontari finiscono per sentirsi umiliati e così il sistema prima o poi riesce ad inghiottirli; ma questo succede perché nessuno ha spiegato loro come stiano le cose. Essi sanno di essere diversi dagli altri ma non riescono a darsi una spiegazione di quel che fanno. Infatti se li prendiamo da parte e chiediamo loro: “Allora, spiegateci un po’ che cosa ci guadagnate”, iniziano a balbettare ed a scrollare le spalle avviliti, come se avessero qualcosa di vergognoso da nascondere. Nessuno ha chiarito loro le idee, nessuno li ha forniti degli strumenti necessari per spiegare a se stessi e agli altri la ragione per la quale offrono al mondo l’enorme potenziale di cui dispongono senza aspettare alcun compenso per sé. Il che, evidentemente, è davvero straordinario.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo - Discorsi - Opere Complete Vol 1 - Ed. Multimage&lt;/em>&lt;/p></description></item></channel></rss>