<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>T/Soldi | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/t/soldi/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/t/soldi/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>T/Soldi</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 25 Oct 2011 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>T/Soldi</title><link>https://stefanocecere.com/tag/t/soldi/</link></image><item><title>Nonna, ti spiego la crisi economica. 6</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/</link><pubDate>Tue, 25 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-6/</guid><description>&lt;p>&lt;em>(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia, scritto da Paolo Barnard - leggi
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/24/vi-spiego-la-crisi-economica/" title="Vi spiego la crisi economica" target="_blank">introduzione e sommario qui&lt;/a>
)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Però ci pensavo, va bene che volevano che gli Stati non ci dessero i soldi a noi cittadini per stare tutti bene. Ma alla fine gli Stati ci sono ancora, mica li hanno aboliti. E allora perché non tornano a spendere per noi col debito buono?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Nonna, &lt;em>”il debito buono”&lt;/em>… che genio che sei, mi hai appena messo in mente una cosa che altrimenti non ti avrei spiegato e che è importante. Ma prima rispondo al perché gli Stati non tornano a spendere: in America, in Inghilterra, in Svezia, in Giappone, insomma, in tutti quei Paesi che hanno ancora una moneta sovrana, le elite hanno convinto i governi (a suon di soldi) e la gente di quel famoso spauracchio che dice che la spesa dello Stato è un debito terribile, è una catastrofe per tutti. E allora non spendono quanto sarebbe necessario. Qui in Europa ci hanno tolto addirittura le monete da spendere, quindi proprio siamo fritti. Ora ti spiego quella cosa importante che mi ha fatto venire in mente quando hai detto ”il debito buono”.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh sì, mi hai detto che ci fa più ricchi…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Vedi nonna, nella realtà esiste una spesa dello Stato che non è tanto buona, o perlomeno che è meno buona di quella che ti dicevo. Perché bisogna capire questo: anche se è verissimo che lo Stato con la sua moneta può spendere inventandosi i soldi quasi senza limiti, è anche vero che per renderci più sicuri e benestanti tutti, deve farlo con giudizio. Cioè deve spendere per darci piena occupazione, scuole migliori, infrastrutture più moderne, stipendi migliori, pensioni dignitose a tutti ecc. Questa spesa, come tu hai giustamente detto, può essere chiamata** &lt;em>“debito buono dello Stato”&lt;/em>**, cioè un circolo economico virtuoso per cittadini e aziende, come dicevamo le volte scorse. Ma se invece lo Stato non spende per noi in questo modo, cioè se segue quello che vogliono le elite criminali, allora tutti ci impoveriamo, anche l’economia. Ma questo causa dei fenomeni per cui poi lo Stato deve tornare a spendere lo stesso, ma solo per tappare le falle, per metterci delle pezze d’emergenza, rimediare ai pasticci sociali della nuova povertà, cioè i disoccupati o quelli che lavorano per 800 Euro e non ce la fanno a campare; o per soccorrere le aziende che falliscono ecc. E questo è un &lt;strong>&lt;em>“debito cattivo dello Stato”&lt;/em>&lt;/strong>, perché sono soldi buttati al vento e che non creano nessuna cittadinanza forte e nessuna economia fiorente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Quindi ste elite di delinquenti, che non vogliono che lo Stato spenda col debito, alla fine poi ci fanno spendere lo stesso, ma sono soldi buttati.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Esatto. Bel paradosso eh? Ma ora facciamo un riassunto delle puntate precedenti, per poi continuare. Allora nonna, le elite di potere mondiale avevano capito che lo Stato democratico, con una sua moneta che può creare senza quasi limiti, avrebbe potuto spendere più di quello che tassa i cittadini e le aziende, e renderli tutti più benestanti, moderni e istruiti. Ma cittadini che siano tutti benestanti, consapevoli e padroni del loro Stato democratico erano un pericolo mortale per le elite, che invece ci vogliono ignoranti, sempre in affanno per i soldi e spesso anche disperati, così loro possono fare i loro affari immensi e rubare la maggior parte della ricchezza comune. Così si sono inventati che la spesa dello Stato quando ci dà più soldi di quanto ci tassi (spesa a ‘debito’ buona) è terribile, che va assolutamente combattuta e hanno convinto tutti di questo. Così ci hanno fregati. Poi ci hanno nascosto che la spesa dello Stato è in realtà indispensabile sia per creare nuova ricchezza al netto nel contenitore dei cittadini privati sia per creare profitti fra le aziende. Anzi, di nuovo ci dicono che se lo Stato spende meno, noi cittadini e le aziende saremo più ricchi, che è una balla colossale. E anche qui tutti ci sono caduti. E in ultimo hanno pensato che qui in Europa potevano addirittura sottomettere gli Stati con leggi più potenti delle leggi statali, cioè le leggi della UE, e impedirgli così di spendere per noi persone togliendogli proprio le monete stesse, le lire, i marchi, i franchi ecc. E si sono inventati l’Euro…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ah! Ecco, quella cosa lì non mi è chiara, ci pensavo prima. Ma perché i politici italiani potevano spendere le lire come gli pareva ma non possono spendere gli Euro quanto gli pare?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Perché l’Euro non lo possono creare dal nulla come facevamo con le lire, i franchi, i marchi ecc. L’Euro è la &lt;em>moneta unica&lt;/em> per 17 Stati d’Europa oggi, la usano tutti e 17, ma… non è loro. Ti ho già detto che il pregio di una moneta sovrana moderna è che lo Stato la crea dal nulla e che quando la spende per noi si ‘indebita’ &lt;strong>solo con se stesso&lt;/strong>, per cui a noi cittadini arrivano quelle monete al netto, e ci rendono più ricchi. Ma oggi gli Stati che usano l’Euro &lt;strong>devono prenderlo in prestito da dei signori privati che già l’hanno&lt;/strong>, e quello è un debito vero, non fasullo come quello di prima. Ripeto, prima, con la lira, i soldi del nostro Stato sbucavano da pezzi di carta che lo Stato firmava dal nulla, oggi gli Euro sbucano dalle banche dei tizi che lo prestano allo Stato, un bel cavolo di differenza. L’Euro è fatto da un sistema di Banche Centrali europee, e finisce subito, cioè appena sfornato, nella tasche di grandi investitori privati, che possono essere miliardari malesi, arabi, o assicurazioni tedesche, fondi di investimento brasiliani, giapponesi, italiani, turchi… chiunque sia ricco abbastanza per comprarsi gli Euro.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> E allora lo Stato non ne può avere lo stesso quanti ne vuole?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> No. Ascolta bene. Prima, con le lire, anche se lo Stato avesse avuto un debito con qualcuno, che problema c’era? Lo pagava inventandosi le lire, come ti ho spiegato le volte scorse. A quei tempi un riccone straniero non aveva problemi a darci i suoi soldi, cioè a comprarci un nostro titolo di Stato. Tanto aveva la certezza del rimborso, per i motivi appena detti. Inoltre, &lt;strong>non dimenticare&lt;/strong> che per lo Stato italiano vendere titoli di Stato era una opzione, NON un obbligo per trovare soldi. I soldi se li inventava. Oggi è tutt’un’altra storia. Primo, oggi il riccone che compra un nostro titolo di Stato sa che noi per pagargli domani ciò che gli spetta dobbiamo andarci a trovare gli Euro da qualche altro riccone, cioè proprio prenderli in prestito. Secondo, di conseguenza potremmo rimanere a secco se i ricconi si rifiutano di prestarceli. Potremmo fare bancarotta e non pagare più nulla. E allora cosa succede?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Che non ce li danno, ed è per questo che c’è la crisi. Giusto?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Bè, sì! Fuochino nonna. Nella realtà ce li danno, ma come garanzia vogliono almeno che gli paghiamo interessi altissimi, e anche i soldi per quelli dobbiamo trovare con altri prestiti. Ma hai ragione, da qui viene una bella fetta di crisi, perché di fatto lo Stato che usa sto maledetto Euro è sempre con l’acqua alla gola di non trovar abbastanza soldi, e deve fare i tagli, che sono crisi economica. Poi siccome questa volta il debito in Euro è VERAMENTE un debito, come ti ho detto prima, gli stessi ricconi che ce li prestano guardano il nostro debito, e se è alto si allarmano: &lt;em>“Oddio! Siete molto indebitati!”&lt;/em> dicono, e si fidano ancora di meno della nostra capacità di ripagare i prestiti che ci fanno, e allora ci chiedono sempre più interessi, e questo ci fa indebitare sempre più, ma indebitarsi sempre più significa sempre più tagli, cioè &lt;strong>SEMPRE MENO SPESA&lt;/strong> dello Stato per noi cittadini, e questo è crisi economica perché come sai ci impoverisce, e così s’innesca un circolo vizioso all’infinito. Capito la trappola?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Oddio, no, mi ronza la testa…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> La trappola è che questo Euro le elite lo hanno voluto apposta per mettere gli Stati Europei in crisi economica, così per gli Stati è impossibile spendere quanto sarebbe necessario per creare la famosa cittadinanza forte, benestante, istruita e democraticamente attiva. Perché più ci affossano, più ci spaventano con la crisi, più siamo con l’acqua alla gola per i sodi, meno siamo padroni di noi stessi e del nostro Stato. E loro, le elite, spadroneggiano a destra e a manca e s’intascano grandi ricchezze. Fu tutto un piano nonna. Pensa che sta &lt;em>moneta unica&lt;/em> capestro la pensò un economista francese amico delle elite che tu avevi 20 anni. Era il 1943.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Ma noi siamo proprio dei nulla, cioè proprio ci pigliano in giro come gli pare.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Già, e sai perché? Perché poche nonne hanno un nipote come il tuo che gli spiega in parole semplici cosa fanno i padroni del mondo veramente, e dove sono…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Nonna:&lt;/strong> Eh! Tutto perché poi vuoi le lasagne… Dì mò di no! Ma poi senti, e dov’è che sono questi delinquenti? E poi chi sono?&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>P.&lt;/strong> Baci nonna, passa qua la teglia, e la risposta alla prossima.&lt;/p>
&lt;p>(
&lt;a href="http://stefanocecere.com/2011/10/27/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-7/" title="Nonna, ti spiego la crisi economica. 7" target="_blank">Continua…&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>I Colpevoli</title><link>https://stefanocecere.com/post/2010/04/i-colpevoli/</link><pubDate>Thu, 08 Apr 2010 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2010/04/i-colpevoli/</guid><description>&lt;p>&lt;strong>&lt;em>se da un lato ognuno di noi è colpevole della situazione in cui ci troviamo, dall&amp;rsquo;altro lato alcuni di noi sono un po&amp;rsquo; più colpevoli di altri… quello che segue è tratto da una riunione del 1998 (chiederai dettagli se ti interessa)&lt;/em>&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Non ci sono nemici più grandi del popolo dei banchieri&lt;/strong>. Speculatori e usurai, fanatici della &amp;ldquo;religione del denaro&amp;rdquo;. Quello del denaro è il valore prioritario, a tal punto che ci troviamo di fronte ad una vera e propria idolatria del denaro, che sta producendo una sorta di &lt;strong>religione monetarista&lt;/strong>. Di conseguenza, &lt;strong>tutti i valori umani vengono sconvolti&lt;/strong>; nessuno si fida di nessuno; nessuno vale per quello che è, ma per quello che possiede o, più precisamente, per quello che possiede a breve termine. Ogni relazione viene tradita e, al tempo stesso, viene creato uno strato sociale limite, con tutte le piaghe della più grande povertà: alcolismo, droga, delinquenza, crimine e narcotraffico (col quale non solo aumenta la droga, ma anche un&amp;rsquo;economia violenta, basata su capitali illeciti).&lt;/p>
&lt;p>Questi fanatici del denaro non rispettano niente, nemmeno l&amp;rsquo;industria (che crea progresso e posti di lavoro), e possono &lt;strong>licenziare centinaia di persone senza battere ciglio&lt;/strong>, per la loro avida ricerca di un guadagno immediato. Per questo gli &lt;strong>usurai della banca internazionale&lt;/strong> ed i loro accoliti &lt;strong>sono i responsabili della violenza economica, da cui hanno origine le altre forme di violenza sociale.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo; &amp;ldquo;idolatria del denaro&amp;rdquo; sulla quale essi si basano rappresenta la massima disumanizzazione: non contano le persone, ma il conto in banca, le carte di credito, ecc., crediti usurai che si basano sul &amp;ldquo;compra oggi e paga domani&amp;rdquo;, facendo leva sull&amp;rsquo;apparente ed illusoria sensazione di sollievo data dal disporre di un denaro che potrà essere pagato comodamente più avanti.&lt;/p>
&lt;p>Evidentemente non è così, poiché gli interessi, con gli aumenti che ne conseguono (massimo strumento di violenza economica), rendono difficile la restituzione del debito e schiavizzano il debitore. Questo schema si esercita tanto sulle persone come su gruppi, imprese e paesi. Alla mentalità analitica (molto utile per situazioni occasionali e congiunturali, ma nulla quando si ha a che fare con processi o relazioni) non sono visibili le conseguenze del procedimento, ciò che ne deriva, l&amp;rsquo;irritazione sociale che questa azione produce. Essa non è in grado di percepire i processi e ancora meno le conseguenze sociali, ma solo i successi parziali ed occasionali che, a rigore, non sono altro che imbrogli storici.&lt;/p>
&lt;p>Dai successi particolari non risulta un successo globale, però dalla somma di quelle parzialità sì, può derivare una &lt;strong>crisi generalizzata come quella attuale&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>Essi non vedono il malessere generale che causano, e non per mancanza di capacità, ma semplicemente perché non è conveniente ai loro interessi. Oltre a ciò, tutto viene circondato dal ben noto banditismo semantico, per mezzo del quale si dice una cosa e ne succede un&amp;rsquo;altra, molto diversa, come per esempio &amp;ldquo;società libera&amp;rdquo;, &amp;ldquo;libero mercato&amp;rdquo;, &amp;ldquo;libera concorrenza&amp;rdquo;, ecc. … e della libertà non si vede neanche l&amp;rsquo;ombra.&lt;/p>
&lt;p>Noi ci opponiamo senza mezzi termini a tutto ciò ed è per sviluppare le denunce e le soluzioni necessarie che stiamo agendo per organizzare fronti che spingano in direzione opposta.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Il neoliberalismo pragmatico si muove come un pesce nell&amp;rsquo;acqua all&amp;rsquo;interno di un contesto di menzogne&lt;/strong>, nel quale ogni proposta è una specie di &amp;ldquo;variazione sulla menzogna&amp;rdquo;. E anche se la gente se ne rende conto, non ha il coraggio di riconoscerlo, perché non sa cosa fare.&lt;/p>
&lt;p>Solamente per i canali che noi indichiamo ci sono soluzioni valide. Tutto è costruito per i vertici, per le dirigenze, per i privilegiati, per un misero 1% della società mondiale. &lt;strong>Crediamo che sia una necessità imperiosa produrre un cambiamento affinché tutto sia al servizio del popolo e della totalità della gente.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Questo comportamento menzognero di cui stavamo parlando ha creato nei popoli disillusione e stanchezza, nessuno vuol sapere niente di niente, ne hanno abbastanza e non credono più a nessuno.&lt;/p>
&lt;p>Quelle politiche socio-economiche insensibili hanno prodotto, e produrranno sempre più, forti straripamenti sociali, espressioni catartiche che non servono a niente e non sono utili a nessuno. Il conflitto tende a crescere e può arrivare ad una situazione assai critica che, di sicuro, non sarà risolvibile semplicemente con la repressione. Tali straripamenti sono un caso estremo e inconcludente del processo di liberazione di forze sociali che è in atto e che è oggi più facilmente osservabile nell&amp;rsquo;America Latina e nell&amp;rsquo;Europa dell&amp;rsquo;est.&lt;/p>
&lt;p>Indiscutibilmente, dal nostro punto di vista, sono necessarie altre forme di azione e di lavoro, che le dirigenze politiche si guardano bene dall&amp;rsquo;attuare, perché per farlo dovrebbero ascoltare il popolo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>continua…&lt;/em>&lt;/p></description></item></channel></rss>