<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Silo | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/silo/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/silo/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Silo</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 17 Sep 2022 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Silo</title><link>https://stefanocecere.com/tag/silo/</link></image><item><title>Il lavoro personale</title><link>https://stefanocecere.com/post/il-lavoro-personale/</link><pubDate>Sat, 17 Sep 2022 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/il-lavoro-personale/</guid><description>&lt;p>🟠 Grazie Silo, e il lavoro personale&lt;/p>
&lt;p>Mario Rodríguez Cobos, detto Silo.&lt;br>
ho passato con lui più di quindici anni della mia vita da attivista e ricercatore, e non ho mai smesso di considerarlo un vero maestro.&lt;/p>
&lt;p>Ieri era l&amp;rsquo;anniversario della morte, avvenuta nel 2010, e pensavo cosa mi è ancora vivo, cosa può essere ancora attuale e utile per la vita di tutti i giorni di tutto il suo lavoro per cercare di #Umanizzare la Terra&lt;/p>
&lt;p>E penso che sia il lavoro personale quotidiano.&lt;/p>
&lt;p>Ovvero dedicarsi tutti i giorni a lavorare con se stessi, su se stessi.&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; una cosa che, senza chiamarla così, avevo iniziato a fare fin da ragazzo, e per questo mi aveva risuonato molto.&lt;br>
Non è neanche una cosa specifica di un personaggio..&lt;/p>
&lt;p>Ma cosa è il &amp;ldquo;lavoro personale&amp;rdquo;?&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; riflettere su cosa sto pensando. E perché lo sto pensando.&lt;br>
E&amp;rsquo; osservare come mi comporto. Cosa modifica il mio comportamento?&lt;br>
E&amp;rsquo; imparare a rilassare le tensioni quando si è tesi, aumentare l&amp;rsquo;attenzione quando serve stare attenti, migliorare la percezione riducendo i rumori secondari, o accorgersi dei propri limiti sensoriali.&lt;br>
E&amp;rsquo; saper separare la percezione dall&amp;rsquo;interpretazione, ovvero quello che vedo e quello che penso su quello che ho visto.&lt;br>
E&amp;rsquo; imparare a fare silenzio e ascoltarsi in profondità.&lt;br>
E&amp;rsquo; saper accumulare energia e saperla tirare fuori quando serve.&lt;br>
E&amp;rsquo; sapere fissare un&amp;rsquo;immagine dentro la propria mente e proteggerla dalle distrazioni.&lt;br>
E&amp;rsquo; migliorare la memoria delle esperienze.&lt;br>
E&amp;rsquo; chiarirsi su cosa è davvero importante e cosa invece è secondario.&lt;br>
E&amp;rsquo; ricordarsi della propria posizione nell&amp;rsquo;universo e nel tempo.&lt;br>
E&amp;rsquo; valutare se quello che pensiamo va insieme a quello che sentiamo e a quello che facciamo.&lt;br>
E&amp;rsquo; avere la capacità di rivedere le proprie credenze quando scopriamo nuove verità.&lt;br>
E&amp;rsquo; fare esercizi, studiare, colmare le lacune che sentiamo.&lt;br>
E&amp;rsquo; capire se una sostanza che ingeriamo ci altera in qualche modo.&lt;br>
E&amp;rsquo; chiedersi se quello che stiamo facendo va bene. dove stiamo andando?&lt;br>
E&amp;rsquo; riconoscersi in tanti altri che ci hanno preceduto, che vivono insieme a noi, o che arriveranno poi.&lt;br>
E&amp;rsquo; non frenare il proprio agire per il timore di fallire o di essere giudicati.&lt;br>
E&amp;rsquo; sapere che basta essere umani per poter fare lavoro personale. Lo possono fare tutti.&lt;br>
E tanto altro, ma credo che ci siamo capiti.&lt;br>
Tutti i giorni. Per tutta la vita.&lt;/p>
&lt;p>Grazie, Silo!&lt;/p></description></item><item><title>&amp;quot;Incontro con un uomo straordinario&amp;quot; .. il preview del film</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/06/incontro-con-un-uomo-straordinario-il-preview-del-film/</link><pubDate>Tue, 05 Jun 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/06/incontro-con-un-uomo-straordinario-il-preview-del-film/</guid><description/></item><item><title>regaliamoci due rivoluzioni</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/12/regaliamoci-due-rivoluzioni/</link><pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/12/regaliamoci-due-rivoluzioni/</guid><description>&lt;p>se credi che il nostro mondo interno (coscienza, senso della vita, stati d&amp;rsquo;animo) sia in stretta relazione, addirittura in retroalimentazione, con il mondo esterno (sistema sociale, economico, culturale e politico), forse starai pensando anche tu che stiamo vivendo un momento tanto delicato quanto importante dell&amp;rsquo;evoluzione umana.&lt;/p>
&lt;p>e soprattutto ti starai chiedendo: &lt;strong>ma come può attuarsi un cambio significativo sia nella nostra coscienza che nel mondo umano?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>[se non te lo stai chiedendo… beato te! ma non ti invidio]&lt;/p>
&lt;p>ebbene, dato che siamo finalmente arrivati al dunque, e sarebbe opportuno non lasciarsi distrarre nè perdere tempo in secondarietá (sopratutto perchè &lt;strong>non c&amp;rsquo;è più molto tempo&lt;/strong>), ti propongo quelli che considero i due migliori punti di partenza:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>&lt;strong>per il mondo interno&lt;/strong>: il libretto de Il Messaggio di Silo, che puoi scaricare gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net/Documentos-Message.php" target="_blank">questa pagina&lt;/a>
( l&amp;rsquo;edizione italiana è
&lt;a href="http://www.silo.net/ReferenceMaterials/Mensaje_it.rtf" target="_blank">a questo link&lt;/a>
).&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Sono poche pagine ma c&amp;rsquo;è dentro tutto.&lt;/p>
&lt;p>Se davvero ci tieni a superare la sofferenza, e magari andare un poco oltre la morte del proprio corpo…. una letturina la farei! poi potremmo parlarne magari davanti ad un caffè o ad un bel panorama.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>&lt;strong>per il mondo esterno&lt;/strong>: la questione economica è prioritaria, ma per risolverla bisogna capire bene in che razza di bace ci stiamo abbrustolendo (dove abbrustolirsi è un passaggio verso la morte da bruciatura.. almeno per una buona percentuale di esseri umani), e quindi studiare, analizzare e mettere poi in pratica il modello economico che potrebbe davvero garantire il paradiso in terra (materialmente parlando) per tutta l&amp;rsquo;umanitá.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>I nomi e cognomi di chi ringraziare se stai perdendo il lavoro o presto non avrai di che pagare la benzina dell&amp;rsquo;auto, ma sopratutto i dettagli della &lt;strong>Modern Money Theory&lt;/strong> che potrebbe salvarci tutti, li spiega molto meglio l&amp;rsquo;amico giornalista Paolo Barnard, che sta organizzando per febbraio un &lt;strong>summit con 5 economisti di levatura internazionale&lt;/strong> (tranquilli non li avrete mai sentiti parlare nei tg o giornali nazionali).&lt;/p>
&lt;p>ecco il suo sito
&lt;a href="http://paolobarnard.info/interventi_indice.php" target="_blank">http://paolobarnard.info/interventi_indice.php&lt;/a>
e il
&lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=283" target="_blank">link diretto all&amp;rsquo;introduzione al Summit&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>che altro dire… spero di riabbracciare presto gli amici che non vedo da tempo!&lt;/p>
&lt;p>oltre ad immaginarmi che scintille di Senso stiano luccicando su questa crosta terrestre.. per lasciarci presto la preistoria alla spalle e lanciarci verso l&amp;rsquo;infinito.. e oltre!&lt;/p>
&lt;p>buone rivoluzioni a tutti&lt;/p></description></item><item><title>una camminata surrealistica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/11/una-camminata-surrealistica/</link><pubDate>Thu, 10 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/11/una-camminata-surrealistica/</guid><description>&lt;p>alcuni amici del Messaggio di Silo, qualche giorno fa a Milano..
&lt;a href="https://picasaweb.google.com/108573374245640958592/MessaggioSiSIloCamminataSurrealista" target="_blank">guarda tutte le foto&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-2795" title="silo-illusione" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/11/silo-illusione.jpg" alt="" width="500" height="888" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/11/silo-illusione.jpg 500w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/11/silo-illusione-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></description></item><item><title>Vi spiego la crisi economica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/vi-spiego-la-crisi-economica/</link><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/vi-spiego-la-crisi-economica/</guid><description>&lt;p>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2749" title="crimine" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/crimine-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ne devo assolutamente parlare anche qui, perché lo considero il più grande crimine mai commesso da esseri umani contro altri esseri umani. Ed è anche il meno visibile, perchè è stato attivato in modo molto sottile (avete presente la
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/la-ranocchia-che-non-sapeva-di-essere-cotta/" title="La ranocchia che non sapeva di essere cotta …" target="_blank">storia della ranocchia&lt;/a>
?)&lt;/p>
&lt;p>Insomma: ne sono molto preoccupato perché potremmo presto ritrovarci tutti (diaciamo noi del 99%) in una situazione spiacevole, e la prima cosa da sapere è &lt;strong>dove ci troviamo&lt;/strong> e &lt;strong>come reagire bene&lt;/strong> imparando dagli errori passati.&lt;/p>
&lt;p>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2751" title="financial-criminals" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/financial-criminals-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ho sempre saputo che sarebbe arrivato questo momento (basta un minimo di teoria dei sistemi, saper leggere gli eventi e frequentare persone
&lt;a href="http://www.silo.net/Letters.php" target="_blank">sveglie&lt;/a>
), detta &amp;ldquo;crisi del sistema&amp;rdquo;, ma non sarei mai riuscito a descriverne i precisi &lt;strong>meccanismi interni e intenzionali&lt;/strong> con cui sarebbe stata realizzata.&lt;/p>
&lt;p>Il giornalista
&lt;a href="http://paolobarnard.info/" target="_blank">Paolo Barnard&lt;/a>
ha effettuato un lungo e meticoloso studio con i più autorevoli economisti del mondo, riportando tutto nel saggio &lt;strong>Il Più Grande Crimine&lt;/strong> (
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/ilpiugrandecrimine2011.pdf" target="_blank">scarica il PDF&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>Data la complessità dell&amp;rsquo;argomento, sopratutto perché è difficile crederci, ne sta facendo una versione &amp;ldquo;ridotta&amp;rdquo; leggibile da anziani e bambini.&lt;/p>
&lt;p>Riporto qui le varie puntate del racconto (trascrivo tutto qui nel mio blog perchè i links esterni sono sempre volatili):&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img class="alignright size-thumbnail wp-image-2745" title="nonna-crisi-economica" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/nonna-crisi-economica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nonna, ti spiego la crisi economica!&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/20/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-1/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 1" target="_blank">parte 1&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/21/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-2/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 2" target="_blank">parte 2&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 3" target="_blank">parte 3&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/23/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-4/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 4" target="_blank">parte 4&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-5/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 5" target="_blank">parte 5&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/25/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 6" target="_blank">parte 6&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 7" target="_blank">parte 7&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-8/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 8" target="_blank">parte 8&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/01/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-9/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 9" target="_blank">parte 9&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/11/03/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-10/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 10" target="_blank">parte 10&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>Silo (1938 - 2010)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-1938-2010/</link><pubDate>Fri, 16 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-1938-2010/</guid><description>&lt;p>a un anno esatto dalla sua morte fisica&lt;/p></description></item><item><title>Silo: sulla crisi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</link><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>amici.. trovo veramente opportuno la ripresentazione del libro &amp;ldquo;Lettere ai miei amici&amp;rdquo;, fatta da Silo nel 1994, che non solo già prevedeva lo scenario drammaticamente attuale, ma lo inquadrava introducendo punti di vista e possibili atteggiamenti di risposta quanto mai validi.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>se vi interessa leggere il libro in questione lo trovate in libreria /
&lt;a href="http://www.multimage.org/" target="_blank">www.multimage.org&lt;/a>
oppure scaricatelo gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>un abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentazione del libro LETTERE AI MIEI AMICI&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>14 MAGGIO 1994&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;/p>
&lt;p>Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario.&lt;/p>
&lt;p>Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca di mettere in evidenza che la crisi investe tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver chiarito il titolo del libro.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono tipiche di ogni fine di secolo e di millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che un riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione… insomma, un aumento generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!… Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura se ne perdesse il controllo, su quali alternative potremmo contare?&lt;/p>
&lt;p>Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità, intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o ad una catastrofe, e tutti sanno che le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;/p>
&lt;p>Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;/p>
&lt;p>Il Documento del Movimento Umanista ci dice:&lt;/p>
&lt;p>“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo… Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno…” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;/p>
&lt;p>Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta…&lt;/p>
&lt;p>E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale, risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale - all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di mano d’opera. Le tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il disar-mo unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;/p>
&lt;p>Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi, nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo in un modo un po’ pittoresco.&lt;/p>
&lt;p>Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere, la negazione della vita, il culto del suicidio, il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero… solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo, questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero in altri luoghi del pianeta; ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti. Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;/p>
&lt;p>Se nei popoli prenderà corpo l’idea che (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si svilupperà parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della nazione umana universale.&lt;/p>
&lt;p>E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani.&lt;/p>
&lt;p>Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto fastidiosi.&lt;/p>
&lt;p>Nient’altro. Molte grazie.&lt;/p></description></item><item><title>La leggenda di Silo, il padre del nuovo umanesimo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/08/la-leggenda-di-silo-il-padre-del-nuovo-umanesimo/</link><pubDate>Sun, 21 Aug 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/08/la-leggenda-di-silo-il-padre-del-nuovo-umanesimo/</guid><description>&lt;p>nel numero di agosto della rivista Rolling Stone argentino è stata pubblicato questo servizio/intervista che ripercorre la vita di Silo, fondatore del Movimento Umanista e pensatore eccellente, partendo dal punto di vista di uno dei suoi figli.&lt;/p>
&lt;p>il testo è in spagnolo ma credo meriti lo sforzo di essere letto.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01?mode=a_p&amp;amp;wmode=0" target="_blank">&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2569" title="silo-rolling-stone" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone.jpg" alt="" width="531" height="507" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone.jpg 531w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone-300x286.jpg 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>leggilo online su
&lt;a href="http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01?mode=a_p&amp;amp;wmode=0" target="_blank">http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>oppure scarica il
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rev-rolling-stone-agosto2011-01.pdf" target="_blank">PDF qui&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Scacco al Messia: La Riunione</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/07/scacco-al-messia-la-riunione/</link><pubDate>Tue, 26 Jul 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/07/scacco-al-messia-la-riunione/</guid><description>&lt;p>&lt;em>per gli anelanti trascendenti e attivi sviluppatori, ecco un paragrafo del racconto Scacco al Messia.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>LA RIUNIONE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Seduti intorno a un tavolo, tutti ascoltavano le ultime spiegazioni di quel giovane che sicuramente discendeva dalle tribù d’America.&lt;/p>
&lt;p>Rama s’interruppe un istante per riconsiderare le proprie parole, poi proseguì: “Riesaminando quanto detto dal punto di vista della Tradizione, la leggenda è questa: il Creatore fece l’uomo a sua immagine, ma lo lasciò incompiuto perché potesse svilupparsi armonicamente, in accordo al processo della Natura, nella quale lo aveva posto per dirigerla.&lt;/p>
&lt;p>“D’altra parte, l’uomo non avrebbe potuto dispiegare un altro livello di coscienza fintanto che non avesse interamente popolato il pianeta e non avesse intrecciato una rete di comunicazione tra tutti gli angoli del mondo. Se la specie umana fosse stata capace di ricoprire, come delicato tessuto, tutta la Terra, allora si sarebbe potuto affermare che essa aveva maturato la propria coscienza ed era in condizione di propagare la vita verso altri punti del sistema solare.&lt;/p>
&lt;p>Come in tutti i processi, fin dall’inizio hanno agito qui tre forze: la forza differenziatrice, la forza complementatrice e quella sintetizzatrice.&lt;/p>
&lt;p>Trattandosi di una sequenza evolutiva, ogni nuova sintesi si espandeva rispetto a quella che la precedeva e, raggiunto il suo apogeo, iniziava un nuovo processo di differenziazione, fino a esaurire la triade, sostituendo i vecchi elementi con i nuovi generati nel suo interno.&lt;/p>
&lt;p>Mentre le culture e le civiltà decadevano una dopo l’altra, gli elementi più evoluti di un livello creavano le condizioni necessarie per un livello superiore.&lt;/p>
&lt;p>Le culture isolate dell’inizio divennero complementari tra loro grazie ai contatti che si stabilivano, grazie allo scambio economico, lo sviluppo delle comunicazioni, il confronto delle loro politiche, delle loro espressioni artistiche e delle loro religioni.&lt;/p>
&lt;p>Il fenomeno andò aumentando di triade in triade, simile ad una spirale ascendente, in cui ogni voluta ha maggior diametro della voluta precedente.”. - Rama fece una pausa, poi riprese:&lt;/p>
&lt;p>“Considerando tali processi, i pensatori elaborarono due concezione principali, antagoniste tra loro: quella ciclica e quella lineare.&lt;/p>
&lt;p>La prima conduce ad una interpretazione ripetitiva della storia, la seconda ad una interpretazione evolutiva.&lt;/p>
&lt;p>Accade in verità che ad ogni tappa evolutiva i processi nascono, crescono e si riproducono con il passaggio degli elementi progressivi alla tappa successiva, mentre quelli regressivi decadono e muoiono.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, quando le culture erano isole, esse avevano la possibilità di svilupparsi senza notevoli influssi esterni. Ma le cose mutarono con il tempo, fino ad arrivare alla tappa attuale, nella quale tutte le culture esistenti sul pianeta sono in comunicazione tra loro e appartengono alla stessa struttura. Di conseguenza, tutto quello che accade in un punto si ripercuote su tutto il globo e niente di quello che accade può essere isolato dall’insieme.&lt;/p>
&lt;p>Questo sistema globale al quale si è giunti (e che tende a intrecciare tra i suoi elementi interni rapporti sempre più stretti) rende impossibile il verificarsi di fenomeni indipendenti.&lt;/p>
&lt;p>Come esempio di sistema in movimento, consideriamo un’astronave che si allontana dalla Terra. Se un astronauta esce dal modulo di comando, in tutti i casi egli continua ad essere trascinato dalla forza d’inerzia del sistema al quale appartiene e la sua libertà di movimento è sempre relativa ad esso.&lt;/p>
&lt;p>Supponiamo adesso che il navigatore possa spostarsi dalla prua ai motori di propulsione in ragione di tre km. orari. Li raggiungerebbe in meno di un minuto. Apparentemente, allora, si sarebbe avvicinato alla Terra. In effetti, si sarebbe avvicinato in rapporto alla prua in quel momento, ma in quel minuto di marcia tutto il sistema si troverebbe a cinquecento Km. di distanza dal pianeta (supponendo che la velocità dell’astronave sia di trentamila Km. l’ora).&lt;/p>
&lt;p>Ebbene, l’attuale sistema mondiale condiziona qualsiasi fenomeno in modo che esso dipende dall’insieme. Il processo storico nel quale ci troviamo inseriti, ci trascina alla velocità che esso stesso impone. I nostri movimenti sono relativi a tutto il sistema in marcia e rigorosamente dipendenti.&lt;/p>
&lt;p>Se per l’evoluzione dell’uomo furono catapultati in ogni tappa (da un certo circolo che non ignoriamo) esseri eccezionali che riuscirono ad orientare tutto il processo nella direzione che proponevano, è assolutamente inutile che fattori regressivi tentino di marciare dalla prua ai motori di propulsione.&lt;/p>
&lt;p>Il momento attuale riassume tutta la storia passata dell’uomo e proietta quest’ultimo verso il suo sviluppo in direzione della meta verso cui fu proiettato fin dal momento del lancio.&lt;/p>
&lt;p>In tale contesto ha senso parlare di un Destino dell’uomo.&lt;/p>
&lt;p>Coloro che sono avvezzi ai termini tecnici della biologia possono considerarlo, se preferiscono, come la preparazione del codice genetico elementare dell’essere vivente che si limita a sviluppare nel confronto con l’ambiente i caratteri “registrati” nel DNA basico.&lt;/p>
&lt;p>Gli uomini credono di fare la storia, quando in realtà è il loro condizionamento genetico che li evolve lungo una retta determinata. E’ chiaro che ad ogni tappa assistiamo a correzioni di rotta che impediscono la deviazione, così come la lotta con la natura e il confronto con l’ambiente imprimono nuovi caratteri all’essere vivente che modificano la sua esperienza e gli consentono una migliore utilizzazione di possibilità….ma sempre possibilità relative al sistema nel quale è inserito.&lt;/p>
&lt;p>Se la storia sembra ripetersi ad ogni tappa, nel processo generale essa cambia sempre.&lt;/p>
&lt;p>Nei momenti opportuni quegli esseri prima menzionati hanno provocato correzioni di rotta e le loro lotte sono sempre state in favore del cambiamento e della evoluzione e contro l’inerzia e la stupidità.&lt;/p>
&lt;p>Quei momenti opportuni sono conosciuti col nome di “messianismo”. Poco importa se gli uomini che si incaricarono di tale missione erano messia nel senso obiettivo del termine, o se rispondevano al bisogno spirituale dell’epoca.&lt;/p>
&lt;p>Tutte le volte che essi apparvero, apportarono una nuova rivelazione dell’Essere , un nuovo stile di vita e un nuovo livello di coscienza, ma lo fecero nel momento stesso in cui si concludeva una grande tappa, agendo da anello di congiunzione tra un mondo in agonia e un altro giovane e luminoso, che gli spiriti più alti di ogni epoca potevano intuire all’orizzonte che toccava loro contemplare.&lt;/p>
&lt;p>Bastarono sempre pochi grandi uomini per provocare nei grandi insiemi traumi adeguati alle circostanze materiali e allo stato psicologico delle società nelle quali competeva loro di agire.&lt;/p>
&lt;p>Siamo in grado di comprendere queste relazioni partendo da un altro angolo di visuale.&lt;/p>
&lt;p>Oggi non si può negare che sia possibile la trasmutazione del piombo in oro. E coloro che perseguitarono i nostri alchimisti, mugugnano adesso di fronte ai ciclotroni dei fisici, anche se sono costretti ad ammetterli.&lt;/p>
&lt;p>Sappiamo che l’accelerazione delle particelle opera trasmutazioni, ma al momento attuale l’opinione pubblica giudica inammissibile che l’uomo possa accelerarsi interiormente da sé, possa accelerarsi psicologicamente, come per provocare in se stesso la propria trasmutazione.&lt;/p>
&lt;p>Nessuno ignora che in Chimica catalizzatori, introdotti in minima quantità, operano enormi accelerazioni in grandi insiemi. Allo stesso modo, uomini trasmutati nelle diverse epoche, modificarono con i loro insegnamenti il codice dei grandi insiemi. Tuttavia, nel trasferimento di tali insegnamenti (dottrine) da un periodo all’altro, invariabilmente si accrebbe “il rumore dell’informazione”, tanto per usare un termine di cibernetica. Cioè, si degradò ciò che era stato spiegato all’inizio.&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che ciò si è verificato, si è prodotto un nuovo segnale in grado di rimettere ordine nell’insieme, proprio come avviene nei circuiti di retroalimentazione. In altre parole, si scaraventò fuori bordo tutta la merce avariata.&lt;/p>
&lt;p>Se non si fosse agito in tale modo, tutto sarebbe finito nel caos totale come ci tramanda il mito della Torre di Babele a proposito della “confusione delle lingue”. Dovette accadere proprio questo perché fu tale l’aumento del rumore dalla fonte emittente al recettore, che il messaggio in ogni caso arrivò totalmente distorto.&lt;/p>
&lt;p>Malgrado l’esempio, non bisogna credere che ci stiamo riferendo soltanto a problemi di espressione e significato linguistico, ma all’agire umano in generale.&lt;/p>
&lt;p>Tornando al nostro tema iniziale e alla Tradizione: non erano certo folli coloro che parlavano di composizione geometrica del mondo, di triangoli delle cose, né erano ingenui coloro che parlavano di cambiamento del vino in sangue e del pane in corpo. D’altra parte, anche se costoro erano ispirati dalla mistica del Risveglio e il loro linguaggio era in qualche misura poetico, la verità che trasmisero non fu mai molto distante da quello che oggi conosciamo come Scienza.&lt;/p>
&lt;p>Accade, amici miei, che ciò che è valido per il mondo della natura è valido anche per il mondo dello spirito, perché tali mondi non sono separati, ma sono il medesimo Universo.&lt;/p>
&lt;p>Non abbiamo colpa se la morale attuale e alcune correnti scientifiche continuano ad essere manichee.&lt;/p>
&lt;p>Bene e male, materia e antimateria, sono aspetti di una stessa realtà e non entità separate.&lt;/p>
&lt;p>Adesso che l’uomo si trova in condizione di pensare in modo globale, può cominciare a vedere le cose nel loro complesso, comprendendo che le polarità si invertono secondo un ciclo elettrico, che esistono polarità neutre, che tutto muta di continuo, e che tale mutamento, apparentemente violento in alcuni casi, è armonico, ordinato, strutturale.&lt;/p>
&lt;p>Per concludere, voglio fare un ulteriore riferimento al racconto.&lt;/p>
&lt;p>La leggenda fa capire che alla fine dei tempi la famiglia umana sarà in perfetta comunione e tutti gli uomini saranno in grado di sapere nello stesso istante ciò che accade in altre regioni (qualunque sia la distanza).&lt;/p>
&lt;p>Allora, quando quella delicata pelle di coscienza ricoprirà tutto il pianeta, proprio dall’inizio della storia sorgerà un pugno di esseri il cui numero e qualità permetteranno all’uomo di risvegliarsi come specie nuova, degna di portare la vita nell’Universo collaborando così al piano del Creatore.”.&lt;/p>
&lt;p>Quando Rama finì la sua dissertazione, si guardò intorno con aria di complicità.&lt;/p>
&lt;p>Pochi istanti dopo, un tale dall’accento straniero osservò:&lt;/p>
&lt;p>“Per tutto ciò che hai detto e spiegato comprendiamo che hai fatto la tua parte, ma noi che cosa dobbiamo fare?”&lt;/p>
&lt;p>“Produrre il numero che manca” - rispose Rama.&lt;/p>
&lt;p>“Il numero è sufficiente” - replicò lo straniero.&lt;/p>
&lt;p>“Senza dubbio, ma è necessario ottenere un numero altamente qualificato e distribuirlo nei luoghi più adatti. E’ dagli Stati Uniti (prima che crollino) che soffierà il nostro messaggio……” - Poiché aveva notato una certa insofferenza nel gruppo, aggiunse motteggiando: -“A coloro che guardano quel popolo con disprezzo, conviene che si ricordino del detto gallego: “Dio scrive diritto con linee storte”.&lt;/p>
&lt;p>In quell’istante entrò nella stanza Fernando, un compagno dei primi tempi.&lt;/p>
&lt;p>“Cos’è successo?” - domandò qualcuno.&lt;/p>
&lt;p>“Decidono oggi alle venti. Ma lo faranno a partire da domani. Per adesso cercano soltanto di misurare la nostra capacità di reazione.”.&lt;/p>
&lt;p>“Bene” - interloquì una ragazza rivolgendosi a Rama - “Stanotte alle ventiquattro bisogna che tu ti faccia trovare all’angolo di via Ayacucho e Paso con via Vicente Lopez. Arriveranno i nostri e faranno la loro parte.”&lt;/p>
&lt;p>Rama, vedendo che la notte era piuttosto avanzata, si rivolse a Fernando e gli disse con tono vivace:&lt;/p>
&lt;p>“Sbrigati, non abbiamo molto tempo.”&lt;/p>
&lt;p>Il giovane guardò Rama e gli altri con calma e prima di uscire osservò:&lt;/p>
&lt;p>“Peccato che questi paesi del Sud America non abbiano la pena di morte. Un giudizio pubblico, invece delle notizie che pubblicherà la stampa, avrebbe un risultato molto più istruttivo. E poi un attentato non ha né la forza morale né coinvolge il sistema così totalmente quanto un’esecuzione che possa poi alimentare il complesso di colpa di tutta una società” - fece un gesto spiritoso e guadagnò l’uscita.&lt;/p>
&lt;p>“Li anticiperemo sempre, forzando le conseguenze.” - aggiunse la ragazza a bassa voce.&lt;/p>
&lt;p>Tutti assentirono.&lt;/p>
&lt;p>Ascoltarono ancora una volta il Cantico della Creazione.&lt;/p>
&lt;p>Poi Rama salutò tutti e uscì da una porta laterale.&lt;/p></description></item><item><title>4 maggio: la guarigione dalla sofferenza</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/05/4-maggio-la-guarigione-dalla-sofferenza/</link><pubDate>Wed, 04 May 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/05/4-maggio-la-guarigione-dalla-sofferenza/</guid><description>&lt;p>oggi è l&amp;rsquo;anniversario (42! anni) di questa pietra miliare.&lt;/p></description></item><item><title>Maestro</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/10/maestro/</link><pubDate>Sun, 03 Oct 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/10/maestro/</guid><description>&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-2203" title="silojjsc" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/silojjsc1.jpg" alt="" width="480" height="640" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/silojjsc1.jpg 480w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2010/10/silojjsc1-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />
&lt;p>Mario Rodriguez Cobos, detto anche Silo, scomparso lo scorso 17 settembre.&lt;/p>
&lt;p>sei l&amp;rsquo;unico che considero Maestro&lt;/p>
&lt;p>tra i più straordinari uomini che abbiano camminato su questa terra&lt;/p>
&lt;p>ti sono grato e continuerò le tue idee e le tue azioni lanciate&lt;/p>
&lt;p>un forte abbraccio&lt;/p>
&lt;p>(cosa, fabio? Silo è il signore dell&amp;rsquo;asilo??!  dici che lo incontrerai domani al tuo primo giorno di asilo nido? 🙂&lt;/p></description></item><item><title>L’argilla del cosmo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/07/largilla-del-cosmo/</link><pubDate>Fri, 09 Jul 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/07/largilla-del-cosmo/</guid><description>&lt;p>Quando la superficie di questo mondo cominciò a raffreddarsi, venne un precursore che scelse il modello di processo che avrebbe dovuto autosostenersi. Nulla gli parve più interessante che immaginare una matrice con n possibilità progressive divergenti. Allora creò le condizioni per la vita. Con il tempo i tratti giallastri dell’atmosfera primitiva virarono verso l’azzurro e gli scudi di protezione cominciarono a funzionare a livelli accettabili.&lt;/p>
&lt;p>In seguito il visitatore osservò i comportamenti delle diverse specie. Alcune erano avanzate verso la terra ferma e timidamente vi si erano insediate, altre erano retrocesse di nuovo nei mari. Numerose forme mostruose appartenenti a diversi ambienti erano scomparse mentre altre avevano continuato a trasformarsi liberamente. Qualunque combinazione casuale era stata lasciata evolvere finché era apparsa una creatura di medie dimensioni capace di essere assolutamente discente, adatta a trasferire informazioni ed ad accumulare memoria al di là del suo ciclo vitale.&lt;/p>
&lt;p>Questo nuovo mostro aveva seguito uno degli schemi evolutivi adatti al pianeta azzurro: un paio di braccia, un paio di occhi, un cervello diviso in due emisferi. In esso quasi tutto era elementarmente simmetrico proprio come i pensieri, i sentimenti e le azioni che erano rimasti codificati alla radice del suo sistema chimico e nervoso. L’ampliamento del suo orizzonte temporale e la formazione di diversi livelli di sensazione nel suo spazio interno avrebbero richiesto ancora altro tempo. Nella situazione in cui si trovava, a malapena poteva differire le proprie risposte o distinguere tra percezione, sogno ed allucinazione. La sua attenzione era erratica e, ovviamente, non rifletteva sulle proprie azioni perché non poteva cogliere la natura intima degli oggetti con cui entrava in relazione. Tutti i suoi sensi erano specializzazioni del tatto primitivo per cui interpretava il mondo in base alla distanza tattile tra sé e gli oggetti; era chiaro che, fino a quando avesse continuato a considerarsi semplice riflesso del mondo esterno, non avrebbe potuto lasciar esprimere la sua intenzione più profonda capace di mutarne la mente stessa. Sui due modi del prendere e del fuggire aveva modellato i suoi primi affetti che si esprimevano quindi come attrazione o rifiuto; questa bipolarità rozza e simmetrica, abbozzata già nelle protospecie, tendeva a modificarsi molto lentamente. Per ora la sua condotta era troppo prevedibile ma sarebbe giunto il momento in cui, autotrasformandosi, avrebbe compiuto un salto verso l’indeterminazione e la casualità.&lt;/p>
&lt;p>Così, il visitatore era in attesa di una nuova nascita all’interno di quella specie in cui aveva riconosciuto la paura di fronte alla morte e la vertigine della furia distruttiva. Aveva osservato come quegli esseri vibrassero per l’allucinazione dell’amore, come si sentissero angosciati di fronte alla solitudine dell’Universo vuoto, come immaginassero il proprio futuro, come lottassero per decifrare le prime impronte lasciate sul sentiero nel quale erano stati scaraventati. Prima o poi questa specie fatta con l’argilla del cosmo avrebbe intrapreso il cammino che l’avrebbe portata a scoprire la propria origine, ma quel cammino sarebbe risultato imprevedibile.&lt;/p></description></item><item><title>E lo chiamavano utopico visionario</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/04/e-lo-chiamavano-utopico-visionario/</link><pubDate>Thu, 30 Apr 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/04/e-lo-chiamavano-utopico-visionario/</guid><description>&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;Il grande capitale ha ormai esaurito lo stadio corrispondente all&amp;rsquo;economia di mercato e cerca ora di disciplinare la società in modo da far fronte al caos che esso stesso ha generato. Contro tale irrazionalità non si levano, dialetticamente, le voci della ragione, ma i più oscuri razzismi, integralismi e fanatismi&amp;rdquo;.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo nel 1993 (Sesta lettera ai miei amici): &lt;span>&lt;/span>&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Come avverrà la caduta nell’altra metà del mondo?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/02/come-avverra-la-caduta-nellaltra-meta-del-mondo/</link><pubDate>Tue, 24 Feb 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/02/come-avverra-la-caduta-nellaltra-meta-del-mondo/</guid><description>&lt;p>Un noto investitore finanziario (George Soros) ha dichiarato che l&amp;rsquo;attuale crisi finanziaria non solo non ha soluzione in vista, ma che sta portando giù tutto l&amp;rsquo;occidente come non si è mai visto prima, paragonando la situazione alla caduta dell&amp;rsquo;Unione Sovietica.&lt;/p>
&lt;p>Ricordo bene come qualche anno fa
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">Silo&lt;/a>
diceva:&lt;/p>
&lt;blockquote>
&lt;p>&amp;ldquo;Quando, molti anni fa, annunciavamo la caduta di un sistema molti si burlavano di ciò che per loro era impossibile. Mezzo mondo, mezzo sistema che si supponeva monolitico è crollato.&lt;br>
Però quel mondo che è caduto lo ha fatto senza violenza e ha mostrato le cose buone che c’erano nella gente. Inoltre, prima che scomparisse, da quel mondo si è propiziato il disarmo e si è cominciato a lavorare seriamente per la pace. E non c’è stata nessuna Apocalisse. Il sistema è crollato in metà pianeta e, a parte le difficoltà economiche e la riorganizzazione delle strutture che la popolazione ha subito, non ci sono state tragedie, né persecuzioni né genocidi. Come avverrà la caduta nell’altra metà del mondo? Che la risposta al clamore dei popoli sia tradotta con bontà, sia tradotta nella direzione di superare il dolore e la sofferenza.&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;p>invito tutti a iscriversi a
&lt;a href="http://www.marciamondiale.org" target="_blank">www.marciamondiale.org&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>La violenza ha perso la guerra</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-violenza-ha-perso-la-guerra/</link><pubDate>Sat, 27 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/la-violenza-ha-perso-la-guerra/</guid><description>&lt;p>&lt;em>La violenza ha perso la guerra, giacché non si potrà più imporre con la violenza una pace ingiusta. Non si potrà nemmeno violentare la verità manipolando la parola “pace”.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>La violenza è così logora che si sta per ottenere il ritiro delle truppe d’invasione, la restituzione dei territori occupati e lo smantellamento delle armi di distruzione di massa.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Comincia a suonare l’ora in cui finirà la violenza economica, razziale, religiosa, culturale, sessuale e psicologica in tutto il mondo.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Ma sta arrivando anche l’ora più difficile, in cui superare la violenza radicata nei nostri cuori.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>__Silo&lt;/p></description></item><item><title>Il Saggio delle Ande a Milano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/il-saggio-delle-ande-a-milano/</link><pubDate>Sat, 20 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/il-saggio-delle-ande-a-milano/</guid><description>&lt;div>
Vi comunico che oggi sabato 20 Settembre alle ore 22.00 ci sarà la proiezione del video &lt;strong>il Saggio delle Ande&lt;/strong> (per chi non l'avesse ancora visto è bellissimooooooooooo!!!!!!!!!!!!) alla saletta del Messaggio di Milano Via Tibaldi 22. L'invito è aperto a tutti.
&lt;/div>
&lt;div>
Presto arriveranno i DVD e sabato prossimo 27 settembre al Parco di Attigliano ci sarà una proiezione di tutti i 5 videocommenti di Silo che si sono visti negli ultimi mesi. Chi ha orecchie…
&lt;/div></description></item><item><title>Questo sabato ad Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/07/questo-sabato-ad-attigliano/</link><pubDate>Thu, 24 Jul 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/07/questo-sabato-ad-attigliano/</guid><description>&lt;p>presso il parco di attigliano (io scendo sabato!)&lt;/p></description></item><item><title>Commenti di Silo #2: L'ESPERIENZA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/commenti-di-silo-2-lesperienza/</link><pubDate>Thu, 15 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/commenti-di-silo-2-lesperienza/</guid><description>&lt;p>per ora solo in spagnolo.. a breve in italiano.&lt;/p>
&lt;p>questo è l&amp;rsquo;estratto del video mensile (di 25 minuti) che vedremo al Parco di Attigliano questo 31 maggio.&lt;/p>
&lt;h2 id="comentarios-de-silo">COMENTARIOS DE SILO&lt;/h2>
&lt;p>Centro de Estudios Punta de Vacas 2008&lt;br>
Silo y La Experiencia / Transcripción: microprograma 3 minutos&lt;/p>
&lt;p>Un mensaje una experiencia&lt;/p>
&lt;p>No puedes comunicar con facilidad el mensaje, porque el mensaje es sobre todo experiencia, entonces explicar una experiencia… ¿cómo podrías explicar a una persona el gusto dulce? ¿Cómo podrías explicar a una persona que no ha visto el color? por ejemplo ¿qué es el color rojo?.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Cambio profundo&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>A veces en el campo, como acá, veo una puesta de sol y en esa puesta de sol, es como si entendiera todo, por muy poco tiempo,&lt;/p>
&lt;p>Ese tipo de experiencias que se dan como en otro espacio como en otro nivel, las experiencias del amor por ejemplo, las experiencias de los sueños, esas que todos hemos tenido y que no solemos tener en cuenta, que nos olvidamos de ellas, son experiencias muy reveladoras en las que nosotros profundizamos.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Dios creer o no creer&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Perfecto, me parece muy bien que crea o que no crea, me da igual, pero que ese no es el tema para salir del mundo del sufrimiento y para crear un nuevo tipo de ser humano, ese no es el tema, eso es lo que le digo a la gente que cree, que crea y si me dice que no cree pues, que no crea, porque el tema es otro.&lt;/p>
&lt;p>Entonces pongámoslo más simple, pongámoslo más fácil: dios es algo no seguro y a partir de ahí, empiece sobre usted mismo hacer los cambios y hacer las cosas.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Qué le dice a la gente&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>(Pregunta)¿Qué le dices tú a él, cómo comienza, cómo yo puedo comenzar a superar mi sufrimiento, donde?, cómo es el primer paso.&lt;/p>
&lt;p>(Silo) Yo no le digo a él nada, es él el que se acerca a preguntar, eso es importante también.&lt;/p>
&lt;p>Nosotros explicamos nuestras cosas porque hay gente que le interesan esas cosas y hay mucha gente que le interesan esas cosas y me parece que cada vez hay más gente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Silo - Profeta mito hombre común&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>(Pregunta) Hay gente que dice que tú eres un hombre como otros (Silo: muy bien) y otros que dicen que tú eres un profeta.&lt;/p>
&lt;p>(Silo) Qué importa qué soy yo. Yo he encontrado muchas de esas cosas, sí, no me crea ninguna preocupación y no deforma para nada el mensaje, para nada se deforma el mensaje, por el hecho de que la gente crea una cosa o crea otra.&lt;/p></description></item><item><title>Umanisti in libreria</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/umanisti-in-libreria/</link><pubDate>Sun, 11 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/umanisti-in-libreria/</guid><description>&lt;p>Finalmente nelle librerie di tutta italia (Feltrinelli in primis, ma anche molte altre) due fondamentali libri per tutti gli umanisti:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://macroedizioni.it/libro.php?id_libro=1355" target="_blank">&lt;img class="alignleft" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/libro_messaggio_di_silo.jpg" alt="libro_messaggio_di_silo.jpg" width="109" height="160" />&lt;/a>
&lt;strong>Il Messaggio di Silo&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.macroedizioni.it/" target="_blank">Macro Edizioni&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Qui si racconta come il non-senso della vita si trasformi in senso e pienezza. Qui c’è allegria, amore per il corpo, per la natura, per l&amp;rsquo;umanità e per lo spirito. Qui si rinnegano i sacrifici, il senso di colpa e le minacce dell&amp;rsquo;oltretomba. Qui ciò che è terreno non si oppone a ciò che è eterno. Qui si parla della rivelazione interiore a cui giunge chi medita in umile e attenta ricerca&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://macroedizioni.it/libro.php?id_libro=1355" target="_blank">Scheda del libro.&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nuovimondi.info/modules.php?op=modload&amp;amp;name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=2251" target="_blank">&lt;img class="alignleft" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/finepreistoria160.jpg" alt="finepreistoria160.jpg" width="109" height="160" />&lt;/a>
&lt;strong>LA FINE DELLA PREISTORIA&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Un cammino verso la libertà&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>di Tomas Hirsch, prefazione di Evo Morales&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nuovimondi.info/" target="_blank">Nuovi Mondi Edizioni&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>“Che lo sappiamo o no, il nostro destino dipende dal destino del sistema di cui facciamo parte e non il contrario. È come se fossimo a bordo di un treno diretto verso un precipizio; non è spostando i sedili all’interno dei vagoni che eviteremo l’incidente. Per questo dobbiamo arrestare il convoglio o cambiare la sua direzione di marcia”.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.nuovimondi.info/modules.php?op=modload&amp;amp;name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=2251" target="_blank">Scheda del libro.&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Foto dell'inaugurazione del Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/foto-dellinaugurazione-del-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Sat, 10 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/foto-dellinaugurazione-del-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2008/panoramica-vi.jpg" alt="panoramica-vi.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>stanno arrivando i links di foto e materiali da parte di molti amici.&lt;/p>
&lt;p>li raggrupperò tutti qui:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Articoli:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;a href="http://www.ilreporter.com/articolo.aspx?LANG=ITA&amp;amp;IDCAT=4&amp;amp;IDART=1434&amp;amp;PAGE=1" target="_blank">http://www.ilreporter.com/articolo.aspx?LANG=ITA&amp;IDCAT=4&amp;IDART=1434&amp;PAGE=1&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>Foto:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Stefano Cecere (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">photos/krur/sets/72157603591791873/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Davide Shmidt (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/davideschmid/sets/72157604895446658/" target="_blank">photos/davideschmid/sets/72157604895446658/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Ale Jacovella - il &amp;ldquo;dietro le quinte&amp;rdquo; (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/superappo/LavoriParcoAttigliano" target="_blank">superappo/LavoriParcoAttigliano&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Anita Szeicz (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/anitaszeicz/sets/72157604934828899/" target="_blank">photos/anitaszeicz/sets/72157604934828899/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Peter Noordendorp (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/8661665@N02/sets/72157604970895951" target="_blank">photos/8661665@N02/sets/72157604970895951&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Massimo Biagiotti (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/biagiotti.massimo/AttiglianoMaggio08" target="_blank">biagiotti.massimo/AttiglianoMaggio08&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Stefano Santini - Sanchez.it:
&lt;a href="http://www.sanchez.it/foto/attigliano_maggio_2008/" target="_blank">http://www.sanchez.it/foto/attigliano_maggio_2008/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Maurizio (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/superappo/InaugurazioneParcoAttigliano40508" target="_blank">superappo/InaugurazioneParcoAttigliano40508&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Roberto Palumbo (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/robertopalumbo/Attigliano4Mayo2008" target="_blank">robertopalumbo/Attigliano4Mayo2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Valerio Marinai (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/valeriomh/InaugurazioneParcoAttigliano3E4Maggio2008" target="_blank">valeriomh/InaugurazioneParcoAttigliano3E4Maggio2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Isidoro Serrati (fotki):
&lt;a href="http://public.fotki.com/Nefer/mupu/attigliano--inaugur/" target="_blank">http://public.fotki.com/Nefer/mupu/attigliano-inaugur/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Carlo Olivieri (alice)
&lt;a href="http://fotoalbum.alice.it/carlo-olivieri/inaugurazione-attig" target="_blank">http://fotoalbum.alice.it/carlo-olivieri/inaugurazione-attig&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Sergio Gonzalo Cuéllar (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com.br/sergio.cuellar/InaguraOParqueAttilgianoItalia" target="_blank">sergio.cuellar/InaguraOParqueAttilgianoItalia&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Corinne Figueroa (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/figueroa.corinne/InaugurationAttigliano" target="_blank">figueroa.corinne/InaugurationAttigliano&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Veronique Depons (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/veronique.depons/4MaiAttigliano" target="_blank">veronique.depons/4MaiAttigliano&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Rene Oster (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/rene.oster2/AttiglianoMai2008" target="_blank">rene.oster2/AttiglianoMai2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Nefer (foki):
&lt;a href="http://public.fotki.com/Nefer/mupu/attigliano--inaugur/" target="_blank">http://public.fotki.com/Nefer/mupu/attigliano-inaugur/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Bellissime:
&lt;a href="http://pdv2010.com/parco/index.html" target="_blank">http://pdv2010.com/parco/index.html&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Daniele Quattrocchi - BIMBI / CHILDREN (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/daniele.quattrocchi/InaugurazioneParcoAttigliano04052008" target="_blank">daniele.quattrocchi/InaugurazioneParcoAttigliano04052008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Daniele Quattrocchi - Stefania Travagin (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/daniele.quattrocchi/InaugurazioneParcoDiAttigliano04052008" target="_blank">daniele.quattrocchi/InaugurazioneParcoDiAttigliano04052008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Pangea Italia:
&lt;a href="http://www.pangeaitalia.net/content/view/30/1/lang,it/" target="_blank">http://www.pangeaitalia.net/content/view/30/1/lang,it/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Francesca Ceccarelli (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/gagliardissima/AttiglianoAprileMaggio2008" target="_blank">gagliardissima/AttiglianoAprileMaggio2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Eric Battiston e Luigi D&amp;rsquo;aria (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/luigithewiseguy/EuropeanParcSiloSMessage" target="_blank">Picluigithewiseguy/EuropeanParcSiloSMessage&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>S Rennesson (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/srennesson/04052008Attigliano?authkey=WBkdal2ONs4" target="_blank">srennesson/04052008Attigliano?authkey=WBkdal2ONs4ge&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Anne Montane (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/montaneanne/Attigliano4Mai2008" target="_blank">montaneanne/Attigliano4Mai2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Juha Uski (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/8700026@N06/sets/72157604969598937/" target="_blank">photos/8700026@N06/sets/72157604969598937/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Steve Bodart (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.fr/steve.bodart/Attiglano02" target="_blank">steve.bodart/Attiglano02&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Panos - Greece (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/26440846@N05/" target="_blank">photos/26440846@N05/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Massimo Solinas (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/maxolinas/InaugurazioneDelParcoAttigliano" target="_blank">maxolinas/InaugurazioneDelParcoAttigliano&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Nira Cabero (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/niracabero/InauguraciNParcoAttigliano2" target="_blank">niracabero/InauguraciNParcoAttigliano2&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Nira Cabero (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/niracabero/INAUGURACINParcoAttiglianoMAYO2008" target="_blank">niracabero/INAUGURACINParcoAttiglianoMAYO2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Giuliana e Lorenza (Flickr):
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/26623351@N05/sets/72157605098143518/" target="_blank">photos/26623351@N05/sets/72157605098143518/&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;li>Marco Giorgino (Picasa):
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/mpsg76/AttiglianoMag2008" target="_blank">mpsg76/AttiglianoMag2008&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>&lt;strong>Video:&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Quintessenza 5min:
&lt;a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-6366965140242340071&amp;amp;hl=it" target="_blank">http://video.google.it/videoplay?docid=-6366965140242340071&amp;hl=it&lt;/a>
&lt;/li>
&lt;/ul></description></item><item><title>Primo video inaugurazione Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/primo-video-inaugurazione-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Mon, 05 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/primo-video-inaugurazione-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>fra poco arriverà un sacco di roba.. intanto ecco un po&amp;rsquo; di foto:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>e un primo video:&lt;/p></description></item><item><title>Dai vieni subito ad Attigliano!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/dai-vieni-subito-ad-attigliano/</link><pubDate>Fri, 02 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/dai-vieni-subito-ad-attigliano/</guid><description>&lt;p>se sei ancora a casa e stai lasciando che la pigrizia o affari secondari prendano le decisioni al posto tuo.. RIBELLATI!&lt;/p>
&lt;p>e salta sul primo treno per Attigliano.&lt;/p>
&lt;p>centinaia di persone stanno arrivando da tutta europa..&lt;/p>
&lt;p>ho passato la mattinata con amiche ungheresi, ora stanno arrivando i Cechi con novità sulla base radar, domani i sudamericani che stanno lavorando con Evo Morales, quindi Silo e tutti i rivoluzionari dell XXI secolo!&lt;/p>
&lt;p>stamani il sindaco e un assessore di Attigliano sono venuti al Parco a vedere come andavano le cose.&lt;/p>
&lt;p>domani la proloco ha organizzato una cena per tutti nella piazza centrale del paese.&lt;/p>
&lt;p>insomma.. c&amp;rsquo;è aria di festa ma anche di profondo cambiamento.&lt;/p>
&lt;p>uomo avvisato.. mezzo…&lt;/p>
&lt;p>guarda un po&amp;rsquo; di foto qui:
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/" target="_blank">http://www.flickr.com/photos/krur/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/2458474963/" title="Parco Attigliano - lavori in corso di Humanist 2.0, su Flickr" target="_blank">&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2204/2458474963_61be4b3e63.jpg" width="500" height="375" alt="Parco Attigliano - lavori in corso" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Inaugurazione Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/inaugurazione-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Wed, 30 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/inaugurazione-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/locandina-4-maggio.jpg" alt="locandina-4-maggio.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>buongiorno.&lt;/p>
&lt;p>forse penserai che il momento attuale abbia diverse emergenze imbarazzanti (l&amp;rsquo;improvvisa fame nel mondo, l&amp;rsquo;esplosione di nuove tensioni armate, le destre al potere, la crisi finanziaria mondiale e l&amp;rsquo;imminente recessione, l&amp;rsquo;informazione disgustosa, il clima tragicomico, il nonsenso generalizzato etc etc)&lt;/p>
&lt;p>ma cercare di risolvere tutto ciò in questo momento è impossibile, nel momento in cui &lt;strong>NULLA SI PUO&amp;rsquo; FARE&lt;/strong>, tantomeno pensare, &lt;strong>SENZA UNA SOLIDA BASE E VALIDI PUNTI DI RIFERIMENTO&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>ed è per questo che ti propongo due cose ENORMI:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>1) meditare sulla necessità di un Nuovo Umanesimo&lt;/strong>, i cui punti di base sono:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>l’assunzione dell’essere umano come valore e come interesse centrale&lt;/li>
&lt;li>l’affermazione dell’eguaglianza di tutti gli esseri umani&lt;/li>
&lt;li>il riconoscimento della diversità personale e culturale&lt;/li>
&lt;li>la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto come verità assoluta&lt;/li>
&lt;li>l’affermazione della libertà in materia di idee e di credenze&lt;/li>
&lt;li>il rifiuto della violenza&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>&lt;strong>2) venire questa finesettimana ad inaugurare il Parco di Attigliano&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>sai che un anno fa sono stato sulle Ande ad inaugurare il Parco di Punta de Vacas (
&lt;a href="http://www.parquepuntadevacas.org" target="_blank">www.parquepuntadevacas.org&lt;/a>
).. ora non serve più andare così lontano!&lt;/p>
&lt;p>questo è uno dei tanti parchi che gli umanisti, ispirati dalle idee di Silo, stanno costruendo nel mondo.&lt;/p>
&lt;p>un luogo aperto a tutti coloro che desiderano meditare in profondità, incontrare le diversità, progettare il futuro con rinnovata energia.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>STRUTTURA DEL PARCO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>il Parco che comprende una &lt;strong>sala&lt;/strong> (rigorosamente vuota e sferica, nella quale l&amp;rsquo;unica cosa importante è colui che vi entra e la sua energia), un &lt;strong>edificio multiuso&lt;/strong> (per conferenze, seminari, eventi), una sorgente di acqua pura, un monolito e una stele per segnare il dove il quando e chi ha dato il via a tutto questo.&lt;/p>
&lt;p>se sei curioso e vuoi &lt;strong>approfondire la simbologia&lt;/strong> e il significato morfologico del Parco, &lt;a href="http://cecere.xyz/fileadmin/cosa_rappresentano_le_Sale_e_Parchi.ppt" target="_blank">ecco un file Powerpoint.&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>ecco una ricostruzione in 3D di come sarà quando terminato:&lt;/p>
&lt;p>un parco che abbiamo costruito con il contributo volontario di tanta gente. ad Attigliano, un meraviglioso paesino tra Umbria, Lazio e Toscana, vicino a Bomarzo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>PROGRAMMA DELLE GIORNATE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>questa domenica 4 maggio, nel 39simo anniversario del lancio del progetto del Movimento Umanista nel mondo, con la partecipazione di migliaia di persone da tutta europa e sud america (tra cui lo stesso Silo e Thomas Hirsch), si aprirà il portale di questo luogo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>il programma&lt;/strong> delle giornate:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>3 Maggio 2008&lt;/strong>: Presentazioni e incontri…&lt;/p>
&lt;p>Ore 11.00: Firma dell’edizione italiana del libro di Tomas Hirsch “La fine della preistoria” (Caffe’ sulla piazza centrale di Attigliano).&lt;/p>
&lt;p>Ore 16.00: Incontro con i portavoce del Movimento Umanista europeo Giorgio Shultze e latinoamericano Tomas Hirsch (Anfiteatro del centro storico di Attigliano).&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.00: Presentazione dell’edizione italiana del libro “Il Messaggio di Silo” (Sala Partecipazione del Comune di Attigliano - piazza centrale).&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>4 Maggio 2008&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Ore 9.00: Apertura del Parco.&lt;/p>
&lt;p>Ore 11.30: Discorso di benvenuto.&lt;/p>
&lt;p>Ore 12.30: Cerimonia di inaugurazione della Sala.&lt;/p>
&lt;p>Ore 13.00: Cerimonia di inaugurazione dell’edificio Multiuso&lt;/p>
&lt;p>(dopo le cerimonie di inaugurazione si svolgeranno tutte le altre attività “a richiesta” dei partecipanti).&lt;/p>
&lt;p>Ore 17.00: Breve saluto a chiusura della giornata.&lt;/p>
&lt;p>Ore 19.00: Chiusura del Parco.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>LO IMMAGINI?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se vuoi vedere un po&amp;rsquo; di foto della costruzione e di alcuni eventi preliminari (
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">su Flickr&lt;/a>
):&lt;/p>
&lt;p>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603591791873/" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/parco_attigliano_collage.jpg' alt='parco_attigliano_collage.jpg' />&lt;/a>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>COME ARRIVARCI?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>è semplice: autostrada uscita &amp;ldquo;Attigliano-Bomarzo&amp;rdquo;, oppure treno regionale da Firenze o Roma, fermata &amp;ldquo;Attigliano&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>da Milano, Torino, Roma, Napoli partono diversi bus e macchine&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>DOVE ALLOGGIARE?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>se non vieni in giornata, ci sono dozzine di soluzioni…
&lt;a href="http://www.parcoattigliano.it/index.php?id=137" target="_blank">guarda qui&lt;/a>
per i dettagli.&lt;/p>
&lt;p>contattami per maggiori informazioni o organizzare il viaggio.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>SOSTEGNO 5 PER MILLE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Infine: se non vuoi dare il tuo 5 per mille delle tasse allo stato o alla chiesa, prendi seriamene in considerazione di darlo al supporto della costruzione di questo parco: abbiamo creato una ONLUS, la Pangea per una Nazione Umana Universale - Codice Fiscale 97421930153 -
&lt;a href="http://www.pangeaitalia.net" target="_blank">www.pangeaitalia.net&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/5xmille_pangea41.jpg" alt="5xmille_pangea4.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&amp;ldquo;non immaginare di essere solo nel tuo villaggio, nella tua città, sulla Terra e negli infiniti mondi&amp;rdquo;. Silo, Il Cammino&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Si apre il Nuovo Umanesimo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/si-apre-il-nuovo-umanesimo/</link><pubDate>Wed, 23 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/si-apre-il-nuovo-umanesimo/</guid><description>&lt;p>questo sabato 26 aprile e domenica 4 maggio il Nuovo Umanesimo si (ri)apre al mondo.&lt;/p>
&lt;p>al Parco di Attigliano.&lt;/p>
&lt;p>ecco un breve estratto della prima puntata trasmessa in contemporanea mondiale dai 9 parchi del Messagio di Silo nel mondo:&lt;/p></description></item><item><title>il 26 aprile arriva il film &amp;quot;Il Saggio delle Ande&amp;quot; (film su Silo)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/il-26-aprile-arriva-il-film-il-saggio-delle-ande-film-su-silo/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/il-26-aprile-arriva-il-film-il-saggio-delle-ande-film-su-silo/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/silo.png' alt='silo.png' align="left" />sarà presentato in anteprima mondiale in california il film &amp;ldquo;Sage of the Andes&amp;rdquo;, un film documentario del regista internazionale Daniel Zuckerbrot, sulla vita dell&amp;rsquo;argentino Mario Rodriguez Cobos, detto &amp;ldquo;Silo&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>sarà un film importante, dato che molto poco si sa di questo uomo straordinario e di quello che ha iniziato a fare dal 1969 per promuovere la nonviolenza e l&amp;rsquo;auto-liberazione degli esseri umani.&lt;/p>
&lt;p>al Parco di Attigliano, sempre il 26 aprile, noi italiani ne vedremo un pezzetto.&lt;/p>
&lt;p>chi volesse venire è il benvenuto&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.redbluffdailynews.com/ci_8877377" target="_blank">http://www.redbluffdailynews.com/ci_8877377&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Libro Il Messaggio di Silo in libreria da maggio</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/libro-il-messaggio-di-silo-in-libreria-da-maggio/</link><pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/libro-il-messaggio-di-silo-in-libreria-da-maggio/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/libro_mensajedesilo.jpg' alt='libro_mensajedesilo.jpg' align="left" />è arrivata oggi la conferma che la casa editrice
&lt;a href="http://www.macroedizioni.it/" target="_blank">Macroedizioni&lt;/a>
(quella che pubblica rivista &amp;ldquo;Scienza e Conoscenza&amp;rdquo; e &amp;ldquo;il Consapevole&amp;rdquo; e molti altri libri interessanti) stamperà il libro &amp;ldquo;
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">Il Messaggio di Silo&lt;/a>
&amp;rdquo; (che contiene Lo Sguardo Interno e altre cosine utili..)&lt;/p>
&lt;p>sarà distribuito da inizio maggio, con presentazione ufficiale il 3 maggio alla sala comunale di Attigliano, in occasione dell&amp;rsquo;inaugurazione del
&lt;a href="http://www.parcoattigliano.eu" target="_blank">Parco&lt;/a>
(ci sarà pure Silo)&lt;/p>
&lt;p>contemporaneamente arriverà anche il libro &amp;ldquo;La fine della preistoria&amp;rdquo;, del cileno
&lt;a href="http://www.tomashirsch.org" target="_blank">Tomas Hirsch&lt;/a>
, con la prefazione del presidente della Bolivia Evo Morales.. (edizione
&lt;a href="http://www.nuovimondi.info/" target="_blank">Nuovi Mondi&lt;/a>
(quelli di &amp;ldquo;Tutto ciò che sai è falso&amp;rdquo;, e altre perle)&lt;/p>
&lt;p>da maggio due importanti libri umanisti, uno strettamente spirituale, e l&amp;rsquo;altro socio/cultural/politico, saranno sugli scaffali di molte librerie d&amp;rsquo;italia… chissà, forse è la volta buona.&lt;/p></description></item><item><title>Video lavori Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/video-lavori-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/video-lavori-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>i lavori, sia interni che esterni, proseguono con gran forza. se vuoi partecipare fammi sapere.&lt;/p></description></item><item><title>Avanzamenti del Parco di Attigliano</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/avanzamenti-del-parco-di-attigliano/</link><pubDate>Thu, 20 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/avanzamenti-del-parco-di-attigliano/</guid><description>&lt;p>i lavori continuano.. fuori e dentro.&lt;/p>
&lt;p>simpatico vedere come viene mattonata una semisfera! 😉&lt;/p>
&lt;p>ci vediamo là il 26 aprile o il 4 maggio.&lt;/p></description></item><item><title>La mappa del tesoro…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/la-mappa-del-tesoro/</link><pubDate>Tue, 04 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/la-mappa-del-tesoro/</guid><description>&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/03/struttura_sala_attigliano.jpg" alt="struttura_sala_attigliano.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.parcoattigliano.it/" target="_blank">vieni a scoprirla il 4 maggio 2008.&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Intervista a Silo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/02/intervista-a-silo/</link><pubDate>Mon, 25 Feb 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/02/intervista-a-silo/</guid><description>&lt;p>Mario Rodriguez Cobos detto Silo (colui che ha dato vita alle idee e alle prime azioni del Movimento Umanista), nato nel 1938 in Argentina, 10 anni fa diceva in questa intervista:&lt;/p>
&lt;p>per approfondire:
&lt;a href="http://www.umanisti.it/silo/" target="_blank">www.umanisti.it/silo&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Proseguono i lavori al Parco di Punta de Vacas</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/02/proseguono-i-lavori-al-parco-di-punta-de-vacas/</link><pubDate>Thu, 21 Feb 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/02/proseguono-i-lavori-al-parco-di-punta-de-vacas/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/02/marina-p-de-v-feb-08-093.thumbnail.jpg' alt='marina-p-de-v-feb-08-093.jpg' align="left" />sono migliaia le persone coinvolte nel mondo in questo progetto che sfocerà a gennaio 2010 nel più grande momento storico della nuova epoca:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://picasaweb.google.es/MarinarojasMH/VOLUNTARIOSFEB08" target="_blank">Vedi foto&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>in queste foto si possono vedere i progressi del Centro di Studi e del Laboratorio&lt;/p>
&lt;p>Nota: Punta de Vacas si trova sulle Ande, ai piedi dell&amp;rsquo;Aconcagua (il monte più alto del sudamerica)&lt;/p>
&lt;p>laggiù, il 4 gennaio 2010, ci sarà qualcuno che….&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.parquepuntadevacas.org/" target="_blank">http://www.parquepuntadevacas.org/&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Il Parco sta crescendo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/02/il-parco-sta-crescendo/</link><pubDate>Thu, 07 Feb 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/02/il-parco-sta-crescendo/</guid><description>&lt;p>no non è il parco di Monza, ma quello di Attigliano (vicino Orte), il Parco che stiamo costruendo e che diverrà un importante luogo di ricerca.&lt;/p>
&lt;p>queste sono le fondamenta della Sala.&lt;/p>
&lt;p>il Parco verrà inaugurato il 4 maggio, con la presenza di Silo (il fondatore storico del Movimento Umanista).&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.parcoattigliano.eu/" target="_blank">www.parcoattigliano.eu&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/02/parco_attigliano.jpg" alt="parco_attigliano.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>Discorso di Silo - Punta De Vacas - 5 maggio 2007</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/05/discorso-di-silo-punta-de-vacas-5-maggio-2007/</link><pubDate>Fri, 11 May 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/05/discorso-di-silo-punta-de-vacas-5-maggio-2007/</guid><description>&lt;p>sono tornato l&amp;rsquo;altro ieri dal viaggio in Argentina e sulle Ande. avrò molto da raccontare nei prossimi mesi. intanto ecco il discorso di Silo nella terza giornata di celebrazioni del Parco di Punta de Vacas. baci&lt;/p>
&lt;p>Giornate di Esperienze.&lt;/p>
&lt;p>Care amiche, cari amici, pellegrini e visitatori del Parco Punta de Vacas. Vorrei toccare il nucleo principale di queste giornate, che è costituito dalla Riconciliazione come esperienza spirituale profonda. Ma so che saprete perdonarmi se faccio un giro, posticipando il tema per alcuni minuti, al fine di ambientare questa situazione alquanto straordinaria che stiamo vivendo.&lt;/p>
&lt;p>Solamente quattro volte in quasi quarant’anni, abbiamo comunicato pubblicamente da qui, da questi desolati paragi di montagna. La prima volta lo facemmo nel 1969. Ed oggi vediamo alcune steli incise in differenti lingue che ricordano ciò che fu detto in quella occasione. Là c’è la sintesi di un sistema di pensiero e di azione che è stato poi espresso in diverse maniere, in diversi momenti e in diverse parti del mondo. In quell&amp;rsquo;epoca si parlò delle differenze che esistono tra il dolore fisico e la sofferenza mentale. E si considerò la Giustizia e la Scienza, dedicate totalmente al progresso delle società, come uniche strade per mitigare e far retrocedere il dolore dei nostri corpi. Ma in quanto alla sofferenza mentale, diversa dal dolore fisico, succedeva che non la si poteva far sparire con il solo contributo della Giustizia e della Scienza. Il continuo impegno applicato al progresso della Scienza e della Giustizia nelle società umane dava dignità alle cause migliori. Ugualmente, tentando di vincere la sofferenza mentale, si faceva un sforzo tanto importante quanto quello applicato per vincere il dolore. Da allora predichiamo che gli sforzi per superare il dolore e la sofferenza sono gli sforzi più degni dell&amp;rsquo;impresa umana.&lt;/p>
&lt;p>Insieme a centinaia di migliaia di amici affettuosi, ci assumemmo il compito di umanizzare la Terra. Che cosa è stato per noi &amp;ldquo;Umanizzare la Terra&amp;rdquo;? È stato porre come massimo valore la libertà umana e come massima pratica sociale la non discriminazione e la non violenza. Tentando di umanizzare la Terra non ci esimevamo dagli obblighi che reclamavamo da altri. In realtà, c&amp;rsquo;imponevamo come norma di condotta l&amp;rsquo;esigenza di trattare gli altri come volevamo essere trattati.  Ora abbiamo proposto di fare una sosta nel percorso dell&amp;rsquo;umanizzazione per riflettere sul senso della nostra esistenza e delle nostre azioni. Abbiamo pellegrinato fino a questi paragi desolati cercando la Forza che alimenti la nostra vita, cercando l&amp;rsquo;Allegria del fare e cercando la Pace mentale necessaria per progredire in questo mondo alterato e violento. In queste Giornate stiamo facendo una revisione della nostra vita, delle nostre speranze e anche dei nostri fallimenti al fine di pulire la mente da ogni falsità e contraddizione.   Avere l&amp;rsquo;occasione di rivedere aspirazioni e frustrazioni è una pratica che, anche fosse per una sola volta nella vita, dovrebbe effettuare chiunque cerchi di avanzare nel suo sviluppo personale e nella sua azione nel mondo. Questi sono giorni di ispirazione e riflessione. Questi sono giorni di Riconciliazione. Riconciliazione sincera con noi stessi e con coloro che ci hanno ferito. In quelle relazioni dolorose che abbiamo patito non stiamo cercando di perdonare né di essere perdonati. Il perdono richiede che uno dei termini si metta ad un&amp;rsquo;altezza morale superiore e che l&amp;rsquo;altro termine si umili di fronte a chi perdona. Ed è chiaro che il perdono è un passo più avanzato di quello della vendetta, ma non lo è tanto quanto quello della riconciliazione.&lt;/p>
&lt;p>Neppure stiamo cercando di dimenticare le offese che ci siano state. Non è il caso di tentare la falsificazione della memoria. È il caso di cercare di comprendere quello che è accaduto per entrare nel passo superiore del riconciliare. Niente di buono si ottiene personalmente o socialmente con l’oblio o col perdono. Né oblio né perdono! Perché la mente deve rimanere fresca ed attenta senza dissimulazioni né falsificazioni. Stiamo considerando ora il punto più importante della Riconciliazione che non ammette adulterazioni. Se cerchiamo la riconciliazione sincera con noi stessi e con quelli che ci hanno ferito intensamente è perché vogliamo una trasformazione profonda della nostra vita. Una trasformazione che ci tiri fuori dal risentimento nel quale, in definitiva, nessuno si riconcilia con nessuno e neanche con sé stesso. Quando arriviamo a comprendere che dentro di noi non abita un nemico ma bensì un essere pieno di speranze e fallimenti, un essere nel quale vediamo in rapida successione di immagini, bei momenti di pienezza e momenti di frustrazione e risentimento. Se arriviamo a comprendere che il nostro nemico è un essere che ha vissuto anch’egli con speranze e fallimenti, un essere nel quale ci sono stati bei momenti di pienezza e momenti di frustrazione e risentimento, avremo messo una sguardo umanizzatore sulla pelle della mostruosità.&lt;/p>
&lt;p>Questo cammino verso la riconciliazione non sorge spontaneamente, cosi’ come non sorge spontaneamente il cammino verso la non violenza. Perché entrambi richiedono una grande comprensione e la formazione di una ripugnanza fisica della violenza.&lt;/p>
&lt;p>Non saremo noi a giudicare gli errori, nostri o altrui, a questo fine ci saranno i risarcimenti umani e la giustizia umana e sarà la statura dei tempi quella che eserciterà il suo dominio, perché io non voglio giudicarmi né giudicare… voglio comprendere in profondità per pulire la mia mente da ogni risentimento.&lt;/p>
&lt;p>Riconciliare non è dimenticare né perdonare, è riconoscere tutto quello che è accaduto e proporsi di uscire dal circolo vizioso del risentimento. È scorrere lo sguardo per riconoscere gli errori in se’ e negli altri. Riconciliarsi internamente è proporsi di non passare per lo stesso cammino due volte, ma disporsi a riparare doppiamente i danni prodotti. Però è chiaro che a coloro che ci hanno offeso non possiamo chiedere di riparare doppiamente i danni che ci hanno provocato. Tuttavia, è un buon compito far vedere loro la catena di danni che continuano a trascinarsi nella loro vita. Facendo ciò ci riconciliamo con chi abbiamo sentito prima come un nemico, anche se ciò non fa si’ che l&amp;rsquo;altro si riconcili con noi, ma questo fa già parte del destino delle sue azioni, sulle quali noi non possiamo decidere.&lt;/p>
&lt;p>Stiamo dicendo che la riconciliazione non è reciproca tra le persone ed anche che la riconciliazione con se stessi non comporta come conseguenza che altri escano dal loro circolo vizioso, anche se si possono riconoscere i benefici sociali di una simile posizione individuale.&lt;/p>
&lt;p>Il tema della riconciliazione è stato centrale nelle nostre giornate, ma sicuramente molti altri passi avanti avremo fatto pellegrinando fisicamente in un paesaggio sconosciuto che avrà risvegliato paesaggi profondi. E questo sarà possibile sempre che il Proposito che ci spinge a pellegrinare è una disposizione al rinnovamento o, meglio ancora, una disposizione alla trasformazione della propria vita.&lt;/p>
&lt;p>In questi giorni abbiamo passato in rivista le situazioni che consideriamo più importanti nella nostra vita. Se abbiamo identificato quei momenti ed abbiamo fatto circolare la riconciliazione attraverso di essi, pulendo i risentimenti che ci legano al passato, avremo fatto un buon pellegrinaggio fino alla fonte del rinnovamento e della trasformazione.&lt;/p>
&lt;p>Non dimentichiamo le piccole frasi che sono sorte dentro di noi, non dimentichiamo le intuizioni che ci sono arrivate improvvisamente, non tralasciamo di annotare alcune verità che siamo riusciti a presentire perché le abbiamo viste danzare brevemente nel nostro camminare o perché le abbiamo viste nei nostri sogni ristoratori dopo il nostro pellegrinaggio. Queste frasi, queste intuizioni e queste verità danzanti sono ispirazioni che siamo pronti a ringraziare e sono ispirazioni che c&amp;rsquo;invitano ad andare oltre nelle nostre esperienze non solo di riconciliazione ma anche di superamento delle contraddizioni, delle debolezze e delle paure.&lt;/p>
&lt;p>Faccio voti affinché ciò che cerchiamo e ciò che troviamo c&amp;rsquo;infiammino e ci motivino molto profondamente.&lt;/p>
&lt;p>Per teminare devo dire che riconosco e voglio condividere con tutti questa situazione che è simile a quella che abbiamo descritto in una delle nostre Esperienze Guidate…&amp;ldquo;Ritorno nel mondo con la fronte e le mani luminose. Così accetto il mio destino. Ecco il sentiero ed io, umile pellegrino che ritorna tra la sua gente. Io, che ritorno luminoso alle ore, al giorno ripetitivo, al dolore dell’uomo, alla sua semplice allegria. Io, che dò con le mie mani ciò che posso; che ricevo l’offesa ed il saluto fraterno, innalzo un canto al cuore che dall’oscuro abisso rinasce alla luce dell’anelato Senso”.&lt;/p>
&lt;p>Silo Punta de Vacas 2007.&lt;/p>
&lt;p>(traduzione, prima versione)&lt;/p></description></item><item><title>La presenza della Forza (o energia interna)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/11/la-presenza-della-forza-o-energia-interna/</link><pubDate>Tue, 21 Nov 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/11/la-presenza-della-forza-o-energia-interna/</guid><description>&lt;p>
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&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>​1. Quando ero realmente sveglio andavo ascendendo di comprensione in comprensione.&lt;br>
​2. Quando ero realmente sveglio e mi mancava il vigore per continuare l&amp;rsquo;ascesa, potevo ricavare la Forza da me stesso. Essa era in tutto il mio corpo. Tutta l&amp;rsquo;energia stava persino nelle più piccole cellule del mio corpo. Questa energia circolava ed era più veloce ed intensa del sangue.&lt;br>
​3. Scoprii che l&amp;rsquo;energia si concentrava nei punti del mio corpo che erano in azione e che veniva meno quando in essi non c&amp;rsquo;era più azione.&lt;br>
​4. Durante le malattie l&amp;rsquo;energia veniva a mancare nei punti affetti oppure si accumulava proprio in essi. Ma se riuscivo a ristabilirne la circolazione normale, molte malattie tendevano a regredire.&lt;/p>
&lt;p>Alcuni popoli conoscevano queste cose ed erano in grado di ristabilire la circolazione dell&amp;rsquo;energia con varie pratiche a noi oggi sconosciute.&lt;/p>
&lt;p>Alcuni popoli sapevano queste cose ed erano in grado di comunicare quell&amp;rsquo;energia agli altri; si producevano così &amp;ldquo;illuminazioni&amp;rdquo; e perfino &amp;ldquo;miracoli&amp;rdquo; fisici.&lt;/p>
&lt;p>Silo, nel suo libro Umanizzare la Terra, descrive molto bene il come siamo fatti, e le nostre potenzialità.&lt;/p>
&lt;p>Il tema dell&amp;rsquo;energia mi ha sempre molto affascinato e interessato. Già al Liceo vieni a sapere che TUTTO E&amp;rsquo; ENERGIA.. quindi anche noi! si ma dove sta ste energia? solo nel petrolio o nel mare o nei venti?&lt;/p>
&lt;p>solo nell&amp;rsquo;infinitesimo atomo?&lt;/p>
&lt;p>un&amp;rsquo;immagine mi è tutt&amp;rsquo;ora scolpita nella testa: &lt;strong>la sola energia &amp;ldquo;elettromagnetica&amp;rdquo; degli elettroni che stanno dentro un corpo umano sarebbe in grado&lt;/strong>, se opportunamente polarizzata (cioè mettendo gli elettroni tutti nella stessa direzione) di &lt;strong>far precipitare la Luna verso la Terra.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Meno male che la mia curiosità non si è fermata alla sola lettura di libri o speculazione scintifico/filosofica.&lt;/p>
&lt;p>Dato che alla radice di tutte le grandi culture e religioni della storia umana c&amp;rsquo;è sempre una dottrina o questioni legate ad un &lt;strong>uso più cosciente del nostro mondo interno&lt;/strong>, non ho mai smesso di cercare la migliore via per accedere a tali esperienze.&lt;/p>
&lt;p>Anche in questo il buon Silo si è rivelato un gran bel Maestro, riuscendo a semplificare al massimo temi e tecniche.&lt;/p>
&lt;p>Davvero ora non mi sorprendono più certi fenomeni.. e sono certo dell&amp;rsquo;infinità dell&amp;rsquo;Essere Umano! 😉&lt;/p>
&lt;p>
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&lt;/p></description></item><item><title>Chi è Silo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/10/chi-e-silo/</link><pubDate>Tue, 17 Oct 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/10/chi-e-silo/</guid><description>&lt;p>&lt;img align="right" alt="silo.jpg" id="image445" title="silo.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/10/silo.jpg" />molti cominciano a scoprirlo, a interessarsi, a parlarne…&lt;/p>
&lt;p>consiglio di partire da queste pagine per conoscere meglio il pensiero e le attività di questo grande uomo:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.umanisti.it/silo/" target="_blank">http://www.umanisti.it/silo/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rodrigues_Cobos" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rodrigues_Cobos&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>e di vederne soprattuto i video:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.umanisti.it/video/" target="_blank">http://www.umanisti.it/video/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://video.google.it/videosearch?q=silo" target="_blank">http://video.google.it/videosearch?q=silo&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Silo: un uomo veramente straordinario</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/09/silo-un-uomo-veramente-straordinario/</link><pubDate>Mon, 25 Sep 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/09/silo-un-uomo-veramente-straordinario/</guid><description>&lt;p>nella mia vita ho conosciuto (direttamente o indirettamente) migliaia di esseri umani.&lt;/p>
&lt;p>ma quest&amp;rsquo;uomo, Mario Rodriguez Cobos, detto Silo, è forse il più strordinario di tutti.&lt;/p>
&lt;p>servirebbero anni per raccontare tutto quello che ha fatto e sta facendo (già perché è proprio bello vivo e vegeto!). ha da poco iniziato una Campagna Mondiale per il disarmo nucleare.. in continuazione delle sue idee di non-violenza lanciate pubblicamente nell&amp;rsquo;Argentina militarizzata di fine anni &amp;lsquo;60..&lt;/p>
&lt;p>è una storia che racconterò con calma nel tempo.. intanto vorrei giusto riportare alcuni estratti da sui discorsi:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img align="left" title="pdv69.jpg" id="image432" alt="pdv69.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/09/pdv69.jpg" />1969&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>…Potrai porre fine alla violenza in te, negli altri e nel mondo che ti circonda unicamente con la fede interna e con la meditazione interna. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre fine alla violenza! Non cercare false vie di uscita!&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img align="left" title="pdv99.jpg" id="image433" alt="pdv99.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/09/pdv99.jpg" />1999&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>…Queste proposte: considerare l&amp;rsquo;essere umano come valore centrale, affermare l&amp;rsquo;uguaglianza di opportunità per tutti, riconoscere la diversità opponendosi ad ogni forma di discriminazione, auspicare la libertà di pensiero e lottare contro ogni forma di violenza, caratterizzano il nostro pensiero e la nostra azione negli aspetti più generali. … e, infine, ripudia ogni forma di violenza, intesa non solamente come violenza fisica, ma anche sotto tutti gli aspetti di violenza economica, violenza razziale, violenza religiosa, violenza morale e psicologica, come fenomeni quotidiani radicati in tutte le regioni del pianeta…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img align="left" title="pdv04.jpg" id="image431" alt="pdv04.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/09/pdv04.jpg" />2004&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>…In questo mondo disgraziato, in cui la forza e l’ingiustizia si impadroniscono delle campagne e delle città, come si pensa di porre fine alla violenza? Dall’approccio violento alla violenza non deriverà la pace…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img align="left" title="lareja05.jpg" id="image434" alt="lareja05.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/09/lareja05.jpg" />2005&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Come può una persona decidere liberamente basandosi su un’informazione manipolata e sull’esaltazione mediatica di antivalori, capace di mostrare come massimo modello di comportamento quello del potente, che esibisce impudicamente la violenza, la minaccia, l’aggressione, l’arbitrarietà e l’ingiustizia? Come può decidere liberamente se i capi morali delle grandi religioni giustificano o restano in silenzio di fronte ai genocidi, alle guerre sante, alle guerre difensive o alle guerre preventive?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>&lt;img align="left" title="manantiales06.jpg" id="image435" alt="manantiales06.jpg" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2006/09/manantiales06.jpg" />2006&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>…Il 4 maggio 1969 realizzammo un primo atto pubblico, che si trasformò nell’atto di fondazione della nostra corrente di pensiero. Nell’atto di fondazione di 37 anni fa non si partì da una dichiarazione di Principi, né da un documento più o meno ideologico, né da una istituzione, ma da un atteggiamento di testimonianza che, sfidando una dittatura militare, si espresse contro ogni forma di violenza. …Una testimonianza che privilegia quell’atteggiamento umano e che lo giustifica in sé al di sopra di ogni ideologia, ogni teoria e ogni calcolo di conseguenze pratiche. Questo punto di vista secondo cui prima di tutto c’è l’espressione della vita umana con le sue certezze, i suoi dubbi, i suoi tentativi, le sue ribellioni, torna ad innalzare coloro che hanno i piedi in terra e la testa nei cieli.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.silo.ws" target="_blank">www.silo.ws&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Silo chiede il disarmo mondiale immediato</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/09/silo-chiede-il-disarmo-mondiale-immediato/</link><pubDate>Tue, 12 Sep 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/09/silo-chiede-il-disarmo-mondiale-immediato/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>&amp;ldquo;E&amp;rsquo; arrivato il momento di porre fine alla violenza nel mondo: economica, razziale, religiosa, culturale, sessuale e psicologica. Ma è arrivato anche il momento più difficile: superare la violenza radicata nei nostri cuori.&amp;rdquo;&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>presto sugli schermi televisivi di tutto il mondo.&lt;/p>
&lt;p>maggiori informazioni:
&lt;a href="http://www.silo.ws" target="_blank">www.silo.ws&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Miti Cinesi - Il vuoto centrale</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/02/miti-cinesi-il-vuoto-centrale/</link><pubDate>Fri, 10 Feb 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/02/miti-cinesi-il-vuoto-centrale/</guid><description>&lt;p>
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&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>l&amp;rsquo;altro ieri in riunione abbiamo letto alcuni temi dei miti cinesi. Il mondo dei MITI è veramente affascinante e, se predisposti con il giusto atteggiamente &amp;ldquo;poetico&amp;rdquo;, possono essere di grande aiuto per la comprensione dell&amp;rsquo;essere umano e del senso della vita&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Il Tao è un recipiente vuoto, difficile da colmare. Lo usi e non si riempie mai. Tanto è profondo e insondabile che sembra precedente a tutte le cose&amp;hellip; Non si sa di chi è figlio. Sembra precedente agli dèi.&lt;/p>
&lt;p>Trenta raggi convergono verso il centro di una ruota, ma è il vuoto del centro che rende utile la ruota. Con argilla si modella un recipiente, ma è lo spazio che non contiene argilla che usiamo come recipiente. Apriamo porte e finestre in una casa, ma è grazie ai suoi spazi vuoti che possiamo usarla. Quindi, &lt;strong>dall’esistenza provengono le cose e dalla non esistenza la loro utilità.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Tutto era vuoto e Pangu dormiva all’interno di ciò che era unito, di ciò che fu chiamato “infinita profondità”. Allora si ridestò. Subito ruppe con l’ascia l’uovo che lo racchiudeva. In miriadi di pezzi questo si disfece velocemente. I frammenti più leggeri e quelli più pesanti si sparsero in varie direzioni. Per impedire che si riunissero di nuovo, Pangu si pose al centro vuoto solidificando il cielo e la terra. Egli fu come una colonna che dà equilibrio al creato. Poi riposò e si addormentò di nuovo finché il suo corpo diede origine a numerosi esseri. Da un occhio uscì il sole e dall’altro la luna. Con il suo sangue si formarono i fiumi e i laghi. Gli animali uscirono dalla sua pelle. I capelli si trasformarono in erba e le sue ossa in minerali.&lt;/p>
&lt;p>In quei primi tempi, vivevano sulla terra dèi, giganti e mostri. La dea madre Nüwa era nella metà superiore molto bella e nella metà inferiore somigliava a un drago. Percorreva e visitava tutti i luoghi ma alla fine scoprì che mancavano esseri più perfetti e intelligenti dei giganti. Allora andò al Fiume Giallo e modellò con argilla i primitivi esseri umani. Li fece somiglianti a sé ma al posto della coda da drago diede loro gambe affinché camminassero eretti. Trovandoli belli, decise di farne molti. Perciò prese un giunco e fece cadere gocce di limo che giungendo a terra si trasformarono in donne e uomini. Così, quando cominciarono a riprodursi per loro conto, la madre celeste si dedicò a creare altri esseri.&lt;/p>
&lt;p>Fushi, compagno della dea, vide che gli uomini imparavano e allora si dedicò a insegnar loro come accendere il fuoco sfregando dei legnetti. Poi proseguì mostrando loro come proteggersi dalla fame e dalle intemperie. Infine, consegnò loro l’arte degli esagrammi che chiamò I Ching. Questo fu in seguito conosciuto come Libro dei Mutamenti e della divinazione.&lt;/p>
&lt;p>Giunse il giorno in cui gli immortali cominciarono a disputare e, entrati in guerra, posero in pericolo l’Universo. Diluvi e catastrofi si abbatterono sulla terra, finché il dio del fuoco prevalse sulle acque. I giganti vollero ancora disputare il potere agli eterni, ma gli dèi con indicibile collera tagliarono loro le teste, che fecero rotolare al fondo degli oscuri abissi.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>tratto da Miti-Radice Universali - Opere Complete 1 - Silo&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>Le Condizioni del Dialogo</title><link>https://stefanocecere.com/post/le-condizioni-del-dialogo/</link><pubDate>Thu, 17 Nov 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/le-condizioni-del-dialogo/</guid><description>&lt;p>
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&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Accennavo 6 mesi fa al tema del DIALOGO.. dato che il tema è tornato, per via del
&lt;a href="https://stefanocecere.com/post/i-punti-di-vista/">post sui Punti di Vista&lt;/a>
, credo sia interessante chiarirlo e approfondirlo.. se vuoi leggi questo documento, sulle &amp;ldquo;Condizione per il Dialogo&amp;rdquo;, tenuto da &lt;strong>Silo&lt;/strong> (l&amp;rsquo;argentino Mario Rodriguez Cobos) all’Accademia delle Scienze, Mosca, il 6 ottobre 1993. (&lt;a href="http://silo.net/en/collected_works/silo_speaks" target="_blank">sito ufficiale&lt;/a>)&lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>Signor Vicepresidente dell’Accademia delle Scienze di Russia, Vladimir Kudriatsev, illustri professori ed amici.&lt;/p>
&lt;p>Il riconoscimento che mi è stato conferito dall’Accademia delle Scienze di Russia nella sessione del Consiglio Scientifico dell’Istituto per l’America Latina, tenutasi il 21 settembre scorso, è stato di enorme importanza per me. Pochi giorni dopo aver ricevuto la notizia, mi trovo qui per ringraziarvi di questo riconoscimento e per fare alcune riflessioni intorno al dialogo da me svolto nel corso di vari anni con gli accademici di diversi istituti del vostro Paese. Si è trattato di un rapporto di reciproco arricchimento portato avanti attraverso il contatto personale, la corrispondenza ed i libri. Esso ha dimostrato come fosse effettivamente possibile individuare alcune  idee di fondo che fossero condivise da entrambe le parti, cosa questa che si dà solo quando il dialogo è, come nel nostro caso, rigoroso e scevro da pregiudizi. Per contrasto, vorrei affrontare qui il problema degli ostacoli che intralciano la fluidità del dialogo in generale e che, molto frequentemente, lo portano in una strada senza uscita.&lt;/p>
&lt;p>Intendo la parola “dialogo” quasi nell’accezione del termine greco &lt;em>dialogos&lt;/em> e di quello latino &lt;em>dialogus&lt;/em>, che riprende la medesima idea, accezione che implica sempre l’alternarsi, nel discorso, di persone che manifestano le proprie idee o sentimenti.  Ma quand’anche adempia a tutti i requisiti formali, a volte il dialogo fallisce e di conseguenza non si arriva a comprendere adeguatamente ciò che era oggetto di  esame. La forma filosofica e scientifica del pensare, a differenza di quella dogmatica, è essenzialmente dialogica; essa si trova in  stretto rapporto con quella struttura dialettica che già Platone ci aveva  presentato come uno strumento di approssimazione alla verità. Studiosi contemporanei sono tornati a riflettere sulla natura del dialogo, prendendo le mosse soprattutto dalla Fenomenologia e dalla formulazione del “problema dell’Altro”, che ha in Martin Buber il suo esponente più importante. Già Collingwood aveva messo in chiaro che un problema non si risolve se non lo si capisce e che non lo si capisce se non si sa che tipo di questione ponga. Nel dialogo ermeneutico domanda e risposta si alternano; ma non c’è risposta che chiuda il cerchio, anzi, esso si apre a nuovi interrogativi che, a loro volta, esigono nuove formulazioni.&lt;/p>
&lt;p>La tesi che difenderò oggi può essere esposta in questi termini: non può esistere dialogo completo se non si prendono in considerazione gli elementi predialogici sui quali si basa la necessità del dialogo stesso. Per spiegare quanto enunciato mi prenderò la libertà di fare riferimento ad alcuni esempi tratti dalla mia esperienza personale.&lt;/p>
&lt;p>Quando mi si chiede di spiegare il mio pensiero in una conferenza, in un testo scritto od in una dichiarazione alla stampa, ho la sensazione che tanto le parole che uso quanto il filo del discorso che sviluppo possano essere seguiti senza difficoltà ma che, ciononostante, il discorso stesso  non riesca a “connettersi” con gran parte dell’uditorio, oppure dei lettori o dei giornalisti. Si tratta di persone  la cui capacità  di comprensione, in termini generali, non è  peggiore di quella  di molte altre con le quali invece il mio discorso “si connette”. Naturalmente non mi sto riferendo al disaccordo che l’altra parte può manifestare, con una serie di obiezioni, alle proposte da me avanzate; in questa situazione mi sembra  che vi sia anzi una “connessione” perfetta: connessione che ritrovo anche in un’accesa disputa. No, si tratta di qualcosa di più generale, di qualcosa che ha a che vedere con le condizioni del dialogo stesso (intendendo la mia esposizione come  un dialogo con l’altra parte, che accetta, rifiuta o mette in dubbio le mie asserzioni). La sensazione di non connessione si fa sentire con forza quando mi rendo conto che, pur essendo stato compreso quanto ho spiegato, ecco che si tornano a chiedere le stesse cose o si continua ad insistere su punti che non discendono da quanto è stato detto. E’ come se una certa vaghezza, un certo disinteresse andasse di pari passo con la comprensione di quanto esposto; come se l’interesse si radicasse più in là (o più in qua) di ciò che viene enunciato. Qui possiamo intendere  il dialogo come un rapporto di riflessione o discussione tra persone, tra parti. Senza concedere troppo al rigorismo, converrà individuare certe condizioni necessarie affinché questo rapporto possa esistere od affinché un’esposizione possa essere seguita ragionevolmente. In questa prospettiva possiamo dire che affinché un dialogo sia coerente è necessario che le parti: 1. stabiliscano di comune accordo il tema da discutere; 2. attribuiscano al tema affrontato un analogo livello d’importanza; e 3. possiedano un vocabolario comune relativamente ai termini decisivi che verranno usati.&lt;/p>
&lt;p>Quando diciamo che le parti devono essere d’accordo sulla scelta del tema da prendere in esame, stiamo facendo allusione  ad un rapporto nel quale ciascuno ritiene il discorso dell’altro degno di nota. Fissare un tema, per altro, non significa che il tema stesso non ammetta trasformazioni o cambiamenti via via che lo si sviluppi; in ogni caso, però,  ciascuna delle parti deve sapere, anche se minimamente,  di cosa stia parlando l’altra.&lt;/p>
&lt;p>Quando diciamo, prendendo in esame la condizione successiva, che i livelli di importanza attribuiti al tema dalle due parti debbano essere analoghi, non stiamo affermando la necessità di una coincidenza totale su questo punto, bensì di una vicinanza quantitativamente accettabile tra le due valutazioni; poiché, se il tema risultasse della  massima importanza per una della parti mentre per l’altra fosse irrilevante, si potrebbe anche arrivare ad un accordo sull’oggetto della discussione ma non sull’interesse o sulla funzione svolta dall’insieme del discorso.&lt;/p>
&lt;p>Per ultimo, se ai termini decisivi corrispondessero definizioni diverse, le parti potrebbero arrivare ad alterare l’oggetto del dialogo e di conseguenza  il tema trattato.&lt;/p>
&lt;p>Solo se le tre condizioni sopraddette vengono soddisfatte si potrà portare avanti il dialogo e giungere così ad un ragionevole accordo o disaccordo con la serie di argomenti esposti. Esistono però numerosi fattori che impediscono di soddisfare le condizioni del dialogo. Qui  mi limiterò a prendere in considerazione alcuni fattori predialogici che influiscono sulla valutazione del livello d’importanza da attribuire ad un tema dato.&lt;/p>
&lt;p>Perché esista un enunciato è necessario che ci sia un’intenzione preliminare che permetta di scegliere i termini ed il rapporto tra di essi. Non basta che io enunci: “Nessun uomo è immortale” o “Tutti i conigli sono erbivori” per far capire di quale argomento stia parlando. L’intenzione preliminare al discorso delimita l’ambito, delimita l’universo nel quale si inscrivono le proposizioni. Tale universo non è geneticamente logico ma ha a che vedere con strutture prelogiche, predialogiche. Altrettanto vale per colui cui l’enunciato è rivolto. E’ necessario che l’universo del discorso sia lo stesso  per chi enuncia e per chi riceve l’enunciato: in caso contrario si parlerà di non coincidenza del discorso.&lt;/p>
&lt;p>Fino a poco tempo fa si pensava che in un discorso la conclusione derivasse dal gioco delle premesse. Si riteneva, ad esempio, che  al dire: “Tutti gli uomini sono mortali; Socrate è un uomo; quindi Socrate è mortale”,  la conclusione derivasse dalle affermazioni iniziali, quando in realtà succedeva che chi aveva organizzato gli enunciati avesse già in mente la conclusione. Esisteva infatti l’intenzione  di ottenere un certo risultato e proprio questo  permetteva di scegliere enunciati e termini. Nel linguaggio quotidiano accade lo stesso ed anche nella Scienza il discorrere va nella direzione di un obiettivo precedentemente formulato sotto forma di ipotesi. Ebbene, quando si stabilisce un dialogo, ciascuna delle parti può avere intenzioni diverse e puntare ad obiettivi distinti e, soprattutto, ciascuna può dare una propria valutazione globale dell’importanza di un medesimo tema. Ma questa “importanza” non è data dal tema, bensì da un insieme di credenze, da una scala di valori e da interessi che sono precedenti al tema. In termini astratti, due persone potrebbero mettersi d’accordo  nello stabilire che il tema “il senso della vita” sia della massima importanza e tuttavia una delle due parti potrebbe essere convinta che affrontare tale materia sia di scarsa praticità, che non risolva niente e che, infine, non rivesta un carattere d’urgenza per quanto riguarda la vita quotidiana. Che l’interlocutore scettico segua semplicemente lo svilupparsi delle argomentazioni dell’altra parte o che partecipi attivamente al dialogo, ciò può essere spiegato da altri fattori ma non dal tema, la cui sostanzialità tale interlocutore ha squalificato a priori. In questo senso gli elementi predialogici non solo delimitano l’universo che conferisce al tema un determinato livello di importanza ma individuano anche le intenzioni, che vanno ben al di là (o al di qua) del tema stesso. E’ evidente  che gli elementi predialogici sono prelogici ed agiscono all’interno dell’orizzonte epocale, sociale, orizzonte che gli individui confondono spesso con il prodotto delle proprie personali esperienze ed osservazioni. E questa è una barriera che non si può superare facilmente, perlomeno fintanto che non si modifichi la sensibilità dell’epoca, del momento storico nel quale si vive. E’ precisamente per questo che numerosi risultati raggiunti nella Scienza od in altri campi dell’attività umana sono stati accettati con totale evidenza solo in momenti successivi;  ma prima di arrivare a tale accettazione, chi si batté per le nuove  idee e per le attività ad esse connesse incontrò il vuoto dialogico e molto spesso dovette scontrarsi con una barriera di ostilità eretta davanti alla sola possibilità di discutere pubblicamente i nuovi punti di vista. Passata la turbolenza iniziale ed essendosi affacciate sulla  scena della storia una o più generazioni nuove, l’importanza di quei risultati che precorrevano i tempi diventa patrimonio comune e tutti indistintamente si stupiscono del fatto che i risultati in questione siano stati precedentemente negati o minimizzati.&lt;/p>
&lt;p>Allora, dato che il mio pensiero non risulta  affatto in linea con determinate credenze,  valori e interessi interni all’universo epocale, mi diventa comprensibile la   “sconnessione” che si crea con molti dei miei interlocutori, con i quali in astratto sembrerebbe esserci il più grande accordo. Nel mio compito di diffondere l’Umanesimo mi trovo frequentemente di fronte alle difficoltà che ho menzionato in precedenza: se si spiega la concezione dell’Umanesimo contemporaneo e la si spiega  chiaramente, non necessariamente si otterrà come risultato una connessione adeguata con  molti interlocutori e questo perché sussistono remore e credenze caratteristiche di precedenti momenti storici che attribuiscono ad altri temi un’importanza superiore a quella attribuita alla problematica che ha come centro l’essere umano. Naturalmente molti si diranno “umanisti”, dato che la parola “umanesimo” può abbellire il discorso ma è chiaro che non è ancora maturato un interesse genuino per intendere le ragioni o le proposte di questa corrente di pensiero e di questa prassi in campo sociale.  Se, mentre  la moda detta la fine delle ideologie, si presuppone che organizzare le idee in forma sistematica significhi costruire  un’ideologia, si tenderà - evidentemente - a non prendere in considerazione le formulazioni sistematiche dell’Umanesimo. In modo del tutto contraddittorio si preferiranno risposte congiunturali a problemi che sono globali ed ogni risposta sistematica apparirà come una generalizzazione eccessiva. In  questo modo, però, risulterà impossibile  cogliere i problemi fondamentali che si presentano e che, in un’epoca di mondializzazione, sono appunto strutturali e globali; si ricorrerà necessariamente, invece, ad un insieme di risposte destrutturate,  che per la loro stessa natura finiranno per complicare ancora di più le cose, creando  una reazione a catena incontrollabile. E’ evidente che si sta seguendo questa strada perché il mondo è governato da circoli economici ristretti che impongono i loro interessi. Ma la visione di questa minoranza privilegiata ha fatto presa perfino sugli strati più disagiati della società: è davvero patetico ritrovare nei discorsi del cittadino medio gli stessi toni che prima percepivamo nei discorsi dei rappresentanti delle minoranze dominanti riportati dai mezzi di comunicazione di massa. Le cose continueranno in questo modo - ed un dialogo profondo od un’azione concertata globalmente non risulteranno possibili  - fino a quando non saranno falliti i vari tentativi settoriali di risolvere la crisi sempre più grave che si è  scatenata nel mondo. Nel momento attuale si crede che il  sistema economico e politico vigente non debba essere posto in discussione nella sua globalità poiché lo si ritiene  perfettibile. Al contrario, secondo noi, questo sistema non è perfettibile e non può essere riformato gradualmente e non saranno soluzioni congiunturali destrutturate a permetterne a poco a poco la  ricomposizione. Queste due posizioni, messe a confronto, potrebbero in teoria  intrecciare un dialogo: ma gli elementi predialogici che agiscono nell’uno e nell’altro caso sono inconciliabili quanto a sistemi di credenze e sensibilità. Sarà solo grazie al fallimento sempre più evidente delle soluzioni settoriali che si arriverà ad un altro orizzonte dell’interrogare ed ad una condizione adeguata al dialogo. Allora le nuove idee verranno gradualmente accettate e  al contempo vasti settori della società, sempre più privi di speranza, passeranno a mobilitarsi. Già oggi, quand’anche si affermi che alcuni aspetti del sistema attuale possano e debbano essere migliorati, la sensazione che si va diffondendo in frange  sempre più vaste della  popolazione è che nel futuro le cose non potranno che peggiorare; e questa sensazione non è semplicemente il segno di una tendenza apocalittica di fine secolo ma rivela un malessere pervasivo e generalizzato che, nato nelle viscere delle maggioranze senza voce, tende a toccare tutti gli strati sociali. Intanto si continua, contraddittoriamente, ad affermare che il sistema è congiunturalmente perfettibile.&lt;/p>
&lt;p>Il dialogo, fattore decisivo nella costruzione umana, non si riduce ai rigori della logica o della linguistica. Il dialogo è qualcosa di vivo: in esso lo scambio di idee, sentimenti ed esperienze è intessuto all’irrazionalità dell’esistenza. E’ la vita umana, con le credenze, i timori, le speranze, gli odi, le ambizioni e gli ideali propri di ciascuna epoca, che costituisce il terreno di ogni dialogo. Quando abbiamo detto: “Non può esistere dialogo completo se non si prendono in considerazione gli elementi predialogici sui quali si basa la necessità del dialogo stesso” stavamo puntando lo sguardo alle conseguenze pratiche della nostra affermazione. Non ci sarà dialogo completo sulle questioni di fondo della civiltà attuale sino a che la società non cesserà di aver fiducia nelle tante illusioni alimentate dal sistema  attuale. Nel frattempo il dialogo continuerà ad essere privo di sostanza e di connessione con le motivazioni profonde della società.&lt;/p>
&lt;p>Quando mi è giunto il riconoscimento dell’Accademia, ho intuito che in alcune parti del mondo qualcosa di nuovo stava accadendo; quel qualcosa, che all’inizio era solo un dialogo tra specialisti, un giorno arriverà ad occupare la pubblica piazza.&lt;/p>
&lt;p>Il mio ringraziamento va a questa prestigiosa istituzione ed a voi tutti, insieme al mio più vivo desiderio che un dialogo fruttifero si approfondisca e si estenda al di là delle aule accademiche.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>sì, si muove…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/05/si-si-muove/</link><pubDate>Thu, 19 May 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/05/si-si-muove/</guid><description>&lt;p>spesso siamo così sicuri della &amp;ldquo;realtà&amp;rdquo; di ciò che vediamo o pensiamo, da non dare ascolto ad approfondimenti o altri punti di vista.&lt;/p>
&lt;p>sul prossimo Fannullone si inizierà a trattare di tutto questo.&lt;/p>
&lt;p>se il tema ti interessa, non potrà darti fastidio leggere
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/2005/05/silo-enigma-della-percezione.rtf" target="_blank">L&amp;rsquo;Enigma della Percezione&lt;/a>
(di Silo)&lt;/p></description></item><item><title>Silo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2005/05/silo/</link><pubDate>Sun, 08 May 2005 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2005/05/silo/</guid><description>&lt;p>è da quando ero bambino che ho sempre avuto una &amp;ldquo;vocina&amp;rdquo; interna che mi spingeva ad esplorare, ad approfondire, a risolvere, a cercare…&lt;/p>
&lt;p>una curiosità non soltanto intellettuale, ma anche emotiva ed esperienziale..&lt;/p>
&lt;p>devo ringraziare perché tutto questo mi ha portato a conoscere diverse persone e personaggi, i cui insegnamenti fanno ormai parte della mia vita.&lt;/p>
&lt;p>tra questi, uno in particolare lo ritengo &amp;ldquo;speciale&amp;rdquo;.. forse anche perché, a dispetto della maggior parte degli altri, è ancora vivo e continua a tradurre il proprio pensiero in azioni attuali e coerenti a questo mondo in aggressiva trasformazione.&lt;/p>
&lt;p>è
&lt;a href="./../../people/silo.md">Silo&lt;/a>
. pseudonimo di &lt;strong>Mario Rodriguez Cobos&lt;/strong>, argentino. (questo nomignolo sembra derivi dal fatto che da giovane era alto e magro)&lt;/p>
&lt;p>non ho dubbi nell&amp;rsquo;annoverarlo come uno dei miei Maestri più cari&lt;/p>
&lt;p>un maestro speciale.. perché va oltre le parole!&lt;/p>
&lt;p>se nella vita di una persona non è di fatto irrilevante quello che si fa, e quello che si costruisce… di certo quest&amp;rsquo;uomo ha fatto e costruito cose straordinarie, mostrando un&amp;rsquo;estrema coerenza tra il pensare, il sentire e l&amp;rsquo;agire.&lt;/p>
&lt;p>proprio ieri, vicino a Buenos Aires, ha tenuto un discorso importante a celebrare 35 anni dal suo primo discorso pubblico:
&lt;a href="https://siloist.github.io/it/discorsi/2005-inaugurazione-sala-sudamericana/" target="_blank">leggi&lt;/a>
.&lt;/p>
&lt;p>il sito da cui si possono scaricare le opere principali (ovviamente gratuitamente) è questo:
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Documento del Movimento Umanista</title><link>https://stefanocecere.com/post/documento-del-movimento-umanista/</link><pubDate>Fri, 05 May 1995 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/documento-del-movimento-umanista/</guid><description>&lt;h1 id="documento-del-movimento-umanista">Documento del Movimento Umanista&lt;/h1>
&lt;p>Gli umanisti sono donne ed uomini di questo secolo, di quest’epoca. Ritrovano nell’Umanesimo storico le proprie radici e si ispirano agli apporti di diverse culture e non solo di quelle che in questo momento occupano una posizione centrale. Sono inoltre uomini e donne che si lasciano alle spalle questo secolo e questo millennio e che si lanciano verso un mondo nuovo.&lt;br>
Gli umanisti sentono che la loro storia passata è molto lunga e che quella futura lo sarà ancora di più. Pensano all’avvenire mentre lottano per superare la crisi generale del presente. Sono ottimisti, credono nella libertà e nel progresso sociale.&lt;br>
Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano ad una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee e aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività.&lt;br>
Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno. Gli umanisti  non vogliono uno Stato centralizzato né uno Stato Parallelo che lo sostituisca. Gli umanisti non vogliono eserciti polizieschi né bande armate che ne prendano il posto.&lt;br>
Ma tra le aspirazioni degli umanisti e la realtà del mondo d’oggi si è alzato un muro. E’ ormai giunto il momento di abbattere questo muro. Per farlo è necessaria l’unione di tutti gli umanisti del mondo.&lt;/p>
&lt;h2 id="1-il-capitale-mondiale">1. Il Capitale mondiale&lt;/h2>
&lt;p>Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte,  la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro.&lt;br>
Ma il rapporto con questa “verità universale” è contraddittorio. La grande maggioranza della gente non vuole questo stato di cose. Ci troviamo allora di fronte alla tirannia del denaro. Una tirannia che non è astratta perché ha un nome, rappresentanti, esecutori e modi di procedere ben definiti.&lt;br>
Oggi non abbiamo a che fare né con economie feudali né con industrie nazionali e neppure con gli interessi di gruppi regionali. Oggi, queste strutture sopravvissute al passo della Storia devono piegarsi ai dettami del capitale finanziario internazionale per assicurarsi la propria quota di profitto. Un capitale speculativo il cui processo di concentrazione su scala mondiale si fa sempre più spinto. In una situazione come questa persino lo Stato nazionale, per sopravvivere, ha bisogno di crediti e prestiti. Tutti mendicano gli investimenti e, per averli, forniscono alla banca la garanzia che sarà essa ad avere l’ultima parola sulle decisioni fondamentali. Sta arrivando il momento in cui anche le aziende, proprio come le città e le campagne, diverranno proprietà indiscussa della banca. Sta arrivando il momento dello Stato Parallelo, un tempo, questo, in cui il vecchio ordine dovrà essere azzerato.&lt;br>
Di pari passo svaniscono le vecchie forme di solidarietà. In ultima analisi siamo di fronte alla disintegrazione del tessuto sociale e all’apparire sulla scena di milioni di esseri umani indifferenti gli uni agli altri e senza legami tra loro, nonostante la miseria che li accomuna. Il grande capitale non solo domina l’oggettività grazie al controllo dei mezzi di produzione ma domina anche la soggettività grazie al controllo dei mezzi di comunicazione e di informazione. In queste condizioni esso può disporre a piacere delle risorse materiali e sociali, riducendo la natura ad uno stato di deterioramento irreversibile e tenendo sempre meno conto dell’essere umano. Il grande capitale possiede i mezzi tecnologici per fare tutto questo. E proprio come ha svuotato le aziende e gli Stati, è riuscito a svuotare di significato anche la Scienza, trasformandola in tecnologia che genera miseria, distruzione e disoccupazione.&lt;br>
Gli umanisti non hanno bisogno di grandi discorsi per mettere in evidenza il fatto che oggi esistono le possibilità tecnologiche per risolvere, a breve termine e per vaste zone del mondo, i problemi della piena occupazione, dell’alimentazione,  della salute, della casa, dell’istruzione. Se queste possibilità non si tramutano in realtà è semplicemente perché  la speculazione mostruosa del grande capitale lo impedisce.&lt;br>
Il grande capitale ha ormai superato lo stadio dell’economia di mercato e cerca di disciplinare la società per far fronte al caos che esso stesso ha generato. A contrastare questa situazione di irrazionalità non si levano - come imporrebbe una visione  dialettica - le voci della ragione; sorgono, invece, i più oscuri razzismi, integralismi e fanatismi. E se il neo-irrazionalismo prenderà il sopravvento in intere regioni e collettività, il margine d’azione delle forze progressiste finirà per ridursi sempre di più. D’altra parte, però, milioni di lavoratori hanno ormai preso coscienza sia dell’assurdità del centralismo statale che della falsità della democrazia capitalista. E’ per questo che gli operai si ribellano contro i vertici corrotti dei sindacati e che interi popoli mettono in discussione i loro partiti ed i loro governi. Ma è necessario dare orientamento a fenomeni come questi che tendono ad esaurirsi in uno sterile spontaneismo. E’ necessario discutere in seno al popolo il tema fondamentale dei fattori della produzione.&lt;br>
Per gli umanisti i fattori della produzione sono il lavoro ed il capitale, mentre inessenziali e superflue sono la speculazione e l’usura. Nell’attuale situazione gli umanisti lottano per trasformare radicalmente l’assurdo rapporto che si è instaurato tra questi due fattori. Fino ad oggi è stata imposta questa regola: il profitto al capitale ed il salario al lavoratore. Ed una tale ripartizione è stata giustificata con l’argomento del “rischio” che l’investimento comporta. Come se il lavoratore non mettesse a rischio il suo presente ed il suo futuro nei flussi e riflussi della disoccupazione e della crisi. Ma c’è un altro elemento in gioco, ed è il potere di decisione e di gestione dell’azienda. Il profitto non destinato ad essere reinvestito nell’azienda, non diretto alla sua espansione o diversificazione, prende la via della speculazione finanziaria. E la stessa via della speculazione finanziaria la prende il profitto che non crea nuovi posti di lavoro. Di conseguenza, la lotta dei lavoratori deve obbligare il capitale a raggiungere la sua massima resa produttiva. Ma questo non potrà diventare realtà senza una compartecipazione nella gestione e nella direzione dell’azienda. Altrimenti, come si potranno evitare i licenziamenti in massa, la chiusura e lo svuotamento delle aziende? Il vero problema sta infatti nell’insufficienza degli investimenti, nel fallimento fraudolento delle aziende, nella catena dell’indebitamento, nella fuga dei capitali, e non nei profitti che potrebbero derivare dall’aumento della produttività. Se poi qualcuno insistesse ancora, sulla base di insegnamenti ottocenteschi, sull’idea della confisca dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori, quel qualcuno dovrebbe tenere presente il recente fallimento del Socialismo reale.&lt;br>
A chi poi obietta che regolamentare il capitale così com’è regolamentato il lavoro comporta la fuga del capitale stesso verso luoghi ed aree più redditizie, si deve spiegare che una tal cosa non potrà succedere ancora per molto, giacché l’irrazionalità dell’attuale modello economico tende a produrre una saturazione ed a innescare una crisi mondiale. Quest’obiezione, poi, non solo fa esplicito riconoscimento di una radicale immoralità ma ignora il processo storico dello spostamento del capitale verso la banca, il quale ha come conseguenza il fatto che lo stesso imprenditore finisce per diventare un impiegato senza capacità decisionale, l’anello di una catena all’interno della quale la sua autonomia è solo apparente. In ogni caso saranno gli stessi imprenditori che, con l’acuirsi del processo recessivo, finiranno per prendere in considerazione questi argomenti.&lt;br>
Gli umanisti sentono la necessità di agire non solo nel campo del lavoro ma anche in quello politico per impedire che lo Stato sia uno strumento del capitale finanziario mondiale, per stabilire un equo rapporto tra i fattori della produzione e per restituire alla società l’autonomia che le è stata sottratta.&lt;/p>
&lt;h2 id="2-la-democrazia-formale-e-la-democrazia-reale">2. La democrazia formale e la democrazia reale&lt;/h2>
&lt;p>L’edificio della Democrazia si è gravemente deteriorato per l’incrinarsi dei pilastri sui quali poggiava: l’indipendenza dei poteri, la rappresentatività e il rispetto delle minoranze.&lt;br>
La teorica indipendenza dei poteri è un assurdo. Ed in effetti basta svolgere una semplice ricerca sull’origine e sulle articolazioni di ciascun potere per rendersi conto degli intimi rapporti che lo legano agli altri. E non potrebbe essere altrimenti visto che tutti fanno parte di uno stesso sistema. Quindi, le frequenti crisi dovute al predominio di un potere sull’altro, al sovrapporsi delle funzioni, alla corruzione e alle irregolarità, sono il riflesso della situazione economica e politica globale di un dato paese.&lt;br>
Per quanto riguarda la rappresentatività, c’è da dire che all’epoca in cui fu introdotto il suffragio universale, si pensava che ci fosse un solo atto, per così dire, tra l’elezione dei rappresentanti del popolo e la conclusione del loro mandato. Ma, con il passare del tempo, si è visto chiaramente che oltre a questo primo atto con il quale i molti scelgono i pochi, ne esiste un secondo con il quale questi pochi tradiscono i molti, facendosi portatori di interessi estranei al mandato ricevuto. E questo male si trova ormai in incubazione nei partiti politici che sono ridotti a dei puri vertici separati dalle necessità del popolo. Ormai, all’interno della macchina dei partiti, i grandi interessi finanziano i candidati e dettano la politica che questi dovranno portare avanti. Tutto ciò evidenzia una profonda crisi nel concetto e nell’espressione pratica della rappresentatività.&lt;br>
Gli umanisti lottano per trasformare la pratica della rappresentatività dando la massima importanza alle consultazioni popolari, ai referendum, all’elezione diretta dei candidati. Non dimentichiamoci che in numerosi paesi ancora esistono leggi che subordinano i candidati indipendenti ai partiti politici, oppure requisiti di reddito e sotterfugi vari che limitano la possibilità di presentarsi davanti alla volontà popolare. Qualsiasi Costituzione o legge che limiti la piena capacità del cittadino di eleggere e di essere eletto è una beffa nei confronti del fondamento stesso della Democrazia reale, che è al di sopra di ogni regolamentazione giuridica. E se si vorrà dare attuazione pratica al principio delle pari opportunità, i mezzi di comunicazione di massa dovranno mettersi al servizio della popolazione nel periodo elettorale, durante il quale i candidati pubblicizzano le loro proposte, dando a tutti esattamente le stesse opportunità. Oltre a questo dovranno essere emanate leggi sulla responsabilità politica in base alle quali quanti non manterranno le promesse fatte agli elettori rischieranno l’interdizione, la destituzione od il giudizio politico. Questo perché il rimedio alternativo, che attualmente va per la maggiore e secondo il quale gli individui e i partiti inadempienti saranno penalizzati dal voto nelle elezioni successive, non pone affatto termine a quel secondo atto con cui si tradiscono gli elettori rappresentati. Per quanto riguarda la consultazione diretta su temi che presentano carattere d’urgenza, le possibilità tecnologiche di metterla in pratica crescono di giorno in giorno. Non si tratta di dare priorità a inchieste od a sondaggi manipolati, si tratta invece di facilitare la partecipazione ed il voto diretto attraverso mezzi elettronici ed informatici avanzati.&lt;br>
In una Democrazia reale deve essere data alle minoranze la garanzia di una rappresentatività adeguata ma, oltre a questo, si devono prendere tutte le misure che ne favoriscano nella pratica l’inserimento e lo sviluppo. Oggi le minoranze assediate dalla xenofobia e dalla discriminazione chiedono disperatamente di essere riconosciute e, in questo senso, è responsabilità degli umanisti elevare questo tema a livello di discussione prioritaria, capeggiando ovunque la lotta contro i neofascismi, palesi o mascherati che siano. In definitiva, lottare per i diritti delle minoranze significa lottare per i diritti di tutti gli esseri umani.&lt;br>
Ma anche all’interno di un paese esistono intere provincie, regioni o autonomie che subiscono una discriminazione analoga a quella delle minoranze come conseguenza delle spinte centralizzatrici dello Stato, che è oggi solo uno strumento insensibile nelle mani del grande capitale. Questa situazione avrà termine quando si darà impulso ad un’organizzazione federativa grazie alla quale il potere politico reale tornerà nelle mani di tali soggetti storico-culturali.&lt;br>
In definitiva, porre al centro dell’attenzione il tema del capitale e del lavoro, il tema della Democrazia reale e l’obiettivo della decentralizzazione dell’apparato statale, significa indirizzare la lotta politica verso la creazione di un nuovo tipo di società. Una società flessibile ed in costante cambiamento, in sintonia con le necessità dinamiche dei popoli che oggi sono soffocati dalla dipendenza.&lt;/p>
&lt;h2 id="3-la-posizione-umanista">3. La posizione umanista&lt;/h2>
&lt;p>L’azione degli umanisti non si ispira a teorie fantasiose su Dio, sulla Natura, sulla Società o sulla Storia. Parte dai bisogni della vita che consistono nell’allontanare il dolore e nell’avvicinare il piacere. Ma nella vita umana, a tali bisogni si aggiunge quello di immaginare continuamente il futuro sulla  spinta dell’esperienza passata e dell’intenzione di migliorare la situazione presente. L’esperienza umana non è semplicemente il prodotto della selezione o dell’accumulazione naturale e fisiologica, come accade in tutte le altre specie; è invece esperienza sociale e personale volta a vincere il dolore nel presente e ad evitarlo nel futuro. Il lavoro umano, che si concretizza nelle produzioni sociali, passa, trasformandosi, di generazione in generazione, in una continua lotta per il miglioramento delle condizioni naturali, in cui va incluso lo stesso corpo umano. E’ per questo che l’essere umano deve essere inteso come un essere storico che trasforma il mondo e la sua stessa natura attraverso l’attività sociale. Ed ogni volta che un individuo od un gruppo umano si impone sugli altri con la violenza non fa che fermare la storia trasformando le vittime di tale violenza in oggetti “naturali”. La natura non ha intenzioni; pertanto, negare la libertà e l’intenzionalità degli altri significa trasformarli in oggetti naturali, in oggetti da utilizzare.&lt;br>
L’umanità, nel suo lento progresso, ha bisogno di trasformare la natura e la società eliminando gli atti di appropriazione violenta ed animalesca che alcuni esseri umani esercitano nei confronti di altri. Quando questo accadrà si passerà dalla preistoria ad una storia pienamente umana. Fino a quel momento, non si potrà partire da nessun altro valore centrale che non sia l’essere umano completo, con le sue realizzazioni e la sua libertà.  Per questo gli umanisti dichiarano: “Niente al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano al di sotto di un altro”. Ponendo Dio, lo Stato, il Denaro od una qualunque altra entità come valore centrale, si colloca l’essere umano in una posizione subordinata e si creano così le condizioni perché possa essere controllato o sacrificato. Gli umanisti hanno ben chiaro questo punto. Gli umanisti possono essere sia atei che credenti ma non partono dalla fede per dare fondamento alle loro azioni ed alla loro visione del mondo: partono dall’essere umano e dai suoi bisogni più immediati. E se, nella lotta per un mondo migliore, credono di scoprire un’intenzione che muove la Storia in una direzione di progresso, mettono quella fede o quella scoperta al servizio dell’essere umano.&lt;br>
Gli umanisti pongono il problema di base che è questo: sapere se si vuole vivere ed in che condizioni si vuole farlo.&lt;br>
Qualsiasi forma di violenza - fisica, economica, razziale, religiosa, sessuale, ideologica - attraverso cui il progresso umano è stato bloccato, ripugna agli umanisti. Qualsiasi forma di discriminazione - manifesta o larvata - costituisce per gli umanisti un motivo di denuncia.&lt;br>
Gli umanisti non sono violenti ma soprattutto non sono codardi e non hanno paura di affrontare la violenza perché sanno che le loro azioni hanno un senso. Gli umanisti collegano sempre la loro vita personale con quella sociale. Non propongono false antinomie e in ciò risiede la loro coerenza.&lt;br>
Risulta così tracciata la linea di demarcazione tra l’Umanesimo e l’Anti-umanesimo. L’umanesimo pone al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la Democrazia reale rispetto alla Democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione;  la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo.  &lt;br>
Poiché si basa sulla libertà di scelta, l’Umanesimo possiede l’unica etica valida nel momento attuale. Allo stesso modo, poiché crede nelle intenzioni e nella libertà, distingue tra errore e malafede, tra colui che sbaglia e colui che tradisce.&lt;/p>
&lt;h2 id="4-dallumanesimo-ingenuo-allumanesimo-cosciente">4. Dall’umanesimo ingenuo all’umanesimo cosciente&lt;/h2>
&lt;p>E’ nella base sociale, è nei luoghi in cui i lavoratori risiedono o svolgono la loro attività che l’Umanesimo deve trasformare la semplice protesta in una forza cosciente che abbia come obiettivo la trasformazione delle strutture economiche.&lt;br>
Quanto ai membri più combattivi delle organizzazioni sindacali e dei partiti politici progressisti, bisogna dire che la loro lotta diventerà coerente nella misura in cui sarà diretta a trasformare i vertici delle organizzazioni a cui sono iscritti e nella misura in cui darà a tali organizzazioni un indirizzo che, al di là delle rivendicazioni di corto respiro, faccia propri gli aspetti fondamentali dell’Umanesimo.&lt;br>
In larghi strati di docenti e studenti, normalmente sensibili alle ingiustizie,  la volontà di cambiamento diventerà cosciente a misura che la crisi generale del Sistema tenderà a gravare anche su di essi. E certo già oggi il settore della Stampa, che è a diretto contatto con la tragedia di ogni giorno, è in condizioni di prendere un indirizzo umanista; lo stesso vale per quei settori intellettuali le cui opere sono in netta opposizione con i modelli sostenuti da questo sistema inumano.&lt;br>
Di fronte alla sofferenza umana numerose organizzazioni lanciano l’invito ad agire in modo disinteressato a favore degli emarginati o dei discriminati. In determinate occasioni, associazioni, gruppi di volontariato e consistenti fasce della popolazione si mobilitano e cercano di dare un contributo positivo. Senza dubbio, proprio il fatto di denunciare problemi di questo tipo costituisce di per sé un contributo. Ma tali gruppi non impostano la loro azione nel quadro di una trasformazione delle strutture che danno origine ai mali che denunciano. Pertanto un tale atteggiamento rientra più nel campo dell’Umanitarismo che in quello dell’Umanesimo cosciente. Comunque le denunce e le azioni concrete che esso porta avanti sono degne di essere approfondite e potenziate.&lt;/p>
&lt;h2 id="5-il-campo-dellanti-umanesimo">5. Il campo dell’anti-umanesimo&lt;/h2>
&lt;p>A misura che le forze mobilitate dal grande capitale soffocano i popoli sorgono ideologie incoerenti che crescono sfruttando il malessere sociale, malessere che incanalano verso falsi colpevoli. Alla base di queste forme di neo-fascismo c’è una profonda negazione dei valori umani. Anche in certe correnti ecologiste devianti succede qualcosa d’analogo, visto che privilegiano la natura rispetto all’uomo. Esse non sostengono più che il disastro ecologico è propriamente tale perché mette in pericolo l’umanità: lo è perché l’essere umano ha attentato contro la Natura. Secondo alcune di queste correnti, l’essere umano è un essere infetto che in quanto tale infetta la Natura. Per loro sarebbe stato meglio che la medicina non avesse avuto alcun successo nella lotta contro le malattie e per prolungare la vita. “Prima la terra!” urlano in modo isterico, richiamandoci alla memoria i proclami del nazismo. Da qui alla discriminazione delle culture che contaminano, degli stranieri che sporcano ed inquinano, il passo è breve. Anche queste correnti rientrano nel campo dell’Anti-umanesimo, visto che alla loro base c’è il disprezzo per l’essere umano. I loro mentori disprezzano se stessi ed in questo riflettono le tendenze nichiliste e suicide oggi di moda.&lt;br>
Certo, uno strato consistente di persone sensibili aderisce ai movimenti ecologisti perché si rende conto di quanto siano gravi i problemi che questi denunciano. Ma se assumeranno, come sembra opportuno, un carattere umanista, i movimenti ecologisti indirizzeranno la lotta verso i responsabili della catastrofe: il grande capitale e la catena di industrie ed aziende distruttive, tutte strettamente imparentate con il complesso militare-industriale. Prima di preoccuparsi delle foche dovranno preoccuparsi della fame, del sovraffollamento, della mortalità infantile, delle malattie, della carenza di abitazioni e di strutture sanitarie, piaghe, queste, che affliggono tante parti della terra. Dovranno dare l’opportuno risalto a problemi quali la disoccupazione, lo sfruttamento, il razzismo, la discriminazione e l’intolleranza nel mondo tecnologicamente avanzato. Quello stesso mondo che, con la sua crescita irrazionale, sta creando gli squilibri ecologici.&lt;br>
Non è necessario dilungarsi troppo sulle Destre intese come strumenti politici dell’Anti-umanesimo. La loro malafede raggiunge livelli tali che continuamente esse si spacciano per rappresentanti dell’Umanesimo. In questa stessa direzione si è mossa anche l’astuta banda clericale che ha preteso di elaborare non si sa quali teorie a partire da un ridicolo “Umanesimo teocentrico”. Si tratta della stessa gente che ha inventato le guerre di religione e l’inquisizione, che ha fatto da boia ai padri storici dell’Umanesimo occidentale e che ora si arroga le virtù delle sue vittime arrivando persino a “perdonare le deviazioni” degli antichi umanisti. La malafede e il banditismo nell’appropriarsi delle parole sono così enormi che i rappresentanti dell’Anti-umanesimo non hanno mancato di nascondersi dietro il nome di “umanisti”.&lt;br>
Sarebbe impossibile fare un inventario completo dei trucchi, degli strumenti, dei modi e delle espressioni utilizzate dall’Anti-umanesimo. In ogni caso, un’opera di chiarificazione delle tendenze anti-umaniste più nascoste permetterà a molti umanisti, per così dire ingenui o spontanei, di rivedere le proprie concezioni ed il significato della propria attività sociale.&lt;/p>
&lt;h2 id="6-i-fronti-dazione-umanista">6. I fronti d’azione umanista&lt;/h2>
&lt;p>L’Umanesimo organizza fronti d’azione nei luoghi di residenza, nel mondo del lavoro, nel mondo sindacale, politico e culturale con l’intento di trasformarsi, poco a poco, in un movimento a carattere sociale. Con queste attività esso cerca di creare le condizioni per integrare forze diverse, gruppi ed individui progressisti senza che questi perdano la loro identità e le loro caratteristiche particolari. L’obiettivo del movimento umanista è quello di promuovere l’unione tra forze che possano influire sempre di più su vasti settori della popolazione e di orientare con la sua azione la trasformazione sociale.&lt;br>
Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso non credono che le loro proposte  siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa d’indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili ed adatte all’epoca in cui è toccato loro vivere.&lt;/p>
&lt;p>Mi auguro di poter sviluppare altri temi nella prossima lettera.&lt;br>
Ricevete, con questa, un caloroso saluto.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo, 5 Aprile 1993&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>12 Principi dell'Azione Valida</title><link>https://stefanocecere.com/post/12-principi-dellazione-valida/</link><pubDate>Sat, 11 Oct 1980 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/12-principi-dellazione-valida/</guid><description>&lt;h1 id="12-principi-dellazione-valida">12 Principi dell&amp;rsquo;Azione Valida&lt;/h1>
&lt;ol>
&lt;li>Andare contro l’evoluzione delle cose è andare contro se stessi.&lt;/li>
&lt;li>Quando forzi qualcosa per raggiungere un fine, produci il contrario.&lt;/li>
&lt;li>Non opporti ad una grande forza. Retrocedi finché non si indebolisce; allora avanza con risolutezza.&lt;/li>
&lt;li>Le cose stanno bene quando vanno insieme, non quando vanno separate.&lt;/li>
&lt;li>Se per te stanno bene il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, hai superato le contraddizioni.&lt;/li>
&lt;li>Se persegui il piacere, ti incateni alla sofferenza. Ma se non danneggi la tua salute, godi senza inibizioni quando si presenta l’opportunità.&lt;/li>
&lt;li>Se persegui un fine, ti incateni. Se tutto ciò che fai, lo fai come un fine in se stesso, ti liberi.&lt;/li>
&lt;li>Farai sparire i tuoi conflitti quando li avrai compresi nella loro radice ultima, non quando li vorrai risolvere.&lt;/li>
&lt;li>Quando danneggi gli altri, ti incateni. Ma se non danneggi nessuno puoi fare quello che vuoi con libertà.&lt;/li>
&lt;li>Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi.&lt;/li>
&lt;li>Non importa da che parte ti abbiano messo gli eventi, ciò che importa è che tu comprenda di non aver scelto nessuna parte.&lt;/li>
&lt;li>Gli atti contraddittori e quelli unitivi si accumulano in te. Se ripeti i tuoi atti di unità interna, niente ti potrà fermare.&lt;/li>
&lt;/ol></description></item><item><title>Il Volontario</title><link>https://stefanocecere.com/post/il-volontario/</link><pubDate>Sat, 11 Oct 1980 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/il-volontario/</guid><description>&lt;h1 id="il-volontario">Il Volontario&lt;/h1>
&lt;blockquote>
&lt;p>Città del Messico&lt;br>
11 ottobre 1980&lt;br>
Commento durante una pausa di un gruppo di studio&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;p>Sembra che molte persone che lavorano nel nostro Movimento abbiano, per così dire, dei precedenti, nel senso che hanno alle spalle esperienze di volontariato di vario genere (non di volontarismo, che è ben altra cosa). In effetti sembra esserci tra di noi una grande quantità di assistenti sociali, di infermiere, di maestri, cioè di persone che, pur svolgendo un’attività remunerata, non paiono sentirsi veramente ricompensate dal denaro che ricevono per il loro lavoro. Indubbiamente, se venissero pagate male, protesterebbero più di altre per essere pagate meglio; ma la spinta che sta alla base delle loro attività non si ferma in loro stesse ma va oltre, va verso gli altri; solo in un secondo momento, per via dei problemi quotidiani che tutti conosciamo, apparirà il bisogno di essere pagate. Questo, d’altra parte, è naturale, dato che non camperanno certo d’aria! Ma che cosa vogliono dirci queste persone che, per quanto mal pagate, continuano a dedicarsi all’insegnamento? E queste altre che lavorano come assistenti sociali, che se la passano organizzando attività da cui nessuno sa che cosa ricaveranno? Pare proprio che nel nostro Movimento ci siano tantissime persone che provengono da esperienze di questo genere&amp;hellip; C’è quello che ha organizzato un circolo di quartiere, quell’altro che da ragazzo ha messo in piedi non so che associazione&amp;hellip; Sono proprio persone di questo tipo che, una volta entratevi, si dedicano in prima persona a far funzionare il nostro Movimento, ad organizzarne le attività. Per altri non è così: arrivano tra noi in altre condizioni, cercando altre cose; presto però comprendono il significato del nostro lavoro e finiscono anch’essi per attivarsi. Dunque sono molti quelli che si mettono in cammino con noi ricavando un senso dal nostro lavoro e trovandovi una giustificazione interiore. Certo, all’inizio si muovono secondo le tendenze che già avevano e facendo ricorso all’esperienza acquisita in precedenza in altri campi. Si tratta di un fatto ben osservabile, gli esempi non mancano. Non so come stiano le cose qui in Messico ma in tutte le altre parti del mondo sono tantissimi gli amici che rispondono a queste caratteristiche e nelle cui biografie troviamo precedenti di volontariato; e sono proprio essi, in genere, a dare impulso alle varie attività del nostro Movimento.&lt;/p>
&lt;p>Ma com’è possibile che esistano persone che agiscono disinteressatamente, senza curarsi di un rendimento immediato delle loro azioni? Di che fenomeno si tratta? Cosa c’è nella loro testa che li fa agire in un modo tanto strano? Dal punto di vista di una società consumistica, infatti, questo è un comportamento atipico. Chiunque sia nato in una struttura sociale consumistica, chiunque vi sia stato educato, chiunque vi sia cresciuto subendone l’influenza e la propaganda, tenderà necessariamente a vedere il mondo in termini di nutrimento personale. Cercherò di spiegarmi meglio. Io sono un consumatore, pertanto devo ingoiare tutto: sono una sorta di ventre immenso che dev’essere riempito; nella mia testa non passa, nella maniera più assoluta, l’idea che da me qualcosa debba uscire. Anzi, mi dico il contrario: “Quello che esce da me è già tanto e mi dà diritto ai beni che consumo: o forse non lavoro già tante ore in ufficio? Forse non dò in cambio il mio tempo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente al consumo? Forse non pago già abbastanza con il tempo in cui sono obbligato a smettere di consumare per lavorare per il sistema?” La domanda, effettivamente, è ben posta. Chi se la pone dà ore di lavoro, ore-uomo, in cambio di una remunerazione. Non è vero? Però, dove cade l’accento in questo discorso? Chi ragiona in questi termini non pone l’accento sull’attività che svolge nel mondo: anzi, considera tale attività un male necessario affinché il punto finale di tutto questo circuito sia lui stesso. Così sono organizzati tutti i sistemi, qualunque sia il loro segno politico. Al loro centro c’è sempre lo stessa cosa: consumare.&lt;/p>
&lt;p>E così la gente diventa nevrotica. Ma è logico che lo diventi. Esistono due circuiti, uno d’entrata ed uno d’uscita: se quello d’uscita si blocca, necessariamente sorgeranno dei problemi. Ma ormai praticamente tutti sono caduti in questa trappola del ricevere; e proprio perché l’ideologia del ricevere si è estesa dappertutto, non si riesce più a capire come possano esistere delle persone che fanno delle cose senza ricevere nulla in cambio. Dal punto di vista dell’ideologia del consumismo si tratta di un comportamento che desta profondo sospetto. Perché mai qualcuno dovrebbe darsi da fare senza essere adeguatamente remunerato? In realtà un tale sospetto denota una pessima conoscenza dell’essere umano: infatti chi lo nutre ha compreso il significato dell’utilità del proprio fare solo in termini di denaro e non sa che esso può avere un’utilità vitale, un’utilità psicologica. A questo proposito ricordatevi che non mancano persone che hanno raggiunto un elevato livello di vita (con i problemi del lavoro, della salute, della vecchiaia o della pensione risolti) e che nonostante questo finiscono per buttarsi dalla finestra oppure passano tutto il loro tempo ubriache o drogate, oppure ammazzano il vicino di casa.&lt;/p>
&lt;p>Noi pubblicamente rivendichiamo qualcosa di disprezzato. Rivendichiamo persone come il pompiere volontario che di notte si precipita fuori dal letto perché non lontano c’è una casa in preda alle fiamme. Il pompiere volontario che rapidamente si infila i vestiti, si mette l’elmetto, esce di corsa, va a spegnere l’incendio; e quando torna a casa (alle sei del mattino: pieno di fuliggine, bruciacchiato, ferito) magari trova la sua mogliettina adorata che gli scaraventa i piatti in faccia urlando: “Quanto ti pagano per tutto questo? Arriverai tardi al lavoro, ti farai licenziare e la nostra famiglia andrà a rotoli per colpa delle tue stranezze!” E quando cammina per strada, lo segnano a dito dicendo di lui: “Sì, quello è il pompiere volontario”. Una specie di idiota a paragone degli altri che sono così soddisfatti di se stessi che magari un giorno si buttano dalla finestra. Normalmente i pompieri volontari non si buttano dalla finestra. Con questo intendo dire che essi, a modo loro, empiricamente, hanno trovato nel mondo un punto di applicazione della loro energia. Ma non solo hanno imparato a scaricare catarticamente tale energia impegnandosi in determinate attività (cosa che fanno anche gli altri, con lo sport, i comportamenti violenti o con moltissime altre operazioni), hanno anche imparato a fare qualcosa di infinitamente più importante: dare un significato proprio, interiore, al mondo. Essi, cioè, svolgono in forma empirica quelle operazioni che noi chiamiamo “trasferenziali”. Con la loro attività portano nel mondo dei contenuti interiori che essi stessi hanno creato, invece di rispondere agli stimoli in modo convenzionale. C’è una grande differenza tra chi è obbligato a fare determinate cose per le quali in seguito verrà pagato e chi si esprime nel mondo esterno plasmandovi volontariamente contenuti interiori che forse non sono del tutto chiari nemmeno a lui stesso; contenuti che a volte tenta di esprimere con parole come “solidarietà”, senza intendere però quale sia il profondo significato di questa parola. Direi di più: questo povero volontario (che ogni volta che torna a casa viene ricevuto a piatti in faccia e messo in ridicolo) finirà per convincersi di essere davvero una specie di stupido e si dirà: “Lo sapevo, a me succede sempre così”. Per non parlare poi del caso in cui, invece che di un volontario, si tratti di una volontaria: caso che, in questa società, risulta tuttora molto più grave.&lt;/p>
&lt;p>Di questo passo i volontari finiscono per sentirsi umiliati e così il sistema prima o poi riesce ad inghiottirli; ma questo succede perché nessuno ha spiegato loro come stiano le cose. Essi sanno di essere diversi dagli altri ma non riescono a darsi una spiegazione di quel che fanno. Infatti se li prendiamo da parte e chiediamo loro: “Allora, spiegateci un po’ che cosa ci guadagnate”, iniziano a balbettare ed a scrollare le spalle avviliti, come se avessero qualcosa di vergognoso da nascondere. Nessuno ha chiarito loro le idee, nessuno li ha forniti degli strumenti necessari per spiegare a se stessi e agli altri la ragione per la quale offrono al mondo l’enorme potenziale di cui dispongono senza aspettare alcun compenso per sé. Il che, evidentemente, è davvero straordinario.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Silo - Discorsi - Opere Complete Vol 1 - Ed. Multimage&lt;/em>&lt;/p></description></item></channel></rss>